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¿te quedarás, mi pesadilla
rondándome al oscurecer?


-o- Too late to die young -o-
12 aprile 2011

Il flusso del potere - parte III


Il concetto più vago con cui come esseri umani abbiamo a che fare è indubbiamente quello di libertà.
La libertà, quale assoluto, è una entità non sperimentabile, inconoscibile, per ognuno di noi.
Esistono, al massimo, le libertà, al plurale.
Si può essere liberi da, e liberi di, ma mai liberi in tutto e per tutto, in senso totale.
E basta davvero poco per comprendere tale realtà, magari una mattinata nebbiosa di novembre, quando la sveglia suona alle sette e nel caldo del proprio letto ci si chiede per quale motivo il mondo sia tanto malvagio da costringerci a lasciare il nostro tiepido rifugio per affrontare il freddo la pioggia e il traffico.
Un essere totalmente “libero” potrebbe scegliere, in teoria, di compiere l’azione che più gli è congeniale in qualsiasi momento, senza avere l’obbligo di andare contro la propria volontà.
Si potrebbe obiettare che anche l’avere un lavoro in fondo costituisca una libera scelta, ma questo si può affermare anche a proposito del servo della gleba medioevale, “libero” di andarsene dal suo pezzo di terra in qualsiasi momento, a suo rischio e pericolo: il solo fatto di dover sopravvivere, e di conseguenza il doversi procurare il necessario per farlo, erode inevitabilmente l’ampiezza delle libertà umane.
Andando più nello specifico, si sperimentano ulteriori, e ben maggiori, limitazioni alla nostra libertà ogni qual volta siamo chiamati ad identificarci, a registrarci, ad avere delle carte d’identità, a pagare delle tasse.
Esistono persone che possono obbligarci a compiere queste azioni, e che detengono di conseguenza un certo grado di controllo sulle nostre vite.
Ma se queste sono imposizioni ben evidenti, vi sono d’altra parte limitazioni alla nostra libertà molto più difficili da cogliere: si tratta dei condizionamenti sociali.

Ogni epoca è caratterizzata da diversi usi e convenzioni, e questo non è un mistero: quello che invece rimane più difficile da comprendere è il motivo per cui il senso morale possa cambiare nel tempo e soprattutto il modo in cui questo avviene.
Tendenzialmente, ogni società umana si è fondata su due principi fondamentali: il divieto di omicidio all’interno del proprio gruppo sociale ed il divieto di incesto (con alcune notevoli eccezioni).
Ma oltre questi punti fermi, il concetto di moralità e le regole di convivenza civile sono variate di molto.
Ancora oggi, a cominciare dal momento in cui indossiamo degli abiti ribadiamo la nostra adesione alle impostazioni sociali della nostra epoca, senza sentire la necessità di riflettere sui motivi che ci portano a presentarci in un modo piuttosto che in un altro, così come per una ragazza cretese del 2.000 avanti Cristo era normale aggirarsi tra le mura di Cnosso con il seno al vento mentre una sua lontana discendente del 1900 dopo Cristo avrebbe giudicato scandaloso mostrare in pubblico le proprie caviglie.
E la moda rappresenta solo l’aspetto più eclatante del condizionamento a cui gli esseri umani facilmente sottostanno, ed in maniera ancora maggiore evidenzia la facilità con cui un numero limitato di persone possa decidere il modo in cui miliardi di loro simili presenteranno se stessi.
Si tratta, in questo caso, di uno dei modi in cui la presunta libertà del singolo viene aggirata senza che questi nemmeno se ne accorga.
Questi condizionamenti, queste piccole o grandi limitazioni delle libertà decisionali delle persone seguono solitamente degli schemi ben precisi di diffusione: immaginando l’umanità strutturata sotto forma di piramide, gli input seguiranno sempre un percorso che va dall’alto verso il basso.

