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¿te quedarás, mi pesadilla
rondándome al oscurecer?


-o- Too late to die young -o-
2 febbraio 2012

Iper Realtà

come potete sapere che ogni Uccello che fende le vie dell’aria non sia un universo di delizie, chiuso dai vostri cinque sensi?
William Blake

Omar Ortiz

Un giorno un re riunì alcuni ciechi e propose loro di toccare un elefante per constatare come fosse fatto.
Alcuni afferrarono la proboscide e dissero: “Abbiamo capito: l’elefante è simile a un timone ricurvo”.
Altri tastarono gli orecchi e dichiararono: “È simile a un grosso ventaglio”.
Quelli che avevano toccato una zanna dissero: “Assomiglia a un pestello”.
Quelli che avevano accarezzato la testa dissero: “Assomiglia a un monticello”.
Quelli che avevano tastato il fianco dichiararono: “È simile a un muro”.
Quelli che avevano toccato una gamba dissero: “È simile a un albero”.
Quelli che avevano preso la coda dissero: “Assomiglia a una corda”.
Ognuno era convinto della propria opinione. E, a poco a poco, la loro discussione divenne una rissa.
Il re si mise a ridere e commentò: “Questi ciechi discutono e altercano. Il corpo dell’elefante è naturalmente unico, e sono solo le differenti percezioni che hanno provocato le loro diverse valutazioni e i loro errori”.

Questa nota storiella zen esprime meglio di mille testi filosofici il rapporto che gli uomini hanno con la realtà.
Come i ciechi della storia, gli uomini possono interpretare la realtà solo rapportandosi con una piccola frazione della sua totalità, ciò è inevitabile.
L’errore in cui spesso si cade è l’elevare il proprio parziale a paradigma, sentenziando sulla totalità in base alla propria piccola limitata esperienza.
E più grave ancora è il credere di aver compreso la natura profonda della realtà basandosi esclusivamente sui propri cinque sensi.
I ciechi hanno quattro sensi, la quasi totalità del resto dell’umanità ne possiede cinque.
Ma anche essi, in fondo, potrebbero non essere sufficienti, per comprendere.

L’ iperrealismo

Steve Mills

L’iperrealismo è, probabilmente,  la corrente artistica più bistrattata dalla critica specializzata.
Nata negli anni settanta, questa tecnica si contraddistingue per la riproduzione esasperatamente fedele della realtà, il più delle volte partendo proprio da delle immagini fotografiche, immagini delle quali si ripropongono persino gli effetti ottenuti dalle macchine più professionali.
Come è noto, l’invenzione della fotografia segnò un vero e proprio spartiacque nella storia della pittura: non vi poteva più essere confronto tra la volontà del pittore di rappresentare la realtà così come era percepita e la resa fotografica; gli artisti quindi nelle loro opere cercarono dell’altro, e dopo aver dato spazio all’espressione della loro interiorità, delle percezioni che il reale offriva, investigarono l’introspezione stessa, l’essenza della realtà e il suo impatto emotivo.
La realtà così si astrasse, e si arrivò infine all’arte concettuale, in cui ogni vecchio riferimento era superato nel nome della idea pura, che si materializzava.
Così l’iperrealismo, all’interno di questo percorso “rivoluzionario” della pittura, si presenta come una rivoluzione nella rivoluzione.
Gli iperrealisti ritornano alle origini.
Di fronte alla pittura, chi con l’arte ha un rapporto più diretto e meno intellettuale tende ad apprezzare le opere che maggiormente esprimono la capacità dell’artista di rappresentare il reale con maestria, “avvicinandosi” al vero.
Così come primo passo di chiunque si cimenti in questa arte è il tentativo di approcciarsi a questa realtà, alla ricerca di una verosimiglianza.
Gli iperrealisti portano a termine questo processo, in maniera oltremodo rivoluzionaria, proprio perchè il loro essere da un certo punto di vista “reazionari” non può che apparire estremamente rivoluzionario, in una epoca in cui la rivoluzione e la “provocazione” sono diventati la norma.
Non a caso diviene massima provocazione fare della pittura una perfetta simulazione del reale, e portare questo percorso agli estremi.

