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-o- Too late to die young -o-
10 febbraio 2010

Delle certezze

“Io non ho certezze.”
“Ne sei certo?”
“No, altrimenti sarei certo di qualcosa”
“Quindi non sei sicuro di non avere certezze.”
“Esatto, io certezze non ne ho!”
“Sicuro?…”
“No…”

 

Se c’è un aspetto che ha caratterizzato tutto il pensiero moderno, questo è sicuramente rappresentato dall’assenza di certezze, relegate quasi esclusivamente nell’ambito religioso (avere delle certezze è oggi sinonimo di “credere” aprioristicamente).
Tutto il percorso della modernità, da un certo punto di vista, si potrebbe leggere come una lunga opera di smantellamento delle credenze e delle convinzioni dell’uomo pre-moderno:  la presenza di Dio, la centralità dell’essere umano nel creato, l’esistenza di realtà che oltrepassano quelle percepibili con i cinque sensi.
Persino la fisica contemporanea ormai discute solo di “possibilità” e “probabilità”.
Non esiste l’impossibile, ma il poco probabile, così come non esiste l’assolutamente certo, ma l’assai probabile.
La domanda che ne consegue è semplice e secca: è possibile sviluppare una qualsiasi forma di pensiero, senza possedere delle certezze?

97 comments to Delle certezze

  • anonimo

    "è possibile sviluppare una qualsiasi forma di pensiero, senza possedere delle certezze?"

    Le certezze invece ci sono e sono dogmatiche e inamovibili. E tutte mortifere.
    Se le si discute, con serenità e un sano spirito critico, si diventa visionari o "eretici". Una "fede" continua a esistere nelle
    "magnifiche sorti e progressive".

  • Santaruina

    E’ quello che penso anche io.

    Senza punti di partenza fermi, non vi può essere pensiero.
    L’importante è esserne consapevoli.

  • anonimo

    Scusate se faccio l’incursore a freddo (è il mio primo post), ma essendo totalmente in disaccordo sono molto interessato alla questione.
    Vorrei sapere: cosa si intende, di preciso, per "punti fermi"?

    Scusa l’invadenza Santaruina, ma adoro troppo questo blog per leggere senza stressarti con qualche domanda.

    Soichiro

  • toporififi

    Quella in apertura è una citazione da Osho?

    Si tratta di costruire sulla roccia o sulla sabbia in fin dei conti, Noi abbiamo la necessità di avere delle certezze, è una funzione pedagogica del pensiero e dell’anima, quando queste vengono contraddette, questa è la pedagogia dello spirito.
    La frammentarietà dell’uomo è un dato palese oltre che un insegnamento delle scritture, la sua ricomposizione aviene per gradi, per certezze esteriori dalla cui fragilità possiamo percepire e attingere a certezze più salde ma meno visibili.
    Mi sembra che la tua domanda polarizzi troppo due stati che non sono nettamente contrapposti, è sempre necessaria una figura arbitrale, è la scomparsa di questa che porta le certezze ad irrigidirsi per poi finalmente infrangersi.

    Ai Padri del monastero di Optina, in Russia, chiedevano come mai non ci fossero più padri spirituali, e loro risposero, non è vero, il fatto è che non ci sono più figli spirituali, dove c’è un figlio spirituale che desidera una guida ed è disposto a seguirne gli insegnamenti, Dio gli mette vicino un Padre che possa generarlo spiritualmente.

  • anonimo

    Da supposizioni spesso si sono create certezze e da  verità dubbie dogmi.
    Molti percorsi scientifici  hanno origine da teorie supposte, mai pienamente confermate, che sono divenuti punti fermi , mattoni su cui costruire altra scienza.
    Senza dimenticare che una visione Cartesiana dell’esistenza ci ha mostrato sentieri creativi non indifferenti.
    Il paradosso è che l’illuminista ha cercato di distruggere la certezza dell’ignoto sostituendola con la religiosità del dubbio.
    Ma ha cercato sempre l’assioma.
    Forse l’amore (in ogni sua forma,anche quando è così estremo da far diventare ossessione il suo sinonimo)è la più solida delle certezze.
    Da S. Agostino a Goldrake, siamo partiti tutti da lì…

    Salutoni
    Lorenzo

    P.s.
    Posto che mi piace parlare con te di cinema, ti consiglio la visione de "il mistero di Sleepy Hollow" (se non lo hai già visto).
    A mio parere un film sull’Illuminismo ambientato nel 1799(pieno di riferimenti alla Rivoluzione), dove il protagonista cerca "solide certezze" nella sua cara scienza e nel suo metodo scientifico, mentre si deve  scontrare con un cavaliere senza testa e tagliateste .
    Durante tutto il film cerca di affrontare quindi il soprannaturale con rigore di scienziato , ma sviene (o preferisce non vedere)ogni volta che lo fronteggia.
    Anche perchè la sua scienza in quel caso può ben poco…
    La magia di una strega sua spasimante lo salverà.
    la fine del film vede strega e scienziato a braccetto nelle vie di New York e lui dice a lei qualcosa come "benvenuta nel nuovo millennio" o "nel nuovo secolo" non ricordo.
    Come a dire che c’è qualcosa di irrisolto se scienza e magia (leggi soprannaturale) guardano al nuovo secolo abbracciati !
    Scusa per il fuori tema !!

  • Chapucer

    il problema è anche interiore…
    chi sceglie di avere delle certezze soffre molto di più di chi sceglie di non averle.

    un bacione allo scimpanzè!

  • florianus

    Non sono così sicuro dell’ inesistenza delle "certezze" nell’ età moderna. Al contrario, ci sono molte, ufficialmente prescritte (o imposte da un tacito consenso generale degli "intellettuali"), il dubbio di cui espone qualcuno ad una certa inquisizione mediatica e della casta di intellettuali mainstream.

    Per esempio, lo scientismo riduzionista fondato sulla premessa che nulla esista fuori da quello che si può provare mediante la metodologia empirico-razionalista (e poi misurare, quantificare ed esprimere con formule matematiche e statistiche, percentuali ecc.), che escludeva ogni possibilità di trascendenza, relegandola alla sfera strettamente privata, era una certezza che valeva per molto tempo. Anzi è vero che è stata alquanto scossa negli ultimi decenni dal relativismo post-modernista di stampo anything goes. Ma segue essendo una delle premesse importanti della società moderna.

    La concezione puramente zoologica dell’ uomo resta ancora una delle certezze del discorso pubblico, il fatto che talvolta conduce alle situazioni assurde. Per esempio, mentre il razzismo è ufficialmente bandito e considerato "politicamente scorretto", in parte a causa degli orrori della seconda guerra mondiale, non è stato totalmente screditato intellettualmente. Del resto, è impossibile farlo con le premesse zoologiche che si ha dell’ uomo. Certi scienziati possono (legitimamente, se si considerano le premesse menzionate) concludere, basandosi su certi misuramenti, che alcune "razze" sono inferiori, statisticamente parlando (e statistiche sono delle geneneralizzazioni grossolane), almeno per quanto riguarda alcune abilità. E quello che alcuni fanno, per esempio in relazione della "razza" e del cosiddetto IQ. E sapete quale è la reazione del pubblico, della "sinistra", degli antirazzisti? La reazione è l’ isterico gridare "razzista, razzista" rivolto all’ inculpato in questione, ma nessuno di quei sinistroni osa MAI dire che le statistiche del genere sono poco affidabili, che l’ intelligenza è qualcosa che non può essere "misurato" essendo troppo complesso, che tutta la cosa non ha molto valore scientifico ecc. Perchè non possono farlo? Semplicemente perchè quegli antirazzisti (cosiddetti) compartono alcune premesse di base coi loro avversari, la scienza naturale (e la concezione dell’ uomo derivata da lei) è una vacca sacra per loro, come anche una certa reverenza quasi religiosa, o quasi superstiziosa, per statistiche, tutto ciò che è espresso numericamente ecc. Per lo più, chiedono nuovi misuramenti che presumibilmente proverebbero il contrario, o che i risultati dei misuramenti del genere non siano pubblicati (per non incitare al "razzismo"). Non so se sarete d’ accordo con me, ma le statistiche, percentuali sono oggetti di un vero culto superstizioso da parte del membro medio del ceto medio generalizzato dell’ occidente moderno. E una vera superstizione, più superstizioso di una qualsiasi religione. Certo, esistono scienziati (psicologi soprattutto) che negano la validità dello stesso concetto dell’ IQ o almeno lo relativizzano, ma non vengono presi seriamente.

