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-o- Too late to die young -o-
22 luglio 2008

Illusione di libertà

A commento del precedente articolo, Amare la propria servitù, che prendeva spunto dalla questione del prelevamento delle impronte digitali, Faurio esprime la seguente considerazione:

Scusate, molto pacatamente, vorrei che mi spiegaste quale tipo di problemi potrebbe avere la schedatura delle impronte digitali?
Sinceramente questo non potrebbe fare altro che aiutare la polizia nello svolgere i suoi compiti; magari qualche caso potrebbe essere facilmente risolto con un controllo delle impronte. 

Ne approfitto, nel rispondere, per aggiungere alcune ulteriori considerazioni sul concetto di “libertà”.


Antigone dinnanzi al tiranno Creonte


Dal mio punto di vista, i problemi che sorgono da un’operazione come quella della schedatura delle impronte digitali sono di due tipi.

Innanzitutto, una questione di dignità.

In quanto esseri umani abbiamo una dignità, ed al momento è tra le ultime cose che ci restano.
Lo schiavo, per definizione, è chi non può disporre del suo corpo liberamente; esistono poi diversi livelli di schiavitù.
Il fatto che qualcuno ci possa chiedere di porgergli il dito e noi non si possa rifiutare, ne rappresenta un primo gradino.
Se fossimo liberi potremmo rispondere “e chi ti ha dato il diritto di toccarmi, di prendermi il dito e di schiacciarlo sull’inchiostro?”
E’ una domanda banale, eppure, il ritenere che sia normale che qualcuno ci tocchi, ci schedi, ci cataloghi, è indice del fatto che la mentalità da schiavo, per mezzo dell’indottrinamento a cui siamo sottoposti, ha fatto breccia in noi.
Penso che tale questione sia importante.

Viviamo sotto un incantesimo, in cui una entità chiamata “stato” creata ad arte dai pochi per tenere a bada i molti si arroga il diritto di disporre di noi, decidendo quali siano i diritti e i doveri che ci sono concessi.
E qui sta il grande inganno.
I nostri diritti, i nostri doveri, non sono tali perchè così sta scritto su di un pezzo di carta.
Non è quel pezzo di carta che ci rende “uomini”.
Noi uomini nasciamo, liberi, a prescindere da sacre costituzioni e trattati solenni.
Siamo liberi per natura, a priori, e la nostra nascita porta con sé i nostri diritti e i nostri obblighi.

Per dirla con l’amata Antigone:

«Neppure pensavo i tuoi decreti avere tanta forza che tu uomo potessi calpestare le leggi degli dèi, quelle leggi non scritte e indistruttibili.
Non soltanto da oggi né da ieri, ma da sempre esse vivono, da sempre: nessuno sa da quando sono apparse».

Ma se con queste considerazioni si può essere più o meno d’accordo, rimane un’altra questione, indiscutibile, che dovrebbe mettere in guardia su operazioni di questo tipo.
Qualunque sia il nostro pensiero sull’importanza dello “stato”, è evidente che nei nostri tempi questa entità è gestita dagli elementi peggiori della società.
Arrivisti, persone senza scrupoli, cultori del compromesso pronti a vendere la propria dignità al miglior offerente.
Difficilmente questa realtà può essere negata: i peggiori elementi della società per una serie di motivi riescono ad assumere le postazioni di controllo.
Sperare quindi che questi individui possano agire per il bene della popolazione che tengono in smacco, è convincimento, prima che ingenuo, assai pericoloso.
La scienza del governare è l’arte con cui i pochi controllano i molti.

Ovviamente questa operazione viene propagandata come fosse un servizio reso al cittadino, ed ogni norma coercitiva viene descritta come messa in opera per il bene del controllato.
Non potrebbe essere altrimenti.
La prima fase del risveglio consiste nel rendersi conto che chi governa innanzitutto protegge se stesso e i suoi privilegi dalla massa dei suoi sudditi, sullo sfruttamento dei quali fonda la sua egemonia,

Compreso questo, il resto risulterà più chiaro.

33 comments to Illusione di libertà

  • messier

    Inappuntabile.

