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¿te quedarás, mi pesadilla
rondándome al oscurecer?


-o- Too late to die young -o-
30 gennaio 2013

Mondo Social

A dire il vero, se volevo rimanere davanti al computer me ne stavo in casa.
Se sto uscendo, è perché, forse, volevo, appunto, uscire.
Quante cose essenziali, imperdibili, potranno mai capitare su facebook, nelle due, tre ore in cui starò lontano dalla rete?
Domande che una volta potevano avere un senso, ma ora non più.

Da quando esiste la sociologia si è usato infinite volte il concetto di “cambiamento epocale”, così risulta ormai difficile trovare un termine adeguato per descrivere quello che la nostra società sta sperimentando negli ultimi anni.
Si parlava in passato di come la televisione offrisse alle persone la fruizione di una realtà filtrata, un mondo osservato per mezzo di un vetro opaco che ne ridefiniva i contorni.
Ma c’era il televisore, e c’era, fuori di casa, il mondo vero, per il quale il mezzo privilegiato di esplorazione rimanevano comunque gli occhi, i sensi.
Gli ultimi sviluppi della tecnologia invece hanno permesso di trasportare questo filtro ovunque.
Così come una volta nei concerti si portavano gli accendini per creare l’atmosfera, ed ora spuntano ovunque una miriade di braccia alzate che riprendono lo spettacolo per mezzo degli smartphone.
Per quanto la presenza dello spettatore sia reale, la fruizione dell’evento avviene per mezzo del piccolo schermo del proprio gioiellino tecnologico.
Lo stesso concetto di “visione dal vivo” pare perdere il suo significato.

E questo piccolo velo è diventato per le nuove generazioni la nuova realtà.
Il mondo vero, fisico, si è ridotto ad un mero supporto, un luogo preferenziale di raccolta dati da “caricare” nel nuovo mondo vero, quello virtuale.
Sembra che le feste esistano solo per poterne dare testimonianza su facebook, i viaggi sono diventati l’opportunità di creare e condividere una nuova gallery di immagini, le serate in discoteca un modo per ottenere fotografie da sbronzi in cui essere taggati.

Ovviamente non c’è alcun moralismo e alcuna nostalgia per i bei tempi andati in queste considerazioni, si tratta solo di una semplice osservazione di un fenomeno.
Un fenomeno non solo sociale, ma metafisico.
Perché è una nuova metafisica quella che si sta imponendo; invece di squarciare il velo di Maya per cercare di comprendere la reale essenza del creato, la modernità ha finito per creare un ulteriore velo, ancora più spesso, che aggiunge un nuovo filtro ai nostri sensi, allontanandoci ancora di più da quello che Platone chiamò il mondo delle idee.
Noi, qui, abbiamo finito per dedicarci ad esplorare le ombre delle ombre.

 

si veda anche

Iper Realtà
Benvenuti nella Tela

 

 

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33 comments to Mondo Social

  • Anonimo

    Quant’e’ vero questo pensiero nella sua semplice osservazione della realta’ sociale odierna.
    Ma ce ne accorgiamo solo noi pre-rivoluzione cellulare e pc o se ne accorgono anche i fruitori odierni? 
    E se ne curano di questa cosa?

    Aggiungo un’osservazione complementare alla tua riguardo alla ri-rivelazione, infatti se da un lato si costruisce un mondo virtuale dall’altro ci si riveste di un ulteriore Io virtuale che non ha limiti in un certo senso, che e’ sfuggente ed e’ per questo secondo me ancora piu’ “pericoloso” ai fini di una crescita spirituale.

    Ciao.

     

  • miriam

    Ciao Carlo,

    “E questo piccolo velo è diventato per le nuove generazioni la nuova realtà.
    Il mondo vero, fisico, si è ridotto ad un mero supporto, un luogo preferenziale di raccolta dati da “caricare” nel nuovo mondo vero, quello virtuale.”

    Non potrei essere più d’accordo sia con l’articolo, sia con il primo commento. E penso che sia impossibile rendersi conto di qualche cosa se non si hanno veri termini di paragone. Spesso hai messo gallerie di immagini che riprendevano questa nuova modalità di “socializzazione”, e mi hanno sempre dato una grande inquietudine. E la speranza che qualcosa o Qualcuno intervenga, prima che diventi sia troppo tardi…

    Dimenticavo: complimenti per la serie di Monna Lisa… ;-)

    Miriam

  • doulos

    il vero problema è lo schermo sai?
     