In questo processo, il ruolo chiave per la diffusione delle regole sociali risiede nelle mani dei diffusori di opinioni, quelli che vennero chiamati “intellettuali”, e più nello specifico gli artisti, gli stilisti, i cantanti, i poeti degli antichi, i pubblicitari dei giorni nostri.
Sovente semplici pedine inconsapevoli nelle mani di persone influenti che ne indirizzano l’operato, i creatori di opinione sono in grado di plasmare nell’arco di una generazione il sentire comune che di volta in volta può essere utile al potere costituito.
Possono creare un movimento culturale che esalti l’auto sacrificio e l‘amor di patria come fecero gli intellettuali romantici di fine ottocento, trasformando così una intera generazione di giovani imbevuti di tali miti nella perfetta carne da macello per la grande guerra di inizio novecento; oppure possono diffondere per mezzo di film e serie tv un modello di uomo totalmente incentrato nella ricerca dell’accumulo dei beni materiali ed identificarlo con il concetto del “successo”, come avvenne nel secondo dopoguerra.
E’ interessante notare come un lavoro di condizionamento di questo tipo necessita di attenta organizzazione solo in un primo momento, poiché in seguito saranno i ricettori stessi a diffondere il nuovo sentire, per mezzo della reciproca influenza.
Questo secondo meccanismo è ben descritto nella storiella delle cinque scimmie:

Se mettiamo 5 scimmie in una gabbia, aggiungiamo una scala all’interno e vi mettiamo sopra una bella banana subito esse saliranno la scala per prendere la banana.
Se però ripetiamo lo stesso scenario e ogni volta che una scimmia prova a salire la scala inondiamo la gabbia con un forte getto d’acqua diretto su di lei e su tutte le altre, ben presto queste scimmie smetteranno di provare a salire la scala, consapevoli di quello che le aspetta in caso tentassero…
A questo punto possiamo togliere una scimmia dalla gabbia e aggiungerne una nuova: la nuova arrivata proverà subito a salire sulla scala ma le altre scimmie subito la fermeranno per paura del getto d’acqua, che sanno arriva ogni volta che una di loro sale la scala: ben presto dopo alcuni tentativi falliti la nuova scimmia desisterà.
A questo punto possiamo togliere un’altra scimmia e metterne un’altra nuova, la scena di prima si ripeterà, e ora anche la scimmia inserita poco prima aggredirà la nuova arrivata,  in quanto ha potuto imparare a sue spese che sulla scala non ci si può andare…
Possiamo continuare in questo modo sostituendo fino all’ultima scimmia, a questo punto avremo una gabbia con una scala al suo interno con sopra una banana, 5 scimmie dentro e nessuna di queste scimmie si azzarderà a salire la scala, ma nessuna di queste scimmie saprà il perchè non si possa salire questa scala, semplicemente saprà che non si può, che si è sempre fatto così…
La memoria del perchè non si potesse salire la scala è andata perduta e ora non è più importante rimanere vicino alla gabbia con il tubo dell’acqua pronto, per essere sicuri che le scimmie non mangeranno la banana: ora le scimmie si autocontrolleranno fra di loro, nessuna salirà sulla scala perchè sarebbe fermata dalle altre, e solo perchè si è sempre fatto così, è sbagliato salire punto e basta…

Nel caso di questa storiella, il condizionamento iniziale è di tipo negativo (la scimmietta che sale la scala subisce un forte getto d’acqua); nelle culture più progredite, al contrario, il condizionamento iniziale è di tipo positivo: un certo tipo di comportamento viene presentato quale vincente, e di lì in poi si diffonde tramite imitazione.

Finché verrà riconosciuto come “normale”, e non ci si chiederà nemmeno più se esistano delle alternative.

Il flusso del potere – Prologo
Il flusso del potere – parte I
Il flusso del potere – flash back
Il flusso del potere – parte II
Il flusso del potere – parte III
Il flusso del potere – secondo intermezzo: popolo e conformismo
Il flusso del potere – parte IV
Il flusso del potere – Epilogo

.

48 comments to Il flusso del potere – parte III

  • anonimo

    Le sei compagnie monolitiche che controllona quasi tutto quello che vediamo
     “Chi controlla gli schermi, programma la tua mente”, http://www.vocidallastrada.com/2011/04/le-6-compagnie-monolitiche-dei-media.html m

  • anonimo

    La serie progredisce bene. :-)

    Ti segnalo un piccolo refuso, imput invece di input.

