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¿te quedarás, mi pesadilla
rondándome al oscurecer?


-o- Too late to die young -o-
19 settembre 2011

Grecia, tutto è strada


Ola ine dromos (tutto è strada), è un film greco realizzato nel 1998 dal regista Pantelis Voulgaris.
Il film è composto da tre episodi, ed il terzo di essi, Vietnam, narra la storia di Makis Tsetsenoglu, un imprenditore benestante che vive in una cittadina sperduta nel nord della Grecia.
Makis è un assiduo frequentatore del “Vietnam”, uno skiladico, un locale non certo distinto situato in mezzo al nulla.
Skiladico, letteralmente “canile”, è il termine, tra il confidenziale e il dispregiativo, con cui in Grecia viene chiamato un genere di locali ampiamente diffusi ed altrettanto popolari.

Nello skiladico si suona musica popolare, spesso di non ottimo livello (il termine stesso skiladico nasce dalla constatazione che i cantanti che si esibiscono sulla pista nel momento di compiere virtuosismi vocali paiono abbaiare), mentre per i tavoli si aggirano ragazze disinibite, quasi sempre straniere, pronte ad offrire compagnia in cambio di qualche drink.
Un’ altra caratteristica dello skiladiko è l’uso di acquistare degli appositi piatti, messi a disposizione dal locale, col solo scopo di gettarli sulla pista per distruggerli, anche se negli ultimi anni il lancio dei piatti è stato interamente sostituito da quello dei fiori, altrettanto cari ma meno pericolosi per l’incolumità dei cantanti e dei clienti.


 

C’è chi ha visto nella tradizione di questo tipo di locali un lontano rimando alle feste in onore di Dioniso della Grecia arcaica, feste dove ritmi ossessivi, balli sfrenati e lascive menadi facevano perdere ogni inibizione ai partecipanti.
In ogni caso, il gesto della rottura dei piatti si rifà senza dubbio ad una cerimonia arcaica molto radicata in diverse società del passato, ovvero al rito dello spreco sacralizzato.
Diversi popoli, in epoche pre-storiche, organizzavano infatti periodicamente dei particolari riti in cui una grande quantità di beni della comunità venivano ammassati e poi distrutti.
Con questo gesto si voleva rimarcare la vanità del possesso materiale e la caducità di tutti i beni terreni.

Nello stesso modo, negli skiladika moderni si compie inconsciamente lo stesso rito, in maniera sicuramente più grossolana: chi spende soldi per avere dei piatti da rompere sulla pista vuole rimarcare in primis il fatto di essere benestante economicamente, ed in secondo luogo dichiara di non aver timore di disfarsi dei suoi soldi in qualsiasi momento.
Non a caso, un tema ricorrente nelle canzoni che suonano negli skiladika è quello di uomini lasciati dalle loro donne, di persone che amano senza essere ricambiate, di dolori che non riescono a venire superati, e i testi sottolineano spesso il fatto che davanti a queste situazioni i soldi non abbiano alcun valore.

Makis, il protagonista del film, viene lasciato dalla moglie, stanca dei suoi tradimenti e delle sue notti brave al Vietnam, e se ne va portandosi via i loro due figli piccoli.
Per Makis questo è un colpo pesantissimo: a suo modo amava la moglie, e soprattutto amava i suoi figli, ma è anche consapevole delle sue colpe.

Per smaltire il suo dolore decide quindi di andare al suo locale preferito, dove viene accolto con servile e falsa gentilezza, dal momento che tutti sanno che si tratta di un cliente disposto a spendere grandi somme di denaro, specialmente nelle serate in cui ha dei dispiaceri da “affogare”.
Inizia così la serata di Makis al Vietnam, una serata fatta di orchestre di periferia che suonano appoggiandosi al playback, di cantanti “ululanti” che si atteggiano a grandi star, condita da alcool di infima qualità, da ragazze bulgare messe a disposizione dalla direzione del locale e da piatti da rompere.

