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-o- Too late to die young -o-
22 aprile 2010

Aquile e formiche

Vista la città dalla collina sembra un gigantesco flipper…


Si ha a volte l’impressione che il mondo raccontato dalla televisione sia un mondo a sé, come tutto quello che ci raggiunge per mezzo del piccolo schermo.
Una sorta di magico universo parallelo, simile ai regni lontani in cui vivevano draghi e principesse, protagonisti di storie fantastiche che davano vita alle fiabe più ispirate.

Sembra che quello che osserviamo nel piccolo schermo venga recepito dalla nostra mente come una sorta di racconto, una serie di avvenimenti che hanno luogo nel regno di molto, molto lontano.
Un racconto che troviamo anche sui libri, nei giornali, nell’intricato pantano della rete.
Ne sentiamo parlare ovunque, ma tutto questo resta pur sempre un racconto.
Ed in effetti, chi ha mai visto coi propri occhi la notte illuminata dalle bombe al fosforo di Fallujia e di Gaza, chi ha mai sentito l’odore di un villaggio afghano bruciato, chi ha mai scambiato due parole con un padre californiano che ha perso la casa in seguito alla crisi del settore immobiliare?

Sono storie che appartengono ad altri, che succedono da qualche parte, forse.
Storie, nient’altro che storie, reali quanto il sonno della bell’addormentata, quanto la disperazione di Cenerentola che corre via dal ballo allo scoccare della mezzanotte.

Perché ci sono le storie, da una parte, e c’è la realtà, dall’altra.
La realtà fatta di un lavoro che non piace ma che tocca portare avanti, la realtà fatta di mutui trentennali e di casse integrazione, di serate in birreria e di ragazze irraggiungibili, di mariti annoiati e di figli stanchi ed assenti.
Ogni uomo ha un suo mondo, chiuso all’interno di una immaginaria circonferenza, stretta o larga che sia, una circonferenza che si estende fino a dove giunge il suo sguardo, il suo olfatto, fin dove vede e percepisce persone reali, che ama o che odia, o che gli sono –più probabilmente – del tutto indifferenti.

E’ naturale che sia così, perché la gravità ci tiene a terra, perché sappiamo riconoscere gli odori delle persone care, perché siamo esseri limitati, in grado di occuparci del nostro orto e della nostra staccionata.
Come le formiche ligie al loro dovere guardiamo il mondo dal basso verso l’alto, cercando di scorgere l’entrata della tana in cui depositare la scorta di cibo che ci portiamo in groppa; abbiamo dei percorsi preferenziali e li seguiamo con scrupolo, incrociamo le altre formiche a noi note e cerchiamo di portare a termine nel miglior modo possibile il nostro compito.
Quello che succede nelle altre valli non ci riguarda più di tanto –potrebbero anche non esistere altre valli.
E comunque sia, tutto questo ha poca importanza, dal momento che abbiamo già il nostro bel carico a cui pensare.
Questa è la visione della formica, la nostra.

Chi si librasse in aria e prendesse il volo vedrebbe un mondo del tutto diverso, fatto di tante valli e di miliardi di formiche, tutte diverse ma simili tra loro, e vedrebbe le macchine nuove ferme nel porto di Long Beach in attesa che tornino appetibili al mercato, vedrebbe il muro che avvolge la Cisgiordania, l’esplosioni in Iraq, Soros che dal suo ufficio studia la situazione finanziaria.
Un’aquila che sovrastasse i cieli potrebbe vedere tutto questo, e forse potrebbe domandarsi se ogni cosa non sia in qualche modo collegata, e se esista qualche possibilità che le grida che arrivano da quell’edifico neoclassico di Wall Street possano influenzare il percorso delle stoiche formichine che scheggiano veloci nel cemento gentile della Brianza.

Due visioni, due mondi, e nessuno è più o meno reale dell’altro.
Ci sono formiche che in una vita di viavai hanno creato una splendida tana ed hanno reso più vivibile la loro valle, senza mai uscire da essa, e ci sono aquile che a forza di sorvolare il pianeta per avere un quadro d’insieme del reale hanno disdegnato il contatto col suolo, finendo così per morire in volo senza aver potuto migliorare nemmeno di una virgola la terra che volevano salvare.

Due visioni e due mondi che a volte si incrociano, una o due volte ogni secolo, come quando un omino giunto al potere chissà come – ma tanto l’importante è che ci sia il pane a tavola – chiama i figli delle formiche alla guerra, e li spedisce a 2.000 chilometri di distanza.
L’aquila forse lo sapeva che sarebbe successo, così come sapeva che i castelli della finanza sono fatti di carta, e che presto o tardi il vento se li porterà via.
Questo sa l’aquila  e molte altre cose, ma una formica può nascere, edificare il suo mondo e morire prima che il vento arrivi e i nodi vengano al pettine.

 

Cilindro, viste laterali e vista dall’alto.

70 comments to Aquile e formiche

  • Santaruina

    E' un post composto essenzialmente da immagini.
    Il fatto è che da qualche tempo mi sto chiedendo quanto possa essere utile – e sopratutto intelligente – insistere nell'arrampicarsi sulla collina per quardare meglio quello che succede di sotto.

  • anonimo

    Quello che e' certo e' che il mondo moderno e' sempre piu' simile a quello degli insetti, di aquile ne sono rimaste poche.

    Zodiacus 

  • anonimo

    Se non sbaglio fu Luciano de Crescenzo a scrivere che

    "Siamo ageli con un'ala soltanto, e possiamo volare solo stando abbracciati". 

    Nè formiche nè aquile allora …ma qualcosa che non è nè più e nè meno. Semplicemente qualcosa di deverso.
    Siamo nati tutti per combattere la buona battaglia. Dobbiamo solo capirlo.

    Nico, caminante de Napoles

  • Santaruina

    In fondo le formiche non è detto che abbiano una connotazione negativa.

    Miliardi di formiche che lavorano in armonia possono anche costruire un bel mondo, ognuna occuppandosi a migliorare la sua di porzione di mondo.

    Così come può esistere un'aquila che dopo aver visto per davvero la totalità del mondo non traduce nella pratica nessuna delle sue conoscenze.

