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- Icona egizia del VI Secolo -






¿te quedarás, mi pesadilla
rondándome al oscurecer?


-o- Too late to die young -o-
27 Giugno 2012

L'essenza del Satanismo


Una musichetta inquietante di sottofondo, teschi, candele nere e rosse sopra un tavolo.
Sulle pareti stelle a cinque punte e crocifissi rovesciati, mentre in sovrimpressione appaiono inquietanti figuri vestiti di nero, con capelli lunghi e trasandati, dallo sguardo truce.
In questo modo inizia e si sviluppa ogni “servizio” che si rispetti trasmesso dalle televisioni nazionali, ogniqualvolta la cronaca nera riporta in risalto il tema del “satanismo”.
Ed irrimediabilmente, nell’immaginario collettivo, il satanismo si confina all’interno di questi elementi: si ha quasi l’impressione che incontrando un “satanista” per strada lo si riconoscerebbe subito, dal momento che se ne andrebbe in giro vestito di nero, con collane fatte di teschi e croci capovolte sul petto, mentre sottobraccio stringe una gallina pronta per essere sgozzata in uno dei suoi rituali.
Tutti questi aspetti, seppur romanzati, hanno a che fare col satanismo, ma di  esso ne rappresentano solo una piccola parte, quella più prettamente scenografica, anche se non per questo meno pericolosa.

Definizioni di Satanismo

Il satanismo è un fenomeno vasto, un atteggiamento pseudo spirituale, una sorta di contro religione che ha accompagnato da sempre, nell’ombra, la storia della civiltà umana, e che nei nostri giorni sta uscendo da quell’ombra per proporsi quale “nuova religiosità” del nuovo ordine prossimo a venire.
Darne una definizione esatta non è semplice, naturalmente, dal momento che non esiste una “istituzione” che ne determini l’ortodossia, e le varie “Chiese di Satana” della modernità sono sempre in acceso contrasto tra loro (ricordiamo, ad esempio la Church of Satan di LaVey e il Tempio di Seth di Michael Aquino, così come i vari ordini affini alla Golden Dawn influenzati dal pensiero del maestro Aleister Crowley).
Se inoltre avessimo l’opportunità di conoscere delle persone che si dichiarano “sataniste”, è molto probabile che ognuno di loro fornirebbe una definizione di satanismo diversa, ed assai personalizzata.
Pochi ammetterebbero di adorare una divinità di nome Satana, e qualcuno identificherebbe questa entità con la figura biblica del serpente, colui che voleva trasmettere agli esseri umani la conoscenza e che per questo venne punito da Adonai, il “dio malvagio” dell’antico testamento.
Quest’ultima è propriamente la nota visione pseudo-gnostica, detta anche luciferianesimo e fatta propria da numerosi ordini iniziatici della modernità.
Nella maggior parte dei casi, comunque, il satanismo verrebbe descritto come una sorta di “credenza nell’uomo”, una sorta di ricerca personale che si rifiuta di accettare ed essere limitata dalle concezioni morali, un percorso “spirituale” che trascende il bene ed il male ed ha come scopo la piena conoscenza di se stessi e delle proprie potenzialità più remote.

Essenzialmente, quindi, nel moderno studio delle religioni si individuano tre fondamentali filoni nel satanismo:

– Il satanismo propriamente detto, ovvero lo schierarsi dalla parte dell’avversario del Dio cristiano, dalla parte del “male”, nello stesso modo in cui ci si pone al servizio di un signore malvagio in cambio di benefici e favori.
– Il luciferianesimo gnostico, ovvero il considerare la figura di Satana-Lucifero positivamente, come un alleato dell’umanità ingiustamente punito da un dio-demiurgo malvagio.
– il satanismo “filosofico”, una sorta di pensiero che in Satana contempla una realtà simbolica, e non un essere vero e proprio, una allegoria alla ribellione alle regole moralistiche ed opprimenti della società cristiana, regole atte a limitare la libertà del singolo.

Ancora un volta, queste catalogazioni, seppur aiutino ad avere una comprensione un po’ più ampia del fenomeno, non toccano a fondo la reale essenza di tale forma di pensiero.
In cosa consiste, allora, il satanismo, al di là delle descrizioni che di esso danno gli stessi satanisti e gli autorevoli studiosi dei nuovi movimenti religiosi?
Occorre innanzitutto specificare che la concezione satanista è un qualcosa che va al di là di una contro-religione che si oppone al cristianesimo: il satanismo è una ideologia che prescinde le religioni tradizionali, e ad esse si pone in contrasto dal momento che queste ultime rappresentano la forza della creazione ed indicano la via per una unione con la componente celeste del creato stesso.