    Perché il cellulare, e meno che meno lo smartphone, hanno smesso di essere tele-phonoi da un pezzo. Ed il fatto è che per l’essere umano, affermano le rivelazioni da sempre, la dicotomia è tra parola ed immagine. Se la prima si diforca in una realtà infera ed una supera, la seconda è SOLO per il basso: idolatria.
     
    Da questo punto di vista l’iconoclastia islamica, piuttosto che quella ebraica o protocristiana, aveva colto un punto fondamentale. Noi invece viviamo sempre più proiettati verso i tempi ultimi dei quali è detto che un giorno si arriverà a fornire di anima l’immagine. Ci stiamo preparando generazionalmente ad attendere un tale evento, e persino a considerarlo cool.

  • Hiei

    Hikikomori (ひきこもり o 引き篭り Hikikomori?, letteralmente “stare in disparte, isolarsi”[1]) è un termine giapponese che si riferisce a coloro che hanno scelto di ritirarsi dalla vita sociale, spesso cercando livelli estremi di isolamento e confinamento a causa di vari fattori personali e sociali delle loro vite. Il termine si riferisce sia al fenomeno sociale in generale che a coloro che appartengono a questo gruppo sociale. Il fenomeno, già presente in Giappone dalla seconda metà degli anni ottanta, ha incominciato a diffondersi negli anni duemila anche negli Stati Uniti e in Europa.
     
    http://it.wikipedia.org/wiki/Hikikomori
     
    Come spesso dico: Orwell era un giocondo cazzone ottimista.
     
    http://atcasa.corriere.it/News/Arredamento/Elettrodomestici/2011/37/samsung-frigorifero-touch.shtml
    https://i.chzbgr.com/maxW500/6991633920/h966A01F9/
     
    I don’t want to live on this planet anymore…

  • Hiei

    OT: …hai messo la moderazione dei commenti?

  • Ma ce ne accorgiamo solo noi pre-rivoluzione cellulare e pc o se ne accorgono anche i fruitori odierni? 
    E se ne curano di questa cosa?

    Questa è una giusta domanda.
    Chi è nato dalla metà degli anni 90 in poi è cresciuto in questo contesto, con un cellulare in mano già dall’età di 6 anni, e capace di interagire nella rete già dalla più tenera età.
    per loro, questa è la normalità.

    per chi magari, come me, è nato sul finire degli anni 70, e che ha avuto il primo cellulare all’età di 20 anni, il cambiamento in atto è enorme.
    perchè mai cambiamenti sono stati così repentini.

    Basta vedere l’abissale differenza che esiste tra un film del 1995 ed uno del 2005.
    Il 90% delle situazioni difficili del primo si potrebbero risolvere se solo i protagonisti avessero a disposizione dei telefoni cellulari.
    Come si diceva, non è mai successo nella storia umana che cambiamenti tanto radicali si verificassero in così breve tempo.

    ____________________________

    Miriam

    E la speranza che qualcosa o Qualcuno intervenga, prima che diventi sia troppo tardi…

    Anche a me quelle immagini fanno il medesimo effetto, ma anche questa pare una realtà che va percorsa.
    Difficile dire dove porterà, e quale sarà la tendenza, se il tutto si amplificherà o imploderà.
    Se si dovesse supporre che il tutto si amplifichi, risulta davvero difficile immagine a dove si potrebbe arrivare.
    Forse una umanità come quella descritta nel “mondo dei replicanti”..

    __________________________________

    Doulos

    la seconda è SOLO per il basso: idolatria.

    su questo, come potrai immaginare, non sono del tutto d’accordo.
    L’immagine non è solo per il basso, al contrario, può essere uno strumento per raggiungere piani superiori, una finestra verso il sacro.
    Le icone sono qui a testimoniarlo.

    ______________________________

    Hiei

    no, non ho inserito la moderazione nei commenti.
    Ma c’è un filtro di wordpress che immediatamente cataloga come spam i commenti con più di 5 link al loro interno.
    E’ un filtro miracoloso, dal momento che mi libera da numerosa spazzatura: ci sono infatti programmi autolatici che spammano pubblicità nei forum con commenti carichi di link a siti assai discutibili.

    Ogni tanto però nel filtro ci finisce dentro anche qualche commento normale.
    In questo caso, appena accedo alla postazione di comando lo approvo io direttamente.

    • Hiei

      “Il 90% delle situazioni difficili del primo si potrebbero risolvere se solo i protagonisti avessero a disposizione dei telefoni cellulari.”
       
      Soprattutto un fat-phone da otto chili… :’D
       

       
      Mi fai un paio di esempi?
      Mi sa che guardavamo film diversi – niente di più facile – perchè questo particolare parallelo non mi viene così immediato.
       