  • anonimo

    guardando i ribaltamenti del cilindro dalla vista dall'alto , cioè dall'aquila ,
    sembrerebbe si abbia meno "visione " rispetto a quello che  le viste laterali ,
    cioè quello delle formiche….
    vuoi vedere  che ……

    RNXRS

  • anonimo

    Ciao a tutti!!
    Ma siamo leoni? o formiche? forse siamo formicaleoni? XD

    In effetti le viste prospettiche della storia le abbiamo anche noi, "il silenzio degli innocenti" non è più una scusa, quello che manca è la conoscenza come nella "geometria descrittiva" che ci permetterebbe di avere la "reale" visione della storia.

    (sarebbe bello un post sui significati allegorici degli animali)
    ghibli.

  • anonimo

    Ciao a tutti!!
    Ma siamo leoni? o formiche? forse siamo formicaleoni? XD

    In effetti le viste prospettiche della storia le abbiamo anche noi, "il silenzio degli innocenti" non è più una scusa, quello che manca è la conoscenza come nella "geometria descrittiva" che ci permetterebbe di avere la "reale" visione della storia.

    (sarebbe bello un post sui significati allegorici degli animali)
    ghibli.

  • anonimo

    Ciao a tutti!!
    Ma siamo leoni? o formiche? forse siamo formicaleoni? XD

    In effetti le viste prospettiche della storia le abbiamo anche noi, "il silenzio degli innocenti" non è più una scusa, quello che manca è la conoscenza come nella "geometria descrittiva" che ci permetterebbe di avere la "reale" visione della storia.

    (sarebbe bello un post sui significati allegorici degli animali)
    ghibli.

  • anonimo

    Ciao a tutti!!
    Ma siamo leoni? o formiche? forse siamo formicaleoni? XD

    In effetti le viste prospettiche della storia le abbiamo anche noi, "il silenzio degli innocenti" non è più una scusa, quello che manca è la conoscenza come nella "geometria descrittiva" che ci permetterebbe di avere la "reale" visione della storia.

    (sarebbe bello un post sui significati allegorici degli animali)
    ghibli.

  • Chapucer

    Quando vedo immagini così belle, non posso che incantarmi, osservando la loro leggerezza così carica di fascino e mistero, voler comprendere ciò che all'uomo è negato vivere ma è possibile invidiare…permettendoci di sognare,
    ma questo è un limite che riguarda soprattutto la visione, come tu giustamente fai notare…
    dall'alto vedi la globalità del mondo, senti le correnti, e la divinità che le attraversa…
    dalla terra vivi solo quello che senti fisicamente, la limitazione del corpo…
    ma l'osservazione va ampliata anche quando è relegata ad un piccolo spazio…e succede (non solo nei sogni) che proprio dai piccoli spazi, possa nascere una storia, un'esperienza, un libro (quanti scrittori hanno testimoniato la loro vita chiusi tra quattro pareti…?)
    è proprio la forte immaginazione, unita all'esperienza e alla conoscenza dei fatti, che può aiutarci a crescere, ad ampliare le ali…a "volare"…
    la linea che unisce la nostra interiorità al mondo reale è così sottile, ha bisogno di silenzio per essere ascoltata, e tutto poi si trova e si ritrova, smarrendosi di nuovo…

    (Bellissimo questo tuo :-)

  • anonimo

    Dimentichi che l'aquila, lì dall'alto, scorge il serpente, si getta in picchiata, lo afferra e lo uccide.

    Basta non farsi distrarre troppo dal paesaggio.

    Tommy

  • anonimo

    Caro Santa,

    dimentichi che non puoi scegliere se essere aquila o formica. Ci nasci. E basta. E – a volte verrebbe da dire – purtroppo.

  • anonimo

    Pardon,

    anch'io dimenticavo una cosa. L'autore del commento numero 9 sono io, il dominus di bamboccioni alla riscossa. 

    Un saluto, 

    Antonio

  • anonimo

    Questo è un post che, stranamente, mi aspettavo di leggere. Forse perché le mie attuali riflessioni – condivise, guarda caso, proprio in questi giorni con un amico comune – combaciano con le tue.

    L'impressione mia è di essere una formica che ha sognato di essere un'aquila. Che ha visto – oh se ha visto! – molte cose che, se ignorate, probabilmente avrebbero fatto meno male. E molte cose che non sono altro che diversioni, presumibilmente studiate per distogliere lo spirito dell'aquila dal suo vero obiettivo, che è nel mondo delle formiche.

    È come il volo di Icaro, giunto ad un passo dal sole ma con ali assolutamente inadeguate. Non sarà più saggio planare in sicurezza giù nella valle? Io non mi sento portato per il sacrificio eroico – in nome di cosa, se il mio tempo passa e scorre veloce nella pianura?

    Non sarà allora più efficace risvegliarsi nel formicaio, conservando l'aquila nel cuore e, magari, cercando di trasmettere la sua visione alle altre formichine? Chissà che non ne abbiano un gran bisogno anche loro…

  • Santaruina

    Ciao RNXRS

    guardando i ribaltamenti del cilindro dalla vista dall'alto , cioè dall'aquila ,
    sembrerebbe si abbia meno "visione " rispetto a quello che  le viste laterali, cioè quello delle formiche….

    la cosa buffa è che nessuna rappresentazione è falsa.
    Entrambe parziali, ed entrambe vere..

    ____________________________

    Ghibli
    (sarebbe bello un post sui significati allegorici degli animali)

    è un post che sicuramente andrebbe fatto.
    Dopo quello sul significato dei numeri, che avevo in mente di scrivere da due anni, una breve esposizione sul simbolismo animale potrebbe risultare utile.
    A presto

    _________________________________

    Chapucer
    ti ringrazio, bello anche il tuo intervento. :-)

    _________________________________

    Tommy
    Basta non farsi distrarre troppo dal paesaggio.

    E' questo il punto; ci sono aquile che si fanno talmente prendere da quello che succede sotto che si dimenticano di poggiare a terra..

    A presto

  • Santaruina

    Questo è un post che, stranamente, mi aspettavo di leggere.

    forse mi ero già tradito 3 anni fa intitolando il blog Tra Cielo e Terra :-)
    E' una questione che mi fa pensare da tempo, e in questi giorni in misura ancora maggiore.
    Concordo Pax, comunque, con quello che dici.
    In fondo il nostro posto è qui, e forse, per la grande maggioranza di noi, il bene che possiamo fare lo possiamo compiere quasi esclusivamente all'interno della nostra circonferenza.

