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-o- Too late to die young -o-
16 febbraio 2009

Di telegiornali e di terrori

Essi creano solo degli stati d’animo


Ho guardato il telegiornale questa sera, nonostante sia ben consapevole che la salute ne risenta enormemente, e la mente si logori a volte in modo irreversibile.
Ho guardato il telegiornale, ed ho avuto per un attimo la sensazione che tutto sia perso.
E si è materializzata una immagine dinanzi a me, ho visto decine di avvoltoi librarsi in volo dopo aver abbandonato il corpo di una ragazza rimasta immobile per 17 anni, avvoltoi di nuovo affamati in cerca di nuovo cibo.
Vedevo volti  di plastica che parlavano di aggressioni, di stupri, di angoscia.
Parlavano e parlavano, ma in verità ripetevano in maniera ossessiva una sola frase: dovete avere paura, dovete temere, dovete essere terrorizzati.
La chiamano informazione, ma in verità si tratta di palese, dozzinale, condizionamento.
Ed ho pensato che più di un italiano su due era lì, in quel momento, a ricevere quella dose di paura, senza difese davanti ai profeti del terrore.

– Essi creano solo degli stati d’animo ( état d’esprit), ciò che è molto più efficace, ma, forse, un poco meno alla portata di chiunque. E sono stati davvero ingegnosi.
Non è mai stato così facile come lo è oggi, per questi pochi, poter indirizzare i sentimenti ed i pensieri dei molti.
Ma non è questo il vero punto della questione.
Si sa che la televisione ci condiziona, si sa che quelli che parlano da lì dentro sono lì per dirci come pensare, cosa comprare, quanto avere paura.

– E’ incontestabile che la mentalità degli individui e delle collettività può essere modificata da un insieme sistematico di suggestioni appropriate

E’ una cosa nota, evidente.
Eppure funziona comunque.
L’onda emotiva comunque ci attraversa, bypassa la nostra sfera razionale.
Ed è questo il punto.

– Uno stato d’animo determinato richiede, per stabilirsi, condizioni favorevoli, e occorre o approfittare di queste condizioni se esistono, o provocarne la realizzazione.

Agiscono direttamente sulle emozioni, raggiungono la nostra sfera più profonda, meno controllabile.
Creano stati d’animo collettivi e li diffondono, ed hanno i mezzi per raggiungere chiunque.
E per un attimo ho davvero creduto che la partita fosse definitivamente persa, che non vi fosse più nulla da fare.
Poi ho capito che quel messaggio mi arrivava proprio da lì dentro, da dentro quello schermo.
Così l’ho spento,  ho guardato un attimo fuori dalla finestra, ed ho pensato che forse non tutto è ancora perso.

39 comments to Di telegiornali e di terrori

  • anonimo

    Si è pensato a tutto, per i più vulnerabili è stato facile, è su chi potrebbe rappresentare un problema che è stato speso maggior lavoro.

    Teniamoci sempre vicini alla finestra ed imitiamola :)

  • Chapucer

    io è da parecchio che non seguo più il telegiornale, per le tue stesse ragioni, per quel malessere che si avverte piano piano e che poi ti prende alla gola, e la stringe, e ti soffoca quasi…(soprattutto vedere certe immagini)…

    e poi…si può essere informati in mille altri modi, leggendo, asoltando….respirando!

    Buona giornata :-)

  • gigipaso

    ciao Carlo

    in questa aridità fa sempre piacere sapere che degli UMANI esistono ancora

    . IO ho elaborato uno schemino mentale che mi permette di diventare una “piccola unità mobile intelligente” come disse nei lontani anni 80 il geniale ROBERT FRIPP ex CRIMSON …. fin da allora mi alleno …. ti mess x ptv ?

  • Santaruina

    Fabiano

    purtroppo coloro che potrebbero rappresentare un problema sono ancora troppo pochi per destare eccessiva preoccupazione.

    E poi, anche a quei pochi, basta dare un qualcosa di cui occuparsi..

    ____________

    Chapucer, quel malessere è il vero scopo.

    Per quanto si può, meglio farne meno.

    A presto

    ____________

    Gigi

    avevo postato epitaph qualche tempo fa.

    The fate of all mankind I see

    Is in the hands of fools.

    che capolavoro.

    C’era del genio in quelle persone, indubbiamente..

    Blessed be

  • anonimo

    Bellissimo post, Carlo.

    Io vedo il telegiornale (Tg1) solo per uno strano meccanismo che mi impone di accendere la televisione mentre mangio. Il Tg3 mi piace di più ma non ho tempo a quell’ora.

