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-o- Too late to die young -o-
7 marzo 2012

La Cattedrale di Salomone

Cattedrali, templari, tesori, e conoscenze perdute.


Riferendoci a questioni irrisolte del passato, si tende spesso ad abusare del termine “mistero”, cercando a volte connotazioni “misteriose” anche laddove tale necessità non appare impellente.
Così, quando ci imbattiamo realmente in fatti difficilmente spiegabili con le nostre attuali conoscenze, viene a mancare il termine adatto per riferirsi ad essi.
Uno di questi casi riguarda certamente la complessa questione dell’edificazione delle grandi cattedrali gotiche che sorsero in contemporanea nell’Europa centro settentrionale nel corso del XII e del XIII secolo.
Strutture architettoniche poderose, tali da lasciare perplessi persino gli ingegneri nostri contemporanei, questi maestosi templi di pietra vennero innalzati nel giro di pochi decenni in diverse città europee, sopratutto francesi e tedesche, introducendo ex novo delle soluzioni architettoniche praticamente sconosciute nel nostro continente, come l’arco a sesto acuto, gli archi rampanti oppure le volte a costoloni.
Le questioni quindi ancora irrisolte riguardo queste uniche costruzioni riguardano essenzialmente due campi: quello tecnologico e quello economico.
Come furono apprese le conoscenze necessarie per l’edificazione di tali edifici, e come furono trovati i fondi necessari per la loro costruzione?
Queste domande hanno ispirato l’articolo che segue, scritto dall’amico Pike Bishop, e pubblicato sul sito del Portico Dipinto.
Nella seconda parte dell’articolo, che invito a leggere direttamente sul Portico, viene anche avanzata una ipotesi orginale ed alquanto interessante sul quale fosse realmente il celebre Tesoro dei Templari.


La Cattedrale di Salomone

di Pike Bishop

[…]
La cattedrale di Bourges è stata con tutta probabilità la prima grande cattedrale gotica ad essere terminata (i lavori cominciarono pressapoco all’epoca dello stabilimento della fabbrica di Chartres) ed è particolare per la sua pianta che non è cruciforme.
Bourges è grossomodo nel centro geografico del grande paese europeo e ne è stata la capitale per lungo tempo proprio in virtù di questo fatto.
Era già un centro importante ai tempi della campagna di Giulio Cesare e i suoi abitanti (che probabilmente erano più o meno lo stesso numero che sarebbero poi stati nel medioevo, circa 15.000) non sfollarono e non applicarono la dottrina della terra bruciata di Vergingetorige, sicuri della solidità del loro unico muro di difesa e della impraticabilità delle paludi che la circondavano da tre lati, come insegna Kurosawa nei 7 samurai.
A differenza dei giapponesi del film, la banda di delinquenti romani era dotata di ferrea disciplina e riuscì ad abbattere la formidabile muraglia: tutti gli abitanti (tranne gli 800 che si rifugiarono nelle paludi) furono trucidati, e la città distrutta.
I Romani però compresero l’ottima posizione geografica e la ricostruirono come città romana erigendo un tempio sulle rovine del precedente tempio pagano.
In epoca cristiana una cattedrale in stile romanico fu eretta al di sopra del tempio romano, ma nel secolo XII si rivelò troppo angusta per la cittadina che aveva nel frattempo raggiunto di nuovo i 15.000 abitanti.
O almeno questa è la versione ufficiale che giustifica la costruzione di una nuova cattedrale.
Tenete in conto che 15.000 anime non sono certo una metropoli, che la chiesa non era nemmeno una parrocchia ma solo la sede dell’arcivescovado, che non era mai stata meta di pellegrinaggio (e mai lo sarà, tranne per il sottoscritto ed i soliti turisti giapponesi) e non conteneva nessuna reliquia che ne giustificasse il pagamento del biglietto per l’ingresso, che non ci fu mai.
Come per l’altra ventina di cattedrali gotiche spuntate tutte assieme con tecnologie che paiono improvvisamente portate da un uomo su una torta fiammeggiante che disse vi chiamerete Beatles, con la “a”, il problema principale (se credete nell’omino della torta) non è tanto dove avessero preso la tecnologia sconosciuta, ma da dove arrivassero i soldi per pagare un esercito di lavoratori altamente qualificati che venivano da ogni parte d’Europa per un centinaio d’anni e procurarsi e trasportare una mole di materiale che sarebbe bastato per una piccola (ma neanche tanto) piramide egizia.

E’ già difficile capire come l’arcivescovo Henry De Sully potesse giustificare una impresa titanica di quel tipo (al confronto TAV e ponte sull Stretto sono abbastanza economici) considerando anche che i pellegrini non sarebbero fioccati anche perchè pressapoco allo stesso tempo si stavano realizzando un’altra ventina di progetti analoghi nel centro-nord della Francia, ma è inconcepibile pensare in che modo si sarebbero potuti raccogliere i fondi in un periodo economicamente non particolarmente florido e nel mezzo di continue dispute militari, anche esse molto costose.
Quindi i problemi – o misteri, se siete più inclini all’occulto – essenzialmente sono due: quello economico e quello tecnologico.
A quello tecnologico si è cercato di rispondere, specie negli ultimi anni con ogni sorta di teoria – e badate bene, quella dell’omino sulla torta fiammeggiante non è neanche la più bislacca.
Dopo una preventiva epurazione delle teorie più folli, i casi si restringono di nuovo a due: o la tecnologia è stata inventata di sana pianta mentre stavano costruendo St. Denis o l’hanno appresa da qualche altra parte.
La prima ipotesi non sarebbe da scartarsi se si fosse stati in un periodo particolarmente fecondo della cultura europea.
Purtroppo non era così, anzi, piuttosto, il contrario: c’era una tale crisi di idee e di mezzi che si scelse di finanziare (molto poco) un’impresa folle di attacco all’Islam più che altro per sbarazzarsi di gente che non si voleva tra i piedi e di nobili che avrebbero solo seminato morte e distruzione per l’Europa.

