Blessed be

Benvenuti.
Qui si parla di miti, simboli, storia e metastoria, mondi vecchi e mondi nuovi, e di cospirazioni che attraversano i secoli.
Qui si scruta l'abisso, e non si abbandona mai la fiaccola.

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Autorità, coscienza ed obbedienza
Psicopatici e potere
La scienza della persuasione
I prodromi della diffusione
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Pensiero magico ed evocazione
Il flusso del potere
Folle e condottieri
Popolo e conformismo
PNL:comunicazione e persuasione
Benvenuti nella Tela



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Palestina:le origini del conflitto
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L'isola: un quesito sulla natura dell'uomo
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Kerli e controllo mentale
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Il giudizio massonico su MTV
Morte e rinascita di Taylor Momsen
Robbie Williams e il viaggio nella psiche
L'anima al Diavolo

En katakleidi


Cristo accompagna un amico
- Icona egizia del VI Secolo -




Santa su Luogocomune

Massoneria
- scheda storica -


Nuovo Umanesimo
ovvero Culto di Lucifero.
La Religione del
Nuovo Ordine Mondiale.


Verso il Governo Mondiale,
il volto oscuro
delle Nazioni Unite.


Con la scusa dell’ Ambientalismo.
Progetti di sterminio.






¿te quedarás, mi pesadilla
rondándome al oscurecer?


-o- Too late to die young -o-
9 luglio 2011

Benvenuti nella Tela


C’è nel paese di Aracnia un luogo molto speciale, un posto unico al mondo dove sorge un imponente edificio che gli abitanti del luogo chiamano la Tela.
Ovunque si raccontano delle meraviglie di questo enorme palazzo, della sua superba cupola, delle centinaia di colonne riccamente decorate che la reggono, delle cento e una porte attraverso le quali nella Tela si può accedere.
Cosa sia la Tela, di preciso nessuno lo sa spiegare.
Qualcuno l’ha paragonata ad una immensa biblioteca, e senza dubbio la stessa biblioteca di Alessandria dell’età dell’oro diverebbe pallida al suo confronto.
Per essere precisi, la quantità totale di libri presenti nella Tela non è spropositata, ed invero pochi si recano in essa per leggere un testo dall’inizio alla fine.
La particolarità della Tela è un’altra: qualunque sia il dubbio che attanaglia un visitatore, qualunque sia l’argomento sul quale cerca degli approfondimenti, in quel luogo troverà delle risposte.
Non si tratterrà di veri e propri libri, ma di agili articoli, a volte brevi, a volte più corposi, in grado di soddisfare qualunque curiosità.

Ma la Tela non è una immensa biblioteca, non solo.
Una volta passati per una delle sue cento e una entrate, il visitatore si ritroverà dinnanzi ad un vero e proprio labirinto, una serie di corridoi che danno accesso ad infinite stanze.
Queste stanze sono divise in vari settori: c’è il settore dei divertimenti, quello del leggero chiacchiericcio, c’è un luogo dedicato ad incontri di affari, un altro in cui ragazze disinibite mettono in piedi uno spettacolo alquanto ardito, e così via.
Invero, il settore delle ragazze è il più frequentato dai visitatori della Tela, e quasi tutti vi fanno una sosta (c’è anche chi entra nella Tela solo per loro).

Un altro luogo che si segnala per quantità di visitatori all’interno della Tela è la celebre e rinomata Sala degli Specchi.
Qui i visitatori si siedono dinnanzi a delle pareti che riflettono i loro volti ed entrano in comunicazione con altre persone, a volte lontane, a volte vicine, ed ognuno di loro instaura dei contatti con delle immagini riflesse.
Qui si parla di tutto, si chiacchiera, ci si mette in mostra, si fa la corte, o semplicemente si racconta agli altri come si è trascorsa la giornata.
La Sala degli Specchi è sempre affollata, e la grande maggioranza dei visitatori vi trascorre allegramente il suo tempo libero, dopo aver fatto magari un salto nella sala delle ragazze.

Proseguendo nel nostro giro all’interno della Tela, ci potremmo imbattere nella Sala delle Notizie.
Questa sala, senza dubbio, possiede degli aspetti al limite del sensazionale: qui, chiunque lo volesse potrebbe scoprire tutto quello che succede nel mondo in tempo reale.
Prima ancora che i giornali pubblichino i loro resoconti, prima che le televisioni vi compongano i loro servizi, nella Sala delle Notizie appaiono gli ultimi avvenimenti da ogni parte della terra.

L’ultima sezione che spicca sulle altre, all’interno della Tela, è l’Ala dei Retori.
Questa ala occupa una vasta porzione dell’intero edifico, ed al suo interno è suddivisa in innumerevoli stanze, alcune grandi, altre decisamente di dimensioni assai ridotte; in ognuna di queste stanze trova posto un Retore, ovvero una persona che ritiene di avere qualcosa di interessante da raccontare.
Alcuni parlano molto, altri si esprimono più raramente, e tutti vorrebbero avere un pubblico numeroso che ascolta i loro discorsi.
Di cosa parlano, i retori?

