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-o- Too late to die young -o-
23 settembre 2009

Cyber topi e apprendisti stregoni

 

A prima vista sembra un semplice giocattolino, una sorta di piccola macchinina telecomandata.
Ed in effetti tale piccolo apparecchio si muove proprio grazie a dei comandi a distanza, con la differenza che non è un bambino a guidarlo, e nemmeno un essere umano, ma un cervello di topo.
Dei neuroni di topo, per la precisione, prelevati da un piccolo feto.Sono stati prelevati prima di tutto un fascio di nervi da un feto di topo. Il fascio è stato poi trattato per sciogliere le connessioni fra i neuroni. Questi ultimi sono stati posti in un MEA (Multi Electrode Array), una piattaforma composta da una rete di sessanta elettrodi in grado di raccogliere gli impulsi elettrici generati dalle cellule, le quali guidano a distanza i movimenti del robot. Non c’è nessuno altro input umano o dal computer: grazie al segnale Bluetooth, lo stesso usato sui cellulari, robot e neuroni interagiscono scambiandosi stimoli. Il cyber-topo è così in grado di deambulare evitando (più o meno) gli ostacoli.

In pratica, i sensori posti sul robottino trasmettono dei segnali ai neuroni prelevati dal cervello del topo, e questi, interpretando tali segnali, indicano al robottino stesso come muoversi a distanza.
I neuroni usati sono attivi per un tempo limitato, vivono, si potrebbe dire, per qualche mese, così il team di scienziati che ha implementato tale tecnologia ha utilizzato cellule prelevate da diversi feti, col risultato che il robot acquisisce anche diversi “caratteri”, a seconda della predisposizione dei “donatori”.
Come ha dichiarato Kevin  Warwick, ideatore del progetto: “È singolare, perché riscontriamo differenze fra i singoli ‘cervelli’. Ne abbiamo uno sbruffone e attivo, mentre ce n’è un altro che invece sappiamo già che non arriverà dove vuole andare”.

Kevin Warwick, professore di cibernetica all’Università di Reading del Regno Unito, conduce da anni studi nel campo della robotica e della ibridazione uomo-macchina,  e già nel 2002 si fece impiantare nel corpo un microchip con il quale comandava a distanza gli apparecchi elettronici della propria casa e dell’ufficio, riuscendo ad aprire a comando le porte, ad accendere i computer e ad interagire con diverse macchine semplicemente trasmettendo impulsi elettrici.
Kevin Warwick è anche un convinto sostenitore del movimento transumanista, ed assicura che nel futuro gli uomini grazie a diversi impianti tecnologici saranno in grado di sviluppare enormemente le proprie capacità; la telepatia stessa alla luce di queste ricerche diviene una eventualità del tutto fattibile.

L’esperimento riuscito del piccolo cyber-topo robot risale al 2008, ed ha aperto delle prospettive sicuramente impensabili fino a pochi anni fa, confinate com’erano nell’ambito della narrativa di fantascienza.
Inoltre, la straordinaria constatazione del fatto che il robot assume anche un “carattere” a seconda del tipo di donatore dimostra chiaramente che in un ambito simile si va al di là di un qualsiasi apparecchio programmato che semplicemente esegue delle disposizioni.

Aprendo anche ulteriori, inquietanti interrogativi su quali siano i confini della vita stessa, e sul diritto degli esseri umani di cimentarsi in ambiti che forse vanno al di là delle loro competenze.

si veda anche:
Fantascienza, ancora lo diciamo? di Iafet
More human than human
(seguendo i collegamenti)

21 comments to Cyber topi e apprendisti stregoni

  • toporififi

    C’è una frase molto bella di Coomaraswami a proposito delle attitudini prometeiche dell’uomo moderno; “Corrono dove un angelo non arrischierebbe un passo”.

    Io poi sono particolarmente sensibile alle sofferenze inflitte ai topi.