    C'è del vero però anche in quello che dice Antonio (che saluto).
    La maggioranza di noi, in qualche modo, riesce a portare bene a termine il suo compito di formica, e se non si fosse ancora compreso, non vi è alcuna accezione negativa in questo tenace animaletto.
    La maggioranza delle persone sa farsi carico dei pesi della propria realtà.
    Io ammiro, e un po' invidio, chi naturalmente trova il suo posto qui sotto, e porta avanti il suo carico.

    Io non ci sono mai riuscito, e mi sono sempre trovato a mio agio nell'osservare il tutto dall'alto.
    Con l'unico inconveniente di non essere aquila, per restare in metafora, ma solo una formica che ha sognato di essere un'aquila :-)

    E questo, alla lunga, crea problemi.

    Pensavo inoltre a come la vita "reale" prevalga sempre e comunque sulle visioni d'insieme, sullo studio delle grandi questioni.
    Un familiare malato, un lavoro perso, un amore senza lieto fine, ed ecco che niente altro importa, ecco che la grande crisi e wall street e il bilderberg tornano ad essere racconti di fantasie, romanzi di un mondo lontano.

    Ho divagato..

    A presto :-)

  • gigipaso

    no non hai divagato…..

    ciao ggp

  • Santaruina

    Forse no.
    Ciao Gigi :-)

  • anonimo

    Stavo cercando le allegorie degli animali mi sono imbattuto in un blog che spiega solo le immagini alchemiche, a un primo impatto sembra buono lo spammo :/ LINK
    ghibli.

  • anonimo

    Stavo cercando le allegorie degli animali mi sono imbattuto in un blog che spiega solo le immagini alchemiche, a un primo impatto sembra buono lo spammo :/ LINK
    ghibli.

  • anonimo

    Stavo cercando le allegorie degli animali mi sono imbattuto in un blog che spiega solo le immagini alchemiche, a un primo impatto sembra buono lo spammo :/ LINK
    ghibli.

  • anonimo

    Stavo cercando le allegorie degli animali mi sono imbattuto in un blog che spiega solo le immagini alchemiche, a un primo impatto sembra buono lo spammo :/ LINK
    ghibli.

  • anonimo

    Ciao a tutti, che bel post Santa.
     
    A me piace pensare non ci sia  distinzione tra aquila e formica, ma che in realtà siamo tutte formiche,  delle formiche alate. Una ristretta minoranza riesce a liberare queste ali e vedere la prospettiva dall'alto, ma poi tutte prima o poi devono tornare a terra.

    Tornando a terra, il loro contributo è dato dalla misura in cui riescono a comunicare la prospettiva al formicaio. Il loro contributo quindi è strettamente collegato alla grandezza stessa del formicaio e dal ruolo che la formica alata ha in questo contesto. 

    Tutte le formiche alate lasciano un contributo, anche scrivendo un blog o solo confidandosi con la propria compagna.

    Un abraccio

    Zaza

  • anonimo

    Il concetto di utilitarismo, ritenuto dagli alchimisti del '700 (gli illuministi) uno dei fenomeni più importanti per la sopravvivenza della specie e dell'individuo

    Ghibli, una persona che chiama gli illuministi "alchimisti del 700" chiaramente non ha la più pallida idea di cosa un alchimista sia.

    Viene detto che l'alchimista cerca "la via di mezzo", ma non è chiaro né come questo stato venga ottenuto né cosa veramente comporti.

    In realtà l'alchimista vero e proprio si posiziona tra Cielo e Terra solo nel momento in cui ha ottenuto prima la morte a ciò che è terreno ed al suo Io, poi la purificazione ed illuminazione spirituale e quindi una ridiscesa sotto forma di "Uomo Reale", direbbe qualcuno, in grado di porre in sintesi perfetta ed armoniosa ogni aspetto dell'umanità.

    A me questa della "propriocezione" sembra un'invenzione di sana pianta di chi non ha affatto compreso di cosa si sta parlando.

    Fabiano

  • anonimo

    Grazie Fabiamo per la tua analisi
    ghibli :-)

  • anonimo

    Siccome le nature individuali di ognuno sono diverse c'e chi ha piu' in se' la natura della formica e chi quella dell'aquila. Io preferisco l'aquila con il suo volo planato elevato e  solitario dal quale ha una visione ed una prospettiva molto ampia. Se poi esso e 'inutile tale puo' essere dal suo punto di vista anche l'affannarsi caotico ma organizzato delle formiche che mi ricorda tanto l'uomo moderno. Quello che vede l'aquiila se vola sopra ad una citta' d'oggi e' come un'escrescenza tumorale sulla superficie della terra, inutile e dannosa. 
    Le formiche con ali poi sarebbero solamente dei fastidiosi moscerini non certo della aquile.

    Zodiacus  

  • Santaruina

    Ciao zaza, grazie a te  :-)

    ______________________________

    Sul sito segnalato da ghibli direi che concordo con Fabiano.
    D'altra parte si tratta di un argomento in cui molte cose possono venir dette.
    Probabilmente l'atteggiamento migliore è il leggere criticamente diversi punti di vista, sempre "criticamente", appunto.

    A presto

  • anonimo

    Davvero un'ottima metafora. E' sempre un piacere leggerti :)

  • elio_c

    Io penso che la polarizzazione estetica che la metafora istituisce sia eccessivamente connotata, almeno nella nostra cultura, e quindi in buona misura fuorviante, anche perchè le "aquile" (specie se "self-appointed") non vivono certo della sola aria fine che respirano, e quando vien fame i supermercati aperti che punteggiano quella grigiastra massa tumorale che ben si osserva dalle cime delle montagne appaiono più promettenti di un'aspra landa incontaminata. A proposito di formiche invece, volevo segnalarti un articolo che mi è piaciuto molto (ma che forse avrai già letto) e che mi pare investa direttamente questi temi in un'ottica un po' più "inglobante". Ciao

    http://fofoa.blogspot.com/2010/04/life-in-ant-farm.html

  • anonimo

    Siccome l'umanita' esiste da un bel numero di anni molti dei quali vissuti senza supermercati si riesce facilmente a  dedurre che non e' che siano poi cosi' necessari, specialmente poi visto che sono  la logica conseguenza del "progresso"/consumo (al 99% inutile) e dello sfruttamento controproducente dell'ambiente. Meglio le aquile (sanno procacciarsi il cibo da sole) che gli inebetiti consumatori self-appointed… 

    Zodiacus

  • anonimo

    Ho l'impressione che la metafora di Santa sia stata leggermente fraintesa, e così il senso del post.

