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¿te quedarás, mi pesadilla
rondándome al oscurecer?


-o- Too late to die young -o-
30 luglio 2012

Bendecida

de las brasas de una constelación
al mundo perecedero,
bendecida fue la causa de mi fortuna.
y de la tierra perdida en la infancia
al mundo perecedero,
bendecida fue la causa de mi fortuna.

La tela stringe sempre più, tra mille dita che indicano mille spettacoli da osservare non si sa più dove volgere lo sguardo.
E quando mille voci – voci sincere, per carità – si alzano in contemporanea, vi è un solo suono che giunge alle orecchie, e questo suono dice sempre la stessa cosa: “preoccupati“.
Sarà fatto anche questo, a tempo debito.
Per adesso, si guarda un po’ altrove.

A presto


63 comments to Bendecida

  • Ci si risente a Settembre, a Dio piacendo :-)

    A presto

  • Hiei

    Ma anche non piacendo. :’D
    Buone vacanze…chiudiamo con un:
     

     
    “ma come, tutto qui??” :’D
    Ta leme.

  • Buon agosto :) 
    Non ho ancora scaricato le famose foto.. ma prima o poi riuscirò a trovare mezz’ora di tempo!

    A presto…
    gaia 

  • Anonimo

    Conoscere il passato aiuta a cambiare il futuro. 
    Buone ferie

    Manfred 

  • Anonimo

    Buone vacanze Carlo.
    A Settembre, sempre a Dio piacendo

    Elena

  • miriam

    Ciao Carlo, un saluto e un augurio di buone vacanze anche da parte mia.

    Miriam

  • è bello guardare altrove, e constatare con sollievo di essere comunque qui ed ora… e le mille voci in aumento si adeguano all’unica sinfonia.

  • http://youtu.be/gfrzdwveE9U
     …bel testo da portarsi in vacanza :-)

  • Gibbor

    I was sure by now
    God, you would have reached down
    And wiped our tears away
    Stepped in and saved the day
    But once again, I say “Amen”,
    And it’s still raining
    As the thunder rolls
    I barely hear you whisper through the rain
    “I’m with you”
    And as your mercy falls
    I raise my hands and praise
    the God who gives
    And takes away
    I’ll praise you in this storm
    And I will lift my hands
    For you are who you are
    No matter where I am
    Every tear I’ve cried
    You hold it in your hand
    You never left my side
    And though my heart is torn
    I will praise you in this storm…

    read ya,
    peace.

    gibbor

  • antonio

    Buone vacanze a tutti……..

  • Anonimo

    Buone vacanze a tutti voi. Grazie Santa….
    DomeNico
     

  • Anubi

    Grazie Santa..buone vacanze

  • Che si sia al mare o meno, mi auguro che per tutti vi sia la possibilità di staccare per un po’, che è sempre cosa buona :-)

    a presto

  • Complimenti per il blog! ;)
    Ottima grafica!

    Jan 

  • Cavoli… ho dimenticato la “s” nel nome … sorry

  • Salutandomi sul molo di Vatopedi, al mio ritorno nel kosmos due giorni fa, pater Dimitrios mi ha detto;
    un Padre diceva sempre: “meglio morire nel deserto che tornare in Egitto”

    B uona vacanza e a presto.
    Mario 

  • Anonimo

    @Daouda

    Adesso che cominciavo a divertirmi!
    Ho letto alcuni scritti per la precisione uno e mezzo di René Guénon, mi pare che non ci siamo 
    proprio, Schopenhauer me lo sono bevuto in tenera età come se  le 700 e passa pagine di “Il mondo come volontà e rappresentazione” fossero un giornalino di Tex, questo René Guénon risulta assai indigesto, perché il suo tentativo di essere univoco nelle osservazioni lo porta a complicare le cose semplici sotto il peso delle volute dimenticanze, la mancanza del sentire gioca brutti scherzi specialmente nelle parole scritte. Non ho letto la biografia, lo faccio ora dopo aver “postato”, ma è raro che mi sbagli, ho sempre scelto il vino osservando l’etichetta.

    ciao Manfred

    buon ferragosto sopratutto a chi sta lavorando 

    • daouda

      Guarda non c’è problema. Io è na vita che mi di-verto, anzi, mi sà che sò solo fà questo…comunque non è una questione Guénon o cos’altro, almeno spero.
      Buon ferragosto anche a te.

  • gml

    Per caso qualcuno sa indirizzarmi verso qualche scritto serio riguardante la numerologia?

    Grazie. 

  • Anonimo

    Hanno dovuto scriverla all’entrata di un campo di concentramento per cercare di sminuire il significato 
    di questa frase. (Sempre intendendo il lavoro, non la schiavitù del lavoro che automaticamente non è più lavoro ne libertà)

    Manfred 

  • Buon rientro Santa!
    :-)
     

  • Anonimo

    Riflessione di fine estate.

    Non c’è Partenone che tenga rispetto l’arcaica maestosità della porta dei leoni di Micene, come a dire che la saga di Gea e capitan Scirocco di John Varley surclassa qualsiasi spiegazione informatica e “internettiana” del mistero volutamente apocalittico dell’esistenza umana, per uno nato a Patrasso, mi si scusi la supponenza, queste parole dovrebbero scorrere come retzina sui ponti  delle galee veneziane  mentre scendevano baldanzose lungo la costa a strapiombo della Morea (Evia) Stessa razza stessa faccia.
    Buon rientro Carlo.

