Blessed be

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¿te quedarás, mi pesadilla
rondándome al oscurecer?


-o- Too late to die young -o-
14 novembre 2006

Esoterismo - una premessa


L’errore più comune in cui si incorre quando si cerca di vedere oltre il velo è l’associare all’idea di esoterismo il concetto di “occultismo”.
L’occultismo è solo una parte dell’esoterismo, e precisamente la sua parte degenere.
Per occultismo si intende il tentativo di manipolare delle forze non materiali che popolerebbero il nostro mondo (spiriti e demoni come vengono chiamati dalla tradizione occidentale) per ottenere dei vantaggi personali.
L’esoterismo in sé invece è lo studio che conduce ad una comprensione del cosmo e ad un ricongiungimento con il principio creatore.
Simbolicamente l’immagine più esplicativa per descrivere l’esoterismo è quella di un asse che partendo dalle viscere della terra arriva fino al cielo.
Questo asse si può utilizzare per compiere una faticosa scalata verso il celestiale oppure ci si può lasciare scivolare fino agli abissi.Sono le due vie.

Attualmente nel nostro occidente si pratica quasi esclusivamente la via infera, ed è bene tenerne sempre conto, così la distinzione iniziale tra esoterismo e occultismo nel mondo occidentale è divenuta labile.
L’esoterismo celeste parla dell’origine del mondo e dello scopo di ogni essere su questa terra.
Il suo messaggio finale è che dall’Uno il tutto origina, e che in ogni essere umano vi è una scintilla divina, così che ognuno compartecipa al tutto.
Tali concetti però non vengono comunicati attraverso la via razionale, ma attraverso la via “intuitiva”, la cosiddetta  “Intelligenza del Cuore”; il linguaggio attraverso cui questi concetti vengono comunicati è il linguaggio dei simboli.

Lo studio dell’esoterismo presenta innumerevoli rischi, e questo perché colui che è digiuno di tali tematiche non è in grado di distinguere tra le due vie, così che spesso la via infera viene scambiata per quella celeste.
Questo è anche il motivo per cui le dottrine esoteriche nei secoli sono state accuratamente “celate” e trasmesse solo attraverso organizzazioni iniziatiche che avevano il compito di mantenerne l’integrità e preparare adeguatamente colui che doveva ricevere tali insegnamenti.
Questa “segretezza” ha anche fatto in modo che al concetto di esoterismo si accompagnasse un’aura di mistero, di pericolo e di “oscurità”.
L’esoterismo per trasmettersi correttamente ha bisogno però di una “via regolare”, catene iniziatiche che ne preservino la purezza.
Queste catene iniziatiche non esistono più nel nostro occidente, o meglio, sono difficili da individuare.
Di contro, la via infera dell’esoterismo ha dilagato negli ultimi secoli, e se ne sono fatti portatori movimenti quali la Teosofia, la Massoneria, e recentemente il movimento della New Age.
Movimenti esoterici “regolari” sono invece, tuttora, il Sufismo Islamico o l’Esicasmo cristiano.
Essendo però il linguaggio dell’esoterismo un linguaggio totalmente fatto di Simboli, ed avendo ogni tradizione sviluppato dei simboli differenti, studiare le dottrine esoteriche affidandosi ad un tradizione diversa dalla propria risulta molto difficile.

La via regolare esoterica occidentale fu l’Alchimia, ormai scomparsa da secoli, mentre pare che in alcuni monasteri greco ortodossi si pratichi ancora l’Esicasmo, che rappresenta l’ultima via celeste esoterica in Europa.
Nella nostra epoca occorre forse evitare tutti i movimenti esoterici contemporanei, tutti praticanti la via infera, e nel caso l’argomento interessi, approfondire con pazienza i temi principali basandosi su quei pochi autori che ne hanno trattato in maniera competente.
Il massimo divulgatore del secolo passato fu senza dubbio René Guénon, che dopo aver sperimentato innumerevoli pseudo iniziazioni nei movimenti occultistici che infestavano l’Europa del tempo si converti all’Islam e si dedicò allo studio del Sufismo.
Il suo libro “La crisi del mondo moderno”, oltre che di piacevole lettura, rappresenta un ottimo primo approccio ad un’ottica diversa di cogliere il creato, così come il Re del Mondo, che richiede però un attimo di attenzione maggiore per essere compreso.
“Simboli della Scienza Sacra” rappresenta invece una immensa fonte di sapere.

