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-o- Too late to die young -o-
24 febbraio 2007

Contro la democrazia. Parte I

Dal mio punto di vista, nell’analizzare l’impatto del sistema democratico quale “migliore sistema di governo possibile”, le principali posizioni in campo sono due:

1- “Io credo al sistema democratico” (perché è il migliore, perché è il meno peggio, perché è l’unico che abbiamo, perché comunque decido io, perché sta a noi farlo funzionare meglio e così via)
2- “Il sistema democratico è una farsa ben congeniata per fare credere al popolo di decidere per la propria sorte”.

Io penso che il sistema democratico sia un sottile e perfido marchingegno messo in piedi da chi comanda davvero (e che noi non potremmo mai ne scegliere ne tanto meno “influenzare”).
Le vere decisioni si prendono in luoghi lontani dal palcoscenico democratico, e i nostri “eletti” contano come il due di briscola.
Il sistema democratico è una farsa ben congeniata, perché il popolo, convinto di decidere, nell’illusione di poter cambiare la sua sorte, accetta la propria servitù e si limita a sperare nel cambiamento che il proprio “voto” potrebbe portare.
Le dittature rischiano di essere travolte da rivolte popolari, mentre le democrazie hanno brillantemente scongiurato questa eventualità, essendo il popolo convinto di aver deciso per la sua sorte.
Da questo punto di vista il sistema democratico è estremamente più funzionale per le elite di potere rispetto alle dittature, e questo spiega anche il motivo per cui nel XX secolo i veri detentori del potere – i soliti noti: grandi banchieri, massonerie varie e plasmatori dell’uomo nuovo – hanno deciso di puntare su questi “sistemi democratici”.
Io credo che quello che vediamo oggi non sia una “degenerazione” del sistema democratico, dove siamo chiamati a scegliere tra un ex piduista (si può dire?) e il braccio destro dello squalo finanziario Soros, che già in passato ha dimostrato di essere molto bravo ad arraffare la ricchezza del popolo italiano per regalarla agli amici banchieri.

Questa non è la degenerazione del sistema democratico, questo è il sistema democratico che funziona perfettamente per come era stato concepito dalle elite che detengono il potere.
Ed è per questo che resto convinto che tirarsi fuori da questo inganno sia l’azione più coerente che si possa compiere.

30 comments to Contro la democrazia. Parte I

  • babilonia61

    leggo attento il tuo interessante post e noto con piacere che, in linea di massima, condividiamo comuni opinioni…

    restando dell’idea che non esiste una forma perfetta di governo e che l’ una o l’altra, qualunque esse siano, hanno sempre parti negative, mi domando: cosa resta al popolo da fare? insorge in un moto tipo 1848? eleggere un dittatore? portare a compimento le idee di Marz ed Engels? o meglio ancora proporre tanti kibuzzin? avere un preseidente tipo USA? ritornare al monarca?

    desidererrei essere realista, purtroppo fantastico…

    felicità

    Rino

  • Santaruina

    Ciao Rino

    il criticare l’attuale sistema di governo democratico, è un punto di inizio, a mio parere.

    Molte di queste critiche sono in effetti difficili da confutare.

    Il secondo stadio del discorso consiste nel proporre delle soluzioni alternative, e qui solitamente le cose si fanno più complesse.

    Avremo modo di tornarci, sicuramente.

    Per adesso mi limito a dire che forse è proprio il concetto di “dominio” di uomini su altri uomini che andrebbe rivisto.

    Il problema a mio parere non dipende dalle forme di governo, seppur sia indubbio che alcune siano infinitamente peggiori di altre, ma inizia proprio nel momento in cui qualcuno detiene il potere di decidere per la vita di un suo simile.

    Ma ci torneremo. :-)

    Blessed be

  • anonimo

    Ciao Carlo,

    ti seguo sempre con molto piacere, si qui che su lc.

    Credo che di massima io condivida moltissimo di quello che mi sembra di capire dai tuoi scritti; c’è un ma: per tirarci fuori da questo sistema occorre prenderne consapevolezza, questo può accadere per te me me per forse qualche altro migliaio di persone.

    Lo scoglio sorge proprio quando si vuole mettere di fronte alla realtà le restanti decine di milioni che come tu hai ben scritto sono convinte di poter decidere del loro futuro.

    Noi cosa possiamo fare?

    Cercare di convincerle è la risposta ovvia.

    Ma chi siamo noi ai loro occhi per potere avere una qualsivoglia influenza (perchè di questo si parla)?

    Siamo dei nulla nella migliore delle ipotesi o sovversivi o nella peggiore visto che oggi va di moda dei terroristi.