    Manfred

     

  • formic

    Home


    un saluto
     
    formic

  • Giacomo

    scusate per il copia ed incolla, credo sia da leggere

    saluti

    Giacomo

    “Julian Assange, il 15 giugno 2012 capisce che per lui è finita. Si trova a Londra. Gli agenti inglesi l’arresteranno la settimana dopo, lo porteranno a Stoccolma, dove all’aereoporto non verrà prelevato dalle forze di polizia di Sua Maestà la regina di Svezia, bensì da due ufficiali della Cia, e un diplomatico statunitense, i quali avvalendosi di accordi formali tra le due nazioni farà prevalere il “diritto di opzione militare in caso di conflitto bellico dichiarato” sostenendo che Assange è “intervenuto attivamente” all’interno del conflitto Nato-Iraq mentre la guerra era in corso. Lo porteranno direttamente in Usa, nel Texas, dove verrà sottoposto a processo penale per attività terroristiche, chiedendo per lui l’applicazione della pena di morte sulla base del Patriot Act Law. Si consulta con il suo gruppo, fanno la scelta giusta dopo tre giorni di vorticosi scambi di informazioni in tutto il pianeta: “Vai all’ambasciata dell’Ecuador a piedi, con la metropolitana, stai lì”. Alle 9 del mattino del 19 giugno entra nell’ambasciata dell’Ecuador. Nessuna notizia, non lo sa nessuno. Il suo gruppo apre una trattativa con gli agenti inglesi a Londra, con gli svedesi a Stoccolma e con i diplomatici americani a Rio de Janeiro. Raggiungono un accordo: “Evitiamo rischio di attentati e facciamo passare le Olimpiadi, il 13 agosto se ne può andare in Sudamerica, facciamo tutto in silenzio, basta che non se ne parli”. I suoi accettano, ma allo stesso tempo non si fidano degli anglo-americani. Si danno da fare e mettono a segno due favolosi colpi. Il primo il 3 agosto, il secondo il 4.
    Il 3 agosto, con un anticipo rispetto alla scadenza di 16 mesi, la presidente della Repubblica Argentina, Cristina Kirchner, si presenta alla sede di Manhattan del FMI con il suo ministro dell’economia e il ministro degli esteri ecuadoregno Patino, in rappresentanza di “Alba” (acronimo che sta per Alianza Laburista Bolivariana America), l’unione economica tra Ecuador, Colombia e Venezuela. La Kirchner si fa fotografare e riprendere dalle televisioni con un gigantesco cartellone che mostra un assegno di 12 miliardi di euro intestato al FMI con scadenza 31 dicembre 2013, che il governo argentino ha versato poche ore prima. “Con questa tranche, l’Argentina ha dimostrato di essere solvibile, di essere una nazione responsabile, attendibile e affidabile per chiunque voglia investire i propri soldi. Nel 2003 andammo in default per 112 miliardi di dollari, ma ci rifiutammo di chiedere la cancellazione del debito: scegliemmo la dichiarazione ufficiale di bancarotta e chiedemmo dieci anni di tempo per restituire i soldi a tutti, compresi gli interessi. Per dieci, lunghi anni, abbiamo vissuto nel limbo. Per dieci, lunghi anni, abbiamo protestato, contestato e combattuto contro le decisioni del FMI che voleva imporci misure restrittive di rigore economico sostenendo che fossero l’unica strada. Noi abbiamo seguito una strada opposta: quella del keynesismo basato sul bilancio sociale, sul benessere equo sostenibile e sugli investimenti in infrastrutture, ricerca, innovazione, investendo invece di tagliare. Abbiamo risolto i nostri problemi. Ci siamo ripresi e siamo in grado di saldare l’ultima tranche con 16 mesi di anticipo. Le idee del FMI e della Banca Mondiale sono idee errate, sbagliate. Lo erano allora, lo sono ancor di più oggi. Chi vuole operare, imprendere, creare lavoro e ricchezza, è benvenuto in Argentina: siamo una nazione che ha dimostrato di essere solvibile, quindi pretendiamo rispetto e fedeltà alle norme e alle regole, da parte di tutti, dato che abbiamo dimostrato, noi per primi, di rispettare i dispositivi del diritto internazionale.”. Subito dopo la Kirchner ha presentato una denuncia formale contro la Gran Bretagna e gli Usa al WTO, coinvolgendo il FMI grazie ai file messi a disposizione da Wikileaks, cioè Assange. L’Argentina ha saldato i debiti, ma adesso vuole i danni. Con gli interessi composti. “Volevano questo, bene, l’hanno ottenuto. Adesso che paghino”. E’ una lotta tra la Kirchner e la Lagarde. Le due Cristine duellano da un anno impietosamente. Grazie ad Assange, dato che il suo gruppo ha tutte le trascrizioni di diverse conversazioni in diverse cancellerie del globo, che coinvolgono gli Usa, la Gran Bretagna, la Francia, l’Italia, la Germania, il Vaticano, dove l’economia la fa da padrone. Osama Bin Laden è stato mandato in soffitta e sostituito da John Maynard Keynes. Lui è diventato il nemico pubblico numero uno delle grandi potenze; in queste lunghe conversazioni si parla di come mettere in ginocchio le economie sudamericane, come portar via le loro risorse energetiche, come impedir loro di riprendersi e crescere, come impedire ai governi di far passare i piani economici keynesiani applicando invece i dettami del FMI il cui unico scopo consiste nel praticare una politica neo-colonialista a vantaggio soprattutto di Spagna, Italia e Germania, con capitali inglesi. Gran parte dei file sono già resi pubblici su internet. Gran parte dei file sono offerti da Assange all’ambasciatore in Gran Bretagna dell’Ecuador, la prima nazione del continente americano, e unica nazione nel mondo occidentale dal 1948, ad aver applicato il concetto di “debito immorale” ovvero “il rifiuto politico e tecnico di saldare alla comunità internazionale i debiti consolidati dello Stato perché ottenuti dai precedenti governi attraverso la corruzione, la violazione dello Stato di Diritto, la violazione di norme costituzionali”.
