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¿te quedarás, mi pesadilla
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-o- Too late to die young -o-
6 Novembre 2009

Lady Gaga, occultismo per tutti.


In questo blog è stato più volte sostenuto che uno dei migliori modi per individuare gli etat d’esprit diffusi nella nostra società è quello di seguire con attenzione l’evolversi della cultura popolare, e dell’industria musicale in particolare.
Inoltre, il cercare tracce di particolari rimandi simbolici celati all’interno delle produzioni musicali studiate per le giovani generazioni, e non solo, è attività stimolante, che può offrire molte soddisfazioni.
Negli ultimi tempi, però, tale divertimento viene sempre meno.
Il motivo è semplice: se fino a qualche anno fa occorreva cercare con attenzione i vari riferimenti celati nel contesto, attualmente un certo simbolismo “esoterico” viene addirittura ostentato.
Si è già visto il caso di Rihanna e del suo mentore Jay Z, ma a rubare la scena in questo periodo, per meriti acquisiti sul campo, è sicuramente Lady Gaga.
Lady Gaga, nata Stefania Gabriella Germanotta, è stata la cantante esordiente che ha raccolto il maggior successo nel 2009, lanciata in grande stile dalla sua casa discografica e da MTV senza badare a spese, per quanto riguarda il marketing.
Con Lady Gaga ogni disamina approfondita ha poco senso, dal momento che mai come nel suo caso è sufficiente “guardare le figure”.

Si rimanda a tal proposito ai due articoli che il sito the Vigilant Citizen le ha dedicato, Lady Gaga, The Illuminati Puppet e Lady Gaga, The Illuminati Puppet – part 2.
Gli articoli sono in inglese, ma risultano comprensibili anche per chi ha poca familiarità con l’albionico, dal momento che, come si diceva, le immagini sono più che sufficienti.

Lady Gaga seduta su un trono massonico. Così ci toglie tutto il divertimento.

14 Aprile 2009

Massoneria a Striscia la Notizia

Striscia la notizia è la trasmissione televisiva più seguita in Italia, e la sua popolarità è tale che non necessita di ulteriori presentazioni.
Risulta quindi particolarmente curioso constatare come la sigla finale della trasmissione stessa sia un palese inno massonico.
La canzonetta in questione, con la quale il programma ha termine, viene sempre sfumata dopo le prime note, ed è visibile nella sua interezza solamente nelle repliche notturne.
Apparentemente è un testo leggero che ironizza sulle decisioni del governo a proposito della riforma scolastica, ma si può intuire un secondo significato senza dover troppo indagare:


PER CHI SUONA LA CAMPANELLA?Grembiulino e vaiè un passepartout
Ciao mammina Byecorri in classe anche tu
zitto che se no son guai
che goduria quante novità
obbedienza, tutto cambierà
viva il Gran Maestro che ci salveràè unico
cappuccini e babàstudia i numeri
e l’abbiccì – agli esuberi
gli Paghiamo il Taxì – tutti a casa signorsì
quattro cinque sei e un sette più
ora è tutto ok
con i voti è un bijou
è la scuola take a way
col compasso un bel cerchio fa
sulla cattedra si è messo già
bravo il Gran Maestro che ci salverà – è unico
cappuccini e babà


Per cogliere i vari riferimenti al mondo della libera muratoria non occorre essere grandi esperti della massoneria , ma è sufficiente una conoscenza di base del simbolismo di cui questa confraternita fa uso.
All’inizio del testo vengono subito citati i “grembiulini”, uno dei modi col quale i fratelli massoni vengono chiamati, per via dei grembiuli rituali che ogni membro deve indossare durante le sedute in Loggia.
E giustamente si fa presente come il grembiulino sia un ottimo passepartout, in un mondo in cui essere membri della massoneria facilita l’apertura di molte porte.
La frase “zitto che se no son guai” riguarda il giuramento massonico, con il quale il massone si vincola alla segretezza; la segretezza, o riservatezza, come i fratelli preferiscono definirla in pubblico, è la prima virtù da rispettare una volta facenti parte dell’ordine.
Poco dopo si accenna anche l’obbedienza,  termine che nel linguaggio massonico indica l’insieme delle logge che unite costituiscono  corpi sovrani, come Grandi Orienti o Grandi Logge.

