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-o- Too late to die young -o-
28 luglio 2007

La fine delle risorse, ovvero propaganda

“Se una Peste Nera potesse diffondersi in tutto il mondo una volta in ogni generazione, allora i sopravvissuti potrebbero procreare liberamente senza rendere il mondo troppo affollato.
La cosa potrebbe essere spiacevole, e allora?”
B. Russell: Impact of Science on Society, 1951

Nel 1972 un gruppo di scienziati, imprenditori, studiosi, conosciuto con il nome di Club di Roma pubblicava un rapporto dal titolo emblematico, destinato a divenire una sorta di Bibbia laica nel corso dei decenni successivi.
Il libro in questione si intitolava “I limiti dello sviluppo“, e in esso veniva espressa somma preoccupazione per l’uso che l’umanità stava facendo delle risorse del pianeta.
Il rapporto prevedeva scenari apocalittici, e gli studiosi preoccupati cercavano di esporre le loro soluzioni per evitare il collasso del pianeta Terra.
E qui già emergeva una questione interessante: non era la sorte del genere umano a preoccupare gli studiosi, ma quella del pianeta.
Infatti, la soluzione che emerge tra le righe del rapporto non punta verso un rapporto più ragionato dell’uomo nei confronti della terra che lo accoglie e lo sostiene, ma indica quale soluzione la riduzione drastica del genere umano.
Aurelio Peccei, fondatore del club,espresse chiaramente questo concetto:

“Cercando un nuovo nemico contro cui unirci, pensammo che l’inquinamento, la minaccia dell’effetto serra, della scarsità d’acqua, delle carestie potessero bastare …
Ma nel definirli i nostri nemici cademmo nella trappola di scambiare i sintomi per il male.
Sono tutti pericoli causati dall’intervento umano …
Il vero nemico, allora, è l’umanità stessa”.

Il vero nemico di questi luminari è l’umanità stessa.
Io che scrivo, voi che leggete, per essere ancora più chiari.
Il Club di Roma fu un gruppo di lavoro sostenuto dai capitali dell’alta finanza e legato a doppio filo con strutture militari quali la Nato.
Peccei fu per trenta anni a capo del Consiglio Economico dell’Istituto Atlantico, una succursale civile della Nato, e fu a lungo tra i maggiori dirigenti della Fiat di Gianni Agnelli.
Secondo lo studioso dr. John Coleman:

“il Club di Roma è un gruppo di copertura, un matrimonio tra i grandi investitori anglo-americani e delle vecchie famiglie oligarchiche europee. La chiave per la riuscita del controllo globale sta nella capacità di provocare e quindi di gestire grandi crisi economiche”

Il Club di Roma viene finanziato dall’istituto German Marshall Fund, un nome alquanto neutro che non richiama oltremodo l’attenzione.
I suoi membri, tra i quali molti appartenenti anche alla NATO ed al Club di Roma, comprendono tra gli altri David Rockefeller, Gabriel Hague della compagnia Hanover Trust, Milton Cage presidente della Ford Foundation, il principe Filippo di Inghilterra, mr. B.R. Gifford, presidente dell’Istituto Russel Sage Foundation, Guido Goldman dell’Aspen Istitute.
Il German Marshall Fund finanziò per cinque anni anche la Nato.
L’aspetto interessante dell’operato del club di Roma consiste nel fatto che la sua propaganda è riuscita a fare breccia nelle menti delle persone informate e maggiormente sensibili alla sorte del nostro pianeta.
Vi sono infatti diversi tipi di propaganda.
Vi è la propaganda dozzinale, di basso livello, studiata per raggiungere gli strati meno istruiti della società, e a questa categoria appartiene ad esempio la propaganda attentamente pianificata da Goebbels nel Terzo Reich, e vi è poi la propaganda concepita per le persone “colte”, costruita appositamente per fare breccia sui sentimenti migliori delle persone, e sfruttarli per fare passare il proprio messaggio.