In una epoca dominata dalla fotografia questo tentativo può apparire oltremodo insensato, ed in effetti, andando oltre, gli iperrealisti non solo riproducono il reale, ma ricopiano delle fotografie, ovvero delle riproduzioni del reale.
In questo, probabilmente, il movimento iperrealista è quello che meglio rappresenta la nostra epoca, in cui reale, non reale, copia del reale e riproduzione della realtà si fondono.
Più reale del reale.

Le idee celesti e le idee terrene

solve et coagula, … et solve …

Secondo la concezione cosmologica di Platone, il mondo “reale”, quello che a tutti gli effetti può considerarsi tale, è il mondo delle idee.
Un mondo in cui ogni cosa è presente nella sua pura essenza, un mondo del quale il nostro non rappresenta che una mera riproduzione di livello inferiore.
Tale concezione è tipica della mentalità arcaica pre-aristotelica.
Con Aristotele si compie invece quella rivoluzione che darà il via a tutta la mentalità moderna.
La realtà, da Aristotele in poi, verrà cercata nella materia, al suo interno, e il mondo metafisico lentamente si ecclissa.
E’ noto come Platone considerasse il mondo materiale come pallida imitazione del mondo “vero”; di conseguenza, nelle rappresentazioni artistiche, nella pittura e nella scultura, il maestro Ateniese vi vedeva una ulteriore imitazione, di livello ancora più basso.
Una riproduzione di una imitazione.
Se Platone avesse avuto la possibilità di osservare delle fotografie, probabilmente le avrebbe giudicate allo stesso modo: copie di copie.
Secondo questa concezione, quindi, l’opera degli iperrealisti che riproducono su tela il più fedelmente possibile delle foto, risulterebbe una copia di una copia di una copia.
Ed in ogni passaggio una “frazione” della “realtà” metafisica verrebbe persa.
E’ interessante a questo punto notare come la modernità , con il suo frazionare e il suo concentrarsi sulla materia, abbia portato avanti un lungo percorso di “materializzazione” dell’esistente.
Questo percorso però nei nostri giorni ha subito una evoluzione: dopo aver attraversato un lungo periodo di materializzazione, è iniziato infatti il processo di “dissolvimento”, o “smaterializzazione” della realtà.
Ha fatto infatti la sua comparsa l’universo del “virtuale”, che ricalca, ribaltandolo, il mondo immateriale delle idee.
Le idee stesse tornano ora a riproporsi prive del loro supporto fisico.
Un processo del quale gli iperrealisti sono stati precursori, forse inconsapevoli, con la loro opera di riproduzione di un qualcosa che del reale fisico era a sua volta una rappresentazione.

La dissoluzione del reale

Dalle prime testimonianze della creatività umana, e per tutta la storia a seguire, vi è stata una costante che ha accomunato tutte le produzioni che prendevano vita.
Dai primi murales, ai primi ossi incisi, fino alle tele, ai libri di carta: ogni creazione umana necessitava di un supporto materiale per potersi manifestare.
Questa considerazione, a prima vista scontata, cela in sé in verità una questione più ampia.
Per Platone il mondo delle idee era intangibile e perfetto, e  il nostro ne era una semplice riproduzione materiale.
Da Aristotele in poi la metafisica inizierà il suo lungo percorso di declino, finché Nietzsche in epoca moderna ne decreterà definitivamente la scomparsa.
Vediamo quindi gli uomini che per creare necessitano della materia, di un supporto sul quale manifestare la propria idea, nello stesso modo in cui per Platone il mondo materiale era la manifestazione della Idea del creato del Principio Supremo.
In contemporanea, si assiste all’oblio della concezione metafisica, e il legame con il celeste viene sempre meno.
Il reale si materializza sempre più.
Il processo pare inarrestabile, e vi è un momento in cui, estratta tutta l’anima dal reale, non rimane che una mera massa.
Ma il processo non si ferma, nulla nel regno del divenire si può fermare.
E quando l’ uroboros si morde la coda, il ciclo riprende, sempre simile e mai eguale a se stesso.
Ottenuta quindi la pura materia, inizia il processo inverso.
La smaterializzazione.