    Prima lo seguivo dall’inizio alla fine, comprese le salamandre delle Galapagos minacciate dalla tartaruga gigante.

    Naturalmente lo guardavo per commentare disgustato le notizie: insomma la mia mezz’ora di odio quotidiana.

    Ma da qualche giorno lo schifo e il disgusto hanno raggiunto livelli tali che non riesco più a guardarlo per oltre 5-10 minuti. Preferisco spegnere e guardare nel piatto, o meglio instaurare un rapporto con i miei familiari, che a volte vedo solo a tavola.

    Buona giornata

    Francesco

  • enzas

    La paura è un’arma efficacissima nelle mani di chi vuol dominare.

    Anche seminando panico si livellano le masse e si conducono dove si vuole.

    Ma come dice gigipaso, nel commento precedente, è un buon esercizio per farci diventare ” piccole unità intelligenti”.

    Quindi non sfuggire alla “notizia” ma osservarla dalle tante prospettive di cui dobbiamo sempre tener conto.

    Una buona giornata Carlo :)

  • anonimo

    Francesco: ottima scelta ;)

    Santa, ci sono diversi studi riguardanti il ‘comportamento’ del nostro cervello quando si sta davanti alla tv. E non metto in dubbio che gli amici del Tavistock queste cose le sappiano benissimo da decenni..

    La meditazione e l’atto di fissare uno schermo attivano le stesse onde cerebrali, ma di fatto corrispondono a stati interiori diversi. Sembra che osservare uno schermo porti le persone in uno stato di finto rilassamento, tramite l’attivazione di onde alfa e di quelle a frequenza ancora più bassa.

    Tale rilassamento, tuttavia, non essendo integrato da un’osservazione attenta e consapevole dei contenuti mentali (come avviene in meditazione), provoca stress e agitazione interiori, che spesso non vengono riconosciuti fino a quando non esplodono.

    Link

    buona giornata senza tiggì :)

    _gaia_

  • anonimo

    Francesco: ottima scelta ;)

    Santa, ci sono diversi studi riguardanti il ‘comportamento’ del nostro cervello quando si sta davanti alla tv. E non metto in dubbio che gli amici del Tavistock queste cose le sappiano benissimo da decenni..

    La meditazione e l’atto di fissare uno schermo attivano le stesse onde cerebrali, ma di fatto corrispondono a stati interiori diversi. Sembra che osservare uno schermo porti le persone in uno stato di finto rilassamento, tramite l’attivazione di onde alfa e di quelle a frequenza ancora più bassa.

    Tale rilassamento, tuttavia, non essendo integrato da un’osservazione attenta e consapevole dei contenuti mentali (come avviene in meditazione), provoca stress e agitazione interiori, che spesso non vengono riconosciuti fino a quando non esplodono.

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    buona giornata senza tiggì :)

    _gaia_

  • anonimo

    Francesco: ottima scelta ;)

    Santa, ci sono diversi studi riguardanti il ‘comportamento’ del nostro cervello quando si sta davanti alla tv. E non metto in dubbio che gli amici del Tavistock queste cose le sappiano benissimo da decenni..

    La meditazione e l’atto di fissare uno schermo attivano le stesse onde cerebrali, ma di fatto corrispondono a stati interiori diversi. Sembra che osservare uno schermo porti le persone in uno stato di finto rilassamento, tramite l’attivazione di onde alfa e di quelle a frequenza ancora più bassa.

    Tale rilassamento, tuttavia, non essendo integrato da un’osservazione attenta e consapevole dei contenuti mentali (come avviene in meditazione), provoca stress e agitazione interiori, che spesso non vengono riconosciuti fino a quando non esplodono.

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    buona giornata senza tiggì :)

    _gaia_

  • anonimo

    Francesco: ottima scelta ;)

    Santa, ci sono diversi studi riguardanti il ‘comportamento’ del nostro cervello quando si sta davanti alla tv. E non metto in dubbio che gli amici del Tavistock queste cose le sappiano benissimo da decenni..

    La meditazione e l’atto di fissare uno schermo attivano le stesse onde cerebrali, ma di fatto corrispondono a stati interiori diversi. Sembra che osservare uno schermo porti le persone in uno stato di finto rilassamento, tramite l’attivazione di onde alfa e di quelle a frequenza ancora più bassa.

    Tale rilassamento, tuttavia, non essendo integrato da un’osservazione attenta e consapevole dei contenuti mentali (come avviene in meditazione), provoca stress e agitazione interiori, che spesso non vengono riconosciuti fino a quando non esplodono.