Il problema dell’inquinamento infatti è un problema reale, così come è alquanto logico che l’ecosistema ha un suo equilibrio che tende a ripristinarsi da solo quando subisce delle variazioni eccessive.
I gruppi di studio mondialisti come il Club di Roma, partendo da una analisi della situazione arrivano a proporre quale soluzione al problema quello che è il loro vero obiettivo.
In questo caso abbiamo un problema reale, quello ambientale, usato come scusa per esporre un programma preciso, ovvero la riduzione della popolazione mondiale.
Queste elite agiscono spinte innanzitutto da un odio profondo nei confronti del genere umano, o per meglio dire, nei confronti degli elementi sacrificabili del genere umano, ovvero tutti coloro che non fanno parte del loro circolo elitario.
E la loro propaganda ha avuto un successo enorme, proprio negli strati “colti” della popolazione, esattamente come avevano pianificato.

si veda anche: Bilderberg and Club of Rome

11 comments to La fine delle risorse, ovvero propaganda

  • stefanomassa

    interessantissimo il tuyo blog

    diventiamo blogamici? stef

  • qualquna

    Il probblema dell’inquinanamento è seria, e con i sviluppo dei altri popoli, come cinesi, ancora aggrava piu’

    , sono migliardi, e gireranno con automobili prima o poi tutti,



    la nuova, moderna technologia deve e grado di prevenire,

    proteggendo la preziosa vita umana,

    e risanare l’ambiente…

    ciao!..riflettendo sul tuo post!

    BUONA FINE SETTIMANA!

  • anonimo

    una sciocchezza: la teoria matematica su cui si basa “i limiti dello sviluppo” è stato messa a punto da Jay Forrester del MIT e pubblicata in Italia dalla casa editrice Etas Compass (Età del Compasso ?)

    A presto

    Sandro

  • Santaruina

    Ciao Stefano, benvenuto :-)

    qualquna, buona settimana a te :-)

    Sandro, sciocchezza, forse, ma divertente…

    Blessed be

  • Oniros

    Ciao, come dicevo in un altro commento: una mano saggia dirige e pianifica il tutto. Credo che pure quello che trapeli, sia “voluto”. Certo, io cospirazionista incallito, non mi fido di niente e di nessuno, figuriamoci di questo Club.

    Ho dato un occhio alla lista dei membri, visionalibi dal sito, e sono rimasto assai sorpreso. Fior fior di ricercatori, presidenti di banche, professoroni del MIT (che a quanto a “spocchia” non sono secondi a nessuno), addirittura presidenti di stato.

    Dubito che ci siano altre associazioni private che tra i loro membri abbiano tali nomi illustri.

    Sai cosa mi ha colpito? La diversità di campi. Tutto lo scibile umano è raffigurato tra i soci del club. Persone che vengono da una marea di campi diversi. Per non parlare della loro posizione: ci sono tantissimi “vice”. Molte eminenze grigie. Il sospetto non può che aumentare.

    Ciao

  • PaulTemplar

    mah…..

    sembra una massoneria diversa nei nomi.

    E a me i massoni fanno venire la colite.

    Paul

  • qualquna

    Ciao!

    Grazie alla tua visita, sempre gradita da me!

    Buona Settimana!

  • Santaruina

    In effetti la lista dei nomi del club è notevole.

    Immaginare quelle persone “preoccupate” sinceramente per le nostre sorti è poco credibile, direi…

    Blessed be

  • chirieleison

    Credo che in fondo non sia poi così difficile sterminare miliardi di persone e sono certa che costoro possano riuscirvi, sempre ammesso che questo si il loro intento. Quello che mi inquieta non poco è che, in ogni caso saremmo inermi di fronte a cotanta aggressione.

  • Santaruina

    Esporre i loro piani e la ideologia che li anima è tra le poche cose che possiamo fare, è almeno un inizio.

    Blessed be

  • Gazurmah

    Il bello è che ci sarebbero tecnologie capaci di salvare Umanità e Pianeta,senza sacrificare le persone..solo che le tengono nascoste..

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