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- Icona egizia del VI Secolo -






¿te quedarás, mi pesadilla
rondándome al oscurecer?


-o- Too late to die young -o-
23 Febbraio 2009

Signoraggio, il falso problema

coloro che lo comprenderanno saranno occupati nello sfruttarlo


All’incirca quattro–cinque anni fa, nel variegato mondo della controinformazione iniziava a farsi largo un tema ancora poco approfondito, all’epoca, ovvero l’annosa questione del signoraggio.
Tra chi da tempo si occupava della questione, spiccavano i nomi, tra gli altri, del professor Giacinto Auriti, di Marco Saba e di Sandro Pascucci, quest’ultimo particolarmente attivo nel mondo della rete.
Chi all’epoca si imbatteva nei loro scritti veniva a conoscenza di quella che era descritta come la più grande truffa che il potere esercitava sulla popolazione, una truffa per mezzo della quale la popolazione stessa era tenuta in perenne servitù. Il termine “signoraggio” etimologicamente si riferisce ad una antica pratica medievale, e indica il diritto del principe, del re o del signore di trattenere una certa quantità di oro al momento del conio di una moneta.
Chi possedeva dell’oro poteva portarlo alle fonderie del sovrano, dove il metallo veniva trasformato in moneta.
L’effige del sovrano stesso che possedeva il diritto di battere moneta avrebbe garantito l’autorevolezza necessaria affinchè divenisse denaro accettato per gli scambi.
Il sovrano quindi garantiva l’autenticità della moneta, ed in cambio tratteneva una percentuale del metallo.
Questo diritto del sovrano era propriamente il signoraggio.Nei nostri giorni, nonostante i pareri tra gli stessi economisti divergano,  tra coloro che denunciano tale pratica come truffaldina il signoraggio è generalmente definito quale differenza tra il valore nominale di una banconota e il suo costo di produzione.
Una banconota da 100 euro verrebbe ad esempio a costare circa tre centesimi per essere creata, e la differenza tra quei 100 euro (valore nominale) e i 3 centesimi (valore intrinseco) rappresenterebbe il signoraggio (tralasciando di considerare  i vari tassi di sconto, che al fine del discorso non rivestono al momento eccessiva importanza).
Questo costo verrebbe quindi pagato dallo stato, costretto a prendere in prestito le banconote così create dalle banche centrali, entità private.
Gli interessi su tale debito verrebbero poi accollati sulla popolazione mediante la tassazione, ed in questo modo gran parte del profitto del lavoro dei singoli andrebbe a finire nelle mani dei banchieri, che non hanno fatto altro che stampare dei pezzi di carta.
Questa è in sintesi la denuncia degli economisti che indicano nella pratica del signoraggio una operazione fraudolenta ai danni dello stato e di conseguenza del singolo cittadino.Ed effettivamente nell’atto di emissione della moneta dal nulla un procedimento truffaldino ha effettivamente luogo, anche se con dinamiche forse più complesse di quanto si possano qui descrivere.
Nell’ambito della denuncia del signoraggio, però, i veri problemi iniziano quando si suggeriscono delle soluzioni, a tale pratica.
E’ opinione alquanto diffusa infatti tra chi analizza tale questione che il problema si risolverebbe se invece dei banchieri privati ad emettere moneta fosse direttamente lo stato.
In questo modo, viene spiegato, la moneta sarebbe esente da debito, qualunque cosa questo significhi, e la società tornerebbe a prosperare.
C’è anche chi, preso da grande entusiasmo, è arrivato a proporre anche il reddito di cittadinanza, ovvero un introito garantito dallo stato per ogni cittadino, indipendente dalle sue attività.
Si può ben comprendere il motivo per cui una tale proposta abbia ricevuto numerosi consensi.
In questa visione nulla sarebbe più impossibile per lo stato: grandi opere, benessere diffuso, una infinita quantità di denaro da spendere.
Tutto diverrebbe possibile nel momento in cui il popolo riguadagnasse la sua perduta sovranità monetaria.

Ma tutto questo discorso si sviluppa su di una fallacia enorme.
Il problema infatti non risiede nel fatto che siano i banchieri a stampare la cartamoneta a loro piacimento.
Il problema consiste nel fatto che ci sia qualcuno che possa creare denaro a piacimento, denaro che non ha alcun corrispettivo reale, ed obbligare la popolazione a farne uso.
Che sia il banchiere cattivo, lo stato oppure la fatina del bosco a farlo, il problema rimane.
Nella visione dei signoraggisti lo stato funge da vittima del sistema bancario.
In realtà, le banche centrali e i governi agiscono in sintonia; il sistema infatti non reggerebbe se la legislazione degli stati non obbligasse i cittadini ad usare obbligatoriamente il denaro prodotto dalle banche centrali.
Si tratta del corso forzoso.

Il corso forzoso impone una certa moneta come unico mezzo legale di tutti i pagamenti, transazioni commerciali e finanziarie nell’ambito del territorio nazionale.
Il corso forzoso comporta l’illegalità del baratto e dei pagamenti effettuati in valute straniere, punibili con la reclusione. E’ pure reato il rifiuto della valuta ufficiale come mezzo di pagamento.