Interessanti inoltre i libri di Mircea Eliade, il più grande storico delle religioni del secolo passato, che svela in maniera sorprendente in cosa effettivamente consisteva il senso religioso dei popoli antichi, qualcosa di molto diverso dalle storielle che raccontano ai licei e alle università.
Evitare con cura Teosofisti, Antroposofisti, Neorusacruciani, Massoni e divulgatori della New Age.

14 novembre 2006

Antigone

«Neppure pensavo i tuoi decreti avere tanta forza che tu uomo potessi calpestare le leggi degli dèi, quelle leggi non scritte e indistruttibili.
Non soltanto da oggi né da ieri, ma da sempre esse vivono, da sempre: nessuno sa da quando sono apparse».
Antigone davanti al tiranno Creonte.

Una delle più grandi conquiste della civiltà umana, ci è stato insegnato, è rappresentata dall’aver messo per iscritto le leggi che regolano la pacifica convivenza dei cittadini.
Passo dopo passo, a partire dal celebre Codice babilonese di Hammurabi, passando per il monumentale Diritto Romano, da Giustiniano fino al Diritto Moderno, gli esseri umani hanno saputo dare corpo alle regole che mettono ordine al loro vivere, affinché chiunque possa conoscere i propri diritti e i propri doveri.
Indubbiamente un grande progresso, almeno secondo la storiografia positivista.
Ma dietro l’apparenza di questo monumentale processo durato millenni, qualcuno ha intravisto una realtà diversa. E’ il caso, ad esempio, del filosofo tedesco Friedrich Nietzsche, che nella sua opera “Genealogia della Morale” compie una attenta analisi alla ricerca delle origini del concetto di Giustizia nella storia umana.
Secondo Nietzsche, la messa per iscritto delle norme e delle regole da parte di una comunità, lungi dal segnare un “progresso”, rappresentano al contrario per quella civiltà l’inizio della decadenza.
In una comunità sana, infatti, la legge naturale è compresa e rispettata da tutti, senza imposizioni, quale segno di un ordine superiore inviolabile.

La comparsa del codice scritto denuncia invece un processo decadente, dal momento che tale codice nasce per porre rimedio alla violazione sempre più frequente delle leggi naturali da parte di membri della comunità stessa.
Inoltre, ad aggravare ulteriormente il carattere decadente dei codici scritti, nel corso della storia si presentano sempre più spesso casi in cui lo stesso Diritto voluto dal potere risulta in netto contrasto con il Diritto Naturale, universale e non scritto.
I popoli antichi erano consapevoli di questa frattura, e come sempre ne hanno lasciato testimonianza nei loro splendidi miti.
La storia della giovane Antigone, fragile e fiera, messa in atto in modo sublime da Sofocle, narra meglio di mille testi il profondo contrasto tra Legge Civile (nomos) e Legge Naturale (physis).

La vicenda ha luogo a Tebe, dove il tiranno Creonte ha decretato che il corpo di Polinice, fratello di Antigone, sconfitto in battaglia mentre combatteva per il possesso della città debba rimanere insepolto.
Creonte giudica Polinice come traditore della Patria, una delle colpe più infami, e per questo la condanna decisa è altrettanto crudele.
Ma Antigone sa che ogni corpo deve ricevere sepoltura, è una legge naturale inviolabile, fondamento della stessa civiltà umana.
Così sfida l’autorità, disobbedisce ad una legge imposta dal potere che ritiene ingiusta e onora il corpo del fratello con una retta sepoltura.
Antigone si trova davanti ad un dilemma, la legge degli uomini, della polis, e la legge naturale sono in contrasto, e decide di seguire quella legge che ritiene superiore, andando incontro a una crudele condanna.

Antigone è una giovane eroina dal cuore puro, il suo dramma racconta quello vissuto da miliardi di esseri umani che si ritrovano a dover sottostare a leggi fatte da uomini per dominare altri uomini, leggi a volte in netto contrasto con il diritto naturale, con quella legge morale così a lungo cercata anche dal vecchio Kant.
Una civiltà si trova in uno degli ultimi stadi di decadenza quando ha bisogno di consultare codici e tavole per sapere cosa sia giusto e cosa sia sbagliato, e la decadenza giunge al culmine quando chi detiene il potere arriva al punto di invertire i principi basilari della legge naturale e decreta come legittimo ciò che è iniquo.

14 novembre 2006

Incipit


Dicono che vi sia un velo.
Un velo che tutto avvolge.
Una vita trascorsa a fissare il velo,
potrebbe essere una vita
che passa troppo in fretta.
E guardare oltre, a volte costa caro.

Blessed be

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