A questo proposito, però, spicca la differenza tra i crociati e un piccolo manipolo di nove uomini, tutti parenti o relazionati con Bernardo di Chiaravalle (abate sull’orlo del crollo finanziario la cui abbazia era stata donata proprio dalla famiglia di uno dei nove, i De Champagne signori di Troyes, alla cui corte nacquero i Troubadours e la leggenda di Re Artù e che incoraggiavano la presenza di ebrei e studi cabalistico-esoterici) che si recarono all’Outremer per prendere possesso delle “stalle” di quel che si pensava essere ciò che restava dell’antico Tempio di Salomone a Gerusalemme.
I cavalieri restarono a Gerusalemme per 9 anni e nessuno ha mai trovato traccia di documenti che ci spieghino cosa ci facesse lì un ordine cavalleresco formato da nove membri che non accettavano proseliti e che non combattevano o facevano niente che sia mai stato riportato.
Tutto questo è ampliamente conosciuto ed è stato scritto già da tutti gli emuli di Dan Brown in tutte le salse, tutte melense e di pessimo gusto.
Qualcosa però questi cavalieri avevano portato a casa di sicuro visto che l’ordine improvvisamente divenne ricchissimo, potentissimo e creò innovazioni in campo finanziario.
Allo stesso tempo la tecnologia europea fece un balzo incredibile all’indietro, nel senso che tecnologie romane non utilizzate da un mezzo millennio vennero utilizzate di nuovo improvvisamente proprio per costruire le cattedrali (la gru propulsa dalla ruota da criceto con operaio cricetato, il maglio automatico ad acqua e via elencando) e parimenti in avanti con tecnologie di cui non si ha notizia precedente come quella dell’arco ogivale e del soffitto a doppia crociera delle cattedrali gotiche fiorite proprio nei paesi di origine dei 9 cavalieri.


Ora, se questa tecnologia, come alcuni dicono sia frutto di segreti appresi nelle stalle del Tempio di Salomone, non è dato sapere.
Ma non c’è alcun dubbio che i 9 cavalieri siano connessi con la nascita repentina delle cattedrali.
Se andate dalle parti di Urfa, l’antica Edessa, capitale di un regno crociato e luogo di nascita di Abramo, troverete delle rovine romane ma anche altre molto più antiche che secondo l’archeologia ufficiale, badate bene, non quella alternativa, sono risalenti a 11.000 anni addietro.
Nel mezzo si trovano resti non datati in cui si possono distinguere chiaramente archi ogivali. Che anche il famoso Tempio di Salomone fosse costruito come una cattedrale gotica?


Sembrerebbe di si. Le dimensioni di Notre Dame di Parigi e di Chartres ricalcano fedelmente quelle che la Bibbia attribuisce al tempio.
Bourges, che non ha la forma a croce, sembra di tutte quella più somigliante.
Viene inoltre da pensare che le due famose colonne del Tempio che vengono ricordate nella mitologia massonica potessero essere invece le due torri delle cattedrali: probabilmente le si è sempre chiamate colonne solo perchè tempio, a tutti, ha sempre ricordato l’architettura greca classica.
Altre menzioni massoniche ci ricordano che nel tempio (e nelle cattedrali) visto il lungo tempo in cui le impalcature dovevano restare erette, formassero una struttura dall’aspetto niente affatto provvisorio e ci fossero più piani (almeno due secondo la lettura massonica della tavola del secondo grado) di legno collegati con scale dotate di alzata, pedata e balaustra.
Altra notevole similitudine, sempre secondo il rituale massonico, il rosone e la posizione del Sancta Sanctorum, esattamente quella della Cattedrale di Bourges, il che può significare solo due cose: o il Tempio era come Bourges o i massoni hanno ricostruito la loro versione del tempio adattandola a ciò che conoscevano, cioè le cattedrali.
Ma ciò farebbe in ogni caso pensare che la Massoneria non sia così recente come si suole pensare.

continua

si veda anche:
Stelle e Cattedrali
Nostra Signora di Chartres

29 comments to La Cattedrale di Salomone

  • Non so, non mi convince del tutto. Per quanto riguarda la parte architettonica, anche gli archi rampanti sarebbero quindi originari dell’architettura di quelle zone? Uhm.. Ad ogni modo l’impianto generale è interessante. Intrigante anche l’ipotesi su templari e finanza.