    Paolo

  • anonimo

    Altro refuso (credo): "auto sacrifico" invece di "auto sacrificio".

    Complimenti per l'articolo, nonchè per tutto il blog.

    Gab

  • Santaruina

    Grazie a entrambi, ho corretto. :-)

  • anonimo

    Ciao Santaruina!
    Affornti sempre questi argomenti con una spiccata sensibilità e un notevole acume!Bravo davvero.

    sR

    p.s. ho aperto un nuovo blog, se ti va di passare sei sempre il benvenuto. clicca sulla casetta in questo commento per venirmi a trovare!

    A presto

  • anonimo

    Bellissimo questo approfondimento sociologico e psicologico
    Si riesce a fare di più (intendo bussiness) con il nulla, manipolando il pensiero delle persone che con i numeri razionali
    basta vedere come si comporta una prostituta, che ha capto l'arte dell'inganno e del condizionamnto
    bay f.f.

  • anonimo

    Come esempio di graduale ed inesorabile degrado morale dato da un condizionamento sociale possiamo pensare al cambiamento di pensiero comune verso il mestiere della prostituta.
    Ora si chiama "escort", non è piu tutta sta cosa negativa e un certo atteggiamento, modo di vestririsi e di atteggiarsi tipici del "mestiere" così a occhio direi che già hanno iniziato a condizionare le fasce piu influenzabili.
    Ed è così che ragazzine dai 15 anni in giù vanno in giro per strada con una mini borsetta il cellulare all'orecchio etc. etc.in perfetto stile D'addario.

    Non nel medioevo, non nell'800, bensì solo dieci anni fa, per chiunque di noi tutto ciò sarebbe stato sca-nda-lo-so.
    Ma forse anche meno di 10 anni fa, è dell'ultimo anno questa campagna senza precedenti di sdoganamento della "Bitch" (visto che in inglese pare suoni tutto meglio) e tutto parrebbe fatto apposta per preparare un po di buoi ad accettare senza un bè certi comportamenti un  tantino fuori di testa.

    Spero che almeno questa cosa stra-palese qualcuno, non dico tutti, l'abbia capita e continui perlomeno  a schifarsi.

  • Santaruina

    Ed è così che ragazzine dai 15 anni in giù vanno in giro per strada con una mini borsetta il cellulare all'orecchio etc. etc.in perfetto stile D'addario.

    Questo è un esempio emblematico della rapidità della diffusione delle nuove tendenze.
    La moda che va per la maggiore tra le giovanissime è proprio lo stile prostituta, un abbigliamento che solo pochi anni fa, come tu dici, caratterizzava espressamente le lavoratrici notturne.
    Ed è interessante notare con quantà facilità e velocità questo stile si sia imposto.

    ___________________

    Ciao sR
    mi fa piacere che tu sia tornato a scrivere :-)

  • anonimo

    …per non parlare della sessualità condizionata dalla diffusiome di massa della pornografia…

  • ghibli.

    Sarebbe ora di fare quel post sulla simbologia degli animali :)
    …prima leoni, formiche, aquile… adesso scimmie?… :/

    http://img535.imageshack.us/img535/877/thecageofdepressionbywo.jpg

  • anonimo

    Riguardo alla casta degli scrittori/intellettuali usati come veicolo, basta guarda che tipo di poeti/scrittori/filosofi che vengono trattati nelle scuole superiori….