 


Makis acquista e fa rompere tutti i piatti presenti nel locale, e quando questi si esauriscono fa smontare i sanitari dei bagni e li fa distruggere sulla pista.
In un crescendo di alcool e di disperazione, Makis si rivolge al proprietario del locale e gli fa una offerta per comprarlo tutto seduta stante.
Il proprietario accetta, e quando chiede a Makis cosa voglia farne, questi gli risponde che intende, ovviamente, demolirlo.
Il film si conclude con l’orchesta che suona all’aperto, con Makis che balla e con la ruspa di Ilias, un dipendente di Makis, che demolisce il Vietnam.

 

 


Makis, che finalmente ha dato sfogo al suo dolore, se ne va ballando verso il nulla, mentre ancora l’orchesta suona, ed in qualche modo difficilmente si può trovare una immagine migliore per descrivere quello che sta succedendo in Grecia negli ultimi anni.

 

 

29 comments to Grecia, tutto è strada

  • anonimo

    Per prima cosa bentornato.
    L'immagine che dai del tutto è allo stesso tempo positiva e negativa.
    Io spero prevalga il lato positivo, in cui siamo di fronte alla scelta tra ciò che vale e ciò che non ha valore.

    Un abbraccio

    sR

  • anonimo

    Grazie ancora una volta dell'apertura che hai posto all'attenzione di chi legge: condivido pienamente la lettura che fai di questo tempo difficile che sta vivendo la Grecia (sola almeno per ora, credo le faremo presto compagnia).
    Dio ti benedica e benedica tutti noi
    Antonio

  • anonimo

    Questo truce spettacolo mi ricorda quanto tutto, in questo particolare momento, sia ammantato dal caos.
    Nel mentre leggevo, con una certa attenzione il tuo articolo, come in una folgorazione, mi è apparsa sul palco della mente," l'opera": il falò di denaro ad opera del joker nell' ultima pellicola sul cavaliere nero.
    Non è retorica la mia , caro Santa, ma è possibile che per risorgere dobbiamo prima e sempre morire ?
    La fenice deve rinascere sempre dalle sue ceneri  ??
    Oppure si potrebbe convogliare quel sentimento di rabbia e livore e trasmutarlo in qualcosa di più costruttivo ?
    Da ciò che ho imparato dalle mie esperienze personali, so di per certo che le emozioni e sensazioni negative si irradiano verso l'interno portando lacerazione, angoscia, rabbia, distruzione … quelle positive, partendo da un Centro, si irradiano verso l'esterno e portano sensazioni quali pace, amore e gioia.
    Ah, a proposito, ben tornato.

    C.S.

  • Santaruina

    Ciao sR
    Io spero prevalga il lato positivo, in cui siamo di fronte alla scelta tra ciò che vale e ciò che non ha valore.

    D'altra parte, la stessa parola "crisi" dal punto di vista etimologico significa "scelta",  ed è proprio in situazioni come quella che stiamo vivendo che ci ritroviamo dinanzi ad una scelta da compiere.

    ______________________________

    Ciao antonio, un saluto a te.

    ____________________________

    Ciao C.S.

    Non è retorica la mia , caro Santa, ma è possibile che per risorgere dobbiamo prima e sempre morire ?
    La fenice deve rinascere sempre dalle sue ceneri  ??

    Per progredire qualcosa in noi deve sempre morire.
    Questo passaggio è sintetizzato nei riti di iniziazione con la classica "discesa nella caverna, discesa negli inferi".
    Questo però deve essere solo un passaggio, e la discesa non avrebbe senso senza una rapida risalita.

    Attualmente, invece, siamo nelle mani di coloro che dopo essere discesi nlla caverna, vi restano.