    Perchè, a mio modo di vedere, c’è un grande progetto di sofferenza, sui topi prima e poi sugli uomini, mi chiedo se tutto il dolore che verrà e che già oggi tormenta gli uomini, non contenga una misura di grazia, se non dobbiamo accettarlo come un passaggio che può salvare anzichè perdere.

    Quando offersero a Gesù il vino mescolato alla mirra, un anestetico, lui rifiutò, perchè il compimento della redenzione fosse pieno nella completa sofferenza.

    Noi non siamo Gesù che nell’immagine, ma considerando che insieme al dolore la principale attività degli apprendisti stregoni è la produzione di anestetici, chimici, intellettuali, sociali e individuali, forse dovremmo, alla fine, accettarne una parte, se non proprio amarla, come i santi.

  • anonimo

    Hybris. Una parola che mi torna sempre più spesso alla mente…

    Eleonora

  • Santaruina

    “Corrono dove un angelo non arrischierebbe un passo”

    Esattamente.

    Blessed be

  • Chapucer

    io definirei questo genere di esperimenti: pericoloso.

    pultroppo, a volte, la scienza non sa trovare un limite alle sue esigenze di scoperta…

    povero topino :-)

  • anonimo

    Come ha dichiarato Kevin Warwick, ideatore del progetto: “È singolare, perché riscontriamo differenze fra i singoli ‘cervelli’. Ne abbiamo uno sbruffone e attivo, mentre ce n’è un altro che invece sappiamo già che non arriverà dove vuole andare”.

    —————-

    Secondo me questi esperimenti hanno un solo senso pratico.

    E la dimostrazione è che si esprimono per metafore: la frase sopra infatti presa così non ha nessun senso logico nè scientifico.

    Come hanno fatto a stabilire che un topo è sbruffone e l’altro non sa dove andare?

    Mumble mumble e ancora mumble.

    Chi sarà mai lo sbruffone?

    Pyter

  • messier

    Ne parlai all’epoca su homoembedded. Per me è naturalmente più che inquietante, essendo molto coinvolto nel tema della singolarità tecnologica. Ad ogni modo, se e quando l’intelligenza artificiale inciamperà nell’umano, non ce ne accorgeremo. Davvero, è tutto scientificamente scritto che non ce ne potremo accorgere. Topi e neuroni sono solo la carbonella che disponi in fondo al barbecue. Non è la fiamma che cuoce. Stamani a un blogger che si stupiva che dopo qualche commento su youtube, il sito ti chiede di digitare una parolaccia per continuare, ho detto che si vuole sapere se chi commenta è per caso una macchina. Curioso perchè tu sai bene di essere un uomo mentre chi vuole sapere con tanta urgenza se tu sei .. uomo, magari è proprio ‘la macchina’. Battute, certo…

    Ma ora sto guardando sul sito dell’ONU (aaaah!) la diretta web dal palazzo di vetro (il Monolito), le fasi iniziali della Assemblea dei Famosi. Caspita oggi parlano davvero tutti (manca Chavez Cardinal Bertone e il Rabbino Capo di Israele): la prima volta di Obama, la prima volta di Gheddafi, e poi Ahmadinejad, Medvedev, Sarkozy, Hu Jintao, Lula, Brown… e papi. Nei giorni prossimi ci sarà tempo e modo di rianalizzare le cavolate che diranno oggi questi fanfaroni, questi pupazzi rotanti, ma per ora sono a dir poco impressionato da quanto sto vedendo in diretta, cioè l’arrivo delle delegazioni. Incredibile l’apparato di controllo che sbarra l’accesso al Monolito. Naturalmente controllo elettronico, e secondariamente, più discretamente, umano, armato. Forse temono una bomba sul ciglio della strada, anzi del cesso. Ridicolo questo auto-imprinting del Potere. Sto guardando il luogo dove si riuniscono i massimi terrorismi mondiali, eppure proprio costoro devono passare dal controllo di diecimila magneti… Impressionante il numero delle persone che sta entrando lì dentro, non si sa bene a far cosa. Corrono come dei matti, con le facce impegnatissime a controllarsi a vicenda, povere pezze di stracci programmate a ubbidire, a servire, non sanno neanche loro che cosa. Ogni tanto passa un big, quelli che tutti presumono essere un pezzo grosso della mondialità, come uno sceicco regnante in palandrana e turbante, o un colonello autocrate di pelle nera, in divisa bruna e berretto militare in testa. Poi passa Ted Turner accompagnato da tre bionde… Ma che spettacolo osceno. Cosa stanno recitando questi uomini ? Non so, vorrei dire un sacco di cose, mi vengono in mente tante cose. Stiamo parlando del progetto di satana che si guarda allo specchio, in queste occasioni.

