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-o- Too late to die young -o-
28 gennaio 2009

Cosa succede in Grecia?

Dagli scontri di Dicembre alle proteste degli agricoltori: cronache di una nazione sull’orlo del crack.

Dopo i violenti scontri che hanno caratterizzato la fine del 2008, una nuova protesta sta avendo luogo in questi giorni in Grecia.
A manifestare questa volta sono gli agricoltori, che richiedono allo stato maggiori sovvenzioni per i loro raccolti.

Le mobilitazioni vanno avanti da una decina di giorni, e gli agricoltori hanno a lungo bloccato con i loro trattori le arterie principali del paese, permettendo il solo passaggio delle merci deperibili e dei medicinali.

Il malcontento degli agricoltori ha in verità origini lontane, e la questione è strettamente legata con l’evoluzione del mercato internazionale dei generi alimentari: i prodotti agricoli di un paese relativamente avanzato come la Grecia da un decennio a questa parte non sono più competitivi con quelli dei paesi in via di sviluppo, e questo è un problema che riguarda tutte le nazioni cosiddette benestanti.

Per evitare che i campi vengano abbandonati, in queste nazioni i governi centrali sostengono la produzione agricola con onerose sovvenzioni.

E’ il caso degli Stati Uniti e dell’ Unione Europea.

Se non fosse per questi sussidi, per i contadini molte produzioni agricole non risulterebbero economicamente vantaggiose, dal momento che il ricavato dalla vendita della produzione stessa non copre le spese della manodopera, dei fertilizzanti e delle attrezzature necessarie per il raccolto.
Complice la crisi economica e la corruzione titanica dell’amministrazione greca, le sovvenzioni dell’Unione Europea che arrivano nelle tasche dei contadini si sono ridotte sensibilmente, ed a questo si è aggiunto il crollo sul mercato dei prezzi di diverse produzioni agricole, come il cotone o gli agrumi.

Si è quindi giunti al punto in cui tonnellate di arance marciscono al suolo, poiché la manodopera necessaria alla raccolta verrebbe a costare molto di più del guadagno che la vendita degli agrumi assicura al mercato, così come enormi distese di campi di granoturco si offrono spontaneamente quale banchetto per i corvi ed altri volatili.
Questa situazione è paradossale specialmente per una nazione come la Grecia, praticamente sprovvista di un settore industriale e che basa la propria economia sull’agricoltura e sul turismo, mentre la maggioranza della popolazione è impiegata nel terziario, a gestire non si sa bene che cosa.

E se in un paese la cui più grande ricchezza sono i prodotti del suolo non è più conveniente coltivare la terra, diviene naturale nutrire una certa preoccupazione per i periodi che verranno.

La Grecia nel panorama europeo è sempre stata considerata una nazione povera, fino agli anni 70, un angolo di Europa in cui praticamente la rivoluzione industriale non è mai arrivata, dove si è passati da una economia da ancien regime all’era informatica senza passaggi intermedi.

Una nazione povera che era riuscita comunque a raggiungere la autosufficienza alimentare, e che era entrata nel salotto dell’Europa che conta con il vestito buono della festa ereditato dai nonni e le scarpe bucate.

Negli ultimi 30 anni la Grecia è comunque diventata a tutti gli effetti una nazione occidentale, raggiungendo il benessere dei parenti europei e colmando il divario dei decenni precedenti.

Ma è stato un falso benessere, frutto di sovvenzioni europee e di un’economia che si è mossa esclusivamente sul debito; una ricchezza che non corrispondeva alla reale redditività della nazione.

Fare i conti con i propri debiti, questa in qualche modo sarà la sorte che attende anche gli altri paesi europei, una sorte che la Grecia ha sperimentato per prima a causa del suo debole sistema produttivo.
E non sarà semplice per i cittadini ritornare al livello di vita precedente.
Con una ulteriore complicazione, rispetto al passato, inoltre.
Per quanto infatti la Grecia fosse una nazione povera fino agli anni 70, quasi tutta la popolazione poteva contare su di una personale periusia, ovvero una proprietà.
La quasi totalità dei greci aveva infatti almeno una casa di proprietà, magari nel paese dei nonni, e qualche distesa di terra da far fruttare.
Negli anni 80 e 90 la gran parte di queste periusie sono state vendute, e dal ricavato delle vendite le famiglie greche hanno ottenuto il necessario per adeguarsi agli standard di vita europei, con l’acquisto di apparecchi tecnologi, automobili ed altre comodità in precedenza poco comuni nella nazione ellenica.
Così, la popolazione greca è passata ad essere da povera ma autosufficiente a benestante ed indebitata.
Ed ora che la crisi è dilagata, ora che il flusso di denaro in prestito si è interrotto, la Grecia si è improvvisamente svegliata senza fondi e con una marea di debiti.