    a presto

  • anonimo

    Non conosco bene la situazione in Grecia e può darsi che la mia impressione non corrisponda all'effettiva realtà, ma quel che mi sembra è che, oltre a quanto descrivi nella metafora, vi sia anche una sorta di senso di ribellione, forse non pienamente cosciente. Ribellione contro le regole di un gioco che inchioda chi non riesce a ricordarsi di aver mai fatto niente per esservi iscritto, un gioco che si dà come legge assoluta della natura, ma che tradisce ad ogni istante la sua sinistra natura di artificialità ed impostura.
    Il malcapitato giocatore lo avverte con insistenza, anche se non sa bene spiegarsi il perché. Se così fosse, non si potrebbe, a patto di essere veramente onesti, non convenire sulle legittime ragioni del giocatore ribelle ed essere in definitiva pienamente solidali con lui. Si potrebbe poi anche pensare che, forse a patto di conseguire una ben maggiore consapevolezza su tale ribellione e sulle sue ragioni, nonché, conseguentemente, su più razionali strategie per attuarla, essa conseguirebbe, pare, ben più soddisfacente effetto, che un passivo adeguamento alle regole di questo gioco che assomiglia al modo in cui certi virus informatici conducono passo passo le loro malcapitate vittime a distruggere pezzo per pezzo il proprio sistema sofware, proprio tentando di seguire quel che gli viene suiggerito per evitare il danno.

  • anonimo

    Dunque, qualcuno ferrato nell'argomento, potrebbe spiegarmi perchè in cina si venera il drago?  C'è qualche analogia con il fatto che la cina al momento è la prima potenza mondiale? Scusate se la domanda puo sembrare stupida..

  • anonimo

    Makis, che finalmente ha dato sfogo al suo dolore, se ne va ballando verso il nulla, mentre ancora l'orchesta suona, ed in qualche modo difficilmente si può trovare una immagine migliore per descrivere quello che sta succedendo in Grecia negli ultimi anni.

    solo in Grecia?

    bentornato, Santaruina.

    hildegard

    In primavera, centinaia di fiori; in autunno, una luna nel raccolto;
    D'estate, una brezza fresca; d'inverno, ti accompagna la neve.
    Se non hai la mente ingombra di cose inutili,
    ogni stagione è per te una buona stagione.

    Mumonkan, 19 

  • Santaruina

    Ribellione contro le regole di un gioco che inchioda chi non riesce a ricordarsi di aver mai fatto niente per esservi iscritto, un gioco che si dà come legge assoluta della natura, ma che tradisce ad ogni istante la sua sinistra natura di artificialità ed impostura.

    Questo senso di ribellione si coglie, a tratti, molto alla lontana, ma in ogni caso giunge tropo tardi.
    Il gioco-farsa andava avanti da molti anni, ma faceva guadagnare a tutti, ed allora poco si rifletteva sulla sua reale natura.

    _____________________________

    Ciao Hildegard

    ogni stagione è per te una buona stagione.

    E' davvero bella :-)

    ________________________________

    perchè in cina si venera il drago?

    Dire che in Cina si venera il Drago non è propriamente corretto: semplicemente, dal punto di visto simbolico, in cina ha una valenza positiva, mentre in occidente viene spesso associato con realtà negative, spesso erroneamente.

    In realtà rimanda alle forze che che percorrono il sottosuolo, come il serpente conosce i "segreti" della terra, ed essendo anche alato è in grado di andare oltre il mero aspetto terreno.

  • anonimo

    Bentornato!
    Ti accolgo con un OT. In questi giorni stavo rileggendo alcuni passaggi di Huxley e mi sono tornati alla mente i post sui video dove Lady Gaga e Jay Z si fanno un segno a "triangolo". Non potrebbe essere una citazione del cosiddetto "segno della T" di Brave New World?

  • anonimo

    bentornato Carlo, e ben trovato.

    Bel post. Ci sarebbe tanto da dire, della differenza tra la pulsione autodistruttiva nichilista e l'accettazione della morte come porta alla vita – nessuno me la toglie, sono io che la depongo ebbe a dire il maestro.

    intanto grazie per le finestre che, aperte su un altro senso culturale, danno una vista in più sull'uomo.

    gibbor

  • Santaruina

    Lady Gaga e Jay Z si fanno un segno a "triangolo". Non potrebbe essere una citazione del cosiddetto "segno della T" di Brave New World?

    Penso che i due gesti abbiano molto in comune, a livello concettuale.
    A presto

    _______________________

    Ciao gibbor, benritrovato a te :-)

  • toporififi

    Peccato che del cinema greco non arrivi praticamente nulla in italia, quest'estate cercavo qualcosa di greco contemporaneo da leggere e pare che l'unico autore tradotto si Markaris, che in effetti scrive dei polizieschi molto belli.