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    buona giornata senza tiggì :)

    _gaia_

  • anonimo

    Francesco: ottima scelta ;)

    Santa, ci sono diversi studi riguardanti il ‘comportamento’ del nostro cervello quando si sta davanti alla tv. E non metto in dubbio che gli amici del Tavistock queste cose le sappiano benissimo da decenni..

    La meditazione e l’atto di fissare uno schermo attivano le stesse onde cerebrali, ma di fatto corrispondono a stati interiori diversi. Sembra che osservare uno schermo porti le persone in uno stato di finto rilassamento, tramite l’attivazione di onde alfa e di quelle a frequenza ancora più bassa.

    Tale rilassamento, tuttavia, non essendo integrato da un’osservazione attenta e consapevole dei contenuti mentali (come avviene in meditazione), provoca stress e agitazione interiori, che spesso non vengono riconosciuti fino a quando non esplodono.

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    buona giornata senza tiggì :)

    _gaia_

  • enzas

    ps anch’io penso che i King Crimson sono stati geniali. Sarà per questo che li ascolto spesso ;)

    ariCiao

  • Santaruina

    Ciao Francesco

    e considera che il servizio sulle salamandre delle Galapagos minacciate dalle tartarughe giganti è di solito quello che si fa guardare più volentieri…

    ____________

    Enza, quello di “piccole unità intellgenti” è un bel concetto.

    Nel grande flusso però ci sono anche onde che sono impossibili da gestire razionalmente.

    ma prepararsi è già qualcosa :-)

    __________________

    _aia_

    davvero centrato quell’articolo.

    Quello che mi fa rabbia è il continuo scoprire che ci sono persone che questi meccanismi li conoscono alla perfezione, e li usano per perseguire i loro scopi.

    Mentre noi dobbiamo sempre andare d intuizioni per capire cosa succede.

    p.s.. il link è questo:

    http://www.indranet.org/brain-waves-facing-a-screen-and-meditation/

    blog interessante tra l’altro, e che non conoscevo.

    A presto

  • anonimo

    Non tutti gli uomini hanno gli anticorpi come quelli di questa nicchia ecologica che scrive sul tuo blog. Il potere conta che la stragrande maggioranza non ha difese perchè vissuta nell’ignoranza nella necessita di lavorare per vivere e di non avere tempo per pensare e studiare. La sera quando torni a casa stanco non hai voglia di pensare e allora i maghi del lavaggio del cervello ti instillano quelo che vogliono. Hitler lo aveva capito bene.

    Londra, 22 ott. (Adnkronos) – Adolf Hitler voleva realizzare una propria televisione per rendere più pervasiva la diffusione della propaganda nazista. Le bozze del progetto furono trovate dai soldati sovietici a Berlino, ma ora sono state riesaminate in vista della preparazione di un documentario russo, scrive oggi il quotidiano britannico ‘Telegraph’.

    Il progetto di sapore orwelliano prevedeva l’installazione di schermi in luoghi pubblici per la diffusione di programmi su come avrebbero dovuto vivere le famiglie ‘ariane’, notiziari, trasmissioni educative e sportive. Era stato preso in esame anche una sorta di reality show, ‘Cronache di famiglia: una serata con Hans e Gelli’ che avrebbe dovuto mostrare la vita di una giovane coppia modello. Si era pensato anche a trasmettere le immagini di esecuzioni capitali.

    Fra le proposte era stata presa in esame la costruzione di apposite stanze vicino alle lavanderie pubbliche per permettere alle donne di guardare i programmi durante il lavaggio del bucato.

    La televisione, che si diffuse nel mondo nel dopoguerra, aveva cominciato a muovere i primi passi in Gran Bretagna con la Bbc negli anni Trenta. Il progetto tecnico nazista era stato affidato all’ingegnere Walter Burch, che aveva presentato un rapporto intitolato ‘Piano per fornire trasmettitori del popolo nelle case tedesche’ basato sulla posa di un cavo a banda larga fra Berlino e Norimberga.

    Il responsabile della propaganda nazista Joseph Goebbels appariva particolarmente interessato. “Il vantaggio di un’immagine visiva sulla trasmissione audio è che l’audio diventa immagine visiva con l’aiuto dell’immaginazione di ciascuno, che non può essere tenuta sotto controllo”, aveva commentato, secondo quanto riferiscono i curatori del documentario.