La canzonetta prosegue citando il Gran Maestro, i cappuccini (allusione al cappuccio indossato durante i rituali) e  il compasso, insieme alla squadra il simbolo più noto della massoneria.
I riferimenti alla massoneria sono talmente evidenti  che non si pone alcun dubbio sul loro reale significato.

Più difficile invece stabilire il senso di una scelta simile da parte degli autori del programma.

Considerato il carattere satirico della trasmissione si potrebbe pensare che si tratti di un testo ironico nei confronti del mondo massonico.
Eppure, nonostante i riferimenti siano chiari e per nulla velati, l’argomento in questione rimane perlopiù sconosciuto alla grande maggioranza degli spettatori del programma, e se
davvero vi fossero intenzioni ironiche dietro il motivetto, sicuramente non verrebbero colte dal pubblico.
Più probabile quindi che si tratti di una sorta di divertissement, uno strizzarsi l’occhio tra fratelli massoni che si divertono nel parlare apertamente di loro stessi,  nella convinzione che pochi coglieranno i chiari riferimenti  alla loro organizzazione, e quei pochi che lo faranno saranno tra coloro che poco si sorprendono di fatti come questo.
Una ulteriore conferma a sostegno di questa ipotesi giunge dalla trasmissione Veline, ideata anch’essa da Antonio Ricci, vera eminenza grigia della televisione italiana.

In tale programma aveva luogo un concorso nel quale si sceglievano le ragazze che avrebbero svolto il ruolo di veline nella trasmissione satirica.
Nella scenografia della trasmissione faceva mostra di sé, in modo spudorato, un altare massonico, dove la fiamma ardente di Prometeo – Lucifero era retta da due colonne,  presenti in ogni tempio massonico a simboleggiare la Forza e la Bellezza ed a ricordare le due colonne poste all’ingresso del Tempio di Gerusalemme.
La presenza di una stella a cinque punte completava il quadro, per frugare ogni dubbio rimanente di qualche eventuale scettico.


17 Novembre 2008

Wanna be a member?

 

Un sorprendente cartone animato risalente al 1931, una vera chicca per chi si interessa dei modi con i quali un certo genere di messaggi vengono diffusi per mezzo della “cultura popolare”.
Già segnalato da Luigi Walt nel blog del Piccolo Zaccheo, questa breve animazione mostra il simpatico Bimbo, fidanzato della celebre Betty Boop, star del mondo dei cartoon negli anni 30, costretto a passare attraverso una serie di prove surreali, tallonato da un gruppo di inquietanti personaggi che lo invitano ossessivamente a diventare un membro della loro organizzazione.
Interessante anche il cameo iniziale del più noto Mickey Mouse, alias Topolino, che sornione partecipa alla cattura di Bimbo, facendo intendere che lui “membro” della organizzazione lo era già.
Il titolo dell’animazione è Bimbo’s initiation.
28 Aprile 2008

Massoneria e Istruzione Pubblica

Alle origini della pubblica istruzione:
il ruolo della Massoneria

Gli estratti che seguono sono tratti da Juravit, rivista massonica, purtroppo non più disponibile sul sito del Grande Oriente.
Il numero in questione risale al mese di dicembre del 1978.
Nel primo articolo riportato i fratelli massoni celebrano la figura di Michele Coppino, illustre massone che alla guida del suo ministero pose le basi per lo sviluppo della nostra moderna istruzione pubblica.

Michele Coppino

…Michele Coppino (1822- 1901), il ministro che legò il nome alla citata legge del 1877 e che al governo dell’istruzione pubblica dell’Italia unita impresse un impulso di durevole efficacia.[…]
…questo insigne letterato e uomo politico, che in Parlamento fece segnare la sua presenza dal 1860 al giugno 1900, quando, ottantenne e malato, accorse a pronunziare il suo assenso per la ‘ svolta liberale ‘ guidata dal governo Zanardelli-Giolitti, incoraggiato dal conforto delle forze ispirate dal Grande Oriente di Ernesto Nathan.[…]
Dell’Uomo è presto detto.