Ed è lo stato, ovviamente, a garantire e ad imporre ai cittadini l’uso di una certa moneta.
Individuare  nelle banche centrali il problema e proporre lo stato come soluzione è quindi un errore, e si svia l’attenzione dal vero cuore del problema.
In sintesi, la truffa  si dipana in tre momenti:

  • la creazione di denaro dal nulla, svincolata da qualsiasi bene reale, a totale discrezione dei dirigenti delle banche centrali
  • il corso forzoso, per mezzo del quale gli stati obbligano i cittadini a dover usare esclusivamente la moneta così creata, punendo con sanzioni e  la reclusione chiunque faccia uso di un sistema di scambio alternativo
  • la riserva frazionaria, che permette al sistema bancario nel suo insieme di moltiplicare infinite volte la quantità di denaro circolante.

Gli esiti di una tale politica sono la perenne inflazione, per mezzo della quale la popolazione viene gradualmente alleggerita della propria ricchezza ed un insieme di capitali fittizi che si moltiplicano su loro stessi fino al momento in cui il sistema si accartoccia sulle sue fragili fondamenta, generando crisi simili a quella che attualmente stiamo attraversando.

_________________

Per approfondire:
Bankestein revisited, dal baratto al baratro (storia della moneta)
Quando lo stato diventa falsario
Money banking and the federal reserve (video con sottotitoli in italiano)
Cos’è veramente l’inflazione?
7 Fallacie economiche (il blog di Paxtibi andrebbe segnalato nella sua interezza)
Surely You’re Joking, Mr. Pascucci!
Fiscalità monetaria
Freegaia (ormai un cult)

140 comments to Signoraggio, il falso problema

  • anonimo

    “La “comunità” non esiste.

    Sai dirmi dove posso trovarla?

    Intendo per parlarle a quattr’occhi.

    Non vi è una entità chiamata “comunità” con una mente, una volontà sola ed una capacità di agire.”

    Scocchezze. Mistificazioni. Se non esistesse una comunità intesa come riunione ed organizzazione di singole persone aventi singoli bisogni, saremmo ancora all’età della pietra.

    Il bello è che voi pretendete che si creda alle cospirazioni che per loro natura sono pochissimo visibili, e poi venite a fare questi discorsi. Dove sono le cospirazioni? Intendo dire per poter parlar loro a quattrocchi? Dove stà la banca centrale? Intendo dire per poterle parlare a quattrocchi?

    ” Noi siamo schiavi delle parole, prima di tutto, con le quali i nostri pensieri sono stati condizionati da sempre. ”

    Noi siamo schiavi delle banche.

    “Di conseguenza, è impossibile che una entità astratta possa compiere una azione.

    Tantomeno “emettere denaro”.”

    Fai solo ridere.

    “Dando quindi allo stato la possibilità di creare denaro dal nulla si affida ai peggiori elementi del genere umano il compito di legare per bene le catene attorno alle caviglie dei singoli.”

    Ma com’è che non ho mai visto usare da voi gli stessi paroloni pieni di sdegno verso chi realmente detiene il potere di emissione?

    “Come risolvere allora il problema?

    Semplicemente, trattando il denaro come una merce.”

    Lo stesso ragionamento usato dalla banca centrale.

  • anonimo

    Sei tu che continui a far finta di non capire: il valore alle cose ed anche ai mezzi con cui scambiare tali cose lo diamo noi.

    Infatti, peccato che ti stai per contraddire subito.

    La carta non vale niente sino a quando noi non decidiamo che valga qualcosa, attraversio una convenzione che si palesa con una legge (corso forzoso).

    E’ evidente che la logica ha perso ogni ragione di esistere. Se il valore è imposto per legge, vuol dire che io non posso decidere quanto vale quella carta. Santa polenta, non hai idea del significato delle parole che usi e pretendi di venire a spiegare agli altri come funziona il mondo.

    Lo stesso discorso, checchè se ne dica, vale anche per l’oro.

    Ti risulta forse che l’oro abbia un valore imposto per legge?

    Ci si deve decidere: O l’assegno non vale perchè è un pezzo di carta, o non vale perchè non è coperto.

    Mio Dio, ma non sai nemmeno cos’è un assegno… l’assegno vale in quanto documento attestante la presenza di un valore reale. Nel momento in cui quel valore reale non esiste, l’assegno è un pezzo di carta senza valore ed è una truffa. Le banconote originariamente erano esattamente questo: un attestato della presenza di un bene reale, grazie al quale si entrava in possesso di quel bene. Da quando non è più così, la banconota è come un assegno scoperto.

    quando esce dalla banca centrale la cartamoneta non è coperta da niente. E’ in un secondo momento che, grazie alla nostra accettazione e alla fatica per produrre i beni che attraverso la sua circolazione si scambiano, avviene la sua copertura. Poichè, però, tale carta, inizialmente senza copertura, viene prestata al valore stampato su di essa e con gli interessi dalla banca centrale alla collettività, nel momento in cui essa ritorna alla banca possiede la copertura, o se preferisci il valore, che le mancava, valore che non è riferito, quindi, al materiale con cui è stata fabbricata.

    No: la moneta non acquisisce alcun valore. Semplicemente tutti accettano, per ignoranza e per *obbligo di legge*, di usare un assegno scoperto per pagare beni reali. L’ultimo a riceve l’assegno in mano si trova senza niente. E’ solo una truffa, una truffa, una truffa. Niente acquisisce valore dal niente.

