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-o- Too late to die young -o-
19 febbraio 2018

Il massacro e il diritto

Per segnare le porte della città, Romolo solleva l’aratro. La più antica di esse è la Porta Mugonia, che abbiamo ritrovato, è fatta con travi di legno e argilla pressata e sotto la sua soglia è stato rinvenuto il cadavere di una bambina decapitata. Un sacrificio umano”


E’ solo questione di quanto indietro nel tempo ci si vuole spingere.
Il luogo in cui abitiamo, il terreno su cui sorgono le nostre dimore, fu, ad un certo punto della storia, conteso da degli uomini armati.
Ci furono delle battaglie, ci furono dei morti, e i vincitori divennero i nuovi padroni della nostra terra.
E si tratta, appunto, solo di stabilire quanto indietro nel tempo occorre andare: la seconda guerra mondiale, il risorgimento, le invasioni austriache, spagnole, francesi, le invasioni barbariche, le conquiste dei romani che sconfiggono i galli, oppure la calata degli indoeuropei.
Il possesso della terra si fonda sulla spada, sempre.
I contratti, le leggi, lo Ius, vengono sempre dopo, quando i vincitori normalizzano la situazione, e regolano il nuovo status quo.
E questa contrapposizione, questa coesistenza schizofrenica tra il potere ultimo e decisivo della violenza e l’imposizione di “leggi” –  che hanno anche la funzione di regolamentare quella stessa violenza, in un secondo momento – rappresenta in fondo il cuore e l’essenza della civiltà occidentale.
La spada e il contratto, i bombardamenti e i tribunali, il massacro dei popoli, la mattanza dei vinti e la tutela del cittadino di fronte alla legge.
Schizofrenia pura, che a noi appare come normalità solamente perché tutta la nostra cultura si fonda su tale dicotomia.
Si tratta in fondo di eventi lontani nel tempo, che non ci riguardano più.
C’è uno “stato di fatto”, ormai: questo è il palazzo in cui ci troviamo a vivere, ereditato dai nostri avi.
E se alle sue fondamenta c’è un cimitero, se ne sta comunque sepolto nella terra.
Persone che non abbiamo mai conosciuto, secoli di distanza.

Questa dicotomia non fa solo parte del passato, in ogni caso.
Quando aerei a stelle e strisce, in questo momento, sganciano bombe contro gente inerme che ha la sfortuna di abitare terre ricche di risorse, oppure “dalla grande importanza strategica”, noi ancora ci indigniamo (almeno, quelli di noi che hanno un’anima).
Dopo le bombe, arriveranno comunque, come sempre, dei regolari contratti.
Si faranno accordi per la ricostruzione, con tanto di regolare appalto, si sigleranno alleanze bilaterali per lo sfruttamento delle risorse, con tanto di timbri e fogli protocollati.
Il massacro e il contratto non fanno solo parte della nostra storia remota: rappresentano ancora oggi la vera essenza della nostra civiltà.
Semplicemente il massacro si è spostato lontano dalla nostra vista, perché nel corso dei millenni siamo diventati più sensibili (la parte del “diritto” l’abbiamo amata tanto: le regole scritte ci fanno sentire migliori, “civili”).

Qui si va ben oltre delle semplici valutazioni storiche o morali: la vera questione è metastorica, simbolica, mitica.
Lo sterminio seguito dalla legge è un racconto mitico che si compie ciclicamente dall’inizio dei tempi.
E’ Shiva che danza e fa tabula rasa della terra, per poi riedificare, è l’uomo primordiale che viene squartato per dare il via alla creazione.
Perché alla base di tutto c’è un delitto, c’è sempre un delitto.
Gli antichi ne avevano piena consapevolezza: la prima città venne edificata da Caino che fugge dopo aver commesso il primo omicidio.
Perchè prendere possesso della terra, delimitarla, sezionarla, è un rompere l’ordine divino, una violenza all’unità primordiale ed inviolabilità della terra.
Lo sapeva bene Romolo, anch’egli fondatore di città, anch’egli assassino.
E non solo secondo il mito.
Nella leggenda egli uccide il fratello Remo, ma nella realtà colui che per primo segnò i confini dell’urbe si spinse ancora oltre.
Il solco primordiale che diede origine alla città di Roma, l’atto fondativo per eccellenza dell’urbe, è stato scoperto anni indietro da scavi archeologici ai piedi del Palatino.
La leggenda di Romolo ricalca un fatto storico documentato.
E sotto l’antica Porta Mugonia, lungo il corso di quelle prime mura, è stato trovato il cadavere di una bambina decapitata.
Un sacrificio umano, per placare l’ira delle divinità ctonie, offese da quello squarcio nel terreno.
Così inizia la storia di Roma, e di conseguenza la nostra storia, dal momento che noi ancora usiamo la lingua di quella gente, e anche queste parole sono scritte con l’alfabeto che essi avrebbero diffuso per il mondo.
Con una bimba decapitata, gettata nelle fondamenta delle mura della città, per garantirne la prosperità.
In seguito, narra il mito, Romolo stabilisce anche lo ius civico, il diritto, le leggi che avrebbero regolamentato la vita civile.
Un diritto arcaico che fu l’ispirazione su cui si fonderanno poi le nostre stesse leggi.
Il sacrificio, il massacro, e poi la legge.