    Allora ci dovremmo rinforzare unendoci, ma attenzione finchè non saremmo in numero sufficiente dovremmo comunque volare basso e non esporci per non farci tarpare le ali dalle forze democratiche di polizia….

    insomma avere un periodo di incubazione, fortificarci, aumentare di numero e quando saremo sicuri che non sarà così facile zittirci cominciare a convincere le persone…..

    Mah, le persone non vogliono essere convinte, vogliono essere guidate e senza troppe complicazioni che le costringano a fare ragionamenti astrusi ai più……

    Andando avanti così che cosa si ottiene?

    A me ricorda tanto un elite in possesso di conoscenza che guida la massa caprona….. come la vogliamo chiamare? Massoneria? O Carboneria o Lega dei Jedy…..

    Si ritorna da capo… tutte le volte….

    Con tristezza e tanta stima.

    Woland.

  • anonimo

    Lega dei Jedy.

    o Lega dei Jiudey ?

  • Santaruina

    Ciao Woland

    in effetti se qualcuno partendo da delle giuste critiche finisse semplicemente per divenire la “nuova guida” e creare attorno sé un nuovo circolo elitario, ci si ritroverebbe immediatamente al punto di partenza, come tu dici.

    D’altra parte tutte le “rivoluzioni” della storia hanno subito questo processo.

    Chi stava nella gabbia faceva casino, si ribellava, e quello che alla fine dei massacri otteneva era un cambio dei carcerieri.

    Io penso che la strada per noi sia obbligata.

    Innanzitutto prendere coscienza di quello che succede sopra le nostre teste.

    Ed è già un bel passo.

    Poi cercare di comunicare, non perdere occasione per indicare i burattinai che animano i burattini.

    E poi accada quel che accada. :-)

    Blessed be

  • anonimo

    Quello che dici è più che giusto, la mia paura è che non ci sia la possibilità di sfilarsi da questa situazione. O meglio che non ci sia il tempo per farlo. Ci troppi eventi che incalzano a cui occorre dare risoluzioni immediate utilizzando quella poca libertà che ci rimane.

    Il sole anche di notte

  • anonimo

    Be’, la democrazia parlamentare è già stata definita nel modo più penetrante, qualche annetto fa, dai signori Marx, Engels e Lenin.

    (Non c’era bisogno di Massimo Fini e di Blondet, insomma…).

    La loro analisi è sempre valida, oggi più che mai.

    Meslier

  • Santaruina

    In fin dei conti anche Marx e i suoi nipoti erano funzionali alle alte sfere del potere, e per quanto riguarda Lenin basterebbe fare una ricerchina sui banchieri svedesi che gli pagarono tra le altre cose il celebre viaggio in treno, ma queste sono cose note.

    Più nello specifico, qui si parlava del sistema democratico, che è la forma attuale che ha assunto l’esercizio del dominio dell’uomo sull’uomo nell’occidente moderno.

    Il socialismo di Marx mal si addice per la società odierna, come forma di controllo dei sudditi risulta infatti troppo brutale.

    Ma ci torneremo.

    Blessed be

    “il sole anche di notte”…

    felice di vederti da queste parti :-)

  • anonimo

    Ma sì, è noto che lo Stato Maggiore tedesco auspicava una rivoluzione comunista in Russia, per ovvie ragioni.

    Ma è altrettanto ovvio che aveva sbagliato i suoi calcoli.

    (Tanto più che il personale disinteresse di Lenin era ed è proverbiale, così come la sua cristallina dirittura morale e politica.)

    Anch’io, comunque, parlavo del sistema liberal-democratico parlamentare: tutto ciò che si poteva dirne lo dissero Marx, Engels e Lenin.

    Fino a Bordiga, che parlava di “cretinismo parlamentare”…

    Quelle analisi erano davvero profonde e penetranti, altro che le superficiali giaculatorie di Massimo Fini o di Blondet…

    Meslier

  • Santaruina

    Dal mio punto di vista gli interessi che spinsero l’elite a favorire la rivoluzione russa vanno cercati in un’ottica metastorica, ma questo è solo il mio punto di vista.

    Quel che è certo è che dietro i bolscevichi vi furono appoggi insospettabili, anche oltreoceano, e non di persone che avevano sbagliato i propri calcoli.

    La divisone del mondo in due blocchi rispondeva ad un immenso “esperimento” con una precisa finalità, in perfetto spirito hegeliano.

    Tesi, antitesi, sintesi.

    Ogni burattino poi ha fatto la sua parte.

    Vittime, come sempre, i popoli.

    Blessed be

  • anonimo

    Mah, veramente i paesi capitalisti tentarono di soffocarla nel sangue, la Rivoluzione.