    E, siccome, periodicamente la collettività deve restituire alla banca centrale, attraverso tasse e balzelli vari, la cartamoneta prestata con gli interessi, succede che viene a mancare nuovamente nella collettività la cartamoneta necessaria allo scambio di beni e servizi, per cui occorre che la collettività (usiamo la parola “collettività” visto che la parola “stato” è equivoca) ha bisogno di chiedere nuovamente alla banca la cartamoneta che le occorre.

    Ma cosa stai dicendo?!? Le tasse e i balzelli non vanno alla banca centrale. Ma quando mai?!?

    E’ chiaro che se la collettività si stampasse la cartamoneta che le occorre per far girare l’economia ed i servizi, non sarebbe più costretta ad indebitarsi con nessuno.

    E’ chiaro che se la collettività emettesse assegni a vuoto non le occorrerebbe stampare moneta.

    La banca centrale stampa soldi a costo irrisorio e li presta alla collettività al valore nominale scambiandoli con titoli di stato (collettività). Questo ormai lo sanno tutti e risulta dai bilanci della b.c. ed anche dagli atti del parlamento italiano.

    La banca centrale non compra titoli di Stato. E’ vietato dal trattato di Maastricht. E’ una cosa messa in giro dai signoraggisti e semplicemente non è vera. Il debito pubblico c’è perché i governi, le regioni, i comuni spendono più di quanto hanno e quindi chiedono soldi in prestito. Non c’è nessun signoraggio. Semplicemente un debito contratto con i soldi dei cittadini.

    Comunque noto con piacere che non ci dici per quale motivo io non posso stamparmi la mia moneta? C’è un motivo particolare?

    Giorgio

  • Santaruina

    Il bello è che voi pretendete che si creda alle cospirazioni che per loro natura sono pochissimo visibili, e poi venite a fare questi discorsi. Dove sono le cospirazioni? Intendo dire per poter parlar loro a quattrocchi? Dove stà la banca centrale? Intendo dire per poterle parlare a quattrocchi?

    Se proprio vogliamo essere pignoli, una banca centrale ha nome e indirizzo su cui rintracciarla.

    Ha un presidente, degli organi amministrativi e così via.

    dove sta la differenza con la “comunità”?

    Semplice, la banca centrale è una organizzazione nata in seguito ad un accordo tra persone, che si danno degli scopi, di tipo delinquente ma sempre degli scopi, e si organizzano.

    La comunità invece è un qualcosa di astratto

    Per quanto riguarda le cospirazioni, il tuo paragone è oltremodo fuori luogo.

    A meno che io avessi affermato che le cospirazioni emettono moneta.



    Ma com’è che non ho mai visto usare da voi gli stessi paroloni pieni di sdegno verso chi realmente detiene il potere di emissione?

    Perchè siamo pagati dalle banche, che domande.

    Comunque, a parte il fatto che il plurale maiestatis lo puoi anche evitare, se non hai buone capacità di lettura non è certo colpa mia.

    Anche perchè qui si tenta di andare un po’ oltre al mantra “banchiere cattivo banchiere ladro”.

    Che è tutto vero, ma magari è anche il caso di non fossilizzarsi su questo tutta la vita.

    Per il resto, ti consiglio una maggiore educazione.

    A presto

  • anonimo

    Ma com’è che non ho mai visto usare da voi gli stessi paroloni pieni di sdegno verso chi realmente detiene il potere di emissione?

    Ma quando uno dice “abolire il corso legale e la riserva frazionaria” tu cosa capisci?

    Giorgio

  • anonimo

    “Se il valore è imposto per legge, vuol dire che io non posso decidere quanto vale quella carta. Santa polenta, non hai idea del significato delle parole che usi e pretendi di venire a spiegare agli altri come funziona il mondo.”

    Se io posso decidere quanta vale quella carta , devo anche poter decidere quante manganellate ti devo dare per convincerti della mia “valutazione”

    “Ti risulta forse che l’oro abbia un valore imposto per legge?”

    Perchè, secondo te l’oro ha un valore intrinseco? E, perchè? Fa bene alla salute?

    “Mio Dio, ma non sai nemmeno cos’è un assegno… l’assegno vale in quanto documento attestante la presenza di un valore reale. Nel momento in cui quel valore reale non esiste, l’assegno è un pezzo di carta senza valore ed è una truffa. Le banconote originariamente erano esattamente questo: un attestato della presenza di un bene reale, grazie al quale si entrava in possesso di quel bene. Da quando non è più così, la banconota è come un assegno scoperto.”

    Quindi se l’assegno attesta la presenza di banconate depositate nel proprio conto, che sono come un assegno scoperto, allora l’assegno va bene…

    “Niente acquisisce valore dal niente.”

    Tranne l’oro, ovviamente…

    “Ma cosa stai dicendo?!? Le tasse e i balzelli non vanno alla banca centrale. Ma quando mai?!? ”

    Quando si dice…strapparsi le vesti !

    “La banca centrale non compra titoli di Stato. E’ vietato dal trattato di Maastricht. E’ una cosa messa in giro dai signoraggisti e semplicemente non è vera…”

    Si, come no! Adesso non li compra direttamente, come avveniva prima del trattato di M., ma sempre là è…

    “Comunque noto con piacere che non ci dici per quale motivo io non posso stamparmi la mia moneta? C’è un motivo particolare?”