    Sarebbe bene anche che le persone cominciassero a capire che noi SERVIAMO a queste entità che stanno più in alto. Cioè, non si tratta di una combriccola che ci distrae e ci controlla per godersi le ricchezze o i privilegi arraffati, in barba a tutti noi. L’immagine del “potente” che se la gode alle nostre spalle, è un’immagine creata dal potente stesso. Ma a voi chi ve l’ha fatta vedere la villa sarda di berlusca ? Ve l’ha fatta vedere berlusca stesso, attraverso i suoi media, i giornalacci di gossip eccetera. Ma il berlusca, se volesse proteggere ciò che ha arraffato, vi romperebbe forse i coglioni, a ferragosto, col suo Vulcano pirotecnico ? Starebbe a parlare continuamente delle sue fighe reali o presunte ? Parlerebbe come ha fatto, in pubblico, di “barche e ville” che possiede ma che non ha nemmeno visto una volta perchè deve accogliere le scolaresche a palazzo chigi ?

    Il “potere” non è quello dei soldi, della roba. Questi individui vivrebbero a pane ed acqua, ma prima Dio deve morire. Vivrebbero come bestie che strisciano, ma prima l’universo deve essere quello che loro vogliono.

  • anonimo

    …la mentalità da schiavo, per mezzo dell’indottrinamento a cui siamo sottoposti, ha fatto breccia in noi.

    Viviamo sotto un incantesimo, in cui una entità chiamata “stato” creata ad arte dai pochi per tenere a bada i molti si arroga il diritto di disporre di noi, decidendo quali siano i diritti e i doveri che ci sono concessi.”

    Questa finisce dritta dritta fra le citazioni notevoli da appendere sulla mia libreria.

    buoni giorni

    gaia (che forse sta imparando a non farsi fregare da splinder)

  • Santaruina

    Messier, non lo fanno per soldi.

    Per quello che vogliono i soldi non servono.

    Ci sono cose più preziose, alle quali ambiscono.

    _gaia_ : alla fine sei riuscita ad addomesticare splinder il malandrino… :-)

    a presto

  • chirieleison

    non per soldi… ma per amore?

    dde che?

  • Santaruina

    quando giochi a fare l’apprendista stregone i soldi smettono di interessarti quando scopri il metodo di crearne quanti ne vuoi dal niente.

    Poi ti interessi ad altro, cose tipo cambiare il mondo, facilitare l’avvento della nuova era, plasmare l’uomo nuovo, robe del genere.

    Ben ritrovata .-)

  • anonimo

    Grazie per la risposta, non pensavo di meritarmi un intero nuovo post.

    Tornando alla questione tu dici :”Il fatto che qualcuno ci possa chiedere di porgergli il dito e noi non si possa rifiutare, ne rappresenta un primo gradino.”

    Potrei essere daccordo ma lasciare la mia auto parcheggiata sotto casa con i finistrini aperti è un mio diritto, ma se poi la mattina non trovo più la radio come la mettiamo?

    Di chi è la colpa? Mia perchè ho lasciato la macchina aperta o di quel bastardo di ladro che approfitta delle mie cose?

    Secondo me i problemi della ns. società derivano dagli uomini di qui questa è composta. Un gruppo di bastardi opportunisti genererà una società di merda come è oggi l’italia.

    La ns. classe dirigente è solo la più alta espressione di quello che la ns. società, cioè tutti noi messi insieme, riusciamo a generare.

    In paesi più seri con popoli più seri, vedi la Svezia per esempio, la società è migliore.

    Abbiamo del resto tutti davanti agli occhi l’esempio degli USA. Qualcuno li aveva definiti commercianti con il mitra, ed in effetti quello sono e tutte le loro azioni ben si spiegano in questo modo. Sono degli autentici razziatori che pretendono di arricchirsi accaparrandosi tutto da tutti.

    Perchè nel ns. panorama politico non si affacciano alternative alle attuali? La risposta per me è sempre negli uomini. Siamo tutti pecoroni e pensiamo tutti al ns. immediato tornaconto ed al ns. interesse e votiamo quello che ci sembra il meno peggio o quello che può meglio garantire il ns. status quò.

    Scusate ma io tendo più ad essere pratico per cui mi piacciono esempi concreti, è un mio limite cognitivo.

    Per quanto riguarda tutte le altre questioni che riguardano l’occultismo ecc. non sono molto preparato e non ho modo di controbattere le vs. analisi.

    Frequentando questo sito sto cercando di farmi un’infarinatura di base dopo la quale poter meglio approfondire eventuali questioni.