    ————–

    Se vediamo i progressi raggiunti negli ultimi 60 anni ci rendiamo conto che sfuggire a questa tirrania sarà ben difficile. Qua ci diamo tutti ragione ma basta andare per strada e vedere il livello di cultura di massa. Nessuno sa un cazzo di niente ma tutti si scannano per la partita. Per quei pochi che sanno ci sarà da fare un duro lavoro

    Federico

  • anonimo

    secondo me, invece, dovremmo guardarlo tutte le sere, il tiggì.

    anzi, dovremmo guardarne più d’uno… proprio per sapere con esattezza in quale direzione si vogliono muovere i “condizionatori“, cosa vogliono nascondere dietro questa cortina di terrore.

    è sempre bene conoscere le mosse del nemico….. o almeno provare a farlo.

    rumenta

  • Santaruina

    Federico

    è davvero interessante notare come quel progetto nazista, ovvero malvagio, sia divenuto il modello per la nostra propaganda, per le nostre televisioni.

    I buoni si sono ispirati assai ai cattivi, cosa davvero sorprendente.

    ____________

    Ciao Rumenta

    vero anche questo, ma occorre avere buon stomaco, ed essere molto preparati.

    e comunque, non esagerare con le dosi :-)

    Blessed be

  • Spennacchiotto

    Le Olimpiadi di Berlino del 1936 sono state il primo evento importante trasmesso in TV.

    da Wikipedia, sito democratico, quindi buono. :-)

    “The Berlin Summer Olympic Games were televised, using both fully electronic iconoscope-based cameras and intermediate film cameras, to Berlin and Hamburg in August 1936. Twenty-eight public television rooms were opened for anybody who did not own a television set”

  • todikaion

    Bisogna riflettere molto sul riverbero delle nostra cultura dell’ immagine sulla realtà, tu hai percepito il segmento opposto, il filtro della comunicazione sulla realtà (che poi condizione la nostra visuale della realtà), ma come influenza poi la realtà la stessa immagine?

  • Santaruina

    Le Olimpiadi di Berlino del 1936 sono state il primo evento importante trasmesso in TV.

    una prova generale..

    ciao Spennacchiotto :-)

    ____________

    Ciao Todikaion

    un anno fa avevo scritto una serie di articoli sul carattere della realtà e della percezione che di essa si aveva.

    Un tema ovviamente immenso, di cui avevo toccato un infinitesima parte.

    oggi comunque mi pare sia il tempo della iper-realtà, laggiù dove in un gioco di specchi ciò che nasce virtuale ci viene restituito e viene percepito come più reale del reale stesso.

    Blessed be

  • anonimo

    vero anche questo, ma occorre avere buon stomaco, ed essere molto preparati.

    e comunque, non esagerare con le dosi :-)

    infatti la povera donna che mi sopporta me lo chiede sempre perché li guardo, visto che bestemmio dall’inizio alla fine ;-)

    rumenta

  • tristantzara

    …e comincio un po’ a diffidare pure di qualche forma di socializzazione che sta avendo moltissimo successo nel web.Tu come le vedi quelle corrispondenze d’amorosi intenti sruina ?

  • anonimo

    Sarà….

    Io ho spento la tv, sono andato ad aprire la finestra…oggi qua in Sardegna si vota, e quello che vedo non mi piace per niente.

    Ho indugiato troppo sulla finestra (c’erano -4 gradi) e mi sono ibernato. Probabilmente

    mi sveglierò quando il global warming scioglierà i ghiacci.

    Pyter

  • Santaruina

    Rumenta, un po’ come quelli che guardano ogni sera Emilio Feda solo per poterlo insultare dall’inizio alla fine (ne conosco un po’… :-)

    _____________

    Tristan, come sappiamo questo universo virtuale è un grande mezzo.

    Sia per chi lo usa dal basso, ma sopratutto per chi può gestirlo dall’alto.

    “Socializzare” nel web lo trovo comunque complesso, per come la vedo ha senso solo se ad una prima conoscenza seguono altri tipi di interazione.

    Il web è perfetto per scambiarsi informazioni, per arricchirsi a vicenda scambiandosi opinioni.

    Poi ci sono i rapporti umani, che sono cosa più complessa; il web può fare da scintilla.

    __________

    Pyter

    almeno la campagna elettorale è finita, e questo è un dato sempre positivo.

    Nel frattempo vado ad informarmi a che punto è il global worming, poi ti faccio sapere.

  • gigipaso

    buongiorno Carlo

    leggo il comm 18# e mi in qualche modo mi riconosco, almeno io credo.sui temi trattati da Carlo ,

    il modo di relazionare dovrebbe sempre essere socializzante, per quel che mi riguarda, altrimenti a cosa serve … forse io non ho ancora capito come si usa il blog se è cosi ,tristanzara , insegnami come si fà. dal mio canto uscirà solo e comunque amorosi intenti e socializzazzione . lungi da me accendere inutili polemiche… umilmente …. ggp

  • gigipaso

    P.S……

    se ho frainteso il senso del comm #18 mi scuso in anticipo….

