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¿te quedarás, mi pesadilla
rondándome al oscurecer?


-o- Too late to die young -o-
9 luglio 2011

Benvenuti nella Tela


C’è nel paese di Aracnia un luogo molto speciale, un posto unico al mondo dove sorge un imponente edificio che gli abitanti del luogo chiamano la Tela.
Ovunque si raccontano delle meraviglie di questo enorme palazzo, della sua superba cupola, delle centinaia di colonne riccamente decorate che la reggono, delle cento e una porte attraverso le quali nella Tela si può accedere.
Cosa sia la Tela, di preciso nessuno lo sa spiegare.
Qualcuno l’ha paragonata ad una immensa biblioteca, e senza dubbio la stessa biblioteca di Alessandria dell’età dell’oro diverebbe pallida al suo confronto.
Per essere precisi, la quantità totale di libri presenti nella Tela non è spropositata, ed invero pochi si recano in essa per leggere un testo dall’inizio alla fine.
La particolarità della Tela è un’altra: qualunque sia il dubbio che attanaglia un visitatore, qualunque sia l’argomento sul quale cerca degli approfondimenti, in quel luogo troverà delle risposte.
Non si tratterrà di veri e propri libri, ma di agili articoli, a volte brevi, a volte più corposi, in grado di soddisfare qualunque curiosità.

Ma la Tela non è una immensa biblioteca, non solo.
Una volta passati per una delle sue cento e una entrate, il visitatore si ritroverà dinnanzi ad un vero e proprio labirinto, una serie di corridoi che danno accesso ad infinite stanze.
Queste stanze sono divise in vari settori: c’è il settore dei divertimenti, quello del leggero chiacchiericcio, c’è un luogo dedicato ad incontri di affari, un altro in cui ragazze disinibite mettono in piedi uno spettacolo alquanto ardito, e così via.
Invero, il settore delle ragazze è il più frequentato dai visitatori della Tela, e quasi tutti vi fanno una sosta (c’è anche chi entra nella Tela solo per loro).

Un altro luogo che si segnala per quantità di visitatori all’interno della Tela è la celebre e rinomata Sala degli Specchi.
Qui i visitatori si siedono dinnanzi a delle pareti che riflettono i loro volti ed entrano in comunicazione con altre persone, a volte lontane, a volte vicine, ed ognuno di loro instaura dei contatti con delle immagini riflesse.
Qui si parla di tutto, si chiacchiera, ci si mette in mostra, si fa la corte, o semplicemente si racconta agli altri come si è trascorsa la giornata.
La Sala degli Specchi è sempre affollata, e la grande maggioranza dei visitatori vi trascorre allegramente il suo tempo libero, dopo aver fatto magari un salto nella sala delle ragazze.

Proseguendo nel nostro giro all’interno della Tela, ci potremmo imbattere nella Sala delle Notizie.
Questa sala, senza dubbio, possiede degli aspetti al limite del sensazionale: qui, chiunque lo volesse potrebbe scoprire tutto quello che succede nel mondo in tempo reale.
Prima ancora che i giornali pubblichino i loro resoconti, prima che le televisioni vi compongano i loro servizi, nella Sala delle Notizie appaiono gli ultimi avvenimenti da ogni parte della terra.

L’ultima sezione che spicca sulle altre, all’interno della Tela, è l’Ala dei Retori.
Questa ala occupa una vasta porzione dell’intero edifico, ed al suo interno è suddivisa in innumerevoli stanze, alcune grandi, altre decisamente di dimensioni assai ridotte; in ognuna di queste stanze trova posto un Retore, ovvero una persona che ritiene di avere qualcosa di interessante da raccontare.
Alcuni parlano molto, altri si esprimono più raramente, e tutti vorrebbero avere un pubblico numeroso che ascolta i loro discorsi.
Di cosa parlano, i retori?

I più tanti trattano di loro stessi; anche quando non lo fanno direttamente, raccontando delle loro qualità e delle loro esperienze, prendono spunto dagli avvenimenti che accadono intorno a loro per poter esprimere in maniera articolata la loro opinione.
Altri vorrebbero sensibilizzare i visitatori su temi che ritengono importanti: c’è chi discute di cucina, chi di politica, chi denuncia complotti, chi sostiene che l’intero genere umano sia vittima di una generale ipnosi di massa.
C’è anche chi dalla sua stanza nella Tela denuncia la pericolosità della Tela stessa, ed il modo in cui le persone al suo interno perdano contatto con tutto quello che succede all’infuori.
Un piccolo paradosso, forse.

Alcuni retori (pochi, in realtà) sono costantemente seguiti da un numeroso pubblico, mentre la maggioranza di loro si esprime dinnanzi ad un limitato numero di persone, a volte affezionati ascoltatori, più spesso casuali passanti.
C’è anche qualche retore che parla da solo, convinto comunque che l’importante sia poter esprimere le proprie idee.

Questo e molto ancora si trova nella Tela, e cercare di dare una definizione esatta di questo maestoso edificio risulterebbe assai complicato.
Potrebbe trattarsi di un luogo in cui si possono imparare molte cose, così come un posto in cui venire a contatto con idee diverse che accrescano la propria apertura mentale nei confronti del mondo esterno.
Ma è anche molto facile perdersi all’interno del suo labirinto, oppure lasciarsi ammaliare dalla Sala degli Specchi e dai suoi simili, dove col tempo si prende l’abitudine a raffrontarsi solo coi riflessi degli altri, dimenticando i veri volti delle persone.
Così come si rischia spesso, ed è un pericolo assai concreto, di scambiare col tempo i riflessi che dentro la Tela si vedono con la realtà a cui rimandano.

