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-o- Too late to die young -o-
16 aprile 2009

Il mondo tra 10 anni


Io mi immagino famiglie molto numerose, composte da membri di diverse generazioni che condividono lo stesso tetto per necessità.
E tante persone che lavorano i campi.
Tanta tecnologia e poche possibilità di sfruttarla.
Mentre ai piani alti avvengono diversi cambiamenti repentini, i confini vengono ridisegnati e il concetto di libertà totalmente rivisto.
Qualcosa di simile.
E voi, come vi immaginate il mondo tra 10 anni?(il video iniziale ha funzione esclusivamente apotropaica)

43 comments to Il mondo tra 10 anni

  • anonimo

    Carissimo santa, se ti immagini famiglie molto numerose vorra dire che almeno il caro e buon vecchio s.ss. si fara’ ancora…. :-P

    opss scusa ho riletto quello che hai scritto, “di diverse generazioni” a quel punto spero bene di non trovarmi nel letto zio pino, sai ci tengo ancora………..

    by cicciopasticcioso

  • Santaruina

    Ciao Ciccio

    le famiglie numerose intergenerazionali sono state nei secoli uno dei modi a disposizione degli uomini per affrontare i momenti di difficoltà.

    Per quanto riguarda lo zio Pino, non saprei che dirti…

    A presto

  • deank

    …azz…però…

  • anonimo

    io penso cke non dureremo altri 10 anni.

  • gigipaso

    credo che gli unici che avranno qualche possibiltà di sopravvivere nei prossimi anni saranno coloro che noi ora chiamiamo

    “popoli sottosviluppati” ciao …. ggp

  • anonimo

    credo che andremo incontro a qualcosa di grosso.

    a volte penso che tutto stia convergendo (analisi diverse convergono), e da credente spero (anzi, sono convinto) che l’ultima parola sarà di Dio.

    Parusia intermedia? non so ma comunque sarà qualcosa che ci cambierà.

    Capacità d’analisi io ci inganneranno tutti (come stanno già facendo).

  • anonimo

    I campi, sì..

    E’ un peccato che non basteranno per tutti.

    Le grandi città moriranno.

    Il resto me lo tengo per me, perché ho già sperimentato l’errore (e le relative conseguenze) del parlarne.

    Fabiano

  • Chapucer

    io immagino una geografia completamente diversa…

    più ricca di deserti, e grotte

    e mappe misteriose da scoprire..:-)

  • anonimo

    dieci anni è un tempo relativamente breve…ma visto lo stato d’emergenza “segreta” che intuiamo esservi visto il continuo rilascio di scie chimiche da parte di aerei fantasma, nulla lascia presagire qualcosa di sano per noi…Santaruina!…Santaruina!…credo proprio questo ci attende…una santissima rovina…una assolutamente santa espiazione… non illudiamoci come i seguaci della new age, prima d’ogni altra cosa siamo destinati a soffocare dentro la nostra merda sintetica…poi si vedrà

  • anonimo

    scusa Santa, dov’è la più vicina scuola di Okuto??

    sai, vorrei essere preparato…. ;-)

    rumenta

  • Vdipassaggio

    partendo dalla tua frase – “il concetto di libertà rivisto” – quello che penso io è che il futuro si giocherà sul fatto che la gente non vuol essere libera, ma vuole soprattutto essere felice. Il che per la maggioranza ampia significa di tutto fuori che essere liberi – significa avere successo, soldi, posizioni di potere, visibilità, alla a una felicità e ad un “riconoscimento” di se che si realizzano attraverso sempre più catene…un tipo di felicità omologato, un ricnoscimento solo nell’annulamento della propria individualità. Dunque meglio se fra 10 anni ci siano molti più infelici di oggi – e su questo voglio essere ottimista

    v.

  • anonimo

    Carlo, a me pare più che altro wishful thinking

    Della serie “ti piacerebbe” ;-)

    Giorgio

  • anonimo

    Buondì Carlo,

    la possibilità che nel medio termine accada qualcosa di grosso non implica necessariamente che ai più si manifesti in modo estremo.

