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-o- Too late to die young -o-
21 marzo 2012

Too late to



 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 

55 comments to Too late to

  • Non si può certo dire che sia una sequenza molto ottimistica…
    Mi piace però molto la numero 18, quel bicchiere attraverso il quale la realtà sullo sfondo appare modificata…

    Si può interpretare in diversi modi, mi piace pensare che la realtà non sia così brutta come la vediamo, mi piace pensare che prima o poi ci accorgeremo del bicchiere davanti ai nostri occhi, lo toglieremo per vedere una realtà molto diversa: migliore!

    Un caro saluto a tutti :-)

  • Ciao Amos

    sì, in effetti la sensazione che trasmettono queste foto non sembrerebbe molto ottimista.
    Ma c’è comunque alla fine il leone bianco che rimane imperturbabile, mentre osserva in lontananza ciò che davvero ha un valore.

    Mi piace la tua interpretazione del bicchiere e dell’allegoria della realtà distorta..

    A presto :-)

  • always been too late… sembra il sorriso di Monna Lisa.
    “vedi cara, è difficile spiegare, è difficile capire, se non hai capito già” F. Guccini
    …e il bicchiere rivela l’ottimismo.

  • eh sì, il sorriso è sempre quello :-)

  • Ciao Santa, la #22 cosa rappresenta? Potresti spiegarla ai profani? Grazie :)

  • Ciao Zup

    si tratta di una classica illustrazione alchemica.
    Nell’insieme si tratta di una sintesi del processo alchemico della trasmutazione della materia.
    Figura centrale sono i due serpenti che formano un uroboros: il serpente superiore ha anche zampe ed ali, a simboleggiare la trasmutazione e l’elevazione di ‘stato’.

    Il sigillo di salomone centrale è formato dai due triangoli che qui esprimono l’unione degli opposti presenti in natura, le ‘sostanze’ che fanno riferimento al materiale (triangolo con la punta rivolta verso il basso) e quelle che si rivolgono al celestiale (punta verso l’alto).

    I simboli attorno al sigillo rappresentano i sette pianeti per come erano concepiti nel medioevo (Mercurio, Venere, Marte, Giove, Saturno, il Sole e la Luna).

    I due estremi (voltatile in alto, fixum in basso) rappresentano le forme più distanti che la materia può assumere, e che il processo alchemico per mezzo del ‘solve et coagula’ ripropone.

    Questo almeno è quanto ho letto io, se qualcuno vuole aggiungere qualcosa è il benvenuto.

    A presto

  • Doulos

    Che bello, 25, 26 e poi l’ultima fra tutte – imperturbabile sta, il leone di Sion. E cheddire di Frankie, che bazzica non lontano da casa mia, grandioso avere ripescato Autodafé… mmm, bella settimana davvero!

  • Ciao Doulos

    mi fa piacere che anche tu apprezzi Frankie.
    Questa autodafè poi è davvero un pezzo raro, un testo che è un vero capolavoro..

    A presto :-)

  • Anonimo

    Ah, se solo ci insegnassero ad alzare gli occhi invece che ad abbassarli.

    Non sarebbe troppo tardi per nessuno.Mai.

     

    • Hiei

      Neanche ad imparare da soli invece di aspettare sempre la pappina pronta.

      • Anonimo

        Darsi al misticismo quindi?
        Oppure perdersi nell’interpretazione personale dei testi sacri alle stregua delle sette protestanti?
        Fare del sincretismo teosofista magari?
        Si chiama tradizione sacra non trascrittura sacra.
        Il maestro e’ fondamentale per il concreto sviluppo spirituale.
        E di cattivi maestri oggi il mondo e’ pieno.

      • Da sola una persona non potrà mai andare da nessuna parte.
        Se nasci in un’isola e là vieni abbandonato da tutti, difficilmente imparerai a parlare, o a scrivere.

