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¿te quedarás, mi pesadilla
rondándome al oscurecer?


-o- Too late to die young -o-
29 Novembre 2006

La nuova fisica e l'incertezza

Nell’Ottocento il pensiero materialista aveva un validissimo alleato nella ricerca scientifica, un nuovo sapere agli albori pareva essere in grado di riuscire a dare un significato a tutto il creato partendo esclusivamente dall’osservazione.
Sembrava questione di tempo, tutto sarebbe stato chiarito, ogni fenomeno naturale, e le religioni avrebbero perso, nelle intenzioni dell’avanguardia illuminista, il loro principale scopo di essere. Era l’idea di una scienza in eterno progresso, un’idea ottocentesca dura a morire, dato che persino noi ne siamo influenzati, ignorando gli ultimi sviluppi nel campo della fisica.
Oggi, bisogna ammetterlo, la scienza stessa si è ribaltata contro il pensiero deterministico materialista.
La scienza vecchia si crucciava di essere uno studio esatto, basato sull’osservazione e sulla misurazione precisa.
Ma con Heisenberg tutto questo è mutato, oggi nel campo della fisica si parla di probabilità.
E poi abbiamo avuto l’entropia, la teoria del caos, l’autoregolamentazione, l’ubiquità…
“Potrebbe essere così, probabilmente”. Non v’è certezza.
Nell’ottocento il mondo dei lumi combatteva la “superstizione” di Dio in base ai fatti, alle certezze empiriche.
Oggi la scienza essendo un complesso probabilistico, non possiede più certezze con cui controbattere con forza le idee religiose.
Si limita ad affermare che è questione di probabilità.
Il pensiero debole, l’incertezza nuova novella da diffondere.
Il problema è che per la prima volta dalla rivoluzione scientifica è la scienza stessa a porre in discussione la visione casuale del creato: lo studio delle probabilità, il cuore della nuova scienza, ritiene questa possibilità altamente improbabile.
Paradossalmente nei nostri giorni non abbiamo ancora compreso a fondo le implicazioni delle scoperte della nuova fisica: la nostra modernità che del progresso ha fatto un nuovo credo vive in realtà ancorata a schemi mentali ottocenteschi.
Paradossale, eppure vero.
Sembra che oggi il materialista stretto abbia più difficoltà nel mantenere a lungo la propria posizione, proprio perché la scienza stessa, non essendo più “esatta” ma semplicemente insieme statistico, gli ha tolto gli argomenti di base con cui negare qualsiasi trascendenza.
Ribaltandosi la situazione anche il materialismo è diventato un atto di fede, un credo indimostrabile.

27 Novembre 2006

Il Portatore di Luce


Il ribaltamento nel mondo occidentale della figura di Lucifero, da principe dei demoni ad angelo luminoso ingiustamente punito da Adonai, il Dio dell’Antico testamento, trae origine dalla malinterpretazione degli antichi testi gnostici, in cui una dottrina esoterica che non rappresenta prerogativa del mondo cristiano viene capovolta in una lettura superficiale ed esteriore.
Gli antichi testi sacri di ogni religione descrivevano un tempo futuro in cui la spiritualità alla rovescia si sarebbe imposta, una spiritualità in cui non al mondo celeste ma al mondo degli inferi si sarebbero rivolte le anime degli uomini.
Questa età è la nostra, e la rivalutazione della figura di Lucifero, il principe delle tenebre, si inserisce perfettamente in questo scenario.
Non l’assenza di spiritualità infatti è sempre stata considerata dalle tradizioni autentiche il vero pericolo in cui l’umanità si sarebbe venuta a trovare, ma la trasmutazione della spiritualità stessa, il tuffo nell’abisso degli inferi.