    Il 12 dicembre del 2008, il neo presidente del governo dell’Ecuador Rafael Correa (Pil di 50 miliardi di euro, circa 30 volte meno dell’Italia) dichiara in diretta televisiva in tutto il continente americano (l’Europa non ha mai trasmesso neppure un fotogramma e difficilmente si trova nella rete europea materiale visivo) di “aver deciso di cancellare il debito nazionale considerandolo immondo, perché immorale; hanno alterato la costituzione per opprimere il popolo raccontando il falso. Hanno fatto credere che ciò chè è Legge, cioè legittimo, è giusto. Non è così: da oggi in terra d’Ecuador vale il nuovo principio costituzionale per cui ciò che è giusto per la collettività allora diventa legittimo”. Cifra del debito: 11 miliardi di euro. Il FMI fa cancellare l’Ecuador dal nòvero delle nazioni civili: non avrà mai più aiuti di nessun genere da nessuno “Il paese va isolato” dichiara Dominique Strauss Kahn, allora segretario del FMI. Il Paese è in ginocchio. Il giorno dopo, Hugo Chavez annuncia che darà il proprio contributo con petrolio e gas gratis all’Ecuador per dieci anni. Quattro ore più tardi, il presidente Lula annuncia in televisione che darà gratis 100 tonnellate al giorno di grano, riso, soya e frutta per nutrire la popolazione, finchè la nazione non si sarà ripresa. La sera, l’Argentina annuncia che darà il 3% della propria produzione di carne bovina di prima scelta gratis all’Ecuador per garantire la quantità di proteine per la popolazione. Il mattino dopo, in Bolivia, Evo Morales annuncia di aver legalizzato la cocaina considerandola produzione nazionale e bene collettivo. Tassa i produttori di foglie di coca e offre all’Ecuador un prestito di 5 miliardi di euro a tasso zero restituibile in dieci anni in 120 rate. Due giorni dopo, l’Ecuador denuncia la United Fruit Company e la Del Monte & Associates per “schiavismo e crimini contro l’umanità”, nazionalizza l’industria agricola delle banane (l’Ecuador è il primo produttore al mondo) e lancia un piano nazionale di investimento di agricoltura biologica ecologica pura. Dieci giorni dopo, i verdi bavaresi, i verdi dello Schleswig Holstein, in Italia la Conad, e in Danimarca la Haagen Daaz, si dichiarano disponibili a firmare subito contratti decennali di acquisto della produzione di banane attraverso regolari tratte finanziarie in euro che possono essere scontate subito alla borsa delle merci di Chicago.
    Il 20 dicembre del 2008, facendosi carico della protesta della United Fruit Company, il presidente George Bush dichiara “nulla e criminale la decisione dell’Ecuador” annunciando la richiesta di espulsione del paese dall’Onu: “siamo pronti anche a una opzione militare per salvaguardare gli interessi statunitensi”. Il mattino dopo, il potente studio legale di New York Goldberg & Goldberg presenta una memoria difensiva sostenendo che c’è un precedente legale. Sei ore dopo, gli Usa si arrendono e impongono alla comunità internazionale l’accettazione e la legittimità del concetto di “debito immorale”. La United Fruit company viene provata come “multinazionale che pratica sistematicamente la corruzione politica” e condannata a pagare danni per 6 miliardi di euro. Da notare che il “precedente legale” (tuttora ignoto a gran parte degli europei) è datato 4 gennaio 2003 a firma George Bush. E’ accaduto in Iraq che in quel momento risultava “tecnicamente” possedimento americano in quanto occupato dai marines con governo provvisorio non ancora riconosciuto dall’Onu. Saddam Hussein aveva lasciato debiti per 250 miliardi di euro (di cui 40 miliardi di euro nei confronti dell’Italia grazie alle manovre di Taraq Aziz, vice di Hussein e uomo dell’Opus Dei fedele al Vaticano) che gli Usa cancellano applicando il concetto di “debito immorale” e aprendo la strada a un precedente storico. Gli avvocati newyorchesi dell’Ecuador offrono al governo americano una scelta: o accettano e stanno zitti oppure, se si annulla la decisione dell’Ecuador, allora si annulla anche quella dell’Iraq e il tesoro Usa deve pagare subito i 250 miliardi di euro a tutti compresi gli interessi composti per quattro anni. Obama, non ancora insediato, ma già eletto, impone a Bush di gettare la spugna. La solida parcella degli avvocati newyorchesi viene pagata dal governo brasiliano.
    Nasce allora il Sudamerica moderno. E cresce e si diffonde il mito di Rafael Correa, presidente eletto dell’Ecuador. Non un contadino indio come Morales, un sindacalista come Lula, un operaio degli altiforni come Chavez. Tutt’altra pasta. Proveniente da una famiglia dell’alta borghesia caraibica, è un intellettuale cattolico. Laureato in economia e pianificazione economica a Harvard, cattolico credente e molto osservante, si auto-definisce “cristiano-socialista come Gesù Cristo, sempre schierato dalla parte di chi ha bisogno e soffre”. Il suo primo atto ufficiale consiste nel congelare tutti i conti correnti dello Ior nelle banche cattoliche di Quito e dirottarli in un programma di welfare sociale per i ceti più disagiati. Fa arrestare l’intera classe politica del precedente governo che viene sottoposta a regolare processo. Finiscono tutti in carcere, media di dieci anni a testa con il massimo rigore. Beni confiscati, proprietà nazionalizzate e ridistribuite in cooperative agricole ecologiche. Invia una lettera a papa Ratzinger dove si dichiara “sempre umile servo di Sua Illuminata Santità” dove chiede ufficialmente che il Vaticano invii in Ecuador soltanto “religiosi dotati di profonda spiritualità e desiderosi di confortare i bisognosi evitando gli affaristi che finirebbero sotto il rigore della Legge degli uomini”. Tutto ciò lo si può raccontare oggi, grazie alla bella pensata del Foreign Office, andato nel pallone. In tutto il pianeta si parla di Rafael Correa, dell’Ecuador, del debito immorale, del nuovo Sudamerica che ha detto no al colonialismo e alla servitù alle multinazionali europee e statunitensi. In Italia lo faccio io sperando di essere soltanto uno dei tanti. Questo, per spiegare “perché l’Ecuador”.