 

Alcune istantanee del mondo della Tela:

La sezione ludica della Tela è molto frequentata dai giovanissimi.


Uno dei primi visitatori della Tela.

 


I dottori consigliano ai frequentatori assidui della Tela di non trascurare un’adeguata attività fisica che compensi lo stile di vita sedentario.

Gli assidui frequentatori della Tela spesso vanno incontro al rischio di deterioramento dei loro rapporti personali.


Scorcio della sezione delle ragazze disinibite.


La Sala delle Notizie dà copertura ad avvenimenti non sempre della massima rilevanza.


Un nostalgico frequentatore di una vecchia Sala degli Specchi.


Il direttore della più recente Sala degli Specchi.

 

Diversi retori credono molto nella loro presenza nella Tela.

I retori di maggior successo hanno un pubblico ampio e variegato.


Quadro posto all’ingresso dell’Ala dei Retori.

Secondo uno studio portato a termine da un pool di docenti provenienti dalle più autorevoli università del pianeta, la frequentazione della Tela può condurre ad un mutamento delle proprie abitudini personali.

 

44 comments to Benvenuti nella Tela

  • anonimo

    Puntuale come articolo, desideravo da tempo leggere qualcosa del genere, sono fermamente convinto che il rischio di oltrepassare il limite ci stia tutto (opinione personale, ovviamente, da buon paranoico)

    Ma forse è così che deve andare…come per ogni invenzione, la differenza la fa l'uso che se ne fa appunto; internet è un grande strumento, ma per una popolazione ormai forse poco educata ai principi della vita (etici, "conviviali" sociali e persino spirituali) il rischio di fare un passo falso ci sta tutto…

    Chissà, chissà, chissà…

    Nel frattempo buona continuazione.

    Brokencircle

  • anonimo

    Certo, sorge qualche dubbio, oggi più di ieri, e domani probabilmente più di oggi…e i dubbi sono inevitabili, quando si accredita ai social network il merito delle ultime rivolte [?] popolari. Tendo sempre a sospettare quando si tessono eccessivamente le lodi di qualcosa il rischio di rimanere invischiati è dietro l'angolo. Sono fermamente convinto che un giorno si dirà di internet ciò che si dice della tv e come al solito sarà già troppo tardi…pessimismo? No, metodo Bugs Bunny 

    Chi ha le orecche per intendere intenda.

     

     

    Ciao

    Brokencircle

  • anonimo

    Al riguardo delle recenti insurrezioni avvenute nei paesi maghrebini il media che più ha influenzato lo sviluppo dei fatti è stata ALjazeera più che twit o fb. E' riscontrato obiettivamente da chiunque svolga il mestiere di giornalista o sociologo che abita in quesi Paesi.
    AlJazeera ha la peculiarità di essere ugualmente un network transnazionale con il vantaggio però non trascurabile di diffondersi attraverso una lingua comune a tutti quelle nazioni, cioè l'arabo ; ogni abitante ha seguito più essa che i snetw online stando il fatto che fin da tempo le comunicazioni internettiane erano o bandite o censurate, cmq. perlomeno fortemente controllate dai poteri centrali. tristan  

  • anonimo

    Questo non fa che avvalorare la mia tesi, ti ringrazio per la preziosa e puntuale precisazione, ma ciò che conta è il messaggio che passa: la primavera araba, la primavera spagnola, la primavera del web… O molto probabilmente è soltanto ciò che ho colto io, innegabile il fatto che i media mainstreem (stampa e tv) hanno posto l'accento sulla presunta importanza dei social e di internet per ciò che concerne le suddette sommosse…ma magari è solo il mio "spettro visivo". 

    Pace

     

     P.S: Scusate se sono andato OT, Santa sembra voler mettere l'accento sull'impalpabilità emotiva della comunicazione nell'era di faccialibro, sul fatto che ormai le emozioni si trasmettano via etere, porto quindi all'attenzione (di chi se li fosse persi) questi due vide della casaleggio associati (vedere anche Beppe Grillo) che si commentano, a proposito, da soli…

    Brokencircle

     





  • anonimo

    Quando le parole cominciano a divenire consunte ed obsolete, ogni espressione vocale si traduce in un suono monocorde.
    L'evoluzione della parola è l'Immagine.
    O per lo meno questo è lo scopo che racchiude una frase: creare nella nostra mente delle immagini.
    Grazie a questo post molto sentito in particolar modo da queste attuali generazioni (ed anche alcune un pò meno attuali) possiamo prendere coscienza di quali pericoli nasconda il mondo enfatico e fatato di Tela.
    I tuoi post stanno evolvendo (come la tua persona immagino), caro Santa, Well Done.
    Il prossimo balzo evolutivo sarà direttamente verso gli Archetipi!ù

    C.S.

  • anonimo

    Ogni tanto è bene distaccarsi dalla Tela (ultimamente mi sta capitando) , e mai farsi prendere "dal gioco".  m

  • Santaruina

    Discutere del significato e del senso di "internet" potrebbe essere un controsenso, dal momento che una "cosa" chiamata internet è impossibile da definire.

    L'unica cosa che accomuna tutti gli utenti della rete è il fissare uno schermo, e nulla più.
    Azione che, peraltro, possiede già di per sé un certo significato simbolico.