        D’altra parte se poni fiducia nei maestri sbagliati ne assimili tutti gli errori.

        L’apprendimento, di ogni genere, è un percorso complesso, fatto di fiducia e di scetticismo, dove non si può sempre mettere tutto in discussione così come non si può assimilare ogni cosa senza discernimento.
        Ci vuole equilibrio.

        Ma il tutto è reso assai più difficle dalla presenza dei ‘cattivi maestri’, appunto, che si manifestano sotto infinite forme.

        • Hiei

          “Se nasci in un’isola e là vieni abbandonato da tutti, difficilmente imparerai a parlare, o a scrivere.”
          .
          E chi ha insegnato al primo uomo a parlare e a scrivere?
          Rispondere “Dio” a un ateo sai dove ci porterebbe, eh… :’D
          .
          “D’altra parte se poni fiducia nei maestri sbagliati ne assimili tutti gli errori.”
          E come si distingue un maestro “giusto” da uno “sbagliato”?

        • Sei dovuto andare un po’ dietro nel tempo, mi pare..
          E comunque, nemmeno quel primo uomo ha imparato a parlare da solo..

          E come si distingue un maestro “giusto” da uno “sbagliato”?

          Non è certo cosa semplice.
          Un cattivo maestro è ad esempio quello che per insegnarti qualcosa ti chiede soldi, o qualsiasi altra cosa in cambio.
          Oppure quello che ha un secondo scopo, che va oltre il voler ‘trasmettere’ qualcosa.

          A presto

        • Hiei

          “Un cattivo maestro è ad esempio quello che per insegnarti qualcosa ti chiede soldi, o qualsiasi altra cosa in cambio.”
          Mistero della fede di cosa dovrebbero campare i buoni maestri. D’aria forse, sarà per questo che in giro è pieno di cattivi maestri – quelli buoni tutti morti di fame.
          Curioso che il pensiero autonomo e critico su quanto ti viene detto o “insegnato” non sembri nemmeno venir considerato, come quando dici:
          “D’altra parte se poni fiducia nei maestri sbagliati ne assimili tutti gli errori.”
          Non dai un po’ troppo per scontato che ci si debbe bere tutto dai “maestri”? Su quali basi uno dovrebbe porre fiducia in un cosidetto “maestro”?
          .
          Non so Santa, a volte i tuoi discorsi ricordano tanto quelli che potresti sentire in una setta e mi sembrano quasi indistinguibili di quelli di un qualsiasi “grembiulino”, è un’impressione ben strana.
          Sempre belle le foto, comunque.

        • Un ‘maestro’ può fare mille cose nella vita per vivere, potrà essere un fornaio o un pittore o un operaio o qualsiasi altra cosa, ma la trasmissione delle conoscenze sarà sempre una cosa a parte.
          Perchè ci sono cose che non possono essere valutate ‘materialmente’.

          Se uno si aspetta di ricavare la sua fonte di sostentamento terrena dal suo essere ‘maestro’, allora è del tutto fuori strada.

          Non so Santa, a volte i tuoi discorsi ricordano tanto quelli che potresti sentire in una setta e mi sembrano quasi indistinguibili di quelli di un qualsiasi “grembiulino”,

          Può capitare.
          Quando ero piccolo in casa avevamo una tv in bianco e nero, e mi ricordo che in quella televisione il verde era indistinguibile dal rosso.
          questione di strumenti, in altre parole.