    Cmq sia a parte la libertà di scelta ed il fatto che le ns. impronte sono a disposizione di un governo fatto di escrementi quali sono le altre pratiche controindicazioni al fornire le ns. impronte?

    Grazie e scusate il lungo post.

    Saluti Faurio

  • anonimo

    Non è possibile correggeri i commenti perchè ho commesso un paio di errori grammaticali da studente delle elementari.

    qui invece di cui

    4–+

  • anonimo

    Continuo il mio commento e scusate se non seguo un filo logico nell’esposizione ma sono un pessimo scrittore.

    Tengo a precisare che non sono un debunker ma sto solo cercando di capire xchè nel caso specifico io faccio parte di quella massa che non vede particolari restrizioni di libertà.

    In fondo dopo che si sono presi le mie impronte se io volessi andarmene a fare un giro al mare potrei farlo e ho persino la libertà di avere un’amante o 5 figli o di comprarmi un suv da 50.000 euro o di andare a vivere in campagna facendo il contadino o di farmi frate.

    Il solo limite a tutte queste libertà è quello economico, credo che sia evidente a tutti. Penso che la ns sia una dittaura economica.

    Quando si riuniscono al bildenberg o a davos ecc. è di questo che discutono, di come meglio soggiogarci a questo capitalismo disumano che impera ovunque nel mondo.

    Non sono comunista, per cui stoppiamo subito le polemiche. Credo che dopo il collasso dell’economia di stampo socialista ci dovrà essere o un collasso o un ridimensionamento di quella capitalistica diventata disumana.

    Essa è al servizio del dio denaro e non degli uomini e per questo votata ad un inevitabile fallimento.

    saluti

    Faurio

  • Santaruina

    CIao Faurio

    dei refusi non ti preoccupare :-)

    Appena ho del tempo cercherò di rispondere alle questioni che sollevi.

    A presto

  • Iburo

    Diciamo che per schedare pochi, meglio schedarli tutti, se no non si capirebbe quale criterio adottare per farlo se non la xenofobia, ma il tuo ragionamento non fa una grinza. Il rispetto per la dignità umana non ammette schedature e classificazioni di nessun tipo, il bene e il male che c’è in ognuno di noi è un rischio che la società deve sapersi prendere senza soffocare la libertà del singolo.

  • MINICHINIBLOG

    Complimenti per il bellissimo articolo ,caro Santa.La libertà individuale di ogni essere umano deve essere considerata sacra.Ricordiamoci sempre che anche le istituzioni sono composte da esseri umani ch hanno gli stessi diffetti e vizi che abbiamo noi.Quindi bisogna sempre diffidare di ogni potere ed essere scettici.Meno potere ed intrusioni da parte dello stato e della società e più rispetto per la libertà. Roberto Minichini

  • Santaruina

    Ciao Iburo

    in effetti parte sempre così.

    Ci sono modi molto ingegnosi per fare accettare ai più situazioni che in linea di principio mai verrebbero accettate.

    Roberto, condivido.

    e grazie :-)

    A presto

  • anonimo

    Ciao Santa

    posso rispondere a Faurio?

    Faurio mi sembra che tu abbia un punto di vista molto “normale”.

    Vedi lo Stato come un ente regolatore che deve mettere dei paletti, allo stesso modo pero’ chiedi piu’ liberta’ in campo economico.

    La “schiavitu’ economica” di cui parli in realta’ e’ solo una delle tante limitazioni di liberta’ imposte dallo Stato: esso e’ presente sempre e dovunque nella vita di tutti noi. Abbiamo tutti in tasca un portafogli con la carta identificativa, abbiamo la tessera che regola l’accesso alle cure sanitarie, abbiamo il permesso di guidare solo tramite l’apposita patente.

    E ora abbiamo le impronte digitali schedate.

    Ogni nostro movimento su Internet viene tracciato, ogni nostro passo nel mondo viene registrato, siamo localizzabili in qualunque momento tramite il nostro fidato cellulare, abbiamo mille domande in carta bollata da presentare per ogni singolo aspetto della nostra esistenza.

    La schiavitu’ economica deriva dal fatto di non potercisi sottrarre:

    viene dal fatto che sei schedato, localizzabile, identificabile. Lo Stato ti punira’ ad ogni trasgressione, ti chiedera’ di rendere conto di cio’ che fai, di cio’ che dici, di cio’ che pensi.

