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¿te quedarás, mi pesadilla
rondándome al oscurecer?


-o- Too late to die young -o-
10 giugno 2009

Critica del democraticismo

 di René Guénon

Naturalmente, quando noi ci troviamo di fronte ad una idea, come quella dell’ “eguaglianza”, o del “progresso”, o di fronte ad altri “dogmi laici” che quasi tutti i nostri contemporanei hanno accettato ciecamente e la maggior parte dei quali han cominciato già a formularsi nettamente durante il XVIII secolo, non ci è possibile ammettere che tali idee siano nate spontaneamente.
Si tratta, in fondo, di autentiche “suggestioni”, nel senso più stretto della parola, che peraltro poterono produrre un effetto solo in un ambiente già preparato a riceverle.
Se dunque esse non hanno creato lo stato d’animo complessivo che caratterizza l’epoca moderna, hanno tuttavia contribuito ad alimentarlo e a svilupparlo fino ad un punto, che altrimenti non sarebbe stato di certo raggiunto.
Se queste suggestioni venissero meno, la mentalità generale sarebbe assai vicina a cambiar d’orientamento: per questo esse vengono così accuratamente favorite da tutti coloro che hanno un qualche interesse a protrarre il disordine, se non pure ad aggravarlo – e tale è anche la ragione per cui in tempi, nei quali si pretende di tutto sottoporre alla discussione, queste suggestioni sono le sole cose che non si debbono mai discutere.
[…]
In questo ambito, le parole hanno una importanza maggiore dei concetti che esse dovrebbero esprimere e la gran parte degli “idoli” moderni non sono, invero, che parole, e noi ci troviamo dinanzi al curioso fenomeno noto sotto il nome di “verbalismo”: la sonorità delle parole basta a dare una illusione di pensiero.
L’influenza che gli oratori demagogici esercitano sulle folle è, a tale riguardo, assai caratteristica e non occorre studiarla da presso per rendersi conto che si tratta di un procedimento di suggestione paragonabile in tutto e per tutto a quello degli ipnotizzatori.
[…]
Definita come l’autogoverno del popolo, la “democrazia” è una vera impossibilità, qualcosa che non può nemmeno esistere come un fatto bruto, né nell’epoca nostra, né in un’altra qualsiasi.
Non bisogna farsi giocare dalle parole: è contraddittorio ammettere che stessi uomini possano essere ad un tempo governati e governanti perché, usando il linguaggio aristotelico, uno stesso essere non può essere in “atto” e in “potenza” simultaneamente e sotto lo stesso riguardo.
La relazione suppone necessariamente la presenza di due termini: non possono esservi dei governati se non vi sono anche dei governanti, siano pur essi illegittimi e non aventi altro diritto al potere oltre quello che essi stessi si sono arrogato.
Ma la grande abilità dei dirigenti democratici del mondo moderno sta nel far credere al popolo che esso si governi da sé.
E il popolo si lascia persuadere volentieri, tanto più che così esso si sente adulato, mentre è incapace di riflettere quanto occorre per accorgersi di una simile impossibilità.
Per creare questa illusione, si è inventato il “suffragio universale”: è l’opinione della maggioranza come presunto principio della legge.
Ciò di cui non ci si accorge, è che l’opinione pubblica è qualcosa che si può facilissimamente dirigere e modificare.
Per mezzo di adeguate suggestioni in essa si possono sempre provocare delle correnti nell’uno o nell’altro senso.
Non ricordiamo più chi ha parlato di “fabbricare l’opinione”: espressione giustissima, benché bisogna dire, da un lato, che i dirigenti apparenti non sono sempre coloro che dispongono dei mezzi necessari per venire a tanto
[…]
Ci limiteremo a segnalare che questa stessa incompetenza offre il vantaggio di alimentare la illusione in discorso: effettivamente solo in tali condizioni gli uomini politici in questione possono sembrare l’emanazione della maggioranza, apparendo quasi come un’immagine di essa, giacché la maggioranza, quale si sia la materia su cui è chiamata a pronunciarsi, sarà sempre costituita dagli incompetenti, il cui numero è incomparabilmente più grande di quello degli uomini capaci di decidere con piena cognizione di causa.
[…]
L’errore più visibile è proprio quello or ora indicato: il parere della maggioranza non può essere che l’espressione dell’incompetenza, la quale poi risulta dalla mancanza d’intelletto o dall’ignoranza pura e semplice.
Qui si potrebbero fare intervenire alcune osservazioni in fatto di “psicologia collettiva” ricordando soprattutto il fatto ben noto, che in una folla l’insieme delle reazioni mentali producentisi negli individui che ne fanno parte forma una risultante che non corrisponde nemmeno al livello medio, bensì a quello degli elementi più bassi.
D’altra parte, vi sarebbe anche da rilevare che certi filosofi moderni hanno voluto trasportare nell’ordine intellettuale la teoria “democratica” che fa prevalere il parere della maggioranza, facendo di quel che essi chiamano il “consenso universale” un preteso “criterio di verità”.
Ma andiamo più in fondo alla questione: che cosa è propriamente cotesta legge del maggior numero invocata dai governi moderni più o meno democratici come unica loro giustificazione?
E’ semplicemente la legge della materia e della forza bruta, la legge stessa in virtù della quale una massa trasportata dal proprio peso schiaccia tutto quel che incontra sulla sua via. Proprio qui si ha il punto d’interferenza fra la concezione “democratica” e il “materialismo” e ciò che fa sì che quella concezione sia intimamente legata alla mentalità attuale. […]

René Guénon, Critica del democraticismo

55 comments to Critica del democraticismo

  • anonimo

    molto interessante

    grazie

    ./ Duffy

  • guru2012

    Sì, interessante.

    Quello che mi sfugge è come si intenda mandare avanti la baracca.

    Voglio dire: l’alternativa alla democrazia, qual’è?

  • anonimo

    Guénon è uno di quegli autori che tanto piacciono ai circoli gnostici.

    Nel citarne una pagina bisognerebbe anche aggiungere che se si è sani di mente non si condivide l’opera, ma solo la pagina citata (e forse nemmeno tutta).

    Sul democraticismo e sulle ideologie ci sono fior di autori più seri di Guénon (per esempio LG, PCdO, JDC, etc), ma in un blog che vuol apparire intelligente è difficile citarli senza farsi banalizzare.

  • Santaruina

    Ciao Duffy, grazie a te.

    ____________

    Guru: Voglio dire: l’alternativa alla democrazia, qual’è?

    E’ un po’ come chiedersi quale sia l’alternativa al mal di denti. :-)

    Scherzi a parte, appena ho un po’ di tempo ci torno su.

    a presto

    __________________

    Anonimo del commento numero 3.