    Che dire la storia di Makis ha le sue radici rebetike, e in questa spogliazione c'è il germe di una rinascita, o quantomeno di una presa di coscienza, tardiva come dici, ma tardi è meglio di mai, una speranza per le vergini stolte.

    Ot, ho appena visto "segnali dal futuro" con l'inossidabile Nikolas Cage, paradigmatico di come la speranza venga affidata a demoni extraterrestri, con un ultimo richiamo edenico all'eterno ritorno del peccato originale.
    A parte che è una schifezza, è verosimile, come un serial tv.

    Ciao e bentornato.

  • Santaruina

    Ciao Mario

    Che dire la storia di Makis ha le sue radici rebetike, e in questa spogliazione c'è il germe di una rinascita, o quantomeno di una presa di coscienza, tardiva come dici, ma tardi è meglio di mai, una speranza per le vergini stolte.

    Sì, è proprio così.
    E mi rendo anche conto che da fuori è difficile cogliere l'atmosfera ed il significato di ambienti quali questi "skiladica".
    Da un certo punto di vista si collocano al di là del tempo reale, sono un mondo a parte dove ognuno entra a contatto con una diversa forma di realtà, molto più profonda, nel bene  e nel male.

    Per quanto riguarda "segnali dal futuro", l'avevo visto a suo tempo al cinema (trattandosi di film del genere "catastrofico" volevo tenermi aggiornato).

    L'idea di partenza mi pareva anche interessante, ma lo svolgersi della trama, e sopratutto il finale, a cui alludi, lasciavano alquanto perplessi.
    O forse non ci si poteva aspettare altro, visto le tematiche a cui il cinema hollywwodiano ha ormai fatto proprie.

    A presto

  • toporififi

    Ci ho ripensato, è un classico tema luciferiano, condito da immagini che non ho voglia di recuperare per mostrarne il marchio.
    Praticamente i salvati lo sono indipendentemente da cosa fanno, mentre chi si prodiga per il bene non può che vedere vanificato il suo sforzo e accettare che il sole, che viene identificato con Dio nell'illustrazione biblica del libro di Ezechiele, si rivela essere alla fine il distruttore di tutto.
    I demòni suggeritori che invece sono extraterrestri travestiti con una grottesca connotazione angelica, come dal più classico copione ufologico, e alla fine riconducono l'umanità ad un eterno ritorno, chiudendo il film con il pianeta vergine al cui centro c'è l'albero che farà ricominciare tutto da capo, come in un film di Polansky.
    Direi che film come zeitgeist, in particolare il prologo anticristiano, preparano a vedere film come questo assorbendo messaggi veramente tragici per l'uomo.
    Certo che Nick Cage e Hollywood pescano nel torbido, e come nel mondo dell'informazione, la qualità non è più necessaria a convincere qualcuno che la religione non salva.

  • Santaruina

    Direi che film come zeitgeist, in particolare il prologo anticristiano, preparano a vedere film come questo assorbendo messaggi veramente tragici per l'uomo.

    Ed a sua volta la stessa diffusione della rete aveva preparato la strada affinché un prodotto propagandisco quale zeitgeist venisse accolto con tanto entusiasmo, proprio dai fruitori della "controinformazione"

  • toporififi

    C'è questa successione che mi ha colpito, in zeitgeist il tentativo di relegare il cristianesimo nel calderone indistinto e superstizioso dei "culti solari" e nel film di Nick Cage l'archiviazione dei culti solari fra le cose che non possono salvare, anzi, alla fine è il sole stesso che causa la distruzione senza appello.
    Nel film vengono salvati dei mutanti che hanno facoltà percettive nuove e la specie riparte da queste nuove qualità, dunque è darwiniano.

    C'è la visione del bosco che brucia, il figlio prescelto vede dall'oblò della casa, (casa che ha tutto l'aspetto di una "maison hantè"),

    (Maison hantée dal sito Whokilledbamby

    La casa del protagonista del film

    la visione presenta una geometria che è evidentemente ispirata da immagini pentacolari in una sinistra luce rossastra.

