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-o- Too late to die young -o-
25 gennaio 2012

Il flusso del potere - parte II


C’è una parete bianca, limpida, appena intonacata.
Un bel bianco uniforme, senza sbavature.
E su questa parete, qualcuno getta dell’inchiostro nero.
Una piccola macchia, nera.
La parete nel suo intero ne rimane segnata, e per quanto il bianco sia di gran lunga predominante, tutta la nostra attenzione ricadrà su quella unica macchia.
Così come una fresca tovaglia profumata, appena lavata e ben stirata, diviene “sporca” se vi cade sopra accidentalmente una goccia di caffè.

Con l’umanità intera, accade la stessa cosa.
Ogni uomo porta in sé un bagaglio di virtù e mancanze, grandi e piccole qualità e misere o immense meschinità, ma nel complesso la maggioranza delle persone da sempre desidera di vivere in pace e di sopravvivere al meglio delle proprie possibilità.
Una piccola minoranza, invece, trova soddisfazione nella prevaricazione del prossimo e nella violenza, nel dominio e nella sopraffazione.
Tutta la civilizzazione umana si è strutturata attorno all’esistenza di questa minoranza, in funzione di questa minoranza: le strutture difensive dei centri abitati, le mura e gli steccati, e per finire l’esistenza stessa delle forme di governo pongono le loro basi sulla “necessità” di ottenere protezione da quegli individui.
Assassini, stupratori, ladri, rappresentano una piccola minoranza del genere umano, ma è a questa minoranza che si pensa quando si sostiene la necessità di avere delle forze di “polizia” che ci sorveglino, quando si decide di cedere parte della propria libertà in cambio di “sicurezza”.

Come la macchia di inchiostro sulla parete bianca, questa minoranza rovina l’equilibrio di tutto l’insieme, e attira su di sé tutta l’attenzione.
E’ quindi sorprendente accorgersi quanto questa minoranza sia poco studiata, e quanto poco si sia riflettuto nei secoli sulla effettiva influenza che queste persone hanno avuto nel determinare lo sviluppo della civiltà stessa.
Forse il migliore tentativo in questo senso fu fatto da Alex Comfort, che nel suo saggio “Potere e delinquenza” definì il concetto di “attitudine delinquente”, ovvero quella predisposizione che caratterizza alcuni uomini e che li porta a cercare la propria realizzazione esclusivamente nella sopraffazione e nel dominio ai danni dei loro simili.
Fin qui l’analisi di Comfort risulta lineare; la sua vera intuizione illuminante, tuttavia, fu quella di dividere le persone che si distinguono per tale predisposizione in due categorie: i delinquenti comuni, violenti e grossolani, e quelli più raffinati, dotati di distinte doti intellettuali.
Il primo genere di criminali tenderà a dare sfogo alla propria natura principalmente per mezzo della violenza, mentre il secondo gruppo, quello dei più fini, cercherà altre strade attraverso le quali esprimere al meglio la propria natura, strade che oltre ad offrire la garanzia dell’immunità dei propri crimini assegneranno anche una posizione sociale invidiabile e “rispettabile”.
Batteranno, in altre parole, le vie che portano alle stanze del potere.

Troppo raffinati per sporcarsi le mani con bassi delitti, troppo intelligenti per rischiare di essere scoperti nella loro iniquità, questi individui volgeranno tutte le loro energie per inserirsi nei quadri del potere, da dove potranno in un secondo momento dare sfogo alle loro pulsioni distruttive all’interno di un ambito di “legalità”.
Ma sarebbe riduttivo limitare l’azione di questa piccola minoranza nell’inseguimento di cariche di “responsabilità” civile: la stessa struttura del potere, gli stessi organi governativi, di ogni tipo, almeno per quanto riguarda il periodo della storia umana che possiamo documentare, sono una loro creazione.
I governi, gli stati, le forme di potere, le democrazie, nascono per precisa volontà degli individui dalle pulsioni criminali, i delinquenti raffinati che escogitano così una soluzione perfetta per poter esprimere appieno la propria natura senza subirne le consguenze, senza che la maggioranza contesti e ponga fine alle loro prevaricazioni.
E i delinquenti di basso livello, in questo schema, giocano un ruolo essenziale, dal momento che sono proprio loro la giustificazione che i loro simili raffinati utilizzeranno per la loro ascesa.
Fondamento e giustificazione di ogni forma di potere, infatti, è sempre la necessità di garantire la sicurezza ai “cittadini” pacifici, il proteggere gli “onesti” dalla malvagità e dalle minacce dei “violenti”.