    Per 400 anni, da quando gli europei scoprirono le banane ricche di potassio, gli ecuadoregni hanno vissuto nella povertà, nello sfruttamento, nell’indigenza, mentre per centinaia di anni un gruppo di oligarchi si arricchiva alle loro spalle. Non lo sarà mai più. A meno che non finiscano per vincere Mitt Romney, Draghi, Monti, Cameron e l’oligarchia finanziaria. L’esempio dell’Ecuador è vivo, può essere replicato in ogni nazione africana o asiatica del mondo. Anche in Europa. Per questo JulianAssange ha scelto l’Ecuador. Il colpo decisivo viene dato da una notizia esplosiva resa pubblica (non a caso) il 4 agosto del 2012. “Julian Assange ha firmato il contratto di delega con il magistrato spagnolo Garzòn che ne rappresenta i diritti legali a tutti gli effetti in ogni nazione del globo”. Chi è Garzòn? E’ il nemico pubblico numero uno della criminalità organizzata. E’ il nemico pubblico numero uno dell’Opus Dei. E’ il più feroce nemico di Silvio Berlusconi. E’ in assoluto il nemico più pericoloso per il sistema bancario mondiale. Magistrato spagnolo con 35 anni di attività ed esperienza alle spalle, responsabile della Procura reale di Madrid, ha avuto tra le mani i più importanti processi spagnoli degli ultimi 25 anni. Esperto in “media & finanza” e soprattutto grande esperto in incroci azionari e finanziari, salì alla ribalta internazionale nel 1993 perché presentò all’Interpol una denuncia contro Silvio Berlusconi e Fedele Confalonieri (chiedendone l’arresto) relativa a Telecinco, Pentafilm, Fininvest, Reteitalia e Le cinq da cui veniva fuori che la Pentafilm (Berlusconi e Cecchi Gori soci, cioè PD e PDL insieme) acquistava a 100$ i diritti di un film alla Columbia Pictures che rivendeva a 500$ alla Telecinco che li rivendeva a 1000$ a Rete Italia che poi in ultima istanza vendeva a 2000$ alla Rai, in ben 142 casi tre volte: li ha venduti sia a Rai1 che a Ra2 che a Rai3. Lo stesso film. Cioè la Rai ha pagato i diritti di un film 20 volte il valore di mercato e l’ha acquistato tre volte, così tutti i partiti erano presenti alla pari. Quando si arrivò al nocciolo definitivo della faccenda, Berlusconi era presidente del consiglio, quindi Garzòn venne fermato dalla UE. Ottenne una mezza vittoria. Chiuse la Telecinco e finirono in galera i manager spagnoli. Ma Berlusconi rientrò dalla finestra nel 2003 come Mediaset. Si riaprì la battaglia, Garzòn stava sempre lì. Nel 2006 pensava di avercela fatta, ma il governo italiano di allora (Prodi) aiutò Berlusconi a uscirne. Nel 2004 aprì un incartamento contro papa Woytila e contro il managament dello Ior in Spagna e in Argentina, in relazione al finanziamento e sostegno da parte del Vaticano delle giunte militari di Pinochet e Videla in Sudamerica. Nel 2010 Garzòn si dimise andando in pensione, ma aprì uno studio di diritto internazionale dedicato esclusivamente a “media & finanza” con sede all’Aja in Olanda. E’ il magistrato che è andato a mettere il naso negli affari più scottanti, in campo mediatico, dell’Europa, degli ultimi venti anni. In quanto legale ufficiale di Assange, il giudice Garzòn ha l’accesso ai 145.000 file ancora in possesso di Assange che non sono stati resi pubblici. Ha già fatto sapere che il suo studio è pronto a denunciare diversi capi di stato occidentali al tribunale dei diritti civili con sede all’Aja. L’accusa sarà “crimini contro l’umanità, crimini contro la dignità della persona”. La battaglia è dunque aperta. E sarà decisiva soprattutto per il futuro della libertà in Rete. In Usa non fanno mistero del fatto che lo vogliono morto. Anche gli inglesi. Ma hanno non pochi guai perché, nel frattempo, nonostante sia abbastanza paranoico (e ne ha ben donde) Assange ha provveduto a tirar su un gruppo planetario che si occupa di contro-informazione (vera non quella italiana). I suoi esponenti sono anonimi. Nessuno sa chi siano. Non hanno un sito identificato. Semplicemente immettono in rete dati, notizie, informazioni, eventi. Poi, chi vuole sapere sa dove cercare e chi vuole capire capisce. Quando la temperatura si alza, va da sé, il tutto viene in superficie. E allora si balla tutti. In Sudamerica, oggi, la chiamano “British dance”. Speriamo soltanto che non abbia seguiti dolorosi o sanguinosi.
    Per questo Assange sta dentro l’ambasciata dell’Ecuador. Per questo Garzòn lo difende. Per questo la storia del Sudamerica, va raccontata. Per questo l’Impero Britannico ha perso la testa e lo vuole far fuori. Perché Assange ha accesso a materiale di fonte diretta. E il solo fatto di dirlo, e divulgarlo, scopre le carte a chi governa, e ricorda alla gente che siamo dentro una Guerra Invisibile Mediatica. Non sanno come fare a fermare la diffusione di informazioni su ciò che accade nel mondo. Finora gli è andata bene, rimbecillendo e addormentando l’umanità. Ma nel caso ci si risvegliasse, per il potere sarebbero dolori imbarazzanti. Wikileaks non va letto come gossip. C’è gente che per immettere una informazione da un anonimo internet point a Canberra, Bogotà o Saint Tropez rischia anche la pelle. Questi anonimi meritano il nostro rispetto. E ci ricordano anche che non potremo più dire, domani “ma noi non sapevamo”. Chi vuole sapere, oggi, è ben servito. Basta cercare. Se poi, con questo “Sapere” un internauta non ne fa nulla, è una sua scelta. Tradotto vuol dire: finchè non mandiamo a casa l’immonda classe politica che mal ci rappresenta, le chiacchiere rimarranno a zero. Perché ormai sappiamo tutti come stanno le cose. Altrimenti, non ci si può lamentare o sorprendersi che in Italia nessuno abbia mai parlato prima dell’Ecuador, di Rafael Correa, di ciò che accade in Sudamerica, dello scontro furibondo in atto tra la presidente argentina e brasiliana da una parte e Christine Lagarde e la Merkel dall’altra. Perché stupirsi, quindi, che gli inglesi vogliano invadere un’ambasciata straniera? Non era mai accaduto neppure nei momenti più bollenti della cosiddetta Guerra Fredda. Come dicono in Sudamerica quando si chiede “ma che fanno in Europa, che succede lì?” Ormai si risponde dovunque “In Europa dormono. Non sanno che la vita esiste”. ” Sergio Di Cori Modigliani, scrittore e blogger