    Per il resto, questo breve post, da non prendere troppo sul serio, nasce da delle domande che mi ponevo tempo fa, sulle potenzialità della rete, su quello che è diventata, sull'inevitabilità della sua evoluzione.

    Semplici riflessioni, senza alcun intento "moralista", ovviamente.
    Direi anche che la parte demenziale della rete personalmente la trovo molto interessante.

    Il primo rischio che si corre, infatti, una volta entrati nel Palazzo della Tela, è quello di prendersi troppo sul serio.

    A presto

  • anonimo

    "Semplici riflessioni, senza alcun intento "moralista", ovviamente."

    Però hai tagliato la vignetta! Eheh…

    Hiei

  • anonimo

    Moralista o no, la tua riflessione va aldilà della semplice ironia a mio parere, ripeto sarà per colpa del mio spettro visivo o forse perchè sono fondamentalmente un profano della rete, forse perchè ho una vena un pò conservatrice o non so, ma il l'evoluzione del web mi spaventa un pò.

  • anonimo

    Scusate il commento precedente è il mio

     

    Brokencircle

  • anonimo

    Devo ammettere che il tuo modo di spiegare le cose mi piace proprio tanto, complimenti. Anche se lo hai definito ironico (per restare giustamente equilibrati) io ritengo che il tuo scritto sia molto vicino al vero … soprattutto l'ultima frase (basta vedere il film Disney Wally). 
    Un bel pò di tempo fa in un Martin Mystere (fumetto) avevo letto che in antico aramaico le parole www corrispondevano a 666 … per un pò, impressionato da ciò, rimasi distante da internet , che era però ancora all'inizio, ma da quando è diventato indispensabile per il lavoro sono caduto nella tela anch'io e da allora sono diventato un assiduo frequentatore della nuova biblioteca universale. 
    Chissà se siamo già stati tutti marchiati? che sia per questo che ora sappiamo sempre più cose? misteri su misteri, totale confusione per chi come me non  ha l'illuminazione o qualche particolare amico.

  • Santaruina

    Però hai tagliato la vignetta! Eheh…

    Sì, perchè essendo l'ultima cos che si leggeva dell'articolo poteva dare una idea sbagliata di tutto il discorso :-)
    L'intento "moralista" a cui mi riferivo, e che è assente nell'articolo, era quello di voler in qualche modo giudicare i frequentatori della Tela.

    ______________________________________

    Brokencircle

    l'evoluzione del web mi spaventa un pò

    Anche a me, indubbiamente.
    Il rischio di confondere il virtuale col reale è concreto, e si sta già manifestando.
    E' un qualcosa che va al di là della semplice razionalità, parrebbe un porcesso che bypassa la nostra sfera razionale, e per questo ancora più "pericoloso"

    A presto

    _______________________________

    rimasi distante da internet , che era però ancora all'inizio,

    Anche io, per qualche anno, non mi "fidavo" molto della rete.
    Per qualche anno utilizzavo la rete solo per controllare la mail e per tenermi aggioranto su di un eventuale reunion degli Heroes del Silencio.
    Poi un giorno ho cercato su google "bilderberg" e "trilaterale", ed eccomi qua :-)

    Chissà se siamo già stati tutti marchiati?

    forse, in qualche modo, in senso metaforico..

  • anonimo

    tutto questo mi lascia una domanda……è solamente l'uso di internet o è l'abuso che distorce la realtà?

    …bellissimo post…..mentre leggevo lo immaginavo…..

  • anonimo

    Non temete amici. La tela è qui per nostro espresso volere, risponde alle esigenze ed ai desideri, ne siamo genitori e figli, fattori e fattura. Evolveremo insieme, come siamo sempre evoluti in connubio con i nostri strumenti…noi cambiamo loro e loro cambiano noi. Come in ogni processo in divenire la selezione farà la sua parte, per cui, sì, alcuni si perderanno, altri cadranno.
    E' pericolosa ? = Certo. Ma perchè l'elettricità o il fuoco non lo sono ?
    Per non parlare del fissare uno schermo ? Evoca profonda solitudine.
    Eppure lo ritengo uno stadio intermedio verso una penetrazione tecnologica ancora più soddisfacente, ancora più pericolosa.
    Ciò non di meno, se mai che fosse ed io lo auspico, rinnoveremo l'appuntamento e di nuovo saremo insieme, perchè questo è ciò che tutti noi vogliamo dalla tela.

    Grazie per lo spunto di riflessione e perdono per aver disatteso il consiglio sullo "stare leggeri e non prendere le coses troppo sul serio"(lo faccio ora), rileggendomi sembra scritto da un apostolo.
    Dal vangelo secondo Sandro.
    .
     

  • anonimo

    La Tela è uno strumento.
    Posso usare un coltello per affettare il pane o per uccidere qualcuno, ciò non significa che il coltello sia positivo o negativo in sè.
    Uno strumento è fatto per essere usato.
    Il problema sorge quando non si guida, ma si è guidati dagli strumenti.
    Allora può insorgere dipendenza.

    E mica è finita qui.
    Pensa un pò, Santaruina, alle possibili applicazioni della rete in 3D, per esempio nella stanza delle ragazze.

    Un sorriso

  • anonimo

    dimenticavo.

    hildegard

  • Santaruina

    è solamente l'uso di internet o è l'abuso che distorce la realtà?

    Sicuramente si tratta dell'abuso, ma p difficle stabilire il limite tra i due.