    La capacità di visione angelica secondo il film

  • anonimo

    Giacinto Auriti ha scritto la cosa seguente (declinatela nel contesto attuale e … la grecia è solo l'ultima vittima)
    La schiavitù monetaria: una mostruosità storica nata nel 1694 con la Banca dInghilterra

    Goethe affermava che «nessuno è più schiavo di chi si ritiene libero senza esserlo». Questo principio è particolarmente valido per il sistema monetario vigente. Il cittadino si illude di essere proprietario dei soldi che ha in tasca, mentre ne è debitore. La banca, infatti, emette la moneta solo prestandola, sicché la moneta circola gravata di debito. Il segno della schiavitù monetaria è data dal fatto che la proprietà nasce nelle mani della banca o, per meglio dire, del banchiere che emette prestando e prestare è prerogativa del proprietario. La moneta, invece, deve nascere di proprietà del cittadino perché è lui che, accettandola, ne crea il valore; tanto è vero che, se si mette un governatore a stampare moneta in un isola deserta, il valore non nasce perché, mancando la collettività, viene meno la possibilità stessa della volontà collettiva che causa questo valore. Come ogni unità di misura (e la moneta è la misura del valore) anche la moneta è una convenzione.

    Quando la moneta era d’oro chi trovava una pepita se ne appropriava senza addebitarsi verso la miniera. Oggi al posto della miniera c’è la Banca Centrale, al posto della pepita un pezzo di carta, al posto della proprietà il debito.

    Non si può comprendere come sia stata possibile questa mostruosità storica (nata nel 1694 con la Banca d’Inghilterra e con l’emissione della sterlina) se non si muove dalla definizione della moneta  strumento (sterco) del demonio. La verità di questa definizione è stata avvertita anche da San Francesco d’Assisi quando vietava ai padri questuanti di ricevere oboli in moneta. Noi ora ne dimostreremo la piena fondatezza sulla base delle stesse parole di Satana che stanno nel Vangelo.

    Satana, nel Vangelo, parla tre volte. Dopo il digiuno di Cristo nel deserto, Satana Gli dice: «Tramuta le pietre in pane». Per lo più queste parole sono interpretate nel senso di considerarle come tentazione in quanto Cristo era affamato e mangiare pane sarebbe stato motivo della tentazione. Questa interpretazione non è accettabile perché la tentazione è sempre relativa ad un peccato e mangiare pane dopo quaranta giorni di digiuno è moralmente ineccepibile. Dunque la giustificazione delle parole di Satana va intesa diversamente e chi ci dice come interpretare le parole di Satana è proprio Cristo quando, rispondendo a Satana, afferma (Matteo 4,4): «Sta scritto, non di solo pane vive luomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio». Ciò che sorprende in questa frase di Gesù è la novità della proposta, mai considerata dai teorici dell’interpretazione, di dedurre il significato delle parole non dalla loro espressione letterale, ma dalla bocca che le pronuncia. Quelle parole erano uscite dalla bocca di Satana; sicché per interpretarle esattamente va considerata l’ipotesi, peraltro assurda, che Cristo avesse accettato l’invito di Satana e trasformato le pietre in pane. In tal caso avrebbe potuto ben dire a Cristo: «Tu puoi mangiare pane per mio merito perché io Ti ho dato il consiglio di trasformare le pietre in pane». Quindi Cristo sarebbe stato trasformato da padrone a debitore del Suo pane.

    A ben guardare questa ipotesi si verifica puntualmente nell’emissione della moneta nominale. Quando la Banca Centrale emette moneta prestandola, induce la collettività a crearne il valore accettandola, ma contestualmente la espropria ed indebita di altrettanto, esattamente come Satana avrebbe fatto se Cristo avesse accettato l’invito di trasformare la pietra in pane. Se si mette al posto della pietra la carta, ed al posto del pane l’oro, al posto di Satana la banca, si riscontrano nella emissione della Sterlina oro-carta e di tutte le successive monete nominali, tutte le caratteristiche della tentazione di Satana.