  • daouda

    Non è tutto oro quel che luccica Giacomo.

  • Anonimo

    Ben detto, vedo che come intuito siamo abbastanza simili.

    ciao
    Manfred 

  • Anonimo

    Assange non luccica nemmeno se non di luce riflessa, riflessa dai servizi di uno stato che, guarda caso, nonostante sia perennemente invischiato nelle lotte e nei conflitti per i vari poteri planetari, non risulta mai scalfito dalle rivelazioni del platinato australiano: cui prodest? Lo stesso stato che, almeno in un sottoinsieme di lobbies, detiene la più potente rete di informazioni, avendo infiltrato di fatto le altre reti di informazioni – o possedendone/fornendone la tecnologia: altro che paladini del diritto da internet cafè a rischio di punture con l’ombrello!
     
    A volte più che l’intuito vale la riflessione logica e razionale sui fatti – e tra i fatti metterei anche l’orizzonte profetico di Apocalisse: lo stato è quello che si è sostituito ad un intero popolo oggetto di una disputa trimillenaria.
     
    peace,
    gibbor
    ps: quando torna l’oste?

  •  

    L’oste è ancora in attesa di motivazioni.
    Presto ci si aggiorna, comunque.

    Nel frattempo, un saluto a tutti :-)

     

  • Anonimo

    Logica e razionalità non sono sinonimi per cui l’orizzonte profetico di un popolo è solo una dannosa velleità anche se ammantata di apocalittica propaganda.
     PS
    La logica non necessita di riflessione essendo essa stessa il prodotto di una riflessione.