  • anonimo

    Non credo sia stato frainteso. E' un suo (e anche di tanti altri) personale dubbio esistenziale quello di non sapere se cercare di "vedere" la realta' per cio che e' sia alla fine positivo oppure no, soprattutto se ci si grava del fardello di volerlo spiegare agli "altri", quando cio e' ben difficile. Il sentirsi "missionati" puo' provocare piu' dubbi che certezze soprattutto se cio' ce lo autoimponiamo visto che nessuno costringe a farlo. 
    Ripeto che ognuno ha la sua natura individuale che puo' essere simile per empatia o per caratteristica innata a quello della formica o a quello dell'aquila. Il mondo delle formiche puo' sembrare piu' rassicurante perche' accomuna tutti i componenti nella stessa frenetica e brulicante attivita' mentre il volo solitario dell'aquila pare non aver nulla di "utilitaristico". Ma e' ben piu' simile quest'ultimo alla ricerca del reale: esso e' un viaggio pericoloso e solitario nell'ignoto . 
    Sia l'aquila che le formiche vedono il mondo per quello che e' nelle loro facolta', non hanno filtri, sanno benissimo quello che fanno e perche' lo fanno e lo devono fare. L'Uomo che in verita' e' il Signore di questo mondo lo potrebbe fare ad un livello ben piu' profondo. Per questo salire sulla collina per vedere cio' che sta sotto e' comunque necessario anche se richiede uno sforzo immenso: lo stesso dubbio del "ne vale la pena" puo' esser posto anche se si resta ai piede dell'altura…

    Zodiacus
     

  • anonimo

    OT
    sulla allegoria degli animali…
    c'è un cagnolino che trovo spesso nei film come in "Ghost in the Shell" (Gabu da Gabriel), "The Sky Crawlers", "Avalon", "Alita" (james cameron sta realizzando), allegorizza cosa?
    ghibli

    http://www.intercom.publinet.it/ic14/immagini/avalon.jpg

  • Santaruina

    Le metafore in fondo vanno prese per quello che sono, delle semplici allegorie.
    Non si dovrebbe scavare troppo in fondo ad esse; pi importante soffermarsi su quello che evocano.
    Avrei potuto intitolare il post "la visione dell'aquila e la visione della formica", oppure "la visione dall'alto e la visione dal basso", oppure "l'esperienza contingente  e l'analisi dell'origine delle cause secondo una osservazione macrostrutturale: due prospettive".
    Ma l'aquila e la formica suonava meglio.

    Un saluto anche a Endeeder.

    _______________________________

    Elio
    molto interessante l'articolo che segnali, ma tratta di un argomento del tutto distante dal mio. :-)

    A presto

  • elio_c

    A me non sembrava così "del tutto", ma indubbiamente ciascuno
    ha un'agenda che gli condiziona l'intendere, quindi se a te pare
    così è così :-) Ciao Santa

  • anonimo

    Come Elio anch'io attribuivo un significato alle formiche simile al link.
    E anche i commenti precedenti complicano il significato che attribuisco all'aquila e al serpente citato.

    L'aquila l'ho sempre interpretata come l'anima evoluta, perché (#9) non puoi scegliere (?) ma ci nasci? non ci si può diventare?

    Il serpente è il pensiero alto o basso che sia (serpes penser), è molto utilizzato e mi sembrava maggiormente con valenza positiva si pensi che anche il Cristo in alcuni amuleti viene raffigurato come serpente con corona a 7 o 12 punte (?) o come serpente sulla croce, in questo caso ovviamente ha una valenza negativa, ma forse è meglio fare quel post sugli animali, altrimenti il significato dell'allegoria cambia e non di poco.
    ghibli.

  • anonimo

    Puo' essere interessante fare un posti sul simbolismo legato agli animali ma non e' come fare una tabellina dei generi e delle specie: il simbolismo e' prima di tutto sempre duplice nel significato e poi va pure contestualizzato: il Serpente e' anche quello che simboleggia la duplice forza cosmica  come attestato dal Caduceo oppure un simbolo del Verbo e cosi' via. Credo che nel caso del post attuale si cercasse  di puntualizzare su due punti di vista o di interpretazione piuttosto che sulla valenza simbolica degli animali. Forse era meglio non utilizzare l'aquila ma un altro volatile meno presente nella simbologia, ma cio' non preclude comunque cio' che si voleva far intendere.

    Zodiacus

  • anonimo

    A parte le molte valenze simboliche (del serpente c'è ne sono almeno un'altra dozzina) non capisco l'aquila.
    Il serpente è si ambivalente ma la sua contrapposizione è l'aquila (corrispettivo del leone in cielo)…
    Ma nell'allegoria l'aquila devo intendere come stato del pensiero umano, come conoscenza, come provvidenza, come evoluzione, come appartenenza a un gruppo, come entità a se, come ecc… questo perchè non capisco il commento #9
    ghibli

  • anonimo

    Seee… potevi almeno dire hakuna matata XD se volevi far peggio potevi mettere pikachu ^^

    Non ho capito l'allegoria, sono serio.

    Ho trovato un'altro post intitolato "Formica o aquila?" molto simpatico, aiuta?
    ghibli.

  • anonimo

    Seee… potevi almeno dire hakuna matata XD se volevi far peggio potevi mettere pikachu ^^

    Non ho capito l'allegoria, sono serio.

    Ho trovato un'altro post intitolato "Formica o aquila?" molto simpatico, aiuta?
    ghibli.

  • anonimo

    Seee… potevi almeno dire hakuna matata XD se volevi far peggio potevi mettere pikachu ^^

    Non ho capito l'allegoria, sono serio.

    Ho trovato un'altro post intitolato "Formica o aquila?" molto simpatico, aiuta?
    ghibli.

  • anonimo

    Seee… potevi almeno dire hakuna matata XD se volevi far peggio potevi mettere pikachu ^^

    Non ho capito l'allegoria, sono serio.