Da un punto di vista metastorico tutta la nostra civiltà ha inizio col sacrificio di quella bambina.
Una creatura pura, la più preziosa delle creature, a cui viene tagliata la testa, affinché la forza vitale che la sua innocenza libererà possa garantire la prosperità della città, dell’impero, della legge.
I nostri palazzi poggiano su teste mozzate.
La follia dei nostri tempi ha origini lontane.

54 comments to Il massacro e il diritto

  • Nimue

    I sacrifici umani venivano praticati anche nelle società matriarcali, in cui molti sostengono non esistesse la proprietà privata e la terra fosse di tutti. Allora non c’erano confini, rapporti di vicinato da regolare con lo jus, il solco nel terreno che ha dato il nome al diritto. In tutto il mondo, prima dell’avvento del sistema patriarcale e del diritto, quando vigeva la legge del clan matriarcale e della faida si sacrificavano le persone (il re dell’anno, tanto per fare un esempio) per fertilizzare la terra. Questa tua impostazione per cui il diritto (e la proprietà, per difendere la quale è nato il diritto) si basa su una inconcepibile, disumana violenza, è ridicola. Anche senza diritto e proprietà, anche senza confini e senza padroni, la violenza rimane. La violenza fa parte della società umana perchè l’uomo è cattivo ed è cattivo perchè fa parte delle tre specie che sono nate per distruggere: uomini, demoni e asura. Tutti e tre guidati dall’ego, tutti e tre incapaci di liberarsi dal proprio ego. Deva, animali e piante, invece, che non hanno ego, non sanno neanche cosa siano i rituali e i sacrifici. Considera che il rituale appartiene al dominio di Rahu, che è un asura. E gli umani vengono sulla terra perchè Rahu li chiama. Ma sono cose che non si possono spiegare così su due piedi. Per me c’è poco da credere di risolvere il problema dell’umanità restando dentro i limiti del pensiero umano. E’ sempre, intrinsecamente, inguaribilmente erroneo il pensiero umano. Gli esseri umani sono la cosa più ignorante e stupida che sia mai esistita nell’universo. Feccia.

    • Nimue

      Stai commettendo lo stesso errore dell’altra volta. La tua critica non è rivolta all’articolo, ma a quello che tu pensi che io abbia sottointeso scrivendolo.

      Ma quello riguarda te, e io sulle tue supposizioni non posso intervenire.

      Per quanto riguarda il sacrificio, se leggi l’articolo vi troverai un link ad un altro mio scritto in cui ne parlo in maniera un po’ più approfondita.

  • Hiei

    Avere un’anima vuol dire “indignarsi” per poi non fare niente, anzi continuare a sostenere il sistema col proprio lavoro e finanziare i massacri di cui sopra con le tasse?

    Dalle mie parti si chiama “ipocrisia fottuta”, non “anima” – ma forse è solo questione di vocabolario… :’D

    • Quando infatti hai piena consapevolezza di questo, allora vai incontro ad un tremendo conflitto morale.

      A quel punto o ti adegui, o ti ammali, o impazzisci,o ti uccidi, o fuggi, oppure diventi saggio, oppure non so, non ho risposte.

      Ognuno deve trovarsi la sua.

      • Hiei

        Noto che combattere la tirannia non è un opzione…
        Santa sei tu o il tuo gemello malvagio? :’D

        • Combattere la tirannia è un bel concetto, romantico ed eroico.

          Ma se mi chiedessero come si fa a combattere la tirannia oggi, farei fatica a rispondere.

          Tu come risponderesti?

        • Hiei

          Intanto prendendolo in considerazione.
          Dopo non è una risposta univoca…come cristiano la tua risposta sarebbe diversa dalla mia, se esistesse un’unica risposta da imporre a tutti sarebbe solo un’altra tirannia.
          Ma secondo le leggende i primi cristiani resistettero a loro modo alla tirannia dell’impero romano, tu com’è che non hai nemmeno contemplato l’opzione?

