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-o- Too late to die young -o-
8 aprile 2010

Finchè c'è il sole


Anno del Signore 2010, Domenica di Pasqua.
Sulle spiagge di Kuruta, nella Grecia sud occidentale, il mare Ionio ed il sole primaverile danno ancora una volta il meglio di sé, confermandosi una delle coppie meglio assortite del grande spettacolo mediterraneo.
I negozi e le kafeterie del lungomare sono tutti aperti per l’occasione, in una sorta di breve anticipazione della prossima stagione estiva, ormai alle porte.
E gli avventori non si fanno attendere, dando così soddisfazione alle speranze dei negozianti.
Come da tradizione, dopo una settimana segnata dal digiuno e dal basso profilo in attesa della Resurrezione del Signore, nel pomeriggio del giorno di Pasqua, dopo un consistente pranzo a base di agnello, il popolo ellenico si concede una uscita sui vari lungomari, quasi ad accogliere anche ufficialmente l’arrivo della bella stagione.

E nel vedere il costante viavai di gente, di ragazze uscite direttamente dalle pagine patinate delle riviste di moda e di giovani che paiono testimonial dei più famosi marchi multinazionali, nell’osservare i locali pieni oltre le loro possibilità, si ha quasi la sensazione che i giornali e i media parlino di un’altra nazione, e non certo della Grecia, quando raccontano di un paese sull’orlo della bancarotta, un paese il cui premier  gira il mondo come un vagabondo elemosinando “sostegni morali”  e cercando folli disposti a concedergli prestiti.

Qualcuno forse immagina un paese depresso, un popolo preoccupato ed esasperato dalle drastiche misure attuate dal governo.
E così forse dovrebbe essere, in un momento storico come questo, in una nazione che potrebbe vedere mutare il proprio standard di vita nell’arco di pochissimo tempo, in maniera drammatica.
Ma l’immagine generale è ben diversa, e la stessa crisi viene trattata più con ironia che preoccupazione.

Forse la colpa è del sole greco, che per qualche motivo ancora poco indagato splende in questo angolo di mediterraneo in modo assai più brillante che nel resto del mondo, o forse è colpa del mare che col suo movimento lento ed ipnotico narra di verità ben più grandi delle misere preoccupazioni terrene.
Fatto sta che da quelle parti, per adesso, nessuno si è ancora alzato per andare ad aprire alla realtà che bussa alla porta.

E con una estate che sta per arrivare, e migliaia di chilometri di spiagge dorate da vivere, è probabile che quella realtà attenda alla porta fino all’autunno.
Dopo, probabilmente, non vi saranno più scuse.

34 comments to Finchè c’è il sole

  • anonimo

    e buona camicia a tutti come diceva un vecchio spot

  • osvaluh

    E no, cazzo!! Questo è il modo giusto di agire: la crisi l'hanno inventata altri, perchè riconoscerla? La crisi è un complotto, bisogna ignorare tutto quello che ci comunica il sistema, è l'unica cosa da fare. Dovremmo tutti trovare il coraggio di sbattercene le balle!! Andiamo al mare e mangiamo agnello allo spiedo!!!!

  • Santaruina


    Finché tutto questo è ancora possibile, appunto.

    D'altra parte, se c'era da agire, occorreva farlo molti anni indietro.

    Però, prima o poi, occorerà fare anche i conti con la nuova realtà.

    A presto

  • anonimo

    Santaruina, nell'articolo scrivi:
    Fatto sta che da quelle parti, per adesso, nessuno si è ancora alzato per andare ad aprire alla realtà che bussa alla porta.

    La realtà è quella che hai visto in Grecia. E' la finanza e l'economia in generale per come vengono gestite oggi ad essere illusorie.

    Il denaro è un mero mezzo e mai un fine. Questo bisogna averlo sempre in mente per non rimanere intrappolati in quello che potrebbe rivelarsi un incubo ad occhi aperti per la Grecia.

    Il denaro è un mezzo ideato dagli uomini con lo scopo di favorire gli scambi nulla di più. Non possiede alcun valore intrinseco ma è pura convenzione.

    Come non è l'atto inflazionistico di stampare denaro a produrre ricchezza così la sua mancanza non dovrebbe produrre povertà. Il problema nasce quando si è dipendenti da questa illusione e si pensa che senza il denaro gli scambi od il lavoro debbano terminare.