Contro la Creazione


Il satanismo è, a tutti gli effetti, la teorizzazione concreta dell’azione volta alla dissoluzione, in contrapposizione alla forza unificante dell’universo che si sviluppa e celebra la creazione.
Anche dal punto di visto etimologico, la religione è quell’attività spirituale umana atta ad unire (da re-ligo, metto insieme): unire in primis gli uomini sotto una comune appartenenza, ed in secondo luogo ristabilire il rapporto con la realtà superiore, divina.
Così come il simbolo, ovvero l’elemento fondamentale del linguaggio religioso, trae origine etimologicamente dai termini greci syn e balo, ovvero “metto insieme”, unisco, dove l’atto di unità si riferisce nuovamente al processo di avvicinamento delle realtà terrestre e celestiale.
Ecco quindi che il diavolo, la personificazione delle tendenze disgreganti, è letteralmente colui che separa (da dia-balo, divido), ovvero colui che ha il compito di rescindere i legami tra gli esseri umani e gli stati di esistenza superiori, ancorando l’umanità alla sua mera componente corporale, immanente.
Quando questi legami sono stati distrutti, l’essere umano irrimediabilmente direziona le sue aspirazioni spirituali su se stesso, ed in seguito verso le realtà inferiori dell’esistenza, quelle realtà propriamente psichiche e “demoniache”.
Non sorprende quindi che i satanisti che affermano di non riconoscere alcun dio, e che di conseguenza considerano Satana come un mero simbolo senza alcuna essenza trascendentale, si soffermino sul fatto che la loro è solamente una ideologia di “glorificazione dell’essere umano”, un percorso atto alla deificazione del sé, alla ricerca delle proprie più recondite potenzialità, prescindendo da ogni concezione morale e andando al di là dei concetti di “bene” e “male”.
Questo “satanismo filosofico”, quindi, lungi dall’essere un qualcosa di distinto dal cosiddetto “satanismo occultista”, ovvero il considerare Satana quale vero e proprio dio da adorare, ne condivide l’intrinseca essenza, e ad esso è del tutto affine, spesso ad insaputa dei suoi stessi propagatori.
Per comprendere meglio la vera essenza del Satanismo, quindi, occorre considerare il concetto di “creazione”, concetto che sta alla base di ogni realtà esistente e scopo ultimo di ogni essere vivente, e non.

Ogni cosmogonia tradizionale descrive l’atto iniziale dell’esistenza del mondo come una creazione,  un atto di amore della divinità primordiale ed inconoscibile che si scinde da se stessa e crea l’altro da sé, ed invero creazione ed amore sono sostanzialmente due termini dalla medesima valenza, dal momento che il secondo conduce al primo, e viceversa.
E lo stesso compito degli esseri umani, dal punto di vista tradizionale, consiste nel compartecipare a questo atto creativo, a perpetuarlo in sé – non smettendo mai, durante la propria esistenza, di continuare a “creare se stessi” – e con i propri simili, generando legami, relazioni, ricchezza, ed infine nuova vita.
La realtà stessa è una immensa celebrazione dell’atto creativo, ed è quindi proprio a questo atto che il satanismo si oppone, rinunciando ai legami, racchiudendosi unicamente nelle espressioni inferiori della propria essenza e concentrandosi nell’alimentare queste proprie componenti infere.
Un atto disgregativo, un opporsi al flusso ininterrotto espansivo che dalla prima creazione in poi si espande in ogni cosa visibile e non visibile.
Di conseguenza, il pensiero satanista rappresenta a tutti gli effetti una contro-religione, anche dal punto di vista semantico, ed è caratterizzato da una avversione nei confronti della creazione e delle leggi morali che regolano la realtà tangibile.
Il rapportarsi alla realtà secondo una concezione che va “al di là del bene e del male” è infatti una caratteristica che mette d’accordo le correnti più varie del satanismo stesso.

Al di là del Bene e del Male


Bene e male, giusto e sbagliato, divengono concetti superati e privi di senso, dal momento che traggono origine da una visione moralistico-religiosa dell’esistente, e ad essi si sostituisce la dicotomia utile-non utile.
Non esisteranno più azioni buone ed azioni malvagie, ma atti utili a perseguire uno scopo ed atti che non portano alcuna utilità.
La violenza, l’omicidio, lo sterminio ed ogni genere di distruzione verranno valutate solamente in base ai benefici che al singolo possono portare, dal momento che il singolo, ed il suo benessere, sono l’unico metro di paragone per analizzare l’utilità delle azioni.
Per quanto possa apparire una forma mentis estrema, tale modo di concepire le azioni è una perfetta e logica conseguenza della presa di posizione iniziale (il superamento dei concetti di bene e male e il rifiuto della moralità comunemente accettata): una volta che si ritiene superato il moralismo religioso, basato su asserzioni dogmatiche e non dimostrabili, tutto diviene lecito.
Questa è anche, sostanzialmente, l’essenza stessa di quella concezione che tradizionalmente viene definita “via della mano sinistra”, ovvero l’intraprendere un percorso pseudo spirituale che anziché concentrarsi sull’elevazione e sul ricongiungimento con il principio generatore celeste si direziona verso i meandri psichici inferiori con lo scopo dell’esaltazione del proprio ego.
Tale via passa necessariamente per la negazione di tutto ciò che è sacro e propriamente “morale”, e la trasgressione di ogni legge scritta e non scritta diviene mezzo attraverso il quale ogni barriera che separa dalla propria realizzazione viene infranta.
L‘anomia, ovvero il disconoscimento di ogni valore etico, diviene prassi, l’esaltazione di ogni forma di perversione un modo per ribadire la propria personalità in contrasto con le limitazioni della creazione.

Il superamento della dicotomia bene-male a favore della contrapposizione utile-svantaggioso è altresì tipico dei soggetti psicopatici, ovvero incapaci di compiere valutazioni morali nel giudicare le proprie azioni: non sorprende quindi che il satanismo sia diventato nel tempo anche la “contro-religione” di riferimento per le élite più potenti del pianeta, composte principalmente da soggetti psicopatici che non hanno esitato a calpestare ogni remora morale pur di arrivare nelle stanze decisionali più importanti.