        • L’opzione l’ho contemplata.
          Anche descrivere il modus operandi del dominio, quello che ho più volte provato a fare, è una goccia in quella direzione

  • Nimue

    Non puoi confutare la mia critica sostenendo che ho frainteso quello che hai detto. Non è andata così, e il tuo argomento è disonesto. Rileggi le tue parole “prendere possesso della terra, delimitarla, sezionarla, è un rompere l’ordine divino, una violenza all’unità primordiale ed inviolabilità della terra“. Stai dicendo che possedere la terra è un atto dissacrante, che la violenza nasce dal fatto che si desidera possedere la terra. Oppure no? Vuoi forse negare l’evidenza? Stai dicendo che il diritto non fa che coprire, tentare di insabbiare, forse di mitigare questa violenza primordiale, oppure no? Non puoi sostenere che ti sto interpretando male: davvero, se lo fai sei disonesto intellettualmente, e io sto perdendo tempo a parlare con te.

    A queste parole io ho risposto per le rime e logicamente: ti sbagli. Non è dal desiderio del possesso della terra che nasce la violenza, ma dalla stupidità umana. Infatti ai tempi del matriarcato, quando nessuno si sognava di possedere la terra, si praticavano i sacrifici umani come e anzi molto di più di quanto non si faceva al tempo del diritto, del patriarcato e degli antichi romani.

    Anzi, l’avvento della società patriarcale, fondata sul diritto, si accompagna proprio e precisamente con la graduale scomparsa dei sacrifici, prima umani e poi anche di quelli animali.

    Tu sostieni che la violenza di cui l’uomo è capace (sacrifici, guerre, eccetera) deriva dalla volontà di possedere la terra. Non puoi negare di aver scritto questo. Rileggiti, se non ti ricordi.

    Io ti ho appena spiegato che non è così. Ti ho spiegato che la violenza viene prima, e che non c’entra nulla con la proprietà della terra. E il mio argomento è provato dalla storia, non me lo sono inventato.

    Aggiungo anche che la vita si nutre di diversificazione e differenziazione, e che anelare all’unità significa semplicemente anelare alla distruzione, cioè alla morte. Poichè tu hai descritto solo l’unità primordiale come sacra, non sei imparziale. Nè l’unità nè la differenziazione sono cose sacre. Sono solo stadi diversi dell’essere. Ma bisogna aver chiaro che la differenziazione si accompagna con la VITA (la moltiplicazione delle cellule, per esempio, o l’allontanamento della galassie dal big bang), mentre l’unificazione è MORTE.

    • Hiei

      Quindi quando gli animali delimitano il loro territorio e combattono per contenderselo violano l’ordine divino? Poi vanno all’inferno?
      Ma loro non hanno libero arbitrio no? Eseguono la volontà divina…di violare l’ordine divino?
      A me sto dio per essere così onnisciente mi pare sempre un filo confuso, ma sarò io che non sono saggio… :’D

    • Nimue
      Se avessi letto l’articolo che ti ho segnalato avresti visto che in esso sostengo che i sacrifici umani erano diffusi in europa principalmente prima dell’arrivo degli indoeuropei.

      Lo stesso rituale descritto qui è probabile che i romani lo avessero appreso dagli etruschi.

      Questo perché erano i popoli dell’antica europa che avevano un rapporto più stretto con la terra e la sua sacralità.

      E nell’articolo non parlo della nascita della violenza, ma della nascita  della nostra civiltà, che fa coincidere la violenza col diritto, in un processo schizofrenico.

      Accade ancora oggi.

      Ma, come dicevo, posso rispondere solo  su quanto scrivo, non su quanto si suppone che io abbia sottointeso.

      • Hiei

        Non mi hai risposto: quando gli animali, privi secondo la tua religione di libero arbitrio e rispondenti al disegno divino, si appropriano di un territorio difendendolo con la forza cos’è?
        Sacrilegio? Volontà divina? Non sa, non dice?

        • Stefano

          Anche le piante. Pensa che io volevo raggiungere la piscina in 10 min e mi hanno detto: “No, non puoi passare di là, ci sono le piante.” Robe da matti. Adesso le piante crescono dove gli pare, e io devo fare il giro lungo.. ma dico io, se questa non è violenza? se non è la rinomata prepotenza delle piante? e non sto qui a parlarti delle rocce. Ci sono delle rocce ok, ma ci sono delle rocce che son proprio stronze di natura. Come lo spiega la religione questo fatto?

        • Certe rocce sono davvero intrattabili, se ne stanno lì ferme con grande arroganza… :-D

        • Hiei

          Precisamente!
          Non divemtate vegani per salvare gli animali, fatelo perché odiate le piante! :’D

  • Nimue

    Non hai sottinteso niente. Hai scritto che prendere possesso della terra è un sacrilegio. Questa affermazione è senza fondamento, cioè è falsa, e non è imparziale. E io ti ho spiegato perchè. Senza supporre niente, ma basandomi su quanto tu hai detto. Forse ti manca la logica, oltre che l’onestà intellettuale.