    Miguel

  • anonimo

    Il paradosso di tutto cio' e' che prima si inneggia la liberta': liberta' dal dover lavorare mentre il povero servo della gleba era libero di andarsene a suo detrimento…… liberta' dall'azione etc e perche' allora alle ragazzine di 15 anni che si vestono come prostitute si fa la morale? Lasciatele libere di fare cio' che piu' aggrada….o Signori della Liberta'!
    Pure lo schema a piramide e' fittizio: e' stato grazie alla distruzione di una vera gerarchia che al vertice si e' insidiato chi non dovrebbe neppure lontanamente sognarselo: i paria non sono sotto ma permeano tutta la piramide e questo grazie alla liberta': la schiavitu' e' immorale come le ragazzine che si comportano da prostitute? Ma e' grazie alla tanto agognata "liberta'" che avviene tutto cio'! Come si puo' condannare ed inneggiare alla stessa cosa nello stesso tempo?
    Lo schema a piramide manifesta l'errore di fondo del ragionamento: i paria, i poveri, gli anarchici, i buoni, gli oppressi o come li volete chiamare sono ovunque in quella piramide quindi c'e' poco di vero nel voler condannare una parte…i cattivi che stanno in alto ed assolvere i poveri che sempre la storia ha condannato a stare in basso in quanto degli inermi alla merce' degli altri. Si perde tempo tempo solo a fare l'analisi dell'analisi, ma di sintesi nemmeno l'ombra.

    Zodiacus

  • anonimo

    Zodiacus è pur vero che la "spiritualità alla rovescia" abbisogna di una pseudo gerarchia prima e di una contro-gerarchia dopo, come ugualmente una pseudo-tradizione rispetto ad una contro-tradizione, per palesarsi in successione alla prodromica sovversione.

    Tralasciando gli anarchici , non credo affatto che qui si vogliano elogiare il popolo che ora , per definizione, è  quel che è in sé come quel che è di questi tempi : il popolo più immondo della storia.
    Idem per le elité.

    Ad essere rigorosi ( e seguendo la tua giusta precisazione sui paria che ho d'altronde ricalcato )  non abbiamo che masse giammai una ecclessia, una umma, una romanitas; difatti esse sono solo mero quantitativo.
    Le supposte elité di questo scorcio di secolo non sono affatto, ovviamente, delle vere elité ma l'antitesi di queste e quindi semplici bifolchi tirannici.

    Quindi non credo ci sia alcun problema nel rappresentare uno schema a piramide.
    Se il "popolo" è ricettore, è chiaro che lo è solo sotto il rapporto che adesso si sta analizzando, il ché non implica affatto che esso non sia responsabile per tutti gli altri suoi atti potenziali propri che, vista la natura umana dilagante , non è affatto da giustificare in ogni suo grado della scala.

    daouda

  • anonimo

    perdonate gli errori.

    daouda

  • anonimo

     Interessante e condivisibile.
     
    Metterei in evidenza un aspetto importante correlato alla piramide, il fatto che il grado di cultura e di conoscenza posseduto dagli “occupanti i vari piani”, è inversamente proporzionale alla base dei singoli settori della piramide stessa.
     
    Trovo che “la conoscenza”, nel senso più ampio del termine, sia l’arma più potente e terrificante in possesso dei “pochi” che dominano.
     
    Quante volte, infatti, ci rendiamo conto che arriviamo sempre “molti giri dopo”.
     
    Ci sono “meccanismi” che ci sfuggono e, credo, sarà sempre così.
     
    Per quanto riguarda il concetto di “imitazione” e di “condizionamento positivo”, molto ben espressi nell’articolo, aggiungo che è soprattutto qui, che i saperi a noi sconosciuti la fanno davvero da padrone.
     
    Se è risputo che, un tempo, fra Dei, paura, religione e scarsa popolazione, “qualcuno” riusciva a tenere “tutto” più o meno sotto controllo, non è ancora del tutto chiaro come ciò possa accadere ancora oggi.
     
    Una cosa è certa:_ del “macro mondo mediatico” e del “pianeta istruzione di massa” c’è sicuramente che ne sa molto più di noi.
     
    Complimenti per l’articolo.
     
    Grazie per l’attenzione, ciao.

    (Antonio)

  • anonimo

    Teoricamente però anche i dogmi religiosi ci sono stati inculcati da terzi senza che noi avessimo libertà o esperienza diretta del vero volere di Dio.