    Ho trovato un'altro post intitolato "Formica o aquila?" molto simpatico, aiuta?
    ghibli.

  • Chapucer

    :-)
    l'allegoria sta nel fatto che l'aquila, ossia il volatile per eccellenza, ambisce alle altezze e non solo, da quelle ha una viosne logicamente più ampia (non dico più profonda) e quindi il suo giudizio può abbracciare l'intero cosmo, mentre la formica, pur essendo una grandissima lavoratrice, e non solo, perchè è anche molto socievole e solidale nei suoi comportamenti, pur essendo un modello di operosità ammirevole, non potrà mai possedere quel "quid" che solo il volo permette di vedere.
    per questo la vera bellezza, la vera "visione" sta nel mezzo di questi due poli che gli animali in questo caso rappresentano.
    la via di mezzo in realtà è la via più difficile da percorrere.

  • anonimo

    Grazie Chapucer della tua disponibilità.

    Ma i miei dubbi sono incentrati, sul commento netto che sostiene che si "nasce" aquila, che non si sceglie, non ci si diventa.
    Infatti solitamente la formica non può tramutarsi in aquila, i passaggi classici sono "leone, aquila, grifone" anche "scorpione, serpente, aquila, fenice", ma in questo caso non stiamo parlando di una evoluzione ma bensì di uno stato di nascita di sangue, o no? che poi questi possano scegliere avendo una visione globale di agire o meno localmente, l'ho capito.

  • Santaruina

    Ghibli
    Ma nell'allegoria l'aquila devo intendere come stato del pensiero umano, come conoscenza, come provvidenza, come evoluzione, come appartenenza a un gruppo, come entità a se, come ecc…

    Nel commento 29 ho cercato di chiarire la questione.
    Difficile chiarire ulteriormente.

    A presto

  • anonimo

    ciao, sono @lice del blog Oltrelospecchio ( http://aliceoltrelospecchio.blogspot.com ).

    Aquile o formiche?
    io inquadrerei la società umana odierna in altro modo…

    ..secondo me siamo TACCHINI:

    un tempo eravam pennuti alati e librantesi nel cielo, poi per inerzia, stupidità o altro le nostre ali cominciarono ad atrofizzarsi sewmpre più ad ogni generazione…

    ..adesso noi tacchini viviamo a terra, paffuti e un po' boriosi…
    ma quando sovviene il pericolo o presi da un ancestrale ricordo, ogni tanto cerchiamo di spiccare il volo, riproducendo per lo più goffi svolazzi…

    Un atavici ricordo ci suggerisce che un te,mpo volammo, ma adesso i più abili di noi arrivano a sfiorare il cielo solo per un istante…

    by
    @lice (Oltre lo Specchio)

    ________________________

    ..Segui il ConiglioBianco!

    http://aliceoltrelospecchio.blogspot.com

  • anonimo

    Ciao, sono @lice del blog Oltrelospecchio ( http://aliceoltrelospecchio.blogspot.co, )!

    Studio Scienze Naturali, che comprende anche un esame di entomologia, e all'esame la mia "domanda a scelta" (il docente era moolto moolto bravo…) verteva proprio sugli Insetti Sociali; per questo il post mi ha fatto venire in mente alcune cose (vado a memoria, l'esame l'ho dato + di 2 anni fa e il libro è dispeso da qualche parte in casa, prerciò potrei scrivere qualche imprecisione):

    Le formiche sono state molto probabilmente i primi agricoltori nella storia della terra (o forse sono state le termiti che coltivano funghi): 
    imfatti esse coltivano funghi (parlo delle "formiche tagliafogllie) nei loro formicai facendoli crescere su un adatto substrato di foglie, doisponendo le spore ed eliminando i fuinghi dannosi..e facendo dei bei raccolti…

    Altre formiche invece sono stati i primi pastori della storia: 

    infatti allevano gli afidi (piccoli insetti parassiti delle piante che ne succhiano la linfa e producono dolci cacchette di melata che le formicher mangiano), li stabulano in zone adibite del formicaio e li nutrono con foglie appositamentye preoarati oppure li fanno pascolare all'esterno sulle piante e li "mungono" dalla melata (è una cosa carinissima: la formica tocca l'afide con le antenne picchettandolo in un certyo modo ed esso espellke una gocciolina di melata che la formica raccoglie, poi si passa al prossimo afide e si ripete la procedura).

    Anche i formicai sono splendidi esempi di architettura: non ne esistono 2 uguali ed alcuni sono immense megalopoli x formiche, dotati di complessi sistemi di aerazione e mantenimento della temperatura, di stanze adibite ai vari compiti utili alla comunità ecc (anche i termitai sono allo stesso modoi meravigliosi, inoltre le termiti cehe e piccole riescono a costruirli secondo un progetto concordato e sempre innovativo anche quando separate dalle altre da una lastra di piombo: insomma o hanno un'intelligenza  singola molto superiore a ciò che si pensa oppure la loro forza sta nell'intelligenza di gruppo e in una comunicazione di alcune informazioni x mezzo di mezzi ignoti capaci di penetrare spesse lastre di piombo..)…

    Insomma, formiche architetto, pastori e agricoltori da molto molto prima che l'uomo facesse la sua comparsa sulla terra…

    è anche interessante notare che le uniche formiche alate sono i maschi, che mantengono le ali SOLO per il tempo del volo nuziale atto a fondare un nuovo formicaio, poi perdono le ali…

    In pratica metaforicamente la formica (o meglio alcune formiche) diventa alata solo quando abbandona il vecchio mondo x crearne uno nuovo (portando però "il seme" dal vecchio)….
    sarebbe a dire che finchè viviamo nel vecchio formicaio possiamo cambiarlo solo limitatamente aggiungendo ad es nuove stanze, portando e trovando cibo ecc.. ma se vogliano una società diversa dobbiamo ripartire da capo portando dal vecchio formicaio solo l'essenziale x ricominciare….però guarda caso anche nel nuovo formicaio non avremo ali (ma manterremo il ricordo di quell'unico inebriante volo) e lo edificheremo si, diverso dal primo, ma sempre secondo le stesse regole di base, e lo organizzeremo sempère secondo le regole gerarchiche tipiche delle formiche…
    Insomma, la storia della formica assimiglia alla maledizione umana: tutto cambia ma tutto resta uguale e il nuovo mondo è sostanzialmente una nuova versione del vecchio…

    …un tantino massonica come cosa: mi inquieta…

    beh, le formiche sono ottimi architetti, sono gerarchiche, basate sul lavoro schiavista ecc…dovevo aspettarmi che appartenessero alla massoneria e mirassero al NWO…

       ;-)

    by
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  • anonimo

    Grazie Santa per questo post chiarificatore.