    (Inviando corpi di spedizione e consulenti militari dalla Francia, dall’Inghilterra, dalla Cecoslovacchia e anche dall’Italia…)

    Solo dopo due anni di guerra civile sanguinosissima i bolscevichi la spuntarono, grazie ad un vasto appoggio popolare (non a chissà quale deus ex machina d’oltreoceano…).

    E poi, mi pare molto moralistica la tua osservazione sull’aiuto dato dallo Stato Maggiore tedesco a Lenin.

    Dov’è il problema? Lenin ha fatto benissimo ad approfittarne, senza moralistici timori di “contaminarsi”…

    Meslier

  • ikalaseppia

    Carissimo Carlo, caro Meslier,

    tempo fa mi sono chiesto se, PER SALVARE IL SALVABILE, convenisse essere conservatori o rivoluzionari.

    Il problema, dal mio punto di vista, è che i sedicenti conservatori, nel nostro mondo, fanno tutto riferimento a delle rivoluzioni antitradizionali del passato (le rivoluzioni borghesi e liberali, ad esempio, o i moti nazionalistici). Quindi i conservatori vogliono conservare l’esistente (che a me dà il voltrastomaco) mentre i rivoluzionari hanno tipicamente lavorato per i conservatori del domani (peggio di quelli di oggi, senz’altro).

    Non abbiamo un solo esempio di rivoluzione “dal basso” con esiti felici. Quelle più simpatiche (ad es la Comune di Parigi) sono finite maluccio. Quelle andate in porto hanno concretizzato quel che di peggio c’era nel pensiero di marx: burocratizazzione e contabilizzazione dell’esistenza, uniformizzazione, legittimità della distruzione delle realtà arcaiche per far posto al nuovo ecc…mentre nessuna delle cose giuste della critica marxista (alienazione del lavoratore dei saperi e degli averi, accumulazione del surplus nelle mani di pochi ecc) ha avuto degna risposta.

    In realtà il regime in cui viviamo è un ibrido di pootere burocratico statale e mercato, UN CENTRO DIRETTIVO ESISTE, MA E’, come spiega eccellentemente Debord, ormai OCCULTO. La democrazia è finita molti decenni fa, quindi forse la sicussione del post è datata, o mal posta.

  • Santaruina

    Anche a me l’analisi di Debord pare molto lucida, così come mi pare palese la reale esistenza del “centro direttivo occulto”, a cui è difficile attribuire una forma, ma la cui influenza è analizzabile.

    La democrazia in sè ormai è un feticcio.

    Blessed be

  • ikalaseppia

    Ancora una volte le nostre riflessioni convergono.

    A scanso di equivoci (intendo per altri lettori di passaggio) ciò non significa che quel che resta delle democrazie liberali sia completamente disprezzabile, anche perché “l’impero” che viene non è quello di Augusto…

    ciao L.

  • kelebek

    Come Preve, credo che il termine “democrazia” costituisca oggi un fantasma di legittimazione di un sistema, analogo a quello della “cristianità” medievale.

    Questo vuol dire che dobbiamo separare il senso vero del termine “democrazia”, dal giudizio sul sistema che ne fa uso, come dobbiamo separare uno studio del Medioevo da uno studio della vita di Gesù.

    Tecnicamente, il sistema che descrivi tu non è una democrazia, ma un’oligarchia mascherata da democrazia.

    Questo non vuol dire che abbiamo definito cosa sia la democrazia, né che la democrazia sia qualcosa da auspicare o da temere, o anche che sia possibile: tutte questioni importanti, ma diverse dalla questione della critica all’oligarchia attuale.

    Miguel Martinez

  • iperhomo

    Sono davvero onorato dalla possibilità di dialogare con te e con Ikalaseppia. Stanti le nostre comuni letture, l’intesa di fondo dovrebbe essere assicurata. Il mio solo timore riguarda l’ansietà derivante dalla fretta (sia di scrivere che di leggere) tipica di internet e del blog in particolare: se pensi che ho stampato ieri la sola prima pagina dei vostri due blog e che debbo ancora finirne la digestione …

    A presto, se Dio vuole.

  • Santaruina

    Iperhomo, il piacere dello scambiare opinioni è condiviso :-)

    ………

    Miguel, grazie per essere passato.

    Sostanzialmente concordo con te, ma è pur vero che negli ultimi millenni ogni forma di governo è stata una oligarchia nella sostanza, indossando di volta in volta delle vesti diverse.

    La democrazia “pura”, che già è complesso definire, non è mai esistita, e probabilmente è una idea utopica.