    Poi la desiderabilità della democrazia liberale, del capitalismo (combinato con alcuni elementi del marxismo culturale) e dei "valori occidentali" (borghesi, infatti) è qualcosa fuori dubbio. Sinistre e destre si disputano soltanto dei dettagli rispetto a quei "valori" (matrimoni gay o no) o di come imporli (con persuasione pacifica o con la forza militare).  Anche il marxismo-comunismo è la parte del politicamente corretto, di quello che è accettato (benchè talvolta possa sembrare il contrario), probabilmente dovute alle sue raidici comuni materialiste e riduzioniste, con il sistema di valori vigente nell’ occidente di oggi.

    Si, la società moderna ha delle certezze. Anche il relativismo postmodernista generalizzato diventa in alcuni casi una certezza del genere (per quanto assurdo possa sembrare).
     

  • tristantzara

    Il pensiero è mobile, immateriale, è come la rete, ha bisogno degli snodi per effettuare delle sequenze continuate, dei collegamenti. E’ un’intreccio senza limiti.
    Ot : quando avrai 2min. puoi dire la tua su google da me ? ciao

  • anonimo

    Ricordiamoci sempre cosa ci insegna il Mito della caverna di Platone.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Mito_della_caverna
    Niente è come sembra!
    Ghibli

  • Santaruina

    Ciao Soichiro
    Vorrei sapere: cosa si intende, di preciso, per "punti fermi"?

    Un punto fermo è una convinzione indimostrabile che non necessita di spiegazioni o dimostrazioni.
    Nel mio caso, ad esempio, un mio punto fermo è "il bene è preferibile al male".
    Non discuto su tale convinzione, né cerco di dimostrala.
    Per me è vera in maniera dogmatica.
    Puoi chiamare i "punti fermi" anche dogmi.

    Per il pensiero moderno il dogma è "non devono esistere dogmi", oppure "nulla è certo".
    Ne conseguono una serie di paradossi frutto di questo paradosso di partenza.

    Ovviamente, tutto questo secondo il mio parere.

    A presto

    _________________________________

    Ciao Mario

    per certezze esteriori dalla cui fragilità possiamo percepire e attingere a certezze più salde ma meno visibili.

    il mio interesse è rivolto proprio a queste certezze salde ma meno visibili.
    Le ritengo indipsensabili per affrontare l’altro tipi di certezze.

    _____________________________________

    Lorenzo
    Il paradosso è che l’illuminista ha cercato di distruggere la certezza dell’ignoto sostituendola con la religiosità del dubbio.

    esatto, è questo il punto centrale.
    E l’origine del paradosso.

    (grazie per il consiglio su Sleepy Hollow.
    L’immagine finale di cui parli sintetizza bene l’etat d’esprit proto-illuminista, laddove i vari luminari dopo aver esaltato la dea ragione di giorno si ritrovavano di notte per affrontare delle sedute spiritiche)

    A presto

  • Santaruina

    chi sceglie di avere delle certezze soffre molto di più di chi sceglie di non averle.

    Io penso che in fondo tutti posseggono delle certezze, ma non tutti sono disposti ad ammetterlo.

    ________________________________

    Florianus

    nulla da aggiungere a quanto da te detto, concordo in tutto.
    Un saluto a te.

    _______________________________

    Tristan
    Il pensiero è mobile, immateriale, è come la rete, ha bisogno degli snodi per effettuare delle sequenze continuate, dei collegamenti. E’ un’intreccio senza limiti.

    Però necessita anche di un piano su cui "espandersi" :-)

    _______________________________

    Ciao Ghibli
    una lezione in parte dimenticata, quella del mito della caverna.

    Blessed be

  • anonimo

    nessuna società umana è stata così piena di certezze come quella attuale. anzi, la modernità si caratterizza proprio il fatto di voler tenere tutto sotto controllo, dal punto di vista fisico e da quello pratico. ogni giorno tv e giornali ci rassicurano su quel che accade là fuori. quando poi si sente la gente dire "che non ci sono certezze, valori, punti di riferimento, ecc. ecc." è una colossale cazzata degna dei mentecatti che compongono l’umanità attuale. tutti costoro obbediscono come automi agli ordini impartiti dalle tv. che non ci siano certezze è solo l’ennesima stupidaggine che hanno sentito in tv. in sostanza l’uomo medio è stato così svuotato che non è più in grado di conferire il minimo significato a quello che dice. non fa che amplificare quel che ha sentito in tv.

    enzo

  • Lore733

    Le certezze de facto si hanno, ma dei soliti luoghi comuni…

  • anonimo

    Le radici filosofiche-politiche dell’ateismo contemporaneo
    Augusto del Noce
    http://www.kattoliko.it/leggendanera/modules.php?name=News&file=print&sid=2023
     

  • anonimo

    Le radici filosofiche-politiche dell’ateismo contemporaneo
    Augusto del Noce
    http://www.kattoliko.it/leggendanera/modules.php?name=News&file=print&sid=2023
     

  • anonimo

    Le radici filosofiche-politiche dell’ateismo contemporaneo
    Augusto del Noce
    http://www.kattoliko.it/leggendanera/modules.php?name=News&file=print&sid=2023
     

  • anonimo

    Le radici filosofiche-politiche dell’ateismo contemporaneo
    Augusto del Noce
    http://www.kattoliko.it/leggendanera/modules.php?name=News&file=print&sid=2023
     

  • anonimo

    salve
     cosa è la certezza?
    non è altro che un pensiero  verificato, ossia realizzato.
    tutto nasce dal pensiero, che è il creatore primo di ogni cosa cosa.
    nulla esiste al di fuori dal pensiero,
    in effetti, anche il testo che lei ha scritto,è diventato tale dopo averlo pensato.
     franco

  • anonimo

    ….non è che sia tanto nuovo il cogito ergo sum di cartesiana memoria…

  • Chapucer

    come qualcuno scrisse:

    del doman non v’è certezza…

    (chi vuol esser lieto, sia:-)

  • Santaruina

    Enzo
    nessuna società umana è stata così piena di certezze come quella attuale.

    con la differenza che non vengono percepite come tali.

    _______________________________________

    Se l’uomo vuole cominciare con certezze, allora finirà con dei dubbi; ma se sarà contento di cominciare con dei dubbi, allora finirà con certezze

    Forse è più questione della strada che si sceglie di utilizzare .-)

    _______________________________________

    Lore:
    Le certezze de facto si hanno, ma dei soliti luoghi comuni.

    Un passo indietro rispetto ad altri tempi, probabilmente.

    ________________________________________

    Caio Franco
    nulla esiste al di fuori dal pensiero,

    il pensiero è un mezzo, uno strumento per reintepretare ed esprimere segnali che ci giungono.
    Se qualcosa non fosse pensabile non è detto che questo lo renda anche non-esistente.

    A presto

  • anonimo

    con la differenza che non vengono percepite come tali.

    non vengono percepite solo perchè ne siamo impregnati fino al midollo. pensa se ad un tratto le trasmissioni tv fossero interrotte e la tv restasse muta per giorni e giorni e giorni… secondo me parecchi comincerebbero a impazzire…

  • anonimo

    Santa, 6 un grande!

    Ti supporto nella tua lotta sul sito Luogocomune..

    Dopo gli ultimi interventi di Mazzucco sulla Chiesa ho risposto ad una domanda che mi facevo da tempo: "ma come fa Mazzucco (che è bravo e informato su molte cose, ma nè il più bravo nè il più informato) ad andare in tv?"

  • anonimo

    La mancanza di certezze e’ dovuta all’incomprensione e dall’aver perso di vista i Principi che sono immutabili:  come vi possono essere certezze in cio che cambia di continuo?
    E’ questa la follia dell’Uomo moderno: cercare ed illudersi di trovare certezze in cio’ che e’ incerto per sua stessa natura: se’ stesso nella sua misera e limita individualita!

    Zodiacus

  • Santaruina

    "ma come fa Mazzucco (che è bravo e informato su molte cose, ma nè il più bravo nè il più informato) ad andare in tv?"

    Massimo va in tv innanzitutto perchè è stato il primo in Italia a trattare l’argomento 11 settembre con una certa continuità e dando alle ricerche una certa risonanza.

    Poi è anche un mangiapreti vecchia scuola ed ha anche un caratteraccio, ma è una persona onesta che crede in quello che fa, rinunciando a molte cose pur di potersi dedicare alle sue ricerche.
    Un saluto a te.