    Penso che tu abbia appena vinto il premio per il commento più saccente della storia del blog.

    Comunque, io di Guénon condivido praticamente tutto, se dai una occhiata alle categorie di questo blog potrai anche vedere che ce ne è una a lui dedicata.

    Per il resto, se ti va di depositare il berretto della spocchia e dire con parole semplici quali sono le critiche che fai al pensiero e all’opera del Guénon, se ne può discutere tranquillamente.

    A presto

  • akacimea

    Ho letto quegli altri stralci di Guenòn che linkasti mesi fa sulle religioni,questo me lo leggerò più tardi,intanto desideravo dirti che è difficile che q.cuno mi apri ancora la mente,tu e altri invece ci siete riusciti(e).Da quando leggo te e commenti relativi ho compreso la vera natura dei potenti,non ci si deve scherzare in pratica.D

  • CeciAlcyone

    l’alternativa per mandare avanti la baracca sarebbe una seria dittatura, e gli incompetenti privi di coscienza politica che esprimono il loro voto facendosi palesemente lobotomizzare se la meriterebbero tutta, per quanto mi riguarda.

    il passo che hai citato è molto interessante e rispecchia perfettamente il mio pensiero, peccato che quando sono io a muovere critiche alla fallacia dei cosiddetti sistemi democratici vengo guardata con espressioni che sono un misto di orrore, raccapriccio e incredulità. i sistemi democratici sono decisamente sopravvalutati.

  • messier

    Questa pagina ricostruisce un panorama pressochè completo. E’ ottima.

  • messier

    Ho scoperto di recente, e ne sono rimasto agghiacciato, la storia della “micro-nazione” creata qualche anno fa nel mare adriatico, su una piattaforma artificiale, IN ACQUE INTERNAZIONALI. Ebbene, dopo poco tempo, le forze armate (o di polizia, non ricordo) ITALIANE l’hanno fatta sgomberare con la forza, “d’autorità”.

    Ecco, l’alternativa è che ogni essere umano sulla Terra, da domani, possa scegliere con chi stare, e se è possibile, dove. Ma più del dove conta proprio il “con chi”. La scelta può ricadere anche sul “da solo”, senza ricadere sotto alcun ambito di collettività organizzata in nessun modo. E’ un profondo discorso di vera naturale libertà, non solo nel concetto della materia, ma anche dello spirito. Io, te, lui e l’altro, ci accorgiamo che potremmo stare bene insieme e scegliamo di diventare un gruppo di liberi – dedicheremo naturalmente la nostra vita a elevare e migliorare, come ci aggrada, lo spirito e la convivenza del nostro gruppo. Nel modo che ci aggrada: acclamando un capo, o accettando un maschio o una femmina dominanti, tra di noi, o lasciando prendere le decisioni al caso, o al dialogo, o persino alla opinione prevalente. Ma in ogni caso, fatti nostri sono. Nessun essere, sulla terra, può giudicare il nostro arbitrio.

    Che ci sarebbe di male ?! Sarebbe complicato, in natura, ma anche “in storia” ? No. Se ci pensa bene, non sarebbe NEPPURE così complicato… Ebbene non te lo fanno fare. E’ tutta qui l’ingiustizia del mondo.

    Tutto ciò sarebbe possibile se gli uomini smettessero di percepire, recepire, il sogno del dominio l’uno sull’altro. Allora anche le piccole teocrazie, le tribù autarchiche, le città del principe, qualunque forma di autogoverno, non produrrebbero mai, tutte insieme, i danni al pianeta alla civiltà e all’umanità prodotti in questo momento dalla UNILEVER -da una parte- e dall’ultimo stupido consumatore italiano o danese o messicano -dall’altra parte- che si accinge ad acquistare proprio adesso il DEODORANTE AXE POUR HOMME.

  • Santaruina

    akacimea

    ti ringrazio, d’altra parte si è qua per condividere, poi ognuno si fa la propria idea.

    A presto

    ________________

    Ciao Ceci

    per molte persone, la stragrande maggioranza, la bontà del sistema democratico è il punto di partenza, un assioma vero per definizione.

    Ogni ulteriore riflessione non potrà prescindere d questo.

    Di conseguenza, la critica alle falle del sistema democratico non fa nemmeno parte della possibilità del dialogo.

    A presto :-)

    ___________________

    Messier, concordo del tutto con il tuo commento.

    Spesso mi viene chiesto quale sia il sistema che io vorrei.

    Sinceramente non credo che esista un sistema miracoloso, ma mi piacerebbe che le persone fossero libere di fare le proprie scelte senza costringere gli altri.

    Se 1000 persone si organizzano e mettono tutto in comune, e decidono di seguire fedelmente il pensiero comunista, per dire, e tutti sono d’accordo, penso che sia qualcosa di fantastico.

    L’importante è che non vengano a chiedere a me, che vivo nella mia capanna in mezzo al bosco ed allevo i miei maiali, di partecipare al loro progetto mettendo i miei maiali in comune.

    Allo stesso modo, se altri 500 si mettono insieme e venerano uno di loro come Dio in terra, va ancora benissimo, l’importante è che non impongano anche a me di venerare il loro capo.

    L’aspetto più spaventoso dei regimi, che siano teocratici, dittatoriali, comunisti o democratici, è il loro imporre a TUTTI le loro regole.

    Non puoi ritirarti nel bosco, non puoi vagare senza carta d’identità di città in città.

    Sei schiavo.

    Gli uomini dovrebbero essere liberi di organizzarsi come meglio credono, l’importante è che in questi progetti partecipino solo coloro che che ci credono, e che lo facciano volontariamente.

    E che nessuno che non lo voglia venga obbligato a parteciparvi.

    Come invece accade ora.

    Non mi sembra un ideale fuori dal mondo od irraggiungibile.

    Blessed be

  • anonimo

    Che discussioni fantastiche!

    :)

    sR

  • messier

    Ora non ricordo chi fosse, ma pochi anni fa una persona famosa, di quelle “socialmente attive” (uno scrittore, forse, boh) disse: “la dittatura sembra che risolva i problemi, ma non è giusta; la democrazia i problemi li risolve, anche se più lentamente, ed è giusta; la democrazia è grigia, stancante, ma è la cosa migliore”.

    Ed io dovrei amare una cosa GRIGIA ? Ed io dovrei permettere che la mia vita quotidiana, visibile, nello spazio-tempo, sia dominata da un meccanismo e da un ingranaggio STANCANTE ? — Ma stiamo scherzando ??!!! “Eh ma questa cosa è GIUSTA”, ti risponderebbe quello .. Cervelli bruciati dal controllo…

  • anonimo

    Allora, Santaruina,

    niente rappresentanza parlamentare? Ma una costituzione, no?