    Secondo me siamo comunque tutti assoggettati a diverse Eggregore (piu o meno grandi) che forse hanno una esistenza propria indipendentemente da "dominatori segreti"…se a queste continuamo a dare energia vivono e si ingrandiscono altrimenti muoiono.
    Se si vuole essere davvero liberi bisogna non essere parte di nessun gruppo ma questo porta inevitabilmente alla solitudine (i Paria dello schema).

    Nick

  • anonimo

    Ecco, un ragionamento come quello di Antonio fa ben capire a cosa portano discorsi del genere: del resto la sovversione e' avvenuta con gli stessi ragionamenti: qualcuno che condiziona e bla bla, la Chiesa,  i poveretti oppressi, liberta'!
    Ma se e' stata abolita la schiavitu' da questi mostri che opprimevano come mai ci si lamenta dei nuovi padroni?
    Ecco che allora il servo della gleba era meglio che rimanesse nel suo campo invece di credersi cio' che non e' per tentare la sorte. 
    Alla fine si risolve in pura ed inutile demagogia…. La natura del servo e' quella, cosa che nella societa' tradizionale veniva riconosciuta esplicitamente. Possono cambiare le epoche ma lo schiavo resta quello. Semplicemente l'idea di' liberta' e' un'illusione…specie poi in un contesto sociale:  e non credo sia possibile negare che mai come ora il mondo sia popolato da schiavi.

    Zodiacus

  • toporififi

    il mondo come lo conosciamo non è ancora uscito dal condizionamento che il romanticismo ha prodotto, cioè la concezione che la dignità umana, il suo bene, si riconosca in delle idee.
    Mi sembra di vedere che molti dei punti di vista che vengono espressi anche qui, nei commenti, si riferiscano proprio a delle idee, cioè a dei concetti mentali cui si aderisce prima di averne fatto esperienza, se mai sarà possibile farlo.
    A questa aberrazione non sfuggono gli spiriti più libertari come gli oscurantisti che vorrebbero l'universo intero sotto il calcagno ferrato della tradizione.
    Lo spirito romantico è penetrato così a fondo nell'uomo moderno che sembra che tutti abbiano bisogno di concepire il bene come lontano, lassù, o  laggiù, o da qualche parte, questo avviene contemporaneamente alla netta percezione del male, come qualcosa di presente e concreto, al punto che si crede alla presenza del male e si vorrebbe credere all'azione bene.
    Anzi direi che l'occuparsi del male e saperne riconoscere ogni sfumatura, non faccia che solidificare l'idea cui si fa riferimento, senza per questo renderla meno astratta, anzi, proprio perchè la si nutre di questa contrapposizione, (del tutto fittizia, non c'è pari misura tra bene e male, nessun confronto è possibile se non relegando il bene in un'idea di bene), ci si priva dell'esperienza, della assoluta concretezza di ogni bene, o peggio, provandola la si trova insoddisfacente.
    Quella piramide è un modello preciso, le osservazioni che hanno portato alla sua formulazione sono corrette, e certamente ne subiamo le determinazioni, a volte drammaticamente, e ci sembra di vedere quell'ordinamento come insormontabile e l'impresa di sovvertirlo come una faccenda di eroi mitologici, o di idee luminose che ancora non si sono realizzate.
    Ma come tutti i colossi, le costruzioni contrarie alla natura, anche questo ha un tallone di argilla che ne determina non solo il fallimento finale, ma l'attuale fragilità, essendo fondata su suggestioni oltre che su vessazioni reali.

  • Santaruina

    Antonio

    Una cosa è certa:_ del “macro mondo mediatico” e del “pianeta istruzione di massa” c’è sicuramente chi ne sa molto più di noi.

    a volte ho come l'impressione che vi sia una scienza completa che studia questi fenomeni e che, per motivi che si possono anche immagine, venga tenuta ben stretta da chi ne è a conoscenza.

    __________________________

    Nick
    Se si vuole essere davvero liberi bisogna non essere parte di nessun gruppo ma questo porta inevitabilmente alla solitudine (i Paria dello schema).

    Non a caso, ogni volta che teniamo a qualche persona, che ci affezioniamo, stabiliamo un "legame", che come dice la parola stessa è una limitazione della propria libertà.
    La cessione di parte della libertà è il prezzo più grande che paghiamo per essere umani.
    E' un sacrificio, questo, consapevole.