Lo scopo dei delinquenti raffinati, quindi, è quello di ottenere il controllo dei loro simili per mezzo del loro stesso consenso, giustificando la loro presenza quale necessità per garantire l’equilibrio sociale, quell’equilibrio che sono i primi a violare per mezzo della sopraffazione e le guerre e il dominio sulle vite dei sudditi.
Il segreto del loro successo risiede tutto nella capacità di ammantare ogni forma di delitto da loro commesso sotto una patina di “legalità” (le guerre saranno missioni per garantire la pace, il furto diffuso si chiamerà “tassazione”, lo stato di controllo avverrà a vantaggio dei controllati, e così via).
Attraverso la gestione della forza intellettuale della società, in seguito, sarà anche semplice diffondere la propria dottrina ed il proprio punto di vista al resto della popolazione, arrivando col tempo a delineare ciò che è lecito e morale, ovvero ciò che garantisce la loro sopravvivenza nei piani alti del dominio.

Il flusso del potere – Prologo
Il flusso del potere – parte I
Il flusso del potere – flash back
Il flusso del potere – parte II
Il flusso del potere – parte III
Il flusso del potere – secondo intermezzo: popolo e conformismo
Il flusso del potere – parte IV
Il flusso del potere – Epilogo

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18 comments to Il flusso del potere – parte II

  • A distanza di un anno dalla pubblicazione del primo post della saga (che poi era l’epilogo), ho scritto anche la seconda parte, dopo i vari prologhi ed intermezzi, la parte prima e la parte terza.
    Un travaglio un po’ complesso, in altre parole.

    Ora manca la parte IV, e cercherò di non far passare un altro anno prima di completare la serie.

    A presto

     

  • Stella

    “Tutta la civilizzazione umana si è strutturata attorno all’esistenza di questa minoranza, in funzione di questa minoranza: le strutture difensive dei centri abitati, le mura e gli steccati, e per finire l’esistenza stessa selle forme di governo pongono le loro basi sulla “necessità” di ottenere protezione da quegli individui.”

    E invece pensi che queste mura servano per i ‘molti’…
    Come sono strani i modi di vedere le cose.
    Io nemmeno ci avevo mai pensato. Tutto per i ‘pochi’. Allucinante.   

  • Doulos

    Sì, un progetto che viene da molto lontano, e che sempre più si avvicina alla sua forma ultima: il gregge custodito dai lupi. Qualcuno ricorda la vecchia pellicola The time machine? Il futuro diarchicamente splittato tra i Moloch e gli Elohim, i secondi macellati a intervalli regolari dai primi – di notte, sotto terra, al richiamo di una sirena da rifugio antiaereo?
    Solo che lì nella finzione hollywoodiana gli inferi Moloch parevano bruti forzuti e stupidi – più ritratti esteriormente nell’immagine interiore che nella vera parvenza.
    Il disegno c’è, e si avvia al massimo grado di realizzazione: ma non prevarranno. Il loro tempo è solo per un tempo: se quei giorni non fossero abbreviati, nessuno scamperebbe… ma saranno abbreviati!

  • Anonimo

    Bene, ottimo argomento.
     
    NOTA: il link alla prima parte riporta al prologo. Mi sono perso qualcosa?
     

  • Stella

    E invece pensi che queste mura servano per i ‘molti’…

    Se ci pensiamo, per quanto grande sia un gruppo umano che si preoccupa per la propria incolumità, sono sempre degli “altri” quelli da cui ci si vuole proteggere, quegli “altri” attorno a cui si organizza la propria esistenza..

    _______________________

    Doulos

    Qualcuno ricorda la vecchia pellicola The time machine?

    Sai che non l’ho mai vista?
    Ora mi hai incuriosito.

    A presto

    _______________________

    NOTA: il link alla prima parte riporta al prologo.

    ho corretto il link, ti ringrazio.
    In verità “il flusso del potere – parte prima” è l’introduzione al “flusso del potere – parte IV”, che non ho ancora scritto.
    Lo so, è un po’ incasianato :-)

     

     

  • Santa, lo stesso discorso si può fare per tutte le opere letterarie e i film: tutto quello che ci ha influenzato nella nostra crescita intellettiva ed emozionale. Sembrano storie universali, sembrano situazioni che accadono sempre, sembrano modelli ai quali l’umanità non può sfuggire. Ma poi ci pensi bene ed è solo la visione personale di quella cinquantina di sceneggiatori o quel centinaio di scrittori. Uno sputo nel variegato mondo umano…come abbiamo potuto farci fregare così?

  • Ciao Zup

    esattamente.

    Ed è successo tutto in modo “fluido”..