    E quali organi statali? Ma lo vogliamo lo Stato? Quali altre forme organizzative sono possibili?

    Mi pare che l’interesse sull’argomento sia elevato, perciò urge un post “ispiratore” e poi spazio alle varie riflessioni dei lettori!

    Gaèt

  • guru2012

    Quoto Gaèt

  • Chapucer

    Credo che la cosa importante per ogni persona sia quella di prendere coscienza di come la massa sia influenzabile dalle varie forme del potere, occorre una maggior presa di coscienza della propria libertà, che è il diritto più grande da salvaguardare, dopo la vita chiaramente…

    ma è così difficile innalzare la giustizia e porla alla portata di tutti, è difficile perchè non c’è equilibrio tra chi vuole il potere e chi non lo ha.

    sempre molto stimolanti i tuoi post, Santa…nella figura che hai scelto per accompagnare questo post identifico la temperanza…

    anche se so che vorrebbe essere la giustizia:-)

    Blessed be

  • Santaruina

    Ok, mi sembra giusto.

    Il prossimo post sarà dedicato alla questione stato – organizzazione sociale, diritti-doveri ecc.

    Si tratterà di una sintesi di alcuni pensieri a proposito, in modo che in seguito ognuno possa aggiungervi il suo parere.

    A presto

  • gigipaso

    ciao Carlo

    forse l’errore delle nostre pseudodemocrazie sta nell’aver peferito un usare la quantità invece che la qualità ….

    per quanto riguarda la tua visione

    (tuo comm #9)

    di una forma di governo/rispetto che potrebbe far convivere tutti senza troppi danni sono daccordissimo …. ma la vedo brutta

    ggp

  • elio_c

    Discussione interessante. Su Guénon non ne so ancora abbastanza per esprimere giudizi, però quando si parla del vivere organizzato io ho sempre l’impressione di un malinteso di fondo, vediamo se mi riesce di esprimerlo: 1000 persone non hanno “di per sé” il diritto di ritirarsi in un angolo di mondo per vivere come pare a loro. Nel momento in cui lo fanno, possono magari accaparrarsi facilmente un angolo che al momento nessuno vuole, e quindi vivere indisturbati per un po’. Ma se nel frattempo il mondo circostante si impoverisce talmente da rendere quell’angolo “appetitoso”, beh, che si apprestino a difenderlo. Spesso si argomenta come se noi fossimo davvero degli esseri spirituali che si nutrono di luce invece che degli esseri materiali terribilmente dipendenti da quello stesso “sistema” che continuamente disprezziamo, con una posa che è oramai diventata di massa. Ma la possibilità di una simile posa (acquisita per via di fascinazioni culturali) è legata ad una relativa esenzione dalle urgenze di sopravvivenza che deriva direttamente dai soprusi sistemici contro i quali nobilmente ci ergiamo. Quel che voglio dire è che senza la dimensione ecologico-materialista a me pare si venga condannati a dei giochi di astrazioni. Se invece l’introduciamo, ecco che tutta l’attraente semplicità dei giudizi sentimentali sembra andare a farsi benedire. Questo mi sembra il doppio vincolo nel quale tutti si dibattono. Ciao

  • anonimo

    Il passaggio che non sono riuscito a cogliere è perchè il parere della maggioranza sia incompetente.

    Il parere della maggioranza non esiste, in quanto somma di opinioni diverse.

    Se la maggioranza non può concretamente esprimere un parere, questo non può essere nè competente nè viceversa.

    Asesso rileggo.

    Pyter

  • Santaruina

    1000 persone non hanno “di per sé” il diritto di ritirarsi in un angolo di mondo per vivere come pare a loro. Nel momento in cui lo fanno, possono magari accaparrarsi facilmente un angolo che al momento nessuno vuole, e quindi vivere indisturbati per un po’. Ma se nel frattempo il mondo circostante si impoverisce talmente da rendere quell’angolo “appetitoso”, beh, che si apprestino a difenderlo

    Questo è un passo ulteriore.

    Tu introduci la questione del diritto di occupare una terra e sfruttarne le risorse.

    Magari lo affronteremo anche questo.

    Per adesso si stava discutendo sulle modalità in cui quelle persone, stanziate su quel territorio, si possano organizzare.

    La questione che tu poni è invece un’altra.

    E ti assicuro, nessuna influenza sentimentale nei miei giudizi.

    Mi si può accusare di molte cose, ma non di “sentimentalismo” o “ingenuità” quando tratto questi temi.

    A presto

    ________________

    di una forma di governo/rispetto che potrebbe far convivere tutti senza troppi danni sono daccordissimo …. ma la vedo brutta

    Ciao Gigi

    il primo passo da fare sarebbe individuare gli psicopatici ed isolarli, invece di assegnare loro il ruolo di guide dell’umanità.

    Ci sono persone che preferiscono l sopraffazione alla collaborazione, la violenza alla convivenza pacifica.

    Sono un piccola minoranza, il problema è che governano loro.

    _________________

    Pyter

    Il parere della maggioranza non esiste, in quanto somma di opinioni diverse.

    si concretizza però per mezzo di “crocette”.

    a presto

  • anonimo

    Gaèt:

    Allora, Santaruina,

    niente rappresentanza parlamentare?

    no.

    basta politici di professione.

    Ma una costituzione, no?

    qualcosa di estremamente semplice, a tutti comprensibile ed estremamente condiviso….

    E quali organi statali? Ma lo vogliamo lo Stato?

    e se fosse possibile riorganizzarsi tu rivorresti lo stato????

    quella cosa che ha causato più lutti di ogni pestilenza, più sopraffazioni di ogni dittatura, che ha ingannato milioni di uomini onesti attraverso le sue forme nei secoli, che ha consentito a sparute minoranze di decidere della vita e della morte di milioni dei loro simili come se si trattasse di pedoni su una scacchiera nel nome di una non meglio specificata “ragion di stato”????

    Quali altre forme organizzative sono possibili?

    Anarchia è LA soluzione.

    Mi pare che l’interesse sull’argomento sia elevato, perciò urge un post “ispiratore” e poi spazio alle varie riflessioni dei lettori!

    concordo.

    rumenta

  • Vdipassaggio

    beh, la questione non è solo nel fatto di avere uno spazio fisico e organizzarsi in una forma condivisa dal gruppo e senza nuocere ad altri gruppi/individui. c’è anche che quando nasci non scegli, mai, subisci quello che ti capita. E da adulti si continua a subire. Democrazia, regime, cresci respirando questo o quello…si subisce quello che atri scelgono e/o lasciano che sia scelto. La persona non è mai libera – per me se non si fa pace con questo dettaglio ogni discorso, pure se inrteressantissimo, prende un profumo di illusioni.