    Se io ti ospito una settimana e tu fai altrettanto con me ogniuno si gode un periodo di ferie ma il denaro non serve a tutto questo. Se io mi coltivo il mio terreno e vivo di sussistenza di denaro non ne avrò mai bisogno (meno che per le tasse).

    Pensa poi all'insensatezza insita nel concetto stesso di disoccupazione. Persone che vorrebbero lavorare e potrebbero produrre la vera ricchezza ma non possono. E cosa impedisce a costoro di lavorare?

    Colmo dei colmi glielo impediamo tutti noi che pur vivendo in una società consumistica non consumiamo abbastanza da richiedere che i disoccupati producano anche loro qualcosa.

    Ma se già consumiamo molto di più di quello del quale abbiamo realmente bisogno avvolti da pubblicità perverse ed attanagliati da una società dell'apparire pensa a quante poche persone sarebbe necessario lavorassero davvero.

    Sarebbe così utopico sognare un mondo dove l'economia servisse proprio a spartirsi il poco lavoro che realmente ci è necessario tra tutti invece di un modello come l'attuale che consegna la maggior parte dei mezzi (denaro) ad una esigua minoranza di persone?

    Ti regalo una citazione che forse già conosci:
    «Dire che uno stato non può perseguire i suoi scopi per mancanza di denaro è come dire che un ingegnere non può costruire strade per mancanza di chilometri». Ezra Pound, poeta

    Un esempio calzante di logica per assurdo. Finché le persone rimarrano ingabbiate all'interno di uno schema mentale che prevede l'impossibilità di lavorare senza il denaro o questa specifica forma non potranno mai realizzare che stanno vivendo all'interno di un'illusione.

    Anche un possibile default visto come peggiore ipotesi possibile altro non è che inganno. La realtà invece vede il default come "Crysis". Per spiegare bene il significato di Crysis mi pareva di ricordare ci fosse un'ottimo articolo sul blog "Tra cielo e terra" ma ora non lo trovo. Comunque spero ci siamo capiti lo stesso.

    Bentornato dalle ferie
    Mande

  • anonimo

    condivido in toto il pensiero di Mande.

    il denaro non ha altro valore se non quello che noi gli attribuiamo. questo è il succo…

    benedizione diffusa a tutti
    ;)

    sR

  • Infettato

    Ciao Mande, quello che hai scritto è giusto, ma c'è un un limite che volevo far notare, il mezzo non è scelto, è imposto.

    E' evidente che la Grecia è un "pretesto", nella situazione attuale qualunque paese può diventare insolvente, se ci pensi i debiti dei paesi sono perenni, non si estinguono mai, e l'aiuto che viene dato, in realtà non è altro che un cappio in gola (interessi esponenziali sul debito).

    Il cambio di tendenza, maggiori entrate rispetto al debito è quasi impossibile. 

  • anonimo

    bentornato Carlo : )
    Pol

  • anonimo

    Ben ritrovato :) 
    gaia

  • Santaruina


    «Dire che uno stato non può perseguire i suoi scopi per mancanza di denaro è come dire che un ingegnere non può costruire strade per mancanza di chilometri».

    Avevo letto questa frase anni or sono, quando mi appassionavo alla questione del signoraggio.
    Adesso come adesso ritengo che si tratti di una frase senza senso.

    Per fare una strada occorrono innanzitutto dei progettisti e, ancora più importanti, degli uomini disposti a sudare mettendo a disposizione la loro fatica.

    Pensare che uno stato possa azionare la stampante e risolvere la questione è idea insostenibile.
    Per restare nella metafora, le persone che lavorano alla costruzione della strada avranno bisogno di cibo, e di conseguenza serviranno altre persone che dedicano la loro vita a coltivare i campi e ad allevare animali.

    Questo ed altro occorre per costruire una strada.

    Ritornando al tema dell'articolo, quello che da anni accade in Grecia, è che vi sono milioni di persone che sono del tutto estranee al processo produttivo.

    Al sicuro in un posto statale non producono nulla, non contribuiscono alla ricchezza della nazione.
    Il cibo è assicurato dagli immigrati che lavorano i campi per 20 euro al giorno, e i beni di lusso sono (erano) garantiti da soldi presi in prestito.

    Tutto questo non può durare in eterno, non si può vivere per sempre come parassiti.
    La realtà è che tutto ciò che mangiamo, così come i nostri vestiti o i nostri oggetti, tutto questo ce lo ritroviamo davanti perchè qualcuno da qualche parte ha speso fatica per produrlo.