    Punira’ la tua non sottomissione alla sua esistenza, anche con la pena di morte se necessario (Trattato di Lisbona).

    E la tua schiavitu’ sta nel fatto di non poter scegliere o meno di aderire a questa entita’: permeera’ tutti gli aspetti della tua vita, che ti piaccia o meno. I tuoi figli saranno schedati sin dalla nascita, le uniche liberta’ che saranno loro concesse sono quelle basilari che dicevi tu: potranno spostarsi, ammogliarsi, procreare, lavorare. Ma nulla di tutto cio’ andra’ fatto spostandosi dai canoni che la societa’ impone.

    Non potranno imparare senza andare a scuola, non potranno lavorare senza un titolo di studio, non potranno spostarsi senza una patente, non potranno vivere senza pagare. Quante limitazioni siamo disposti ad accettare in nome della “protezione” offerta dallo Stato?

    E soprattutto e’ accettabile questo metodo? Per fermare la criminalita’ (ovvero chi non obbedisce alle leggi) impongo dei PERCORSI CHIUSI in cui far correre i miei cittadini, in questo modo posso tenere sott’occhio il traffico. Limito e standardizzo le scelte dei miei cittadini, per poter localizzare piu’ facilmente chi trasgredisce.

    Avro’ dei cittadini che fanno tutti le stesse cose, pensano allo stesso modo, ma che hanno l’illusione di poter trasgredire con alcool e droghe, e di poter pensare in maniera “diversa” anche se alla fine torneranno sempre dallo Stato, spinti dalla necessita’. Notare tra l’altro che discutiamo di questo seduti davanti ad un pc, nei momenti liberi dal lavoro e dagli obblighi sociali…

    Viviamo gia’ come automi, la nostra vita assomiglia piu’ a quella di un robot che a quella di una persona, con la differenza che ci e’ concesso divertirci… panem et circensis.

    ciao

    —robex—

  • anonimo

    Post Scriptum

    Se anche tu non accettassi tutte queste restrizioni come limitazioni della tua liberta’ ma vedessi delle limitazioni economiche in questo:

    con quali mezzi lo Stato ti impone queste limitazioni economiche? Con quale diritto, soprattutto?

    Non sono gli stessi mezzi e la stessa arroganza con cui ci vengono imposti tutti i meccanismi della societa’?

    —robex—

  • Santaruina

    Ciao Robex

    concordo con quanto dici, ed è più o meno ciò che avrei risposto anche io a Faurio.

    Per Faurio, aggiungo una considerazione:

    La ns. classe dirigente è solo la più alta espressione di quello che la ns. società, cioè tutti noi messi insieme, riusciamo a generare.

    A mio parere questo è un mito da sfatare.

    Io penso invece che la nostra classe dirigente rappresenta il peggio che una società può produrre.

    Sono i peggiori quelli che riescono a raggiungere la vetta.

    Il resto della popolazione tenta di arrangiarsi, ed inserito in un sistema che i peggiori hanno creato tenta in esso di sopravvivere seguendone le regole.

    Per debolezza, ignavia, o forse perchè per molti non vi è altra scelta.

    Non possiamo pretendere che il 99% della popolazione sia composto da eroi, e nemmeno noi lo siamo.

    Quello che vorrei analizzare al momento sono i motivi che portano i peggiori in alto a dettare le regole.

    Appena ho del tempo me ne occuperò nei prossimi scritti.

    A presto

  • rebetis

    La mentalità rivoluzionaria e positivista tende a voler regolamentare ogni cosa, forse perché nell’animo di ogni singolo uomo e della società intera è venuta meno la legge morale alla quale dover direttamente rispondere.

    Alla fine si è giunti alla aberrazione per cui alla legge (dello stato, che nel nostro caso ha la propria genesi nella “volontà popolare”, sia pure mediata dal parlamento) tutto è concesso, finanche il dover sancire ciò che è giusto e ciò che non lo è, ciò che è bene e ciò che è male, senza limiti.

    Per cui è il “popolo sovrano”, o meglio la sua maggioranza, a dover stabilire anche cosa sia la dignità umana e quando questa sia violata.

    Nulla è rimasto di “sacro” (inviolabile) in questa società, persino la vita umana.