  • Asoka

    i miei diritti finiscono dove iniziato i tuoi. questo è il problema e pure l’unica ancora di salvezza contro l’anarchia distruttiva.

    un mondo dove tutti fanno “quel che vogliono” è impensabile, non è un mondo semplicemente umano. l’uomo è un animale tendenzialmente territoriale, difende (e cerca di conquistare) territorio come nient’altro (casa e oggetti vari che consideriamo nostri fanno parte del territorio… offendere il territorio, significa offendere me… e questo causa guerre).

    Il modo migliore per distruggere l’uomo come animale non è catapultarlo dentro una pentola d’acqua bollente… ma metterlo dentro quando l’acqua e fredda, metterlo a suo agio, dargli l’impressione che ha il controllo di tutto… e piano piano alzare il fuoco. gnam gnam

  • Santaruina

    cercheremo di approfondire il discorso, allora :-)

    Blessed be

  • anonimo

    Credo che il “controllo” risulti più facile se con un unico messaggio si riescano a colpire più persone possibili.

    Vista in grande,la creazione di una Unione Europea,col tempo, vada a soppiantare l’idea di Stato (ovvero qualcosa che che c’era in passato).

    Dentro un unico recinto è quindi più facile tenere a bada le proprie pecorelle :)

    Complimenti per il bel post!

    Alla prossima T9N2

  • anonimo

    Asoka:

    i miei diritti finiscono dove iniziato i tuoi. questo è il problema e pure l’unica ancora di salvezza contro l’anarchia distruttiva.

    quale anarchia distruttiva??

    quella finta che ti hanno insegnato a sQuola??

    un mondo dove tutti fanno “quel che vogliono” è impensabile, non è un mondo semplicemente umano.

    infatti Anarchia non è assenza di regole ma assenza di stato.

    dai un’occhiata qui, e poi ne riparliamo.

    l’uomo è un animale tendenzialmente territoriale, difende (e cerca di conquistare) territorio come nient’altro (casa e oggetti vari che consideriamo nostri fanno parte del territorio… offendere il territorio, significa offendere me… e questo causa guerre).

    ma è anche un animale sociale.

    e collaborare è meglio di combattere…. non credi??

    per millenni ci hanno addestrato a odiare.

    si potrebbe cominciare ad insegnare alle persone che collaborare è più vantaggioso……

    Il modo migliore per distruggere l’uomo come animale non è catapultarlo dentro una pentola d’acqua bollente… ma metterlo dentro quando l’acqua e fredda, metterlo a suo agio, dargli l’impressione che ha il controllo di tutto… e piano piano alzare il fuoco. gnam gnam

    stai parlando della “democrazia”, si?? ;-)

  • elio_c

    Non accusavo nessuno, caro Carlo. Rilevavo una sproporzione che mi sgomenta ovunque, ed alla quale non ho risposte: la realtà umana è una matassa di retroazioni che possiamo indagare soltanto per pochi archi causali, poi l’analisi si perde. E’ come il medico e l’ammalato, la conoscenza del primo rispetto alla complessità effettiva del corpo è per lo più illusoria, ancorché di qualche efficacia (in un senso o nell’altro). Con che cosa sostituiamo ciò che non riusciamo davvero a comprendere? Con il sentimento, il fiuto, le impressioni olistiche, le intuizioni, le “immaginazioni”, talvolta azzeccate, o meglio efficaci, ma che sappiamo faticosamente “giustificare” soltanto in piccolissima parte, in quanto affondano in ciò che noi stessi siamo, o siamo venuti a essere. Quando “sentimenti” incompatibili ed altrettanto “profondi” si scontrano senza aver modo di evitarsi è guerra. La razionalità si può vedere come uno sforzo, largamente patetico, di togliere terreno a questo scontro, di restringerne il più possibile l’ambito, aumentando la possibilità di far convivere, fianco a fianco, “posture” irrapportabili. Sabotare questo sforzo, ancorché noioso e grigio rispetto alla carezza totalizzante del sentimento dispiegato, significa aprire un vaso di Pandora: e quanto poco ci metta qualunque “borghesuccio” a diventare un demonio lo abbiamo ben visto.

  • anonimo

    Rumenta,

    l’ipotesi anarchica è sempre affascinante, ma io, da profano, non riesco a figurarmi in che modo possa essere applicata concretamente. Cioè che forma organizzativa possa assumere qualora dovesse essere calata nella realtà.

    Poniamo che nei prossimi anni le forme di organizzazione politica tradizionali incontreranno una crisi di fiducia senza precedenti: ecco che abbiamo l’occasione per promuovere un’idea anarchica. Che forma gli dovremmo dare?

    Credo proprio che quando Santaruina aprirà il post specifico dovrai darmi qualche delucidazione!

    Grazie.

    Gaèt

  • anonimo

    Gaet: qualora dovesse essere calata nella realtà.

    Già le parole che usi denotano falsa partenza.

    La forma organizzativa non “cala” sulla realtà (quindi proviene dalla non realtà?).

    Questo modo diffuso di pensare che le cose vengano non-si-sa-da-dove(aviaria, terrorismo, cancro, democrazia, collettività, crisi finanziarie, Franceschini).

    Pyter

  • messier

    Mi sembra che molti di noi abbiano un modello ideale che vorrebbero tradotto in realtà. Questo, se ci pensate bene, è Dominio dell’uomo sull’uomo. Attenzione, non il fatto di attualizzare il modello perfetto, ma solo il fatto di pensarlo, di sceglierlo come valido in termini assoluti, per tutta l’umana specie, senza distinzione alcuna, senza considerazione di spazio e di tempo, eccetera… Già questo solo “pensare” è Dominio dell’uomo sull’uomo.

    Le idee, le idee sono meno importanti dell’uomo. Una volta provai a spiegarlo in un mio post, e praticamente nessuno colse il significato di questa cosa. Non dovrebbe esistere un modello vincente, non dovrebbe esistere l’idea perfetta. Questo è proprio il sogno del Demonio. Che infatti, non ve ne accorgete?, segue questa elaborazione, dell’idea perfetta, da secoli (visibilmente). Dovrebbe venire, prima di tutto, sempre, a ogni latitudine, l’uomo, l’essere umano, con le sue particolarità, con le sue debolezze e con la sua naturale propensione a imparare a diventare buono.

    Ho visto qualche immagine televisiva dell’arrivo di Gheddafi, ieri. Tutti i media e un’intera schiera di idioti ipocriti assassini politici, stigmatizzano la venuta del leader bislacco. Si giustificano dicendo che Gheddafi sarebbe un “sanguinario”, non solo in casa propria, ma anche fuori di casa sua. E’ vero ? Non è vero ? Credo che semplicemente non si accetti la “diversità”, proprio da parte di quella Sinistra evoluta molto bene dalle sue fondamenta umanitariste e socialiste utopiche (idee…).