Si sta concludendo un banchetto durato 30 anni.


37 comments to Cosa succede in Grecia?

  • anonimo

    Il fatto che i greci protestino è positivo, lo è di meno quando, protestando, chiedono “sovvenzioni”,

    alimentando quindi quella situazione perversa che li ha portati al fallimento.

    Non potrebbero semplicemente rifiutare di pagare le tasse, evitando di dare allo “stato” i loro soldi, per poi vederseli “riprestare”

    dallo stesso?

    (chiedendo scusa per la trovata ingenua),

    Pyter

    ps – bella la musica del video

    (ed anche le immagini).

  • Santaruina

    Ciao Pyter

    purtroppo quella delle sovvenzioni è l’unica realtà che i contadini conoscono, negli ultimi anni.

    Era un sistema che funzionava, apparentemente, fino ad adesso, fino a quando i fondi arrivavano dall’Unione Europea.

    I contadini di conseguenza considerano ormai questi sussidi come un “diritto acquisito”.

    E sarebbe un po’ lunga da spiegare loro in che modo tutta la popolazione è stata gabbata con queste dinamiche.

    Ovviamente non ci sarebbe alcun bisogno di sovvenzioni se i prodotti avessero un prezzo di mercato adeguato.

    Ma ciò non accade, per vari motivi.

    L’unico aspetto positivo è che la terra comunque rimane lì ed è fertile.

    Di conseguenza, per quanto le cose si possano mettere male, al massimo si tornerà a coltivare la terra direttamente per sfamare la gente.

    In tal caso, sarei ben felice di tornare dalle mie parti a dare una mano.

  • messier

    Mi dispiace tanto. Il paese forse preso maggiormente per il c***, in questi lunghi anni, forse è stato proprio la Grecia. Stavo per dire la stessa cosa sulle sovvenzioni, ma in effetti, sovvenzioni a parte, va benissimo questo tipo di protesta se si chiede ai governanti trasparenza e onestà, sui pochi soldi presenti, anzichè altri soldi “dal nulla”. Ma in realtà, poi, bisogna solo che le persone cambino (intelligentemente però) il proprio modo di vita. Intelligentemente: non come “schiavi capovolti”. Io non so se in Grecia c’è il rincoglionimento televisivo e l’imbarbarimento culturale e morale che c’è da noi. Da noi è quello, che “governa”. Laggiù ?

  • anonimo

    Tu dici “per quanto le cose si possano mettere male, al massimo si tornerà a coltivare la terra direttamente per sfamare la gente” ma nell’articolo spieghi che le terre sono state vendute.

    Sono sempre là, certo, ma la domanda che più mi inquieta pormi è: di chi sono?

    E non è una domanda banale.

    Fabiano

  • qualquna

    anche loro sono sull’orlo…..

    quanto male c’è nel mondo!

    un caro saluto !!!!

  • Santaruina

    Fabiano: ma la domanda che più mi inquieta pormi è: di chi sono?

    è presto detto.

    gran parte delle terre dell’eparhia, le provincie “distanti” dalla capitale sono diventate in questi anni proprietà delle banche, così come tantissimi immobili, ipotecati e poi requisiti.

    Non sono pochi i casi di famiglie che continuano a vivere in quelle che erano le loro case pagando l’affitto alla banca che ne è entrata in possesso.

    Come dicevo nell’articolo i greci nel complesso non sono mai stati “ricchi”, ma le loro proprietà ne garantivano una decente esistenza.

    I beni per i quali non c’erano soldi semplicemente non venivano comprati.

    Dagli anni 90 in poi si è diffusa l’usanza degli acquisti a rate, in precedenza pratica del tutto ignota agli strati medi e bassi della società.

    Così in molti hanno fatto il passo più lungo della gamba, pagandone poi le conseguenze.

    _________

    Messier

    fino alla fine degli anni 80 in Grecia vi erano due canali televisivi, alquanto noiosi, tra l’altro.