  • anonimo

    Ciao Santa, ciao Furio.

    Ti chiedi quale libertà viene influenzata dalle impronte… Ottima domanda. Infatti ti rispondi che in realtà puoi fare quello che vuoi. Ed è vero. Puoi andare al mare, puoi andare in montagna, puoi scoparti chi ti pare e puoi guidare ubriaco e ammazzare qualche cristiano di passaggio.

    Però prova a rifiutarti di dare parte dei tuoi soldi all’occupazione militare dell’Afghanistan: prova a vedere cosa succede.

    Prova a rifiutarti di pagare lo stipendio a quei poliziotti che sono stati recentemente condannati per quello che è successo a Genova, vediamo che succede.

    Prova a rifiutarti di obbedire agli ordini di un Parlamento che non hai votato, di cui non hai scelto i membri.

    Prova a non vivere seguendo le leggi che non ti sei dato, né che nessuno si è dato.

    Prova a fare una di queste cose, e prendiamo la misura delle nostre libertà.

    E’ vero, possiamo andare a zoccole la sera. Ma non siamo liberi.

    Concordo con chi dice che prendere le impronte a tutti indistintamente cambi poco di fatto la questione. La semplice esistenza di una carta di identità e di un poliziotto cui esibirla sono inaccettabili. Una volta accetto questo, il resto viene da sé.

  • Santaruina

    Rebetis

    ovviamente condivido.

    Na’se panta kalà :-)

    Giorgio

    è bene chiamare le cose con il loro nome.

    A presto :-)

  • anonimo

    Sostanzialmente dalle Vs. risposte mi sembra di aver capito che quasi tutti siete per una netta deregolamentazione della società, mi sembrate un po anachici (spero di non offendere nessuno e non è mia intenzione farlo).

    Io non approvo una forte deregolamentazione in quanto ho paura di quello che può fare la maggioranza delle persone che come è stato evidenziato sopra avendo perso la guida della legge suprema cioè della morale comune si troverebbe a fare letteralmente quello che vuole.

    Non ci sarebbero più garanzie per nessuno.

    Qaulcuno obiettava che senza patente non si può guidare ed io rispondo meno male xchè con il corso per la patente si imparano alcune cose nuove e soprattutto le regole della circolazione stradale. O sarebbe meglio arrivare agli incroci e passare quando se ne ha voglia?

    Che caos ne deriverebbe?

    Se fossimo tutti educati e civili probabilmente potremmo non avere regole ma siccome siamo tutti o quasi dei barbari abbiamo la necessità di avere delle regole per garantire un minimo di convivenza civile.

    Il problema ancora una volta è solo ed esclusivamente umano.

    Mi quoto: “Un gruppo di bastardi opportunisti genererà una società di merda come è oggi l’italia.”

    Io non mi fido degli altri visto che stando semplicemente in coda al supermercato capita che arriva una vecchietta indifesa e ti passa davanti…. ma che cavolo di mondo è? Ma che gente siamo?

    Abbiamo semplicemente perso tutti i valori, quoto: “Nulla è rimasto di “sacro” (inviolabile) in questa società, persino la vita umana.”

    Saluti

    Faurio

  • Santaruina

    Ciao Faurio, hai aperto una questione grande, quella dell’anarchia :-)

    Ci sarebbero da scrivere tomi.

    Al più presto cercherò di riprendere l’argomento.

    A presto.

  • padella

    A proposito di impronte digitali e per chi se le fa prendere volentieri perchè ora non ha nulla da nascondere.

    A me le impronte le hanno già prese quando ho fatto la naia.

    La sensazione provata quei giorni in cui facevo interminabili code per farmi fare iniezioni di sostanze non ben precisate, mangiare e pisciare a comando e per farmi prendere le impronte, la ricordo benissimo: era la sensazione di valere di meno.

    Ecco a cosa serve dare le impronte: è un atto simbolico di sottomissione. E basta. Vali di meno. Non serve ad altro.

    Davanti al Sovrano, che non è più nemmeno possibile bersaglio di rivolte, che è diventato immateriale, siamo tornati a fare atto di sottomissione, a fare l’inchino.

    Sta tornando ancora una volta il Sultano e vuole l’inchino.