Cinque volte ministro dell’istruzione pubblica (una prima volta con Rattazzi, nell’anno di Mentana; poi sempre con Agostino Depretis e nel primo governo Crispi: 1876-78 e 1884-88) Coppino resse il governo della scuola italiana per un periodo di oltre sette anni: per pochi mesi inferiore alla durata in carica di Guido Baccelli — a sua volta autorevole dignitario massonico […]
Candidato ‘democratico’ nelle elezioni del 1857, con le quali Cavour sbaragliò la presenza clericale nel Parlamento subalpino, solo nel 1860 — in occasione della prima elezione del Parlamento nazionale — Coppino venne eletto deputato.

Due mesi prima (17 febbraio 1860) egli aveva fatto ingresso nella prestigiosa Loggia madre della risorgente Massoneria italiana: l’« Ausonia ».
Fervore civile e rinnovamento individuale andavano di pari passo: ed entrambi si fondevano in una vigorosa capacità d’iniziativa pubblica, d’impegno culturale e, infine, di azione politica intesa ad aprire una nuova età storica.[…]

Il programma di scolarizzazione di massa — sancito dalla legge del. 15 luglio 1877, che coronò il prolungato sforzo legislativo di De Sanctis, Bargoni, Scialoia, Correnti e dello stesso prudente Bonghi — si prospettò — in tal guisa, quale grande operazione di pedagogia politica in direzione della liberazione dai convergenti ceppi dell’analfabetismo e della devozione superstiziosa.
L’opera dal Coppino svolta al Ministero dell’istruzione pubblica può venire sintetizzata nella lapidaria sentenza da lui stesso pronunziata sui propri obiettivi di civiltà, il 4 aprile 1872:
« Clericali non siamo. Siamo uomini i quali pensiamo che la libertà non va desiderata solamente per noi, ma per tutti».
Perciò negli anni dei governi Crispi — quando provvide al riordinamento degli Statuti di numerose Università e, mentre gettò le basi dell’istruzione professionale moderna, costruì le stabili fortune dei licei classici — Coppino si distinse per equilibrio, e lungimiranza, tanto da esercitare un vero e proprio magistero intellettuale e morale[…]
Coppino pose in opera con più incisiva efficacia la fervida vocazione a superare i confini dello Stato nazionale e ad inverare il messaggio di fratellanza universale in due direzioni ugualmente preziose e feconde: coltivare l’uomo nel cittadino e sublimare la spiritualità creativa nell’uomo positivo, faber, della società industriale.[…]

Attorno a Coppino, in quell’ora decisiva della storia italiana, confluirono Zanardelli, Giolitti e decine di figure di primo piano della Libera Muratoria, mentre da parte sua il Gran Maestro Ernesto Nathan sviluppava un’azione consonante per mettere al sicuro da ritorni integralistici e dal rischio di blocchi clerico-reazionari le nascenti alleanze liberal-democratiche e radicalsocialiste.
Tanto l’anziano statista quanto il più giovane Gran Maestro erano mossi dalla convinzione che l’attribuzione di responsabilità amministrative alle più giovani ed animose forze politiche «progressive » del Paese avrebbe contribuito ad accelerarne l’accostamento allo Stato e a completare il disegno di educazione politica e di moralità pubblica tracciato da Cavour, proseguito da Coppino sino agli anni di Giolitti, ma poi inceppato e rimasto a mezza via.[…]

Sempre a proposito di istruzione, nell’articolo seguente intitolato “La prima cura dei Massoni dopo l’Unità: l’istruzione” si può leggere:

Nella tornata del dì 19 agosto 1864 E.’. V.’. il Fr.’. Secretario Oscar Pio faceva alla R.’. L.’. Libbia d’oro la seguente proposta.
« CC.’. FF.’., la Massoneria si ridurrebbe alla meschinità delle forme accademiche o al più si svilupperebbe nelle egoistiche proporzioni di una società di mutuo soccorso quando non estendesse la sua sfera d’azione nel campo sociale, volgendo tutte le sue forze ad affrettare lo svolgimento del benessere progressivo nella Umanità.
È perciò che io credo strettissimo dovere dei LL.’. MM.’. Di concretare le aspirazioni massoniche.
Ciò posto, io non credo che alcuno possa mettere in dubbio che bisogno supremo dell’epoca nostra e del nostro paese non sia quello di sviluppare quella istruzione popolare ch’è fonte prima di concordia e libertà vera e di moderanza civile.
Non anderemo errati adunque se noi Massoni Italiani volgeremo i nostri sforzi al conseguimento di questo scopo.
La istruzione popolare è tale un intento da raggiungersi più presto colle forze intime della nazione che coi provvedimenti officiali del governo.