  • miriam

    Chissà, chissà… comunque, una traccia per quanto riguarda l’architettura potrebbe esserci ad esempio nel Vangelo di Matteo, dove il diavolo porta Gesù sul pinnacolo del tempio. Secondo wikipedia il pinnacolo è caratteristico dell’architettura gotica…

    Un saluto,

    Miriam

  • m

    mah, leggerò con calma l’articolo ma tutto questo mi ricorda troppo la FAVOLA esoterica dell’hiram abif massonico… non credo a segreti esoterici né ai fantomatici tesori templari. Già i romani diedero mirabili esempi di architettura, così come gli arabi (mezquita Cordoba è un esempio).
    Invece dalla foto noto che gli adegumenti vengono attuati anche in Chiese storiche come questa… squallide sedie al posto degli inginocchiatoi…
     

  • Secondo la scienza delle costruzioni contemporanea le cattedrali gotiche del XII e del XIII secolo stanno in piedi per una sorta di mezzo miracolo.
    Le loro strutture portanti sono talmente al limite che nessun ingegnere moderno si sognerebbe nemmeno lontanamente di riprodurle.
    In esse vi è un gioco di equilibri sbalorditivo.

    In Europa, si passò nel corso di pochi anni dalle costruzioni di poderosi e massicci edifici romanici alle slanciatissime ed ardite cattedrali gotiche.
    Non si trattò di una evoluzione, ma di un vero e proprio salto.
    Improvvisamente comparvero delle tecniche e delle conoscenze subito perfette, che non necessitarono di essere ulteriormente perfezionate, ma furono subito pronte all’uso.
    Dal punto di vista architettonico, questo fatto rappresenta una palese contraddizione.

    Per rendersi conto della meraviglia rappresentata da questi templi occorre avere delle minime basi di statica e di scienze delle costruzioni: solo così ci si potrà comprendere’estrema innovazione apportata dalle soluzioni dei maestri che eressero le cattedrali.

    Una serie di conoscenze che parve comparire in Europa dal nulla, e sempre nel nulla sembrò dissolversi.

    Insomma, l’idea di queste conoscenze costruttive che arrivano in europa per mezzo di testi originari dall’oriente è forse la spiegazione più razionale che si possa avanzare.

    Un saluto a tutti :-)

  • Pike Bishop

    Grazie a Santaruina per l’onore che mi fa di essere ospitato nel suo bellissimo sito a scrivere proprio di Cattedrali (argomento su cui lui e’ ferratissimo).

    Del gap tecnologico ha gia’ parlato piu’ che esaudientemente il padrone di casa.  Vorrei solo aggiungere, agli interventi finora un paio di cose.

    In primo luogo l’osservazione acutissima di miriam che effettivamente mi conferma il sospetto che lo stile architettonico del Tempio di Salomone fosse molto diverso dalle ricostruzioni e sicuramente dall’immaginario collettivo hollywoodiano.  Era appunto quella una delle mie ipotesi.

    La seconda riguarda le sedie.  E’ difficile immaginarlo oggi, ma le panche e gli inginocchiatoi sono una introduzione recente, suggerita dal protestantesimo – con tutti i suoi ordini di ceto sociale inseriti nel proprio recinto.  Le Cattedrali Gotiche, in origine, come ben ci fa notare Fulcanelli, erano vuote, spazi sociali aperti e usati per le piu’ molteplici occasioni e per gli usi piu’ diversi.  In questo senso l’uso delle sedie non e’ affatto un adeguamento e le sedie stesse non hanno alcunche’ di squallido.  La gente, semplicemente si portava da casa la sedia o uno sgabello ed un cuscinetto, o solo il cuscino e si sedeva e inginocchiava su di esso.  Ora la sedia la fanno gia’ trovare in loco, ma essendo un mobile degno della sua definizione di mobile, si puo’ muovere facilmente lasciando alla bisogna il pavimento sgombro di impedimenti.  La visuale, se ancora i fedeli si portassero sedie e sgabelli da casa lasciando la navata vuota in assenza di funzioni, sarebbe ancora piu’ maestosa.     

  • Doulos

    Pars destruens.
    Che anche il famoso Tempio di Salomone fosse costruito come una cattedrale gotica?
    Sembrerebbe di si. Le dimensioni di Notre Dame di Parigi e di Chartres ricalcano fedelmente quelle che la Bibbia attribuisce al tempio. Bourges, che non ha la forma a croce, sembra di tutte quella più somigliante.
     