          A presto

        • Hiei

          “Se uno si aspetta di ricavare la sua fonte di sostentamento terrena dal suo essere ‘maestro’, allora è del tutto fuori strada.”
          E perchè?
          Ci saranno anche cose che non possono essere valutate materialmente, ma questo non vuol dire che uno non debba essere giustamente ricompensato per il suo lavoro.
          Il fatto stesso che un maestro tu non mi ponga come discriminante ciò che DICE o ciò che FA ma l’esclusivo fatto che riceva un compenso o meno per questo è altamente opinabile.
          Non so perchè ma i sottintesi che “nessuno può fare niente da solo” nè imparare alcunchè se non indottrinato e che la gente per principio debba lavorare per gli altri a gratis e se non rispetta detti dogmi si cominci a distinguere i “buoni” dai “cattivi” ha un che di sinistro.
          Ma sarà questione di strumenti come dici tu…
          A proposito: se un uomo sta solo su un isola non impara a parlare per il semplice fatto che non ha nessuna necessità di farlo, mica perchè non ha un “maesto”, molto semplicemente, non credi?

        • Hiei

          P.S.:
          “Quando ero piccolo in casa avevamo una tv in bianco e nero, e mi ricordo che in quella televisione il verde era indistinguibile dal rosso.”
          .
          Uh, ciò mi ricorda quanti decenni sono passati in Italia in cui la gente si è scannata tra “rossi” e “neri”…loro avevano gli strumenti: vedevano benissimo la differenza tra rosso e nero.
          Sfortunatamente gli strumenti “giusti” in quel caso avrebbero fatto vedere all’attento osservatore che in realtà non c’è mai stata nessuna differenza reale fra i due colori, solo una percezione distorta perchè gli interessi di chi “trasmetteva” era proprio che i due gruppi si scannassero tra loro e trarne vantaggio.
          Quindi chi aveva gli strumenti giusti in questo caso? Chi distingueva il rosso dal nero o chi vedeva che a un livello più profondo non vi era nessuna differenza ed era tutto un inganno?

        • Perchè ci sono cose che non sono assimilabili ad un ‘lavoro’, semplicemente.
          quella di ridurre tutte le attività umane a ‘lavoro’ è una caratteristica tipica della modernità
          E’ ovvio che tutti devono fare delle cose per soppravivere, per la pagnotta, questa è una verità banale, ma ci sono anche attività che vanno oltre tutto questo.
          E questa è una considerazione altrettanto banale.

          Chi distingueva il rosso dal nero o chi vedeva che a un livello più profondo non vi era nessuna differenza ed era tutto un inganno?

          interessante questo tuo salto logico, triplo salto capriato con avvitamento incorporato. :-)
          Il mio discorso era molto più semplice.
          Esiste il rosso, esiste il verde, e sono due colori diversi.

          Fin qua siamo d’accordo, spero.

          In una foto in bianco e nero sono indistinguibili, ma la differenza tra loro esiste.
          Se poi tu vuoi fare un discorso mistico sulla congiunzione degli opposti ad un livello superiore, e sulla illusione della moltiplicità generata dai nostri sensi imperfetti, che contrasta con l’unicità dell’uno superiore, allora mi sa che sei tu quello che qui fa i ‘discorsi da guru’ :-)