    Vivere all'interno di questo circolo come meri consumatori finali, e pretendere di poter usufruire dei prodotti finiti pagandoli con soldi presi in prestito è folle prima che irresponsabile.

    C'è qualcosa di sbagliato in tutto questo.
    Ed è questo che intendevo con la realtà che bussa alla porta.

    Perchè prima di tutte le speculazioni possibili, prima delle truffe e dei giochi di potere, c'è un popolo che nella sua maggioranza vive alle spalle di altri, con soldi di altri, pretendendo di non dover più versare nemmeno una goccia di sudore per ottenre quello che attualmente ha.

    Un saluto a tutti.

     

  • Chapucer

    io spero tanto che l'arrivo dell'estate, il sole che esalta la bellezza del mare, il buon umore che il calore rende percepibile…tutto questo contribuisca a far si che maturi la responsabilità in ogni persona, al di la della libertà, che è così forte, di questa splendida terra.

    la fine dell'estate è ancora lontana…

    Blessed be :-)

  • Vdipassaggio

    Bentornato Santa :)

    tutto molto vero e giusto quello che dici…ma. Ma c'è che l'uomo, nella maggioranza almeno, non è che un animale illogico e irresponsabile , spesso incapace di presa di consenza. Anche quando sarà  autunno, e poi inverno,  poco cambierà nella situazione. Lo dico per averlo visto – nel mio paese di origine vedevo per lunghi inverni senza sole i locali ancora pieni di gente, mentre altra gente faceva la fame e non aveva come pagare il riscaldamento centralizzato. nei locali si consumava a tutte le ore del giorno, la musica andava, le vitrine dei negozi stracolme di merci, le tv a tutto volume a sciorinare le cifre della crisi globale e della crisi locale, e la gente continuava la propria vita, tranquilla come sempre, mentre qualche metro più in là qualche disperato moriva senza assistenza medica. alcuni vecchi a fare la fame – cose mai vissute – nemmeno nella povertà più nera quando i negozi stessi erano vuoti. Eppure, così è. Con e senza sole.

  • anonimo

    Santaruina, riferendoti a Puond dici:
    "Adesso come adesso ritengo che si tratti di una frase senza senso."
    Ma poi prosegui:
    "Per fare una strada occorrono innanzitutto dei progettisti e, ancora più importanti, degli uomini disposti a sudare mettendo a disposizione la loro fatica."
    Che è esattamente quel che diceva Ezra Puond. La stampante magica non c'entra nulla con le sue parole. Come ammetti anche tu non serve necessariamente il denaro per fare una strada ma ingegneri e lavoratori che progettino e realizzino. Il denaro favorisce solamente gli scambi non è "condicio sine qua non" per poter lavorare e produrre ricchezza.

    Se Puond avesse detto:
    "Allo stato è necessario il denaro per espletare le sue funzioni come ai pesci sono necessarie le biciclette"
    Sarebbe stato più chiaro?

    E' una banalità ma se e quando la moneta inizierà a scarseggiare veramente in Grecia converrà che chi di dovere ne tenga conto.

    <<Ritornando al tema dell'articolo, quello che da anni accade in Grecia, è che vi sono milioni di persone che sono del tutto estranee al processo produttivo.
    Al sicuro in un posto statale non producono nulla, non contribuiscono alla ricchezza della nazione.>>

    Ho letto con piacere il tuo articolo sulla storia Greca. Molto ben scritto e ben argomentato. Per entrare nel tema specifico però manca un tassello storico imprescindibile ovvero l'industrializzazzione.
    Con la meccanizzazione e l'energia principalmente petrolifera è aumentata enormemente la produttività. Produttività ancora oggi invocata a gran voce ma sostanzialmente cosa significa?
    Esemplifichiamo:

    Ora siamo 20 contadini nel medioevo che lavorano un appezzamento di terra di proprietà del vassallo Giulio. Diamo una decima dei nostri prodotti al signore e col restante 90 ci sfamiamo in venti persone.
    Il contadino Luigi ha un'idea geniale e progetta un trattore per alleviare le immani fatiche di tutti. Si reca dunque da Giulio e gli propone di poter ricevere da mangiare per un anno mentre costruisce il macchinario ed in cambio il trattore sarebbe stato suo. Finito l'anno il trattore è costruito e perfettamente funzionante. Permette ad un solo contadino di produrre quello che prima abbisognava di venti persone. Il vassallo Giulio sa che per sfamarsi al contadino basta il ventesimo del novanta per cento del raccolto e quello gli lascia. Ecco dunque che Giulio il possidiente terriero ora non guadagna più la decima ma il 95% del lavoro degli altri.