Il satanismo, in conclusione, lungi dall’essere fenomeno limitato ad elementi problematici ed isolati della società, rappresenta una realtà diffusa all’interno delle élite che compongono i centri decisionali della nostra società, ed i suoi elementi fondanti sono sempre più diffusi e propagandati dalla cultura popolare in una forma apparentemente più soft, patinata ed appetibile per le nuove generazioni.
La musica pop, i movimenti neospirituali imparentati con la teosofia* e con la new age non fanno altro che diffondere ulteriormente quella che si appresta a divenire la vera forma religiosa dei prossimi anni, una parodia della autentica religiosità che avrà come scopo la dissoluzione dell’esistente, in vista di una agognata “nuova era” fatta su misura per i seguaci della dissoluzione.



*“Il Grande Serpente del Giardino dell’Eden e il “Signore Dio” sono identici…
Sosta in soggezione davanti ad egli, e non peccare, pronuncia il suo nome con timore..
E’ Satana che è il dio del nostro pianeta, e l’unico dio…
Quando la Chiesa, quindi, maledice Satana, maledice la riflessione cosmica di Dio…
In questo caso è naturale… vedere Satana, il Serpente della Genesi come il vero creatore e benefattore, il Padre dell’Umanità Spirituale…”
Elena Petrovna Blavatsky, The secret doctrine

Il movimento teosofico, fondato da madame Blavatsky, fu il precursore dei movimenti New Age che tanta diffusione hanno avuto nella modernità, movimenti in apparenza innocui ma che traggono ispirazione da una ideologia palesemente, e propriamente, satanista, come quella professata dalla Blavatsky stessa.
L’insistere stesso di tali movimenti sul “miglioramento” ed “esaltazione” del sè sono chiari indici, d’altra parte, della filosofia di fondo da cui ebbero origine.

201 comments to L’essenza del Satanismo

  • Alberano Castagni

    @rififi: attenzione alle concezioni inferno/paradiso inerenti il buddismo.E attenzione alle varianti “regionali” che lo infarciscono di superstizioni locali.
    Accidenti…non volevo mica alzare tutto ‘sto polverone :-) 

  • Ogni via spirituale si fonda su un principio supremo inconoscibile dalla ragione umana, anche il buddismo, che si chiami “Vuoto” o “Deus absconditus” queste sono differenze relative, quello che volevo dire è che normalmente, e in questo caso è quello che mi sembra fai anche tu, è che si usano delle concezioni non approfondite della religione per trarne dei muri di divisione, in questo non centra l’offendere o meno, ma la pertinenza dell’intervento.
    Cerco di spiegarmi meglio, se mi dici che il buddismo è una filosofia e che tutto è orientato in funzione del bene del prossimo, non stai parlando che di untuo concetto del buddismo che dipende da quanto tu hai letto al proposito, ho persone che mi sono molto vicine che sono praticanti buddisti, con cui ho spesso scambi di informazioni e di opinioni e posso assicurarti che nessuno di loro pensa di praticare una filosofia, lo stesso dicasi del cristianesimo, almeno nella sua forma originale, ma che in generale condivide come fondante l’amore per il prossimo quanto il buddismo.

    Il punto però è che questa visione delle religioni, e a rigore, il cristianesimo, se si esclude l’istituzione cattolica, come il buddismo, non è propriamente una religione, ma una terapia dell’anima e questo è il suo fine principale.
    Come ogni medicina è suscettibile di abusi e allora si trasforma in droga o veleno e da questo credo provenga il tuo sospetto nei suoi confronti, infatti la storia della chiesa che conosciamo in occidente non è per nulla edificante, fatte le debite eccezioni, che però tali restano, confermando tristemente una regola.
    Noi cresciuti ed educati in questa società, siamo abituati a considerare la religione come un bisogno psicologico, qualcosa che ci assicuri che dopo morti se siamo stati bravi avremo un premio e se cattivi un castigo, ma il cristianesimo, il buddismo e credo, ma non ne so abbastanza, le altre religioni, sono per la vita, non per la morte, come qualunque ospedale, la guarigione infatti può avvenire in questa vita e non ha senso traslarla altrove, anzi è proprio questo rimandare che fa di una religione una superstizione.
    In questo non posso darti completamente torto perchè la percezione generale è questa, ma le percezioni ci esentano dall’andare oltre l’apparenza? 

  • Alberano Castagni

    No che non ne siamo esentati…per quello stiamo parlando e per quello ti rispondo.
    Solo una precisazione. E’ vero che ho letto molta letteratura buddista e zen. E forse uno aiuta a capire meglio l’altro. I principi si estrapolano in entrambi…non vengono mai pronunciati esplicitamente. Nel buddismo la perfezione si raggiunge in questa vita attraverso una pratica che non fa mai sfoggio di se, costante, estenuante…e la perfezione altro non è che l’illuminazione…una volta raggiunta attraverso noi stessi la mettiamo al servizio degli altri…
    Questo detto in termini molto occidentali e impropri. Ma per farti capire meglio…
    Alcune sottigliezze non sono applicabili e non sono raggiungibili alla nostra moderna e caotica vita urbana…ma potrebbero essere di ispirazione per ogni buon cristiano…
    E sì, forse non ho precisato che non è col cristianesimo delle origini che me la prendo ma con l’istituzione della Santa Romana Chiesa (essendo romano fra l’altro)…
    E forse do per scontato che è un retaggio che sento mio fin dalla nascita. E come ogni accade sempre con le cose familiari è il retaggio di cui vedo più prepotentemente i lati negativi…
    Credo anche io che le nostre anime vadano curate ,tenute da conto e nutrite come si deve. Credo anche però che ogni buon mistico debba avere la giusta trasversalità. Riconoscere una verità affine alla propria anche se parla un’altra lingua…io ci provo. Non sono perfetto e non sono un santo. Ma continuo a provarci senza darmi per vinto.