    Dalla metà degli anni 90 in poi l’avvento delle tv commerciali è stato come un uragano, poichè

    ha portato in Grecia il peggio di quello che le emittenti trasmettono.

    telequiz assai stupidi, trasmissioni pomeridiane incentrate sui “casi umani” e sul gossip più becero, decine di reality.

    Tutto questo ha influito molto sul modo di vivere dei greci, che in generale avevano una “vita sociale” molto più attiva che nel resto dei paesi occidentali.

    In linea generale i greci sono più critici rispetto a noi su quanto passa in televisione e anche riguardo alle “verità ufficiali”; il “complottismo” ad esempio ce l’hanno nel sangue.

    Ovviamente generalizzare è sempre un limite, ma è altrettanto vero che i popoli hanno un certo carattere che li contraddistingue.

    A presto

  • anonimo

    Prima è stato imposto un modello (fasullo) e ora se ne impone un’altro (altrettanto fasullo)…

    Il fatto è che, ora come mai, bisogna stare parecchio attenti a come ci si muove, ormai sappiamo che sono maestri nella manipolazione…

    P.S. Mi associo a Pyter ai complimenti della musica e del video..

    Tortuga,

    un saluto a tutti. Adiosu

  • messier

    Infatti tu provieni da lì, eh eh.. Bene, non sapevo che i greci avessero questa sfaccettatura (non sono mai stato in G.; certo la storia di quel famoso “quartiere di ribelli” mi suggeriva qualcosa); sono triste però al tempo stesso nell’apprendere che la stramaledetta scatola degli incubi sorridenti (la tv), ha lacerato il tessuto di quel paese nella stessa misura del nostro.

  • messier

    Rileggendo però quanto mi rispondi, forse mi accorgo di aver sbagliato: un tessuto lacerato sì, ma NON quanto il nostro… E allora bene. Sono meno triste.

  • Santaruina

    Un tessuto non ancora lacerato, in effetti, anche perchè i legami famigliari e tra “compaesani”, almeno nei piccoli centri, sono ancora molto forti..

    Qualcuna, Tortuga, un saluto a voi.

    Già che ci siamo inserisco anche il testo della canzone, per tutti coloro che ancora nel terzo millennio si ostinano a non comprendere il greco :-D

    Tanta gioia al greco che si scorda di esserlo

    e nel centro di Chicago vive in libertà

    chi non sa e non ama

    – ed è anche un po’ colpa tua, poverina –

    anche nel centro ad Atene è come se vivesse al’estero.

    Ah, Grecia, ti amo

    e ti ringrazio profondamente

    perchè mi hai insegnato, ed ora so

    a respirare ovunque mi trovi

    a morire ovunque metta piede

    e a non sopportarti

    Ah Grecia te lo dirò

    prima che il gallo canti

    mi avrai rinnegato tredici volte

    mi ricatti e mi importuni

    mi butti via come un figlio illegittimo

    ma ti reggi anche su di me

    La patria più dolce

    è il cuore

    – Ulisse torna accanto a me –

    dove ci sono i suoi santi luoghi

    il dolore e la gioia

    Ognuno è uno

    che soffre al confine

    ed io sono un nessuno

    che ti accompagnerà

    Ah, Grecia, ti amo

    e ti ringrazio profondamente

    perchè mi hai insegnato, ed ora so

    a respirare ovunque mi trovi

    a morire ovunque metta piede

    e a non sopportarti

    Ah Grecia te lo dirò

    prima che il gallo canti

    mi avrai rinnegato tredici volte

    mi ricatti e mi importuni

    mi butti via come un figlio illegittimo

    ma ti reggi anche su di me

  • anonimo

    Ciao Santa,

    Hai ragione, bisognerà proprio impararlo questo greco.. è una lacuna da colmare :-)

    Tortuga

  • anonimo

    quello che racconti direi che conferma le similitudini e la storia congiunta tra meridione d’italia e grecia. (che ci facciamo con il nord italia? :D:D:D) C’è ancora chi lavora la terra non a scopo industriale ma personale e questo è un “vantaggio” nell’epoca contemporanea.

    vincenzo

  • Chapucer

    Ciao Carlo, bellissima la canzone…

    soprattutto questo passo, riferito alla propria terra…in questo caso la tua meravigliosa Grecia…

    Ognuno è uno

    che soffre al confine

    ed io sono un nessuno

    che ti accompagnerà…

    Blessed be!

    C.

  • iNessuno

    Immaginavo la tua provenienza avendo letto dei tuoi commenti in altro blog.