    Inoltre la nostra società non fa affatto coincidere la violenza con il diritto. Il diritto serve anzi a limitare la violenza e a prevenirla.

    Ma basta. Dialogare con te è una perdita di tempo e per giunta hai la cattiva abitudine di svalutare e latamente insultare chi non è d’accordo con te, cosa assai incresciosa e tipica dei “totalitari”.

    Saluti.

  • Tu Nimue fai davvero fatica a comprendere quello che leggi.
    E non perchè tu sia stupida, tutt’altro, ma perchè interpreti tutto in base alla tua impostazione ideologica, e dividi i contenuti che leggi in conformi o contrari alla tua idea di fondo.
    Ora, puoi prendere questo appunto come un’offesa o come uno stimolo per ottenere maggiori informazioni dai contenuti di cui fruisci.
    E’ una cosa che riguarda te.
    Nell’articolo precedente avevi compiuto lo stesso errore, fino ad ammettere che in effetti avevi malinterpretato il tutto.
    Non hai fatto tesoro di quell’insegnamento.

    In ogni caso, quando scrivo che prendere possesso della terra è un sacrilegio sto descrivendo la mentalità arcaica.
    Nell’articolo è chiaro, ma occorre appunto leggerlo liberi da pregiudizi.

    A presto

    • Daouda

      Santa santa la prima legge la abbiamo avuta nell’Eden. Dici dunque che il legislatore fosse ingiusto? Non è poi affatto prerogativa della civiltà occidentale quella che tu chiami così. Al massimo è un parossismo….difatti poi citi Shiva. Ma più semplicemente il possesso della terra non è diverso dal supposto possesso di sè stessi e se dopo il peccato originale non si delineasse la terra e apriori l’ambito di intervento del proprio io non rimarrebbe che caos, pura inoossibilità relazionale. Quel che chiami male è solo la parodia di quel che credi. A mio avviso sbagli obiettivo tralasciando i sintomi e segnali corretti, ci mancherebbe, misto allo stato d’animo d’indignazione che è nobile avere. Il riferimento poi a la testa mozzata di una bambina mi pare prettamente strumentale oltre che ipotetico.

      Saluti

      • Il finale con i palazzi che poggiano sulle teste mozzate in effetti può sembrare teatrale, ad effetto.

        Eppure è una frase vera  se presa in maniera letterale.

        Vale per la fondazione delle città di origine etrusca, di quelle del primissimo periodo romano, e vale per tutte le città e i paesi in cui si sono svolte battaglie per il possesso del territorio.

        È uno di quei casi in cui la realtà e il simbolo coincidono in maniera palese.

        • Daouda

          Io non mi concentrerei sulla frase ad effetto ma sul fatto che il diritto è semmai sinonimo di civiltà. Se hai capito il mio discorso.

        • Non è proprio così.
          Il diritto, la legge scritta, interviene quando la “degenerazione” è già diffusa;altrimenti non ci sarebbe alcun bisogno di istituire delle leggi da far rispettare con la forza.
          Prima di questo vi è la legge naturale che non necessita di essere messa per iscritto, e qui sta la vera civiltà.
          Nietzsche descrive molto bene questo fenomeno nella Genealogia della morale.

        • daouda

          ma sempre di legge si tratta dunque. E non ti viene in mente che anch’essa sia stata messa per iscritto proprio perché non più “sentita”?

        • daouda

          Non voglio accusarti Santa, sia chiaro. E’ solo che non mi sembra affatto corretto il tuo criterio, fraternamente. Il diritto col possesso della terra di per sè (foss’anche qualsiasi possesso giacché la terra in quanto “bene” è un simbolo di un atteggiamento apriori dell’uomo sull’uomo) non c’entra nulla. Può acapitare anzi l’inverso…pensa alla consacrazione di un luogo deputato al contatto col Santo: esso è di per sè un luogo separato e posseduto dall’istituzione sacra, un res nullius nel diritto romano antico, atto a ripristinare perlomeno l’equilibrio se non proprio un collegamento con l’Ultra. Ugualmente ciò poteva valere analogicamente per certune città come lo fu per Roma, e di questo seppur è un parere io sono convinto. Condivido , ci mancherebbe, le analisi secondarie e correlative ma non credo che il punto sia quel che tu vuoi trasmettere, punto che svela anche una tua certa angoscia, fattelo dire.