    Sul criterio di applicazione dell’avverbio “fedelmente” non vorrei essere la moglie dell’articolista :))
    Allora, se si prendono le misure di 1Re:6 e del suo parallelo di 1 Cronache 3 (quelle che la Bibbia attribuisce al tempio), si ottiene, come corpo principale, 60x20xh30, in cubiti (dirò poi). Davanti era posto un portico profondo 20 (quanto la larghezza del corpo principale), largo 10 (quindi più stretto, come un corridoio di ingresso) ed alto ben 120, sempre in cubiti. Il cubito ebraico era la misura dal gomito alla punta delle dita stese, di circa 45 centimetri, ma quello che mi preme sottolineare sono le proporzioni relative, che danno il criterio di similitudine in geometria. 6x2xh3 sul corpo principale, 2x1xh12 nel porticato. Unendo le due strutture abbiamo in pianta 7×2 (profondità x larghezza) xh3 o xh12 a seconda che si guardi da davanti o da dentro.
    Ora basta cercare le misure descritte:
    Parigi: 128x48xh35 (corpo) o xh69, in metri, le torri sulla facciata di ingresso;
    Chartres: ha la pianta esterna e non solo interna a croce, comunque sono 130x32xh37 (corpo) o xh115 la torre maggiore;
    Bourges: (di tutte quella più somigliante, giusto perché priva di transetto e pianta esterna non propriamente cruciforme), 117(o 120)x41xh47 (corpo) o xh65 la torre maggiore.
    Va bene, se prendo profondità (massima) e larghezza (centrale) di Bourges trovo 117×41 che varia solo di un 3% rispetto al 6×2 di pianta del corpo principale del tempio di Salomone, però così entra nella categoria pure il mio garage, che, assicuro, non ha nulla a che spartire con i Templari!
    Sul fatto del sesto acuto nel tempio di Salomone, il quale prese a prestito l’impianto generale fenicio (compreso le due grandi colonne Jakin e Boaz) dalla città di Tiro, la quale fornì materiale, maestranza e capocantiere (il famoso mezzosangue Hiram venerato come primo maestro dai massoni), per me non è davvero nulla di serio, così Dan Brown fa la figura di un compassato sperimentatore del CERN.
     
    Pars construens.
     
    Interessantissimo il richiamo all’uso della finanza come moltiplicatore apparente di ricchezza, ed a tutto il resto connesso con la ricerca del magico in terra di Israele. Più in generale, poiché la questione del salto tecnologico è oggettiva nel gotico propriamente detto, e poiché ci si imbatte in queste sfide alla continuità del progresso umano, anche, per certo, nella civiltà Egizia e nell’ars bellica nazista – in contesti estremamente caratterizzati spiritualmente – io la mia idea me la sono fatta, senza omini verdi o grigi: arte occulta, conoscenza trascendente pagata a prezzo di patti inferi. Poi a ciascuno sghignazzare, però qui la storia di Jacques Cor e compagni, e dei loro interessi che magari da esoterici divennero occultistici, mi conforta.

  • Ermetico

    Argomento affascinante, l’articolo mi ha incuriosito e ho passato del tempo a gugolare in merito.
    Non ho conoscenze specifiche per appropriati commenti architettonici, oltre l’ovvio ammirato stupore che hanno sempre suscitato in me questi edifici.
    Direi, però, che oltre le conoscenze e le possibilità economiche, visti anche i tempi di realizzazione ed i risultati conseguiti, era necessaria anche una fede profonda nel “trascendente”, non solo nel senso stretto del “divino”,  ma anche del dedicarsi anima e corpo ad iniziare opere di cui non si sarebbe vista la fine e quindi la dedizione assoluta a qualcosa che trascende i propri orizzonti temporali terreni.
    In tempi moderni di paragonabile in questo senso mi sovviene, così su due piedi, solo Antoni Gaudì e la Sagrada Familia, ovvero Temple Expiatori de la Sagrada Família (Tempio espiatorio della Sacra Famiglia), di evidente ispirazione gotica (Tempio non a caso?).
    Parzialmente OT (visto che si menzionano i Templari), inaspettato e non conosciuto (per me ovviamente) è stato imbattermi nella tesi dell’origine italica/mediterranea dei Templari ovvero in Hugo de’ Paganis, campano o lucano, diventato Hugues de Payns francese, secondo questa tesi, per “appropriazione indebita” e falsificazione delle fonti, allorquando l’Ordine venne più nettamente militarizzato e la componente di origine franca divenne preponderante.
    (http://www.scriptorium.it/Scriptorium/1_Nascita_dei_templari.html)
    Vi pare fondata questa tesi?
    Ciao
    Ermetico
     
     
     

  • Doulos

    Ermetico grazie del link, splendida segnalazione, il sito scriptorium.it, che non conoscevo, è pieno di materiale di ottima fattura storiografica, mi sto leggendo velocemente il pdf della regola templare ed è, non solo, veramente un filone d’oro!