Solve et coagula erano i passi fondamentali dell’alchimia medioevale, dissolvi e coagula.
Ora tutto è coagulato, ed è tempo di solve.
E il regno di questo processo, il massimo paradigma di questa rivoluzione, è proprio il luogo in cui anche questi scritti si muovono: l’etere del terzo millennio, la rete.
L’informatica, e la rete di internet, hanno dato il via al processo di smaterializzazione del reale.
Per la prima volta un pensiero, un’ opera, uno scritto, non necessitano di un supporto materiale per essere condivisi.
Per osservare un quadro, occorreva necessariamente osservare la tela in cui quel quadro fosse stato dipinto.
Per leggere un libro occorreva tenere in mano il supporto cartaceo.
L’idea era strettamente legata alla materia che la sosteneva.

Con l’informatica l’idea si slega dalla materia.
L’idea ora viaggia da sola, dopo un invio si riproduce all’infinito, scompare e ricompare, non è più materia, si è di nuovo smaterializzata.
E, a differenza di quanto fino ad ora è stato, basta un semplice black out, e tutto questo mondo di idee, questa nuova metafisica capovolta, scompare, si dilegua, senza lasciare ai posteri la minima traccia.

Omar Ortiz

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37 comments to Iper Realtà

  • Ieri la piattaforma Splinder è definitivamente scomparsa, portandosi indietro nell’etere qualche migliaio di blog.
    Qualcuno è stato “salvato” e “trasferito”, come il qui presente Tra Cielo e Terra, mentre altri si sono definitivamente eclissati.
    Questa circostanza mi ha fatto tornare in mente questa serie di articoli scritti nel 2007, pensati inizialmente come capitoli di un unico post, ma mai assemblati come tale.

    Lo faccio ora, con un ritardo di 4 anni :-)

     

  • antonio

    Smaterializzata si, ma quello che passa sotto i nostri occhi resta, e meno male, in qualche modo vivo dentro chi legge.
    il brutto è, come dici tu, che non ne resterà traccia per i posteri……………
    Ciao e in bocca al lupo per tutto!!!!
    Antonio

  • Ciao Antonio

    potrebbe bastare davvero poco, e di tutto questo i posteri non avrebbero la minima traccia :-)

    A presto

  • D.

    Sto una merda caro Santa…

  • antonio

    Da questa notte mi sta girando per la testa quel “la verità vi farà liberi”: forse mai come oggi possiamo verificare quanto ciò sia vero, come al dilagare della menzogna a tutti i livelli corrisponde una diminuzione della LIBERTA’…………. e la tristezza maggiore è assistere alla sclerotizzazione delle persone nella più completa -e assurda- inconsapevolezza…..
    Auguro, comunque, una bella giornata a tutti.

  • Anonimo

    Ciao Santa, come sempre riesci nei tuoi post a sintetizzare con stile la reale situazione … la rete non è la soluzione ma l’esca … il problema, come dici tu, è l’essersi allontanati dal mondo delle idee … chissà, magari Aristotele era un massone “illuminato”? Comunque, non sono per niente spaventato da una eventuale onda solare che spazzi via la nostra rete elettrica anzi non vedo l’ora che ciò avvenga e che ciò costringa la gente ad imparare ad usare i suoi “poteri” … potremo imparare la condivisione totale fino ad arrivare a leggerci nella mente o a leggere lo spirito akashico … potremo finalmente imparare a “volare” senza che LORO ci tarpino le ali !!!
    Prima che la verità ci possa rendere liberi però ognuno di noi dovrebbe “sconfiggere” i propri demoni interiori per poter essere un mago “bianco” … purtroppo rari sono i maestri, molti sono i falsi profeti, per cui in pratica non vi è nessuna scuola che insegna LA VITA e alla fine siamo lasciati soli con i nostri demoni ed è per questo che è fondamentale risvegliarsi. In conclusione ti ringranzio per le tracce di saggezza che trasmetti.
    Namastè