  • Jacobeo, mi sembra un saggio di linguaggio futurista marinettiano applicato ad un tradizionalismo tridentino che non si sa dove stia di casa.
    Per capire cos’è il buddismo, (che è perfettamente lecito rigettare dalle proprie scelte), non è il caso di interrogare Hollywood o la beat generation o i filosofi romantici, ma attingere le fonti meno corrotte della tradizione buddista, il fatto poi che il nichilismo moderno usi le “filosofie orientali” per rendere più esotico il relativismo spirituale che predica è normale, quello che non è normale è che si sia usato il nome di Cristo per sterminare la gente.

  • jacobeo

    beh, usare il Suo nome contro l’umanità è proprio il marchio di fabbrica della bestia, la quale da sempre scimmiotta il Verbo per parodiare e sovvertirne il significato.
     

  • Alberano Castagni

    A questo punto alzo le mani…ho gettato un sassolino in uno stagno e mi ritrovo a fronteggiare uno tsunami. Ripeto non era mia intenzione. La bestia? Scimmiottare???? Ma è passato padre Nicholas Eymerich per caso? Mah…
    In bocca al lupo ragazzi. Che i venti vi accompagnino e gonfino sempre le vostre vele. 
    La bestia…da non crederci…. 

  • Alberano Castagni

    Se non altro siete riusciti a strapparmi un sorriso dopo una giornata veramente negativa. Grazie di tutto cuore. L’amico del Giaguaro (la bestia).

  • jacobeo

    @ alberano
     
    ma perchè ti senti interpellato?? ma chi si stava riferendo a te in particolare??
    ci vuole narcisismo per pensare che chi parla del diavolo stia parlando anche di te….da non crederci sul serio…!
     
    il mio era un commento all’ultima frase dell’ultimo intervento di rififi ( se lui si riferisse a te non è affar mio)
     
    chiarito questo, se ti sganasci dalle risate sono contento per te.
     
     

  • In effetti era riferito al Link di Jacobeo.

  • Anonimo

    Sono le religioni stesse, per la loro natura, che creano muri di divisione arrogandosi il monopolio dello spirito, non come si discute a loro riguardo, che è una conseguenza di ciò.

    Manfred 

  • nic

    L’eterna discussione sulla religione, che porta in lungo e in largo, con il rischio di perdersi del tutto. Bellissimo articolo, l’equivalente di un dito ben ficcato nella piaga che in molti portano, e che costringe qualcuno a urla e strepiti. Ho letto più o meno tutti i commenti qui e su luogocomune, devo dire che questa è una delle più interessanti discussioni che leggo negli ultimi dieci anni; voglio dire, l’articolo è chiaro, ben scritto e utile, ma la discussione ha degli spunti che costringono a interrogarsi su fede, religione, dio, satana, spirito, materia, bene, male, libertà, schiavitù.
    Da qualche anno mi pongo il problema dell’esistenza della Verità. L’intuito mi dice che esiste, la curiosità mi spinge a cercarla. Quello che si può cogliere nel mondo circostante è la presenza di una grande quantità di bugie, mistificazioni, verità di comodo, verità ufficiali ecc. ecc. ma la Verità sfugge sempre, la sua ricerca è difficile e c’è sempre il pericolo di perdersi o rimanere ingannati. E’ la mia una vana e pericolosa curiosità?
    Ho abbandonato i forum da molti anni, alla fine ci si rimane male perchè l’ignoranza, il senso comune e il pensiero dominante paiono trionfare contro ogni logica. E solo per la logica ho insistito a lungo per vedere trionfare il mio pensiero. Vano orgoglio senza dubbio, meglio non esagerare.
    Per cui mi limito a leggere (senza peraltro avere ne la voglia ne il coraggio di intervenire). Grazie

  • Si, è vero i dogmi sono in concorrenza fra di loro, ma questo dipende dal fatto che oggi difficilmente si può verificare a cosa realmente corrispondano questi dogmi che sono delle formulazioni approssimative di un inesprimibile.
    Si direbbe che molta della difesa delle tradizioni (o religioni che dir si voglia), aumenta la confusione anzichè  illuminare la via.
    Il lavoro di ripulitura di quello che oggi vediamo, o ci è presentato come religione, è lungo e complicato, e non basta la lettura dei libri, in quanto è perfettamente inutile giungere alla purezza della scaturigine di una religione, se quella strada non è praticata, cioè se non è vivente secondo quegli stessi criteri che l’hanno originata.
    La superficie del mondo è divisa in tante differenti facce, e io non so quale sia quella vera, o meglio, se quella che io credo essere vera escluda tutte le altre, ma so che la religione di un uomo, perchè sia interiorizzata e produca i suoi frutti autentici deve necessariamente essere una e una soltanto.

     

  • Come fa una divinità (onnisciente, eterna, trascendente, oltre lo spazio e il tempo) scindersi da se stessa, è una contraddizione, qualsiasi cosa si scinda da se stessa significa che è manchevole, e all’interno dello spazio e del tempo, e quindi imperfetta, cioè non completa, non sarebbe quindi una divinità…
    complimenti per lo scritto. 
    Abbracci dal cosmo.
     