  • Tutta quest’enfasi verticale mi ricorda più la torre di Babele che il tempio di Salomone, anche le Twin Towers avevano degli elementi decorativi di ispirazione gotica e non è escluso che il pinnacolo del tempio fosse un’innovazione recente, il farisaismo è una fase di decadenza profonda della tradizione ebraica e un’architettura enfatica ben si sposerebbe con quell’arroganza. 
    Bisogna anche allegare alle innovazioni tecnologiche e finanziarie di quei secoli l’enorme importanza che ebbero le università francesi, con l’immensa confusione teologica che ne seguì, (e poi religiosa con la prima grande frattura della riforma), sfociando poi nell’umanesimo bancario del rinascimento che riportò decisamente questo eclettismo giudaico cristiano alle forme del tempio pagano.
    Ho sempre pensato che l’ipertrofia del visibile con tutti i suoi annessi tecnologici e sociali corrispondesse a una fase grave di decadenza spirituale, e quelle mirabili cattedrali nel deserto me ne convincono ogni giorno di più.
    In quei secoli ha veramente termine il processo di estirpazione di tutto ciò che di bizantino sopravviveva in europa occidentale; nell’italia meridionale, manu militari si estingue la popolazione rimasta ortodossa, e il romanico che era ancora permeato dalla luce dell’icona viene sostituito dal naturalismo gotico e da quella stilizzazione, così simile al liberty.
    Architettonicamente infatti si può fare una constatazione di carattere simbolico; l’arco a tutto sesto ha come punto focale il suo centro interno, mentre l’arco a sesto acuto rimanda ad una direzione esterna, verso l’alto.
    Ora, nell’apparenza, il gotico è una visione più spirituale, che si slancia verso il cielo, (le cattedrali inoltre sono dei veri trattati di cosmologia), la decorazione esplode in forme le più varie e bizzarre, ma fino a che punto simboliche non so, direi più allegoriche o cifrate, e questo slancio verso l’alto non è che affettazione, il saggio di Coomaraswami, “Il complesso della marionetta” esprime precisamente quello che intendo.
    E’ inoltre significativo che l’unico accenno al pinnacolo del tempio sia in relazione al demonio, che lo presenta come luogo di caduta e ad un deciso rigetto di Gesù per quel luogo di altezza dominante illusoria.
    Il romanico con il suo centro interno riporta invece in modo pienamente simbolico all’interiorità, al luogo centrale dell’uomo, il cuore, che ancora non è rappresentato come un viscero sanguinante o lampeggiante rappresentando l’Intelletto, il Nous, e benchè questo stile risenta ahimè dell’iconoclastia carolingia, con le sue pareti spoglie, nelle sue forme pittoriche è ancora bizantino.
    In effetti “Mistero” è forse la parola meno indicata per le cattedrali gotiche, “enigma” è decisamente più sensato. 

  • mgl

    Sotto le cattedrali in genere passa l’energia del pianeta.
    Le località geografiche delle loro costruzioni non sono mai casuali.

  • Pike Bishop

    Non posso esimermi dal segnalare anche su questo sito un commento veramente ottimo di PadijtLee sul mio Blog:

    Lo studioso Hugh Schonfield ha provato come i Templari usassero un codice noto come “Atbash Cipher”. Per cui, oltre a dimostrare lo sforzo votato alla segretezza delle conoscenze segrete acquisite, i Templari hanno qualcosa in comune con i Rotoli del Mar Morto. Si, perché il codice Atbash è stato usato un migliaio di anni prima dei Cavalieri del Tempio di Salomone in alcune delle pergamene di Qumran. Ho trovato un link che spiega meglio la faccenda:
    The Qumran Community were the spiritual descendants of the Egyptian kings and the antecedents of the Templars and Freemasonry. A member of the original Dead Sea scrolls team and a Nobel Peace Prize nominee, Dr. High Schonfield discovered a Hebrew code he called ‘Atbash cipher’, which was used to conceal names. (6) Before his death in 1988, Schonfield found that key words used by both the Knights Templar and Freemasonry are themselves Atbash codes which reveal hidden meaning once deciphered. For instance, the Templars were widely reputed to worship something with the curious name of ‘Baphomet’, which was never understood until it was written in Hebrew and the Atbash cipher applied to reveal the word “Sophia’ – the Greek for ‘wisdom’.
    ( Tratto da : http://www.angelfire.com/ne/spiraltiger/Hiram/Hiram11.html)
    Ciò potrebbe avvalorare l’ipotesi della Massoneria (figlia dei Templari?) non giovane come sembra.
    P.S. __La Cattedrale di Salomone era stata immaginata dal pittore francese Jean Fouquet, disegnandola alla maniera gotica nella miniatura intitolata “Costruzione del tempio di Salomone” (http://vrijmetselaarsgilde.eu/Maconnieke%20Encyclopedie/FMAP~1/REFORM/ca…).  

  • antonio

    Complimenti per gli interventi di altissimo livello!!!
    Un abbraccio
    Antonio

  • Doulos

    Per favore, perdonatemi, un minimo di serietà e qualche informazione di base: il primo tempio, o tempio di Salomone, fu integralmente distrutto nel sacco di Gerusalemme ad opera dei Babilonesi di Nebucadnezar (o Nabucodonosor che dir si voglia) nel 586, quello al quale si riferiscono i Vangeli era appena stato finito da Erode al tempo nel quale l’episodio si riferisce. L’estremità alla quale si riferiscono Matteo e Luca, lo pterugion del tempio, che potremmo tradurre anche ala, estremità o cima del tempio, pinnacolo va benissimo se si capisce che non ha niente a che vedere con il gotico, era pressoché certamente la torre Antonia, sede della guardia Romana ed edificata proprio contro il muro del lato nord del cortile templare, come punto più alto a completo e strategico dominio di quota della zona calda (dal punto di vista Romano) dei riottosi Ebrei.
     
    Adesso vi prego, qualcuno mi dica che Pilato ed Erode si scambiavano i segreti dell’anello di Salomone e siamo a cavallo. Mi viene da piangere, non avrei mai immaginato di dovere fare la parte del debunker. ;(

  • Pike Bishop

    Doulos, naturalmente ci si sta riferendo al primo tempio, ma anche del secondo non si sa di sicuro lo stile.  Che poi il pinnacolo fosse la torre romana e’ disputabile anche se possibile, ma non esclude certamente altre ipotesi.  In queste cose la certezza non c’e’.  Anche perche’ se la torre dava una vista strategica, questo non significa che non ce ne fossero altre facenti parte della struttura del tempio che potevano essere piu’ o meno alte di quella romana e non avrebbero cambiato la funzione o il punto di vantaggio della stessa. Percio’, logicamente, la questione e’ tutt’altro che definita.