      ” Forse una umanità come quella descritta nel “mondo dei replicanti”..”
       
      http://www.watblog.com/wp-content/uploads/2008/04/bill-gates-resistance-is-futile.gif
       
      ” Ma c’è un filtro di wordpress che immediatamente cataloga come spam i commenti con più di 5 link al loro interno.”
       
      Ah, ecco: mi pareva strano.
      Così imparo a copincollare da Wikipedia per pigrizia…
       

    • Questi video di Balasso sono davvero ben fatti..

      Sembra però che sia ormai già tardi per far passare i suoi messaggi.

  • DomeNico

    Ho fatto vedere le foto ai miei figli… spero che serva a farli riflettere
    Grazie Santa
    DomeNico 

  • fuori il mondo, dietro il telo
    non si vede manco più
    ci hanno messo un altro velo
    non è radio né tivvù
    ecco qua il nuovo tranello
    che ci segue pure al bagno
    non è più grande fratello
    ci ha acchiappati il grande ragno
     

  • sR

    perfetto, proprio quello che intendevo..

    Che poi, non esiste modo migliore per gustarsi la musica che sentirla dal vivo.
    mentre i video ripresi dagli smartphone sono quanto di più deprimente si possa immaginare, per quanto riguarda il suono e le immagini.
    Ed una volta lì, invece di godersi l’occasione unica del sentire e partecipare di persona all’evento, ci si perde nel “fare riprese”, ottenendo un qualcosa di bassissima qualità.
    perchè poi?
    per poterselo “rivedere” sullo schermo.
    Lo schermo, più reale del reale.

    ____________________

    Ciao Domenico

    in effetti vedere come quei ragazzi delle foto appaiono a chi li osserva può servire a considerare quel tipo di atteggiamento da un altro punto di vista :-)

    _______________________

     

    Espen

    parole concise e centrate anche questa volta..

    grazie a te.
    A presto

  • Hiei

    “in effetti vedere come quei ragazzi delle foto appaiono a chi li osserva può servire a considerare quel tipo di atteggiamento da un altro punto di vista”
     
    E non sottovalutiamo tutta la nuova categoria di figure di m… che questa tecnologia permette!
     
    https://i.chzbgr.com/maxW500/7017038592/h98098C8D/
    http://cdn.ebaumsworld.com/picture/Jesse12345/PhotoshoppedBoobs.png
     
    (ne posto solo un paio per brevità, si potrebbe attingere da un pozzo senza fondo…)

  • jackblack77

    c’è ancora un campo in cui il reale sta dieci spanne sopra al virtuale. il sesso… almeno per quanto mi riguarda… :)

    fra qualche decina d’anni, qualche sventurato smart-umanoide naufragherà su un’isola, o più probabilmente si smarrirà in un bosco, e non sapendo cosa sia la vegetazione intorno, dovrà accontentarsi di mangiare le app-frutta sullo schermo… buon appetito!

  • francesco da pisa

    DI recente mi son guardato un paio di pagine di una storia di Paperino scritta e disegnata oggi. Mentre cammina per strada, squilla il cellulare, lo tira fori dalla giubba e risponde allo zio paperone.
    Tutto qiu. Mi si è ammosciato, scusate il termine. Ma come??!?!! QUand’ero bimbetto lo Zione deflagrava nella vita del papero quando meno te lo aspettavi, distruggendo porte come un vento d’uragano, saltando fuori dalla limousine o peggio da un veliero volante con campanacci e trombe. Era troppo divetente. La vita reale, devo interloquire con te e ti raggiungo. E casomai se ne vedono delle belle.
    Non si interrompe più un gesto, non ci si ferma più, davanti a un interlocutore. Si continua a camminare, a mangiarci il panino, a rollarci la sigaretta, a fare il riposino. Stanotte ho fatto un bruttissimo sogno. Una mia vecchia amica, che non vedo da anni, mi invitava nella sua città, io andavo ma mi perdevo lungo un vicolo molto molto lungo, costeggisato da una specie di fogna a cielo aperto. A un certo punto vedo una targa su un muro che identifica la strada. Diceva: “La via del fiume piatto e senza anima”. Mah.
    Fra da Pi