  • anonimo

    …non tutti quelli che dicono di avere delle certezze hanno delle certezze, ma piuttosto la necessità di averle altrimenti sarebbero perduti. Ma questo significa che non hanno la fede, la Grazia di Dio non li ha ancora avvolti, soltanto un po’. Socrate sa di non sapere, quindi di non avere certezze, x’ la fede in Dio elimina tutte le certezze del basso mondo, e lascia soltanto Dio cioé l’Amore x’ soltanto Lui é Vero. Sant’Agostino dice ama e fa cio’ che vuoi, non dice fai il bene e fa cio’ che vuoi. I Santi sanno che il concetto di bene é un concetto relativo, non assoluto e quindi sottostà a cambiamenti. Al di sopra del bene e del male per essere in Dio cioé ama e fa cio che vuoi, x’ anche se fai il bene , ma non ami,  resterai alla finestra ma se ami incontreai Dio anche se sei imperfetto e non resterai alla finestra, ma avrai una visione più ampia. Chiaro che il bene é superiore al male, ma non il bene degli uomini bensi quello di Dio. Ama il prossimo tuo come te stesso, se mi dai un piatto di minestra senza amore io preferisco morire di fame, ciao, jam

  • anonimo

    salve
    "

    il pensiero è un mezzo, uno strumento per reintepretare ed esprimere segnali che ci giungono.
    Se qualcosa non fosse pensabile non è detto che questo lo renda anche non-esistente."

    il pensiero non è un mezzo.
    il pensieroè.
    il mezzo è il ns cervello.
    franco

  • anonimo

    Fides et ratio
    http://www.vatican.va/edocs/ITA1218/_INDEX.HTM
    La fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s’innalza verso la contemplazione della verità.

  • anonimo

    Fides et ratio
    http://www.vatican.va/edocs/ITA1218/_INDEX.HTM
    La fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s’innalza verso la contemplazione della verità.

  • anonimo

    Fides et ratio
    http://www.vatican.va/edocs/ITA1218/_INDEX.HTM
    La fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s’innalza verso la contemplazione della verità.

  • anonimo

    Fides et ratio
    http://www.vatican.va/edocs/ITA1218/_INDEX.HTM
    La fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s’innalza verso la contemplazione della verità.

  • anonimo

    “La domanda che ne consegue è semplice e secca: è possibile sviluppare una qualsiasi forma di pensiero, senza possedere delle certezze?”

    Bella domanda. Io credo di no, proprio perché la forma del pensiero dipende dalla certezza in questione. La religione e il dogma del Nulla è Certo sono un punto fermo, a loro modo, e il pensiero che ne scaturisce…beh, non è il relativismo? Adattarsi di momento in momento come un liquido senza contenitore. E che immancabilmente, quando finisce la caduta e tocca terra, sparisce.

    Questo fine settimana andrò a vedere Avatar, almeno a fini di ricerca… Sempre ottimi spunti, Santa =)

    Forgil

  • Santaruina

    Ciao Jam
    I Santi sanno che il concetto di bene é un concetto relativo, non assoluto e quindi sottostà a cambiamenti.

    i santi sono davvero pochi.
    Per noialtri, è bene tenere sempre a mente cosa sia il bene e cosa il male.
    Blessed be

    _____________________________________

    Ciao Franco
    il pensiero non è un mezzo.
    il pensieroè.
    il mezzo è il ns cervello.

    non sono propriamente d’accordo, ma rispetto le convinzioni altrui.
    Argomento , quello del pensiero, assai complesso, tra l’altro.
    A presto

    ____________________________________

    Forgil
    Adattarsi di momento in momento come un liquido senza contenitore. E che immancabilmente, quando finisce la caduta e tocca terra, sparisce.

    e pronto a prendere la forma di qualsiasi contenitore si ritrovi dinanzi :-)

    Facci sapere cosa ne pensi di Avatar.

    A presto

  • anonimo

    Nisargadatta Maharaj  diceva che l’unico vero tesoro, l’unica vera certezza che abbiamo è questa conoscenza "io sono", questa è la sola conoscenza che abbiamo davvero.
    Oltre a questa, qualunque conoscenza che pensiamo di possedere è per puro sentito dire, qualcosa di aquisito.

    Scoprire da dove viene questo senso di esistenza, è il cosiddetto Nirvana.
    A quel punto ricerca e ricercatore, soggetto ed oggetto scompaiono e non sono mai esistiti

    Mi sembra che il dio biblico si fosse presentato a Mosè con "Io sono Colui che E’ "

    Questo è Dio, è Brahman, puro Essere privo di attributi, il Vuoto Pieno, pura potenzialità

    L’uomo tende ad umanizzare Dio perchè troppo sottile e semplice da afferrare con la mente, Dio non è una "persona", semplicemente E’ e basta

    CA.

  • anonimo

    Perdonami Santa,

    tu mi scrivi
    "Massimo va in tv innanzitutto perchè è stato il primo in Italia a trattare l’argomento 11 settembre con una certa continuità e dando alle ricerche una certa risonanza."

    Ma a mio avviso ci sono persone più importanti di Mazzucco (e parlo di giornalisti del calibro di Blondet) che ne parlano da altrettanto tempo e con altrettanta completezza (se non addirittura superiore) – ma, nonostante ciò, vengono considerate non-persone e continuano ad essere ignorate.

    E se ci fosse un accordo: tu parli di certi argomenti in TV se sul tuo sito cominci a scrivere contro la Chiesa?

  • anonimo

    La violenza anti-cattolica (quando non anti-Cristica) che ammorba TUTTI i siti di ‘controinformazione’ è un FATTO.
    E’ appunto con quel secondo fine che è tollerata, in chiave neo-gnostica.

  • anonimo

    Un saluto a tutti.

    Secondo me si può parlare di un dogma del pensiero moderno che non debbano esistere dogmi, solo se lo si intende all’interno di un "recinto" ben circoscritto e delimitato, e a delimitarlo saranno ovviamente degli autentici "dogmi". Voglio dire che è come se il Sistema "permettesse" l’apparente assenza di dogmi – per dare un’illusoria parvenza di "libertà di pensiero", probabilmente – purché non si mettano in discussione i dogmi fondanti del Sistema stesso, i suoi "paletti", quindi, quali il darwinismo e il Big Bang, tanto per citarne due tra i piú noti, almeno per ciò che riguarda l’aspetto scientista della società, ma anche il riscaldamento globale o l’ecologismo di tipo "museale" alla WWF, dove la natura è di fatto ridotta al rango di "cosa", tutti comunque assi portanti della società di cui non è permessa la discussione. Poi, naturalmente all’interno di questo recinto si potrà ben dire che non ci sono dogmi, e di conseguenza neppure annesse certezze, ma sarà tanto per dare l’illusione della "briglia sciolta", quando invece è tenuta ben salda. Una sorta di "guinzaglio lungo", insomma. Entro limiti assai rigorosi, si potrà addirittura tentare nuove "declinazioni" degli stessi dogmi – per esempio nell’evoluzionismo con la variante degli "equilibri punteggiati", o quella del "saltazionismo"… – purché tali modifiche non ne causino lo "svellimento" che pregiudicherebbe la tenuta del "recinto". Quanto ai dogmi in sé, se proprio dovessi definirli tali, a me piacerebbe distinguere tra "interiori" ed "esteriori". L’esempio che sia preferibile il Bene al Male, lo metterei senza dubbio tra i primi, con i quali intendo indicare punti fermi radicati nel proprio essere e connaturati al proprio intimo, ineffabile sentire, e che non devono la propria sussistenza a fattori esterni, verso i quali, semmai, possono solo cercare una sponda per acquisire una "forma" che li renda esprimibili in termini comprensibili agli altri. Mentre i secondi li vedo come dei contenuti fittizi ed artificiali da cui ci si fa "riempire", almeno finché non si avverte un senso di "rigetto" dovuto alla loro stessa natura estranea. Purtroppo non tutti accusano questo salvifico "sintomo"… Ma in generale preferisco riservare il termine "dogmi" solo ai secondi, proprio per metterne in risalto la natura impositiva che un moto spontaneo dell’animo mai potrebbe avere.

    Un saluto

    Lupo nella Notte 

  • anonimo

    Il grassetto non era voluto… devo aver premuto per sbaglio il tastino corrispondente.