    _______________________

    Sandro, ti vedo tutto sommato ottimista :-)

    _______________________

    hildegard

    La Tela è uno strumento.
    Posso usare un coltello per affettare il pane o per uccidere qualcuno, ciò non significa che il coltello sia positivo o negativo in sè.

    Questo è verissimo, e vale per ogni cosa che circonda.

    Poi qualcuno potrebbe dire che ci sono strumenti e strumenti.
    Anche la morfina è uno strumento, ed in campo medico può risultare molto utile per lenire il dolore altrimenti insopportabile di alcuni pazienti.

    Però occorre sempre manovrarla con cautela :-)

    In fondo è una questione di uso e di abuso, come si diceva prima.

    A presto

  • anonimo

    Hiei
    Però hai tagliato la vignetta! Eheh…

    Santaruina
    Sì, perchè essendo l'ultima cos che si leggeva dell'articolo poteva dare una idea sbagliata di tutto il discorso :-)

    StraLOL!!!

    http://iseeahappyface.com/upload/15-years-ago-vs-today.jpg

    Santaruina
    Poi un giorno ho cercato su google "bilderberg" e "trilaterale", ed eccomi qua :-)

    Eh, già…
    In ogni caso, (parentesi OT) ipotesi di  finale di partita a parte sono sorpreso che per esempio su History channel trasmettano documentari come Società segrete in cui si parla apertamente, documentatamente e in maniera aspra e critica di tali soggetti (anche se quando parlano di massoneria i rimandi alle radici teosofiche e sataniste del comparto esoterico sono appena accenati) .
    O forse è davvero davvero il finale di partita.
    L'aria d'altronde è rarefatta per tutti credo. Sia chi si apre a dolorose esplorazioni e deduzioni sui numerosi e poco controversi dati fattuali, sia chi è semplicemente stordito dalla incertezza e dalla paura per la narrazione ufficiale dell'occidente ai tempi della crisi (possibile default USA, spread sui titoli in impennata, racconti greci e via discorrendo) è attonito e impotente di fronte allo scenario. E via di eggregora in eggregora.
    D'altra parte abbiamo molto ancora nella nostra faretra. La fede su tutto. E la nostra anima. Le nostre azioni e i nostri pensieri quotidiani. Il nostro libero arbitrio. L'altro. L'amore. E, certo non ultimo, per noi cristiani, le parole del Salvatore:

    «Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo»
    (Mt 28, 20)

    Tornando on topic penso che la tela sia un luogo necessario e indispensabile per la conoscenza e la condivisione. Forse volutamente  (l'argomento si presta a speculazioni e flame interminabili, la tela lo sa) hai dimenticato quel luogo, la sala dei Megaploadi dove anche il settimo figlio di un operaio può accedere per consultare un'infinità di libri e di testi che altrimenti gli resterebbero inaccessibili.
    Aperta e chiusa la parentesi, devo infine  confessare che il soggetto della quarta immagine sono io.

    Un saluto e un abbraccio a te e a tutti i lettori/scrittori del blog  e, naturalmente, blessed be

    The Spider

  • anonimo

    Carissimi, 
    confermo l'ottimismo del mio precedente post (#14).
    Se voi non ci foste, dovremmo inventarvi, ma serebbe solo un atto parziale, perchè per godere della vostra compagnia e della vostra opinione, dovremmo necessariamente inventare anche la Tela.
    Fortunatamente c'è, ci siete, ci siamo.
    Giusto interrogarsi con spirito critico. E' dovere di coloro che dotati di sensibilità portano la fiaccola.

    Ebbene ed orbene, non condividete con me e come me l'attesa ricca di speranza per le nuove pubblicazioni e nuovi spunti di conversazione … la regola di riscontro periodico del blog e dei seguiti di commento ai post ?
    Non trovate che generino aspettative, emozioni vere ? reali ? e reali sono gli stimoli … come dire … "rettili" … per signorine di stanza altrove, distanti solo una riga comando. 
    Siamo davvero sicuri che sia tutto solo "virtuale" o si tratta di una estenzione delle (plurale) realtà ? 
    Vi lascio con questo testa coda ai limiti del fuori tema.
    A presto.
    Sandro.

  • zuptepi

    "Ebbene ed orbene, non condividete con me e come me l'attesa ricca di speranza per le nuove pubblicazioni e nuovi spunti di conversazione … la regola di riscontro periodico del blog e dei seguiti di commento ai post ?"

    Personalmente sì. Senza la tela in questione io non sarei quella che sono ora. Non conoscerei quello che ora conosco. Non avrei le amicizie che ho. Sarei confinata ad una monodimensione in cui l'unico confronto è con persone che mi circondano solo fisicamente ma che non condividono quasi nulla dei miei interessi, né delle mie paure. Nel complesso considero la rete positiva, non solo per quanto riguarda i blog, ma anche per tutto quello che ho trovato e che non sapevo nemmeno di stare cercando.

    Saluti

  • anonimo

    @19-20 : uguale per me, tra le risposte meno banali tra quelle che cercavo le ho reperite nel web più che nei rapporti strettamente personali, e sono arrivate nel momento più adatto. augh tristan
    nb : canncellate i cookies di tanto in tanto anche durante lo stesso surfing.