    Questo appena descritto si chiama "Liberismo alla Austriaca" dove in un mondo ideale gli altri 19 contadini si spostano un po più in la sotto un altro padrone ma nel mondo reale si chiamano disoccupati.

    Quelle 19 persone secondo la teoria austriaca come secondo Malthaus sono in più. Persone inutili che non servono ed il libero mercato espelle. Il loro destino direte voi? Chiedetelo ad un austriaco!

    Peccato per noi tutti poveri mortali che il libero mercato non si è mai attuato completamente poiché i cattivi stati socialisti ci hanno messo una pezza. Cosa hanno fatto infatti questi stati malvagi?
    Continuniamo con l'esempio di prima:

    Siamo arrivati al punto che un contadino produceva per venti con l'avvento della meccanizzazione. Ora Giulio, vassallo padrone, per evitare la rivolta dei diciannove licenziati crea dieci posti da impiegato statale nella fattoria. Uno conta ogni giorno il grano, l'altro le pecore, uno spazza la fattoria e via dicendo. Ora Giulio non prende più una decima ma una 95esima per cui ha abbastanza risorse per questo spreco assolutamente inutile. Per altre cinque persone crea leggi che ne rendano obbligatorio l'uso come ad esempio il commercialista od il notaio. Ogni pezzo di carta che i contadini voranno scrivere dovrà essere visionato a pagamento dal notaio mentre le tasse sarà così compliacato pagarle che necessiteranno del lavoro di un commercialista.
    Ed i quattro contadini ancora senza lavoro?
    Quelli vengono definiti con un neologismo disoccupati e gli viene dato un minimo sussudio per la sopravvivenza.

    Ecco dunque che alla fine della fiera un contadino produce ancora tutto da solo per il resto della società.

    Tutto questo ritieni sia solo storia greca? Credi che in Italia o in un qualsiasi paese colpito dalla rivoluzione industriale la situazione sia differente?
    Cifre ufficiali mi pare che dicano che i dipendenti pubblici od assimilabili in Italia sono il 50% della forza lavoro. Aggiungici notai, avvocati, commercalisti, ect. che pubblici non sono ma il loro lavoro è creato praticamente dalla volontà dello stato…

    Ti sembra che la storiella di prima sia una favola?

    Infine scrivi:
    <<Perchè prima di tutte le speculazioni possibili, prima delle truffe e dei giochi di potere, c'è un popolo che nella sua maggioranza vive alle spalle di altri, con soldi di altri, pretendendo di non dover più versare nemmeno una goccia di sudore per ottenre quello che attualmente ha.>>

    Potrebbe anche essere vero ma non lo credo fino in fondo. Perché fosse vero la Grecia dovrebbe avere un forte debito estero. E stai ben attento a non confonderlo col debito pubblico che son due cose ben diverse. Con un enorme debito estero potresti affermare che la Grecia ha vissuto alle spalle di altri lavoratori / nazioni. Ma io finora ho solo sentito parlare di debito pubblico.
    Se la bilancia con l'estrero fosse troppo sbilanciata verso le importazioni come negli USA potresti dire che hanno vissuto sulle spalle di altri ma con una bilancia in pareggio od almeno sostanziale quello che hanno ricevuto dall'estero lo hanno ripagato con altro valore prodotto all'interno.
    Il debito pubblico in tutto questo non c'entra assolutamente nulla. E' solo un giogo messo ai popoli per poterne estrarre a piacimento quanto sangue gli aggrada nel momento che vogliono.

    Mande

  • osvaluh

    @Mande
    Condivido. Finalmente qualcuno con le idee chiare! Giusto, la truffa è che meccanizzato il lavoro, invece di dividerci quel poco che rimaneva da fare e dedicare il tempo libero ad altro, è stata inventata la moneta come valore e quindi la disoccupazione ecc. ecc., perchè il potere sa come fare per mantenerci in una situazione di schiavitù. Ormai le persone veramente dedite alla produzione agricola e industriale sono il 15% della forza lavoro, tutto il resto è inutile perdita di tempo, burocrazia nel pubblico e nel privato, eserciti e forze di polizia per combattere la "delinquenza", cioè i poveri che potrebbero smettere di esserlo in un battito di ciglia.
    Certo, in qualunque caso, bisognerebbe senz'altro eliminare la decima e ignorare il signore di turno che la vuole esigere. La vera rivoluzione sarà che il signore di turno non avrà più carne da cannone da utilizzare come forze di polizia per impossessarsi della decima. Ma il sistema purtroppo produce psicopatici che non vedono l'ora di mettersi una divisa per difenderlo e avere una "certezza" di reddito. Cazzo, una spirale senza fine: dove operare il primo taglio per interromperla?