    Valdor

    • daouda

      L’infinito deve , per “essere” tale , sovra-comprendere ( poiché se comprendesse qualcosa permarrebbe la differenza contenuto-contenitore ) tutto.
      Quindi è ovvio che ciò implichi il cosmo e la nostra esistenza, poiché altrimenti non sarebbe tale.
      Proprio perché è infinito il tutto, Iddio, non può generare alcuna scissione, termine che ha una qualche rilevanza nel mondo fisico ma non in sé, d’altronde termine da leggersi sempre simbolicamente ( poiché in effetti il linguaggio stesso non è che uno “schema” che illustra realtà ad esso superiori ), per il semplice fatto che nell’Infinito non vigono parti e di conseguenza non cosa si può scindere o dividere?
      Dire che il mondo fisico è imperfetto ha senso analiticamente e difatti è un dato appurabile senza alcuno sforzo. Sinteticamente però non è affatto così poiché non solo il mondo fisico non è esterno all’Infinito , ma soprattutto DEVE COMPARTECIPARE delle sue caratteristiche cosicché esso non può che essere perfetto anch’esso, sempre e comunque, per derivazione.
      E’ per questo che di solito la metafisica dovrebbe essere propria agli esseri che sono in grado di affrontarla poiché la questione immanente/ trascendete e varie altre hanno la loro soluzione ma sono di difficile comprensione.

  • “Per essere perfetta le mancava solo un difetto…”
    Karl Kraus 

  • Anonimo

    Ciao Santaruina,
    Ho trovato un brano di una conversazione di DOn Milani in un libro. appena lo trascrivo te lo posto. in ogni caso è un brano sintetico che dice tutto e di più.
     
    Saluti
    FEDRO 55

  • Anonimo

    Cominciata stagione delle stragi “terroristiche”?
    bulgaria siria denver.. plausibile stessa matrice…

  • Anonimo

     
    Mi pare che le religioni introducano una versione umanizzata dell’assoluto, unica ragione del nostro essere.
    Questa è una delle grandi prerogative del misticismo, mistificare.

    Manfred 

  • Ciao Nic

    grazie a te :-)

    _______________________________

    Valdor

    Come fa una divinità (onnisciente, eterna, trascendente, oltre lo spazio e il tempo) scindersi da se stessa, è una contraddizione,

    Hai dimenticato “onnipotente” :-)

    ________________________________

    Fedro

    ok, lo spazio è sempre a disposizione :-)

    A presto

  • Maria AA

    Sul fatto che jacobeo recitasse il rosario non avevamo dubbi

  • Jacobeo

    “avevamo” chi? Tu e le altre tue personalità ?
     

  • FEDRO 55

     
    da: “Adele Corradi – Non so se don Lorenzo (Feltrinelli)”
     
     
     
    Pagina 105
     
    A me non mi tornava tutto quell’insistere che si faceva nella Lettera a una professoressa, sul machiavellismo dei “Padroni”, che con lo sport, le mode e mille altre trappole distraevano gli operai dalla politica.
     
    Era vero. Quelle trappole esistevano. E gli operai ci cascavano.
     
    Però mi rimanevano sempre dei dubbi quando se ne parlava.
     
    “Lei i “Padroni” li fa troppo intelligenti!” gli dissi un giorno. “Non saranno mica tutti geni! Io dico che anche loro ci credono che le distrazioni siano necessarie e che lo sport sia una cosa importante! Possibile che sia per un loro progetto che il mondo gira come voglion loro? Sarebbero troppo bravi!”
     
    Lui stette zitto un bel po’. Sdraiato nel letto, rifletteva in silenzio. Poi, come se ancora stesse riflettendo: “Bisognerebbe dire una cosa che non è di moda… Bisognerebbe parlare del diavolo…”.
     
    È stata l’unica volta che gliel’ho sentito nominare.”
     
    Saluti a tutti
    FEDRO 55
     

  • Era una bella figura, con molto carattere, ma non era atrezzato, ha fatto quello che ha potuto e ha lasciato un buon ricordo.
    Io ho solo letto le sue lettere, non i suoi libri, e si percepisce bene come con il passare del tempo la politica diventi sempre più una passione che lo divora impedendogli di concentrarsi su quello che come prete avrebbe dovuto essere il suo punto focale e questa pagina citata da FEDRO risuona come un rimpianto più che una consapevolezza..
    Certo la chiesa non l’ha aiutato, perchè faceva la stessa cosa, ma dalla parte dei padroni

    • daouda

      Mario ma tu che pensi dell’interpretazione/ricesione di Guénon da parte di Andrei Scrima? Grazie dell’attenzione.

  • Non la conosco, sono tanti anni che non mi occupo più di esoterismo e di Guénon, so della discussione sull’esicasmo che ebbe con Valsan, e starei più dalla parte di Scrima, anche se non conosco bene il suo pensiero e ho un certo sospetto verso gli ecumenisti.
    La tradizione ortodossa, fin dai tempi apostolici conosce e realizza questi tre passaggi che citava Valsan immaginandosi “influenze islamiche” nell’esicasmo, la Purificazione, l’Illuminazione e la Glorificazione o Divinizzazione.
    Normalmente questo processo spirituale prende un avvio concreto con l’esperienza di un padre spirituale, ma non è che l’attualizzazione di ciò che si riceve nel battesimo, e in molti casi avviene indipendentemente dalla presenza di una guida, essendo la persona dello Spirito Santo l’attualizzatore di ogni livello spirituale nell’uomo.
    Inoltre, se l’Illuminazione può essere raggiunta con l’ascesi, la Divinizzazione è unicamente donata da Dio, indipendentemente dallo stato raggiunto.
    La trasmissione di questa pratica è la vera successione apostolica, ed è dottrina unanime dei Padri ortodossi, Da Sant’Antonio il grande a oggi, senza nulla di nascosto e senza quei tecnicismi esoterici che Valsan voleva appiccicarci sopra, e soprattutto senza influenze islamiche. 