  • anonimo

    Sandro, provo a dare una risposta alla tua domanda.
    Se non ho letto male tra le righe, concordo con te nel ritenere che la tela sia una estensione virtuale della realtà come lo è pure la spiriualità per chi la vive. Da appassionato di storia non ufficiale mi permetto di osservare che probabilmente ciò che facciamo oggi tramite internet e tutta la nostra tecnologia sia quello che gli antichi popoli della terra erano già in grado di fare naturalmente (o meglio in maniera divina): sul tema vi consiglio di leggere Civilization One" di Cristhopher Knight, autore anche dell'interessantissimo La chiave di Hiram sulla massoneria.
    Per quanto sulla tela ci sia veramente tanto, certi argomenti restano comunque vaghi e poco approfonditi come ad esempio le società gilaniche o la nobiltà nera di Venezia e Genova o l'applicazione delle varie scoperte rivoluzionarie da parte primariamente degli eserciti alla faccia della democrazia e della pace o l'assurdità del sistema giuridico italiano vero responsabile del fallimento del nostro stato.
    Ribadisco, pur intrappolato nella tela, la mia sensazione "maligna" in ordine al www – 666 in quanto diventa lui il nuovo intermediario con dio o dio stesso (clicchi e avrai ciò che vuoi = preghi e io ti daròciò che mi chiedi); però questo è solo il punto di vista di chi crede nella via naturale e non nella via delle macchine. Mi sento però come drogato dalla tela in quanto, pur rendedomi conto che usare pc e tecnolgie varie contribuisce solo a sfruttare altri esseri umani (vedere le varie miniere africane), non riesco a smettere di entrare nella rete in cerca di chissà quale verità. Ultima cosa: visto che tutti questi misteri sono rimasti cose per pochi intimi fino a 10 anni fa e che internet è l'uso commerciale del sistema di comunicazione dell'esecito statunitense, qual'è il motivo di tale "libertà" di informazione?  

  • Santaruina

    Ciao Spider

    L'aria d'altronde è rarefatta per tutti credo. Sia chi si apre a dolorose esplorazioni e deduzioni sui numerosi e poco controversi dati fattuali, sia chi è semplicemente stordito dalla incertezza e dalla paura per la narrazione ufficiale dell'occidente ai tempi della crisi (possibile default USA, spread sui titoli in impennata, racconti greci e via discorrendo) è attonito e impotente di fronte allo scenario. E via di eggregora in eggregora.

    Infatti, una delle possibilità in gioco, a proposito della tela, è proprio quella secondo la quale la sua esistenza avrebbe in qualche modo anche il compito di "preparare il terreno". (quello di cui si parlava in "Pensiero magico ed evocazione")

    Una sorta di tentativo di "spargere il panico".
    In fondo, la facilità con cui si viene a contatto con ipotesi di piani mondiali portati avanti da organizzazioni di un certo potere può portare molti lettori allo "sconforto", nella convinzione che i "mostri" da combattere siano troppo potenti.

    ____________________________________

    Sandro

    Siamo davvero sicuri che sia tutto solo "virtuale" o si tratta di una estenzione delle (plurale) realtà ? 

    E' una bella domanda.
    Il tutto dipende dall'uso che se ne fa, di tutto quello con cui si viene a contatto nella tela.
    Possiamo imparare cose nuove, conoscere persone che hanno davvero qualcosa da raccontare.
    Se queste nuove conoscenze ce le portiamo con noi nella vita "vera", allora sicuramente abbiamo ottenuto qualcosa di utile.

  • Santaruina

    Zuptepi

    Sarei confinata ad una monodimensione in cui l'unico confronto è con persone che mi circondano solo fisicamente ma che non condividono quasi nulla dei miei interessi, né delle mie paure.

    Una delle cose utili di questa tela, senza dubbio, è la possibilità di confrontarsi con chi condivide qualche nostro interesse non proprio popolare.
    Che si tratti della storia delle lingue delle culture precolombiane, di ricette dietetiche della cucina polinesiana, o dei libri di Guénon, nella tela ci si potrà imbattere in qualcuno che condivide quell'interesse, cosa che all'infuori dela tela stessa sarebbe risultato molto più difficle.

    Quello che invece considero un po' meno "naturale", ma questo è solo un mio pensiero, è l'usare la tela per il semplice "chiacchericcio".
    Il ché non è affatto da biasimare, essendo comunque il parlare di cose "comuni" parte essenziale del nostro essere persone, ma se devo parlare della campagna acquisti della Juve, oppure delle nuove veline di striscia la notizia, il pub è mille volte meglio di facebook.
    Mentre magari al pub non tutti sono interessati alle riflessioni di Guénon sulla controiniziazione.

    ______________________________

     visto che tutti questi misteri sono rimasti cose per pochi intimi fino a 10 anni fa e che internet è l'uso commerciale del sistema di comunicazione dell'esecito statunitense, qual'è il motivo di tale "libertà" di informazione?  

    Come si diceva con Spieder (vedi commento precedente), potrebbe proprio trattarsi del tentativo di diffondere paura ed un senso di impotenza.

    A presto

  • anonimo

    E' interessante, quello che dite.
    Interessante, bello e condivisibile.

    Per esempio, questo blog.

    Lo incontrai anni fa, proprio all'inizio della mia ricerca, non so più con quale chiave.
    Insieme al blog, incontrai inevitabilmente gli scritti di Renè Guenon.
    Mi fa sorridere, ora, ripensare ai pre-giudizi che fui obbligata a superare per accostarmi a questo autore, che ora considero quantomeno un riferimento essenziale.
    Ci fu una piccola lotta, allora, fra me e me e sono felice di esserne uscita vincitrice.
    Forse, voglio crederlo con forza, c'era qualcosa che neppure conosco dentro di me che mi guidava silenziosamente.
    Certi incontri sono provvidenziali, non so usare altro termine.