Dopo l’unità d’Italia quindi le forze massoniche occupano i più alti posti di governo, e si impegnano in primis per una decisa riforma dei programmi scolastici, con l’obiettivo di eliminare i residui superstiziosi della precedente egemonia clericale ed a diffondere il verbo del laicismo.
In un articolo successivo della stessa rivista, intitolato “Simbolismo, Diabolismo e Bibbia”, si legge però quanto segue:

Altrettanto semplicistico, per quanto dicemmo, ci sembra il considerare l’iniziazione massonica un tentativo di rinverdire le iniziazioni precristiane od una derivazione dalle stesse già surrogate nel cristianesimo da una semplice abluzione nel Giordano, vademecum per passare dal regno delle ombre — il limbo — a quello dell’Eternità.[…]
Considerando che la prima scomunica è seguita, non alla istituzionalizzazione dell’Ordine, ma a quella del Grado di Maestro ed alla adozione della Cerimonia della morte di Hiram, non è escluso che l’atteggiamento della Chiesa di Roma sia in parte attribuibile al sospetto balenato ad un Papa che nella terra della Albione di Blake fosse per nascere un nuovo sistema di religione cristiana che celebrasse misteri analoghi a quelli della messa.
E può anche essere che, per altro verso, analoghe considerazioni siano state fatte dai cosiddetti atei — era facile allora considerarsi atei più di quanto sia oggi considerarsi credenti — che si sono associati alla Massoneria.
È comunque unanimemente ammesso che sia sempre esistita in Massoneria una componente antroposofica, almeno in senso lato, e certo prima che fosse codificata in disciplina o in setta misteriosofica.
Non mancò inoltre chi, sia dagli inizi, sostenne, non smentito, che la Massoneria, pur proclamandosi cristiana, è la Scienza e la Religione dell’Uomo.

La Massoneria scienza e Religione dell’Uomo (maiuscola).
Una forza laica e progressista che combatte l’oscurantismo clericale e superstizioso e che tuttavia va fiera delle sue componenti misteriosofiche e non nega il suo carattere di religione.
Una forza che ha saputo prendere in mano le redini del governo della nazione ai suoi albori e che considerò l’istruzione pubblica una priorità.
Quell’istruzione pubblica che a distanza di due secoli celebra i Padri della Patria, massoni, quali le massime figure morali della storia moderna del Paese.
L’istruzione pubblica che insegna ai giovani scolari il rispetto e la devozione verso la “laicità” dello Stato, una laicità fortemente voluta e costruita anche grazie, soprattuto grazie, ad un ordine che non ha problemi a definirsi “religioso”.

 

26 Aprile 2008

Mazzini, massoneria, cospirazioni

Gli Illuminati erano repubblicani…

Lettera di Mazzini alle Logge Massoniche ai Fratelli di Sicilia
Lugano, 27 Agosto 1863

Fratelli.
Abbiatevi una stretta di mano da me ed una parola di gratitudine e di augurio.
La stretta di mano è a voi come patrioti dell’Isola iniziatrice.
La parola usata e d’augurio è a voi come Massoni.
Voi avete una importante missione da compiere: quella di restituire la Massoneria all’antico spirito dell’istituzione.
E dico: restituire, perché la Massoneria non fu, nei periodi nella sua potenza, straniera, come poi la fecero, ai destini politici dei popoli.
Fu dall’origine la santificazione del Lavoro.
E il Tempio, simbolo d’ un ordinamento sociale, racchiudeva nel concetto tutta quanta l’attività umana.
Molay cadde vittima d’un re e d’un papa.
Piú dopo, la Massoneria dava parola d’ordine ai suoi: L.P.D. lilia pedibus destinam e distruggeva infatti i gigli di Francia.
Gli Illuminati erano repubblicani.
Fu soltanto nell’epoca del suo decadimento che l’istituzione si ridusse a formola di amicizia e di carità mutua, accogliendo principi nel suo seno.
Il risorgere d’un Popolo è solenne occasione al risorgere dell’istituzione.
E voi lo intendete e lo farete intendere ad altri.
L’Italia Una e Repubblicana deve essere il Tempio dal quale la bandiera che non conosce padroni se non Dio nel cielo e il Popolo in terra, insegnerà amore, fratellanza d’uguali e associazione delle nazioni.
La vostra fede abbraccia tutta quanta l’Umanità.
Ma la Patria è il punto d’appoggio della leva, l’altare dell’Umanità.
Siate dunque Italiani per potere operare colla forza di venticinque milioni di liberi a pro’ dell’intero mondo.
Fate che i vostri non dimentichino nelle forme lo spirito.
Il simbolo senza l’idea è cadavere.
E i massoni del XIX secolo e d’Italia devono essere piú vicini d’un passo alla rivelazione dell’Idea che non quelli dei secoli addietro.