    • daouda

      ricesione eheheh
      Grazie molte Mario. Difatti debbo dire che tutta questo discredito , in generale, contro la cristianità e questa incensazione dell’Islam a spada tratta mi ha sempre indispettito. I risultati si comprendono si oggi.
      Puoi confermarmi che l’ordinazione monastica, in oriente, è ritenuta un vero e proprio sacramento?
       
       
       

  • Come lo è il matrimonio, ma nell’ortodossia i sacramenti vengono chiamati misteri, in quanto chi agisce è lo spirito Santo e non il ministro.

    L’esicasmo, comunque, non è una pratica esclusivamente monastica, l’acquisizione della preghiera continua è il fine principale della chiesa ortodossa e vale per tutti i fedeli di qualunque stato e genere.

  • jackblack77

    Ciao, Carlo. Complimenti per l’articolo, c’è qualcosina con cui non sono pienamente d’accordo, ma nel complesso lo trovo esaustivo.

    Per quanto riguarda i commenti, questa volta mi son imposto di leggere soltanto.
    Credo di essermi risparmiato un bel pezzettino di fegato. :) 

    Un saluto a tutti i satanisti inconsapevoli che coltivano l’ego meglio del giardino di casa…

  • Anonimo

    Quello che è più difficile da ammettere è la consapevolezza che tutti i profeti sono falsi dal momento in cui vengono elevati a questo rango.

    Manfred

     

    • daouda

      E’ molto difficile difatti, come anche riuscire a capire che , tecnicamente, noi non si è affatto. Ma il succo è…a te…che te freka?
       

  • Anonimo

    Ben poco, solo che tecnicamente sono stanco di venire ammorbato dalle correnti di pensiero distruttivo e  congeniale al mero esercizio del potere che questi personaggi passati e presenti continuano a coltivare.

    Manfred 

    • daouda

      ma che cazzo stai a ddì!
      Er tecnicamente tuo nun è ‘r tecnicamente mio.Te chi sei pé sta a squaqquarellà? E’ qui ,proprio qui, che devi da esse attento…dovresti da capì che il potere è potenzialità, connatura a te medesimo. Inoltre perché sei stanco? Matrialmente non ci piove, ma in sé tu stai sprigionando la maggior attività tua possibile. Ne vuoi di più? SCORGI E FAI! Ne vuoi di meno? Continua…Parli contro la Fede, ma non la hai realizzata. Se fosse , potresti parlare…ma una volta divenuto Dio, quale parola pronuncietessti? E’ per questo che è il libero arbitro!E’ per questo che si può salire o scendere. Tutti si diverrà Uno, ma il prezzo sarà diverso…be quiet

  • Anonimo

    “tecnicamente noi non si è affatto”
     
    scusa ma che diavolo significa ‘sta frase?

  • daouda

    Dato che la Verità è un trascendentale e dato che alla domanda di Pilato il Signore fù zitto ( QUID EST VERITAS? VIR QUI ADEST ) , è ovvio che ogni esistibile sia parxialmente falsità, sicuramente anche il Sacro Vangelo e la Sacra Bibbia e cos’altro.
    Ma il concetto di vero e falso sono immanente, il ché non permette di asserire che , ad esempio, al sacra Bibbia od il Sacro Vangelo siano falsi, giammai.
    Visto che noi esistiamo, non siamo.Chi comprende che ogni coda esistibile in fin dei conti è un velo all’Infinito, e chi capisce che il proprio ego è uno di quei veli, il principale, saprà. Non è questione di ranghi e riconoscimenti.
     

  • Anonimo

    ah pensavo che fosse qualcosa di più serio. invece si tratta solo di un generatore random di parole.
     
     

  • Anonimo

    Uno è obbligato a credere allo spirito. Come mai avete sempre bisogno di intermediari, per farlo? Vedi che tecnicamente il tutto calza a pennello.
     
    Manfred 

  • daouda

    Semmai ti dovresti chiedere perché ti condanni a credere che l’esercizio del potere sia una cosa negativa visto che non riesci a leggere diversamente le organizzazioni sacre.

  • Anonimo

    @ daouda
     
    si, in effetti “esistere” ed “essere” sono assai diversi, direi proprio che l’uno è il contrario dell’altro.
    un po’ come tra “giungere” ed “arrivare”…
    ma hai studiato retorica alla scuola di ontopsicologia?
     
     

    • daouda

      Lo sai che nella tua ignoranza non hai torto? Ora è Adesso, per quanto spazio e tempo rimangano al di qua dell’ Eterno. Ma ad ogni modo i miei meriti al retto accenno!

  • Anonimo

    Le organizzazioni sacre: la loro forza nasce dalla tendenza umana a chiudere gli occhi di fronte alla realtà dell’essere. Naturalmente esistono le visioni mistiche, dovute ad una totale mancanza di sobrietà nei veggenti o presunti tali, per cui misticismo da mistificare. Il potere spiritualmente ha altri usi che ne escludono totalmente il mero esercizio. 