    Inoltre se vogliamo prendere un minimo come indicazione il racconto massonico dell’Arco Reale (che si puo’ anche pensare che non sia da prendere per buono, per carita’, e magari con ottime ragioni, ma gia’ il nome e’ un programma), il secondo tempio fu costruito con tempi da cattedrale gotica e secondo disegni ritrovati dopo il ritorno della cattivita’ babilonese.  Tanto per dire.  Non c’e’ niente da piangere comunque e il debunker e’ quello che ogni complottista di razza sa in fondo di essere, molto di piu’ di quelli che supinamente si bevono qualsiasi favola basta che arrivi da una autorita’ sancita da qualche tipo di potere.  Lo scetticismo e’ sempre salutare se e’ un metodo e non una ideologia. 

  • Doulos

    a dire il vero i tuoi interventi completano la discussione, aggiungendo ulteriori utili informazioni.

    A partire dall’articolo di Pike, che ha saputo porre l’attenzione su una questione sicuramente degna di essere approfondita, per continuare negli interventi successivi, che hanno aggiunto ulteriori informazioni per chi volesse saperne ancora di più, questa discussione è secondo il mio parere una delle più interessanti degli ultimi tempi.

    A presto :-)

  • Doulos

    Vabbé, ogni ingegnere, soprattutto se non edile, nell’animo rimpiange un po’ del sapere costruire fisico – ai miei tempi Costruzioni si rimandava all’impossibile, fin la soglia dei trent’anni…
    Anyway, un piccolo ma franco e deciso contributo è in questa presentazione:
    http://architettura.unipr.it/didattica/att/acea.9469.file.pdf
    voglio attirare l’attenzione sul parametro in tabella alla 4a pagina, e sulle ultime citazioni e interpretazioni dal taccuino di de Honnecourt. Luci e ombre.
    Per il resto mi godo i link e non ribatto più né con Filone né con Giuseppe Flavio.
    Anche perché sognare è una qualità, non un difetto.

  • PadijtLee

     
    La Cattedrale di Salomone dalle fattezze gotiche immaginata nel “Fleur des histoires di Jean Mansel”, XV secolo ha forma ottagonale (http://medieval.mrugala.net/Architecture/Chantiers%20et%20batisseurs/Jean%20Mansel,%20Fleur%20des%20histoires,%20Construction%20du%20temple%20de%20Salomon.htm)
     

  • Anonimo

    la vicenda di hiram abif
    http://www.massoneriascozzese.it/simbologia_e_mito/la_vicenda_di_Hiram_Abif.pdf
    il tempio di salomone è una specie di ossessione massonica, la stessa simbologia della loggia riproduce il tempio..(l’ebraismo credo sia preponderante) e la vicenda dei templari è il primo insegnamento…
    Io ho sempre pensato che tutte queste caz… servano alla massonerie per accreditare antiche e per me inesistenti “nobili” discendenze. Sincereamente non penso ci siano grandi misteri nascosti anche se l’argomento delle cattedrali gotiiche è indubbiamente interessante.

  • Nico

    Ho letto tutto con enorme interesse. Mi piacerebbe pote approfondire. Quest’estate di ritorno dalla Francia ho fatto una bella deviazione per visitare la Cattedrale di Chartres dove ho anche comprato il libro di Luois Charpentier. Ho anche avuro modo di visitare la Cattedrale di Troyes e quella di Digione. Oltre a Notre Dame a Parigi,(e dopo aver letto un po di Fulcanelli). Per Bourges sarà per la prossima volta.
    In ogni caso grazie a tutti voi.
    Nico Caminante de Napoles 

  • Un bel giro, Nico :-)

    ______________________________

    Davvero bella l’immagine segnalata da PadijtLee

    A presto

  • daouda

    Volevo sapere cosa pensavate delle considerazioni di Rififi poiché è curioso avere posizioni del tutto simili al tradizionalismo tridentino.
    Ci sarebbe comunque da approfondire, lo scrivo per Rififi , il rapporto tra pinnacolo e pietra d’angolo. C’è un articolo molto interessante di Guénon al riguardo.
     
    saluti

  • Doulos

    Ne I simboli della scienza sacra mette in effetti in relazione pinnacolo, con l’ebraico pinnah, davvero arguto, sarebbe da dire. Però a mio avviso c’è una dicotomia profonda risalendo lungo il filo rosso dell’etimologia dei lemmi neo e veterotestamentari: pterygion o pterugion che dir si voglia deriva da radicali che hanno a che fare con il volo, con l’ala, la piuma (l’alto, pertanto), mentre pinnàh proviene da radicali che hanno a che fare con il girare, riferirsi, curvare, muoversi attorno (il centro, pertanto).