    Manfred

     

  • Anonimo

    Carlo, mi piacerebbe la tua opinione sul merito generale, visto che sei il tenutario di questo bel posto, relativamente ai principi colà espressi:
     

    Indicazioni sulla gestione futura del blog


     
    mutatis mutandis naturalmente e fatte le dovute precisazioni di stile e scelta di vita – ciscuno è un universo a sé.
    Con comodo, please.
     
    always peace anyway
    gibbor

  • Anonimo

    Le parole hanno un significato intrinseco che nessuna forma di retorica può stravolgere.
    Che il sopracitato dispensatore di principi non sia a conoscenza di ciò, lo si evince chiaramente, dalla sua scelta di citare gli aforismi di Schopenhauer tradotti in lingua inglese, in un “blog” dove la lingua corrente è l’italiano. O forse voleva rivelarci la sua involontaria natura comica, talento nascosto di numerosissimi saccenti!

    Manfred 

  • Gibbor

    ho letto il post, e posso dire di comprendere le motivazioni dell’autore.
    Io però mi sento molto lontano dal suo modo di percepire il “blog”, e soprattutto l’essere “autori di un blog”
    In altre parole, io concedo una certa importanza a quello che scrivo, ma cerco nello stesso momento di non prendermi troppo sul serio.
    L’autore dell’articolo citato si sente invece assai importante, il che è una sua scelta leggittima.

    Inoltre, io non posseggo nemmeno la sua capacità di catalogare con tanta facilità i lettori, e nemmeno mi sentirei di erigere una barriera così netta tra autore e commentatori  (commentatori visti nel suo caso, nella migliore delle ipotesi, come persone “ignoranti” a cui dispensare sapere).

    E’ naturale che in un blog gli articoli siano in primo piano, dal momento che essi rappresentano il cuore dell’attività e ciò che fa convergere nel luogo i lettori, ma la possibilità che il blog offre è proprio quella di permettere con i commenti l’approfondimento degli argomenti proposti.

    Sono differenti modi di intendere l’attività in rete, comunque, modi altrettanto validi.

    Occorre anche aggiungere che io personalmente problemi con “troll” finora non ne ho mai avuti, e la quasi totalità delle discussioni, anche quelle più accese, si sonos volte in maniera sostanzialmente civile.
    Molto civile, considerando i parametri della rete.
    E fino adesso non ho mai dovuto nemmeno inserire la moderazione dei commenti (sperando che si possa continuare così), dando nel contempo la massima libertà di commentare anche agli utenti “anonimi”.

    Sono diversi modi di concepire la rete, come si diceva prima, e nessuno è più valido di un altro.

    A presto

     

  • Anonimo

    Sentirsi assai importanti non è una scelta è una condizione in cui l’individuo versa quando il suo comando remoto è attivato.

    Manfred

     

  • Anonimo

    grazie mille Carlo, splendido come sempre.
     
    Però la pic del Credibile Hulk la trovo irresistibile – e l’asse cartesiano beneficio/beneficio veramente da capo…
     
    gibbor

  • Doulos

    hei Gibbor,
    se permetti ho dato un’occhiata io pure al tipo delle baionette: mi pare si prenda estremamente sul serio il ragazzo! Magari è perché veramente c’è del brodo che ha intenzione di rimestare, non so, per chi si pone come mission quella di contribuire all’allargamento ed alla fruizione dello scibile umano mi pare però che forse la rete non sia esattamente il medium più indicato. Ma forse mi sbaglio io e proietto diffidenze da terza età… in ogni caso mi sono provato a leggere tutta la tiritera sul long bow, giusto per capire un po’ di oplologia ed in effetti ci deve avere speso su del tempo, non c’è dubbio (quindi vedersi poi i gne gne gne sui commenti un po’ deve rugare di sicuro), però che dire? a me ricorda un sacco quel tono da rivista specializzata o da abstract del dipartimento di vattelapesca, in sette al mondo a cavillare sulla vita sessuale della sanguisuga nana del Madagascar, non so se rendo – sono perfido lo so.
     
    poi scusa, giusto fra me e te, prode, non è che metteremmo tra il trollaggio pure la sottrazione di nick e stile di saluto? capisci a’ mmè!

    • Anonimo

      Ah ecco, lo sapevo, prima o poi. no dai, ma che trollaggio, omonimia semmai, oppure spirito di emulazione e rispetto! se hai il copyright posso sempre migrare in un altro nick
       
      peace to ya
      gibbor

      • Doulos

        Figurati per quello che mi importa degli avatar sulla rete, ognuno è libero mica ci sono patenti, era giusto per precisare: ama e fa quello che ti pare. E poi a qualcuno che posta un pezzo di Casting Crowns si perdona tutto :) anche se amo le sonorità più blues alla Third Day e Switchfoot per intenderci.
         
        shalom aleikhem

        • Gibbor

          dai non ci credo: Amy’s song mi ha dato da fare un bel po’ con tutti quegli accordi aperti, e I carry my cross resta una delle pietre miliari dell’ipod… non è facile in questa cattolicissima società ai margini dell’impero potere scambiare opinioni di CCM, se usi solo il riferimento, fuori di qui, ti guardano stranito e se poi osi pure spiegarlo subito sorrisetti compiacenti e riferimenti a Frate Cionfoli!
          Con tutto quel po’ di ventre molle celato nei sotterranei della loro società (di mxxxda) negli USA si coltivano in ogni caso fenomeni di genuina sequela al Cristo, un vero mistero, o forse il paradigma di quel mistero che siamo noi esseri umani.
           
          peace – preferisco.
          gibbor

        • Davvero bravi i Casting Crowns..

           

  • Anonimo

    A uno che espone una didascalia come quella della motosega….. 