  • …All those moments will be lost in time,
    like tears in rain.
    questa è la frase che mi è venuta in mente, leggendo i commenti.
    Blade Runner è uno di quei film che mi facevano simpaticamente vibrare all’impazzata, tanto forte che mi credevo immobile…ma un adolescente è un pò troppo marziano per andare oltre.
    Rileggendo questo interessantissimo post (da adulti dopo aver letto spesso si rilegge) invece penso al David di Michelangelo. Lo sguardo fisso al gigante, appena prima di sferrare l’attacco, è più reale del marmo di Carrara… ma io ho visto la copia fuori  Palazzo Vecchio e non l’originale. il Verbo sopravvive al veicolo se cerchiamo il Verbo. Se ai ciechi fosse stato raccontato cos’è un elefante, avrebbero sbagliato meno, così come chi vede il Cristo velato e ne nota solo la tecnica è Umano, troppo Umano.
    Basterebbe un clic per spazzare via ogni traccia elettronica del pianeta… e subito simpatizzo con chi, sapendo di un diluvio imminente, lascia simboli sulla pietra che possano sopravvivere alla babele delle lingue…pietra…”su questa pietra edificherò…”sto andando in ridondanza ciclica, mi fermo.

    Pai e mãe
    Ouro de mina
    Coração, desejo e sina
    Tudo mais pura rotina jazz…
    Tocarei seu nome pra poder falar de amor
    Minha princesa art nuveau
    Da natureza
    Tudo mais
    Pura Beleza
    A luz de um grande prazer
    É irremediável néon
    Quando o grito do prazer
    Açoitar o ar reveillon
    O luar, estrela do mar o sol e o dom
    Quiçá um dia a fúria desse front
    Virá lapidar o sonho até gerar o som
    Como querer caetanear o que há de bom

    Djavan- Sina (Manhattan transfer- Soul food to go …per gli anglofili)

  • Fabrizio

    Condivido la tua interessante analisi. Un processo di smaterializzazione che ha interessato anche la musica, dal vinile all’mp3…

  • Anonimo

    Anche tu col black out? XD

    Non rido di Te sia ben inteso e’ una celia riferita ad un blog che e’ un po’ che pubblicizza un futuro BO, scritto da un autore che man mano ha perso ogni credito ai miei occhi, o, almeno, credo di averlo riconosciuto per quello che e’ da quello che scrive.

    Pensavo, piu’ o meno in topic, l’altra sera, al fuoco, e di come, prima dell’avvento della rete elettrica, fosse gia’ piu’ semplice, col gesto di doversi recare ad un fuoco gia’ acceso per accenderne un altro, carpire anche inconsciamente una realta’ metafisica sottesa o “soprattesa” ad ogni cosa.

    L’energia, che sperimentiamo oggi e’ “caotica” la  fonte ci e’ esterna, non visibile, non individuabile, accessibile in modo indipendente, semplicemente senza un centro percepibile e’ secondo me un ostacolo enorme ad una certa visione del mondo.

    L’etere replicato lo vedo nell’elettricita’, che e’ la base stessa sulla quale regge l’informatica tutta;
    e che come scrivevo ci leva un supporto centrale dandoci un supporto diffuso.

    01100011011010010110000101101111 (Ciao)

     

  • jacopo coro

    Ciao Santaruina, bellissimo articolo, ma volevo farti un paio di domande.

    per te l’odierna smaterializzazione che si manifesta con internet è una cosa migliore rispetto alla antica materializzazione artistica? Oppure si tratta soltanto di uno scimmiottamento del reale metafisico?

    Secondo te l’iperrealismo è migliore della fotografia in quanto comunque realizzato come pittura da un artista, o preferisci la fotografia?

    Grazie mille e complimenti per le tue analisi sempre molto profonde ed esoteriche!

    Jacopo

  • […] Omar Ortiz Santaruina Share this:FacebookFacebookTwitterEmailStampaLike this:LikeBe the first to like this post. […]

  • jackblack77

    so che è incredibile (per me), ma oggi leggendo dei ciechi e dell’elefante ho riso mezz’ora pensando al tipo che inavvertitamente avrà toccato quello…cos’avrà pensato? :) 

    scusa Santa, mi dispiace di aver svaccato così, però ogni tanto una risata ci vuole. bello comunque il collage, tutte cose già assimilate.

    p.s.: forse stasera riesco ad espellere un commento decente, magari sul tuo post precedente che mi aveva intrippato, quello del cuore.