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in virtù della legge di analogia, il punto più basso è come un riflesso oscuro o un’immagine invertita del punto più alto
René Guénon

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L’epoca dell’ateismo, il XIX secolo, aveva come scopo quello di azzerare l’antica spiritualità, e non a caso questo compito fu portato avanti da società segrete che in Lucifero vedevano il vero Dio.
Una volta sgomberato il campo dalle religioni tradizionali, degeneri loro stesse e pallide immagini di quello che avrebbero dovuto essere, la via era preparata per la diffusione finale della spiritualità infera.
Bisognava infatti svuotare il contenitore del suo vecchio contenuto, per poter così sostituirlo con quello “nuovo”.
Le società esoteriche che ebbero una diffusione enorme nell’epoca dei lumi, attirarono a sé tutti coloro che sentirono il bisogno di proseguire la ricerca verso le verità celate, e li indirizzarono verso gli inferi.
La psicologia, una pseudo scienza, con il suo ossessivo invito ad immergersi nel profondo, compartecipò all’opera.
Punta di diamante dell’universo pseudo esoterico del XIX secolo fu la Teosofia, culto confusionario inneggiante a Satana quale autentica divinità.

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Le dottrine, in realtà tutte moderne, che propugna la Società Teosofica sono talmente differenti, sotto quasi tutti gli aspetti, da quelle a cui si dà legittimamente il nome di Teosofia, che si potrebbero confondere le une con le altre solo per malafede o per ignoranza: malafede da parte dei capi della Società, ignoranza della maggior parte dei seguaci ed anche, bisogna dirlo, di taluni dei loro avversari che, poco sufficientemente informati, commettono il grave errore di prendere sul serio le loro asserzioni e di credere, per esempio, che essi rappresentino l’autentica. tradizione orientale, allorché invece non ne rappresentano alcuna.
René Guénon

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L’Antroposofia invece fu una creazione di Rudolf Steiner , che si distaccò dalla Società Teosofica ed organizzò una società esoterica che si avvicinava maggiormente alla tradizione occidentale, o almeno aveva la pretesa di farlo.
Molte delle meditazioni di Steiner non sono altro che una rielaborazione confusionaria di antiche conoscenze autenticamente tradizionali, ma interpretate superficialmente in una visuale caotica figlia del tempo moderno.
Steiner riuscì persino nell’intento di determinare due diverse entità laggiù dove in precedenza si aveva come riferimento Lucifero-Satana, ma punto comune con le antiche, e mai sopite dottrine pseudo gnostiche vi era la convinzione di una degenerazione dell’entità spirituale da cui l’uomo discendeva e il suo successivo incatenamento nella materia.
Ma quello che veramente caratterizza le dottrine luciferiane è il totale disprezzo per il mondo materiale, e l’auspicio della distruzione, della dissoluzione

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“Dobbiamo distruggere tutto, senza riguardo per alcuno, pensando solamente questo: il più possibile e il più presto possibile”.
Jean Adam Weishaupt, fondatore dell’Ordine degli Illuminati

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Ciò che veramente dovrebbe rendere pericolosi questi movimenti, anche agli occhi dei materialisti, è proprio questo loro disprezzo per il mondo creato, e il loro auspicare la fine, quale purificazione, quale premessa per una rinascita.
Le nuove dottrine luciferiane ormai dilagano in tutto il mondo occidentale, ed esercitano un enorme fascino in particolar modo su coloro che non accettano più la visione del mondo strettamente materialista e positivista ottocentesca, visione materialista che gli stessi movimenti luciferiani avevano fortemente contribuito a diffondere.
Questa è l’età della spiritualità alla rovescia, dove la scimmia di Dio prende il posto di Dio stesso, dove gli occhi non sanno più distinguere tra cielo ed inferi.
Ora però è giunto il tempo di smascherare tutti coloro che conducono le anime negli abissi, tutti gli awliya as-Sciaytan.

23 Novembre 2006

Melchisedek

Intanto Melchisedek, re di Salem, offrì pane e vino:
era sacerdote del Dio altissimo

e benedisse Abram con queste parole:
“Sia benedetto Abram dal Dio altissimo,
creatore del cielo e della terra,
e benedetto sia il Dio altissimo,
che ti ha messo in mano i tuoi nemici”.