    Ma vedo che gli appartenenti alla nuova casta “internettiana ” sugli sproloqui senza costrutto che inevitabilmente fanno”trend” vanno a nozze. (Poi se scendete dallo scranno vi spiego dettagliatamente il perchè)

    Manfred 

  • Anonimo

    Biblioteca del Congresso.
    Contiene oltre 100 milioni di preziosi e rari documenti da consultare.
    Il vociare in strada della massa non ha lo stesso valore.

    Dimenticavo questa chicca.

    Manfred 

  • tristantzara

    Su RaiPremium da alcuni gg. danno la fiction PadrePio tra cielo e in terra…non ti riguarda vero ? :-)) ciao D

  • Salve Carlo,
    la tua attività sul blog si è un po’ ridotta… Io ti seguo da un bel po’ e mi sono fatta l’idea che tu sia un 33 e che ti muova come avanguardia di certi mutamenti di stati d’animo in relazione ai presunti risvegli in atto fatti poco prima che la gente finisca nel burrone. 

    Come dici tu il momento per preoccuparsi non è ancora arrivato cioè quando arriverà ci si preoccuperà…

    Da quanto ho capito sei un ortodosso e un estimatore di Guenon. Al contempo però i tuoi richiami visivi tramite le foto che posti mi fanno pensare a qualcosa di opposto.

    Tu come ti poni in relazione a certi soggetti e nello specifico: lo sai, chiesa, franceschetti, venus e zeitgeist.

    Ti ringrazio in anticipo per un tuo riscontro non sbrigativo, possibilmente puntuale e non criptico… sempre se sarà tua intenzione e volontà…

    Ciao

     

  • Hiei

    Dove sei finito Santa?
    Ti stai perdendo lo spettacolo! :’D

  • Rieccoci :-)

    Hiei:

    avevo visto il trailer del film “nuovo ordine mondiale”, ed effettivamente queste cose ormai si devono prendere con un sorriso, e poi pensare ad altro.
    Comunque è evidente che il trend è chiaro e si prosegue spediti verso la direzione intrapresa: tutto sarà ridotto a barzelletta.

    ___________________

    Daouda

    quello che colpisce del prete è la sincerità dei suoi sentimenti, prima di ogni altra cosa.
    E quello che fa paura è il fatto che reazioni simili siano diventate tanto rare da essere degne di venire segnalate, quando ci si imbatte in esse.

    __________________

    Tristan

    ti assicuro che io non c’entro :-)

     

    • Hiei

      “Comunque è evidente che il trend è chiaro e si prosegue spediti verso la direzione intrapresa: tutto sarà ridotto a barzelletta.”
       
      Ah, quello vuol dire che “un sorriso ci seppellirà”? :’D
       
      No, davvero è ora di tirar fuori i pop-corn…prima assaltano l’ambasciata USA a Bengasi, che poi diventa un consolato e poi se vai a guardare i siti ufficiali scopri che a Bengasi non ci sono nè abasciate nè consolati USA – che sono a Tripoli, la capitale, com’è logico che sia.
       
      Poi senti ai TG  coi titoloni “Breaking news” che evacuano l’ambasciata di Berlino con “varie persone ricoverate con problemi respiratori dopo l’apertura di una busta contenente “materiale sospetto” e alla fine non c’era niente.
       
      Oggi l’assalto all’ambasciata tedesca in Sudan, con le riprese di RaiNews2 che inquadrano un’auto che brucia nel cortile…e basta – nessun altro segno di danni, non un’anima in giro nelle inquadrature, niente MA ti vengono a dire che hanno issato la “bandiera dell’Islam” al posto di quella tedesca, che io sapevo che le nazioni islamiche hanno le loro bandire ma da quando in qua “l’Islam”?? E da un’altra parte senti che “è stata issata la bandiera di Al-Quaeda”! Testuale! :’D
       
      E i migliori sono stati i poveracci in Libano che neanche un’ambasciata, un consolato, uno straccio di ufficetto con quattro pirla fancazzisti dentro avevano e han dovuto accontentarsi di bruciare un fast food della KFC…beh, polli per polli… :’D
       
      Cazzarola, è proprio l’angolo del cabaret…

      • qwert

        Come si era detto, le Olimpiadi servivano solo a creare l’atmosfera giusta. I giochi veri iniziano ora. Israele ha fretta e vuole forzare la mano agli USA, giocando mooolto pesante. Oltre ai pop corn ti consiglio una buona birra ghiacciata. Occhio al prossino plenilunio (i piloti militari preferiscono un po’ di luce quando volano hi-lo-hi) e controlla il traffico aereo sulle zone calde: quando è sospeso non è un buon segno. Credo di aver già dato un buon indirizzo: http://www.flightradar24.com/
        QWERT

      • qwert

        L’Ambasciatore USA in Libia è stato il rappresentante americano presso il governo di transizione durante la finta liberazione di quella nazione. Sicuramente si era fatto molti nemici che hanno approfittato di una situazione favorevole. Ma mi chiedo: l’ambasciatore della nazione meno amata al mondo, in uno dei posti più insicuri del pianeta, va a spasso quasi senza scorta? Non per essere complottisti ma sembra quasi che sia stato mandato allo sbaraglio quale agnello sacrificale. E veniamo a Frattini. Non guardare il lato pittoresco del soggetto (maestro di sci vanesio e poco intelligente) vediti il suo curriculum: http://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Frattini  è un lupo pericoloso sotto il mantello dell’agnellino. L’essere stato, tra le altre cose, presidente el Copasir, gli ha permesso di sapere tante ma tante cose. Il Segretario generale della Nato non è mai uno sprovveduto ed ha un potere enorme.
        QWERT