    Manfred 

    • daouda

      Me fai ride perché fai il sostenuto e poi alla fine de ste cose ne vuoì parlà. Visto che evidentemente hai percorso, precorso e pervaso ogni meandro della storia, te converebbe rendete conto che i termini nun se inventano a capocchia.
      Il problema non sono poi tutto sommato le disamine ma quel che poi si decide alla luce di queste. Ancora devo capì perché non possa essere giusto e doveroso il potere se necessitato…
      Sei stanco? E che voi? Non hai capito che devi da fà pippa ne la vita! Tirerai pure giù i mostri che te pare, ma te te stai ancora a chiede er senso de quarcosa , non si sà cosa et cetera. Ma quarche vorta s’aricordamo che Uno per tutti e tutti per Uno, o no? E poi : “eh beh…d’altronde”
       
       

  • Anonimo

    @ daouda
     
    sarà l’ignoranza, ma sgangherate tautologie come “Ora è Adesso, per quanto spazio e tempo rimangano al di qua dell’ Eterno”, non sono altro che una variante di “perchè sanremo è sanremo!”
     
    insomma hai un talento comico che è una vera minaccia all’elastico della pancera
     

    • daouda

      Veramente giungere ed arrivare sono due verbi diversi l’uno relativo all’unione nel congiungimento e l’altro al termine dell’azione intrapresa. Ora è poi relativo allo spazio, adesso è invece relativo al tempo. Ora ed Adesso possono quindi essere realmente inversi, sul piano orizzontale , ed era un risposta analogica alla presa in giro di Anonimo dacché non si avvede che tra Essere ed Esistere c’è un’effettiva opposizione, però in senso verticale, mentre faceva il simpatico con due verbi che comunque per quanto non del tutto equivalenti sono sinonimi. E’ per questo che ho scelto Ora ed Adesso, poiché potevano intendersi come sinonimi ma anche come opposti.

      saluti

  • Anonimo

    Forse intendeva “tutto e subito” di “sessantottina” memoria, a certi livelli le novità hanno sempre fatto fatica a venire accettate, ma dopo quasi cinquant’anni pare ovvio che ora si facciano proprie le idee ormai fuori uso.

    Manfred 

     

    • daouda

      “tutto e subito” è uno slogan perlomeno insensato. Poi se proprio bisogna avere una preferenza , scelgo lo “spirit of 69”. Ma è per questione ludica.
      saluti

  • Anonimo

    Si, salutame a  

    Potremmo iniziare finalmente a discutere dell’essenza di un fenomeno indicato dagli apparati che lo sorreggono come satanismo, invece che ripetere le definizioni che essi per proprio tornaconto danno del fenomeno stesso.

    Manfred

     

  • Anonimo

    @ daouda
     
    “ora” è relativo allo spazio???
    già, e “qui” è il fratellino di quo e qua…
     
    già già “ora” e “adesso” sono antitetici; solo uno sprovveduto li considererebbe entrambi come avverbi di tempo che indicano il momento presente…
     
    e cosa sarebbe una “effettiva opposizione, però in senso verticale”? e quando una opposizione è “orizzontale”?
     
    ah, ma una risposta “analogica” come si distingue da una “analoga”?

    • daouda

      Io a scende scendo volentieri, anche se miro ad ascenne, ma nun ce vado volentieri. Un po’ l’inverso de quello che dice Paolo quando affermò che gli homini fanno il male che non vogliono fare…
      Ora è relativo allo spazio in relazione al tempo. Adesso invece è inerente al tempo stesso. D’altronde lo spazio è subordinato al tempo, senza scandalizzarsi. Ciò che è è, immutabile ed indipendente ergo verticalmente superiore all’esistere, che per definizione, dipende e diviene. Per prenderti per i fondelli ho dovuto trovare due termini che fossero al tempo stesso sinonimi ( come giungere ed arrivare che hai scelto ) ma anche opposti, e di conseguenza ho optato per questi due. L’opposizione , complementarità volendo, è orizzontale poiché si rimane al di qua del cosmo, al suo interno, in un’interdipendenza logica…hai presente la croce caldo-freddo-umido-secco derivanti dagli elementi? Una cosa simile. Questo è il piano orizzontale. E’ chiaro che l’asse nord-sud è preminente.Difatti il tempo è comunque superiore, qualitativamente, allo spazio. Evidentemente ti sto spiegando di queste cose perché sei inetto a capire la sottigliezza…il che, avendo io scritto tale obbrobrio e tali insulti, mi induce a riflettere sul fatto che io sia un effettivo coglione in balia di me stesso. Di tale avviso ti ringrazio.Forse è per coerenza che ho continuato, il che mi fà ancora più cretino di quel che sono. Ringraziando Dio chiaramente.Si prenda allora ciò che si puote…
      Per il resto la tua ultima domanda mi indispone e non saprei rispondere.
      Epperò visto che già sai, ciò che esiste è esistente. Spero ti basti.Analogicamente si intende!
      ciao
       

  • Anonimo

    @anonimo
    Analoga ripete qualcosa già detto, analogica ripete ugualmente qualcosa già detto escludendo però qualsiasi
    intrusione digitale. Per cui non devi valutare la @ e considerarti semplicemente anonimo e non anonimo con pseudonimo come gli altri.

    Manfred 

  • Anonimo

    Bisogna prima sapere se per caso, come inizio di apprendimento, ti sei mai imbattuto, la notte, senza preavviso, in una vetrina di negozio che espone bonsai e se come penso no, se hai l’immaginazione necessaria per comprendere cosa cerco di esprimere, o se del fenomeno di cui si pretende di discutere l’essenza conosci solo l’aria fritta, citata in questo “thread”, aria che esce dai libri dedicati specificatamente all’argomento.  