    Lupo nella Notte

  • anonimo

    la contro-informazione non è affatto tollerata utente anonimo.
    Nelle sfere di potere non credete che tutti siano uniti e si diano le pacche sulle spalle, sono pirati che hanno lo stesso obiettivo finale, ma hanno modi diversi per arrivarci e questo spesso li porta a fare guerre tra di loro e a darsi tra di loro dei tiri mancini.
    La chiesa cattolica è poco tollerata perchè era la principale protagonista ed eminenza grigia del vecchio ordine mondiale che essendo vetusto per i tempi che stavano arrivando, doveva essere abbattuto e sostituito.
    Ciò che oggi è la massoneria lo era nel passato la Chiesa che è stato il collante tramite il quale si sono potuti distruggere gli ethos di tutte le civiltà amerinde e non solo e grazie al quale si è potuto standardizzare la cultura mondiale sotto l’influsso di quella "occidentale", ma soprattutto tenere nascoste le stesse conoscenze gnostiche ed esoteriche che molti disprezzano, ma che come ogni cosa in se non sono malvage ma dipende dall’uso che se ne fa.
    Poi terminato il suo compito, la chiesa cominciava ad essere (come afferma nel libro di Blondet Massimo Cacciari) un katekon, che bloccava il "caos" che questi personaggi avevano intenzione di portare nel mondo, caos necessario per poi ristabilire il loro ordine (non a caso è il motto principale della massoneria "l’ordine dal caos").
    Dopo la rivoluzione francese è cominciato il cosiddetto periodo di decadenza e di caos,  a cui sono susseguiti i nazionalismi, l’ateismo, il sincretismo religioso, il nichlismo e il relativismo, tutte forme di pensiero necessarie per rompere tutte le barriere e gli etats d’esprit "tradizionali" e le foze di contenimento del caos, che impedivano al nuovo ordine mondiale di avanzare.
    La chiesa per non perdere potere e prestigio in questo mondo, dopo vari attacchi ha ceduto e probabilmente con Paolo VI che è iniziata la vera infiltrazione della massoneria all’interno del Vaticano e anche una sorta di pace ed accordo con i poteri sovvertivi dell’nwo, non si spiega altrimenti perchè tutti i capi mondiali siano andati a tributare onori (per la prima volta nella storia) alla morte di Giovanni Paolo II.
    Il cristianesimo in questa fase potrebbe ancora servire all’nwo, ma comunque riceve continui attacchi.
    Questo mette il cristianesimo o meglio per essere più precisi il Vaticano dalla parte dei buoni? Certo che no, sono semplici lotte di potere e lo stesso Vaticano con la sua immensa biblioteca piena di segreti capaci di far diventare il nostro mondo un paradiso, con la sua esperienza millenaria, con la sua grande intelligence, con il suo controllo di diversi stati e con la grande opera diplomatica è ancora in sella, anche se il suo tempo giunge verso la fine, la sua fase di decadenza oramai è partita secoli fa e la crisi nelle vocazioni e l’avvento di una consapevolezza che come affermava Cristo nel vangelo, porta la gente non più a cercare il divino o la verità in un determinato luogo, ne porteranno prima o poi la caduta, come ogni cosa prettamente umana, come sarà anche per l’nwo. "è giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre.Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità"

  • anonimo

    ….dietro un male c’é sempre un bene
    ….si, ironicamente i santi sono davvero pochi
    ….in fondo anche Gesù ha detto che pochi saranno gli eletti, e senza ironia
    ….rompiscatole jam

  • anonimo

    ….aggiungo di fretta che questo "pochi saranno gli eletti" non é esclusivamente e necessariamente riferito al numero degli individui-esseri umani, perché Gesù é venuto affinché TUTTI siano salvati,  anche la prostituta ed il peccatore,  ma é piuttosto e anche riferito ai principi teorici, agli idoli,  cioé ad attribuire troppa importanza a cose transitorie, mentre ad esistere é soltanto LUI. UNICO. ciao, jam

  • anonimo

    " pro multis" jam, "pro multis"….

  • anonimo

    Io credo che ognuno di noi è pieno di certezze, certezze che vengono coadiuvate ogni giorno dalla scienza e da tutto ciò che ci circonda:

    Abbiamo la certezza che una mano messa nel fuoco brucia, che se lasciamo un oggetto nel vuoto esso cadrà a terra, che le cose solide non possono essere attraversate senza modificarne la forma o la consistenza, che se non magiamo moriamo, che non possiamo volare senza l’ausilio di un qualche "accessorio",che a fronte di determinati eventi non possiamo fare nulle, che prima o dopo dobbiamo morire….

    La lista potrebbe essere ancora molto lunga…

    Io penso che le nostre azioni, i nostri pensieri si basino comunque sempre su questo tipo di certezze: sono certezze radicate in noi in maniera molto profonda…
    In effetti ogni giorno il mondo che ci circonda, quello che chiamiamo realtà conferma questo tipo di certezze…

    Ma ogni cosa è relativa… dipende dal punto di vista… Quindi queste nostre certezze potrebbero crollare in un momento se solo acquisissimo un punto di vista più esteso…

    Ne consegue che se il nostro pensiero si basa su queste nostre certezze del tutto limitate, anch’esso risulta limitato…

    Solo eliminando le certezze, che a questo punto chiamerei in modo diverso: le nostre certezze si basano sulla realtà che percepiamo ogni giorno, abbiamo detto che allargando la nostra visuale esse possono cadere in un momento, quindi le chiamerei pregiudizi piuttosto che certezze, giudizi dati prima di conoscere effettivamente, in maniera completa l’elemento analizzato…

    Chiamando le nostre certezze pregiudizi possiamo renderci conto meglio di quanto esse ci limitano, un forte pregiudizio impedisce sempre di accedere alla verità, è estremamente limitante…

    Quindi io penso che eliminando le certezze (pregiudizi) che nutriamo nei confronti della realtà potremo riuscire ad allargare la nostra visione…

    Il pensiero senza certezze è il pensiero senza limiti, in quanto non si aspetta determinati eventi, non giudica, perchè il giudizio si basa comunque su una certezza, il pensiero senza certezze non ha niente, non si basa su niente e quindi ha tutto, si basa su tutto: il pensiero senza certezze non è limitato a un punto ma spazia nel tutto…

    E’ quando non hai niente che hai tutto…

    Amos B

    blogger di VISIONE GLOBALE http://www.bollo82.blogspot.com

  • Santaruina

    L’uomo tende ad umanizzare Dio perchè troppo sottile e semplice da afferrare con la mente, Dio non è una "persona", semplicemente E’ e basta

    E’ oer questo che occorrono "intermediari" per approcciarsi ed avvicnarsi a Dio.

    _________________________________


    E se ci fosse un accordo: tu parli di certi argomenti in TV se sul tuo sito cominci a scrivere contro la Chiesa?

    Non credo sia così.
    Vale invece un altro tipo di equazione: se parli di certe tematiche non vai in tv.
    Lo stesso Blondet era stato invitato più volte a parlare di 11 settembre in tv, da Corrado Augias e a Matrix, finchè fece un accenno ai 5 israeliani danzanti e questo ne segno la "morte mediatica".

    E’ vero che esiste un anti-cattolicesimo ed un anti-cristianesimo diffuso nei siti di "controinformazione", ma questo è solo un segno dei tempi, caratterizzati dal dilagare del neospiritualismo.

    ____________________________________

    La violenza anti-cattolica (quando non anti-Cristica) che ammorba TUTTI i siti di ‘controinformazione’ è un FATTO.

    Tutti non è corretto.
    Molti è termine più adeguato.

  • Santaruina

    Lupo:
    è come se il Sistema "permettesse" l’apparente assenza di dogmi – per dare un’illusoria parvenza di "libertà di pensiero", probabilmente – purché non si mettano in discussione i dogmi fondanti del Sistema stesso, i suoi "paletti"

    Eì così, ed ogni sistema di pensiero funziona in questo modo.
    Con la differenza che quello attuale non lo ammette, e si presenta quale "totalmente libero".

    ___________________________


    Ciò che oggi è la massoneria lo era nel passato la Chiesa che è stato il collante tramite il quale si sono potuti distruggere gli ethos di tutte le civiltà amerinde e non solo e grazie al quale si è potuto standardizzare la cultura mondiale sotto l’influsso di quella "occidentale"…

    Mi perdonerai, ma questo è un tipico discorso anti-cattolico che sembra preso pari pari da un sito di "controinformazione" :-)

    La questione è molto più complessa.
    Inoltre, il paragone Chiesa massoneria non regge, dal momento che la massoneria è unordine esoterico iniziatico, e come tale lavora nell’ombra, mentre la Chiesa si presenta, nel bene e nel male, per quello che è, sempre riconoscibile.

    La storia delle culture dell’america latina è assai diversa da come la sintetizzi.
    Leggevo, a proposito, un articolo di Copertino in cui ricordava come su pressione della scuola di Salamanca i re spagnoli proibirono la schiavitù degli indigeni sin dal 1500.