  • anonimo

    "Il cibo è assicurato dagli immigrati che lavorano i campi per 20 euro al giorno"
    Ci sono costretti, come qua in Italia, altrimenti li spediscono via. Se gli immigrati avessero più diritti non sceglierebbero certo di lavorare come schiavi.
    Tu che soluzione proponi invece? Far lavorare i greci "parassiti" a 20 euro al mese come gli immigrati nei campi?
    Mi sembra un discorso sconclusionato quello che hai fatto questa volta Santaruina.
    Molti qua in Italia a in Europa sono costretti alla disoccupazione per mancanza di lavori "decenti". Vuoi dire che il lavoro ci sarebbe e questi "nullafacenti", come direbbe Brunetta, dovrebbero andare a lavorare nei campi a raccogliere patate e a vendere la propria moglie al caporale di turno? Allora il lavoro apparirebbe come d'incanto? Siamo daccordo che volentieri nel pubblico impiego esistono persone che con il lavoro non vanno a braccetto, ma l'analisi è più complessa; basterebbe mettere qualche controllo qualitativo nel pubblico.
    Riguardo alla schiavitu e ai lavori sottopagati, questo a molto a che fare con la globalizzazione e il "parassitismo" delle elite occidentali (FMI, WTO, Banca Mondiale) verso i paesi cosiddetti in via di sviluppo, la messa in concorrenza di popoli ai due lati del mondo per un pezzo di pane, la delocalizzazione, le leggi repressive che rendono un immigrato ricattabile; e questo non è certo colpa degli impiegati pubblici. Il lavoro in agricoltura sarebbe un ottimo lavoro dignitoso se pagato e tutelato come si deve, invece si bada solo al massimo sfruttamento
    Federico

  • anonimo

    Inoltre c'e' un'altro aspetto da valutare: i contadini che coltivavano e davano la decima al signore non iper-producevano i loro prodotti per immetterli in un sistema di speculazione in cui un prodotto che vale poco sopra lo 0 (se poi analizziamo quelli industriali direi sotto lo zero) e poi viene acquistato alla fine da chi lo utilizza a 100, 1000, 10000 e piu'! Questo e' l'effetto piu' grave e dannoso che viene a materializzarsi dal discorso del trattore etc. perche' innesca un meccanismo in divenire che poi non e' piu' possibile fermare.
    Quindi il sistema medioevale e' sicuramente piu' equilibrato, stabile ed anche socialmente piu' equo, visto che permetteva anche lo sviluppo dell'intelletto nel suo vero significato, cosa che ai giorni nostri non avviene di certo.
    Inoltre vi sono molte amministrazioni pubbliche che sono sicuramente piu' produttive di quelle private tenute in vita dai crediti bancari il che, visto che un'azienda che dovrebbe competere sul libero mercato, e'  una distorsione poiche' chi non riesce a sopravvivere nel libero mercato dovrebbe soccombere. Il discorso sugli immigrati poi e' meglio lasciarlo perdere: nessuno li costringe a farlo visto che per la maggior parte starebbero sicuramente meglio a casa loro sotto tutti i punti di vista, non solo per l'aspetto economico. Chi si fa corrompere e' colpevole tanto quanto il corruttore!

    Zodiacus 

  • anonimo

    Hai anticipato "report" oggi sulla finanza estrosa italiana e la prossima sulla Grecia XD
    Certo che con la produttività che abbiamo non dovremmo avere questi problemi, come già scrissi e come si è notato dalla puntata di oggi lavorano 24/24 tutto l'anno e con fatica per indebitarci booo!
    ghibli :

  • anonimo

    Bentornato Santa, si sentiva la tua mancanza.

    Mande, ma tu la scuola austriaca l'hai studiata nei bigliettini dei Baci Perugina o ti pagano per diffonderne una falsa immagine?
    Spero la seconda, altrimenti quando arriverai all'ABCT morirai di diabete!