          In Christo, Davide

          p.s. approfitto per scusarmi dei commenti del passato in cui ero molto livoroso. Credo di esser cambiado a Dio piacendo, anche grazie al tuo approccio ehehehe

        • C’era un mio professore che sosteneva che la consacrazione di un luogo, e la sua delimitazione che lo rendeva impraticabile per i profani, aveva anche lo scopo, non secondario, di rendere “accessibile”, e quindi di tutti, tutto lo spazio, tutta la terra, che non era direttamente “consacrata” e delimitata per gli usi cerimoniali.
          Era come affermare che solo Dio aveva il diritto di delimitare un terreno, e il resto spettava agli uomini indistintamente.
          Gli uomini dunque che emulavano tale procedimento, delimitando la terra per usi profani si macchiavano simbolicamente del peccato di Hybris.

          Sono discorsi complessi perchè totalmente distanti dal nostro modo di sentire, e il nostro stesso modo di vivere si basa su tali fondamenta.

        • daouda

          ( Santa se ti và bene cancella il mio messaggio appena più sotto che è un rifacimento di questo a cui hai risposto; mi sono sbagliato )

          Il tuo professore ha certamente ragione, ed essendo vero possiamo certamente accodarci a tale pensiero. Mi sembra che però tu stia abilmente eludendo le mie domande/puntualizzazioni.

          Sappiamo bene noi non siamo neanche proprietari del nostro soma, ma è indubbio che per noi il soma come anche la nostra psiche ed il nostro nous, siano per determinazione donati a noi e solo a noi. Siamo usufruttuari, sempre, ma analogiamente proprietari di noi stessi ed artefici del nostro destino.
          Non vedo dove sia lo scandalo. Inoltre per tornare a Roma, essa stessa fu una fondazione sacra duque rientra dipersè nel novero del caso analizzato a meno che non si esageri nel dire che ogni sacralità fuori dal cristianesimo sia allora satanica.
          Qul che volevo trametterti è che il Diritto non è mai sinonimo di oppressione, quella ne è semmai la parodia ed il traviamento. Almeno questa è la mia opinione.

        • Roma fu fondazione sacra, vero, ma sulle sue fondamenta si gettò una bimba decapitata.
          Non dico che ogni fondazione sacra all’infuori del cristianesimo sia satanica, dico solo che decapitare una bambina per placare le divinità degli inferi è qualcosa che va verso quella direzione.
          Sul diritto poi, non sto eludendo la questione, solo che è un argomento enorme, e non è un problema se ognuno ha una sua opinione a proposito.
          Prima ho accennato alla distinzione, sulla quale magari dovevo soffermarmi maggiormente per chiarire il mio pensiero, tra il diritto naturale e il diritto dell’uomo.
          Il diritto naturale esiste a priori, quello dell’uomo assume una forma scritta.
          La differenza è enorme.
          Nel diritto naturale non occorre ribadire che uccidere un essere umano indifeso è “male”, è un fatto assodato.
          Nel diritto umano quella azione diventa “male” perchè viola delle regole scritte, non perchè sia male in sè.
          E’ la questione centrale di Antigone.

          Il diritto degli uomini arriva in un secondo momento, e chi lo redige vieta e punisce atti che lui stesso prima ha commesso (i conquistatori massacrano i vinti, rubano i loro averi, e in seguito scrivono delle leggi in cui chi ruba viene punito)

          E’ questa la dicotomia di cui questa serie di articoli tratta.

          A presto

        • Hiei

          Immagino che se facessi notare che anche i cristiani di gente bambini inclusi ne hanno massacrata la loro non trascurabile parte per far piacere al loro dio verrei censurato per hate speech, giusto?

        • daouda

          Santa magari allora sviscereremo meglio la questione nel prossimo articolo però sappi che il diritto positivo per essere legittimo non solo deve basarsi su quello naturale, ma anche accrescerne la realtà. Un genitore ad esempio ( e lascia perdere lo scritto che è semplicemente un fatto congiunturale su cui secondo me ti fissi troppo ) impone sempre un proprio diritto positivo sui figli, e ci mancherebbe altro essendo ciò suffragato e dalla Rivelazione e dalla Nnaturalità delle cose stesse. Cioè diritto positivo non è ipso facto sinonimo di oppressione, ma magari ci chiariremo in seguito, io intanto cercherò di approfondire meglio e fare più attenzione a quel che realmente intendi.
          Grazie degli spunti. Ciao!

  • Antonio Manzionna

    Come sempre, quando si commenta, un po’ di strabismo c’e’ sempre! Se a quegli aerei fossero state omesse le stelle e le strisce, un po’ di gradimento in piu,’ un bello articolo lo avrebbe  meritato! Il”massacro e il diritto” non hanno mai avuto ne’ latitudine ne’ longitudine!

    • Anche qui, il fatto che in questo momento storico i più grandi massacri hanno lo stampo delle stelle e strisce non è un’opinione

      Sono coloro che attualmente incarnano questo spirito occidentale che si muove tra bombe e contratti, più di ogni altro.