  • jamila jam

    ..l’arte gotica potrebbe essere in realtà un’arte saracena, non a caso si é manifestata proprio durante le crociate, cioé nel momento storico nel quale il medio evo europeo incontrava l’emergente Islam.
    La “saracen theory” é sostenuta dall’architetto inglese Christopher Wren (1632-1726). Comunque, la tecnica ogivale é quella che già al IX sec. era ampliamente utilizzata in Asia Centrale, dove tecniche di costruzione pre-islamiche e persiane achemenidi, sasanidi (iwans ad ogiva), furono riattivate, perfezionate dalla nascente cultura-architettura islamica. Samarcanda, Bukhara, o la più vicina Cordova o la Sicilia, sono specchi evidenti dei luoghi dove il gotico si é ispirato.
    Kharezemi(790-847), grande astronomo e geografo interessandosi alla matematica e all’algebra in modo del tutto innovativo, spinse i maestri costruttori orientali ad utilizzare il calcolo matematico nell’arte  sacra d’Asia Centrale. Al’Farabi(872-950) dava legittimazioni metafisiche a questo stile architettonico, Avicenna, alias, Ibn’Sina(980-1037) si inseriva in questa atmosfera di esperienza terrestre portatrice diretta di teofanie spirituali, dove la terra  ed i suoi edifici dovevano assomigliare il più possible al Paradiso. Questo fermento positivo fece si che le stesse tecniche si divulgassero in tutti i domini islamici, dall’India alla Spagna, e questo due secoli prima del gotico europeo.
    La matematica per arrivare a Dio, l’architettura per arrivare a Dio, le ceramiche, i calligrammi gli arabeschi e i giochi di luce, gli intrecci fra acqua, raggi del sole, pietre e maioliche, in chiaro-scuri momentanei, ma anche in chiaro scuri costruiti solidamente nell’alternanza degli strati dei mattoni (Mausoleo di Ismail il Samanide costruito al IX sec. con tecniche “gotiche”!). L’astrazione, l’arabesco, il calcolo geometrico: i calligrammi, gli arabeschi,  i labirinti cromatici, nelle loro proporzioni geometriche, nascondono e rivelano segreti iniziatici, pensieri filosofici, realtà metafisiche, imprimono mantra visivi quasi effimeri, ma meravigliosamente eterni…
    saluti
    L

  • Tridentino direi proprio di no, visto che la controriforma apre ad una degenerazione completa e radicale dell’arte sacra qual’è il barocco, il mio punto di vista è quello di una concezione del tempio gotico come un retaggio del vecchio testamento, cioè un rimando ad una trascendenza assoluta e intangibile concepibile solo per conoscenze occulte, e forse la connessione con l’arte islamica di jamila lo conferma, di fatto l’estetica gotica è una negazione dei principi fondamentali dell’iconografia cristiana originale e sembra che nella sua grandeur prevalga l’idea della cripta, del nascosto, relegando la celebrazione dei misteri allo spazio pubblico, invaso da decorazioni inintelligibili e da statue e figure naturalistiche, rovesciando in qualche modo l’essenza della liturgia eucaristica.

    Da un lato si capisce, in quanto l’occidente stava lasciandosi alle spalle di gran passo l’esperienza spirituale patristica e apostolica, avventurandosi in filosofie e gnosticismi intricati, che originarono quella incrinatura incontrollata a cui il concilio di Trento pose una gabbia totalitaria e politica nell’illusione che la spaccatura della riforma restasse l’unica rottura, da li in poi ci fu solo il sangue a ricucire gli strappi.
    Direi che il gotico è un tentativo di richiamare i cristiani d’occidente ad un senso del sacro che stava spegnendosi, condensando in quell’arte così stratificata e misteriosa il cuore di una sapienza cristiana di cui si era perso il filo che conduce all’origine, è anche un’ulteriore scavo di quel solco carolingio che ha voluto separare irrimediabilmente il clero dal popolo.

    Guènon, sopravvaluta anche lui il medioevo occidentale e le sue confraternite e sembra per contro non avere la minima nozione dell’ortodossia, che non cita mai da nessuna parte, si limita a dichiarare che ogni conoscenza del cristianesimo originale è scomparsa, e questo, con tutta la stima che nutro per lui mi trova in completo dissenso.
     

  • Daouda e Doulos, è molto interessante questa connessione, ed è evidente che questi intrecci simbolici siano entrati nell’arte dei costruttori gotici, com’è naturale pensare, e vedo che chi ha approfondito storicamente la cosa lo evidenzia, che c’è un legame tra l’arte asiatica e islamica, il tempio di Gerusalemme e la cattedrale gotica, e anche spesso in modo esplicito come si vede nell’uso frequente di maioliche islamiche di iscrizioni arabe, non sempre senza riferimenti profondi, come nel libro miniato del “Cœur d’Amour épris” che benchè più tardo è ancora assolutamente gotico.
    Quello che però bisogna ricordare è che l’origine della chiesa cristiana non è il tempio di gerusalemme, il secondo tempio, ma la sinagoga, in quanto il tempio ha rigettato la rivelazione cristiana dell’incarnazione, ne è anzi stato la sede della condanna, così come la pietra d’angolo non è più quella dei costruttori, ma quella che è stata scartata dai costruttori.
    Dunque questo “ritorno” tradizionale del gotico è in realtà un passo indietro teologico, un allontanamento, un ritorno alla dimensione veterotestamentaria, che non conosce più la presenza reale di Dio nei suoi santi all’interno delle sue chiese, nei suoi fedeli, ma rimanda sempre ad una trascendenza assoluta, inattingibile a chi non ne ha le chiavi.