    Mai sottovalutare il potere dell’inerzia!

    Giorgio Venzo.

    P.S.: io comunque m’aspetto un cataclisma epocale: Inter in serie C e Berlusconi vincitore a Miss Italia & Sanremo.

  • messier

    Tra dieci anni molti imbecilli avranno finalmente aperto gli occhi, e molte persone buone non saranno più con noi.

    Nel frattempo spero che gli scienziati che lavorano attualmente alla Singolarità Tecnologica (intelligenza artificiale), siano il più possibile imbeccilli. Così che possano sopravvivere, e rinsavire.

    Per il resto credo anch’io che molti di noi torneranno a carezzare le zolle. E infine per quanto riguarda me, io tra dieci anni sarò in un posto lontanissimo.

  • Santaruina

    Penso che la stessa domanda fatta dieci anni fa non avrebbe avuto lo stesso significato.

    In fondo 10 anni non sono un lasso di tempo così grande, al contrario.

    Eppure, è innegabile che vi sia una atmosfera particolare intorno a noi, ed è forte la sensazione che qualcosa stia per cambiare.

    Io non so fino a che punto questa sensazione sia indotta oppure frutto di una autosuggestione collettiva.

    Comunque stiano le cose, questa sensazione esiste, ed è percepibile.

    Vorrei sapere anche io se d qualche parte esistono scuole di okuto, scuole che ti insegnino la sopravvivenza in caso di grandi cambiamenti.

    Probabilmente dovremo imparare la lezione da soli.

    Mi piace comunque l’ottimismo di fondo che emerge dalle risposte.

    Perlomeno, io un ottimismo l’ho colto :-)

    Un saluto a tutti

  • anonimo

    Caro santa, sono riuscito ad avere il numero di telefono del maestro e padre RYUKEN….

    Magari ci scriviamo alla scuola tutti insieme….

    by cicciopasticcioso

  • saonda

    L’atmosfera di cambiamento c’è, hai ragione Santaruina, si respira ovunque. Mi chiedo cosa diranno di noi fra 500 anni. Con Brecht, “che il giudizio verso di noi non sia troppo severo”…

    :)

  • anonimo

    Se guardiamo tutta questa crisi (vera o simulata che sia non ha importanza) dalla stessa prospettiva di un’astronauta che guarda la terra dallo spazio, ci accorgeremo che la nostra crisi è insignificante: in realtà non sta cambiando nulla, la “metamorfosi” o “cambiamento epocale” non si nota dallo spazio.

    Noi occidentali pensiamo di essere i protagonisti di questo mondo anche nella sconfitta, pensiamo con presunzione che il mondo senza di noi si distruggerà, perchè ci sentiamo utili, indispensabili. Il mondo ci sarà anche senza di noi e questo non ci piace, ci procura un’angoscia così intensa che va razionalizzata e proiettata all’esterno.

    Ci sfugge quello che accadrà fra dieci anni perchè ci siamo allontanati dalle ragioni che muovono dentro la nostra coscienza.

    M.M

  • anonimo

    cmq forse non tutti sanno che RYUKEN e morto….ora l’onore della sacra scuola di okuto e’ portato avanti dalla leggiadra e risvegliata LIN……quanto ho pianto in quell’ultima puntata…..ma chissa cosa ci attende il futuro…magari una nuova serie…

    er machete

  • anonimo

    secondo me tra dieci anni non sara’ molto diverso da adesso…mi sembrate tutti dei catastrofisti…non so in quale mondo vivete…forse in uno virtuale.

    domenico

  • anonimo

    sento di essere d’accordo con te domenico….anche se la prospettiva di rimanere l’unico sopravvissuto ad un immane catastrofe con 500 donne ed avere il compito di ripopolare il mondo mi alletta assai……

    er machete

  • maurixxio

    in non mi immagino il mondo fra dieci anni, almeno non un mondo come quello in cui adesso viviamo.