        • Hiei

          Non ti piace il termine “lavoro”?
          La storia della modernità te la sei fatta da solo e mi stai attribuendo cose che non ho mai detto.
          Andiamo alla definizione di base:
          “lavoro: è un’attività produttiva che implica il dispendio di energie fisiche o intellettuali per raggiungere uno scopo preciso”
          L’insegnamento non è una attività produttiva che implica dispendio di energie fisiche o intellettuali per raggiungere lo scopo di trasmettere informazioni/conoscenze/esperienze?
          Allora, perchè un maestro non dovrebbe essere ricompensato per ciò che fa, specie se questo è “buono”? E hai parlato tu di compenso materiale, fra l’altro, io il discorso l’ho fatto in generale.
          Per quale motivo uno dovrebbe fare il maestro resta un mistero.
          Per ora tutto quello che mi hai evidenziato nel tuo discorso è che APPARENTEMENTE – cioè è quanto emerge da quel che hai detto finora – ciò che un maestro conosce, fa e dice è sostanzialmente irrilevante: è “buono” o “cattivo” solo sulla base di un tuo personalissimo dogma morale e su quello andrebbe giudicato.
          Che è un salto indietro di un mille anni al pieno oscurantismo religioso. Apparentemente.
          Correggimi dove sbaglio.
          “interessante questo tuo salto logico, triplo salto capriato con avvitamento incorporato.”
          Interessante la tua arroganza nei miei confronti per uno che predica spiritualismo e umiltà, ma non mi dispiace, io non ho dogmi morali.
          Però hai accuratamente evitato di rispondermi.
          “Esiste il rosso, esiste il verde, e sono due colori diversi.
          Fin qua siamo d’accordo, spero.”
          Proprio per nulla! Per un daltonico sono la stessa cosa.
          E’ la tua personalissima percezione a renderli diversi, similarità o differenze dipendo dal punto di vista con cui li osservi: da un punto di vista fisico sono semplicemente due onde elettromagnetiche che si differenziano solo per la frequenza, ma la struttura fisica di base è identica.
          Anche “rosso” o “verde” sono concetti della tua interpretazione soggettiva, astrazioni che tu usi per convenzione, come il concetto stesso di “colore”.
          Comunque anche se sono colori diversi, la domanda qui è: tale differenza è rilevante? Se attraversi al semaforo, certo – se in mezzo alla nebbia non vedi arrivare un camion e ci finisci sotto te ne frega se il camion era verde o rosso?
          Magari ad avere avuto una vista ad infrarossi vedevi il camion nella nebbia: non vedevi la differenza fra verde e rosso ma ti risparmiavi di diventare una sottiletta sull’asfalto…

        • gio

          Diciamo che molti maestri del passato non accettavano un compenso, al limite un’offerta ma senza alcun obbligo. Tra parentesi il prezzo adeguato sarebbe incalcolabile, qualcuno dice la vita stessa! :)
          Io non credo possa trasferire o trasmettere in senso stretto la conoscienza (o la verità ecc.), forse il termine meno ambiguo è guidare.
                                                             –
          Però Hiei il daltonico è malato non rappresenta lo stato fisico normale, al pari di chi ha subito una menomazione.
          La distinzione cromatica non è affatto una percezione personale ma appartenente all’intera specie, che presenta le medesime caratteristiche positive (e proprio per questo si caratterizza come tale).
          Certo la parola ed il concetto colore sono tecnicamente un’astrazione ma non lo è di certo l’esistenza e l’esperienza quotidiana di quel fenomeno.
           
           
           
           

        • Hiei

          “La distinzione cromatica non è affatto una percezione personale ma appartenente all’intera specie, che presenta le medesime caratteristiche positive”
          .
          A vedere come si vestono certe sgallettate su cui fa i post Santa ogni tanto non si direbbe… :’D

        • Hiei:

          aggiungo una considerazione alle tue obiezioni in fondo ai commenti, che qui lo spazio inizia a restringersi in maniera eccessiva :-)

           

  • Raffi intervistato da Augias su raitre: sdoganato il Grande Oriente.

  • M.B.

    Come sempre molto evocative le tue serie di immagini, grazie.
    Troppo tardi per…
    …ma non per…
     
    OT: La #17, però,  da dove viene?
    Non è la prima volta che la vedo sul tuo blog…
    Buone cose.
    M.B.

  • Ciao M.B.
    grazie a te.

    la 17 è il disegno di una maschera che avevo abbozzato anni fa, prima a mano e poi rifinita al computer.
    Dovrebbe rappresentare il volto di un guerriero.

    A presto

  • Salvo le cascate nella neve…sono di una bellezza strepitosa!
    ciao Santa
     

  • Anonimo

    “Se nasci in un’isola e là vieni abbandonato da tutti, difficilmente imparerai a parlare, o a scrivere.”
    Semplice ed efficace! Ma l’argomento è delicato, qui si va a toccare l’ego delle pesone.
     