  • sR

    Magari poterne parlare a voce…
    Comunque io mi trovo in una situazione di emergenza: la mia linea telefonica/ADSL non funzione.
    Sto usando la connessione dati del cellulare dal portatile con collegamento wi-fi (apoteosi della smaterializzazione). Peccato che ogni tanto vada via anche la corrente elettrica quindi quando la batteria del pc si spegnerà sarò fuori dalla rete.
    Ma, mi (ti/vi) chiedo? Tornerò al reale o oppure no?
    Dilemmi del terzo millennio! :)
    sR

  • trovo molto bello questo tuo post Carlo, e visto che si parla anche di immagini, e visto che le immagini hanno un impatto sempre molto forte, mi viene istintivo, naturale…pensare a un’immagine (per ora).
    ti metto il link
    http://www.premioceleste.it/opera/ido:116341/
    a presto
     

  • Ma dimmi tu che storie, Santa,  io volevo aprire un Topic su LC in questi giorni a riguardo di  questo http://artvidity.com/hyper-realistic-sculptures-of-ron-mueck/ … prova a dargli un occhio. Credo vi siano delle correlazioni. La cosa strana, tornado all’arte che hai messo sotto la tua lente di ingrandimento, è che comunque riesce a comunicarmi sensazioni che possono essere pari anche a un quadro impressionista… nonostante ne sia l’antitesi .. o forse no ? ;-)

     

  • ciao Santa, ho provato a mettere un commento ma probabilmente ho sbagliato qualcosa… :)
    come si fa a mettere le immagini?
     
     

    • Ciao Giona :-)

      wordpress è un po’ restio nel permettere agli utenti di inserire immagini nei commenti.
      Sto cercando di aggiungere alla barra della finestra dei commenti un apposito pulsante, ma non lo trovo.

      L’altra alternativa è quella di utilizzare direttamente il codice nel commento

      A presto

  • Ciao Antonio

    Da questa notte mi sta girando per la testa quel “la verità vi farà liberi”

    E’ una di quelle frasi che per quanto spesso le sentiamo ripetere, difficilmente riusciamo a comprendere a fondo la loro reale portata…

    _________________

    Comunque, non sono per niente spaventato da una eventuale onda solare che spazzi via la nostra rete elettrica anzi non vedo l’ora che ciò avvenga e che ciò costringa la gente ad imparare ad usare i suoi “poteri”

    Ciao  a te

    Una totale scomparsa della tela, se devo essere sincero, personalmente non mi procurerebbe eccessive preoccupazioni.
    sarebbe in ogni casi un evento traumatico.
    Per quanto riguarda i “poteri” delle persone, penso che questi siano tempi troppo rischiosi per avventurarsi in certi labirinti.
    A presto

    _______________________

    Ciao Vocedi1

    e subito simpatizzo con chi, sapendo di un diluvio imminente, lascia simboli sulla pietra che possano sopravvivere alla babele delle lingue…pietra…

    non avrei saputo dirlo meglio :-)

  • Ciao Fabrizio

    Un processo di smaterializzazione che ha interessato anche la musica, dal vinile all’mp3…

    Esempio più che pertinente.
    Nel campo della musica questo passaggio è stato evidente.

    ______________________

    Anche tu col black out? XD

    Io lo considero una delle tante possibilità che potrebbero verificarsi, nulla più.
    Percentualmente le possibilità che un blackout del genere possa verificarsi sono da prendere in considerazione, ma personalmente non mi interessa scoprire se ciò accadrà o meno.
    Non si sta certo qui a giocare agli indovini :-)

    Quello che mi interessa, invece, è l’investigare le caratteristiche di questa realtà.

    _________________________

    Ciao Jacopo

    per te l’odierna smaterializzazione che si manifesta con internet è una cosa migliore rispetto alla antica materializzazione artistica? Oppure si tratta soltanto di uno scimmiottamento del reale metafisico?

    La smaterializzazione contemporanea è una parodia del concetto di “ritorno nel mondo delle idee”.
    E la parodia, come sempre, rappresenta sempre l’antitesi di ciò che ha valore.

    Secondo te l’iperrealismo è migliore della fotografia in quanto comunque realizzato come pittura da un artista, o preferisci la fotografia?