    E per chi sostenesse che si trattasse solo di una volontà espressa sulla carta, occorre ricordare che i paesi anglosassoni-protestanti attuarono la schiavitù fino al XIX secolo, giustificandola anche "scientificamente".
    I paesi protestanti poterono prosperare perchè fecero largo uso della schiavitù, accettata moralmente nella loro cultura, mentre il pensiero cattolico non accettava l’ipotesi della superiorità di un uomo rispetto ad un altro.

    Tra le altre cose.

  • Santaruina

    Chiamando le nostre certezze pregiudizi possiamo renderci conto meglio di quanto esse ci limitano, un forte pregiudizio impedisce sempre di accedere alla verità, è estremamente limitante…

    Ciao Amos
    concordo con quanto dici.
    Aggiungerei che questo genere di certezze sono anche funzionali per il nostro vivere quotidiano, così come la fisica galileiana, pur essendo limitata ed esprimento una rappresentazione della realtà, ci aiuta nei calcoli.

    L’importante è non fossilizzarsi nel dato empirico negando ogni ulteriore possibilità.

    a presto

  • anonimo

    Tranquilli, le porte degli inferi non prevarranno. E’ una promessa sulla quale non ho dubbi (una "certezza"!).

    Non parlo naturalmente della chiesa terrena fatta di uomini che possono pure sbagliare ma di quella Eterna, della Chiesa come la si vede espandersi attraverso il tempo e lo spazio, e gettar le radici nell’eternità, terribile come un esercito a bandiere spiegate. Nulla e nessuno può qualcosa contro di essa. Che l’uomo parli, critichi, bestemmi… sono miserie umane che si commentano da sole e di cui bisogna avere pietà e comprensione.

    Ciao

    Sursum Corda

  • Chapucer

    Credo ut intelligam…

  • anonimo

    "E’ oer questo che occorrono "intermediari" per approcciarsi ed avvicnarsi a Dio."

    Per questo citavo l’essenza stessa dell’amore come unica certezza .
    Non ha bisogno di intermediari.
    L’amore è innato,può essere a volte inquinato da un’intermediazione.
    Tutti nella nostra vita ci siamo innamorati di qualcuno o di qualcosa, anche di un’idea.
    E’ difficile pensare ad un essere umano che non provi questo sentimento (anche in maniera malsana purtroppo) durante la sua esistenza.

    "L’importante è non fossilizzarsi nel dato empirico negando ogni ulteriore possibilità."

    Concordo pienamente.
    Spesso è proprio "la prova" che diventa dogma della peggior specie.
    Tanto da negare lo spirito stesso dello sperimentare ed ,paradossalmente, interrompere il cammino libero (questo suona un pò comico) del "progresso scientifico". 

    Da non credente chiedo: concettualizzare Dio non è riduttivo ?
    Si può contenere il divino in un’idea od in un sentimento ?
    Abbracciare un credo è sinonimo di diventare parte del tutto ?
    Chi possono essere gli intermediari , spiegare, introdurre,presentare Dio ?
    Si può essere certi della fede ?
    Spero di non offendere nessuno con queste mie domande, magari anche un pò banali ma…
    Solo un confronto onesto e pacifico.
    Salutoni 
    Lorenzo

     

  • anonimo

    Volevo dire :
    Chi possono essere gli intermediari per spiegare, introdurre,presentare Dio ?
    Lorenzo

  • anonimo

    Giovanni 3

    1 C’era tra i farisei un uomo chiamato Nicodèmo, un capo dei Giudei. 2 Egli andò da Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei un maestro venuto da Dio; nessuno infatti può fare i segni che tu fai, se Dio non è con lui». 3 Gli rispose Gesù: «In verità, in verità ti dico, se uno non rinasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio». 4 Gli disse Nicodèmo: «Come può un uomo nascere quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». 5 Gli rispose Gesù: «In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio. 6 Quel che è nato dalla carne è carne e quel che è nato dallo Spirito è Spirito. 7 Non ti meravigliare se t’ho detto: dovete rinascere dall’alto. 8 Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito». 9 Replicò Nicodèmo: «Come può accadere questo?». 10 Gli rispose Gesù: «Tu sei maestro in Israele e non sai queste cose? 11 In verità, in verità ti dico, noi parliamo di quel che sappiamo e testimoniamo quel che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. 12 Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? 13 Eppure nessuno è mai salito al cielo, fuorché il Figlio dell’uomo che è disceso dal cielo. 14 E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, 15 perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna».
    16 Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. 17 Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui. 18 Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. 19 E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie. 20 Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. 21 Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio.
    22 Dopo queste cose, Gesù andò con i suoi discepoli nella regione della Giudea; e là si trattenne con loro, e battezzava. 23 Anche Giovanni battezzava a Ennòn, vicino a Salìm, perché c’era là molta acqua; e la gente andava a farsi battezzare. 24 Giovanni, infatti, non era stato ancora imprigionato.
    25 Nacque allora una discussione tra i discepoli di Giovanni e un Giudeo riguardo la purificazione. 26 Andarono perciò da Giovanni e gli dissero: «Rabbì, colui che era con te dall’altra parte del Giordano, e al quale hai reso testimonianza, ecco sta battezzando e tutti accorrono a lui». 27 Giovanni rispose: «Nessuno può prendersi qualcosa se non gli è stato dato dal cielo. 28 Voi stessi mi siete testimoni che ho detto: Non sono io il Cristo, ma io sono stato mandato innanzi a lui. 29 Chi possiede la sposa è lo sposo; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è compiuta. 30 Egli deve crescere e io invece diminuire.
    31 Chi viene dall’alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla della terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. 32 Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza; 33 chi però ne accetta la testimonianza, certifica che Dio è veritiero. 34 Infatti colui che Dio ha mandato proferisce le parole di Dio e dà lo Spirito senza misura. 35 Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. 36 Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio incombe su di lui».

  • anonimo

    Mi perdonerai, ma questo è un tipico discorso anti-cattolico che sembra preso pari pari da un sito di "controinformazione" :-)

    ma infatti non voglio giustificarmi, per quanto lucide diverse analisi fatti da siti di contro-informazioni cattoliche, rimangono sempre informazioni di parte e quindi non corrette nella loro totalità, preferisco siti non schierati!

    La questione è molto più complessa.
    Inoltre, il paragone Chiesa massoneria non regge, dal momento che la massoneria è unordine esoterico iniziatico, e come tale lavora nell’ombra, mentre la Chiesa si presenta, nel bene e nel male, per quello che è, sempre riconoscibile.

    Storicamente hanno avuto gli stessi ruoli, ovvero monopolio totale della cultura e controllo indiretto degli stati e dei vari governi, solamente che la Chiesa poteva permettersi di agire alla luce del sole ed era chiara a tutti questa situazione, forte del suo messaggio essoterico e non iniziatico (almeno esternamente), ma al contempo censurava ogni forma di conoscenza esoterica, nonostante gli stessi alti prelati personalmente ne facevano largo uso (ad esempio l’astrologia, non certo quella di Paolo Fox, osteggiata apertamente, ma in realtà tenuta in gran conto dagli ecclesiastici). La massoneria è nata anche per osteggiare questo stato di cose e togliere l’influenza totale che aveva la chiesa e il cristianesimo sulla società, per poi prendere il ruolo che era stato della chiesa nel passato, ma in modo occulto (anche perchè per sdradicare un potere ed un’influenza così radicata nella società, quegli ordini iniziatici non potevano permettersi di agire alla luce del sole)

    La storia delle culture dell’america latina è assai diversa da come la sintetizzi.
    Leggevo, a proposito, un articolo di Copertino in cui ricordava come su pressione della scuola di Salamanca i re spagnoli proibirono la schiavitù degli indigeni sin dal 1500.

    anche la democrazia afferma che siamo liberi e che la legge è uguale per tutti, ciò non toglie che una cosa sono i trattati, le teorie e le leggi, un’altra cosa la pratica. Ed è un fatto che le tradizioni amerinde sono state distrutte e non è stato certo per la loro decadenza, ma per una forma di colonialismo ed evangelizzazione che andavano a braccetto, questi sono fatti storicamente provati…

    E per chi sostenesse che si trattasse solo di una volontà espressa sulla carta, occorre ricordare che i paesi anglosassoni-protestanti attuarono la schiavitù fino al XIX secolo, giustificandola anche "scientificamente".
    I paesi protestanti poterono prosperare perchè fecero largo uso della schiavitù, accettata moralmente nella loro cultura, mentre il pensiero cattolico non accettava l’ipotesi della superiorità di un uomo rispetto ad un altro.

    ma i protestanti in se sono più razzisti certamente, basti vedere diverse aberrazioni come il calvinismo che successivamente sono andate a braccetto con Darwin e le teorie eugenetiche ed infatti entrambi hanno colpe, ma l’obiettivo in comune di distruggere gli ethos delle civiltà amerinde ognuno a modo suo, l’America del sud e l’America centrale non sono certo state sotto l’influenza protestante

  • anonimo

    non me ne voglia l’autore, ma il commento n.49 contiene molte banalità.
    Le sue sono osservazioni da bar, valide per il genere di persone che frequentano i bar… per l’appunto. ma credo ne sia conscio. uno studio più approfondito della storia della chiesa, di un po’ di teologia, e magari pure di metafisica, sono certo le gioverà. saluti

    Sursum Corda

  • Santaruina

    Ciao Lorenzo
    domande che necessitano di diversi trattati quale risposta :-)

    Da non credente chiedo: concettualizzare Dio non è riduttivo ?