    E come si distingue un maestro “giusto” da uno “sbagliato”?
    Per me solo dai risultati. Occorre però mettere da parte l’idea preconcetta che i risultati si ottengono alla fine di un percorso più o meno lungo. Il risultato si deve ottenere subito, non appena si siano capite le modalità della proposta e le si siano accettate.
    Il percorso di avvicinamento può essere lungo e tortuoso. La comprensione di cose semplici può richiedere più tempo dell’acquisizione di elementi complessi, ma in ogni caso non è vincolante, finché non si accetta intimamente la proposta.
     
    “D’altra parte se poni fiducia nei maestri sbagliati ne assimili tutti gli errori.”
    Verissimo! Ma esistono cattivi maestri e anche cattivi discepoli. La caratteristica dei buoni maestri è quella di trasmettere qualcosa di immediatamente fruibile, quella dei buoni discepoli di usufruirne.
    Se decidiamo di fare un salto con il paracadute, allora dobbiamo trovare la scuola di paracadutismo che fa al nostro scopo, raccogliere le testimonianze di quelli che lo hanno già fatto, guardare le statistiche degli incidenti e magari fare un corsettino teorico. Alla fine di questo percorso, se siamo ancora dell’idea di saltare, saliamo sull’aereo con l’istruttore e seguiamo le istruzioni. Non è che se all’ultimo momento non lo facciamo, poi andiamo a dire in giro che l’istruttore è un serial killer che voleva farci sfracellare e che non è possibile saltare con un paracadute da un aereo, ma che si tratta di un complotto per diminuire il numero della popolazione, e iniziate una campagna mediatica via internet, allo scopo di dissuadere la gente a buttarsi con il paracadute.
    Parlando di noi, dovremmo sempre chiederci se abbiamo buoni maestri e se siamo buoni discepoli. La risposta sta nei risultati, quelli profondi, che solo noi possiamo valutare per noi stessi.

    ciao
    democrito 

  • Nico

    Non mi piace augias…

    Santa, equilibri e buoni maestri… vibrazioni positive

    Grazie!
    Nico 

  • Ciao Democrito

    la tua aggiunta a proposito dei ‘cattivi studenti’ mi pare appropriata, una giusta precisazione per approfondire meglio il discorso.

    ______________________

    Ciao Nico, grazie a te :-)

  • Anonimo

    @Anonimo
    Darsi al misticismo quindi?
    Oppure perdersi nell’interpretazione personale dei testi sacri alle stregua delle sette protestanti? 

    E perché non trovarsi, nella relazione, anche ermeneutica ma non solo, ai sacri testi, anziché perdersi? Il coraggio di essere individuo – poiché individuato: le pecore conoscono la voce del pastore, almeno così la intendeva il Maestro… ma forse gli orizzonti allargati fanno troppa paura, d’altronde si mettono paraocchi ai cavalli per fare loro seguire la strada senza distrazione.

    E quelle protestanti non possono che essere sette. Confida nelle tue certezze finché durano, quando avrai la mani sgombere potrai provare ad arrampicarti.
    Stai nella pace. 

    • Anonimo

      Ti diro’ la verita’ i paraocchi li sto invero indossando al momento :) e la mia via ora e’ quella dell’osservanza “banale” del Cattolicesimo, non mi privo chiaramente della lettura del Vangelo.

      Insomma seguo quello che mi offre l’ambiente dove sono nato e cresciuto, ed invero ancora non trovo il coraggio di bussare per paura che mi apra chi non deve, o forse perche’ non sono in fondo pronto a percorrere la via dopo averne studiato il percorso.

      Sono reduce da una full immersion Guenoniana,e, se da una parte mi ha aperto gli occhi e fatto riflettere profondamente sulla natura dell’uomo e della realta’, dall’altra specialmente “Considerazioni sull’iniziazione” mi ha tagliato in un certo senso le gambe sulla possibilita’ di una crescita Spirituale senza la mediazione di un Maestro.