    Tutto ciò mi fa schifo. Mi fa schifo l’arroganza che ammorba questo pianeta. E la spudorata mancanza di stile.

  • akacimea

    Mancanza di stile.Sì,proprio vero.Me ne sono rso conto anch’io che la democrazìa non è lo strumento politico migliore per tutti quanti a meno che non intervenga ogni volta il parere di tutti i cittadini,colti e non,visto che i “rappresentanti” sono ormai il 25%effettivo della popolazione a ben contare.O meno anche.Politologìa : oggi con il 30%dei consensi su 60%di aventi diritto si può governare in nome di tutti quanti.niet democracia!!

    Per me la forma più adatta è l’anarchìa che non significa disordine e caos senza senso,ma ordine e rispetto di tutte le diversità che ci sono negli umani.Ci vuole una preparazione culturale prima.

  • anonimo

    “Nessuno è più schiavo di colui che si ritiene libero senza esserlo.”

    Non è mia, ovviamente, è di Goethe. Che visse in un mosaico di staterelli governati da principi capricciosi ma, beato lui, almeno sapeva esattamente dove si trovava…

    Eleonora

  • anonimo

    santaruina perchè non scrivi qualcosa sul caso dei preti pedofili irlandesi? o forse sono il solo a pensare che quel caso è montato ad arte dagli europeisti seccati dai referendum su trattato di lisbona e roba del genere?

  • anonimo

    Salud Santa,

    interessante, come sempre, e, IMHO, assai condivisibile.

    In tema, scrisse e si diede molto da fare una persona che ci lasciò due anni fa.

    Parlava di unica soluzione praticabile: l’annullamento degli stati nazionali sovrani e la divisione delle etiche.

    Era un allievo di Primo Mazzolari e rispondeva al nome di Aldo Bergamaschi, frate cappuccino e docente all’università di Verona.

    Può offrire molti spunti di approfondimento.

    Suerte,

    manolete

  • anonimo

    Gaèt,

    il link che ti ho dato è una FAQ sull’Anarchia.

    lì trovi praticamente tutto quello che puoi voler sapere sulla sua teoria e su

    come si potrebbe tradurre in pratica organizzativa.

    il problema vero, ed a mio modo di vedere quasi insormontabile, sarebbe quello di “rieducare” (mi si passi questo orrendo termine di sapore “polpottiano”) i cittadini dopo secoli di dittatura “democratica”.

    rieducarli a riappropriarsi delle loro responsabilità, e a decidere per se stessi in autonomia ma, quel che più conta, realmente INFORMATI, in modo da poter fare la scelta migliore, per sé e per la comunità nella quale vivono.

  • Aaner

    Salve a tutti ragazzi/e e Santaruina..

    anche per me un mondo senza stato sarebbe auspicabile!

    Milioni, miliardi di piccoli villaggetti sparsi sul globo, cibo prodotto nelle campagne e che serva la sola zona d´origine; no camion, no multinazionali, no latte olandese per poi buttare il nostro, vita “all´antica”; piu´salubre; no ai fott.ti imprenditori che distruggono foreste per fare allevamenti di hamburger!! e tanti tanti assurdi paradossi moderni!!!:(

    Io sono sicuro che, SE NON FOMENTATI, a nessuno verrebbe in mente di armarsi e partire alla conquista del vicino villaggio! Al max si collaborerebbe. Lo so che sembra utopia ma non dimentichiamoci che il nostro bagaglio culturale moderno e´frutto di bombardamenti mediatici e notizie distorte.

    Chi ci garantisce che l idea di uomo animale-bestia-guerriero-violento-egoista-etc etc non sia fasulla?? Non sia stata creata proprio per infonderci paura e dipendenza dallo Stato!?!

    Vorrei ricordare, come gia citato da Santaruina in un altro post, che dopo l´uragano Kathrina la gente uscii per aiutarsi!; che durante l 11 settembre alcune persone morirono per non farne morire altre; che la gente insomma ha in se MOLTO MOLTO altro!

    E senza potere centrale, corruzione, appoggio di banche e via dicendo.. le guerre non esisterebbero.

    Scazzotate al max, ma si risolverebbe li;)

    Questo il mio parere, grazie per l attenzione.

    ps Ho aperto gli occhi da quasi 2 anni. Ma di questo sito avevo paura.

    11 settembre, massoneria, banche, e adesso anche l aspetto spirituale, angeli, demoni etc mi intimoriva.

    Pero´dentro me una voce continua a mandarmi alla ricerca della “verita´” anche se a volte addormentarsi la notte e´ dura.. non riesco a farne a meno.

    E ho deciso di continuare..: Io MERITO di inseguire la Verita´mentre nessun altro merita di mentirmi! Vale per tutti!

    Anche per i nostri amici che non vogliono e non vogliono aprire gli occhi:(.

    In tutto questo pero´ trovo INCREDIBILMENTE POSITIVO il non considerarsi soli!

    E´per questo che ringrazio questo sito incredibile e tutti tutti del forum!

    Insieme si soffre meno;)

  • anonimo

    …Platone fa dire a Socrate che la democrazia contiene numerosi modelli di regimi. Quindi, mi dico, se la democrazia contiene numerosi modelli di regimi, potrebbe contenere anche quello anarchico o quello tribale arcaico dei cosidetti popoli primitivi e via dicendo? L’aristocratismo etico-politico di Platone non ha niente a che vedere con lo stile delle caste indù, non é ereditario, non é statico, ma una conquista basata sulla teoria dell’uguaglianza proporzionale ai propi meriti-disposizioni personali, e mira a creare l’uomo migliore a perfezionarlo. Per cui ognuno puo far parte del governo dei saggi, questa aristocrazia razionale di Platone vuole di fatto che ogni singolo individuo sia un saggio che pratica il bene. Il problema non é la democrazia, al contrario la democrazia é un’opportunità per capire cosa non va e migliorarsi. Leggendo il Guénon che hai postato, non sono riuscita ad impedirmi di pensare che Guénon ha avuto molti amici fascisti… ciao, jam

  • anonimo

    Regime anarchico?! A me pare un ossimoro.

    Eleonora

  • toporififi

    Mi ricordo di aver letto in un articolo di Abdul Hadi, persona vicina a Guénon, che in un Hadit del profeta dell’islam si proibisce di maledire il secolo, in quanto espressione della volontà di Dio, infatti Dio è oggi, non duemila anni fa.