    Piuttosto, la veste democratica che ora ha assunto l’elite oligarchica, che effettivamente governa, è particolarmente infida, proprio per il suo camuffamento, che rende difficile la sua individuazione.

    Nessuna veste come quella attuale democratica è in grado di trarre in inganno il “popolo”.

    Blessed be

  • anonimo

    Riflettevo, in merito a quest’ultima tua affermazione, su Sparta. Oligarchia anch’essa, forse anche più “spietata” di quella Ateniese eppure, in un certo qual modo, giusta. Perchè? Perchè l’elite aveva preso il potere col sangue – il proprio -, lo difendeva col sangue – il proprio e del proprio capo -, e non si nascondeva. Soprattutto quest’ultimo punto mi preme: chi sbaglia in buona fede non si nasconde ma, dove vi è l’inganno, siamo sicuri di trovare il Male.

    Di fatto la “vera” democrazia Ateniese si concluse con una disfatta politica (un paio di rivoluzioni in una decina d’anni che, tra l’altro, rivelavano l’ipocrisia di una società dove, potendo comandare potenzialmente tutti i cittadini, ognuno si adoperava per farlo più degli altri), militare e geopolitica (sconfitta nella guerra dal peloponneso, devastazione delle campagne, perdita della supremazia nel mediterraneo e sulla lega Delio-Attica ecc ecc..).

  • anonimo

    dimenticavo di firmarmi

    sick-boy

  • anonimo

    “non si nascondeva”

    Neanche Hitler si nascondeva,nemmeno Stalin.

    Le loro idee sull’eliminazione dellle razze inferiori o dei nemici del comunismo erano pubbliche.

    Erano nel giusto anche loro?

    Kirbmarc.

  • Santaruina

    Forse le oligarchie che si mostrano per quello che sono sono anche più facili da combattere, da contrastare in qualche modo.

    Quelle che si camuffano invece, essendo difficilmente individuabili, forse sono meno “cruente”, ma prosperano e parassitano più a lungo.

    Blessed be

  • anonimo

    Si ma mica andavano a combattere di persona. L’elitè guerriera Spartana faceva esattamente quello, invece…non fare l’Attivissimo, non criticare per singoli punti :-D

    Poi quello che dice Santa nell’ultimo commente è giustissimo e, last but not least, avrei da ridire sul fatto che Hitler e Stalin non si nascondessero: è vero che si mostravano, ma quando volevano loro, non erano persone “accessibili”, erano dittatori, non capi tra pari.

  • anonimo

    restando dell’idea che non esiste una forma perfetta di governo

    Il che risulta ovvio, essendo tutte fondate sul presupposto di derubare e manganellare il cosiddetto cittadino…

    e che l’una o l’altra, qualunque esse siano, hanno sempre parti negative,

    …ad esempio, i cittadini morti ammazzati a forza di manganellate o stuprati in carcere perché non avevano emesso lo scontrino…

    mi domando: cosa resta al popolo da fare?

    Idea: evolvere rispetto allo stato di bestiame informe?

    insorge in un moto tipo 1848?

    Con che cosa, con i cellulari?

    eleggere un dittatore?

    Ciò nega le tutele insite nella democrazia, sputtanandola ulteriormente.

    portare a compimento le idee di Marz ed Engels?

    Per carità, già anneghiamo nella miseria così.

    o meglio ancora proporre tanti kibuzzin?

    Poi ci toccherebbe giocare al tiro al piattello con i bimbi palestinesi: eviterei per una questione di decenza.

    avere un preseidente tipo USA?

    Un pupazzo teleguidato da Tel Aviv? Tanto vale eleggere i teletubbies e chiamarli Consoli Imperiali.

    ritornare al monarca?

    E cosa dovrebbe mai fare questo monarca, a parte star seduto sul trono e non rompere gli zebedei?

    desidererrei essere realista, purtroppo fantastico…

    Potremmo anche aspettare che “il paese” (aberrante costruzione artificiale, al pari dei confini disegnati in Africa dal colonialismo) si disintegri spontaneamente per poi riassemblarsi su confini etnici, e trascorrere i prossimi duecento anni nel pantano della guerra civile. Ma vuoi mettere la soddisfazione di dire “noi c’eravamo quando hanno creato la società multiculturale!”

    :-D

  • Santaruina

    Però i Teletubbies Consoli Imperiali non sono proprio un’idea malvagia…

    Blessed be

  • anonimo

    Per far conoscere Gomez Davila ho realizzato il blog che le segnalo.
    Il mio apprezzamento per il suo, che seguo condividendo.
    Saluti,

    Massimo Santopaolo

  • Santaruina

    Ciao Massimo, grazie per la segnalazione.

    A presto

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