    Ciò vale anche per pochi altri luoghi virtuali, cui sono debitrice insolvente.
    Ho conosciuto  de visu alcune (poche) persone e ognuna è stata significativa, per certi versi straordinaria.

    Sarà anche vero che lo scopo iniziale della Tela è stato quello di produrre etat d'esprit di paura e impotenza, ma credo che, talvolta, gli strumenti possano ritorcersi contro i loro inventori e che i risultati possano essere del tutto diversi da quelli voluti.

    Non è così per tutti, non è così sempre. Leggevo qualche giorno fa di un nuovo video gioco disponibile in rete che si chiama Euthanasia e pensavo ai danni forse irreversibili che un tal "gioco" può innescare soprattutto nei più fragili non solo per età.
    E' solo un piccolo esempio.

    In fondo credo conti la capacità diretta e personale di discernere il grano dal loglio e la volontà di agire e di non essere agiti.

    Vigilanza, attenzione, ottimismo, fede.

    Un grazie a Santaruina, perchè ha saputo far sì che questo non sia un luogo di disperazione.

    Kaire

    hildegard

  • anonimo

    @ 2;
    e chi no in roulotte!
    masuc

  • Santaruina

    Ciao Hildergard

    Sarà anche vero che lo scopo iniziale della Tela è stato quello di produrre etat d'esprit di paura e impotenza, ma credo che, talvolta, gli strumenti possano ritorcersi contro i loro inventori e che i risultati possano essere del tutto diversi da quelli voluti.

    In qualche modo, questo è un luogo che ormai vive di vita propria, per ora.

    Un saluto a te.

  • anonimo

    Salve,
    Complimenti Santaruina.
    Ogni volta che leggo riflessioni così acute, che riescono ad ampliare i propri orizzonti, mi domando :  e se fossero trasmesse in televisione… così segue una breve pausa immaginifica con conseguente rigurgito di mestizia.
    Prima di entrare in merito all’argomento auguro buona fortuna a Brokencircle ,se non sbaglio dovresti partire a giorni , confesso che mi piace leggere i tuoi post anche perché riesci a comunicare –forse in modo involontario- la tua elettrizzazione per l’imminente partenza; se non ti dispiace ti invito a scrivere una tua considerazione sull’espatrio felice, mi interesserebbe leggerla soprattutto perché personalmente penso che ci siano rimaste solo due possibilità o l’espatrio felice appunto o la rivolta.
    Ormai quasi tutti quelli che seguono questo forum hanno capito che siamo arrivati quasi alla fine o alla svolta di un grande “disegno” –disegno che non vedremo mai del tutto con chiarezza, sappiamo che poteri sovranazionali stanno tirando i fili, che partiti politici “rivoluzionari” come il M5S molto probabilmente serviranno solo a incanalare e successivamente convertire forze nuove non piu’ assimilabili con le vecchie ideologie, che internet serve tra le altre funzioni a istillare paura a quelle persone che ancora girano libere a cercar verità.
    E un sunto insufficiente me ne rendo conto, ma da l’idea dello scacco matto.
    Possiamo stare solo a guardare.
    Eppure, eppure l’idea della rivolta non mi abbandona, mai, e anzi posti come questo mi infiammano e mi danno speranza: dicono che la speranza sia una prerogativa di un cristiano, personalmente adoro la letteratura russa e dico che a leggere Dostoevskij e Tolstoj si capisce che siamo stati sfortunati, che la buona cristianità sia emigrata lentamente fin dall’antico romano impero su su fino in Russia, la Cristianità Ortodossa con i loro Starec che aiutavano a porre la fede prima di tutto in se stessi; già me lo domando spesso …quanto mi servirebbe a me uno Starec, quanto mi servirebbe a me sentire che siamo uniti.
    Ma allora se quello che ci vogliono togliere è la facoltà di unirci perché ogni gruppo sembra sempre controllato pilotato e disarmato,  mi domando che potere abbiamo noi quando ci uniamo ?
     Forse Camus nell’”uomo in rivolta” ci da un idea di questo potere che essi temono, riporto qui alcuni pezzi presi dal libro:
     
     
    Negativa
    in apparenza, poiché nulla crea, la
    rivolta è profondamente positiva
    poiché rivela quanto, nell'uomo, è
    sempre da difendere.

    La solidarietà degli
    uomini si fonda sul movimento di
    rivolta, e questo, reciprocamente,
    solo in tale complicità trova
    giustificazione.

    Il primo progresso
    di uno spirito intimamente straniato
    sta dunque nel riconoscere che questo
    suo sentirsi straniero, lo condivide
    con tutti gli uomini, e che la realtà
    umana, nella sua totalità, soffre di
    questa distanza rispetto a se stessa e
    al mondo.

    Il male che un solo uomo
    provava diviene peste collettiva. In
    quella che è la nostra prova
    quotidiana, la rivolta svolge la
    stessa funzione del "cogito"
    nell'ordine del pensiero: è la prima
    evidenza. Ma questa evidenza trae
    l'individuo dalla sua solitudine. è
    un luogo comune che fonda su tutti gli
    uomini il primo valore. Mi rivolto,
    dunque siamo.

    In ambedue i casi, troviamo
    infatti un giudizio di valore in nome
    del quale l'insorto rifiuta la sua
    approvazione alla condizione che gli è
    propria.