    Ora il problema dei regimi cui siamo sottoposti è di difficile digestione, in quanto la questione delle “alternative” è soggetta alle differenti opinioni, esperienze e a tutti i condizionamenti culturali e mentali possibili.

    Quello che io ho capito della posizione di Guénon, (mi sembra che l’articolo sia giovanile e la traduzione malferma), è che non ha importanza il modello di stato in se, (anche se possiamo figurarci sistemi migliori di quello in cui viviamo) ma quanto quella che l’autore designava come élite spirituale, possa condizionarlo, o meglio influenzarlo attraverso un intenso lavoro spirituale, che tradotto in termini più comprensibili e a me più vicini, quanto intensamente gli uomini che abitano un certo territorio pregano affinché la conduzione dello stato non segua le inclinazioni peggiori dei governanti, ma si diriga al bene comune.

    Insomma, prendendo come esempio la guerra biblica del popolo ebraico contro Amalek, si rende evidente come l’affievolirsi delle preghiere di Mosè volga la battaglia in disfatta e la loro ripresa, (viene persino aiutato a tenere le braccia alzate), corrisponde ad una riconquista della supremazia fino alla vittoria finale.

    Gli uomini, al di là delle crocette che segnano sulla schedina elettorale, restano i principali responsabili dell’ordine statale, sono le loro passioni e desideri smodati che si riflettono nel comportamento dei governanti, e in ogni caso anche circostanze molto sfavorevoli possono condurre l’uomo ad una più profonda esperienza della verità.

    L’editto di Milano sarebbe già un documento che, se applicato, si avvicina ad un buon livello di convivenza tra popoli diversi, ma gli amministratori dello stato hanno quale primo padrone il “principe di questo mondo” e la tendenza è sempre quella di seguire le tentazioni più classiche e le debolezze più banali, ne abbiamo in questi giorni un esempio evidente, senza contare le élites nefaste che agiscono in senso perverso e contrario a quello che auspicava Guénon.

    Dunque se il democraticismo è un’illusione, anche la formulazione di organizzazioni sociali alternative lo è, in quanto soggette a tutto ciò cui è soggetta l’anima dell’uomo da parte del suo nemico di sempre, che solo alla fine sarà vinto.

  • messier

    ” Gli uomini, al di là delle crocette che segnano sulla schedina elettorale, restano i principali responsabili dell’ordine statale “.

    Sì, ma ci hanno insegnato scrupolosamente, ad essere così e a produrre questo (a contribuire al prodotto).

    Avete sott’occhio un bambino, qualunque, sotto i due anni ? Prima dell’asilo, il primo dei cicli di “educazione” ?

    Egli non è il piccolo bastardo che diventiamo NOI da GRANDI …

    Certo, che siamo noi i co-responsabili di tutto quanto ci offende, certo; ma non dimentichiamo, per favore, che c’è qualcuno che lavora per cancellare l’amore e la pietà dal mondo, mentre noi, semplicemente, abbiamo smesso di comprendere cosa siano l’amore e la pietà…

  • anonimo

    Oggi ho mandato ad un quotidiano on-line una lettera di denuncia contro i soprusi del sindaco della mia città.

    La lettera non è stata pubblicata.

    Vado a guardare tra gli sponsor del quotidiano e trovo proprio l’azienda municipalizzata della mia città.

    Questa è la democrazia, sveglia!!!

  • Santaruina

    Un saluto a tutti.

    Molto interessante la discussione, mi pare che siano emersi spunti interessanti.

    Ovviamente la questione è molto complessa, ma già delle precisazioni sono emerse.

    Col prossimo post si cercherà di approfondire ulteriormente.

    Manolete, (suerte!) ricordo di avere letto qualcosa di Aldo Bergamaschi, dici bene, offre spunti ben ragionati :-)

    Aaner, benvenuto innanzitutto.

    ti ringrazio per la tua gentilezza, e sono contento che tu abbia trovato da queste parti qualcosa di utile.

    Per quanto riguarda la prima parte del tuo intervento, che condivido, posso dire che il prossimo articolo, a cui più volte ho accennato, si incentrerà proprio su questi punti.

    Avevo in programma di scriverlo stasera, ma la questione “pandemia” ha avuto la priorità.

    A presto

  • anonimo

    Eleonora:

    Regime anarchico?! A me pare un ossimoro.

    regime??

    è scritto dove, di preciso??

    rumenta

  • anonimo

    Per Aaner…

    Se la notte subentra la paura,immagina la Falchi nuda(o chi per lei)!!!

    Vedrai che passa tutto ;)

    Ciao T9N2 :)

  • anonimo

    @toporififi

    …l’articolo di Guénon giovanile? Quando Guénon era nella Franc-Maçonnerie con il nome di Palingenius? Mi sembra come:il primo amore non si scorda mai, ed il primo amore di Guénon é la massoneria.

    Se poi pensi che anche quando era in egitto aveva sempre contatti con Evola il quale era amico del massone di destra Reghini, non so se le amicizie e i contatti dicono o no qualcosa, chissà?

    Anche ibn’Arabi mette l’accento sull’hadith che “non bisogna maledire o biasimare il secolo” ed é un concetto molto importante e mi sembra strano che Guénon parta per un’altra tangente. Questo tipo, cioé Guénon, non mi convince. ciao, jam

  • toporififi

    @jam

    Guénon non era in contatto con Evola e tanti altri, li ha conosciuti, ma in realtà non sapeva come liberarsene, come di tutti quei parassiti dell’esoterismo che desideravano trarre dai suoi scritti una dottrina politica o qualche strano sincretismo revanchista.

    Guénon, usava lo pseudonimo Palingenius per scrivere su periodici massonici, ma pubblicava anche su “La France antimaçonique”, il suo interesse è sempre stato unicamente quello di chiarire gli equivoci dottrinali o di esporre il punto di vista tradizionale di alcune religioni, e mai quello di favorire un gruppo o l’altro.

    G. è stato principalmente un musulmano e il Dhikr fu la sua pratica fino al termine dei suoi giorni, tutto ciò che ha scritto è unicamente indirizzato alla chiarificazione e mai teso a dare indicazioni di qualsivoglia genere, tanto meno di carattere politico, a meno che mi citi passi di suoi libri che contraddicono quello che dico.

    La schiera di personaggi che hanno cercato di usare, più o meno reali, contatti con lui per darsi autorevolezza fa parte di tutt’altro mondo e sono stati una piaga per lui e per i suoi lettori più attenti.

    Senza polemica, jam, ma bisogna conoscerlo un po’ approfonditamente per discernere tra ciò che ha detto e ciò che gli hanno fatto dire.