I più tanti trattano di loro stessi; anche quando non lo fanno direttamente, raccontando delle loro qualità e delle loro esperienze, prendono spunto dagli avvenimenti che accadono intorno a loro per poter esprimere in maniera articolata la loro opinione.
Altri vorrebbero sensibilizzare i visitatori su temi che ritengono importanti: c’è chi discute di cucina, chi di politica, chi denuncia complotti, chi sostiene che l’intero genere umano sia vittima di una generale ipnosi di massa.
C’è anche chi dalla sua stanza nella Tela denuncia la pericolosità della Tela stessa, ed il modo in cui le persone al suo interno perdano contatto con tutto quello che succede all’infuori.
Un piccolo paradosso, forse.

Alcuni retori (pochi, in realtà) sono costantemente seguiti da un numeroso pubblico, mentre la maggioranza di loro si esprime dinnanzi ad un limitato numero di persone, a volte affezionati ascoltatori, più spesso casuali passanti.
C’è anche qualche retore che parla da solo, convinto comunque che l’importante sia poter esprimere le proprie idee.

Questo e molto ancora si trova nella Tela, e cercare di dare una definizione esatta di questo maestoso edificio risulterebbe assai complicato.
Potrebbe trattarsi di un luogo in cui si possono imparare molte cose, così come un posto in cui venire a contatto con idee diverse che accrescano la propria apertura mentale nei confronti del mondo esterno.
Ma è anche molto facile perdersi all’interno del suo labirinto, oppure lasciarsi ammaliare dalla Sala degli Specchi e dai suoi simili, dove col tempo si prende l’abitudine a raffrontarsi solo coi riflessi degli altri, dimenticando i veri volti delle persone.
Così come si rischia spesso, ed è un pericolo assai concreto, di scambiare col tempo i riflessi che dentro la Tela si vedono con la realtà a cui rimandano.

 

Alcune istantanee del mondo della Tela:

La sezione ludica della Tela è molto frequentata dai giovanissimi.


Uno dei primi visitatori della Tela.

 


I dottori consigliano ai frequentatori assidui della Tela di non trascurare un’adeguata attività fisica che compensi lo stile di vita sedentario.

Gli assidui frequentatori della Tela spesso vanno incontro al rischio di deterioramento dei loro rapporti personali.


Scorcio della sezione delle ragazze disinibite.


La Sala delle Notizie dà copertura ad avvenimenti non sempre della massima rilevanza.


Un nostalgico frequentatore di una vecchia Sala degli Specchi.


Il direttore della più recente Sala degli Specchi.

 

Diversi retori credono molto nella loro presenza nella Tela.

I retori di maggior successo hanno un pubblico ampio e variegato.


Quadro posto all’ingresso dell’Ala dei Retori.

Secondo uno studio portato a termine da un pool di docenti provenienti dalle più autorevoli università del pianeta, la frequentazione della Tela può condurre ad un mutamento delle proprie abitudini personali.

 

7 luglio 2011

Riflessi

4 luglio 2011

Il nemico assente

 

Sleeping Warrior

 

C’è in questi giorni un certo fermento che attraversa il mondo dell’informazione nella rete, un fermento causato da una delibera che l’Agcom, l’autorità garante delle comunicazioni italiana, si appresta a breve a varare.
Si tratta di una serie di provvedimenti che l’Agcom sta per attuare nel nome della difesa del copyright, una delibera con la quale l’Autorità delle comunicazioni potrà oscurare i siti di informazione senza “processo”.
In pratica, la questione è la seguente: se in un sito o in un blog viene pubblicato del materiale protetto da copyright (ad esempio un filmato rai o mediaset), la “parte lesa” ne richiederà la rimozione al gestore del sito/ blog, e questi avrà due giorni di tempo per intervenire togliendo il materiale incriminato.
Se entro questi due giorni il gestore non risponde, la “parte lesa” potrà rivolgersi direttamente all’Agcom, e questa contatterà direttamente il responsabile del sito/blog.
Da questo momento il gestore avrà cinque giorni di tempo per dare risposta, e se questo non avviene l’Agcom potrà oscurare il sito.

Leggendo il provvedimento, c’ è chi ha parlato di “morte del web italiano” e chi grida alla censura, mentre una grande mobilitazione nel mondo della rete ha già prodotto oltre 130.000 mail di protesta spedite direttamente al garante.

Personalmente, ma questa è una reazione strettamente personale, anche se questa norma venisse varata in questi termini, non mi preoccuperei molto.
Al contrario, se, per un motivo o per l’altro, un giorno questo blog dovesse essere “censurato” oppure, meglio ancora, “oscurato”, la sensazione di orgoglio che ne proverei sarebbe infinitamente maggiore rispetto alla delusione per aver perso un luogo di espressione a cui sono comunque molto affezionato.

Perché la questione è proprio questa.
Le varie mobilitazioni, il gridare alla morte del web, l’indignazione contro la censura, pur essendo  reazioni del tutto comprensibili, ed in un certo modo anche giustificate, celano in realtà una necessità  ancora più grande, che purtroppo resterà insoddisfatta: il bisogno di un nemico.
La mobilitazione contro il decreto dell’Agcom in fondo è solo un piccolo evento, una preoccupazione temporanea che però è sintomo di una questione molto più grande.