    E’ riduttivo, ogni limitazione di Dio è riduttiva.
    Di Dio si può discutere per quanto riguarda le sue manifestazioni, e per analogie.
    Ma ogni discorso sarà, necessariamente, riduttivo.

    Si può contenere il divino in un’idea od in un sentimento ?
    Penso proprio di no.
    Anche l’analogia Dio-amore assegna al termine amore un significato molto più ampio della sua accezione umana e terrena.
    Amore è qui la forza che tutto muove, la terza parte della Trinità che tutto collega e tutto pervade.

    Abbracciare un credo è sinonimo di diventare parte del tutto ?
    Anche qui penso di no.
    Diventare parte del tutto potrebbe rappresentare la fine di un percorso.
    Il proprio credo, al massimo aiuta a riflettere su cosa questo possa significare, e come percorrere questa via.

    Chi possono essere gli intermediari , spiegare, introdurre,presentare Dio ?
    Si può essere certi della fede ?

    Quando ho usato il termine intermediario, a dire vero, avevo in mente una Icona.
    Un qualcosa che traduce in termini a me comprensibili concetti altrimenti inintellegibili.
    Come un libro in braille che spiega ad un cieco cosa siano i colori.
    Non riesco al momento a trovare paragone più adatto.

    A presto

    ______________________________________________

    utente anonimo del commento 49 (se ti va di firmarti con un nick, uno qualsiasi, un eventuale dialogo sarà più semplice)
    Appena ho del tempo ritorno sulle tue considerazioni.

    Blessed be

  • anonimo

    grazie dell’attenzione e della disponibilità Santaruina,
    ritengo che uno dei problemi maggiori dei cattolici e dei cristiani (come dimostra anche il commento 50) è quello di non affrontare con mente aperta e lucida il loro passato, infatti non sto facendo discussioni sulla veridicità o meno del messaggio cristiano, ma considerazioni storiche sulle istituzioni e sulle strutture che le ruotano attorno.
    Se i cristiani affrontassero il loro passato a mente aperta, ne guadagnerebbero enormemente, concentrandosi sul contenuto e non sulla forma e riuscendo a testa alta ad affrontare i loro oppositori che giustamente vedono ipocrisia, sangue e potere nel passato di questa istituzione.
    Giordano Bruno, i Catari, Galileo, le varie censure e stermini non sono invenzioni della propaganda anti-cattolica. Certo vengono strumentalizzati questi eventi, spesso pompati ed esagerati (un pò come fanno gli ebrei per far accettare la loro causa, comportandosi da vittime), ma ciò non toglie che i fatti esistono…

    Mediter01

  • anonimo

    "I difensori ad oltranza della Chiesa qui troveranno sempre molto difficile il loro lavoro, e verranno regolarmente denunciati in homepage, con tanto di interessi." Massimo Mazzucco 15/02/010

  • anonimo

    " Giordano Bruno, i Catari, Galileo, le varie censure e stermini non sono invenzioni della propaganda anti-cattolica." Mediter…sei così sicuro di conoscere le cose di cui parli? Davvero credi di conoscere, ad esempio la storia di Galileo (che, per altro, aveva torto)?

  • anonimo

    per #50

    di per se stesso vietare l’alchimia a chi non ne è capace è logico e giusto.
    Il problema è che molti ecclesiasti stessi non ne erano capaci.

    La massoneria poi fu pienamente cristiana quindi tal discorso dei poteri evapora.

    Inoltre calcolando che la cultura è “diretta e fatta da chi può farla” tutto dipende se essa è verdica e radicata nei principi o no.
    Il potere , od il sistema, è inevitabile a questo stadio ciclico.
    Per quanto si possa essere “anarchici” ( solo il Divino sopra è : an-archico; dove Dio è arché d’altronde. Infatti gli anarchici sono pedine molto utili ) l’unica via è e rimane quella spirituale.

    per #50 I cattolici non fanno metafisica che in piccola parte, ossia non la fanno affatto dacché la Metafisica non è che Universale e non duale, cosa che non si può dire della scolastica.

    d.

  • anonimo

    1Tessalonicesi 5

    1 Riguardo poi ai tempi e ai momenti, fratelli, non avete bisogno che ve ne scriva; 2 infatti voi ben sapete che come un ladro di notte, così verrà il giorno del Signore. 3 E quando si dirà: «Pace e sicurezza», allora d’improvviso li colpirà la rovina, come le doglie una donna incinta; e nessuno scamperà. 4 Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, così che quel giorno possa sorprendervi come un ladro: 5 voi tutti infatti siete figli della luce e figli del giorno; noi non siamo della notte, né delle tenebre. 6 Non dormiamo dunque come gli altri, ma restiamo svegli e siamo sobrii.
    7 Quelli che dormono, infatti, dormono di notte; e quelli che si ubriacano, sono ubriachi di notte. 8 Noi invece, che siamo del giorno, dobbiamo essere sobrii, rivestiti con la corazza della fede e della carità e avendo come elmo la speranza della salvezza. 9 Poiché Dio non ci ha destinati alla sua collera ma all’acquisto della salvezza per mezzo del Signor nostro Gesù Cristo, 10 il quale è morto per noi, perché, sia che vegliamo sia che dormiamo, viviamo insieme con lui. 11 Perciò confortatevi a vicenda edificandovi gli uni gli altri, come già fate.
    12 Vi preghiamo poi, fratelli, di aver riguardo per quelli che faticano tra di voi, che vi sono preposti nel Signore e vi ammoniscono; 13 trattateli con molto rispetto e carità, a motivo del loro lavoro. Vivete in pace tra voi. 14 Vi esortiamo, fratelli: correggete gli indisciplinati, confortate i pusillanimi, sostenete i deboli, siate pazienti con tutti. 15 Guardatevi dal rendere male per male ad alcuno; ma cercate sempre il bene tra voi e con tutti. 16 State sempre lieti, 17 pregate incessantemente, 18 in ogni cosa rendete grazie; questa è infatti la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi. 19 Non spegnete lo Spirito, 20 non disprezzate le profezie; 21 esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono. 22 Astenetevi da ogni specie di male.
    23 Il Dio della pace vi santifichi fino alla perfezione, e tutto quello che è vostro, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo. 24 Colui che vi chiama è fedele e farà tutto questo!
    25 Fratelli, pregate anche per noi.
    26 Salutate tutti i fratelli con il bacio santo. 27 Vi scongiuro, per il Signore, che si legga questa lettera a tutti i fratelli.
    28 La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con voi.

  • anonimo

    I cattolici non fanno metafisica che in piccola parte, ossia non la fanno affatto dacché la Metafisica non è che Universale e non duale, cosa che non si può dire della scolastica. d.

    oh… che banalità. non parli di cose che non conosce (si evince da come e quanto scrive). si faccia 5 anni di studi presso una qualunque università di teologia italiana è poi potremmo parlare sul "fare" metafisica (già l’utilizzo del verbo fare è assolutamente fuori luogo) della teologia cattolica.

    Il suo pensiero denota una certa confusione e tendenza alla chiacchera. Non faccia affermazioni che non è in grado di difendere per davvero. Massoneria pienamente cristiana? Alchimia? Queste sono le armi in mano all’esercito dei post-modernisti? Mi perdonerà se mi scappa un sorriso.
    Sereni giorni mio caro, e buono studio.