    Da un pò rifletto su queste questioni e mi hai dato degli ottimi spunti.

    Sto pensando di tornare ad essere una semplice formichina: volare stanca più dell'accumulo di chicchi di grano…

    Grazie e a presto

    sR

  • anonimo

    Fuori tema:
    più che aquila o formica , i Virgin Steele te qualificano come DINOSAURO METALLARO !!
    Sempre in gamba !
    Ottimo post …
    Salutoni
    Lorenzo

  • Santaruina

    Alice
    grazie davvero per il tuo intervento.
    Mi ha colpito molto anche il fatto che le formiche acquisiscano le ali solo quando debbono "fondare" un "nuovo mondo".
    Un allegoria che fa pensare..

    A presto

    ______________________

    sR
    grazie a te :-)

    _________________

    Lorenzo
    sono felice che tu conosca i Virgin Steele:-)
    secondo il mio parere sono eccezionali, e purtroppo non noti come meriterebbero.

    Un saluto a te :-)

  • anonimo

     Rispondo a Santaruina:

    si..solo quando devono fondare iuna nuova colonia e solo un limitato numero di formiche maschio da riproduzione…
    Tutte le altre (a parte la regina prescelta x fondare la nuova colonia e trasportata mi pare dai maschi alati) rimangono senza ali nella vecchia colonia…

    Poi ai maschi alati, poco dopo aver trovato un posto x la nuova colonia, le ali cadono spontaneamente….

    Alla fine è il vecchio sogno dei Burattinai ridfurci a una colonia di formiche umane, e secondo me è x questo motivo che sono così ossessionati dalle gerarchie e dalla specializzazione dei compiti (formiche operaie o soldato si nasce o si viene indirizzati subito dopo la nascita, ed è così x gran parte degli insetti sociali)…ed è xx questo che il loro supremo desiderio sta nel cipparci tutti e nel controllarci  da una postazione remota a mo' di zomby transumani…

    Anche le api in quanto insetti sociali hanno società simili (probabilmente Huxley si è ispirato alle api nel descrivere la società del sui "Mondo Nuovo", in particolare quando descriveva le caste di individui e la trasformazione dei feti in alpha beta ecc tramite somministrazione doi sostanze e nutrienti differenti, esattamente come accade x le api), e forse non è un caso che fra gli stemmi faraonici ci fossero il Carice (Papiro) e l' APE, poi ripresa nei blasoni nobiliari di epoche ben successive (mi sembra in quello dei Merovingi ma non vorrei sbagliarmi)…

    Tornando alle formiche esse poi appartengono all'ordine dei Ditteri, cioè degli insetti a 2 ali…ma sembra che durante la loro differenziazione abbiano perso le ali molto tempo fa (x poi farle appunto sviluppare brevemente solo nei maschi da riproduzione): quindi metaforicamente sui può dire che in ogni formica c'è la potenzialità (anche genetica) di sviluppare ali, e che in ogni formica c'è il ricordo ancestrale di quando erano insetti alati e non sociali….

    Chissà come mai nei simboli si trovano le api, ma non altri insetti sociali come termiti e fortmiche (o forse ci sono ma io non li conosco)?

    by
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  • Santaruina

    Avevo letto qualche anno fa il libro "Dio delle stelle, Dio delle formiche", di Rémy Chauvin, etologo tra i più preparati, e davvero l'analisi che faceva dell'organizzazione sociale delle formiche rivelava aspetti straordinari.

    E' un mondo davvero interessante, e probabilmente, come tu dici, ci sono persone che l'hanno studiato a lungo con una nemmeno velata intenzione di applicare tali conoscenze nell'organizzazione sociale umana.

    A presto

  • anonimo

    Caro Carlo, vorrei permettermi di rispondere al tuo primo commento, portando anche parte della mia esperienza.
    Ci sono aquile che dopo un po' possono stancarsi di volare alto, di non partecipare dei piccoli problemi quotidiani, con le loro preoccupazioni, e di continuare a guardare il mondo attraverso schemi sempre più ampi e per alcuni, formiche e formichieri, sempre più astratti e scollegati dal mondo.
    per farla breve, anche se a volte può non sembrarti, quello che fai per molti può essere indispensabile.
    per farla meno breve: questo blog è stato fondamentale per me, dico sul serio, mi ha insegnato a guardare a certe tematiche con meno foga curiosa, quella che ti fa interessare di qualsiasi argomento stravagante per poi lasciarlo lì dov'era senza che nulla cambi, quindi con più serietà. un po' di tempo fa ti avevo scritto via mail per chiederti consigli di lettura e prima di trovare queste pagine virtuali non avevo mai sentito nominare Guénon e pensavo del blogger…"forte questo qui, potrebbe anche essere un punto di vista valido il suo, se non fosse cristiano"…e pian piano che andavo avanti pensavo che l'unico inghippo di chi la pensa come te era proprio la fede; tra i tanti ostacoli da "superare", mi dicevo che forse ti mancava quest'ultimo…ma tutto questo mi affascinava. e non credevo di doverla scoprire anch'io per capire qualcosa di quanto sta succedendo. il tuo consiglio a proposito delle letture di Guénon è stato determinante nonché l'inizio del viaggio, che continuerà a proseguire indefinitamente. Ho letto quindi quasi tutti i suoi libri e credo anche di aver trovato chi lo supera… ma tutto questo, e il processo di conversione personale, dovevano cominciare da qualche parte.
    Tornerei sul modo di trattare gli argomenti: valore che comprendo solo in queste settimane, quando a volte mi son ritrovato a dire la mia opinione senza troppi problemi e a subire reazioni di difesa, come se le mie parole fossero un attacco alla persona. E mi sono accorto che anch'io ho spesso reagito così e probabilmente continuo a farlo…la verità va conquistata con fatica, e me la sto figurando come una scala che, anche se offuscata, raggiunge perfino gli spazi dove stanno le menzogne. Mi sono ritrovato spesso davanti a risposte evasive da parte di chi sicuramente la sapeva più lunga di me, ma non era un modo per limitarmi ma per spronarmi.
    continua così,
    Pol
    (per una volta mi firmo per bene)