  • francesco da pisa

    C’è poi un aspetto in più da rilevare, secondo me. SI tratta proprio della QUANTITA’ di comunicazione pro-capite che è stata indotta. E che i giovani e i giovanissimi fanno loro senza alcun problema, destando davvero il mio sconcerto, molte volte. Stanno sempre a chiamare e rispondere al cellulare, sempre a chattare, a scribacchiare. Mi è capitato di farmi leggere alcuni di questi centinaia di messaggi giornalieri da una ragazzina di quattordici anni. SOno del tipo: <Come stai?> <Bene> <Che fai?> <Nulla> <Dopo che fai?> <Non so>. IL bello è che si divertono molto, sono assolutamente presi, da questa magnifica comunicazione. La quantità ha cancellato tutto il resto. Il pulsare del telefonino, la vibrtazione, il tono di chiamata, del messaggio, la luce sullo schermo, colma, rassicura il campo dei sensi, senza saturarlo, perchè i sensi non sentono più il proprio corpo, ma l’oggetto.
    Per fare uin esempio: quando non avevo neanche il computer, figuiriamoci il cellulare, io scrivevo lo stesso le mie cose, le mie idee, quelli che poi sono diventati i post, i commenti, qua in rete. RIempivo un sacco di quaderni, con le mie cose. Poi ho trasferito tutto quello su un altro supporto. Ma non in una proporzione di uno a cento. Sono lo stesso di prima. Il regno della quantità non ha preso il sopravvento. Controllo io quando e come. Sto mesi senza collegarmi a internet. Intere giornate senza che io chiami nessuno o invii un sms a nessuno. Il bisogno di riempire ogni spazio della vita con “contatti” interpersonali a distanza (è affascinante la distanza eh……) ha invece completamente trasfigurato l’esistenza di un casino di persone. Non so come sia stato possibile. Ma è spaventoso. Stanno veramente costruendo un’altro tipo di razza umana.
    Fra da pi
     

    • Hiei

      C’è da dire che chiacchiere inutili se ne facevano a carrettate anche prima (in questo, i greci mi stupiscono sempre…sono sempre dietro a parlare, cosa c’avranno mai da dirsi me lo son sempre chiesto), ma una volta era gratis.
       
      Comunque gli effetti si vedono.
       
      https://i.chzbgr.com/maxW500/5010501888/h98471071/
       
      https://i.chzbgr.com/maxW500/7020143104/h14A878A8/
       
      Sempre peggio.
      Toh, Santa, evochiamo qualche gallery che è meglio…
       
      https://i.chzbgr.com/maxW500/7004022016/hA5375BD6/

    • Francesco

      SI tratta proprio della QUANTITA’ di comunicazione pro-capite che è stata indotta.

      Hai fatto bene a mettere in evidenza il termine “quantità”, perchè quella è la vera questione.
      Una quantità enorme di nulla, perchè non è più il contenuto ad avere una importanza, ma proprio il gesto in sè del “mandare un messaggio”.
      non è la risposta che si sta ad aspettare, ma proprio il suono del “hai ricevuto un messaggio”.
      Anche qui c’è un salto, è lo strumento in sè il protagonista, non il contenuto che veicola.

      ______________

      Hiei

      l’ultima foto l’ho vista in due tre siti di immagini l’ultima settimana, ma non ho ancora capito se si tratti di un fake.

  • tristantzara

    Con questa storia sono riusciti a catturare i bambini, questi ne sono estasiati. Tra poco ci sarà un notevolissimo numero di persone con problemi agli occhi, alla memoria ed al calcolo algebrico più semlice : quando avevo 10-12 anni ero capace di eseguire moltiplicazioni per centinaia (es : 286×62) in 1min. ora non serve allenare la mente al calcolo “addolcita” com’è dalla reperibilità istantanea di ogni problema pratico. Altro esempio è il meteo, io guardo sempre il cielo altro che i portali. Tu come stai ? bye D

  • cristiano

    Belle le foto … nell’era dell’informazione digitale la fine della comunicazione “spirituale” umana.
    Ciao Santa

  • Tristanzara

    Con questa storia sono riusciti a catturare i bambini, questi ne sono estasiati.

    io rimango sempre sorpreso nel vedere come i bambini si trovino a proprio agio con le nuove tecnologie.
    Sembra che il cervello umano fosse predisposto per questo da sempre..
    E per loro, tutto questo è la normalità, non potranno nemmeno concepire il mondo per come l’avevamo conosciuto noi.

    Stai sempre bene :-)

    ______________________________________

    Ciao Cristiano

    nell’era dell’informazione digitale la fine della comunicazione “spirituale” umana.

    speriamo di non arrivare mai a quel punto :-)

    ______________________

    Mario

    è bellissima quella illustrazione..
    Ed ovviamente la signorina riceve un messaggio amoroso.
    Una vera “protopora” :-)

    • Hiei

      “io rimango sempre sorpreso nel vedere come i bambini si trovino a proprio agio con le nuove tecnologie.”
       
      Siamo sicuri?
       

       
      https://i.chzbgr.com/maxW500/7016862976/h1301927A/
       
      “Sembra che il cervello umano fosse predisposto per questo da sempre..”
       