    Certe persone non sanno quello che fanno. Spesso si sente dire che se uno scenziato o un propagandista di cotali progetti scientifici, andasse ‘oltre’ il rispetto della vita, i limiti imposti alla vita, etc etc, beh, potrebbe ammettere di essersi fatalmente “sbagliato” e potrebbe pur sempre tornare sui suoi passi.

    Oppure no.

    C’è questa fede abbastanza ingenua, in giro, per cui l’uomo è sempre capace di ammettere di aver allungato la mano sul ramo sbagliato. Il solo fatto di essere ingannato, da sempre, porterebbe l’uomo ad aprire gli occhi, ogni qualvolta, e ad accorgersi -così- di essere ‘nudo’.

    Oppure no. L’intelligenza artificiale potrebbe servire proprio a questo: superare questo inferiorità naturale dell’uomo verso l’ignoto. (Vedasi il testo per immagini di Stanley). Se l’ignoto genera una forma primitiva di obbedienza, la sua rimozione crea l’uomo nuovo. Qualcosa di più a dire il vero. La singolarità. Non c’è più bisogno di quella manina curiosa e stolida che va a raccattare frutti.

  • enzas

    Anch’io ho pensato al dolore inflitto ai topi, alle varie cavie nei laboratori di ricerca…per questo motivo interruppi i miei studi in biologia.

    La frase di Coomaraswami è illuminante.

    Ciao Carlo

  • anonimo

    1) poveri topi.

    2) brrr!

    3) “Corrono dove un angelo non arrischierebbe un passo”

    questa me la segno. grazie :)

    buona giornata

    _gaia_

  • Santaruina

    Cosa stanno recitando questi uomini ?

    Quello che davvero mi lascia perplesso è proprio la necessità di questa recita.

    Ci tengono alla forma.

    ___________________

    La frase di Coomaraswami è illuminante.

    Lo penso anche io, è una di quelle frasi che in poche parole riassumono trattati.

    Blessed be

  • messier

    @ (topo)rififi, le tue parole sono bellissime, si tocca con la mano una quiete profonda dietro di esse…

    scusa Carlo ma non posso fare a meno di approfondire il mio O.T.; oggi alla 64esima assemblea generale delle Nazioni Unite ha parlato il leader di un “paese povero”, di cui non dico il nome. Attendevo le sue parole, perchè grazie a fonti personali che possiedo, ultra-dirette (è veramente raro ed eccezionale poter sapere certe cose), so chi è quel leader, nel suo privato. Oh per carità nulla di truculento. Solo che oggi ha parlato di “sviluppo e benessere dell’umanità”, di “risorse dei continenti poveri” e amenità di questo genere; l’ipocrisia di questa persona è allucinante, manda il cervello in frantumi, se si sapesse cosa e quanto è capace di accaparrare e dilapidare, per il solo tornaconto personale, per il suo lusso e narcisismo, questa persona (semisconosciuta, anzi direi sconosciuta, in occidente) alla faccia dei suoi poveri… sudditi. Una cosa vergogosa. E oggi era lì a recitare la sua parte molto umilmente, di “perfezionatore del mondo”…