Genesi 14, 18-20

Nella Genesi (14, 18-20) compare il personaggio più enigmatico dell’Antico Testamento.
Si narra di Abramo che di ritorno da una battaglia incontra Melchisedek, presentato come “Sacerdote dell’Altissimo”.
Melchisedek, Re di Salem, benedice Abramo.
Questo episodio è straordinario, per i seguenti motivi.
Abramo è il capostipite della religione ebraica, il fondatore, e riceve tale investitura direttamente da Dio, secondo la Bibbia.
Se gli Ebrei avessero solamente voluto scrivere un testo che santificasse la loro religione e giustificasse il loro rapporto privilegiato con Dio, per quale motivo avrebbero inserito  Melchisedek nella Genesi?
Egli è infatti “Sacerdote dell’Altissimo”, ma il ruolo di sacerdote implica anche l’esistenza di un culto, un culto quindi precedente all’ebraismo.
Non solo, Melchisedek benedice Abramo, gesto che può concedere un “superiore” ad un “inferiore”, ed Abramo addirittura conferisce la decima a Melchisedek, riconoscendo la sua superiorità.
I compilatori ebrei dell’Antico testamento ci raccontano quindi di come il loro Patriarca mostrasse devozione ad un Sacerdote di un culto precedente; si riconosce quindi implicitamente in tale modo la superiorità sull’ebraismo stesso del culto professato dal “Sacerdote dell’Altissimo” Melchisedek.
E tutto questo nella  Bibbia ebraica, nel Testo che gli ebrei avrebbero scritto per poter vantare un rapporto privilegiato del loro popolo e della loro religione con Dio.
Melchisedek significa letteralmente “Re di Giustizia”, ed inoltre egli viene descritto anche come “Re di Salem”, ovvero “Re di Pace”.
Ebbene, secondo i testi sacri vedici, redatti migliaia di anni fa, esiste un culto eterno che nel tempo conferisce autorità alle vere religioni tradizionali.
I sommi rappresentanti di questo culto sarebbero tre, e sono individuati nella tradizione Vedica come il Re di Pace, il Re di Giustizia ed un terzo che riunisce le due precedenti funzioni.
Il potere temporale, il potere spirituale, e la sua sintesi.
Quello che ci dice la Bibbia quindi nell’oscuro passaggio di Melchisedek è che la religione fondata da Abramo riceve la benedizione dagli esponenti di questo culto eterno che attraversa i secoli e che si manifesta sotto la forma esteriore delle diverse religioni.

E il Cristianesimo?
C’è un episodio nella nascita di Gesù che forse non è stato analizzato con la dovuta accuratezza: l’adorazione dei Magi.
I tre Re Magi portarono come dono a Gesù Oro Incenso e Mirra, che sono i simboli dei tre sacerdoti dell’Altissimo della antica Tradizione.
Il significato simbolico dell’evento pare  palese: i rappresentanti della Tradizione eterna riconoscono in Gesù il rappresentante legittimo della continuazione del Sapere Sacro, il culmine di questo percorso, secondo il cristianesimo, e gli rendono omaggio.
Le similitudini nella Storia di Gesù con elementi simbolici ricorrenti in alte tradizioni (nascita verginale, morte e resurrezione e così via) indicano solamente la “legittimità” del culto cristiano, in un tempo che essendo ciclico ripropone con nuovo vigore elementi ricorrenti che fanno parte dell’essenza stessa della legge universale e delle regole del cosmo.

21 Novembre 2006

Storia e Metastoria - premessa.

Alcuni individui sono convinti che gli eventi che  caratterizzano la storia siano in qualche modo guidati e determinati da forze superiori, che la storia stessa non sia altro che un insieme di accadimenti che debbano compiersi e che il corso di questi eventi abbia una sua logica ben precisa, e che questa logica conduca verso mete prestabilite.
E’ la visione Metastorica della realtà, comune ai gruppi religiosi ed agli appassionati di scienze esoteriche, ma non solo.
Questa interpretazione della storia attraversa i secoli, viene fatta propria anche dalle personalità più insospettabili e caratterizza anche il pensiero contemporaneo, in un’epoca in cui la Ragione e una percezione strettamente materialistica del creato, lungi dall’essersi imposta, è stata abbandonata dalle avanguardie della nostra intellighenzia culturale e politica.
Mentre il cittadino mediamente colto del nostro tempo si compiace del definitivo tramonto del sentimento religioso arcaico e medioevale e crede di poter finalmente godere dei benefici di un pensiero finalmente sgombro da ogni illusione metafisica, nei piani alti gli interessi sono ben diversi, e ben celati.
Naturalmente non è possibile dimostrare se gli eventi che ci circondano siano delle mere serie di casualità oppure seguano un preciso disegno metafisico voluto da qualche divinità o da “potenze superiori”, ma che tutte queste credenze siano vere o meno non ha importanza, al momento.