    La tua moneta te la puoi stampare tranquillamente. Devi solo convincere gli altri che possa valere qualcosa e per queso ci vuole una legge.

  • anonimo

    “Se proprio vogliamo essere pignoli, una banca centrale ha nome e indirizzo su cui rintracciarla.

    Ha un presidente, degli organi amministrativi e così via… ”

    Più o meno è lo stesso per la “comunità” organizzata.

    “Per quanto riguarda le cospirazioni, il tuo paragone è oltremodo fuori luogo.

    A meno che io avessi affermato che le cospirazioni emettono moneta.”

    Proprio quà sta il problema: se non si definisce da dove salta fuori il potere della cospirazione si parla di cose che non si potranno mai vedere … a quattr’occhi.

  • anonimo

    Se io posso decidere quanta vale quella carta , devo anche poter decidere quante manganellate ti devo dare per convincerti della mia “valutazione”

    Questo è parlare chiaro! Finalmente ci troviamo d’accordo: la cartamoneta è solo il frutto di una coercizione violenta. Benissimo, almeno questo punto l’abbiamo risolto.

    Perchè, secondo te l’oro ha un valore intrinseco? E, perchè? Fa bene alla salute?

    Ti risulta che una macchina abbia un valore intrinseco? Se sì, perché? Fa bene alla salute?

    Quindi se l’assegno attesta la presenza di banconate depositate nel proprio conto, che sono come un assegno scoperto, allora l’assegno va bene…

    Giovine, ascolta: http://www.garzantilinguistica.it , cerca alla voce “esempio”. Che ti devo dire

    Tranne l’oro, ovviamente…

    L’oro acquisisce valore dal fatto che bisogna lavorare per estrarlo e che non si sviluppa tra le chiappe degli uomini come i tarzanelli. Se l’oro lo creassi dal niente, non avrebbe alcun valore.

    Si, come no! Adesso non li compra direttamente, come avveniva prima del trattato di M., ma sempre là è…

    Sì, dietro l’angolo col randello in mano.

    La tua moneta te la puoi stampare tranquillamente.

    Oddio muoio! ROTFL

    Devi solo convincere gli altri che possa valere qualcosa e per queso ci vuole una legge.

    Di’ la verità: sei Linucs e mi stai coglionando.

    Giorgio

  • anonimo

    “Questo è parlare chiaro! Finalmente ci troviamo d’accordo: la cartamoneta è solo il frutto di una coercizione violenta. Benissimo, almeno questo punto l’abbiamo risolto.”

    No, la coercizione è quella che vuoi esercitare tu con le tue fregne.

    “Ti risulta che una macchina abbia un valore intrinseco? Se sì, perché? Fa bene alla salute?”

    Si, perchè mi fa risparmiare i calli ai piedi.

    “L’oro acquisisce valore dal fatto che bisogna lavorare per estrarlo e che non si sviluppa tra le chiappe degli uomini come i tarzanelli. Se l’oro lo creassi dal niente, non avrebbe alcun valore.”

    Ma non aveva valore intrinseco? Perchè senò anche le banconote hanno valore: bisogna lavorare per stamparle, mica si stampano da sole…e nemmeno escone dalle parti meno nobili delle persone.

    “Di’ la verità: sei Linucs e mi stai coglionando. ”

    Di’ la verità: sei Linucs e non mi stai coglionando.

  • Santaruina

    Ormai stai usando la tattica dello sfinimento…

    (a proposito, se volessi intervenire nuovamente, sarebbe buona cosa lasciare anche una firma, un nick qualunque, per limitare la confusione)

    Personalmente credo che quello che si poteva dire è stato detto, ripetere nuovamente concetti più volte espressi risulta inutile.

    Se dovesse emergere qualche questione su di un tema non trattato ovviamente se ne potrà discutere.

    A presto

  • anonimo

    Non per amore dell’ultima parola, ma mi piacerebbe avere risposta su questa affermazione:

    “La creazione di denaro non aumenta la ricchezza, mentre la diminuzione della massa monetaria circolante genera, almeno a breve periodo, povertà”

    Alberto Medici

  • Santaruina

    Alberto:

    “La creazione di denaro non aumenta la ricchezza, mentre la diminuzione della massa monetaria circolante genera, almeno a breve periodo, povertà”

    Sulla prima parte penso che non vi siano dubbi.

    Per quanto riguarda la “diminuzione della massa monetaria”, penso che dobbiamo specificare bene in che scenario ci muoviamo.

    In un sistema di corso forzoso, come il nostro attuale, in cui siamo obbligati per legge dallo stato a servirci della cartamoneta prodotta dalla banca centrale, se questa cartamoneta venisse a mancare, probabilmente sorgerebbero dei problemi.

    Potremo comunque servirci di assegni, sempre che abbiamo dei conti con del capitale da qualche parte.

    Se non abbiamo il capitale, la “povertà” deriva dall’assenza di capitale, non dall’assenza di banconote.

    In un sistema invece libero, in cui ognuno potesse usare del mezzo di scambio che più gli aggrada, per effettuare i pagamenti, si potrebbe ovviare attraverso l’uso di un mezzo che sia accettato da entrambe le parti che fanno lo scambio.

    A presto

  • umargamal

    Ho inteso che potrei stamparmi banconote in proprio se convincessi qualcuno che esse valgano qualcosa ma, allo stesso tempo, che per far ciò occorrebbe una legge.