Voi volete gli uomini fratelli; volete dunque che sia abolito il privilegio ereditario governativo.
Il Gran Maestro non è né può essere ereditario.
Voi volete la luce per tutti.
Voi dunque volete abolire il monopolio della luce e della scienza in un solo individuo.
Il Grande Architetto dell’Universo non ha vicarii in terra, se non quelli che piú lavorano col sagrificio all’edificazione del suo Tempio.
Guardate al Papato, e dite se la sua caratteristica è il sagrificio.
Monarchia e Papato adunque sono incompatibili col trionfo della vostra Istituzione.
Non lo dimenticate.
Dio e il Popolo: ecco il vostro simbolo; la vostra parola sacra.
Guidate per mano i vostri adepti ad esso e moltiplicate.

E non vi separate da quanto riguarda i dolori, i bisogni, le aspirazioni dei vostri fratelli profani ancora.
Il miglior metodo d’iniziazione è la comunione con essi.
Abbiatemi fratello nella fede dell’avvenire.

Gius. Mazzini
(Scritti editi e inediti, Edizione Nazionale, LXXVI, Epistolario XLVI, pp. 48-52)
Così si rivolgeva Giuseppe Mazzini, Padre della patria, ai fratelli massoni delle logge siciliane.
Un documento storico di una importanza notevole.
I rapporti tra Mazzini e la massoneria sono noti; secondo il grande Oriente d’Italia Mazzini fu massone e ricoprì anche la carica di Gran Maestro, mentre secondo altri storici la sua affiliazione alla libera muratoria non è ancora provata.
Quel che è certo è che Giuseppe Mazzini condivideva gli scopi e i valori della massoneria, e ad essa guardò sempre con grande simpatia.
In questa lettera rivolgendosi ai fratelli siciliani rievoca il ruolo della massoneria, e ricorda come fu proprio la libera muratoria la protagonista della rivoluzione francese.
Gli storici che sostengono questa posizione attualmente vengono catalogati nel filone del “complottismo”, mentre per Mazzini e i massoni del XIX secolo era una realtà assodata.
Mazzini si spinge oltre, sostenendo che “Gli illuminati erano repubblicani”.
Il riferimento è agli Illuminati di Baviera di Weishaupt, quell’ordine segreto settecentesco che aveva come obiettivo la distruzione dell’ordine sociale esistente, e l’edificazione di un Nuovo Ordine retto dagli iniziati.

Ufficialmente la massoneria odierna disconosce e prende le distanze dalle idee e dall’operato degli illuminati, e dalla loro ideologia indubbiamente luciferiana.
Le parole di Mazzini dimostrano invece chiaramente come ancora nel XIX secolo l’eredità dell’ordine di Weishaupt fosse orgogliosamente rivendicata dai liberi muratori.
Infine, risultano interessanti i riferimenti di Mazzini alla visione “mondiale” della massoneria e dei nuovi stati nazioni che per opera della massoneria stessa stavano sorgendo.
Stati nazione che rappresentavano solamente un primo passo verso una unione più ampia, sovranazionale.
Parole e concetti che risultano alquanto familiari alle nostre orecchie, dal momento che i nostri “rappresentanti democratici” non perdono occasione di ribadirli.
E tutti i vari “capi di stato” che con devozione esaltano la visione e la “religiosità” mazziniana, a quale religiosità si riferiscono?