  • Vdipassaggio

    Il tg si guarda, appunto. La vista è il senso fra i più ingannevoli. La tv è un potere di strega moderna utilizzato però da menti da sempre vecchie e cupe.

    Ma si può, si deve volgere lo sguardo via, fuori, attraverso la finestra quella vera su una strada, un albero, o anche provare a vedere attraverso un volto e ogni volto.

    Ti lascio una poesia…tanto per ritrovare in un attimo lo sgurado di meraviglia sulle cose…

    Mattino

    Ho un acero, fuori casa, e tutto è lontano qualche volta

    tutto passa nelle cose senza contorno

    ho un acero misterioso come una città sommersa

    e guardare diventa le sue foglie, l’ombra premuta

    metà sulla strada metà nel giardino

    la luce di ciascun giorno

    dove le voci si appuntano e si disperdono.

    Siamo l’acqua versata sulle pietre dei morti

    sul filo teso tra la preghiera e il canto

    siamo la neve dentro le cose

    l’occhio cui tutto allucina, tutto separa

    e vivere è un minuscolo posto nel mondo

    dove stare in giardino.

    Pierluigi Cappello da Mandate a dire all’imperatore

    :)

    v.

  • anonimo

    Salud Santa,

    hai scritto:

    “Nel frattempo vado ad informarmi a che punto è il global worming, poi ti faccio sapere.”

    Worming è voluto o è un lapsus “freudiano”? ;-)

    Suerte,

    manolete

    PS: in questo periodo sto leggendo con continuità C.G. Jung… quanto mai attuale e anticipatore (o sarà che chi non sana i propri errori è condannato a ripeterli in eterno?)

  • iNessuno

    Quoto in toto il tuo post!!!!!!!!

  • Santaruina

    V

    bella davvero :-)

    Blessed be

    ____________

    Ola Manolete

    non me ne sono proprio accorto

    lapsus rivelatore :-)

    Jung cercò di ri-codificare antichi saperi dando loro nuovi nomi.

    Fece un percorso interessante, anche se troppo attratto da quell’ombra che aveva individuato

    a presto, Suerte :-)

    ______________

    Angela, mi fa piacere :-)

    Blessed be

  • anonimo

    L’ombra e la luce sono dipendenti una dall’altra…

    ed entrambe rischiano di sedurti con il loro fascino.

    Jung stesso ammette che bisogna avere molta forza in sé per poter “osservare l’abisso, tenendo stretta la fiaccola”…

    mi perdonerete entrambi se “incollo” a lui una tua citazione… spero.

    Suerte,

    manolete

  • messier

    IL CANALE DI EGGREGORE

    [..] Si veda il video. Il canale di eggregore diventa attivo al minuto 2:55. Si tratta di porsi in contatto con delle entità, ma ricordiamo che la creazione di eggregore può avere anche uno scopo benefico, positivo. Per approfondimenti, vedasi [..]

  • messier

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  • anonimo

    Uhm,molto interessante,mi rammento un film che ho visto una decina d'anni fa e che vi consiglio di vedere,me lo sono riguardato un paio di volte e vi si scorgono evidenti messaggi,al di là della trama del film,che oggi più che mai sono all'ordine del giorno,il film si intitola "the call la chiamata",è stato girato in  Gran Bretagna o comunque in un paese del nord Europa credo,almeno osservando le caratteristiche del paesaggio sembrerebbe così.
    Beh,anche se viene categorizzato come horror,non direi proprio che si possa definire così o almeno non è come gli horror spazzatura che ci propongono oggi,ma che anch'essi per quanto spazzatura potrebbero veicolare dei messaggi,che non tutti potrebbero cogliere,o dovrebbero cogliere,appunto per il modo in cui vengono proposti.
    Ad esempio quei filmoni che pubblicizzano a livello mondiale,mi sono sempre chiesto una cosa,da come vengono pubblicizzati,di solito poi si rivelano delle assurdità,pellicole molto scadenti insomma,sicchè mi sono chiesto cosa ci sia dietro alla produzione di questi film,non è possibile che vengano fatte spese assurde per produrre film che fanno pena,così per sport,penso che il motivo per cui vengano prodotti abbia altri scopi.Scusate i giri di parole e la forma poco corretta ma vado un po' di furia….

  • […] Fonte: http://www.santaruina.it/di-telegiornali-e-di-terrori […]

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