    Ciao

  • toporififi

    @ messier

    Quello che volevo dire è che non possiamo nasconderci dietro un dito, i Padri del deserto insegnano che i demòni entrano nell’uomo con il suo consenso, e di più, che siamo noi ad insegnar loro come fare.

    Se pensi che nel mondo contemporaneo le peggiori decisioni vengono prese in seguito a indagini statistiche su ciò che gli uomini desiderano, il meccanismo è analogo.

    Io credo che l’età moderna abbia come caratteristica il fatto che il ritorno ad una vita autentica possa essere condotto solo, diciamo così, uno alla volta, che non ci siano modelli disponibili che possano raddrizzare in qualche modo questa tendenza velenosa dell’inganno globale.

    Tempo fa dei fisici, che non ho capito se scherzavano o parlavano sul serio, dissero che era possibile trovare la prova oggettiva dell’esistenza di Dio.

    Ho pensato, poniamo per assurdo che sia possibile, tu credi che saperlo cambierebbe la vita degli uomini e che cesserebbero tutti questi disastri, distorsioni e malvagità?

    Tu guarda Magdi Allam, il fatto di essere diventato cattolico in mondovisione non lo fa meno coglione di prima, posto che lo sia.

    Al ricco Epulone negli inferi, Abramo dice che se anche tornasse uno dai morti non crederebbero, cosa che poi si è verificata

    Se anche il mondo dimentica, ognuno di noi può ricordare e mettere in pratica l’amore e la pietà, sotto il peggior regime come nella più completa libertà.

  • Santaruina

    discernere tra ciò che ha detto e ciò che gli hanno fatto dire.

    Questo è sempre il problema principale di quando si parla dell’opera di René Guénon.

    I suoi scritti, o meglio una interpretazione dei suoi scritti. è stata nel tempo utilizzata da svariati movimenti per portare acqua al proprio mulino.

    Ciò è doppiamente ridicolo quando a farlo sono gruppi “politici”, dal momento che Guénon aveva più volte espresso il suo totale disinteresse verso le ideologie e le lotte politiche della modernità.

    Per quanto riguarda la sua adesione alla massoneria, ne abbiamo discusso parecchio in queste pagine.

    Comunque, Guénon aderì alla massoneria da giovanissimo, quando ancora non aveva compiuto 20 anni, e successivamente entrò a far parte di numerosi movimenti neo-esoterici, di quelli che erano molto in voga tra la fine del XIX secolo e gli inizi del XX.

    In seguito scrisse molto di tali movimenti, descrivendo la loro deviazione e mettendo in qualche modo in guardia nei confronti delle illusioni che offrivano.

    A differenza di tutti quei movimenti inoltre Guénon non ebbe mai la pretesa di formare dei movimenti o di indirizzare i suoi lettori verso una particolare scuola, ma si limitò di descrivere quello che era il punto di vista Tradizionale, semplicemente ribadendo antiche conoscenze, senza cercare di “adeguarle ai tempi”.

    Per concludere, penso che il miglior modo, se non l’unico, per farsi una idea propria sulla sua opera sia semplicemente leggere i suoi testi.

    La chiarezza espositiva e le argomentazioni sempre ponderate ne fanno un caso unico nel panorama degli studiosi dell’esoterismo della modernità

    A presto

  • anonimo

    …ma questi sono fatti storici che possono essere cercati/ Guénon mandava o no i suoi scritti a Evola e a Aldo Reghini direttore delle riviste Atanor e Ignis?Verifichiamo se si o no! Perché in francia i suoi libri erano pubblicati da NLN casa editrice piuttosto destrosa ecc..?

    Personalmente penso che anche Mahatma Gandhi, fosse un sufi, proprio perché ha voluto l’eliminazione delle caste. I miei commenti a questo post sono partiti in base all’articolo che ho letto e quest’articolo per me é lontano da essere sufi! Già cominciare dicendo che l’uguaglianza é più o meno un dogma laico mi sembra assurdo, quando é Gesù stesso che é venuto a parlarci di uguaglianza di tutti gli esseri umani. Merçi, ciao jam

  • Santaruina

    la corrispondenza di Guénon con Evola non è certo un mistero occultato, è cosa molto nota, ed altrettanto studiata.

    Evola poneva domande a Guénon, e Guénon gli rispondeva.

    Non mi pare nulla di eclatante.

    Così come è di poco conto la questione delle case editrici.

    Io stesso ho diversi libri pubblicati dalla casa editrice Adelphi, quella di Calasso.

    Spero di non dover essere giudicato per questo.

    Per quanto riguarda l’uguaglianza, Gesù ha più volte ribadito che tutti gli uomini sono uguali, davanti a Dio.

    Dinnanzi a Dio tutti gli uomini hanno gli stessi diritti e la stessa dignità.

    ma sulla terra gli uomini non sono tutti uguali.

    Siamo tutti diversi tra noi, ci sono quelli più alti e quelli più bassi, quelli più buoni e quelli meno buoni, quelli di cui ci si può fidare e quelli di cui è meglio non farlo.

    L’uguaglianza proclamata dai movimenti illuministi fu una grande vergogna, doppiamente ipocrita dal momento che quelli stessi che la proclamarono erano i primi a desiderare una società nettamente divisa tra gli “illuminati” e i profani.

    a presto

  • toporififi

    Nei vangeli è evidente il senso gerarchico, che prenderà forma più compiuta negli Atti degli Apostoli, ed è gesù stesso che da le indicazioni sulle caratteristiche di chi sarà primo e ultimo nella comunità dei credenti, inoltre fa distinzioni abbastanza nette e drastiche su eletti, salvati e perduti, non mi sembra che il messaggio sia quello della parità, anche se di fronte a Dio siamo, più che tutti uguali, una cosa sola.

  • toporififi

    Gandhi non era un sufi, ma un teosofista, la sua idea di abolizione delle caste andava contro la sua stessa tradizione di origine.

    Diverso sarebbe stato promuovere la pietà e la compassione fra appartenenti a caste diverse invece della barbara spartizione di privilegi e disprezzo a cui si è ridotta questa antica istituzione.

    L’abolizione delle caste è una decisione eminentemente politica, riportarle al loro senso originario, cioè di maggior peso e responsabilità gravante sulle caste superiori e amore e cura di quelle inferiori sarebbe stata l’impresa di un santo.

    Le caste infatti si modellano sulle qualità dell’essere umano, ed è assurdo che un uomo disprezzi e lasci morire il proprio corpo a favore dei benefici del cervello o delle orecchie o della lingua, così fa un drogato, che sacrifica la propria esistenza ad un piacere effimero.

    Ma ci stiamo allontanando dal tema.