  • tristantzara

    Mi piacerebbe sapere che cosa ci tengono nascosto i potenti che contano, chissà che tramacci hanno compiuto, e quali accordi stanno prendendo ; intanto i paradisi fiscali però non li hanno mai toccati ! hola  

  • Santaruina

    Mande
    "Allo stato è necessario il denaro per espletare le sue funzioni come ai pesci sono necessarie le biciclette"

    come la si metta, il problema iniziale è sempre quello stato.
    Ne abbiamo parlato un po' di volte da queste parti.

    Ora siamo 20 contadini nel medioevo che lavorano un appezzamento di terra di proprietà del vassallo Giulio. Diamo una decima dei nostri prodotti al signore e col restante 90 ci sfamiamo in venti persone.
    Il contadino Luigi ha un'idea geniale e progetta un trattore per alleviare le immani fatiche di tutti. Si reca dunque da Giulio e gli propone di poter ricevere da mangiare per un anno mentre costruisce il macchinario ed in cambio il trattore sarebbe stato suo. Finito l'anno il trattore è costruito e perfettamente funzionante. Permette ad un solo contadino di produrre quello che prima abbisognava di venti persone. Il vassallo Giulio sa che per sfamarsi al contadino basta il ventesimo del novanta per cento del raccolto e quello gli lascia. Ecco dunque che Giulio il possidiente terriero ora non guadagna più la decima ma il 95% del lavoro degli altri.

    Questo appena descritto si chiama "Liberismo alla Austriaca" dove in un mondo ideale gli altri 19 contadini si spostano un po più in la sotto un altro padrone ma nel mondo reale si chiamano disoccupati.

    Ti renderai conto da solo che il tuo esempio non sta in piedi, da nessuna angolazione.
    Innanzitutto sai bene che al signore nel medioevo non gliene importava nulla della "produttività".
    Se qualcuno avesse inventato un trattore allora, la sua risposta sarebbe stata " e quei 40 servi della gleba che mi avanzano cosa li tengo a fare"?
    Non a caso, i signori nel medioevo progettavano e favorivano la costruzione di nuove città in luoghi fertili ma non sfruttati per permettere alle "eccedenze" della popolazione di trovare un luogo in cui vivere ed avere una sistemazione (Pirenne nella sua storia economica e sociale del medioevo descrive molto in dettaglio questi processi)

    Ma probabilmente quello del medioevo era solo un tuo infelice esempio, e quello su cui volevi porre l'attenzione era il destino delle "eccedenze" di lavoratori laddove nuove tecnologie possono fare il lavoro di più persone.

    Solitamente quando nuove tecnologie irrompono in una società mutano anche i bisogni della stessa.
    L'invenzione del trattore va di pari passo con l'industrializzazione e la creazione di innumerevoli nuovi beni di massa che richiedono nuova forza lavoro e così via.
    Che questo processo piaccia o meno, è quello che corrisponde alla realtà.

    La tua "battuta" sulla scuola austriaca, di cui hai diverse volte dimostrato di conoscere ben poco, è del tutto fuori luogo.

    La tua seguente apologia della pianificazione statale mi deprime molto per commentarla, e non saprei se veramente sei conbvinto nel lodare una società del genere, dove un ente con enormi poteri è in grado di dirigere e pre-indirizzare la vita dei suoi sudditi.

    L'idea di fondo è sempre quella del sopruso, perchè comunque la si voglia vedere, se qualcuno mangia e si diverte senza fare nulla, c'è da qualche parte qualcuno che sgobba il doppio del necessario per mantenerlo.
    Non ci si scappa.

    Ora, a scanso di equivoci, io non sono certo un vetero-spartano che auspica il lancio nel burronne di coloro che non producono.
    Il mio non è un discorso morale.

    Ma
    Semplicemente, questa è la realtà dei fatti, e occorre prenderne atto.

    Se poi a te sembra giusto che in una società 10 sgobbino e 100 occupino inutili uffici statali per evitare la "disoccupazione", allora abbiamo semplicemente in due modi diversi di concepire il mondo.

    Potrebbe anche essere vero ma non lo credo fino in fondo. Perché fosse vero la Grecia dovrebbe avere un forte debito estero. E stai ben attento a non confonderlo col debito pubblico che son due cose ben diverse. Con un enorme debito estero potresti affermare che la Grecia ha vissuto alle spalle di altri lavoratori / nazioni. Ma io finora ho solo sentito parlare di debito pubblico.