    E’ un sultano che non ha nemmeno il corpo umano di Tamerlano, e per questo è milioni di volte più pericoloso e irraggiungibile. Spietato, e senza nemmeno il briciolo di coscienza che ancora doveva albergare in quel caporale boemo. Del resto anche quei capò più che al caporale boemo obbedivano alla burocrazia che si era impadronita delle menti loro rese deboli.

    Il Sultano vuole l’inchino perchè il simbolo è potere, perchè il simbolo governa la mente. Il simbolo è la materia prima che compone la mente.

    Padroneggiando il simbolo si può far credere che lo stupro di un paese sia una missione di pace, il saccheggio e il furto siano una esportazione di civiltà, il genocidio di un milione di persone non sia che un effetto collaterale.

    Chi impone il simbolo può governare le menti rese più deboli dalle circostanze. E chi non è padrone della propria mente non discute i comandi, cede la sovranità al Sultano. Ai Sultani.

    Piccoli uomini , grandi sultani.

    Aulicamente

    Padella

  • padella

    Ciao Furio,

    perchè mai ci si dovrebbe offendere se chiamati anarchici?

    Sono individui poco raccomandabili ed un po’ criminelli gli anarchici?

    Padella

  • padella

    Un plauso ancora a te Santa.

    Grazie al tuo post ne ho scritto uno mio che era in canna da un pezzo.

    Padella

  • Santaruina

    La questione anarchia è da discutere, decisamente.

    Davvero bello anche il tuo intervento.

    Mi ricordo anche io quella sensazione.

    Ti rendevi conto di molte cose durante quelle “visite”.

    A presto :-)

  • anonimo

    Non e’ questione di anarchia o meno, Faurio:

    e’ questione di essere sottoposti ad un controllo rigidissimo, qualunque cosa si faccia.

    E’ vero, forse ho fatto l’esempio sbagliato della patente, ma sotto scrivevo:

    “Ogni nostro movimento su Internet viene tracciato, ogni nostro passo nel mondo viene registrato, siamo localizzabili in qualunque momento tramite il nostro fidato cellulare, abbiamo mille domande in carta bollata da presentare per ogni singolo aspetto della nostra esistenza.

    La schiavitu’ economica deriva dal fatto di non potercisi sottrarre:

    viene dal fatto che sei schedato, localizzabile, identificabile. Lo Stato ti punira’ ad ogni trasgressione, ti chiedera’ di rendere conto di cio’ che fai, di cio’ che dici, di cio’ che pensi.

    Punira’ la tua non sottomissione alla sua esistenza, anche con la pena di morte se necessario (Trattato di Lisbona). ”

    Dimmi: e se io mi rifiutassi di pagare i miei contributi pensionistici allo Stato, ritenendoli ingiusti e facendo domanda di cancellazione dalle liste per la Pensione?

    Indovina cosa succederebbe? Lo Stato verrebbe a cercarmi, userebbe le mie impronte, localizzerebbe il mio cellulare, la mia auto, tutto.

    Mi manderebbe in galera.

    Ma ti faccio un’altro esempio:

    se domani qualcuno proclamasse l’Unione Europea un Stato a tutti gli effetti, cancellando anche la sua natura federale e abolendo le frontiere, come reagiresti?

    Semplicemente non potresti:

    sei schedato, localizzabile, cancellabile.

    Certo, pensando che “la classe politica e’ lo specchio della societa’ ” potresti creare un partito nazionalista che intende abolire lo Stato Europa.

    Ma l’elite spingera’ in senso contrario:

    se la popolazione e’ contraria, allora bisogna solo convincerla. E’ questo che stanno facendo con la Costituzione Europea, e lo hanno sempre fatto.

    —robex—

  • anonimo

    Santa:

    “Io penso invece che la nostra classe dirigente rappresenta il peggio che una società può produrre.

    Sono i peggiori quelli che riescono a raggiungere la vetta. ”

    Gia’, Nietzsche lo aveva chiarito bene:

    non sono i piu’ meritevoli a salire in alto, ma chi lo desidera di piu’. E chi e’ che ambisce al Potere in maniera costante e continua? Chi e’ che desidera solo ed unicamente porsi nelle posizioni di comando?

    Chi non da valore al resto delle cose, ecco chi.

    In un sistema in cui e’ impossibile barare, vince davvero il piu’ meritevole (come in una corsa).

    Ma nel mondo reale ci si puo’ sporcare le mani: quindi a vincere sara’ chi non teme di sporcarsele in misura maggiore (anche di sangue se necessario).