  • messier

    La recita è necessaria perchè devono convertire gli uomini. Gli uomini sono necessari perchè è soltanto con L’ASSENZO degli uomini, per quanto incredibile possa sembrare, che il progetto può andare avanti… L’apparizione di oggi di Obama al Palazzo di vetro è stata lanciata dall’apparizione di qualche giorno fa al Letterman Show… Un gran bello show, pieno di scherzi e battute di spirito…

    Comunque, e poi concludo: non l’avevo mai fatto prima, di seguire in diretta parecchi interventi ad una assemblea generale delle n.u. Ascoltando con calma, uno dopo l’altro, tutte le loro false elucubrazioni, per esteso, senza tagli, e toccando virtualmente l’umore della sala, ad ogni loro respiro, beh si capiscono tante cose. Nulla di meglio per capire il progetto mondialista, davvero.

    Tra pochi minuti tocca ad Ahmadinejad. C’è da sfondarsi dalle risate.

  • anonimo

    Forse non e’ un caso che questo post venga dopo quello precedente sulla caduta degli imperi, post interessante ma che limitandosi ad una visione antropocentrica della storia era proprio questo: limitato. L’uomo creera’ il suo successore seguendo un percorso evolutivo piu’ o meno consapevole ma inarrestabile, come ha fatto prima di lui e per lui la scimmia, per una innata volonta’ di potenza per dirla con Nietzche. Noi lo stiamo facendo con le intelligenze artificiali e il superuomo sara’ probabilmente l’ultimo passaggio prima dell’Impero della macchina intelligente, o magari riuscira’ a conviverci. Tutto questo puo’ sembrare pauroso e strano se guardiamo il tutto da un punto di vista antropocentrico che piazza noi stessi al centro dell’universo e del creato, ma come spesso si intravede e si sente nei film di Bergman e Tarkovsky, noi siamo degli intrusi fastidiosi e semplicemente tollerati dalla natura perche’ la natura, e con essa intendo la forza creatrice, sa che siamo un anello necessario all’evoluzione, poi come i dinosauri ci estingueremo.

    Per dati piu’ precisi sul fenomeno potete cercare su wikipedia “La Singolarita’ tecnologica” o leggervi The Singularity is near di Ray Kurzweil (essendo scritti da uomini sono antropocentrici anche essi ma senza rendersene conto esprimono il concetto della natura e della creazione) oppure semplicemente guardatevi 2001 A Space Odissey, e’ gia’ tutto li’.

    Con affetto

    Tango

    Ah, un ultimo appunto, questa visione e’ per me rilassante perche’ mi conferma che i varii icari nostrani e non, che credono di dominare il mondo con riti e stupri di massa, verranno spazzati via probabilmente per primi perche’ non accetteranno mai di doversi piegare di fronte alla natura quando essa fara’ sentire la sua voce.

  • Santaruina

    Ciao Tango
    per quanto mi riguarda, io credo nella de-voluzione.
    E gli individui che ci governano hanno un grande vantaggio su di noi, in questo momento storico: nel processo della de-voluzione sono assai più avanti di noi.

    Blessed be

  • anonimo

    Ciao Santa,
    sai che, essendo oramai abbastanza familiare con la tua visione delle “cose umane” e condividendola piu’ o meno pienamente, non ho capito la tua risposta. In che senso de-voluzione. Io proprio non la vedo, rimanendo sulle cose umane, sta avvenendo sicumaramente un accentramenoto di poteri, non un decentramento. E cmq non trovo il nesso tra evoluzione (intendendo il processo, inarrestabile a mio avviso, che ha portato dalla polvere di stelle a me che scrivo su una tasiera che fa capo a un chip integrato) e devoluzione. Mi dai lumi, sono interessato.