  • Ideologa in vacanza

    Scusa, santaruina, non condivido quello che dici. La frase “nell’articolo sostengo che i sacrifici umani erano diffusi in europa principalmente prima dell’arrivo degli indoeuropei” non è presente nell’articolo. Forse è sottintesa, ma tu stesso hai pregato Nimue di non immaginare che siano scritte cose che non sono scritte… dunque non lo facciamo. Anche l’affermazione per cui “quando scrivo che prendere possesso della terra è un sacrilegio sto descrivendo la mentalità arcaica” è erronea. Stai parlando della nostra società, che si fonda su quella antica, come tu stesso hai scritto: “Un diritto arcaico che fu l’ispirazione su cui si fonderanno poi le nostre stesse leggi”. Dunque tutt’ora, tu scrivi, il diritto si fonda sulla violenza. Non stai parlando della mentalità arcaica, ma della nostra. Nimue ha spiegato che la tua ricostruzione dei fondamenti della nostra società è ideologica perchè si basa sull’assunto erroneo che il diritto nasca dalla violenza. Il diritto non nasce dalla violenza, ha correttamente chiarito. Il diritto nasce per evitare la violenza, non per fare di essa un rito (simile al sacrificio della bambina) su cui “fondare in nostri palazzi”. La differenza fra te e Nimue è che lei è onesta, e ti dice senza imposture che non è d’accordo con te, e che ritiene la tua impostazione sia ideologica perchè interpreta erroneamente ed arbitrariamente i fatti storici, mentre tu ti nascondi, affermi che stai semplicemente descrivendo gli antichi. Se non fosse per i nomi, direi che Nimue si sta comportando da uomo, e tu da donna. Nimue, da buona debunker, con semplicità ti ha detto che non è d’accordo con la tua ideologia, e che non è d’accordo appunto perchè è una ideologia, cioè una verità parziale, una opportuna distorsione dei fatti storici al fine di confermare una propria visione del mondo. Non c’è nessuna impostazione ideologica nell’atteggiamento di Nimue, mentre ce n’è molta nel tuo.

  • “Il sacrificio umano era comune nelle popolazioni semitiche dell’antichità, nelle culture precolombiane dell’America centrale, ed anche nelle popolazioni che abitavano il continente europeo prima dell’arrivo delle stirpi indoeuropee.”

    Mi pare che la frase sia chiara.

    Così come il fatto che prima di ogni diritto vi è una violenza, è altrettanto ovvio.

    Prima la violenza, poi il diritto. È una realtà lapalissiana, e sono anche parecchio sorpreso che sia stata questione da discutere; non si tratta di alta filosofia, ma ma di semplice fatto storico.

    Detto questo, il disaccordo non è un problema.

  • Stefano

    -off topic-

    Volevo solo ringraziare (solo?) Santaruina per questo splendido, splendido blog. vengo da Luogocomune ma non ci conosciamo, mi iscrissi troppo tardi per incontrarti là. Poco importa, al tempo probabilmente avrei saltato i tuoi post a piè pari…sai quando si dice non c’è peggior sordo?..

    Ma le persone cambiano, e oggi è un piacere trovare gli articoli più vecchi ancora disponibili. Grazie ancora per questo spazio e complimenti.

    Condivido il pensiero degli ultimi articoli,  e mi rincresce che la tua evidente buona volontà, e tuoi sforzi per combattere questo sistema marcio (confido che i lettori perdoneranno la terminologia abusata) vengano fraintesi dopo tutto il percorso fatto sinora.

    Di mio, apprezzo che un articolo del genere venga pubblicato sotto campagna elettorale, così che  i lettori si ricordino dove stanno andando a mettere le loro firme; discorso che esula da qualsivoglia partito,non-partito o movimento.

    Ciao,

    Stefano

    • Ciao Stefano
      ti ringrazio per la tua gentilezza.
      E Luogocomune è stato per me una grande scuola, sarò sempre grato a Massimo per aver creato quel luogo, e tutti i partecipanti alle innumerevoli discussioni in cui davvero non si smetteva mai di imparare.
      A presto :-)

      • Hiei

        Dimenticando il ruolo di gatekeeper di Mazzucchino, le ripetute purghe di ogni opinione sgradita, il suo indefesso sostegno alla demograzzia statalista dello status quo che dici di aborrire…

        Comunque quello di Santa è un gran bel blog, ricco di post interessanti come questo:

        Senza stato: una storia reale

        Che contraddice e smonta completamente il post che stiamo commentando.

        Tu non sei il vero Santa vero? Sta gestendo un altro il blog adesso…

        • Stefano

          L’accusa di gatekeeping mi piacerebbe la motivassi (gatekeeping riguardo a cosa?), che così risulta gratuita e ingiustificata. ma ciò non bastava, serviva svalutare il nome stesso in “Mazzucchino” per dare forza alla tesi..