  • Santaruina

    Sottoscrivo entrambi.

    Poco da aggiungere…

    A presto

  • anonimo

    Ciao a tutti,

    Preciso che non ritengo che definire anarchico qualcuno sia un’offesa, ho solo voluto precisare onde evitare di scadere in inutili polemiche politiche del tipo tu sei di destra io sono di centro sinistra e lui invece di centro esterno lungimirante con sbocco a destra e piega monodialista ecc.

    Non sapendo chi mi trovo davanti ho voluto andare con i piedi di piombo, invece mi sono accorto che siete persone ragionevoli e discutete pacatamente. Ottimo direi.

    Mi ha colpito l’esempio citato da robex sull’impossibilità di potersi ribellare alle regole imposte dall’alto come per esempio la creazione e conseguente sottomissione a tutte le relative regole di uno stato sovranazionale europeo. E’ vero, siamo tutti schedati e rintracciabili.

    L’avevo già scritto nel mio post nell’articolo precedente diceva:

    “L’unica possibile controindicazione si potrebbe verificare quando questo strumento possa venire utilizzato contro chi tentasse di cambiare il sistema per esempio attraverso una rivoluzione più o meno pacifica. Il Governo in questo caso avrebbe attraverso tutti gli strumenti di controllo una forza nettamente superiore alla fazione cosiddetta rivoluzionaria anche se eventualmente quest’ultima dovesse rappresentare la maggioranza della popolazione. ”

    continua….

  • anonimo

    Scusate non ho firmato il mio post precedente;

    Faurio

    continuo,

    E’ interessante notare come a mio parere l’anarchia non può funzionare come sistema perchè senza regole gli uomini danno sempre il peggio di loro per cui la società diventerebbe virtualmente invivibile. Del resto i disatri economici presenti (subprime) e passati (vedi 1929) sono sempre stati creati in presenza di deregulation ossia si faceva fare tutto al mercato ed i risultati li conosciamo.

    Paradossalmente voi in questo sito non vi fidate dei politici, li ritenete dei disonesti arrivisti in pratica il peggio disposto a qualsiasi cosa per imporsi sugli altri.

    Non posso darvi torto attualmente la penso esattamente come voi.

    Sostanzialmente semplificando, entrambe le visioni hanno in comune il non fidarsi degli altri.

    Si ritorna cmq all’uomo al singolo individuo che in quanto parte della società la determina come ogni singola cellula forma il corpo. Se sono percentualmente anche poche cellule cancerose gli effetti sono nefasti soprattutto per la capacità che hanno queste ultime di intaccare anche le cellule sane portandole diciamo dalla loro parte.

    Pensate solo a come sarebbe diverso il mondo se chi ci comanda pensasse al ns. bene e non al proprio tornaconto?

    Io sono convinto che questo potrebbe essere possibile, io lo farei, e non lo dico per circostanza, ne sono convinto. Non penso di avere doti particolari ma semplicemente se mi fosse concesso di governare lo prenderei come una missione e non come un modo per arricchirmi.

    Pensate a quanti come me e voi farebbero la stessa cosa?

    Io credo che potremmo essere veramnete tanti, eppure alle elezioni si presentano sempre gli stessi.

    Avete ragione sono sempre i peggiori ad emergere anche se io non mi sento migliore di nessuno a priori.

    Saluti

    Faurio

  • Santaruina

    Ciao Faurio

    le tue considerazioni meritano ancora una volta una risposta argomentata.

    sono questioni molto discusse in passato, su cui tornerò molto volentieri.

    A presto quindi.

  • tristantzara

    Da ciò la necessità insostituibile di possedere i media della comunicazione in modo da poter quando serve reincanalare nel binario prestabilito le deviazioni non ammesse e concesse soprattutto.

  • anonimo

    Si può soltanto sottoscrivere. La schedatura con le impronte, inoltre, presenta aspetti magici, di magia nera.

    Ciao

  • HAVEADREAM

    Grazie per il tuo gradito commento. Neanche a farlo apposta, proprio poco fa “parlavo bene” di te ad una amica, relativamente al tuo spessore culturale, che ho avuto modo di apprezzare su Luogocomune, prim’ancora che sul tuo blog.

    A rileggerci.

    Ciao

    Salvatore

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