    Probabilmente non avremo bisogno di internet per comunicare, non avremo bisogno delle parole, non avremo bisogno degli occhi per vedere…..

    mi immagino una dimensione diver sa da quella attuale, in poche parole…………..sicuramente migliore…..

  • anonimo

    Visto che nell’arco di tutta la civiltà conosciuta (quindi non parliamo di quella sconosciuta che si vuole tenere nascosta) durata circa 7000, quelli che sono riusciti a sviluppare un minimo di consapevolezza sono circa l’1% direi che tra 10 anni, cioè in 7010 anni di “civiltà” quelli che raggiungeranno la consapevolezza saranno l’1,000001%.

    le cose cambieranno di conseguenza.

    Ciao

    Federico

  • Santaruina

    Chissà, forse tra cinquecento anni si guarderà a questo periodo con un misto di tristezza e compassione, chissà.

    Ed è vero che tendiamo a giudicare la realtà ponendoci noi al centro, ma vista la nostra natura non possiamo fare altrimenti.

    _________

    Per Domenico

    se pensi che fra dieci anni staremo esattamente come adesso, forse sei tu il pessimista qua :-)

    Per quanto riguarda il “catastrofismo”, è un po’ come dare del pessimista a chi vede un masso che rotola giù dalla montagna e si dirige verso l’abitato e lo fa notare agli altri.

    Si prende solamente atto della situazione.

    A me personalmente davano del catastrofista anche quando 4 anni andavo sostenendo l’arrivo di una crisi economica mondiale.

    Se fossi stato ottimista magari adesso ero presidente della Banca Centrale Europea, o presidente del consiglio, visto che per svolgere queste mansioni l’ottimismo è la dote più richiesta.

    Io comunque, a scanso di equivoci, sono in fondo molto ottimista, ma di un ottimismo diverso.

    A presto

    _____________

    Machete, tu invece in quanto ad ottimismo li batti tutti :-)

    ___________

    Maurizio, in qualche modo è quello che vorrei anche io.

    a presto

    ______________

    Ciao Federico

    può anche essere che nell’arco di questi 7.000 quell’1% di cui parli sia composto da coloro che quella consapevolezza l’hanno mantenuta, più che sviluppata.

    In altre parole, potrebbe anche essere che all’inizio fosse una condizione molto più diffusa.

    E’ solo una ipotesi.

    Blessed be

  • anonimo

    ermachete: il tuo ultimo intervento sà più di “Doctor Strangelove” piuttosto che di Hokuto-no-Ken… :-P

    Non ho idea di come sarà il mondo tra 10 anni, però vedo anch’io un diffuso “wind of change” (suggestione o realtà che sia) da una parte e la solita, enorme ed apatica inerzia che Giorgio sottolinea dall’altra; credo che la forza di quest’ultima sarà preponderante, ci vorrà veramente un sacco d’impegno per affrontarla. ;-)

    Ah, niente Skynet & co. all’orizzonte per ora, da quel che so… Gli studi sull’IA non sono ancora a quel punto, anzi, nell’accezione più diffusa della materia vanno proprio in tutt’altra direzione (o magari il prof di Fondamenti di IA mi sta nascondendo qualcosa…). ;-)

    Paolo

  • Asoka

    dati i miei problemi di salute e gli innumerevoli farmaci che prendo ogni giorno… a malapena riesco ad immaginare il prossimo anno. a volte mi ritrovo a pensare come farei in un mondo come quello che spesso “disegni” tu: come comprerei i farmaci se tutto andasse a puttane?

    io, caro Santa, appartengo ad una categoria umana, quella dei “malati”… che saranno, credo, i primi a scomparire.

  • messier

    @ paolo

    La singolarità dell’Intelligenza A., per sua natura, non è cosa che si preannuncia “all’orizzonte”. Avviene punto e basta. Vero è che molti personaggi ci stanno lavorando, e sono personaggi che non vogliono apparire in tv. Gente discreta.