    Sursum Corda

  • anonimo

    anonimo, della faccenda Galileo conosco abbastanza, ma qui interessa poco se lui avesse ragione o meno (il suo metodo funziona, che poi abbia limiti e non sia la manna scesa dal cielo è qualcosa di diverso e che non interessa in questo caso), il punto è che negare la libertà di espressione è quanto di più anti-cristiano possa esserci ed il tuo discorso del tipo "per altro aveva torto" mi sembra abbastanza fuoriluogo.
    Stessa fine fatta da Giordano Bruno che parlava di infiniti mondi, trascendendo le epoche e quindi risultando scomodo ad un’epoca e ad un’istituzione perfettamente ancorata ad una tradizione presente, poi si parla solo del passato, perchè se andiamo al presente, ai vari scandali dello Ior ecc. si fa notte…
    Alla gente danno fastidio gli ipocriti e gli agnelli travestiti da lupi che sono sempre i più pericolosi ed è anche il motivo del perchè in diverse persone è stato facile creare un effetto estremo che è l’odio anti-cristiano (anche se spesso è anti-clericale e non certo anti-cristiano, di quest’ultimi ne vedo pochissimi in giro, semmai in posizioni di privilegio)… e ripeto questo è un discorso che non ha niente a che fare con il pensiero cristiano, ma con i suoi rappresentanti…
    In Italia con Vespa, Raiuno, le antenne di radio Maria e le innumerevoli tv satellitari, state tranquilli che non riceverete nessuna persecuzione.
    Poi certo è anche vero che attualmente i veri pericoli vengono da diverse compagini laiche e scientiste, che sono il vero pericolo dei nostri giorni, per dire, preferirei un ex-dc al governo che una Emma Bonino, ma (per fare un esempio paradossale), non mi metto certo a dire che la dc è da preferire…
    Mediter01

  • anonimo

    crbbio, medi, davvero chiacchere da bar….
    Vuotezza inversamente proporzionale al numero di battute.
    non credo sia più opportuno rispoderti

  • Santaruina

    rieccoci :-)

    solamente che la Chiesa poteva permettersi di agire alla luce del sole ed era chiara a tutti questa situazione, forte del suo messaggio essoterico e non iniziatico (almeno esternamente), ma al contempo censurava ogni forma di conoscenza esoterica,

    Occorerebbe penso distinguere il ruolo avuto dalla chiesa nei secoli.
    Penso che una evidente degenerazione a livello del dominio temporale la si possa riscontrare a partire dal secolo XIII in poi.
    Lle colpe, innegabili, attribuibili ai rappresentanti indegni del clero sono molte nei secoli.
    Ma il paragone con la massoneria non regge, a mio parere.
    Innanzitutto, fino alla controriforma, la ricerca esoterica trovava piena accoglienza all’interno della Chiesa Cattolica, anche se molti cattolici oggi tendono a dimenticarlo.
    L’alchimia è una scienza esoterica sviluppatasi anche all’interno del cristianesimo.
    Le cattedrali gotiche medioevali, inoltre, sono delle biblioteche esoteriche.
    Nel cristianesimo ortodosso orientale, inoltre, è presente ancora la pratica dell’Esicasmo, che si può a tutti gli effetti considerare l’unico esoterismo autenticamente cristiano attualmente presente.

    La stessa massoneria, come è stato ricordato, prima dell’epoca moderna aveva un carattere Tradizionale e dichiarava piena obbedienza al Papa.
    La Massoneria moderna, concretizzatasi nel 1717 in veste anti-cattolica rappresenta una vera e propria deviazione.

    Sulla questione dell’america latina

    anche la democrazia afferma che siamo liberi e che la legge è uguale per tutti, ciò non toglie che una cosa sono i trattati, le teorie e le leggi, un’altra cosa la pratica.

    Qua penso che occorra tenere conto degli anni di cui si parla.
    I documenti del 1500 dei reali spagnoli che sanciscono l’eguaglianza tra tutti gli uomini sono realmente straordinari.
    Come si diceva prima, nell’europa anglosassone e civile del XIX secolo l’inferiorità dei non europei era sancita "scientificamente".
    Tre secoli prima i re cattolici invece sancivano leguaglianza di tutti gli uomini dvanti a Dio.

    Ed è un fatto che le tradizioni amerinde sono state distrutte e non è stato certo per la loro decadenza, ma per una forma di colonialismo ed evangelizzazione che andavano a braccetto, questi sono fatti storicamente provati…

    Anche qui, penso che questo sia vero in parte.
    Gli eccidi compiuti dai primi conquistadores sono innegabili, ma quello che accade in sudamerica all’epoca ricorda maggiormente una sorta di guerra civle tra indios, tra i popoli dominanti e quelli a loro sottomessi.
    Inoltre, con la presenza degli europei emerse una cultura del tutto nuova, che traeva linfa vitale sia dalle culture pre-colombiane che da quella europea, in una fusione che diede vita a qualcosa di completamente unico.

    A presto

  • Santaruina

    Sersum corda

    si può dissentire dal parere degli altri interlocutori, ma è bene argomentare, nel caso, e sopratutto evitare di catalogare generalmente quali "chiacchere da bar" gli argomenti altrui.
    Non è segno di buona educazione, sopratutto se l’interlocutore ha solo espresso il suo parere senza offendere nessuno.

    a presto

  • anonimo

    "chi controlla il passato controlla il presente" – Orwell

    Vittorio Messori
    leggenda nera: La Corona spagnola e le americhe
    http://www.storialibera.it/epoca_moderna/scoperta_dell_america/articolo.php?id=326&titolo=Leggenda nera: La Corona spagnola e le Americhe
     
    per chi citava Bruno e Galileo:
    http://www.storialibera.it/epoca_moderna/giordano_bruno/
    http://www.kattoliko.it/leggendanera/modules.php?name=News&new_topic=54
    M.

  • anonimo

    "chi controlla il passato controlla il presente" – Orwell

    Vittorio Messori
    leggenda nera: La Corona spagnola e le americhe
    http://www.storialibera.it/epoca_moderna/scoperta_dell_america/articolo.php?id=326&titolo=Leggenda nera: La Corona spagnola e le Americhe
     
    per chi citava Bruno e Galileo:
    http://www.storialibera.it/epoca_moderna/giordano_bruno/
    http://www.kattoliko.it/leggendanera/modules.php?name=News&new_topic=54
    M.

  • anonimo

    "chi controlla il passato controlla il presente" – Orwell

    Vittorio Messori
    leggenda nera: La Corona spagnola e le americhe
    http://www.storialibera.it/epoca_moderna/scoperta_dell_america/articolo.php?id=326&titolo=Leggenda nera: La Corona spagnola e le Americhe
     
    per chi citava Bruno e Galileo:
    http://www.storialibera.it/epoca_moderna/giordano_bruno/
    http://www.kattoliko.it/leggendanera/modules.php?name=News&new_topic=54
    M.

  • anonimo

    "chi controlla il passato controlla il presente" – Orwell

    Vittorio Messori
    leggenda nera: La Corona spagnola e le americhe
    http://www.storialibera.it/epoca_moderna/scoperta_dell_america/articolo.php?id=326&titolo=Leggenda nera: La Corona spagnola e le Americhe
     
    per chi citava Bruno e Galileo:
    http://www.storialibera.it/epoca_moderna/giordano_bruno/
    http://www.kattoliko.it/leggendanera/modules.php?name=News&new_topic=54
    M.

  • anonimo

    …arrivo tardi per seguire i commenti che sono già 62, ma provo comunque a dire la mia perchè è una questione che, discorrendo in rete, è spesso saltata fuori.
    Io credo che le "certezze malefiche" (dannose per chi le ha) siano quelle derivanti dalle credenze, o meglio, dai dogmi.
    Ad esempio, in italiano il colore del cielo limpido è "azzurro", quindi ho la certezza che chiunque parli l’italiano sia certo quanto me che le nostre convenzioni chiamano così quel colore, non si può cert ritenere che questo sia un fatto negativo, o saremmo condannati a non comunicare tra noi (è solo un’esempio esagerato, ovviamente).
    Quando invece le certezze derivano dall’aver creduto a qualcun altro, senza aver capito e ragionato con la nostra testa sulla veridicità delle affermazioni, basate su dogmi o assiomi più o meno spiegati, ecco che cadiamo nel più grande degli errori: l’ignoranza.
    perchè ignoranza non è tanto il "non sapere", esisterà SEMPRE qualcosa che non sapremo, la vera ignoranza è il non VOLER sapere, o capire, tutti i motivi che portano al verificarsi di un fatto o alla formulazione di un’affermazione.

    Defender

  • Santaruina

    esiste poi un terzo tipo di certezza, oltre a quelle di cui tratti, ed è la certezza più profonda, difficilmente dimostrabile razionalmente.
    Una certezza che ci giunge "per intuizione", anche se l’espressione è riduttiva.