    Perchè ci vuole per forza una legge?

    Oppure, meglio ancora, perchè assieme alle banconote non mi posso stampare anche la legge necessaria a stabilire il loro valore?

  • Santaruina

    Umar

    ti mancherebbe solo una pistola per far accettare le tue leggi, e saresti uno stato moderno perfetto :-)

    Blessed be

  • anonimo

    Indipendentemente da quello che uno possa pensare a livello teorico sullo Stato, è indubbia una verità secondo me incontrovertibile, checchè ne dicano quei signori che imperversano sulla rete facendo

    più o meno finta di essere grandi geni della controinformazione, che hanno la discreta qualità di combattere il sistema

    utilizzando le stesse forme mentali che il sistema usa per limitare le nostre libertà.

    Lo Stato è una creatura nata dalla collusione del potere finanziario con quello politico. Lo dice la logica della storia.

    Le truffe infatti sono due: uno finanziario (stampa moneta) e l’altro politico (democrazia rappresentativa).

    Dire quindi che i politici sono delle vittime è una cosa talmente ridicola che basta questo per qualificare

    chi la dice. Così come è altrettanto facile cavalcare ed ergersi a paladini del controsistema

    criticando ( cosa difficilissima e geniale) solo la classe politica oppure solo quella bancaria,

    oppure solo la mafia, un’altra entità astratta che non si sa bene cosa sia.

    Pyter

  • umargamal

    Mi riallaccio all’ultimo intervento per dire che secondo me la mafia è la conferma della necessaria commistione fra potere finanziario/economico

    e potere legislativo/militare.

    Solo che, anzichè operare su un macro sistema a larga scala

    (come può essere lo Stato e i vari ministeri o le grandi imprese),

    la mafia ordinaria descritta dai media opera su un micro sistema a scala territoriale ridotta

    (come può essere il Comune e i suoi assessorati o le piccole imprese).

    Quando la mafia esce dalla sua orbita naturale e intende acquisire maggior potere territoriale delega qualche suo dirigente, o dipendente di spicco,

    a candidarsi in qualche partito:

    se quest’ultimo non esistesse allora potrebbe anche fondarlo di sana pianta, previa un’alleanza fra tanti capi-bastone.

    In questo caso non si chiamerà più cosca mafiosa ma partito politico.

    Senza voler accusare nessuno nello specifico a me pare emblematica, fra le tante, questa vicenda:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Movimento_per_l%27Autonomia

    Alla mafia manca un apparato burocratico-legislativo indipendente,

    per ovviare a questo problema si serve degli enti locali che sono facilmente a portata di mano, risparmiando inoltre l’affitto dei locali e il costo degli impiegati che restano a carico del cittadino.

    La mafia ha invece un suo piccolo esercito molto più attivo e meglio armato che non quello dei vigili urbani e in certi casi addirittura dei carabinieri.

    Nelle regioni italiane in cui la mafia non è forte la qualità della vita del cittadino è peggiore:

    si lavora molto di più,

    ci sono molti più divorzi, suicidi, tumori, gli affitti costano molto e le spiagge sono quasi deserte sino a luglio, complice anche il clima e il carovita.

    Senza parlare del pane di grano duro che costa molto meno ed è incomparabilmente migliore di qualità.

    Il denaro che la mafia gestisce è come se fosse in Lussemburgo o alle Cayman: del tutto esente da fastidiose e stupide tasse.

    Tasse che è meglio paghino soltanto i sudditi/sovrani poichè da tale denaro non è garantito alcun ritorno certo (spesso si perde in tantissimi rivoli, un po’ come quello delle ong o delle onlus che distribuiscono il 20% di ciò che ricavano ai veri destinatari mentre l’80% per loro va per i loro costi di gestione interni).

    E’ un discorso sconclusionato il mio perchè non è possibile trovare argomenti per concluderlo, vorrei si potesse ma non è così.

  • Asno

    “Nelle regioni italiane in cui la mafia non è forte la qualità della vita del cittadino è

    peggiore”. È esattamente così.

  • Santaruina

    Sarebbe anche interessante esplorare la “controstoria” della mafia, dalle sue origini ai patti con lo stato, fino alla sua fusione con esso.

  • anonimo

    “La banca centrale non compra titoli di Stato. E’ vietato dal trattato di Maastricht. E’ una cosa messa in giro dai signoraggisti e semplicemente non è vera. Il debito pubblico c’è perché i governi, le regioni, i comuni spendono più di quanto hanno e quindi chiedono soldi in prestito. Non c’è nessun signoraggio. Semplicemente un debito contratto con i soldi dei cittadini. ”

    Qualcuno cortesemente ha tempo di spiegarmi questa affermazione?

    grazie,

    Pol

  • anonimo

    Buona sera, a tutti, (prima volta che scrivo),

    rispondo a POL, post precedente:

    BCE fa :

    * Operazioni di mercato aperto

    * Operazioni per la gestione giornaliera della liquidità

    * Modifiche del coefficiente di riserva obbligatorio delle banche

    Che significa che se il ministero del tesoro vuole smerciare la sua carta di debito (titoli di stato) deve usare per forza la BCE che fará da intermediario (e attraverso il tasso ufficiale di sconto, deciderá anche il saggio di interesse che pagherá lo stato).

    Intermediario tra chi ?