          Dopo che mi spieghi quella sul gatekeeping e le purghe mi piacerebbe sapere dove vedi l’irrisolvibile conflitto nei 2 articoli (grazie per averlo linkato). Per me è la prova del fatto che già allora ci aveva visto lungo.

        • Hiei

          Quindi, gemello malvagio di Santa, tu puoi chiamare in causa chi ti pare senza essere mai contraddetto con questa scusa? Per esempio se dici che Berlusconi è un santo è io contesto che è un mafioso mi banni perché ho attaccato terzi?
          Fingendo che tu non eluda le domande, cosa che il vero Santa non faceva…

        • Hiei

          P.S.: l’articolo riporta testimonianza storica di spartizione pacifica della terra, atto per nulla sacrilego allora a quanto pare, contraddicendo la premessa fondamentale di questo post che la proprietà della terra si ottiene sempre e comunque con la violenza, evidenziato in grassetto anche…

        • Spartizione pacifica della terra, certo, ma dimentichi il piccolo particolare che quella terra era rimasta libera dopo una feroce guerra di indipendenza, e della partenza dei turchi.
          E durò poco, perchè in seguito arrivo l’esercito del neoformato esercito greco che armi in pugno ri-confiscò la terra.

          Sull’atto sacrilego in sè, si tratta di una questione simbolica e metafisica che non rientra nel tuo schema di ragionamento.
          Non è un’accusa, solo che ti stai esprimendo su di un campo sul quale non nutri interesse, come ogni qualvolta parli di religione.
          Nulla di vieta di dire la tua, ovviamente.

        • Hiei

          Se dici “sempre” non sono ammesse eccezioni, se c’è una sola eccezione, la tesi non regge, logica di base, il tuo post precedente invalida la tesi su cui si basa questo.
          Tutto il resto è contorno, decorativo magari, ma inutile al fine della discussione.

      • Come sempre Hiei ti ricordo che qui vige la regola del “non si attaccano terzi”.
        In altre parole, io posso essere attaccato senza problemi, e a seconda del mio umore rispondo o lascio perdere, ma non si possono tirare in ballo terze persone che non hanno la possibilità di rispondere.
        Cancellerò senza troppi rimpianti ogni tuo tornare sul tema.

        • Hiei

          Quindi, gemello malvagio di Santa, tu puoi chiamare in causa chi ti pare senza essere mai contraddetto con questa scusa? Per esempio se dici che Berlusconi è un santo è io contesto che è un mafioso mi banni perché ho attaccato terzi?
          Fingendo che tu non eluda le domande, cosa che il vero Santa non faceva…

        • Sei troppo intelligente per non capire la differenza tra il sostenere che il tale politico è un bugiardo perchè ha sostenuto una cosa mentre dei fatti acclarati dimostrano il contrario, e dire che il signor “mario rossi” che abita accanto a me è un furfante perchè mi guarda sempre male quando lo saluto.
          E a parte questo io raramente attacco un personaggio preciso, e quando lo faccio critico un suo pensiero o un suo atto.
          I tuoi sono attacchi alla persona, con tanto di nomignoli dispregiativi.
          Puoi farlo con me, e come vedi te lo lascio fare, come tutte le altre cento volte, ma non puoi farlo con persone terze che hanno la sola colpa di starti antipatiche.

          Tutti ti bannano, tutti a parte me, ma non pensare che questo significhi che puoi venire qui a sparare insulti su di loro.

        • Hiei

          Mi hai cancellato il messaggio in cui spiegavo che ho argomenti a sostegno della mia legittima opinione su Mazzucchino è che se tu prometti come hai fatto di impedirmi di esporli accusandomi gratuitamente di calunniarlo per solo astio l’unico che attacca personalmente sei tu nascondendoti dietro la censura lo hai cancellato tu?
          Non lo vedo più mentre un altro mi appare fuori posto.

          Per sapere…

        • Ti ho detto che cancellerò senza pensarci troppo qualsiasi commento che alza i toni.
          Avevo perso la voglia di scrivere nel blog per colpa di commenti inutilmente biliosi e astiosi, che non aggiungono nulla al discorso.
          L’avevo già chiarificato bene anni fa, ma lo ripeto:
          cancellerò ogni commento inutilmente astioso, il cui tono mi da fastidio.
          Il criterio che userò?
          Il mio, e basta.
          Notare che in 12 anni di blog, gli unici commenti che io abbia mai cancellato sono i tuoi, hiei.
          A presto

        • Aggiungo: le regole sono chiare, nessuno è obbligato a stare qui per forza.
          Ma una volta che si entra, si sa come funzionano le cose.
          Intermezzo: due – tre regole per i commenti

          “Gli attacchi personali non sono permessi.
          La mia valutazione di “attacco personale” è ampia, e potrebbe essere diversa da quella di chi commenta.
          Nel caso in cui le valutazioni divergano, prevale ovviamente la mia; potrei giudicare attacco personale anche una semplice allusione, o una frecciatina, oppure semplicemente un tono sopra le righe.
          Nei giorni in cui mi capiterà di avere un leggero mal di testa questo margine sarà ancora più ampio.
          I commenti incriminati verranno rimossi nella loro interezza non appena li avrò letti, senza la necessità da parte mia di offrire ulteriori spiegazioni.”