    Un esempio di questo tipo è quello di cui parlavo al commento 10

    A presto

  • anonimo

    Io penso che forse potrebbe esserti sfuggito qualche passaggio che i tuoi pensieri hanno fatto in automatico, nel preferire il bene al male, ma credo sempre che tu preferisca l’uno all’altro perchè hai capito la convenienza che ne deriva (probabilmente, come me, credi che dopo la morte vi sia qualcos’altro, e che quindi sia per te conveniente comportarti bene in vista dell’inevitabile momento).
    Mi potresti dire "si, credo che dopo la morte vi sia altro, ne ho la certezza".
    Bene, nemmeno in questo caso si tratta di dogma precostituito, bensì di una sensazione ineffabile, un qualcosa di innato che ci porta a pensare che la nostra anima, o almeno una parte di essa, sopravviva al corpo.
    Una cosa del genere è evidentemente inconoscibile e indimostrabile, ma osservando qualsiasi altra cosa nel mondo, vediamo che "nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma" (legge di Lavoisier), e quindi ben si capisce da dove derivi l’innata certezza che la morte sia solo una trasformazione psicofisica ulteriore.
    Anchio (come te, probabilmente) ho questa certezza fin da quando ero bambino, e non certo per essere nato in una famiglia cattolica o perchè conoscessi la legge di Lavoisier, semplicemente i retaggi passati della mia anima avevano memoria di questo fatto fondamentale…
    E poi per un bambino percepire l’infinità dello spirito è una cosa naturale, essendone da poco fuoriusciti…
    Almeno, così la penso io.

    Defender

  • anonimo

    e poi, sempre per ragionamenti analogici basilari ed elementari, da quando vediamo la mamma sbuffare perchè abbiamo fatto cadere il cucchiaio dal seggiolone, a quando la maestra ci sgrida per una spinta data ad un compagno, appare chiaro che "il bene porta bene, il male porta male"…..
    Quindi si potrebbe dire che se vogliamo il nostro bene, siamo costretti sempre per convenienza (un concetto che spinge quasi tutte le azioni umane) ad agire "bene".
    Cosa porta l’uomo a fare il male, quindi?
    I motivi possono essere molteplici, ma tra i più fondamentali vi è una mancata conoscenza di cosa sia per lui realmente conveniente.
    Il bambino la cui mamma non ha sbuffato nel raccogliere il cucchiaio e che ha dato una spinta al compagno senza farsi vedere dalla maestra, potrà pensare di potersela cavare facendo ciò che gli pare per tutta la vita.
    Socrate spiegò perfettamente quali fossero le cause del male… "L’ignoranza del come ottenere il vero bene per se stessi".

  • Santaruina

    Ciao Defender
    ma credo sempre che tu preferisca l’uno all’altro perchè hai capito la convenienza che ne deriva

    E’ questo il punto.
    La scelta avviene prima, non è frutto di un ragionamento logico-razionale.
    Ha a che fare più con l’intuito, anche se servirebbe trovare un termine più completo.

    a presto

  • anonimo

    Quello che siamo soliti definire "pensiero moderno" appare basato sull’ assenza di certezze ma in realtà fonda la propria impalcatura su dogmi incontrastabili, certezze mitiche inamovibili. La scienza moderna dimostra continuamente di credere aprioristicamente in qualcosa, sia la teoria dell’ evoluzionismo darwiniano o l’ utilità della sperimentazione animale o l’ assoluta validità della ragione come organo supremo della verità. Sono i "credo scientifici", che sembrerebbe un ossimoro se non tenessimo in conto che anche nella razionalità scientifica, in fondo in fondo, bisogna aver "fede".
    (Il "conflitto" tra fede e ragione, d’ altronde, esiste soltanto in Occidente, è una problematica culturale particolare e non universale)
    Forse potremo impostare la questione in un altro modo.
    Ogni forma di pensiero, ogni forma di attività filosofica, e più in generale ogni cosmovisione che l’ uomo sviluppa si manifesta all’ interno di uno specifico contesto culturale. La cultura, seguendo il pensiero di Raimond Panikkar, possiamo considerarla come mythos, l’ orizzonte comune che soggiace ad una collettività in un determinato spazio e tempo e che rende possibile la stessa intelligibilità del mondo in cui viviamo, ci fa credere ad esso e a tutto quello che possiamo dire o pensare su di esso. Il mito così inteso è ciò in cui crediamo senza credere che ci crediamo; è tutto quello che non poniamo in discussione perchè non pensiamo che sia discutibile, è ciò che è dato, o presupposto se preferiamo. Orbene l’ uomo non può vivere senza mythos, gli è necessario tanto quanto il logos. L’ uomo non può vivere senza "certezze", senza qualcosa che sia presupposto, che sia previamente dato. E’ importante riconoscerlo, prenderne coscienza per poter poi tentare un’ opera di relativizzazione di tali "certezze", riconoscerle come appartenenti al proprio universo culturale e quindi non applicabili indiscriminatamente a qualsiasi gruppo umano. Questo è il "peccato" della modernità: ci si è dimenticati che mythos e logos non sono separabili, che sono uniti da una relazione vitale e che se ci lasciamo guidare esclusivamente dal logos, ridotto peraltro a pura razionalità, la nostra esperienza del reale sarà sempre parzializzante e riduttiva. Saremo sempre portati a vedere le convinzioni degli altri come miti infantili da mettere in discussione, credenze senza fondamento, mentre non riusciremo a riconoscere che i nostri dubbi razionali, scientifici, poggiano essi stessi su di una base di convinzioni, di presupposti necessari.
    Un esempio su tutti: il mito del progresso, sospinto dalla "dubbiosa" razionalità scientifica, non sarebbe nemmeno pensabile se non poggiasse sulla concezione previa del tempo lineare. Paradossale. Forse anche no se consideriamo che l’ aspetto religioso dell’ uomo può anche essere arbitrariamente negato, ma non può mai essere eliminato, semmai soltanto sostituito. Ma questo lo esponi molto chiaramente tu nel tuo blog.
    Sono andato un po’ fuori, comunque alla domanda risponderei che nessuna forma di pensiero o visione del mondo e dell’ uomo in esso può svilupparsi al di fuori di un preciso contesto culturale, "mitico", cioè senza una base di presupposti che vengano accolti, che non siano analizzati razionalmente, e che quindi possiamo definire "certezze".

    E’ la prima volta che commento sul tuo blog anche se lo leggo da più di un anno. Approfitto per farti i miei complimenti per la chiarezza e la profondità con cui affronti gli argomenti. Con stima.
    Alessandro

  • anonimo

    Il secolarismo ha vinto, ma io non rimpiango lo zelo Dc. Meglio una minoranza creativa.
    http://www.et-et.it/articoli/2010/2010_02_12b.html

  • anonimo

    Il secolarismo ha vinto, ma io non rimpiango lo zelo Dc. Meglio una minoranza creativa.
    http://www.et-et.it/articoli/2010/2010_02_12b.html

  • anonimo

    Il secolarismo ha vinto, ma io non rimpiango lo zelo Dc. Meglio una minoranza creativa.
    http://www.et-et.it/articoli/2010/2010_02_12b.html

  • anonimo

    Il secolarismo ha vinto, ma io non rimpiango lo zelo Dc. Meglio una minoranza creativa.
    http://www.et-et.it/articoli/2010/2010_02_12b.html

  • Santaruina

    Ciao Alessandro, grazie per questo tuo contributo.

    A presto

  • 6by9add6add9

    "La domanda che ne consegue è semplice e secca: è possibile sviluppare una qualsiasi forma di pensiero, senza possedere delle certezze?"

    buon pomeriggio. :)

  • anonimo

    Per me e’ possibile: si tratta di forme di pensiero che concepiscono l’errore, nel senso etimologico del termine

    Zodiacus 

  • Santaruina

    Un saluto a te Cinzia :-)

  • anonimo

     
    Se è possibile sostituire un dogma con un altro dogma allora per definizione non può esistere certezza.

    Pyter

    PS.
    Adesso potrei aver detto una stronzata, ma come fare per saperlo con certezza?

  • Santaruina

    Il potere del dubbio :-)

  • anonimo

    L’uomo moderno è l’uomo radicale che riduce la persona ad individuo atomizzato
    di Francesco Lamendola
    http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=31340

    m

  • anonimo

    L’uomo moderno è l’uomo radicale che riduce la persona ad individuo atomizzato
    di Francesco Lamendola
    http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=31340

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  • anonimo

    L’uomo moderno è l’uomo radicale che riduce la persona ad individuo atomizzato
    di Francesco Lamendola
    http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=31340

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  • anonimo

    L’uomo moderno è l’uomo radicale che riduce la persona ad individuo atomizzato
    di Francesco Lamendola
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