    Tra lo stato e parte del sistema bancario, che sará quindi quest´ultimo a esercitare il signoraggio … come visto che non stampano moneta fisica le banche non centrali … attraverso la capacitá di creare denaro grazie alla riserva frazionaria. Se una parte di tale denaro elettronico depositato in un C/C a favore del tesoro dev´essere trasformato in carta moneta basta solo informare la BCE che provvede a stampare e consegnare alla banca di turno il fabbisogno cartaceo.

    Una curiositá: la FED usa come Primary Dealers queste societá:

    * BNP Paribas Securities Corp.

    * Bank of America Securities LLC

    * Barclays Capital Inc.

    * Cantor Fitzgerald & Co.

    * Citigroup Global Markets Inc.

    * Credit Suisse Securities (USA) LLC

    * Daiwa Securities America Inc.

    * Deutsche Bank Securities Inc.

    * Dresdner Kleinwort Securities LLC.

    * Goldman, Sachs & Co.

    * Greenwich Capital Markets Inc.

    * HSBC Securities (USA) Inc.

    * J. P. Morgan Securities Inc.

    * Mizuho Securities USA Inc.

    * Morgan Stanley & Co. Incorporated

    * UBS Securities LLC.

    La BCE, interestingly, the ECB uses a different system and deals with over 500 counterparties located throughout Europe. It is possible that the strong linkage between the Primary Dealers and the Fed and the extreme financial difficulties that many of these key institutions experienced this past year and a half explain the special efforts made by both the Fed and Treasury to ensure the dealers’ continued existence, irrespective of the costs.

    Con l´operazione giornaliera della liquiditá, compra e vende titoli di stato, e qui ci scontriamo con la frase del tuo post.

    E con la regolazione del coefficiente obbligatorio ossia riserva frazionaria, permette di fare alle banche commerciali signoraggio a volontá.

    Per confermare ció che dico senza darti link strani, basta che cerchi in wikipedia it e en BCE e FED,

    http://it.wikipedia.org/wiki/Operazioni_di_mercato_aperto

    http://it.wikipedia.org/wiki/Banca_centrale_europea

    http://en.wikipedia.org/wiki/Federal_Reserve_System

    http://it.wikipedia.org/wiki/Federal_Reserve

    http://en.wikipedia.org/wiki/European_Central_Bank

    Un salutone a tutti

    xmas

    PS Santaruina bel blog, ottimi argomenti, complimenti

  • Santaruina

    Ciao Pol

    mi pare che la risposta di xmas (che saluto e ringrazio) sia esaustiva, e fornisce inoltre riferimenti necessari per approfondire la questione.

    A presto

  • federiconwo

    Alcuni dicono che il signoraggio non esiste altrimenti le banche non fallirebbero come Lehman Brother.

    Le banche infatti non falliscono, chiudono dopo avere compiuto la loro missione, svuotare le tasche di tutti, distruggere l’economia e dare alti emolumenti ai loro dirigenti “falliti” per così dire

  • anonimo

    Ringrazio xmas della spiegazione, mi sto informando da quei link e da altre analisi.

    la citazione che avevo riportato appartiene a Giorgio, scritta un po’ di commenti più in alto, e, passando un po’ inosservata, si scontrava con quanto letto e compreso ultimamente sul signoraggio.

    a presto e complimenti a Santaruina per il blog.

    Pol

  • federiconwo

    Ultimanente stò cercando di parlare in giro ad amici del problema del signoraggio.

    Un mio amico attivista impegnato mi ha risposto così a proposito del :

    “resta stabilito che per me è difficile farmi una opinione

    non avendo le nozioni fondamentali per poterla confrontare

    con altre.Per di più subiamo sempre il fascino di teorie complottiste, di cui

    internet è piena. La realtà è per fortuna più varia, divertente,

    e stupefacente di quanto la scarsa fantasia degli economisti e degli

    internauti possa mai descrivere.”

    Io gli ho risposto così:

    “Il termine “complottista” è un idioma inventato da chi controlla i mezzi di comunicazione per screditare soprattutto chi ricerca la verità e trova paperon de paperoni con le mani nella nutella.

    L’11 settembre lo dimostra.

    Non si tratta di teorie ma di ricerche, di studi, di analisi, e uno che non sa nulla o legge due articoletti su internet non può sapere cosa sia “complottista” come dici tu e cosa non lo sia.

    Io se faccio delle ricerche e scopro che ci hanno raccontato delle palle su una cosa me ne batto altamente le balle se gli altri mi dicono che sono “complottista”. Dire che uno è complottista è arrogarsi il diritto di sapere la verità. Se tu sei ignorante di una materia non puoi affermare che gli altri sono complottisti solo perchè portano una visione che ti può sembrare bizzarra. La democrazia partecipativa si dovrebbe basare sulla ricerca e l’analisi e non sull’etichettatura da parte di una casta illuminata verso chi non la pensa come lei

    Infatti Elio Lannutti Presidente di Adusbef Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari Finanziari Assicurativi Postali, senatore dell’idv, autore che ha scritto La repubblica delle banche è uno dei peggiori “complottisti” in circolazione, e io direi anche un pò terrorista mussulmano; poi se ci vuoi mettere anche gay fai tu!”

  • Santaruina

    Ciao Pol ti ringrazio.

    A presto.

    ____________

    Federico, ormai sappiamo che “complottista” è un termine con poco senso, che viene usato assai a sproposito.