Chi sulla rete pensa di fare “controinformazione”, chi dedica del tempo nel descrivere e denunciare questa o quella fonte di potere, vorrebbe, in cuor suo, avere nel suo piccolo un ruolo attivo nello “scardinamento” del sistema.
E’ un sentimento umano e comprensibile: nel rendersi conto delle grandi ingiustizie e delle storture del mondo reale, ognuno vorrebbe dare il proprio contributo per “combattere” l’apparato del potere.
Ecco quindi che l’idea che il proprio lavoro possa essere “censurato”, che i propri scritti “oscurati”, dà la sensazione di avere davvero un ruolo in questo gioco, di essere, anche nel proprio piccolo, “temuti”.

Si tratta, in qualche modo, della necessità di dare un volto al nemico: che sia il governo per mezzo di una sua agenzia, un ricco imprenditore che controlla i mezzi di informazione, oppure, salendo di livello, gli illuminati o i gesuiti in persona, è forte la necessità di avere un punto di riferimento quando si porta avanti una “lotta”, una entità concreta che ci consideri quali “avversari”, e che possa rivalersi su di noi.
Purtroppo, questo nemico non esiste, o per meglio dire, non gli si può assegnare un volto.
La vera tragedia del mondo occidentale di questi tempi, infatti, per tutti coloro che percepiscono una malattia di fondo dell’intero sistema, è l’impossibilità di definire un vero e proprio bersaglio contro cui scagliarsi.


E’ frustrante analizzare i meccanismi del potere, e poterli esporre, senza che nulla accada.
Senza che “il potere” reagisca in nessun modo, senza che nemmeno un minimo accenno di censura venga applicato.

Durante i totalitarismi del passato, era sufficiente mostrare un piccolo segno di insofferenza nei confronti del dittatore di turno che subito si veniva prelevati e tratti in arresto.
Si trattava di situazioni orribili, e noi siamo sicuramente fortunati nel non dover vivere in regimi del genere.
Ma, da un altro punto di vista, chi all’epoca era davvero un uomo, aveva la possibilità di mostrare fino in fondo la sua natura.
C’era qualcosa di concreto contro cui lottare, un senso da dare alla propria sete di giustizia.
Oggi, a noi, questa possibilità viene negata.

Nonostante percepiamo chiaramente l’essenza ipocrita e subdola del sistema di potere corrotto a cui sottostiamo, sappiamo anche che non abbiamo nessuna via veloce ed “eroica” di reagire.
Sfogandoci al massimo davanti ad uno schermo, vorremmo per qualche momento convincerci di stare facendo davvero qualcosa di “sovversivo”.
Ma così non è: a differenza dei totalitarismo del passato, quello in cui attualmente viviamo si è fatto molto più sottile, ed all’oppressione diretta ha sostituito un generale velo di indifferenza, coperto da un oceanico rumore di fondo generato dall’infinito flusso di informazioni spazzatura e da distrazioni che gli odierni sistemi di comunicazione sono in grado di creare.

Non è tempo di eroi, questo, non riusciremo mai a vedere negli occhi il drago da combattere.

 


Give me a sword, a maiden to protect, a sea of enemies and this song

30 giugno 2011

Sara Tommasi sfida Obama


Per chi se lo fosse perso, dopo Ruby anche la soubrette Sara Tommasi, una delle tante protagoniste delle notti di Arcore, si è armata di mutande e reggiseno per denunciare il signoraggio, primario e secondario.
E lancia anche una sfida al presidente Obama, addirittura, per conto del suo amico Gigi Marra, di cui promuove i libri.



Che dire?
Forse è davvero arrivato il tempo di raccogliere tutto e andarcene a farci una passeggiata.

28 giugno 2011

Scontri ad Atene, sole a Mikonos

Atene, 28 Giugno 2011.
Mentre un ennesimo sciopero generale è stato indetto in tutto il paese, il parlamento greco tenta, ancora una volta, di approvare il pacchetto di misure draconiane richiesto dal Fondo Monetario Internazionale e dall'Unione Europea, presupposto necessario per la concessione di un ulteriore pacchetto di aiuti che rimandino, per poco, l'ormai certa bancarotta delle casse elleniche.
Fuori dal parlamento la situazione rimane calda, con decine di migliaia di manifestanti che esprimono il loro disappunto ed un massiccio cordone di poliziotti che tentano contenere la folla.



LIVE STREAMING: Γενική Απεργία ενάντια στο… di News247

Nel frattempo, nella splendida Mikonos c'è il sole, soffia una leggera brezza e il mare è più accogliente che mai.


Watch live streaming video from mykonoslive at livestream.com

 

Se pensavate di farvi delle belle vacanze in Grecia, sappiate che questo periodo è tra i migliori.
Ricordatevi solo di stare lontani da Atene.
Per il resto, il mare e il sole si disinteressano delle questioni economiche.
Per ora.

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