     Manfred

    • daouda

      Finché rimani esterno alla cosa, tra leggerne o vederla di riflesso, la differenza in fin dei conti è minima.
      Ora io tis crivo con semplicità che hai ragione. Aria fritta. La cosa più strana è che tu lapidariamente cianci sulle tradizioni sacre, senza neanche averle percorse , non dico terminate.
      Il cervo che dice cornuto al bue.

  • Anonimo

    @ daouda
     
    ma dai non è che devi rosicare in questo modo quando uno ti canzona per il vuoto pneumatico dei tuoi fumosi discorsi (che, te ne rendo atto, sembrano taaaanto profondi e taaanto illuminati)…si scherza! sappi ridere anche di te stesso (chiunque legga queste pagine lo sta già facendo!)!!

    • daouda

      Di profondità in sé stessa non c’era niente, solo retorica. Sinceramente m’è pure riuscita bene e d’altronde ho scritto cose vere in fin dei conti, anche se un po’ patetiche. Per il resto credo che questo scambio debba durare ancora un po’ ; qualcosa dovrò pur riuscire ad imparare sennò non sarebbe avvenuto. Ad ogni modo comprendi che l’Essere è del tutto diverso dall’esistere? Perché questa è l’unica domanda priva di sbeffeggiamenti che hai fatto dall’inizio della “discussione”.

  • Anonimo

    @ daouda
    suvvia, ti schermisci dicendo che era puro esercizio di retorica, e una frase dopo non ti trattieni dall’ammettere che – altro che sofismi! – per te tutto ciò che hai detto è vero!
    io interromperei qui la “discussione”.
    non sono così stronzo.
     
     
     

    • daouda

      Lo vedi che ci sei arrivato? E’ da prima che te sto a dì che ciò che esiste non è ( in sé )!
      Esistere: ” stare fuori: divenire”
      Essere: ” ciò che è quel che è: immutabile ”
      Ora: “spazio determinato di tempo”
      Adesso: “al medesimo tempo”
      Giungere: “ritrovarsi; unire”
      Arrivare: ” condurre a termine”
      In effetti ci ho impiegato un pochetto ad elaborare il tutto…

  • Anonimo

    Guarda che ho fatto il chierichetto il che per un cuore puro basta e avanza!

    Manfred 

  • Anonimo

    Sicuramente, nel vocabolario dei Testimoni di Genova!

    Manfred 

  • barbo

    @ daouda

    certo, come se fosse antani

  • Anonimo

    Nei luoghi comuni siete sempre i primi della classe e anche vi vantate.

    Manfred 

    • daouda

      Pari uno de quelli che alla fine và a fà ‘r ribelle a ripicca verso i secchioni figli de papà che ciànno stipendi a 4 zeri…eppure su noi quelli là, quelli che comandano, se vantano de esse merde eccome, si ancora nun l’ài capito, e te fesso che ancora ce penzi e je vai appresso già solo cor pensiero!Fattela na risata, non foss’altro che ridi de me, ma ridi.
      Sfruguji troppo

  • Anonimo

    A na Kapito a na kapò, ora o adesso come meglio ti pare, andresti preso per un orecchio e messo in castigo dietro la lavagna tanto per insegnarti a non ammorbare con  le tue elucubrazioni e poi buttarla in ridere quando messo alle strette dal “giungere” logico della discussione.

    Manfred

     

    • daouda

      A Manfred ma che c’è da commentà su frasi del genere?
      Uno è obbligato a credere allo spirito. Come mai avete sempre bisogno di intermediari, per farlo? Vedi che tecnicamente il tutto calza a pennello.
      Le organizzazioni sacre: la loro forza nasce dalla tendenza umana a chiudere gli occhi di fronte alla realtà dell’essere. Naturalmente esistono le visioni mistiche, dovute ad una totale mancanza di sobrietà nei veggenti o presunti tali, per cui misticismo da mistificare. Il potere spiritualmente ha altri usi che ne escludono totalmente il mero esercizio.
      Parti che non vuoi parlare, giàpregno dei tuoi preconcetti  e poi rompi le scatole a me? E’ inutile che te sarvi incalcio d’angolo sul fatto che non si sappia di cosa si parli perché a meno che tu non sia “Dio”, non lo saprai, ed è questo il concetto di Liberazione o divinizzazione.
      Se vuoi parlare del satanismo in modo diverso, che ocme dici quel che qui se ne dice è preoridnato da loro, fallo e ti seguo.

  • Mi pare che questa discussione abbia già dato tutto quello che c’era da dare.
    Confido sul fatto che coglierete il gentile invito :-)

    Nel frattempo, il consiglio è quello di staccare un po’, che Agosto sembra fatto apposta.

    A presto

  • Anonimo

    Sapresti spiegarmi la scelta del titolare e del benefattore nelle parrocchie in relazione al territorio, o il perché la quasi totalità delle zone industriali grandi o piccole che siano sorgono nei pressi di case isolate già in rovina prima della costruzione delle zone stesse, sono solo due miseri esempi di manifestazione e iterazione con l’occulto nella realtà quotidiana, non nel paese dei balocchi della saggistica dedicata o della moda “internettiana”.

    Manfred
     

  • Sono stato un po’ carente in chiarezza, probabilmente.
    Questa discussione ha già dato quanto era da dare.