    Tornando al post, da qualche parte la ribellione deve iniziare, per poi espandersi.

    Sai, dalle mie parti, terra d’anarchia, dopo le proteste dei giovani gresci ci sono stati studenti che erano pronti a seguire l’esempio, lo avevano scritto sui muri della città.

  • Santaruina

    Tortuga, io sono a disposizione :-)

    _________

    Ciao Vincenzo

    è come dici, la situazione Greca per molti versi ricorda da vicino quella del nostro meridione.

    Gli Italiani del sud sono molto più simili ai greci che agli italiani del nord.

    Nei pregi e nei difetti…

    __________

    Ciao C.

    felice che tu abbia apprezzato :-)

    __________

    Angela, è probabile che in Grecia si possa osservare quello che attende il resto dell’Europa a breve.

    Blessed be

  • Asno

    I greci, il “complottismo” ad esempio ce l’hanno nel sangue.

    Anche i nostri vecchi. Ma giornali gratuiti ed emittenti private [d’ogni pudore], che hanno preso il posto della scuola dell’obbligo, sono armi letali.

    Mio nonno era analfabeta. Quando, nel ’56, comparve Alberto Manzi col suo “Non è mai troppo tardi”, a chi lo invitava ad imparare a leggere e scrivere, rispondeva che non avrebbe permesso al governo di entrargli direttamente in casa e poi – tramite la televisione e i giornali (la lettura dei quali sarebbe diventata possibile, grazie all’alfabetizzazione televisiva) – comandare anche in casa sua.

    Sui rapporti tra complottismo ed analfabetismo, “Il Gattopardo” insegna molte cose. Tra le altre, che una certa diffidenza a priori, verso chi comanda (sia pure il padre), è legittima; e che, quando quest’ultimo – col buon esempio – vince questa diffidenza, allora diventa legittima la devozione. Quando ci penso mi scoraggio, perché la battaglia è persa.

    Anzi, è persa la guerra. Sono troppi i fronti su cui battersi: l’inurbamento, lo sradicamento, l’istruzione (se si hanno figli), la televisione (idem, più moglie), la mancanza di ogni autarchia e la parallela dipendenza dal sistema sia per il pane che per i pannolini. E la lavanderia? E il discount? E l’officina del meccanico-gommista-carrozziere? E il medico?

    Aiuto.

  • anonimo

    e si aiuto…

    Santa , ma dell’Athos che ci dici? com’è la situazione?

    Il monastero che è assediato resiste?I monaci sopravvivono?

    Ciao

    D.

  • umargamal

    Caro Carlo, Asno e amici,

    per capire i Greci (a parte la filosofia, il teatro e la letteratura che sappiamo quanto sia valsa)

    basta leggere quel Tucidide che proprio Asno ha scovato in una citazione esemplare

    (chi volesse si legga Guerre del Peloponneso o parli con Costanzo Preve che sarà anche marxista ma di greco e di greci ne mangia e ne sa come pochi altri, anche perchè per metà lo è).

    Spero che vi faccia piacere sapere questa notizia:

    http://www.reset-italia.net/2009/01/01/regalo-rinviato-al-mittente-theodoros-pangalos-lha-fatto/

    Una piccola curiosità: sapete che il greco (e la cultura derivante) fu messo nel dimenticatoio per circa mille anni e riportato in Europa da quei fanatici di arabi musulmani?

    Cari saluti a tutti

  • anonimo

    “per quanto le cose si possano mettere male, al massimo si tornerà a coltivare la terra direttamente per sfamare la gente”

    Mi vengono in mente due problemi, di non facile risoluzione:

    1. ci vogliono soldi per rendere i terreni effettivamente produttivi, senza fertilizzanti l’agricoltura moderna non esiste

    2. ci vuole tempo! dalla semina al raccolto ci vuole tempo!!

  • anonimo

    Credo che in ogni popolo ci sia una costante resistenziale, chi più chi meno, certo le regioni a carattere agricolo e/o pastorale più delle altre, ma come dice Asno il fronte è troppo vasto per poterlo diffendere ancora per molto… ci si prova. (viva l’ottimismo!) :-)

    Caro Santa ti potrei anche prendere in parola per il greco, peccato che ci sia qualche problemino “logistico”… si puo dire cosi? :-)

    La Tortuga (che oramai ha preso il brutto vizio di intervenire a sproposito). Adiosu.