  • anonimo

    “In altre parole, potrebbe anche essere che all’inizio fosse una condizione molto più diffusa.”

    Certo è un’ipotesi

    Si può ipotizzare allora che finchè l’allevamento umano rende si va avanti con la “civiltà”. Quando a troppi umani invece viene fatta vedere la luce allora è meglio formattare tutto e reinstallare il sistema operativo.

    Chiaro no!

    Federico

  • toporififi

    Sant’Antonio il grande soleva ripetere; oggi io comincio.

    Ogni giorno è da conquistare, le lunghe prospettive appartengono alla dimensione statistica, dimensione in cui l’uomo non ha posto se non come simulacro funzionale.

    Mi è molto piaciuto l’intervento di Asoka, in un certo senso si può considerare che essendo la vita una malattia mortale trasmessa per via sessuale, siamo tutti malati nell’incognita della data di scadenza.

    D’altra parte dobbiamo considerare che potremmo vivere molto a lungo, e con tutto il lavoro da fare io me lo auguro, allora la cosa fondamentale, se non si possono cambiare le cose, è conservare i semi, e, nel limite delle possibilità, diventare invisibili.

    Che è anche un ottimo esercizio per contrastare la filautìa che ci affligge.

    Kali Anàstasi

  • anonimo

    toporififi

    Puoi vivere a lungo conservando i semi se hai salute, benessere e serenità.

    Chi invece vive nella penuria, nella malattia, nella solitudine, nella guerra, nelle bombe, chi è circondato dall’ignoranza, chi è vittima dell’egoismo e della grettezza altrui anche se consapevole, anche se lotta, arriva ad un certo punto a sperare che la vita non gli dia la condanna di arrivare fino a 80 o 90 anni.

    In fondo Gesù “penò” fino a 33 anni.

    I contadini indiani privati delle loro terre dalle lobby ogm si sono suicidati in massa.

    L’umana resistenza regge fino ad un certo punto.

    Per certuni lo stillicidio è quotidiano.

    Io ad esempio sono disoccupato dopo avere fatto un’infinità di lavori precari, stage, tirocinii, corsi di formazione ecc. ecc., ho una famiglia separata, atomizzata, che mi ha sempre coinvolto in tutte le loro beghe come cani rabbiosi.

    Sono costretto ad una convivenza forzata in famiglia con una madre che mi ha sempre dato del debole e del malato. Quando mi ribellavo ai suoi esaurimenti ero uno che la faceva vivere nel terrore.

    Vivo l’ignoranza e l’incomprensione della gente che mi circonda.

    Mi scontro tutti i giorni coi servizi sociali che mi dicono che non hanno niente da darmi. Mi avevano anche detto in passato che per risolvere i miei problemi avrei dovuto prendere psicofarmaci.

    Mi sento di vivere in un mondo di folli e da ogni parte in cui mi giro vedo ignoranza, indifferenza, incapacità, stupidità, mancanza di lucidità, egoismo, menefreghismo, passività, idoizia.

    E’ facile fare poesia e filosofia quando si è in una nicchia di privilegio. Ma sensazione del mondo io ce l’ho nella mia carne tutti i giorni. E questa sensazione è quella di una lama che piano piano affonda nella pelle fino a squarciare gli organi.

    Federico

  • tristantzara

    Me lo immagino migliore di quello contemporaneo.Con le persone che ritornano a salutarsi sebbene non si conoscono,almeno questo.

    Sono impaziente però…

  • Santaruina

    In realtà possiamo poco sapere dei dettagli, ci si può al massimo limitare ad osservare la tendenza degli avvenimenti, cercando di capire dove possano portare.

    E chi lo sa quali saranno gli uomini “più adatti”, chi lo può dire.

    Già sarebbe arduo definire il concetto di “adatto”.

    Saranno i furbi, i sani, gli onesti, gli intelligenti, i buoni forse i più adatti?