    Lo schiavo che si erge contro il
    signore non si cura, notiamolo, di
    negare questo signore in quanto
    essere. Lo nega in quanto padrone.
    Nega che abbia il diritto di negare
    lui, schiavo, in quanto esigenza. Il
    signore è decaduto nella misura stessa
    in cui non risponde ad un'esigenza che

  • anonimo

    trascura. Se gli uomini non possono
    riferirsi a un valore comune,
    riconosciuto da tutti in ciascuno,
    allora l'uomo è incomprensibile
    all'uomo.
     
     
     
     
     
     
     
    Io ti chiedo Santaruina con affetto perché è come se ti conoscessi -lo so può sembrare sciocco ma è così: di formare un gruppo,di unirci, di togliere infine le barriere che la tela ci pone, le barriere della distanza; invito anche tutti i visitatori di questo blog a pensarci e a postare qui cosa ne pensate a proposito.
     
    Concludo così: se ci vogliono negare questa esperienza perché nasconde un potere, io dico facciamolo! Capiamo, conosciamo da noi questo potere, perché sono sicuro che se ci sono delle persone che possono fare questo siamo noi, vi cito solo un motivo valido, la grazia con cui l’un l’altro ci commentiamo, io fuori da qui vedo solo voglia di sopraffare o aggredire nei blog, o comunque prima o poi zuffe verbali.
     
    Alessio P.
    Buona notte a tutti i curiosi navigatori che rendono meno piatto questo mare di solitudine.
     

  • anonimo

    Chiedo venia per il pasticcio che ho combinato copia incollando da word ;)

    Alessio P.

  • anonimo

    @Alessio P. 

    Grazie per la citazione, qualunque cosa tu abbia notato, ne sono felice, non sono sicuro di sapere di cosa parli (da un punto di vista "sensoriale") ma ti dimostri in ognicaso un attento osservatore e non soltanto per ciò che hai detto al mio riguardo. Chiedo scusa se vado OT ma lo faccio volentieri (spero con la comprensione di voi altri utenti) per rispondere a te Alessio, molto brevemente, non sono sicuro di essere esattamente "elettrizzato" dalla partenza, non è la prima volta che "tento la fortuna" altrove…ma questa volta è diverso, mi sembra di cominciare l'epilogo di un lungo racconto, è strano da spiegare, sono colmo di pace (anche se un pò di inquietudine ci sta inevitabilmente) eh bhe, per entrare nel particolare, l'espatrio ormai lo vedo come un'esigenza, inevitabile, almeno per me, che sono di carattere burrascoso e decisamente iperativvo, qui in patria mi sto spegnendo, non sento più l'arte nel senso più l'etterale che tu possa immaginare, sicuramente è una mia sensazione ma più che elettrizzato, mi sento come se stessi per tirare il fiato dopo una lunga apnea, spero di aver reso l'idea, evito di dilungarmi per non intasare il post di commenti inerenti alla mia insignificante partenza :P Grazie ovviamente a te per l'interessamento e speriamo che sia la volta buona che crepi sto lupo :)

    Riguardo al resto, anch'io a suo tempo restai stupito dalla serenità di questo blog, mai una lite, mai una parola di troppo, è davvero una bel rifugio nella Tela…

    Buona giornata a tutti e che Dio vi faccia l'occhiolino oggi ;)

  • anonimo

    Chiedo scusa , il commento precedente è il mio

    Brokencircle

  • Santaruina

    Ciao Alessio

    intervento sicuramente sentito il tuo :-)
    Quella del "che fare" concretamente è una questione che ci accompagna da tempo ormai; nel precedente articolo vi erano delle considerazioni di buon senso, a tale proposito.

    Ma per quanto riguarda l'al di fuori della tela che proponi, ti dirò che ho pensato spesso all'organizzare un incontro in cui con le persone che frequantano questo blog ed hanno interesse nei temi qui trattati si potesse conoscere di persona.
    Una cosa del tutto informale, un pomeriggio in un bar a parlare di cose serie e ecose meno serie.
    Anche se si fosse in 4 o in cinque, sarebbe bello scambiarsi opinioni di persona.

    Magari dopo l'estate cerchiamo di organizzare qualcosa.

    A presto

    _______________________

    Ciao Brokencircle

    non ti preoccupare, puoi prenderti tutto lo spazio che vuoi per parlare della tua scelta.

    A presto

  • […] è proprio il luogo in cui anche questi scritti si muovono: l’etere del terzo millennio, la rete. L’informatica, e la rete di internet, hanno dato il via al processo di smaterializzazione del […]