  • anonimo

    ….la gerarchia dei Vangeli come nel Corano é fatta in base alla bontà dell’individuo non in base alle origini sociali. Non a caso San Francesco d’Assisi si é tolto i suoi vestiti d’ “casta mercanti” per indossare quelli di sorella povertà. Sarà senz’altro dopo aver letto il discorso della montagna o Beatitudini di Gesù: “beati i poveri di spirito” che Gandhi ha sostenuto che le caste non erano altro che la salvaguardia di un potere che strumentalizza lo spirito per legittimare l’oppressione. Mi sembra che Gandhi fosse più indiano e induista di Guénon e per il Mahatma l’abolizione delle caste non era un fatto eminentemente politico, ma un fatto strutturale dell’uomo, di tutti gli uomini perché ogni uomo ha in sé la luce di Dio. Ancora Gandhi diceva che se l’induismo voleva sopravvivere dovevano assolutamente eliminare le caste, perché dopo la venuta di Gesù il mondo é cambiato ed il significato di casta va trasportato su di un piano esoterico: ognuno di noi ha in sè stesso tutte le caste e la vita é proprio l’incamminarsi verso la cima che é in ognuno di noi. Gli intoccabili che praticano il bene sono come i brahmini, anche l’intoccabile puo raggingere il massimo perché anche lui é uomo fatto ad immagine di Dio, non una sottospecie di imbecille. Leggendo jalaluddin Rumi o Ibn’Arabi capirai che Gandhi é un sufi, non a caso é stato assassinato propri x’ difendeva i musulmani, ma essere sufi oltrepassa la religione islamica e nessuno puo dire di se stesso: io sono un sufi, saranno gli altri a deciderlo, un santo non va mai in giro dicendo io sono un santo… la carità non é soltanto dare un pezzo di pane, carità é favorire le situazioni affinché ogni individuo riesca da se stesso a ‘realizzare’ il pezzo di pane . Come potresti a Messa scambiare il segno della pace se gli intoccabili non possono essere toccati? Beati i poveri di spirito….gli ultimi saranno i primi e i sufi sanno bene: “nessuno porterà il fardello di un’altro ” ogni uomo deve individualmente emanciparsi trasformare l’odio in amore e l’amore oltrepassa le caste.

    Benedetto XVI ha detto : “la democrazia é lo strumento storico più efficace per assicurare la dignità dell’uomo”.

    Merçi, ciao! jam

  • toporififi

    Tu, jam, affronti il discorso in modo troppo trasversale, e contraddici cose che ho detto che sono simili al tuo pensiero.

    Come saprai, nell’induismo c’è l’Advaita Vedanta, che è il cuore dell’insegnamento vedico ed è “Ativarna”, al di là delle caste, accessibile indipendentemente dalla casta di appartenenza.

    Questo non significa che tutti gli indiani o tutti gli uomini possano accedere e realizzare quella saggezza, anzi è la via più impervia delle vie indù alla conoscenza.

    Certo che in qualche modo la gerarchia cristiana è rovesciata e chi ha posizione di guida è servitore della comunità, o dovrebbe, ma è altrettanto vero che chi è glorificato in questa vita dalla sua esperienza spirituale ha un posto alla destra del Padre, questo perchè ha saputo spogliarsi della propria individualità umana e veramente non era più lui che viveva ma Cristo viveva in lui, questi sono i santi.

    Quanti ne conosci tu, quanta gente conosci pronta alla libertà dei figli, la maggioranza delle persone ha necessità di leggi e di limiti che contengano il loro orgoglio e i loro desideri smodati ed è proprio attraverso questi limiti si può giungere, con sforzo e dedizione a superarli, con la Grazia di Dio, non con un decreto del governo centrale.

    Certo che le parole di Benedetto possono essere in buona fede, (anche se non valgono in vaticano), ma non basta una parola o una forma più o meno ipocrita di governo ad assicurare agli uomini la parità di diritti, figuriamoci poi l’uguaglianza in senso spirituale, che poi a che servirebbe.

    C’è un detto del sufi Ibn Ata Hallah che dice che se Dio volesse servirsi di te lo farebbe nello stato in cui sei, servo o libero, ricco o povero, sapiente o ignorante.

    Quando dici: “ogni uomo deve individualmente emanciparsi trasformare l’odio in amore e l’amore oltrepassa le caste.” dici una cosa vera, ma prima bisogna arrivarci, personalmente, non perchè iscritti ad una religione.

    Grazie a te, ciao.

  • anonimo

    …Ibn’Ata Allah lo chiama “lo spazio dei misteri” e dice: “chi é nel creato se non gli sono aperti gli spazi dei misteri é prigioniero di cio che lo circonda e confinato nell’edificio del proprio io.”

    Ecco per me, possiamo considerare le caste con “il proprio io”. Delle differenze artificiali che non hanno niente a che vedere con la vera essenza dell’uomo.

    Certo, “molti sono i chiamati, ma pochi gli eletti” per far capire la difficoltà del cammino, ma l’elezione, il satori, non ha niente a che fare con l’origine sociale : ogni individuo possiede questa ricchezza, Dio, ha fatto le diversità, ma non é razzista.

    Robindranat Tagore, chiamato anche Gurudev, nato in casta brahmana pirali di Calcutta, filosofo, scrittore poeta, fondatore di un’università, pur appartendo alla casta brahamana insegna l’eliminazione delle caste. Già suo padre fondo il “Brahmo Samay” un movimento per l’eliminazione delle divisioni imposte, e questo desiderio non é altro che il risultato della nascita di Gesù sulla Terra. L’indhuismo di di Tagore e di Gandhi, non puo vivere senza i Vangeli.

    La mia trasversalità é dovuta ad un eccesso di emotività ed é una trasversalità circolare: io che annego in Tagore quando mi trovo davanti a certe affermazioni di Réné G. sto male.

    Ma già rileggendo Ibn’ Ata, mi riprendo:

    “tre volte ti ha graziato di grazie. Ti ha reso

    Suo memoratore: senza la Sua Grazia non saresti degno dello scorrere su di te del Suo ricordo. Ti ha reso ricordato in rapporto a Lui: poiché ha confermato il Suo Legame con te. Ti ha reso ricordato presso di Lui: e ha reso perfetta su di te la Sua Grazia.”

    ciao! jam

  • Gianfranco

    “Il mio regno non è di questo mondo” (Giovanni XVIII, 36). A parte questo, le critiche a materialismo e democrazia mi sembrano, in via teorica, del tutto ineccepibili. Guènon stesso all’inizio di questo intervento dice che la questione sociale non è prioritaria, ma che “non può essere passata sotto silenzio”. D’altronde ciò che lui diceva sulla società di cento anni fa oggi si è mutato in una vera polverizzazione dell’ordine sociale.

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