    Scherzando potremmo anche dire che in fin dei conti siamo sempre in Italia, dove cose come la P2 dimostrano che per quanto si “pensi male”, non lo si fa mai abbastanza :-)

    In realtà nel cercare di comprendere l’origine degli eventi il complottismo c’entra poco.

    Si tratta solo di confrontare dei dati, e farsi una idea sugli avvenimenti.

    Blessed be

  • federiconwo

    Il termine “complottismo” si tratta di lavaggio del cervello e induzione all’ignoranza dei più. In tal senso questo termine ha molto successo nelle classi che si dichiarano consapevoli di fronte al popolo bue.La cosa paradossale è questa! E’ che loro sono il popolo bue! Perchè vogliono educare il popolo con i loro dogmi e certezze mentre gli altri che la pensano diversamente dal loro perbenismo benpensante sono tutti complottisti!

    Federico

  • Santaruina

    E’ lo stesso concetto di “popolo bue” che spesso denota una certa debolezza argomentativa in chi ne fa uso.

  • anonimo

    “Che sia il banchiere cattivo, lo stato oppure la fatina del bosco a farlo, il problema rimane.”

    Direi invece che cambia parecchio: mentre sul sistema privato messo su dai banchieri non abbiamo alcun tipo di controllo, e per le organizzazioni sovranazionali (BM, FMI, BRI) godono pure di inusitati livelli di immunità pure dalle indagini poliziesche. L’affidare allo stato (come in Cina, Iran, Cuba, etc.) la gestione monetaria perlomeno permette un controllo politico di dove e come investire l’enorme rendita monetaria (100mila euro a testa per il solo 2007). L’ideale tuttavia sarebbe un vero libero mercato di emissione, cosicché chi ne abusa verrebbe punito dagli utenti. Le corse agli sportelli servivano proprio a questo, ad evidenziare le banche fallite. Ora le premiamo, immolando sul loro altare i prelievi fiscali delle future generazioni, da far invidia ad Al Capone. Disintegrato il presente, ci assicuriamo perpetua rovina in attesa di essere liberati, da chi?

  • Santaruina

    Non vedo proprio in che modo si possa attuare una “forma di controllo” nei confronti degli organi dello stato.

    Per definizione essi hanno il monopolio legislativo e della violenza.

    Al risposta “con il voto” non è considerata valida.

    Gli esmpi riportati, poi, non mi sembrano molto felici, dal momento che si riferiscono a stati in cui la libertà del singolo è gravemente compromessa.

    Società fatte di persone in schiavitù.

    Non sono esempi azzeccati.

    A presto

  • Splyt

    Sono abbastanza d’accordo ma puntualizzo che i banchieri centrali non sono privati, sono istituzioni pubbliche. Pertanto il signoraggismo la considero spazzatura, primo perchè il reddito da signoraggio è in realtà un ammontare ridotto dal punto di vista macroeconomico (ben più ingente invece è il costo dell’inflazione), secondo perchè è un reddito che intasca in maggioranza lo stato.

    Insomma è un falsa questione che serve solo a far credere che l’economia monetaria sia una buffonata.

  • Santaruina

    più o meno dovrebbe essere così.

  • alltimelooser

    “Sono abbastanza d’accordo ma puntualizzo che i banchieri centrali non sono privati, sono istituzioni pubbliche.”

    “più o meno dovrebbe essere così.”

    ……..??????

  • anonimo

    non avevo letto questo articolo prima di scrivere il mio: il falso problema del signoraggio, su usemlab. però vedo che siamo in linea. :)

    ciao

    Francesco

  • anonimo

    Non capisco alcuni concetti….

    1) Se passare la stampate dalle banche centrali allo stato vuol dire solo trasferire il potere… chi dovrebbe stampare queste maledette banconote?

    2) “iniezioni di liquidita”=inflazione. Ma se noi immettessimo nel mercato tanto denaro pari a tanti beni o servizi… dovrebbero controbilanciarsi a vicenda e mantenere stabile il “valore” del denaro e dei beni…giusto?

    3) Riserva aurea al 100% vuol dire

    riversare nell’ambiente tonnellate e tonnellate di rifiuti…per estrarre oro che poi sara’ rinchiuso in una cassaforte, ha ancora senso nel 2009 questo discorso?

    4)Cosa vuol dire che i banchiieri centrali sono istituzioni pubbliche?

    …Voglio dire chi si intasca gli interessi passivi del debito pubblico?

    5)se siamo sottoposti ad una pressione fiscale dell’ 80%…. per chi stimo lavorando? Dovrebbero passarci pure la donna delle pulizie con le tasse che paghiamo, invece tocca farci carico anche del parcheggio sotto casa….

    6) Quali soluzioni ci sono?

    Chi mi illumina?

    Grazie

    Cristina

  • Santaruina

    Ciao Francesco

    ottime considerazioni quelle del tuo articolo.

    A presto

    __________________

    Cristina

    rispondere alle tue domande significherebbe dover scrivere un piccolo libricino :-)

    Comunque, la questione essenziale, secondo me, è quella che poni al punto uno.

    La risposta, sempre secondo il mio parere, è che è sbagliato il concetto di partenza, ovvero “la stampa delle banconote”

    Non vi è alcuna necessità che vi sia un ente, pubblico o privato che sia, che abbia il monopolio della “emissione”.