  • Anonimo

    A 40 km a sud di Salt Lake City c’è Camp Williams, presidio e poligono della Guardia Nazionale dello Stato dello Utah. L’ex campo d’aviazione della guarnigione e il terreno circostante (600 kmq) sono stati presi dalla NSA (National Security Agency), che ha iniziato la costruzione del primo centro di trattamento dei dati del programma CCNCI (Community Comprehensive National Cybersecurity Iniziative), sulla base del decreto segreto NSPD-54/HSPD-23 firmato nel gennaio 2008 dal presidente degli Stati Uniti George W. Bush (Homeland Security Presidential Directive 23). In base a questo decreto, gli obiettivi della CCNCI sono: lo sviluppo di una strategia volta a scoraggiare cyber-interferenze e cyber-attacchi contro gli Stati Uniti, il rafforzamento della prima linea di difesa contro la penetrazione delle reti governative degli Stati Uniti ‘attraverso un meccanismo di prevenzione’, la difesa degli Stati Uniti nei confronti delle minacce poste dallo spionaggio estero e, infine, costruzione del futuro contesto della sicurezza informatica attraverso la formazione, il coordinamento e la ricerca. Il centro elaborazione dati dello Utah sarà pronto nell’ottobre 2013.
    La costruzione di questi edifici costerà 1,5 miliardi di dollari, a cui aggiungere 2 miliardi di dollari per i sistemi informatici e il software per lo stoccaggio delle informazioni e la manutenzione. Il consumo energetico del centro sarà enorme (65 megawatt), l’equivalente dell’elettricità fornita a una città di 65.000 edifici. Per raffreddare gli enormi computer saranno utilizzati quotidianamente 6 milioni di litri d’acqua. Il data center sarà in grado di elaborare e memorizzare ogni tipo di comunicazione raccolto via satellite dalle reti radiotelevisive e dai cavi in fibra ottica sotterranei e sottomarini delle reti nazionali e internazionali, in tutto il mondo.
    Il centro dispone di una capacità di memoria misurata in zettabyte che può memorizzare l’intero contenuto di 300 miliardi di iPhone, tutti i dati delle e-mail personali, dei telefoni cellulari, SMS, ricerche su Internet, messaggi cestinati, tutti i dati di tipo personale, nonché registrazioni video delle telecamere che controllano il traffico, i biglietti dei parcheggi, i viaggi, gli acquisti di libri nelle biblioteche digitali, ecc.
    L’ultima rivelazione di Edward Snowden
    m

  • orange

    spese cosi ingenti dovrebbero..proteggere i cittadini occidentali da ogni pericolo esterno..peccato che non sarà affatto così..vogliamo “scommettere”?..

  • orange

    eh eh..”esterno” di pirsona pirsunalmenti caro dutturi?…i soliti cattivi picciotti jahidisti..eh eh..

  • Anonimo

    Sid (Sistema interscambio dati)
    “quadro generale di un ulteriore spostamento in avanti, anzi in profondità, verso la società del controllo globale. Quando si viene controllati in ogni singolo spostamento, e quando ciò avviene anche dal punto di vista economico, nella società del denaro nella quale viviamo, ciò significa che il passo successivo, sul serio, sarà solo quello di imporre alle persone di farsi impiantare in chip sottopelle, per questioni di sicurezza”.
    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=12023
    ps quella del chip sembrava fantascienza tempo fa ( http://www.santaruina.it/trattando-del-nuovo-ordine-mondiale ) , adesso sempre meno (probabile scenario post collasso economico globale) m

    • Anonimo

      Non solo economia e controllo: “catechismo di massa” (ed una meta, forse, a portata di mano) m
      “..Avatar, quindi, Pandora assume tutte le caratteristiche della Gaia descritta da Lovelock: nel pianeta ogni creatura è interconnessa con tutte le altre, ed il tutto compartecipa nel grande spirito di Eywa, la Dea Madre venerata dal popolo dei Na’vi..”

      Avatar, New Age e Neospiritualismo

      • Anonimo

        “C’è un panteismo volgare, che riduce la Divinità agli elementi cosmici, alla materia bruta, donde l’idolatria, il feticismo . Ma c’è un panteismo scientifico che non si confuta da sé come il primo, ma è una concezione organica, ragionata di tutta la realtà, mondo e Dio insieme. In altri termini questo panteismo scientifico si presenta come un assoluto Monismo (concezione unitaria della realtà) e il Monismo o è materialistico, come quello di HaeckeI (+1910) o è spiritualistico, come quello di Spinoza e di Gentile.
          Il Monismo materialistico, che nega là spirito e i suoi valori riducendo tutto alla materia, si avvicina molto al panteismo volgare, che ripugna per se stesso e non merita troppa considerazione. Più elegante e più insidioso invece è il Monismo spiritualistico, che riduce tutta la realtà, anche quella materiale. allo spirito e alla sua attività. Esso si presenta come Sostanzialismo in Spinoza (la realtà è una sola sostanza che si manifesta in due modi: estensione e pensiero, e quindi come materia e come spirito, che è Dio e mondo insieme). Si presenta ancora come Idea in perenne divenire (Hegel), o come lo assoluto (Fichte), o come Atto pensante in evoluzione autocreativa (Gentile). Una forma di Panteismo è anche l’Immanentismo (v. questa voce) a carattere intellettualistico o sentimentalistico.
          Ogni specie di Panteismo porta in seno una contraddizione insanabile, che dà nell’assurdo: l’identificazione dell’Infinito col finito. Dio, Essere assoluto, è necessariamente infinito e quindi uno, eterno, immutabile. Il mondo invece è evidentemente molteplice e quindi essere partecipato, finito, mutevole, temporale, cioè costretto ad attuarsi successivamente. Identificare questi due esseri è assurdo.”
        http://www.paginecattoliche.it/modules.php?name=News&file=article&sid=2163

  • La tecnologia del microchip è già pronta e collaudata da tempo, e stanno solo cercando il modo di renderla “accettabile” al grande pubblico, in previsione di una sua diffusione di massa.
    Al momento l’idea suscita ancora poco entusiasmo alivello generale, quindi ci dovranno lavorare su ancora un po’.
    Ma di sicuro non abbandoneranno il progetto.

  • orange

    credo che per il momento stiano lavorando incessantemente sul DNA..ci sono seri pericoli incombenti di un prossimo conflitto globale..in quel tragico caso residui di DNA tornerebbero utili per riconoscere i superstiti..

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