  • Paxtibi

    Non ho molto da aggiungere al tuo resoconto, Santa, a parte un fatto: il servizio militare in Grecia è ancora obbligatorio, e ciò potrebbe riservare qualche sorpresa…

  • anonimo

    “Gli Italiani del sud sono molto più simili ai greci che agli italiani del nord”.

    In fondo, siamo o no greci in esilio?

    Ale, da Catania

  • Santaruina

    Asno, quella diffidenza a priori verso chi comanda dovrebbe essere un sentire naturale.

    Non a caso, il primo compito dell’istruzione e dell’informazione è quello di convincere il cittadino che chi comanda agisce a beneficio del popolo.

    Una contraddizione in termini.

    ___________

    Ciao D.

    ma dell’Athos che ci dici? com’è la situazione?

    Nel Monte Athos la situazione ha diversi aspetti.

    Vi è ancora uno zoccolo duro di asceti e di monaci sinceramente concentrati nello studio e nell’elevazione spirituale, e vi è anche una forte componente di “amministratori” assai interessati ai beni materiali…

    _________

    Umar

    il greco (e la cultura derivante) fu messo nel dimenticatoio per circa mille anni e riportato in Europa da quei fanatici di arabi musulmani?

    il greco e la cultura greca sono in effetti giunti a noi per vie poco lineari.

    basti pensare che gli stessi bizantini chiamavano se stessi “romei”, ovvero romani, e il termine “ellinas”, -ellenico, greco- fino al XIX era usato in modo dispregiativo per indicare i pagani e coloro che non era stati raggiunti dalla cultura superiore bizantina.

    E mentre Bisanzio “orientaleggiava”, il resto dell’Europa riscopriva la grecità classica.

    E mentre la grecità classica si imponeva in Europa, in Grecia si imponevano i turchi ottomani.

    Infine, la classicità quasi del tutto dimenticata in Grecia vi ritornò nell’8oo anche sotto la spinta dei tedeschi romantici.

  • Asno

    Formidabile, quel Pangalos citato da Umar #18.

    Certo, noi abbiamo Frattini, Fini & C. da contrapporre all’eroico Pangalos greco. Però abbiamo avuto Craxi e Moro, entrambi sensibili alla tragedia palestinese ed entrambi finiti male.

    Speriamo bene.

    Pangalos che significherà? “Tutto-?”. Per inciso, cercando – e non trovando – galos nel vocabolario, ho scoperto che Gaza significa sia l’attuale, martoriata Gaza, che “tesoro”.

  • Santaruina

    Mi vengono in mente due problemi, di non facile risoluzione:

    1. ci vogliono soldi per rendere i terreni effettivamente produttivi, senza fertilizzanti l’agricoltura moderna non esiste

    2. ci vuole tempo! dalla semina al raccolto ci vuole tempo!!

    Fino a 30 anni fa i fertilizzanti erano poco usati, ma la terra si coltivava lo stesso.

    Vorrà dire che si produrrà quanto basta per sfamare il popolo greco :-)

    _____________

    Tortuga, sempre ottimisti, ci mancherebbe :-)

    ___________

    Ciao Pax

    mi hai fatto venire in mente questa:

    http://it.youtube.com/watch?v=Y_kDDBZpBX4&feature=related

    ___________

    Ciao Ale

    una fazza una razza, come dicono in Grecia :-)

  • Santaruina

    Asno: in greco la scrittura è παγκαλος, ovvero Pagkalos, mancando quindi il “pan” iniziale.

    Solitamente i termini in con la gk sono ti origine ottomana.

    Non saprei esattamente cosa possa significare, l’unica cosa a cui lo posso associare è pagkos, panca.

    Ma forse è un azzardo :-)

    Il Pangalos in questione comunque è celebre per non conoscere il “politicamente corretto”, e per esprimere i suoi pensieri senza filtri.

    Fa comunque parte anche lui della stirpe dei politicanti. :-)

    A presto

  • umargamal

    A proposito di Romei pochi sanno che…

    Quando Maometto II espugnò Costantinopoli, prese anche il titolo di Imperatore dei Romei e Protettore della Cristianità ortodossa. Si fece incoronare imperatore dal Patriarca di Costantinopoli Gennadius Scholarius, che protesse e che agevolò nella sua ascesa a Capo della Chiesa ortodossa. Come “Imperatore dei Romei” Mehmed II reclamò tutti i territori di Costantinopoli che, d’altra parte, prima della caduta della città, erano ridotti a poco più della città stessa e ad alcune aree della Morea e all’Impero di Trebisonda.