    Quello che personalmente apprezzo nell’ipperrealismo è la sua capacità di svelare la vera essenza della modernità, ovvero la ricerca di ottenere un qualcosa che sia “più reale del reale”, procedendo per copie ed imitazioni.
    ovviamente apprezzoanche le capacità delgi artisti che con questa corrente si cimentano.

    A presto, e grazie a te.

     

  • jackblack

    so che è incredibile (per me), ma oggi leggendo dei ciechi e dell’elefante ho riso mezz’ora pensando al tipo che inavvertitamente avrà toccato quello…cos’avrà pensato?

    hehe, in effetti era difficile evitare di immaginarsi la scena..
    In ogni caso, cartellino giallo per te :-D

    ______________________________

    sR

    Ma, mi (ti/vi) chiedo? Tornerò al reale o oppure no?

    Io penso che ad un determinato momento dovremo farlo tutti, ognuno con i suoi tempi..
    A presto :-)

    ______________________________

    Ciao Carla
    davvero “oscura” quella immagine..

    A presto .-)

    ___________________________

    Ciao Calvéro

    quelle sculture sono tra le cose più angoscianti che abbia visto ultimamente, devo dire che faccio fatica a digerire Ron Mueck.
    Proprio perchè dimostra come non è necessario deformare la figura umana per creare qualcosa di “inquietante”.
    Sarebbe un thread interessante…

    A presto :-)

  • Ciao Carlo, come sempre il tema è pertinente e profondo, sembra l’unico commento possibile alle recenti parole di Monti sulla fine del posto fisso e sulla maggior leggiadria del precariato.
    Non sono così antiaristotelico, vedo la metafisica platonica come troppo separata dal corpo delle cose.
    La nostra epoca che sta vivendo la fase ormai palese della dissoluzione, è anche l’epoca privilegiata in cui le cose si vedono per ciò che esse sono veramente, oggi ogni schieramento che rivendica a se, quanto istituzione, la luce, manifesta apertamente la sua corruzione e la sua falsità e l’unica via che rimane è quella dello Spirito e Verità, al di fuori di ogni possibile utilizzo mondano.
    Perchè se è vero che la sottilizzazione dell’esperienza causata dalla virtualità è parodia di un “mondo delle idee”, è anche vero che l’uomo incarna e realizza in se la sintesi vera, dunque, volente o nolente, dovrà patire martirio di questa nouvelle age di nuvole dorate e angioletti che si prefigura con risvolti truculenti in un prossimo futuro.
    Nella sofferenza umana si vanifica l’impianto astratto di Platone e fallirà il piano della dissoluzione, perchè il corpo è il luogo della sintesi tra la natura divina e quella umana.

  • lanomero

    Non per niente si definisce “realtà aumentata”: http://it.wikipedia.org/wiki/Realt%C3%A0_aumentata
     
    Saluti.

  • Ermetico

    Che dire dell’iperrealismo in salsa horror/fantasy a volte anche kafkiana di Patricia Piccinini?
    http://www.google.it/search?q=patricia+piccinini+opere&num=100&hl=it&prmd=imvnso&tbm=isch&tbo=u&source=univ&sa=X&ei=6ictT7-zNuPm4QSplcWXDg&ved=0CFIQsAQ&biw=1262&bih=824
     
    Ciao Santa,
    sono anni che leggo con grande interesse quello che scrivi, anche se non ho mai inviato commenti.
    Comincio ora, magari andando un po’ OT, raccontando un piccolo aneddoto che mi è tornato alla memoria, stimolata dall’incipit del tuo post e da jackblack77.
    Vediamo, così, se mi aggiudico un cartellino giallo già alla prima “entrata”.
    (-Fallo da tergo!- direbbe il telecronista sportivo!)
    (qui ci avrei messo una faccina ma non ho capito come si possa fare)
     