      Il cervello in sè e per sè è un computer biologico, niente di strano che trovi naturale interagire con altre macchine…proprio tu dovresti comprendere la sottigliezza nel far prevalere l’interazione meccanica e programmata sulla componente vitale e spirituale al fine di ottenere automi soggiogati…senza trascurare i campi elettromagnetici e il fatto che la rete di antenne fottute ha traformato il mondo in un dannato forno a microonde.
       
      Vabbè, in onore alla tua filosofia, chiudiamo con qualcosa di positivo sull’argomento:
       

       
      https://i.chzbgr.com/maxW500/7012607744/h5E489D8C/
       
      Alla fine, sono solo strumenti: dipende dall’uso che se ne fa.

  • una quantità enorme di nulla, dici bene!
    condivido tutto ciò …e temo per il futuro degli uomini che non potranno più fare a meno di lasciarsi strumentalizzare da questa maledetta tecnologia.

    la pace della natura è la nostra salvezza.

    ti abbraccio forte, amico mio! 

  • Hiei

    Alla fine, sono solo strumenti: dipende dall’uso che se ne fa.

    Questo rimane sempre vero, e vale per ogni cosa intorno a noi.
    diciamo che alcuni strumenti possono portare alla dipendenza più di altri, ma ancora una volta dipende sempre dalla persona che li utilizza.

    ___________________________

    Carla, un abbraccio a te :-)

  • sto rileggendo tutte le poesie scritte in greco…le devo assolutamente radunare
    sono splendide!
    ne uscirà una collana assolutamente unica :-) 

  • Anonimo

    Un altro aspetto che emerge dal post e che va sottolineato è l’alterazione della temporalità e l’incapacità di vivere nel presente. Sembra che le cose assumano importanza solo in quanto possano essere comunicate o registrate: così devono essere sempre viste da altri ed immesse nel sistema, per contare veramente. Vi è come un’incapacità di viverle direttamente.

  • Buongiorno Santaruina, è un bel pezzo che non scrivo, benchè non abbia mai smesso di seguirti.
    Il pezzo di oggi mi ha particolarmente colpito perchè, proprio poche sere fa,  ho avuto la ventura di assistere ad una festa di giovanissimi (12-13 anni, per intenderci) ed ho osservato un fenomeno curioso.
    I partecipanti alla festa si sono ben presto divisi in due gruppi: il primo si divertiva beatamente e condivideva i vari giochi e balli che venivano proposti, il secondo, dando le spalle fisicamente al primo, stava seduto a giocherellare con gli smarphone, ognuno perso e solo, vicini solo con il corpo.
    Non c’è stato verso di smuoverli, loro vivevano in un altro mondo.
     
    Questo vuol essere un messaggio di speranza, perchè, vedi Santaruina, non siamo mai stati e non siamo tuttora tutti eguali; anche i componenti del primo gruppo, ovviamente, possiedono uno smartphone e lo usano, ma sono ancora in grado di godere della reciproca compagnia nel mondo reale.
    Probabilmente è questione di attenzione e senso di responsabilità, da parte degli adulti.
    E’ necessario che si rispettino le regole e che queste regole siano sagge e, dunque, eque e che qualcuno le faccia autorevolmente rispettare.
    Condizioni improbabili?
    Forse.
    Tuttavia non impossibili.

  • come sempre dimentico la firma.
     
    hildegard

  • Sembra che le cose assumano importanza solo in quanto possano essere comunicate o registrate:

    esatto.
    Il “reale” è solo una piattaforma da cui attingere, in funzione del luogo virtuale in cui ciò che si “raccoglie” verrà condiviso.
    Il caso del concerto di cui si parlava prima è emblematico in tal senso, si rinuncia ad una gioia nel presente in funzione della “fruizione” mediata.

    _____________________________

    Ciao Hildegard

    è effettivamente una situazione che dà speranza quella che tu descrivi.

    Il rischio è che quei ragazzi che ancora interagiscono “nel reale” divengano in futuro una minoranza.
    E qui l’ambiente circostante e la naturale predisposizione degli adolescenti al conformismo rappresentano il massimo “pericolo”, in tal senso.
    Vedremo..

    A presto

  • Anonimo

    Mi ricordavo di questo bel post, e continuando… Facebook sia online che offline, e si, congloberà i dati dei colossi del marketing dai supermarket ai autosaloni ecc… ciao.
    l’articolo su repubblica:
    http://www.repubblica.it/tecnologia/2013/04/16/news/facebook_pubblicit_totale-56761060/?ref=HRERO-1

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