    Blessed be

  • gigipaso

    mah…..

    ciao Carlo …. Ciao Messier…. ciao a tutti…..

    ggp …… mah…

  • rrrrr

    fra 10 anni ci sarà uno spostamento del paradigma di Kuhn, ci sarà cioè una rivoluzione scientifica. altro non so dirti perchè se sapessi prevedere il futuro giocherei ai cavalli mica starei su internet a perdere tempo r.

  • Santaruina

    Kuhn ci aveva visto bene col suo paradigma.

  • toporififi

    Caro Federico, nella mia esperienza ho conosciuto persone che se la passavano anche peggio di te, immigrati e non, sani e malati, anche molto malati, che conservavano e conservano questi semi.

    Questo non per una questione di puntiglio o per la salvaguardia di qualche cultura in via d’estinzione, ma perchè gli sono necessari, perchè da quella pianta ricevono conforto e speranza, forza e amore.

    La disperazione è un male grande a cui non si possono dare risposte generiche, ma è necessario dire che l’azione, sempre più visibile, di chi esercita o tenta di esercitare il controllo delle coscienze, si nutre innanzitutto di disperazione.

    E’ umano, umanissimo cadere, arrendersi, nessuno di noi sa veramente se riuscirà a conservare questo deposito di speranza spirituale, non sono le nostre forze, tante o poche che siano, a garantirci di farcela, ma consegnare il giudizio a chi, attraverso la sofferenza e la morte, ha vinto, può sostenerci oltre i limiti che da noi stessi ci attribuiamo.

    In fondo è il giudizio che diamo alla nostra sconfitta che la rende una sconfitta, e non sono le “nicchie di privilegio” che possono sottrarci ad una vita miserevole.

    In questi giorni abbiamo letto di due grandi sconfitte, di due grandi tradimenti, quello di Giuda e quello di Pietro, e il secondo è anche peggio del primo, ma è il giudizio che ha fatto la differenza, l’umiltà, le amare lacrime hanno salvato dove il rancore e la disperazione hanno perduto, e quanto è stato perso lo possiamo misurare solo con una bilancia interiore, per ciascuno di noi la vita ha un valore diverso.

    Io non ho nessuna autorità per dare consigli che invece oggi si elargiscono un po’ dappertutto a basso costo, ma un augurio sincero posso fartelo, di trovare qualcuno che ti aiuti a portare i tuoi pesi, questo so che è necessario.

  • 6by9add6add9

    hmm..

    tra dieci anni..,

    hmm…

    vediamo un po’..,

    hmm….

    l’inclinazione dell’asse terrestre..,

    hmm….

    ma lo sai che se tutti ci piazzassimo vicino all’asse terrestre.., la terra girerebbe al contrario? :))))

    tra 10 anni.. hmmm…

    io mi vedo.. cioe’ vorrei vedermi.., e gli altri.., e poi anche tu.., si si..

    mi vorrei vedere proprio cosi.

    got back actually. :)

    ciao.

  • enzas

    Il mondo fra dieci anni? Sempre più vecchio e stanco…e si sa, con l’età spesso arriva anche quel pizzico di saggezza che salva il salvabile ;)

  • Santaruina

    Fatma

    ma lo sai che se tutti ci piazzassimo vicino all’asse terrestre.., la terra girerebbe al contrario? :))))

    non ci avevo mai pensato..

    dobbiamo provarci prima o poi, così, per curiosità :-)

    _____________

    Enza

    la saggezza arriva sempre troppo tardi :-)

    Blessed be

  • anonimo

    Certo meglio di cosi.

    Bisogna essere piu` ottiisti,

    questo per i giovani

  • Santaruina

    Ottimisti a lungo termine.

  • Chapucer

    meglio tardi che mai…

    la saggezza intendo:-)))))))

    un pizzico che fa la differenza!

    e su questo non ci piove.

  • Chapucer

    Cavoli!

    arriva il temporale….

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