  • anonimo

    Caro Carlo, vorrei permettermi di rispondere al tuo primo commento, portando anche parte della mia esperienza.
    Ci sono aquile che dopo un po' possono stancarsi di volare alto, di non partecipare dei piccoli problemi quotidiani, con le loro preoccupazioni, e di continuare a guardare il mondo attraverso schemi sempre più ampi e per alcuni, formiche e formichieri, sempre più astratti e scollegati dal mondo.
    per farla breve, anche se a volte può non sembrarti, quello che fai per molti può essere indispensabile.
    per farla meno breve: questo blog è stato fondamentale per me, dico sul serio, mi ha insegnato a guardare a certe tematiche con meno foga curiosa, quella che ti fa interessare di qualsiasi argomento stravagante per poi lasciarlo lì dov'era senza che nulla cambi, quindi con più serietà. un po' di tempo fa ti avevo scritto via mail per chiederti consigli di lettura e prima di trovare queste pagine virtuali non avevo mai sentito nominare Guénon e pensavo del blogger…"forte questo qui, potrebbe anche essere un punto di vista valido il suo, se non fosse cristiano"…e pian piano che andavo avanti pensavo che l'unico inghippo di chi la pensa come te era proprio la fede; tra i tanti ostacoli da "superare", mi dicevo che forse ti mancava quest'ultimo…ma tutto questo mi affascinava. e non credevo di doverla scoprire anch'io per capire qualcosa di quanto sta succedendo. il tuo consiglio a proposito delle letture di Guénon è stato determinante nonché l'inizio del viaggio, che continuerà a proseguire indefinitamente. Ho letto quindi quasi tutti i suoi libri e credo anche di aver trovato chi lo supera… ma tutto questo, e il processo di conversione personale, dovevano cominciare da qualche parte.
    Tornerei sul modo di trattare gli argomenti: valore che comprendo solo in queste settimane, quando a volte mi son ritrovato a dire la mia opinione senza troppi problemi e a subire reazioni di difesa, come se le mie parole fossero un attacco alla persona. E mi sono accorto che anch'io ho spesso reagito così e probabilmente continuo a farlo…la verità va conquistata con fatica, e me la sto figurando come una scala che, anche se offuscata, raggiunge perfino gli spazi dove stanno le menzogne. Mi sono ritrovato spesso davanti a risposte evasive da parte di chi sicuramente la sapeva più lunga di me, ma non era un modo per limitarmi ma per spronarmi.
    continua così,
    Pol
    (per una volta mi firmo per bene)

  • anonimo

    Caro Carlo, vorrei permettermi di rispondere al tuo primo commento, portando anche parte della mia esperienza.
    Ci sono aquile che dopo un po' possono stancarsi di volare alto, di non partecipare dei piccoli problemi quotidiani, con le loro preoccupazioni, e di continuare a guardare il mondo attraverso schemi sempre più ampi e per alcuni, formiche e formichieri, sempre più astratti e scollegati dal mondo.
    per farla breve, anche se a volte può non sembrarti, quello che fai per molti può essere indispensabile.
    per farla meno breve: questo blog è stato fondamentale per me, dico sul serio, mi ha insegnato a guardare a certe tematiche con meno foga curiosa, quella che ti fa interessare di qualsiasi argomento stravagante per poi lasciarlo lì dov'era senza che nulla cambi, quindi con più serietà. un po' di tempo fa ti avevo scritto via mail per chiederti consigli di lettura e prima di trovare queste pagine virtuali non avevo mai sentito nominare Guénon e pensavo del blogger…"forte questo qui, potrebbe anche essere un punto di vista valido il suo, se non fosse cristiano"…e pian piano che andavo avanti pensavo che l'unico inghippo di chi la pensa come te era proprio la fede; tra i tanti ostacoli da "superare", mi dicevo che forse ti mancava quest'ultimo…ma tutto questo mi affascinava. e non credevo di doverla scoprire anch'io per capire qualcosa di quanto sta succedendo. il tuo consiglio a proposito delle letture di Guénon è stato determinante nonché l'inizio del viaggio, che continuerà a proseguire indefinitamente. Ho letto quindi quasi tutti i suoi libri e credo anche di aver trovato chi lo supera… ma tutto questo, e il processo di conversione personale, dovevano cominciare da qualche parte.
    Tornerei sul modo di trattare gli argomenti: valore che comprendo solo in queste settimane, quando a volte mi son ritrovato a dire la mia opinione senza troppi problemi e a subire reazioni di difesa, come se le mie parole fossero un attacco alla persona. E mi sono accorto che anch'io ho spesso reagito così e probabilmente continuo a farlo…la verità va conquistata con fatica, e me la sto figurando come una scala che, anche se offuscata, raggiunge perfino gli spazi dove stanno le menzogne. Mi sono ritrovato spesso davanti a risposte evasive da parte di chi sicuramente la sapeva più lunga di me, ma non era un modo per limitarmi ma per spronarmi.
    continua così,
    Pol
    (per una volta mi firmo per bene)