     

  • daouda

    Guénon in realtà cita l’ortodossia direttamente solo quando tratta il caso dei folli in Cristo con un po’ criticità relegando tale caso, come sovente usa fare, al piano exoterico e mistico ( nel suo senso moderno e passivo tipicamente dell’Europa occidentale ).
    Il riferimento a Trento era dovuto al fatto che effettivamente la critica che fai viene mossa anche dagli ambienti tradizionalisti cattolici che hanno espunto del tutto dal cristianesimo la sua vena iniziatica/gnostica additando a tale campo tutto il male satanico della loro propria degenerazione.
    Concordo sulla tua visione di questa come gabbia e prigione
    Mentre la tua critica è del tutto diversa, fedele alla Tradizione ed alla retta gnosi.
    Debbo ancora digerire queste tue notazioni che sono veramente importanti. L’appunto puntuale di Jam che tu stesso riconosci può appunto sufragare la tua visione.
    Ma qui ci troviamo allora nel problema reale riguardo all’essenza del cristianesimo stesso ed alla questione sul carattere che hanno i suoi sacri misteri, che in Guénon ed il suo impianto trovano una sistematizzazione precisa cui il Medioevo cristiano occidentale è un esempio applicato.
    p.s. Guénon e non Guènon.
    p.p.s giust’appunto pinnacolo e pietra/testata d’angolo sono molto legate. Inoltre riguardo al tempio ti faccio presente che dei due veli quello che si strappò fu quello esterno cosìcché fosse visibile il primo velo in cui era riposta l’arca dell’alleanza. Non credo che la condanna riguardo l’ebraismo vada distinta tra tempio e sinagoga che sono espressioni della medesima realtà. Il fatto che le sinagoghe sussistano ed il tempio no dipende solo dal fatto che un ebraismo menomato ed illegittimo è sradicabile , in senso anche escatologico come disse Paolo, ma ciò non è diverso dalle varie eresie dell’ecumene cristiano

  • Per una volta anche io mi limito a leggere i vari interventi, che mai come questa volta hanno arricchito una trattazione iniziale di sè già molto interessante.

    Mi limito ad un solo appunto, a commento delle considerazioni di Mario:

    il mio punto di vista è quello di una concezione del tempio gotico come un retaggio del vecchio testamento, cioè un rimando ad una trascendenza assoluta e intangibile concepibile solo per conoscenze occulte,[…] sembra che nella sua grandeur prevalga l’idea della cripta, del nascosto, relegando la celebrazione dei misteri allo spazio pubblico, invaso da decorazioni inintelligibili e da statue e figure naturalistiche

    Occorre però tenere a mente che le ‘decorazioni'(termine non propriamente adatto riferendoci al gotico, dal momento che ogni elemento è parte integrante dell’insieme) così come le narrazioni che prendono luogo all’interno delle cattedrali appaiono ‘inintellegibili’  a noi ‘moderni’ che abbiamo perso la capacità di leggere quel particolare linguaggio, perchè di un linguaggio a tutti gli effetti si tratta.
    Il fatto che a noi appia difficilmente comprensibile non significa che sia stato tale anche per i nostri avi.

    Le cattedrali non sono libri di carta che si passano di mano in mano ‘esoteristi’ che comunicano in codice, ma vere e proprie enciclopedie di pietra del sapere dell’epoca aperte e visibili a tutti.

    Inoltre, bisogna anche ricordare che la loro edificazione era una opera corale, dal momento che tutta la popolazione della città prendeva parte ai lavori, il più delle volte lavorando gratuitamente.
    Ed una volta terminata, la cattedrale era ‘vissuta’ a 360 gradi: lungi dall’essere un luogo oscuro ed inintellegibile era invece il centro vitale della città.

    Per quanto riguarda il Guénon ed il suo rapporto con il cristianesimo orientale, stupisce in effetti il modo in cui spesso si dimostra poco interessato, e come non esiti a dichiarare la sua non conoscenza riguardo ad esso.

    A presto

  • jamila jam

    x rififi
    ..credo dovresti abbandonare quella vena di pessimismo che hai nei confronti del gotico! Dio non é da nessuna parte perché é ovunque e soltanto Lui esiste. Quindi non é un passo indietro teologico, ma mille e un passi in avanti. Non é il rimando ad una “trascendenza intangibile”, bensi’ é l’indicare la via diretta vissuta veramente come indispensabile alla religiosità, é l’apoteosi della “via del Cuore”, dove la ragione da sola non arriverà mai, dove l’Amore invece si, perché Dio é Amore. La trascendenza é intangibile razionalmente, ma non per l’Amore e questo mi sembra il messaggio che il gotico lancia nell’aria. Questo verticalismo assoluto é desiderio di unione, non certo d’intangibilità. E non farei una differenza cosi radicale fra tempio e sinagoga! Il concetto di incarnazione é sottile. Se nel Cristianesimo Dio s’incarna in Gesù, nell’Islam  s’incarna nel Corano. Chi é il Profeta Mohammed? Un Corano vivente, appunto!. Qual’é l’eucarestia del musulmano? le lettere del Corano. C’é sempre un grado di “incarnazione” attorno a noi, ma questo non toglie che esiste anche una trascendenza della trascendenza perché solo LUI é come Lui é e niente é come LUI!! Anche Gesù quando si rivolge al Padre spiega questo concetto, o no?
    ciao

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