    Come scrivevo negli altri articoli, il debito pubblico greco è in gran parte un debito estero.
    La prosperità greca degli ultimi anni si deve in gran parte a sovvenzioni dell'unità europea (ovvero una parte dello stipendio dei lavoratori tedeschi che lavoravano nelle fabbriche).

    Se ci fosse ancora qualche dubbio sulla insostenibilità del tenore di vita medio dei greci, basta osservare il noteve disavanzo tra le importazionie le esportazioni dello stato greco.
     

  • Santaruina

    Federico
    Tu che soluzione proponi invece? Far lavorare i greci "parassiti" a 20 euro al mese come gli immigrati nei campi?
    Mi sembra un discorso sconclusionato quello che hai fatto questa volta Santaruina.
    Molti qua in Italia a in Europa sono costretti alla disoccupazione per mancanza di lavori "decenti". Vuoi dire che il lavoro ci sarebbe e questi "nullafacenti", come direbbe Brunetta, dovrebbero andare a lavorare nei campi a raccogliere patate e a vendere la propria moglie al caporale di turno? Allora il lavoro apparirebbe come d'incanto?

    Io in Grecia ci sono nato è ho visto in prima persona tutto il processo di cambianto degli ultimi 30 anni.
    Nella fine degli 70 (parlo qui della "eparhia", ovvero la "provincia"), la maggior parte dei greci si dedicava al lavoro dei campi di proprietà.
    Questo garantiva una certo benessere, l'autossufficienza alimentare ed un discreto tenore di vita.
    Mancavano ovviamente tutti i beni "occidentali", macchine, in parte elettrodomestici, abiti firmati e così via.

    I soldi arrivati tramite sovvenzioni e tramite debito hanno portato un benessere falso, spingendo inoltre i greci ad abbandonare la coltivazione dei campi, ovvero la loro più grande ricchezza.
    Non si parlava allora di lavorare i campi "per 20 euro al giorno", dal momento che i greci lavoravano campi di loro proprietà.

    E' così difficle da capire che la ricchezza derivante dal debito e dai prestiti conduce alla fine al baratro?
    Certo, dal punto di vista di impiegato pubblico è stato una manna.
    Far nulla ed avere il posto sicuro con lo stipendio assicurato è il sogno di molti.
    Peccato che non può durare per sempre.
    Chi dice il contrario o è in malafede o è incredibilmente ingenuo.
    E chi pensa che lo "stato" possa continuare a garantire qursto andazzo semplicemente continuando ad indebitarsi è uno crede a ciò che più gli fa piacere, come i bambini che credono a babbo natale.

    E cosa propongo ora?
    Ora non ho proposte, vedremo il futuro cosa porterà.
    Dietro non si torna facilmente, ma di sicuro non si può pensare di continuare così a lungo.

  • anonimo

    dove si trovano, di preciso, le spiagge di Kuruta?

  • Santaruina

    Kuruta (o Kourouta) fa parte del comune di Amaliada, in provincia di Elide, nel Pelopponneso occidentale (di fronte a Zante, per intenderci).

    A presto

  • anonimo

    "Nella fine degli 70 (parlo qui della "eparhia", ovvero la "provincia"), la maggior parte dei greci si dedicava al lavoro dei campi di proprietà."

    santaruina, sono daccordo con te ma il tuo discorso era male argomentato, secondo me, come ho detto:
     "….la messa in concorrenza di popoli ai due lati del mondo per un pezzo di pane, la delocalizzazione, le leggi repressive che rendono un immigrato ricattabile; e questo non è certo colpa degli impiegati pubblici. Il lavoro in agricoltura sarebbe un ottimo lavoro dignitoso se pagato e tutelato come si deve, invece si bada solo al massimo sfruttamento"
    tu dici:
    "Nella fine degli 70 (parlo qui della "eparhia", ovvero la "provincia"), la maggior parte dei greci si dedicava al lavoro dei campi di proprietà."