    C'è una parte della nostra libertà che cediamo, ed un'altra che ci viene tolta.
    Il vero problema sta nel secondo caso.

    _____________________________

    Mario
    tu stai ad un livello successivo, un livello a cui spero di avvicinarmi col tempo.

    A presto

  • anonimo

    ..comunque i "creatori d'etat d'eprit" in cima alla piramide devono essere belle belle  teste di c….  http://santaruina.splinder.com/post/19825645/etat-desprit m

  • anonimo

    Barnard – Il vero potere
    Aggiornamento. Il Più Grande Crimine 14 – Prima Parte e Seconda Parte

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=8174

  • anonimo

     Per toporififi:
     
    Noi respiriamo l’aria che altri hanno già respirato per noi.
     
    Ecco perché, secondo me, l’aspetto “conoscenza” è fondamentale.
     
    I nostri “primi passi”, poggiano su un terreno fatto di imitazione, di educazione e di cultura estremamente differenti per ognuno di noi.
     
    Carpiti sin da “cuccioli” da un mondo preconfezionato per l’occasione, siamo chiamati a dimenarci “lungo il cammino”, all’eventuale ricerca del senso della nostra esistenza, oltre che di una corretta “chiave di lettura” legata al vivere in comunità tipico dell’uomo.
     
    Complimenti per il tuo commento, illuminante e profondo.
     
    Sarebbe interessante riflettere sul quel “bene e male” che fluttuano e variano, riferendoli al concetto di amore, nel senso più ampio del termine, e all’aspetto “auto limitazione della libertà” ben espresso da S.ruina.
     
    Grazie, ciao.
     
    (Antonio)

  • anonimo

    nella società tradizionale le caste sono 4 e al vertice vi è la casta dei sacerdoti. penso che le cose siano sempre rimaste allo stesso modo.vi sono stati apparenti ribaltamenti, ma la struttura intima è sempre la stessa. non si spiegherebbe altrimenti il fiorire di società segrete per scopi di potere. il capitalismo non è che il cuscinetto di separazione tra il popolo e le caste superiori, le uniche ad avere, oltre che un ruolo sociale, anche un retroterra di conoscenze esoteriche.
    democrito

  • ghibli.

    (ops, i nuovi codici youtube non funzionano, provo i vecchi e link) (cancella pure il commento precedente)
    video link:

  • anonimo

    Democrito,
    qui c'è però una questione di inversione. Questo "retroterra di conoscenze esoteriche" non può essere considerato così genericamente, ma c'è da analizzare e rilevare che se un tempo l'elite operava in conformità col Divino oggi c'è il luciferiano "sostituirsi" al Divino. Il tutto poi, alla fine, per ottenere vantaggi tutti materiali.

  • anonimo

    Il mondo influenzato dall'idea romantica…del bene del male, l'oscurantismo..ma che c'e' di piu' conformista di tutto cio'?!!!!!
    Innanzitutto la mentalita' moderna e' gia' andata ampiamente oltre a tutto questo, in senso negativo quindi consglio di aggiornarsi. 
    La piramide dello schema intanto ha 5 categorie mentre tradizionalmente esse sono 4: la prima associata al mondo pneumatico, la seconda a quello psichico, la terza a quello ilico e la quarta ad operazioni di tipo strettamente "vitale" nel senso meccanico, come del resto tali' qualita' vengono associate  in un organismo vivente alla testa, alle braccia, al bacino… el'ultima categoria da sotto i piedi, quindi una societa' basata su di un modello cosmico in perfetta sintonia con il concetto delle corrispondenze analogiche tra micro e macrocosmo.
    La quinta qui e' quella del conformismo: diventa subito chiaro allora da che punto di vista vengono tratti i ragionamenti esposti……

    Zodiacus

  • anonimo

    ot

    Gaza, rapito volontario italiano
    "Morto se Hamas non rilascia
    entro 30 ore i detenuti salafiti"
    http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/397943/

    salafiti?