    A questo va aggiunto che

    uno dei più grandi santi dell’Islam si chiamava Jalaluddin Ar-Rumi (che vuol dire Romano), fu tanto grande da meritare il titolo di Mevlana, che vuol dire “nostro signore”.

    Ciao a tutti

  • anonimo

    La Grecia, pur tanto vicina ( ho subito pensato all’ ” una fazza una razza “) è forse la nazione europea più ignorata dai nostri mezzi di informazione.

    Austera e bellissima la musica del video.

    ( grazie per la traduzione pro ignoranti ).

    Saluti

    Max

  • Santaruina

    Umar

    aggiunta interessante.

    Maometto II nelle sue intenzioni voleva infatti essere il continuatore della “gloria” di Bisanzio.

    _____________

    Ciao Max

    è vero.

    In particolare la protesta degli agricoltori è stata del tutto ignorata, eppure è sintomo di un problema che presto riguarderà anche il resto dell’Europa.

    A presto

  • anonimo

    L’agricoltura va d’accordissimo con la mancanza di fertilizzanti (se si parla di concimi chimici), va meno d’accordo con il termine generalmente accettato di “modernità”.

  • arcangelica

    l’attualità della Grecia che tu racconti è storia antica ormai per la Sicilia.

    per l’agricoltura arrivavano contributi e agevolazioni equivalenti a fiume di denaro, per ogni camion di arange che portavano al macero alle falde dell’Etna. in estate con 35-40° all’ombra ti lascio immaginare la goduria dei mosceriri che appesantivano l’aria.

    vere e proprie industrie per la frode del vile denaro, contro valore il sangue della gente…….

    adesso si stanno specializzando alla grande per il fotti fotti che Dio perduana a tutti

    povera umanità dannata dal Dio denaro

    ciao Carlo

  • anonimo

    …tramonto grigio-azzurro e la palma si é impregnata della stessa tonalità verde-grigio che l’avvicina più che mai agli alberi di niaouli (specie di eucaliptus, che eucaliptuus non é!) che hanno lo stesso colore degli ulivi, un po’ verdi, un po’ grigi, un po’ azzurri. L’anima del mediterraneo é entrata nella savana della preistoria attraverso il colore e la forma delle foglie di quest’albero a essenza balsamica! Il mantello della luce si intreccia al cinguettio degli uccelli: l’ultima preghiera prima di dormire. Una striscia rosa ha irrigato il grigio, poi molto rosa prima dell’oscurità. Immersa nei niaouli, mi sembrano degli uliveti… una fazza, una razza: l’umanità intera! Sempre sogni! ciao! jam

  • Santaruina

    #30: però anche gli uomini della modernità necessitano dei prodotti della terra, per campare :-)

    __________

    Ciao Arcangelica

    sì, la storia purtroppo è la stessa…

    un saluto a te

    _________

    Jam

    una fazza, una razza: l’umanità intera!

    Ottima conclusione :-)

    Blessed be

  • vogliopartire

    GRECIA

    [..] Dal Blog: http://santaruina.splinder.com/post/22402594/Grecia,+alle+origini+della+criGrecia, alle origini della crisi Da diverse settimane, ormai, la Grecia è al centro dell’attenzione mondiale, a causa della grave crisi eco [..]

  • vogliopartire

    GRECIA

    [..] Dal Blog: http://santaruina.splinder.com/post/22402594/Grecia,+alle+origini+della+criGrecia, alle origini della crisi Da diverse settimane, ormai, la Grecia è al centro dell’attenzione mondiale, a causa della grave crisi eco [..]

  • vogliopartire

    GRECIA

    [..] Dal Blog: http://santaruina.splinder.com/post/22402594/Grecia,+alle+origini+della+criGrecia, alle origini della crisi Da diverse settimane, ormai, la Grecia è al centro dell’attenzione mondiale, a causa della grave crisi eco [..]

  • anonimo

    Carissimi ,mentre concordo con molti punti del'articolo, non ho visto nessun riferimento al fatto che la Grecia spende il 5% del PIL per armamenti!!!!!!!!!!!!!!Basterebbe dunque risolvere i problemi con la Turchia (Cipro)  a livello politico , e qui la CE potrebbe aiutare con la sua politica estera e allora i problemi diminuirebbero assai………………capito? Cosa che non credo succedera' mai!

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