Sarebbe invece essenziale capire se i nostri governanti a questa interpretazione metastorica degli avvenimenti ci credano davvero o usino questi argomenti come semplice propaganda.
Se infatti chi decide per le sorti del pianeta crede profondamente a queste visioni, il passo successivo sarà voler accelerare il corso degli eventi affinché la storia “si compia”.
Avere una visione ,metastorica degli eventi significa agire per raggiungere obbiettivi superiori, che vanno al di là della contingenza immediata.
Nel giudicare le azioni dei capi di stato del passato, dei grandi statisti, la storiografia ufficiale include i singoli eventi all’interno di una prospettiva il più possibile “razionale”, arrivando al massimo a voltare pagina dinnanzi alla semplice “banalità del male”, senza approfondire ulteriormente.
Un certo filone chiamato con un certo disprezzo “cospirazionista” invece, cerca di trovare delle motivazioni più “profonde” negli eventi.
La prima critica che si fa solitamente a questo “filone” riguarda la sua necessità di ipotizzare “complotti” che attraversano i secoli e le generazioni, che dovrebbero coinvolgere innumerevoli persone.
Ci sono stati però anche personaggi storici di una certa caratura che questi “complotti” li hanno ipotizzati, si ricordi ad esempio quanto detto da Wiston Churchill, in un articolo dell’ Illustrated Sunday Herald dell’ 8 Febbraio 1920:

“Dai giorni di Spartaco Weishaupt a quelli di Karl Marx, e fino a Trotsky (Russia), Bela Kuhn (Ungaria), Rosa Luxemburg (Germania) ed Emma Goldman (Stati Uniti), questa cospirazione mondiale per il rovesciamento della civiltà e la ricostruzione della società sulla base dello sviluppo bloccato, sulla base dell’invidia e dell’impossibile eguaglianza, è cresciuta costantemente.
Ha avuto, come uno scrittore moderno, Nesta Webster, ha abilmente dimostrato, una parte riconoscibile nella tragedia della Rivoluzione Francese.
E’ stata la guida di ogni movimento sovversivo del XIX secolo; ed ora questo gruppo di personalità straordinarie ha afferrato il popolo Russo dai capelli ed è diventato praticamente il padrone indiscusso di questo enorme impero.”

Wiston Churchill parla qui degli Illuminati di Baviera , il gruppo eversivo paramassonico fondato nel XVIII secolo da Weishaupt e ispiratore, secondo alcuni studiosi, della rivoluzione francese.
Churchill va oltre, legando gli Illuminati di Baviera con figure “rivoluzionarie” come Marx, Bela Kuhn, Trotsky.
Una cospirazione mondiale per il rovesciamento della civiltà, secondo le parole delllo statista inglese.
Potrebbe essere questa la visione “segreta” di alcune elite del potere?
Nel processo alchemico il ciclo di rigenerazione si compone in Nigredo, Albedo e Rubedo.
La Nigredo è l’opera di dissoluzione, la materia viene frammentata per poter in seguito venire “riorganizzata”.
E riorganizzazione è forse la parola chiave di tutto il processo.
Similmente al processo alchemico, il paradigma hegeliano di tesi –antitesi – sintesi si ritrova qui in maniera altrettanto evidente.
Ordo ab chao, recita il motto massonico.
Forse che qualcuno, nei secoli, abbia voluto dare un piccolo contributo al chao, per affrettare l’avvento dell’ordo?
Per approfondire:

– Massoneria – scheda storica

– La Religione del Nuovo Ordine Mondiale.

18 Novembre 2006

Salgo fino al 33

La ballata del muratore

Salgo fino al 33

O Gadu Gadu Gadu

Lo stato laico io creo per te

O Gadu Gadu Gadu

Con egalitè e fraternitè

O Gadu Gadu Gadu

Io governo con poca umiltè

O Gadu Gadu Gadu

La religione io la rigetto

O Gadu Gadu Gadu

Poi mi prostro al Bafometto

O Gadu Gadu Gadu

Ti libererò da ogni prete

O Gadu Gadu Gadu

Dio scaccia Dio ma il mio non si avverte

O Gadu Gadu Gadu

E l’Ordine Nuovo sarà uno spasso

O Gadu Gadu Gadu

Lo metto a punto con squadra e compasso