    Gaza risponde a Roberto Saviano
    (Vittorio Arrigoni)


  • anonimo

    ot

    Gaza, rapito volontario italiano
    "Morto se Hamas non rilascia
    entro 30 ore i detenuti salafiti"
    http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/397943/

    salafiti?

    Gaza risponde a Roberto Saviano
    (Vittorio Arrigoni)


  • anonimo

    ot

    Gaza, rapito volontario italiano
    "Morto se Hamas non rilascia
    entro 30 ore i detenuti salafiti"
    http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/397943/

    salafiti?

    Gaza risponde a Roberto Saviano
    (Vittorio Arrigoni)


  • anonimo

    mmmh….cosí…il caro B.Russell era un dannato vanitoso veicolo.(per dirne uno che mi sembrava un "serio")

  • Chapucer

    pensavo che la vanità occupasse più spazio…

    Buondì, Santaruina

    Blessed be

  • anonimo

    I “salafiti” di Al-Qaeda/Cia/Mossad hanno ammazzato Vittorio Arrigoni
    http://terrasantalibera.wordpress.com/2011/04/15/il-ramo-%e2%80%9csalafita%e2%80%9d-di-al-qaedaciamossad-alla-fine-ha-ammazzato-vittorio-arrigoni/

    Morto Vittorio Arrigoni. Autentico sostenitore di verità e giustizia per la Palestina
    http://www.infopal.it/leggi.php?id=18083

    Vittorio Arrigoni è morto. Addio, Vik
    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&p=78044#78044

    Gaza risponde a Roberto Saviano
    (Vittorio Arrigoni)


    http://guerrillaradio.iobloggo.com

  • anonimo

    Gaza: Restiamo Umani (intervista a Vittorio Arrigoni)


  • luciamerli

    belle riflessioni, intelligenti e fondate, il politicamente corretto mi pare oggi la punta piu' avanzata dell'iceberg del conformismo,
    un caro saluto
    Lucia

  • anonimo

    Il conformismo è dilagante: sono stato a Milano in questi giorni e ho notato una cosa strana che avviene ogni giorno davanti alla porta del duomo.. ne ho fatto un video e un articolo che potete trovare qui http://bollo82.blogspot.com/2011/03/il-mistero-della-porta-del-duomo-di.html

    Nel video possiamo proprio vedere il conformismo all'opera, decine di persone che fanno un determinato gesto per il semplice motivo che lòo hanno fatto anche altri…

    C'è di che pensare!

  • anonimo

    Scusate se riposto lo stesso commento, ho reso il link cliccabile..

    Il conformismo è dilagante: sono stato a Milano in questi giorni e ho notato una cosa strana che avviene ogni giorno davanti alla porta del duomo.. ne ho fatto un video e un articolo che potete trovare qui http://bollo82.blogspot.com/2011/03/il-mistero-della-porta-del-duomo-di.html

    Nel video possiamo vedere il conformismo all'opera, decine di persone che fanno un determinato gesto per il semplice motivo che lòo hanno fatto anche altri…

    C'è di che pensare!

  • Santaruina

    Ciao Lucia, felice di leggerti :-)
    __________________

    Amos, un "reportage" davvero interessante, e molto a tema.

    A presto

  • Anonimo

    ci sono diversi doppioni di commenti (quelli che rimandano a links)…
    andrebbero cancellati i superflui (probabile inconveniente con trasferimanto del blog) ciao. m

  • Sì, questi doppioni si sono creati all’epoca del trasferimento.

    Ho già “pulito” un po’ di articoli, ma ce ne sono ancora molti altri da ritoccare.
    Piano piano..

    A presto

     

  • […] cui estremità si chiamano libertà e sicurezza. Libertà da una parte, sicurezza al suo opposto. Definire la libertà non è semplice, e mai lo è stato. Vi sono innumerevoli definizioni che a tale concetto si sono […]

  • […] estremità si chiamano libertà e sicurezza. Libertà da una parte, sicurezza al suo opposto. Definire la libertà non è semplice, e mai lo è stato. Vi sono innumerevoli definizioni che a tale concetto si sono […]

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