      Insomma per ora confido nella successione Apostolica, ma sono scoraggiato.

       

      • Doulos

        Vi è una parabola nei Vangeli, riportata in più versioni con ricchezze semantiche proprie.
        E’ conosciuta come quella delle mine o dei talenti. In essa uno solo tra i servi presi ad esempio esplicativo della varietà di relazione al “Signore” è in posizione di perdita: quello che non volle rischiare la sua unica ricchezza, il suo tutto, la sua moneta, appunto.
        Chi non rischia con Cristo resta al palo. La vita tutta è rischio. Il controllo è il fulcro della perdita della relazione. Chi vuole tenere la vita la perderà, è scritto.
         
        Quanto a Guenon un consiglio: studiati la sua biografia. Prendi informazioni sulla sua vita, e chiediti se la persona vale di essere seguita, se abbia autorità o meno: si replica ciò che si è, non ciò che si ha – neppure se lo si assimila per conoscenza.
         
        Quanto al bussare, prima viene il chiedere e il cercare, un padre ascolta in ogni momento. Il Padre sa di cosa hai necessità, sei tu a non saperlo o non volerlo conoscere. Confidi nella successione apostolica come da me si confidava nel libero esame: errati ambedue, confida in Cristo e non sarai deluso.
        Sii benedetto.

        • Anonimo

           “Il Padre sa di cosa hai necessità, sei tu a non saperlo o non volerlo conoscere”
           
          Voglio innanzi tutto ringraziarti per le parole che hai scritto.
          Quella frase che riporto in particolare e’ carica di una speranza antica. :)
           
          Grazie anche all’anonimo al quale ho risposto inizialmente, visto che nulla accade per caso.
           
          Pace a voi.

  • No, la 17, esce dal tuo inconscio, è il volto di un leone disegnato con le sbarre della gabbia.

  • Mario:

    il tentativo era quello di fare l’elmo di un guerriero, però a guardarlo a lungo si vede il leone di cui parli, con tanto di sbarre..

    na ‘se panta kalà

  • Hiei:

    Il fatto stesso che un maestro tu non mi ponga come discriminante ciò che DICE o ciò che FA ma l’esclusivo fatto che riceva un compenso o meno per questo è altamente opinabile.

    E’ una questione sulla quale non mi va di soffermarmi, solitamente, perchè il discorso non è per nulla semplice.

    Comunque.

    Spesso quando si ascoltano trattazioni ‘esoteriche’ da parte di persone che della materia posseggono solo alcune basi, si corre il rischio di confondere esposizioni davvero ispirate con altre che ne sono una pallida imitazione.
    I teosofisti, per fare un esempio concreto, usarono concetti e simboli appartenenti alle autentiche tradizioni orientali, e non solo, ed un ‘profano’ potrebbe considerare la loro dottrina simile a quelle.
    Ma il sincretismo teosofista fu posticcio, la ‘tradizione’ che volevano esporre era un raffazzonato insieme di concetti antichi assemblati alla rinfusa.
    Entrando più nello specifico, la loro dottrina alla lunga dimostrava una direzione ‘infera’, verso lo psichico, mentre le dottrine tradizionali trattano del celestiale.

    Un vero insegnamento tradizionale è quello che avvicina al mondo superiore, mentre la quasi totalità dei falsi maestri invitano ad esplorare lo psichico, le tenebre, ovvero le parti più oscure ed ombrose del nostro essere.
    Ad esplorarle ed a soffermarsi in esse.

    Il maestro ‘vero’, è inoltre indissolubilmente legato ad una religione tradizionale. (cristianesimo, induismo, islam, buddismo, ebraismo)

    E’ un credente, e osserva le norme exoteriche della sua religione.
    Non vi può essere maestro che desidera trasmettere un sapere tradizionale che non sia anche un sincero credente.