    Dunque, anni fa, mi trovai a visitare lo zoo di Rotterdam.
    Girovagando nei suoi vialetti mi ritrovai vicino al grande recinto degli elefanti dove fui testimone della seguente scenetta.
    Più in basso e parallela alla mia posizione, c’era una piazzola che giungeva a ridosso del fossato pieno d’acqua, largo pochi metri, che delimitava un piccolo angolo ombroso del recinto.
    Mi fermai ad osservare gli uomini, le donne ed i bambini che si erano assiepati, vociando, a rimirare e fotografare un grosso elefante fermo di traverso sul bordo del fossato.
    Non potei fare a meno di pensare che anche il pachiderma sembrava studiare con i suoi occhi scuri quella piccola folla di varia umanità schiamazzante.
    Dopo qualche minuto di apparente riflessione l’animale, evidentemente maschio, sfoderò il suo … coso da elefante che, tra salaci commenti, arrivò praticamente a posarsi a terra.
    E fu allora che accadde qualcosa di sbalorditivo ed inimmaginabile, se non l’avessi visto con i miei occhi.
    Il “coso” si animò!
    Come una manichetta guidata da un pompiere invisibile, si incurvò verso l’alto e di lato.
    Ondeggiandolo in qua e là, controllando il suo movimento, così come se avesse mosso la sua proboscide, cominciò a “spisciacchiare” sull’acqua in direzione della piccola folla, che, dopo un iniziale coro di -Oooh!- e di risatine nervose, letteralmente ammutolì.
    La cosa andò avanti per un paio di minuti.
    Dopodiche il bestione si voltò, mostrando il posteriore, e lentamente si allontanò.
    Non raspò il terreno, come a volte fanno i cani con le zampe posteriori, ma mi rimase l’idea che in cuor suo lo fece.
    Ancora mi mordo le mani per non aver filmato la scena.
     
    Efharistò, per tutto quello che hai scritto.
    Yassù.
    Ermetico

     
    PS.

    I miei vecchi amici greci, quando si salutavano, al “yassù” facevano seguire qualche altro termine che, però, non mi pare il caso di aggiungere.

     
     
     

  • Doulos

    Bè Carlo complimenti, molto bello e fulminante messo così insieme in modo organico.
    A ben pensare quello che tu chiameresti etat d’esprit e che cogli usando come riferimento il movimento iperrealista nelle arti figurative, in effetti permea la società, negli stessi anni, anche sulle ali delle altre muse.
    Io ricordo con vivida emozione – ed una certa strizza irrazionale – gli unici due episodi dello sceneggiato tv (si chiamava così allora) Il mondo sul filo che riuscii a vedere prima che papà e mamma decidessero che proprio non faceva per un bambino di 11 anni.
    C’era il bianco e nero, ed io nemmeno sapevo che il ritratto di quel programmatore, Stiller (nomen omen), fosse ad opera della cinepresa di Fassbinder, ma si parlava di mondi creati in supercalcolatori, e di programmi senzienti. Senza un solo effetto speciale, come si cominciò a chiamarli anni dopo.
    Fu quasi dieci anni più tardi che, nel delirio per la fantascienza che all’epoca prendeva un po’ tutti – prima del parricidio da parte del fantasy – mi ritrovai fra le mani Simulacron-3, da Urania, di Daniel Galouye, il romanzo dal quale Fassbinder aveva preso ispirazione.
    Ed era a sua volta del 1964 (!): c’era già tutta la doppia onda del solve et coagula, o meglio coagula ed solve, l’apparenza più reale del reale, il delirio umano di sintetizzare l’anima, l’inganno indistinguibile in cui tutti si vivrebbe.
    Addirittura, come nel Faust, c’è il finale avvertimento al rischio della pazzia, allo scambiarsi per Dio, giocando a dio. Ne consiglio la lettura didattica.

    Dopo di allora, quanto alle immagini in movimento, fu Tron di Disney (per… bambini?), Nirvana di Salvatores, Il tredicesimo piano (pessimo adattamento, meglio Reiner Werner) e quindi Matrix, epocale solo perché la tecnologia e la sua diffusione erano ormai mature, a renderci sempre più familiari con l’idea. Nell’ultimo guizzo di science fiction Gibson, Sterling e compagni portarono i deliri acidi di Dick all’estremo del cyber punk.

    E’ davvero incredibile quando provi a raccogliere il capo del filo rosso e tirarlo, o seguirlo a ritroso.