        • Hiei

          Vedo che cominci con la censura sistematica dei miei commenti.

          Benissimo! Il primo non l’ho salvato, spiega un po’ al gentile pubblico perché hai ritenuto opportuno censurare questo:

          “P.S.: Mazzucchino è oltretutto un personaggio pubblico che ha rilasciato interviste (anche in televisione credo?) e prodotto film, quindi come tale soggetto a critica quanto Berlusconi o Grillo che più volte è stato qui soggetto di discussione, quindi tutte le tue premesse sono fasulle quanto te, “Santa”.

          Oh, è passato così tanto tempo dal mio ultimo ban, se vuoi favorire adesso…eh, la nostalgia… :’D”

          Let’s the cut & paste games begin! :’D
          Partiamo da qui, ho tenuto anche gli altri… tranne la risposta solidamente argomentata a Stefano, almeno sia chiaro che ho tentato di rispondere e mi viene impedito.

          Questo commento e stato cancellato: 2 volte.

  • Giovanni Battista Radosavljevic

    Ho appena scoperto questo sito assai interessante e dopo aver letto l’articolo sui Gemelli Romani ed i rispettivi commenti, mi permetto di rivolgere una preghiera: “Provate a dividere l’umanità in Nomadi e Stanziali e forse alcune cose parranno più accettabili; non sono entrato nel merito dell’articolo perchè vorrei prima conoscere meglio il punto di vista di chi pubblica, grazie dell’ospitalità.
    Nomadi e Stanziali, due diverse mentalità, due diversi atteggiamenti verso il Presente.

     

  • Ciao Giovanni
    anni fa (più di dieci anni fa, ormai…) avevo scritto un breve articolo in cui introducevo l’argomento di cui parli: Nomadi e sedentari

    ovviamente è un tema enorme, ed è difficile parlarne oggi, da “moderni”, ponendo l’attenzione sulle questioni “metafisiche” che vi stanno dietro.
    Personalmente avevo trovato molto interessante il modo in cui René Guénon affrontava la questione:

    Il Regno della Quantità e i Segni dei Tempi
    21. Caino e Abele

    A presto

  • Giovanni

    Quando ero studente mi piaceva osservare le carte geografiche con tutti i loro confini.

    Immaginavo poi di andare indietro nel tempo 5-10 mila anni, probabilmente quelle carte mi avrebbero indicato solo mari monte fiumi laghi vallate pianure,,,,

    Ad un certo punto della storia “appaiono” i confini e questa la chiamiamo Svizzera, questaltra Italia…Francia…Spagna.

    Questi confini nascono in seguito ad una serie di guerre dove sicuramente non il piu’ buono o il piu’ bello o bravo hanno vinto ma di certo il Piu’ Forte vinse.

    Dato che non si poteva continuare a fare guerre, una volta che uno aveva vinto si penso’ bene di fare delle Regole per Vivere in “Pace”.

    Sicuramente non furono i “Vinti” a stabilire le regole di pace, bensi i vincitori dopo una “Intelligente” propaganda pro domo loro, mitigata da aperture verso chi aveva perso….

    Il fin era ovvio.

    Ora con la globalizzazione, con l’Europa unita sta succedendo qualcosa di molto simile ma molto piu’ subdolo,

    ….Fortuna che si muore e poi magari si rinasce piu’ “Imparati”

    saluti Giovanni

    • “Predatori del mondo intero, adesso che mancano terre alla loro sete di totale devastazione, vanno a frugare anche il mare: avidi se il nemico è ricco, arroganti se povero, gente che né l’oriente né l’occidente possono saziare; loro soli bramano possedere con pari smania ricchezze e miseria. Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto, lo chiamano pace”

  • Anonimo

    Insomma dopo mesi mi viene in mente di buttare un occhio al buon vecchio “Tra cielo e terra” e ben 3 articoli nuovi mi svoltano la serata ;).

    Bentornato dunque!

    Non entro nel merito degli articoli perché uno son troppo complessi due voglio capire le tue conclusioni.

    A presto.

    XYZ

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