    A presto

    • Hiei

      “Il maestro ‘vero’, è inoltre indissolubilmente legato ad una religione tradizionale.”
      Non divagherò sui beni materiali della Chiesa o cose simili…se mi poni alla base di tutto le religioni tradizionali capisco l’esclusione del pensiero critico dato che esse si basano interamente su dogmi alla radice. ;)
      End of line.

    • Ti ho riportato il punto di vista tradizionale, che poi è quello a cui mi sento più vicino.
      Non è certo un mistero, per chi ha letto qualche mio scritto su questo blog.

      Da questo punto di vista l’appartenenza e la fede ad una confessione tradizionale fanno in modo che la ricerca non deragli verso territori pericolosi, sempre dal punto di vista esoterico.
      La deviazione o l’allontanamento delle chiese confessionali in questo caso è ininfluente, dal momento che è la dottrina quella che conta, ed essa rimane immutata.
      non si è mai parlato di aderenza alla ‘chiesa’ di una certa religione, ma di fedeltà e coerenza nei confronti della dottrina di quella stessa religione, e le due cose possono anche non coincidere.

      Per quanto concerne la questione del dogma, io sono a tutti gli effetti dogmatico, ovvero riconosco delle verità a priori, senza richiederne delle spiegazioni logiche o ‘scientifiche’.
      Una di queste verità-dogmi che assumo a priori è la seguente: il bene è preferibile al male.
      Per chi fosse interessato, avevo scirtto qualcosa a proposito qualche anno fa:

      L’errore del dubbio

      A presto

      • Hiei

        “La deviazione o l’allontanamento delle chiese confessionali in questo caso è ininfluente”
        .
        LoL per quel che si vede in giro più che ininfluente è raccomandabile… :’D
        Bye.

    • mirco

      Ciao Santa,
      questa tua affermazione “mentre la quasi totalità dei falsi maestri invitano ad esplorare lo psichico, le tenebre, ovvero le parti più oscure ed ombrose del nostro essere.” mi ha fatto pensare al fatto che da anni una quantità notevole di film tratta di omicidi, serial-killer, persone normali che fanno cose orrende, per non parlare del filone horror. Non è forse l’opera di un falso maestro mediatico che vuole portare le persone ad avvicinarsi alla parte psichica più oscura dell’essere?

      • Anonimo

        Tolkien non sbagliava di molto con la storia dell’anello che dominava gli altri dati in dono.
        Cedere al lato psichico,che e’ la parte bassa della sfera mentale umana quindi il lato istintivo emotivo animale contrapposta alla parte razionale che poi e’ il tratto distintivo della nostra specie, significa da una parte rimanere zavorati nello sviluppo Spirituale, dall’ altra consegnarsi mani e piedi ai manipolatori di stati d’animo, ai maghi neri, “consacrati” all’ avversario.
        Il fatto di rendere disponibile questa gran quantità di cibo psichico e’ volto allo sviluppo ipertrofico del medesimo, al fine di potere controllare il popolo in maniera piu’ efficace con delle suggestioni che man mano sono ritenute oppurtune.
        Quindi il bombardamento e’ costante ed accerchiante,dal porno sempre piu’ facilmente acessibile ,al culto dello sport, dal divismo fino alla violenza sparata ad ogni pasto con i TG, credo che il massimo si raggiunga nei videoclip comunque con la musica a fissare ben bene il contorno visivo.

      • Ciao Mirco

        Non è forse l’opera di un falso maestro mediatico che vuole portare le persone ad avvicinarsi alla parte psichica più oscura dell’essere?

        Sì, condivido questa sensazione, che negli ultimi tempi diviene quasi certezza.
        E’ tutto nutrimento per le ombre della psiche, un continuo alimentare l’abisso..

        a presto

        ________________

        Il fatto di rendere disponibile questa gran quantità di cibo psichico e’ volto allo sviluppo ipertrofico del medesimo, al fine di potere controllare il popolo in maniera piu’ efficace con delle suggestioni che man mano sono ritenute oppurtune.