  • anonimo

    Caro Carlo, vorrei permettermi di rispondere al tuo primo commento, portando anche parte della mia esperienza.
    Ci sono aquile che dopo un po' possono stancarsi di volare alto, di non partecipare dei piccoli problemi quotidiani, con le loro preoccupazioni, e di continuare a guardare il mondo attraverso schemi sempre più ampi e per alcuni, formiche e formichieri, sempre più astratti e scollegati dal mondo.
    per farla breve, anche se a volte può non sembrarti, quello che fai per molti può essere indispensabile.
    per farla meno breve: questo blog è stato fondamentale per me, dico sul serio, mi ha insegnato a guardare a certe tematiche con meno foga curiosa, quella che ti fa interessare di qualsiasi argomento stravagante per poi lasciarlo lì dov'era senza che nulla cambi, quindi con più serietà. un po' di tempo fa ti avevo scritto via mail per chiederti consigli di lettura e prima di trovare queste pagine virtuali non avevo mai sentito nominare Guénon e pensavo del blogger…"forte questo qui, potrebbe anche essere un punto di vista valido il suo, se non fosse cristiano"…e pian piano che andavo avanti pensavo che l'unico inghippo di chi la pensa come te era proprio la fede; tra i tanti ostacoli da "superare", mi dicevo che forse ti mancava quest'ultimo…ma tutto questo mi affascinava. e non credevo di doverla scoprire anch'io per capire qualcosa di quanto sta succedendo. il tuo consiglio a proposito delle letture di Guénon è stato determinante nonché l'inizio del viaggio, che continuerà a proseguire indefinitamente. Ho letto quindi quasi tutti i suoi libri e credo anche di aver trovato chi lo supera… ma tutto questo, e il processo di conversione personale, dovevano cominciare da qualche parte.
    Tornerei sul modo di trattare gli argomenti: valore che comprendo solo in queste settimane, quando a volte mi son ritrovato a dire la mia opinione senza troppi problemi e a subire reazioni di difesa, come se le mie parole fossero un attacco alla persona. E mi sono accorto che anch'io ho spesso reagito così e probabilmente continuo a farlo…la verità va conquistata con fatica, e me la sto figurando come una scala che, anche se offuscata, raggiunge perfino gli spazi dove stanno le menzogne. Mi sono ritrovato spesso davanti a risposte evasive da parte di chi sicuramente la sapeva più lunga di me, ma non era un modo per limitarmi ma per spronarmi.
    continua così,
    Pol
    (per una volta mi firmo per bene)

  • anonimo

    Stamane siccome ero libero ed era una bella giornata l'ho passata in campagna e verso l'ora di pranzo mi sono seduto sotto l'ombra di un ulivo. Ho subito sentito un concerto di canti di vari uccelli di varie specie  che formavano una sorta di canto, controcanto e melodie che mi ha fatto subito pensare all'analogia del dono delle lingue. Dopo un po' ho notato nell'aria il volo  di due falchi che ho assimilato immediatamente a quello dell'aquila del post. I due falchi sempre in planata (non hanno mai sbattuto le ali) incrociavano il loro volo in cerchi concentrici man mano sempre piu' stretti e poi via via  piu' larghi con una geometria, una naturalezza ed una semplicita' "innata". Per cui ho subito realizzato di come l'uomo-formica sia un essere aberrante che per volare lo fa meccanicamente su dei mezzi goffi ed artificiali, che non lo fanno "volare" ma semplicemente spostare nell'aria. Provando ad immaginare la visuale dei falchi e la facilita' con cui le loro ali ed i loro corpi si librano nell'aria loro elemento mi sono subito reso conto che l'uomo per"volare" ha bisogno di altri mezzi che non sono certi gli aerei. Di contro riflettendo sulla visuale dall'alto dei falchi rinnovo l'idea delle porcherie moderne edificate dall'uomo che vedono: mente le formiche costruiscono sensatamente e con un senso architettonico ed artistico in quanto coniugano l'ingegno, l'abilita' e la tecnica che poi trovano anche un valido fine pratico, come e' stato descritto nei post precedenti credo che a questo punto  l'uomo moderno nonostante si creda molto intellignete e padrone della tecnica, stia diventando peggio degli insetti

    Zodiacus

  • Santaruina

    Zodiacus
    per qualche motivo, in questo mondo noi le ali non le abbiamo, quindi fare i conti con l'immediato prossimo è per noi necessario.

    ______________________

    Pol
    ti ringrazio veramente.
    Non posso negare di essere contento nel leggere messaggi come il tuo.

    A presto

  • Chapucer

    che mi dici del corvo imperiale?
    è maestoso e oportunista, intelligente e paziente…direi quasi saggio :-)
    gli indiani d'america lo consideravano creatura sacra…
    è nero come la notte!

  • 6by9add6add9

    buon… pomeriggio Carlo.,

    e' da una vita che non ti scrivo.., mi ha fatto pensare il tuo primo commento., come questo che hai scritto successivamente: Miliardi di formiche che lavorano in armonia ..

    Non e' vero., anche nel meraviglioso mondo delle formiche c'e' una lotta pazzesca fra le speci., non esiste al mondo essere che non lotti ora per questo ora per quello.., daltronde .. ognuno di noi ha la sua meta che e' univoca  per tutti., poi alla fine della commedia.., tutti nei camerini., a cambiarsi.

    Io direi che ne vale la pena., sempre meglio che stare per strada e non saper dove sbattere la testa. :)

  • Santaruina

    Chapucer
    che mi dici del corvo imperiale?D

    Direi che incute una sorta di rispetto, ma ha anche degli aspetti meno luminosi.

    ______________________________

    Ciao Cinzia
    le formiche nel loro complesso lavorano effettivamente in armonia, ma non hanno la componente individuale.
    Noi dobbiamo invece cercare l'equilibrio tra l'individualità e il lavoro comune.

    Blessed be

  • Chapucer

    Puoi esser più chiaro?

    Blessed be.

  • Chapucer

    riguardo ai corvidi, intendo, le formiche le conosco bene :-)
    da bambina le studiavo da vicino…un'esercito di efficienza quasi fastidiosa ;-)
    il corvo invece…è molto ambiguo.

  • Santaruina

    Puoi esser più chiaro?

    In occidente non evoca immagini totalmente positive, come è noto è spesso associato con la notte e con la morte.

    A presto

  • Chapucer

    e in Oriente, che cosa dicono…?
    perchè immagino che visioni siano differenti.

  • anonimo

    Il corvo solitamente e' uno psicopompo….

    Zodiacus

  • Chapucer

    all'insegna della chiarezza, come sempre…
    bravo zodiaco!
    e firmati col nome, và…coraggio!
    :-))

  • Chapucer

    scusa ma il significato di questa parola proprio non lo coscevo..
    in pratica sarebbe un traghettatore di anime come Caronte…
    io lo vedo molto vicino al lupo perchè è difficile che il corvo viaggia da solo
    ha la sua comunità così come il lupo il suo branco, niente a che vedere con l'aquila…(viaggiatrice solitaria).
    mi scuso per aver divagato.
    Buona domenica a tutti

  • Chapucer

    niente a che vedere con aquile e lupi…

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