    Con la costituzione della Banca d’Inghilterra e del sistema delle Banche Centrali, tutti i popoli del mondo sono stati trasformati da proprietari in debitori ineluttabilmente insolventi del proprio denaro. La banca, infatti, prestando il dovuto all’atto dell’emissione, carica il costo del denaro del 200%. L’umanità è così precipitata in una condizione inferiore a quella della bestia. La bestia, infatti, non ha la proprietà, ma nemmeno il debito. È gran tempo ormai  che si comprenda che tutti possono prestare denaro tranne chi lo emette. Con la moneta debito l’umanità è stata talmente degradata che non a caso si è verificato il fenomeno del «suicidio da insolvenza» come malattia sociale che non ha precedenti nella storia. Ciò conferma la Profezia di Fatima: «I vivi invidieranno i morti». Non si possono valutare esattamente le tentazioni di Satana se non le si considerano nel loro contesto globale. Particolarmente significativa, in questo senso, è la terza tentazione (Matteo 4, 8-9): «… Gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro magnificenza, poi disse a Gesù:tutto questo io Ti darò. Se Ti prostri e mi adori». Adorare prostrati significa mettere Satana sull’altare al posto di Dio. Ciò spiega perché gli adoratori di Satana contestano fondamentalmente e necessariamente l’Eucarestia Cattolica.

    La circostanza che il Protestantesimo si sia basato sulla contestazione dell’Eucarestia Cattolica ed abbia promosso la costituzione delle Banche Centrali come promotrici della moneta-debito parla da sè. Non a caso il parlamento inglese approva nel 1673 il Test Act: l’editto con cui viene dichiarata illegittima l’Eucarestia Cattolica e la Transustanziazione. Non a caso nel 1694 viene fondata la Banca d’Inghilterra che emette la sterlina sulla regola di trasformare il simbolo di costo nullo in moneta, inaugurando l’era dell’oro-carta. Non a caso nasce la subordinazione del potere religioso a quello politico quando il re d’Inghilterra diventa anche capo della religione protestante anglicana sovvertendo l’ordine gerarchico del Sacro Romano Impero per cui l’autorità politica era autonoma ed eticamente subordinata alla sovranità religiosa. Non a caso quando il Protestantesimo entra in Europa continentale non fonda una chiesa, ma una banca: la Banca Protestante il cui presidente, il Neker, diventa consigliere di Luigi XIV. Non a caso tutte le monarchie cattoliche della vecchia Europa si disintegrano perché si indebitano senza contropartita verso i banchieri per la moneta satanica da questi emessa a costo nullo e che gli stessi re avrebbero potuto emettere gratuitamente per proprio conto senza indebitarsi.

    Non a caso in Svizzera vige la regola di essere ad un tempo «banchieri» e «protestanti». Non a caso la differenza essenziale tra Sacro Romano Impero e Commonwealth Britannico è la moneta. Lì il portatore è proprietario delle moneta, qui è debitore. Non a caso, dopo aver tolto Dio dall’altare con la negazione dell’Eucarestia Cattolica e fondata la Banca d’Inghilterra, il Commonwealth raggiunge nel 1855 una estensione di 22 milioni e 750 mila chilometri quadrati. Oggi tutto il mondo è Commonwealth. Tutto il mondo è «colonia monetaria». Satana, principe di questo mondo, è una persona seria: mantiene le promesse fatte a fin di male. Dopo che il male è stato fatto concede ai suoi adoratori il dominio su tutti i popoli del mondo. Su queste premesse ci si spiega anche la tentazione di Satana quando esorta Cristo a gettarsi dalla cima del tempio della Città Santa. Chi è padrone di tutto il mondo e di tutto il denaro del mondo, o perché lo possiede o perché ne è creditore, non desidera sovranità e ricchezza perché già le possiede, ma ha sete di vanagloria. Si giustifica così anche questa tentazione.