    Gli esseri umani dall’alba dei tempi hanno sempre trovato un modo per scambiarsi i beni, attività necessaria per la loro sopravvivenza.

    L’agire migliore sarebbe lasciar decidere a ciascun essere umano e a ciascun gruppo di persone il modo che preferisce per fare avvenire questi scambi.

    Col tempo si consoliderebbe il sistema che risulta più pratico e conveniente, che si tratti di sale oro o argento.

    L’importante è che non vi siano enti in grado di imporre la loro decisione ed il loro sistema sugli altri.

    A presto

  • anonimo

    Mi perdoni, leggendo le sue chiare ed esaurienti spiegazioni emerge che una truffa permane, allora la questione, ritengo, si risolve molto semplicemente facendo battere moneta allo stato con obbligo di parità aurea, per quale ragione un privato deve garantirsi percentuali di guadagni astronomiche, alle spalle dei cittadini, quando il costo dell'operazione potrebbe essere annullato utilizzando un procedimento di valore innegabile? Per creare un'economia alterata e malata sin dalle fondamenta? Per alimentare l'interesse di classi privilegiate sui molti?
    Ci potrebbe spiegare quali sono i limiti della parità aurea? Mi sembra che oltre tutto con questo procedimento si tornerebbe ad un economia sana dove si spende ciò che si possiede e non ciò che forse si possiederà.
    Dov'è la stabilità che dovrebbe essere implicita nei processi economici? L'unica stabilità nel signoraggio l'hanno i privati che battono moneta.
    Ci sarebbe una seconda soluzione, rendere la Banca centrale una public compani, in cui tutti i cittadini dello stato abbiano pari diritti e pari azioni (tutti con la stessa quota di proprietà). Ed ecco risolto virtuosamente un problema vergognoso che anche lei denuncia in modo preciso, quello del signoraggio. Mi sembra una soluzione molto semplice ed efficace, come quasi tutte le soluzioni a problemi dei paesi moderni, basta eliminare gli interessi di gruppi ristretti.

  • Santaruina

    la questione, ritengo, si risolve molto semplicemente facendo battere moneta allo stato con obbligo di parità aurea,

    Il punto debole di questa proposta è che presuppone uno stato "viruoso" "sano" oppure "espressione dei cittadini".
    In verità lo stato non è nulla di tutto ciò, ma è semplicemente una struttura di potere gestita dai peggiori elementi del genere umano, coalizzatesi per tenere a bada la maggioranza.
    Dare quindi la possibilità allo "stato" di gestire la "creazione" di moneta significa affidare tale attività ai peggiori delinquenti.

    La contrapposizione non è tra stato e privati, come suggeriscono i signoraggisti.
    Anche oggi, le banche centrali non avrebbero alcun potere derivante dalla loro capacita di emettere moneta se non ci fosse lo stato che obbliga i cittadini ad usare sempre e solo quel denaro per le transizioni (il corso forzoso).

    La soluzione è quindi l'abolizione del corso forzoso, come primo passo, e il permettere che ogni gruppo di persone usi come metodo di scambio il sistema che più trova funzionale.
    Col tempo, senza imposizioni esterne, emergerà e si affermerà il sistema più comodo.

    A presto

  • Giuliana

    Salve, si efettivamente nel mio progetto di finanza per il mio corso di studi (non la tesina), ho voluto trattare proprio questo quesito, partendo da diverse fonti, ma utilizzando come base della mia analisi, un’intervista al dottor Marco Saba. Efettivamente, studiando questo problema con alcune conoscenze di finanza e macroeconomia, si puo’ concludere che il vero problema sia infatti l’incontrollabilita’ della produzione del denaro dal nulla. Infatti, per risolvere la situazione dovrebbe essere riproposta la corrispondenza fra i beni reali e il denaro. Nei libri di finanza (almeno nei miei) quando infatti si analizza una delle funzioni del denaro come conservante del valore, viene fatta un’analisi tale a spiegare che efettivamente il denaro oggi non rispecchia piu’ del tutto questa funzione e cio’ crea inflazione. Non viene certamente toccato il tema del signoraggio… comunque le soluzioni potrebbero essere due:
    1- Far corrispondere il valore del denaro al valore dei beni efettivamente presenti
    2- e successivamente cominciare il processo di rendere pubbliche le banche centrali, comunque dando loro un’autonomia tale da non essere influenzate dagli interessi dei singoli politici.
     
    Prima di aver letto il tuo post infatti, avevo dato la stessa soluzione nel mio “saggio”… la proff dovrebbe dirmi come lo ha trovato a gennaio,, speriamo bene XD

    • Hiei

      “e successivamente cominciare il processo di rendere pubbliche le banche centrali, comunque dando loro un’autonomia tale da non essere influenzate dagli interessi dei singoli politici.”
       
      Quindi metterle in mano alla politica ma tenendole alla dovuta distanza dai politici.
      Considerato che la politica è fatta dai politici, buona fortuna.

  • Un tema davvero spinoso, in effetti, ma stimolante da trattare in un corso di studi universitario :-)

    La questione comunque delle banche centrali da affidare alla gestione del pubblico, come si diceva nell’articolo, non risolverebbe il problema, in effetti.
    Come ricordava Hiei, la politica è in mano ai politici, e su chi essi siano c’è poco da commentare :-)

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