    A presto :-)

     

  • Luigi

    Un breve appunto di teoria politica che ci consente di mettere da parte volumi di centinaia di pagine! :D
    Sempre lucido e centrato, nonostante l’ora tarda! :)
    Ora il piatto forte del giorno:
    http://affaritaliani.libero.it/cronache/pedofilia160112.html?refresh_ce
    Penso non ci sia bisogno di commentare.
    Riflettiamo un po’ e invochiamo l’aiuto di chi può liberarci da tutto questo.
    Luigi
     

  • Ciao Luigi

    ti ringrazio :-)

    L’ora tarda è purtroppo quella in cui più spesso ho l’ispirazione per scrivere gli articoli..

    A presto

  • Nick

    Sei davvero sicuro che la maggior parte delle persone sia buona?
    Magari per quanto riguarda la violenza sugli altri penso anch’io sia vero (anche se non ne sono sicuro) ma per quanto riguarda i cosiddetti reati “minori” ? Secondo me la maggior parte delle persone se ha la possibilità di rubare senza avere danni lo farà quasi sicuramente…quello che vediamo accadere in Italia è lampante e non mi riferisco alla sola politica ma a quasi tutti gli ambiti della società.Io penso che fondamentalmente in questo tempo le persone non siano ne buone ne cattive ma che siano fortemente influenzate da quello che vedono intorno a loro…e l’ego la fa da padrone.
     
     

  • Ciao Nick

    la questione era emersa anche in passato.
    In ogni caso, io non penso che la maggioranza delle persone sia “buona”, ma che ognuno abbia  dentro sè un misto di qualità e di miserie.

    Quello che però accomuna la maggioranza delle persone è il “conformismo”.
    La’rticolo segnalato tra i link a fine post (quello sul “popolo e conformismo”) rispondeva proprio alla questione che tu poni.

    A presto

  •  

    Sembra una recita in cui “buoni” e “cattivi” vengono scelti all’interno della stessa compagnia

  • tristantzara

    Un altro aspetto a tale riguardo è inculcare nelle menta di tutti la cancellazione di prospettare alle persone un’altra alternativa possibile di società, nel suo significato più esteso. E’ così e basta come dire. Mentre da bambini si era certi che avremmo avuto un futuro migliore per noi e lo credevano sicuri pure i nostri enitori (e a loro volta i nonni verso i nostri genitori), oggi questa fiducia è scomparsa, i più vecchi sono sicuri che non sarà per niente così. Un dramma totale.

  • Sai dove sta gran parte del problema, Santa? Nel fatto che essere psicopatici comporta degli innegabili vantaggi:
    The dark triad of traits are the self-obsession of narcissism, the impulsive, thrill-seeking and callous behaviour of psychopaths and the deceitful and exploitative nature of Machiavellianism. “We have some evidence these traits may represent a successful evolutionary strategy,” Dr Jonason told New Scientist magazine.
    Many famous men – from James Dean to Pete Doherty – could be said to show elements of the dark triad of traits, but perhaps the best fictional example is James Bond. “He’s clearly disagreeable, very extrovert and likes trying new things – including killing people and new women,” Dr Jonason said.
    The study subjected 200 college students to personality tests designed to rank them in terms of the dark triad. They were also asked about their sexual relationships, including their attitude towards brief affairs.
    Dr Jonason said those with the highest rating in terms of the dark triad tended to have more partners and a greater desire for short-term affairs.
    Credo che su questo ci sarebbe parecchio da riflettere…

  • Ciao Tristan

    Mentre da bambini si era certi che avremmo avuto un futuro migliore per noi e lo credevano sicuri pure i nostri enitori (e a loro volta i nonni verso i nostri genitori), oggi questa fiducia è scomparsa, i più vecchi sono sicuri che non sarà per niente così.

    Infatti, per la prima volta dalla fine della seconda guerra mondiale stiamo vivendo un momento storico in cui i tempi a venire sono generalmente percepiti come più difficli di quelli presenti.
    E’ la stessa concezione di “progresso” che vacilla..

    _______________________________

    Ciao Pax

    quello dei “bad boys” è uno dei luoghi comuni che possiedono qualche solido fondamento di verità.
    La ricerca in questione pare confermare il tutto anche per mezzo di uno studio “scientifico”.
    Personalmente la trovo molto verosimile.

    E sì, essere psicopatici, nel nostro mondo garantisce innumerevoli vantaggi, nella strada del “successo” per come oggi viene inteso..

  • Doulos

    Mi pare interessante da citare in merito, anche se un po’ di sbieco, quindi lascio il link.
     
    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=9797

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