        • Hiei

          Beh, migliora di giorno in giorno…
           
          Papa a Beirut: “Credente non può dare morte”
           
          Ed è lo stesso papa che ha pubblicamente ringraziato Giorgino Dabbliu Bush per “la sua difesa dei valori cristiani”, me lo ricordo: è lui! :’D
           
          Cabaret, puro cabaret d’avanguardia…

  • Ciao Tempesta

    In generale cerco di non essere criptico nelle mie esposizioni; al contrario, tento sempre di utilizzare un linguaggio il più possibile semplice e lineare.
    Comunque, ho trovato curioso il tuo intervento, e sinceramente penso che tu mi abbia leggermente sovrastimato. :-)
    In ogni caso, non penso che un 33 occuperebbe il suo tempo scrivendo in un blog in rete.
    Anche ammettendo che uno di loro voglia muoversi “come avanguardia di certi mutamenti di stati d’animo in relazione ai presunti risvegli in atto fatti poco prima che la gente finisca nel burrone”, penso che utilizzerebbe altre vie.
    E ancora, sono comunque curioso di sapere per quale motivo ti sia fatto questa idea su di me.

    Così come mi piacerebbe sapere il motivo per cui ritieni che i miei “richiami visivi tramite le foto” siano incompatibili col mio essere ortodosso ed estimatore di Guénon (come effettivamente sono)

    Per quanto riguarda il parere che mi chiedi, ti dirò che apprezzo l’operato dei ragazzi di Lo Sai, e penso che siano tra i pochi (tra coloro che hanno una certa visibilità) ad aver inquadrato correttamente il fenomeno new age ed il suo aspetto luciferino in rapporto con la modernità.
    Non condivido le loro opinioni sul signoraggio, ma per il resto penso che facciano un buon lavoro.

    Su Chiesa (suppongo tu intenda Giulietto Chiesa) ho qualche perplessità, considerate le sue frequentazioni e la sua adesione a diversi gruppi mondialisti.
    Gli articoli di Franceschetti invece li ritengo molto utili nel momento in cui parla del sistema giudiziario, che conosce molto bene dall’interno.
    Nel trattare di massoneria e le società segrete penso invece che metta troppa carne al fuoco facendo a volte un po’ di confusione.
    Ma in generale lo ritengo una persona in buona fede, ed è questo quello che principalmente conta.

    Per quanto riguarda Zeitgeist, infine, penso che sia evidente che si tratti di infima propaganda della peggior specie, studiata appositamente per fare presa sul popolo “alternativo” della rete.
    Si tratta niente di meno che del massimo manifesto della new age, della teosofia e del nuovo ordine mondiale in circolazione, e ciò che lascia perplessi è il fatto che non sia stato immediatamente riconosciuto da tutti per quello che è.

    A presto

     

  • daouda

    Eh sì Santa ( rispetto alla tua risposta al video ). Ed anche la triste constatazione di non aver che lasciato “rovine” che detto da un pope anziano, un nostro possibile nonno come  suggeriva Doulos , commuove ma dà anche forza. Bisogna saper ammettere i propri errori , quelli effettivi. Siamo noi la Chiesa, questo è un bel messaggio.
    Comunque sia, finalmente ti hanno smascherato! :-)

  • lycopodium

    Salve a tutti.
    Chiedo scusa se vi utilizzo come tramite, ma mi potete spiegare come mai non riesco a pubblicare un commento su traditioliturgica? Il problema nasce quando tento di dimostrare di non essere un robot, il sistema non ci crede proprio e la cosa mi preoccupa un pochino…

    p.s. Visto che ci sono, lascio quel commento a traditioliturgica e, se qualche anima buona passa parola, …
    “In base a quanto lei conosce del cristianesimo orientale, il noto canone ventesimo del concilio di Nicea (che stabiliva il divieto, nei giorni di domenica e di Pasqua fino alla Pentecoste, di PREGARE in ginocchio) si riferiva ad un gesto comune di fedeli e sacerdoti/diaconi oppure soltanto alle “preghiere presidenziali” [tipo le nostre (= latina) preghiera eucaristica, colletta, super oblata, postcommunionem etc.]? Ci sono studi che dirimono la questione?”  
       

    • daouda

      Ti rispondo : tutti i tipi di preghiere che io sappia. Di studi al riguardo mi spiace ma non sò fornirtene e ciò valeva e vale per tutti. Ad ogni modo l’ortoprassi spesso e volentieri non è codificata ma semplicemente trasmessa.
      saluti

  • lycopodium

    En passant, questo blog è molto interessante.

  • Anonimo

    Signore Gesù, io credo che Dio ti ha esaltato e ti ha dato il Nome che è al di sopra di ogni altro Nome; perché nel Nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sottoterra, e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre. ( cfr Filippesi 2,9-11)
    http://www.messaggi-cristiani.it/

  • Anonimo

    Per ricevere i libri
    e le corone a 33 grani:
    Che strano proprio 33

    Manfred 

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