        Eattamente così.

        • Anonimo

          Una postilla finale, a motivo di positivita’, l’avversario non guadagna terreno fin tanto che non gliene si cede.

          Qui entra in gioco il dominio di se’ in correlazione con le tentazioni e in tempo di quaresima ci cade a pennello. :)

          Pace a tutti. 

  • Anonimo

    Il pensiero critico a cui ti riferisci è frutto del “cogito, EGO sum” di scuola cartesiana. Non è stato sempre così e tantomeno è la Via. C’è di più del pensiero, critico o meno. C’è chi ‘guarisce’ perchè tocca le vesti del Maestro, con fede. C’è chi cerca il Maestro per toccargli le vesti ma non lo trova. Per orientarlo la Misericordia gli ha donato i dogmi. La superbia è il peccato principe della pecora che si vuole pastore di se stessa.
    Isaia 14,11-15
    Il tuo fasto e la musica delle tue arpe
    sono stati fatti scendere nel soggiorno dei morti;
    sotto di te sta un letto di vermi,
    e i vermi sono la tua coperta.
    Come mai sei caduto dal cielo,
    astro mattutino, figlio dell’aurora?
    Come mai sei atterrato,
    tu che calpestavi le nazioni?
    Tu dicevi in cuor tuo: «Io salirò in cielo,
    innalzerò il mio trono al di sopra delle stelle di Dio;
    mi siederò sul monte dell’assemblea,
    nella parte estrema del settentrione;
    salirò sulle sommità delle nubi,
    sarò simile all’Altissimo».
    Invece ti hanno fatto discendere nel soggiorno dei morti,
    nelle profondità della fossa!
    La necessità dei dogmi cade quando si sia uno con la Verità nella Verità, percorso arduo ma possibile, cruna dell’ago attraverso la quale passare per grazia, in questa vita o nell’altra.
    Cristo sia lodato.
     
    @ Carlo
    con affetto, Dio ti benedica :)

  • Anonimo

    Un Maestro che sia tale dovrebbe possedere il dono delle lingue, avendo raggiunto la cima e osservando tutti i sentieri contemporaneamente.

    Ma da valle e’ diverso, partendo da valle i dogmi che stanno alla base degli essoterismi ci legano e ci guidano al contempo e devono essere distintivi dell’ortodossia del sentiero che segnano.
    Sentiero tracciato dalla influenza Spirituale che sottende all’essoterismo particolare.
    L’albero e’ unico le radici un’indefinita’.

    Dogmi che perdono di importanza, non di senso, giunti in cima dove solo se ne coglie l’essenza.
    Si passa dunque all’ambito esoterico.

    Ma mi domando chi puo’ partire dal dentro per arrivare al fuori?
    Per questo non capisco il tuo insistere Hiei.

    Chi e’ colui che e’ Graziato da potere trovarsi nato sulla cima? 

    Come farsi strada per la cima senza una guida o addirittura arrampicandosi al buio?
    Mi pare di avere capito che secondo te basta il pensiero critico applicato a che,pero’, non mi e’ chiaro.

    Qual’e’ il tuo punto di partenza?

     

    • daouda

      Però voglio capire un attimo. Secondo voi è un dogma ll’incarnazione?
      No perché semmai è metafisicamente ovvia il che, allora, non c’entra na cippa co quanto andate scrivendo e la vostra accezione di dogma…

  • Anonimo

    Santa, scusa: le nn. 1 e 2 in quali città sono state scattate?
    Complimenti x il blog… 

  • Ciao e grazie :-)

    La prima foto è quella di un ponte di Budapest, mentre per la seconda non ho dati precisi, l’avevo trovata anni fa in una galleria fotografica dedicata alla decadenza urbana.
    Potrebbe benissimo trattarsi anche di una città greca, a vederla così..

    a presto

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