    Con affetto
    Tango

  • Santaruina

    Ciao Tango

    secondo il mio parere nulla si evolve, ma tutto devolve, nel senso che col tempo ogni cosa acquisisce sempre maggior “materialità”, in senso simbolico.

    Ciò vale principalmente per il genere umano, la cui storia, se potesse essere letta dall’inizio dei tempi, ci parlerebbe probabilmente di un lungo viaggio dal celestiale e dalla civiltà alla barbarie.

    Esattamente l’opposto di quanto sosteneva darwin, in pratica.

    Ma queste sono solo le mie convinzioni :-)

    A presto

  • Asoka

    da bravo fesso continuoa a sperare in una sorto di “giustizia divina” (ma chi ci crede più?) che faccia scontare all’uomo ogni sofferenza, anche la più piccola, creata alle varie e stupende forme di vita che coabitano questo pianeta ignare della follia umana. Arrivo a sognare l’apocalisse, ultimamente. Non posso sentire gli spari dei cacciatori al mattino, ne leggere di questi esperimenti orribili senza desiderare ardentemente la scomparsa del genere umano. Non che non ci siamo persone “sane”, ma sono la minoranza e nulla possono se non fare gli intellettuali superiori che alla fine non portano comunque a casa nessun risultato (il mio è un discorso in generale). Ciao

  • Santaruina

    Non esistono colpe collettive, e non esiste una “umanità”.

    Se ad esempio Aurelio Peccei fu uno psicopatico, io di certo non ho nessun motivo per accollarmi le sue colpe.

    Per fare un esempio.

    Comunque, non voglio sembrare insensibile riguardo la causa animalista, ma mi pare che nei riscontri avuti da questa notizia, abbia prevalso l’indignazione nei confronti del maltrattamento dei topi, fatti nel corso dell’esperimento.

    Senza nulla togliere a questa barbarie, secondo me in questa operazione il punto è un altro, e ben più grave, sintomo di un percorso della scienza decisamente preoccupante.

    Secondo il mio parere.

    A presto

  • Asoka

    Comunque, non voglio sembrare insensibile riguardo la causa animalista, ma mi pare che nei riscontri avuti da questa notizia, abbia prevalso l’indignazione nei confronti del maltrattamento dei topi, fatti nel corso dell’esperimento.

    anni e anni di indottrinamento eco-terrorista??? eh ehe eh :D sono certo che hai pensato così ;)

    è più forte di me comunque… mi importa poco di dove gli angeli non osano il “passo” (anche se degli angeli, in verità, mi importa assai, è una tematica che amo e che rispetto), vivo nel tempo e in questa storia, e non mi piace, non mi piace la leggerezza con la quale si tratta la vita “non umana”.

  • Santaruina

    Ciao Asoka

    non mi piace, non mi piace la leggerezza con la quale si tratta la vita “non umana”.

    Io questo lo capisco benissimo.

    Per quanto riguarda me, ancora meno mi piace la leggerezza con la quale si tratta la vita umana.

    Almeno gli animali ci sono gli animalisti a difenderli.

    Ma gli uomini, chi li difende dagli attacchi degli psicopatici, dei transumanisti, dei pianificatori, degli eugenetisti e dei peccei di turno?

    A presto

  • anonimo

    ultimamente hanno fatto il medesimo esperimento collegando i neuroni di feto di topo NON + a un giocattolino telecom,andato ma a un simulatore di volo videogame: dopo un po’ di èpratica i neuroni riuscivano a controllare l’aereo virtuale pure in un tornado virtuale..
    il servizio del TG diceva che ciò aiuterà la sicurezza aereia, ma in realtà ciò ha provato che i neuroni di mammiferi si sanno adattare ugualmente bene sia a controllare corpi biologici che congegni meccanici e perfino REALTà VIRTUALI in stile matrix!

    by
    @lice

  • Santaruina

    Questi esperimenti sono impressionanti per le prospettive che aprono.

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