    Certo hai ragione; io sono stato in Grecia solo per una fugarce vacanza, non conosco i dettagli; posso solo ipotizzare un paragone; in Italia, a parte poche sacche di agruiturismi e agricoltura biologica che sopravvivvono talvolta in difficoltà, il lavoro in agricoltura si è svalutato economicamente e umanamente, preferendo i capetti lo sfruttamento indiscriminato alla qualità e alla dignità, e questo non è colpa degli impiegati pubblici; nel tuo pos sembrava che l'uno era conseguenza dell'altro. Non esistono più le condizioni degli anni '70 dove la gente poteva vivere dignitosamente del lavoro agricolo, adesso se uno si licenzia e va a lavorare nei campi a 20 euro al giorno, come fa a campare?
    la soluzione è riappropriarsi della propria sovranità e mandare a quel paese FMI, BCE, WTO, NWO ecc.
    creare un'agricoltura di autosufficienza, per il resto, l'impiego pubblico a mio avviso, finche lo stato esisterà, sarebbe bello se fosse convertito in un mestiere che argina lo strapotere di banche, multinazionali OGM terminator, e tutti gli altri organismi internazionali nel NWO, e non come spesso è adesso, un mestiere a favore degli interessi delle stesse banche e multinazionali.. A proposito una battuta provocatoria: in certi casi e meglio avere un impegato inefficente, magari un infermiere che non ti somministra farmaci chemioterapici delle case farmaceutiche perchè pensa a spassarsela su internet , un poliziotto che non ti arresta un immigrato perchè se la spassa al bar..in fondo penso che gli impiegati pubblici nazisti fossero molto efficienti se hanno fatto quello che hanno fatto. Se fosse assolto per il bene sociale, una volta assolto il compito di contrasto al NWO, dovrebbe sparire anche lo Stato e tutti i suoi burocrati, ma questo è molto al di la da venire.
    Federico

  • Chapucer

    non dirmi che sei tornato in Grecia…
    io, se ci sarà bisogno di supportare in qualsiasi modo il vostro paese, sarò solidale fino in fondo.

  • anonimo

    Poichè sono greco, cerco sempre di capire è andare oltre la visione normale delle cose…
    Il sole Greco è stato sempre particolare e sotto la sua luce sono state realizzate infinite cose: nel bene e nel male!
    Il problema dei greci è un altro: per molto tempo siamo sentiti greci orientali, poi siamo sentiti europei, sbagliando in tutti e due i casi!
    Forse è il momento di ritornare con i piedi per terra, tornare ad essere greci. Materialmente poveri, senza SUV, senza inutili bisogni creati dalla pubblicità, senza sovradimensionare la capacità economica dello stato.
    Fermare le importazioni non necessarie, cominciare a produrre di nuovo i nostri pomodori, le nostre olive, le nostre lenticchie ….
    Cosa ha a che fare la Grecia, con la Goldman e i suoi dirigenti, americani ed europei? tanto per non fare nomi… onorare i prestiti ottenuti,  per pagare le pensioni e non solo è impossibile!

    Tuttavia grazie: g.datseris

  • anonimo

    dopo aver scritto, qualche momento fa, sento il bisogno di una ulteriore specifica precisazione: mentre vi scrivevo ascoltavo una radio greca…
    sono stato colpito dalla lingua usata, un grandissimo numero di parole non erano in lingua greca !
    spaventoso, tradire il greco e il latino è una incredibile eresia…
    forse la decadenza di una società comincia proprio così, dimendicando le proprie radici…
    grazie g.datseris

  • Santaruina

    Ciao Datseri

    Forse è il momento di ritornare con i piedi per terra, tornare ad essere greci. Materialmente poveri, senza SUV, senza inutili bisogni creati dalla pubblicità, senza sovradimensionare la capacità economica dello stato.

    direi che sono d'accordo con te; il problema sta nel fatto che una volta che hai conosciuto tutte queste cose, tornare indietro è molto impegnativo..
    Ma di necessità si farà virtù, come si suol dire.

    A presto :-)

  • anonimo

    ATTENZIONE: SOSPESO IL PRICING DEI BOND ELLENICI, BORSA GRECA -7% E BANCARI ELLENICI -17%

    http://lagrandecrisi2009.blogspot.com/2010/04/attenzione-sospeso-il-pricing-dei-bond.html

    ____


    Sono circa 20 i miliardi di euro che da inizio anno a oggi sono spariti dalle banche greche.

    i cittadini greci hanno preferito trasferire soldi lontano dai loro conti correnti in tutti i paesi del mondo. Non solo, hanno anche comprato oro e ritirato contanti!

    http://ilpunto-borsainvestimenti.blogspot.com/2010/04/li-vedete-anche-voi-i-greci-davanti-al.html

    m.

  • anonimo

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  • anonimo

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  • Santaruina

    Già.
    Ormai ci siamo, temo.

  • Chapucer

    cosa ci porti quest'anno dalla Grecia, Santa ?

    sono curiosa…

  • Santaruina

    Vediamo prima cosa succede da quelle parti.

    A presto

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