    Giacinto Auriti

  • anonimo

    Nichiismo della finanza

    http://www.signoraggio.com/signoraggio_nichilismodellafinanza.html

    Crisi planetaria dell'export: è l'ora della democrazia
    http://www.identitaeuropea.it/?p=405#more-405

    Liberalismo, non è figlio del Cristianesimo
    http://www.identitaeuropea.it/?p=281 

  • zuptepi

    "C'è la visione del bosco che brucia,…"
    Rififi, questo commento + Nicholas Cage mi hanno fatto venire la curiosità di vedere il film. Con Cage ho un conto ancora aperto dalla visione di Season of the Witch. ;)

  • anonimo

    i signoraggisti hanno rotto le scatole…

    daouda

  • toporififi

    Non vale la pena di avere conti aperti con Cage, è stato un ottimo attore, ora è precipitato in un pozzo oscuro, il fil inoltre fa schifo sotto tutti i punti di vista.

  • anonimo

    Innanzitutto,bentronato Carlo,cominciavo veramente a sentire la mancanza dei tuoi post e delle belle immagini di questo sito.
    Volevo dire due cose,riguardo Cage,è evidente che da city of angels sono cambiate parecche cose,film come l'apprendista stregone o il prescelto,peraltro da lui anche prodotti,la dicono lunga su quello che è diventato,discendendo da una certa famiglia c'era da aspettarselo,ma all'inizio mi sembrava diverso,si era fatto da solo proprio non volendo aver la carriera spianata dallo zio Coppola,beh anche lui è entrato in quel sistema,o era soltanto in "sonno" per così dire,aspettando i tempi adatti per prendere il proprio ruolo.
    Considerando l'assurdità di certi film,si capisce che il fine unico è quello di veicolare certi messaggi,altrimenti perchè attoroni di quel calibro parteciperebbero a tali pellicole e perchè si farebbe tutta questa pubblicità?
    Per quanto riguarda la Grecia,interessante il post,dovremmo fare tutti un esame di coscienza,e capire come mai siamo arrivati a questi punti.
    Un sito voglio citare,di un magistrato coraggioso,di cui nessuno parla,c'è un silenzio stampa incredibile attorno alla vicenda per questo ha deciso di esporre le sue perplessità qui.
    http://www.facebook.com/pages/CDD-Comitato-Difendiamo-la-Democrazia/220264781353085

  • Santaruina

    In effetti in passato avevo anche apprezzato alcuni fil di Cage, ma col tempo ha scelto di partecipare ad un numero elevatissimo di pellicole, e si è trattato spesso di scelte non felici.

    Che poi sia consapevole di partecipare sovente in film con delle tematiche ben riconoscibili, come quelle di cui si parlava prima, questo non saprei dirlo.

    A presto

  • anonimo

    Sulle scelte del Nicola Gabbia in fatto di simbolismo, e la sua partecipazione ad un certo circolo di "uomini di successo" americani non mi farei grossi dubbi: questo articolo mostrava il suo gusto in fatto di dimora post-trapasso.
    Se la forma non è sufficiente, forse l'iscrizione aiuta.
    Chi ha ancora qualche dubbio che sia solo un sospetto infondato, può cercare qualche notizia sul figlio – cantante hard core death metal – o sulla compagna…

    pace
    gibbor

  • anonimo

    Sulle scelte del Nicola Gabbia in fatto di simbolismo, e la sua partecipazione ad un certo circolo di "uomini di successo" americani non mi farei grossi dubbi: questo articolo mostrava il suo gusto in fatto di dimora post-trapasso.
    Se la forma non è sufficiente, forse l'iscrizione aiuta.
    Chi ha ancora qualche dubbio che sia solo un sospetto infondato, può cercare qualche notizia sul figlio – cantante hard core death metal – o sulla compagna…

    pace
    gibbor

  • anonimo

    parlando di Grecia trovo sempre spunti interessanti alla pagina monografica qui.
    E questo articolo di tempo fa mi aveva davvero un po' spezzato. Forse perché sembra così italiano, anche. Credo che stiamo veramente andando verso un orizzonte nel quale più che mai il valore aggiunto sarà la capacità di fare comunità (verrebbe da dire comunione) riscoprendo il valore aggiunto dell'unità nella differenza.

    pace
    gibbor

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