  • Non avevo pensato al fattore “inquietante”. In effetti non l’ho percepito così. Ma riflettendo, questo è invece un dato che può essere considerabile oggettivo, altroché se hai ragione. Sì, il topic sarebbe interessante, ma dopo aver letto il tuo, mi piacerebbe elaborarne uno efficace, ma non credo di essere pronto. Pensando a queste arti vedo l’uomo intento, ad esempio a differenza dell’impressionismo, in un’arte a cercare sé stessi o a inseguire “dio” e la verità (impressionismo ad esempio), nell’altra a punire la realtà, una sorta di vendetta contro la Vita, quindi una scontentezza profonda (Ron Mueck) e nell’Iper-Realtà una volontà che cerca la formula alchemica per annulla i confini tra realtà e percezione della stessa. Spero di aver dato senso a quel che penso.

  • lorenzo

    riguardo le foto desidero solo  ssegnalare questo
    http://www.dazibaoueb.com/article.php?art=28532
    ciao a tutti

  • Ciao Mario

    Nella sofferenza umana si vanifica l’impianto astratto di Platone e fallirà il piano della dissoluzione, perchè il corpo è il luogo della sintesi tra la natura divina e quella umana.

    Le tue precisazioni sono sempre centrate, e da te imparo sempre qualcosa.
    A presto :-)

    __________________________________

    Ciao lanomero

    Esatto, questa “realtà aumentata” è la vera protagonista dei nostri tempi, ed ha “invaso” ogni aspetto del nostro vivere.
    Mi viene in mente un altro banale esempio, uno dei tanti: ai concerti oggi si vede la maggioranza degli spettatori seguire lo spettacolo con un aggeggio tecnologico in mano, quasi sempre il telefonino che fa riprese, scatta foto.
    Queste persone non assistono allo spettacolo della musica dal vivo, ma seguono lo spettacolo visto dal loro telefonino.
    Realtà filtrata..

    ____________________________

    Ciao Ermetico

    non male lo spettacolo a cui hai assistito :-)
    E sì è trattato di qualcosa di “naturale”, nel vero senso della parola.
    Il creato è anche questo.

    per quanto riguarda Patricia Piccinini, un altro caso di “arte” che procura incubi.., ed è ancora una volta l’aspetto “verosimile” che crea l’inquietudine..
    A presto

  • Ciao Doulos

    c’era già tutta la doppia onda del solve et coagula, o meglio coagula ed solve, l’apparenza più reale del reale, il delirio umano di sintetizzare l’anima, l’inganno indistinguibile in cui tutti si vivrebbe.

    sì, hai intravisto quel processo in modo lucido.
    D’altra parte, questo genere di processi hanno bisogno di tempo per “maturare”..

    _______________________________

    Calvero

    e nell’Iper-Realtà una volontà che cerca la formula alchemica per annulla i confini tra realtà e percezione della stessa.

    Gli Iperrealisti come moderni alchimisti.. sì, penso che sia molto pertinente come paragone.. :-)

    _____________________________________

    Ciao Lorenzo

    ho salvato il link, ottime immagini..

    A presto

  • dazibaoueb, veramente interessante, questa serie di doppi che nella ripetizione finiscono per essere intercambiabili, ricorda molto la filosofia moderna che con le sue coppie concettuali livella tutto a degli opposti che si somigliano.
    L’iperrealismo, che sembra contrapporsi all’arte astratta fa la stessa cosa; oppone illusoriamente vero-non vero, e di fatto finisce per identificarli, è per questa ragione che è stato accettato nel mondo dell’arte contemporanea, per la sua portata nichilista. 

  • Ermetico

    Il legame tra iper-realismo e alchimia non sembrerebbe solo cosa recente:
    http://www.museosansevero.it/cappellasansevero/cristovelato/leggendadelvelo.html
     
    Raimondo di Sangro, principe di San Severo …
    Ciao
     

  • Ermetico

    PS. Aggiungo anche questo link:
    http://www.personalreport.it/2012/01/pesci-rossi-riusuke-fukahori/
    Iper-realismo minimalista in salsa … zen!
     

  • Personaggio notevole il principe, ed oscuro assai..

  • […] Iper Realtà Benvenuti nella Tela […]

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