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-o- Too late to die young -o-
5 maggio 2012

Umanocoltura

E’ stato detto che nessuno è più schiavo di colui che non si rende nemmeno conto di esserlo, e vi è una grande verità in questo.
Nel filmato che segue si tratta della grande fattoria in cui gli esseri umani vengono nutriti e cresciuti, nell’illusione di essere ‘liberi’, dal momento che i fattori hanno da tempo scoperto che in questo sta il segreto della maggiore produttività delle loro ‘bestie’.


20 comments to Umanocoltura

  • bronson charles

    Tanto per voler generalizzare, proprio come in questo video, mi sembra sempre la solita faciloneria anglosassone nel voler spiegare tutto con una frase e che finisce col dimostrare il loro altezzoso pressapochismo.

  • Espresso così il tuo intervento non risulta molto utile.
    Se la tesi sostenuta nel video non ti ha convinto, e ci tieni a farlo sapere, dovresti anche indicare un attimo le motivazioni della tua critica, segnalando quali secondo te sono i punti deboli della esposizione.

    A presto

  • Luca

    Dal mio punto di vista, il video sottolinea gli aspetti alienanti della vita sociale, senza pero’ proporre alternative. Il finale dice che vedi la fattoria la lasci, ma come, per andare dove? Ogni comunità ha su sue regole, che siano religiose, inclusa la religione del denaro, etniche, geografiche,ecc. Il sistema ci sfrutta, il malato non deve guarire ne morire, abbiamo capito il trucco, adesso come portare avanti un nuovo modello di cooperazione su altre basi che non siano lo sfruttamento reciproco? Tornare alla terra, il baratto, rendersi autosufficenti in piccole comunità di mutuo soccorso, mi sembrano tentativi visti localmente ma inapplicabili su vasta scala. Comunque un ottima base per una riflessione. Grazie Santa.

  • jackblack77

    l’idea è buona (non originale), lo svolgimento un po’ meno.
    ci sono delle emerite cretinate nella disamina storica (egitto-roma ecc…), e si salta di palo in frasca con salti concettuali a dir poco sopra le righe.

    la situazione attuale viene presentata bene, di questo bisogna darne atto.

    il finale è emblematico della confusione nella testa dell’autore. come dice anche Luca, cosa vuol dire “lascia la fattoria”? è un’istigazione al suicidio collettivo? un suggerimento per emigrare su altri pianeti? boh.

    alla fine, sembra più un “collage” di idee appartenute a persone diverse (Orwell, Waters, ecc…) che può essere anche utile, se solo avesse uno scopo più preciso di un generico “apri gli occhi”, che ormai da un decennio a questa parte è il leitmotiv di tutti i complottisti nella rete, e quindi divenuto inutile.
     

  • Tanto per voler generalizzare, proprio come in questo video, mi sembra sempre la solita faciloneria anglosassone nel voler spiegare tutto con una frase e che finisce col dimostrare il loro altezzoso pressapochismo.
     
    Questo è quello che fa il tuo commento, ti sei scelto pure un nick anglosassone… :D

  • Anonimo

    Ho sempre apprezzato i post di Santa ma questo video (con tanto di Santo Padre in versione congiurato ai danni dell’umanità?) mi sembra troppo sull’anarcoide.
    Una società ed una civiltà si basano sempre su valori, regole di convivenza e gerarchia, bisogna vedere quali e probabilmente lì sta la differenza. Marco

  • mgl

    Probabilmente la fattoria non viene intesa come luogo fisico.

    Più che altro viene intesa come luogo simbolo della situazione.

  • Ciao Luca

    Il finale dice che vedi la fattoria la lasci, ma come, per andare dove?

    mgl nel commento qui sopra mi ha preceduto di poco:

    Probabilmente la fattoria non viene intesa come luogo fisico.

    La fattoria è prima di tutto un luogo mentale, una serie di convenzioni e convinzioni con cui siamo ‘nutriti’ sin dalla nascita.
    Come si fa a lasciare questa fattoria, allora?
    Innanzitutto rendendosi conto della propria situazione.
    Studiare la fattoria, e, prima ancora, accorgersi della sua esistenza, è un passo enorme.

    Si veda anche, a tal proposito, La natura della recinzione.

    Il passo successivo, altrettanto essenziale, è il comprendere che vi è un luogo in noi in cui nessun prevaricatore potrà mai giungere, e quel luogo custodisce il nostro tesoro più prezioso.
    Una volta trovato e riconosciuto quel luogo, si troverà anche la forza per comprendere quale debba essere il giusto cammino da portare avanti, all’interno della situazione in cui ci si trova.

    ________________________

    Cia Jackblack

    il finale è emblematico della confusione nella testa dell’autore. come dice anche Luca, cosa vuol dire “lascia la fattoria”? è un’istigazione al suicidio collettivo? un suggerimento per emigrare su altri pianeti? boh.

    La risposta precedente penso valga anche per questa tua domanda.
    Per quanto riguarda lo ‘svegliatevi’ finale, devo ammettere che anche io trovo sempre alquanto antipatico l’uso di questa esortazione.
    C’è da dire però che l’autore di questo filmato lo dice alla fine quasi sussurrandolo, non gridandolo, con una grande gentilezza.
    E questo è un altro punto a suo favore.

    A presto

  • Marco

    Ho sempre apprezzato i post di Santa ma questo video (con tanto di Santo Padre in versione congiurato ai danni dell’umanità?) mi sembra troppo sull’anarcoide.

    Anarcoide :)
    La mia posizione può in effetti apparire particolare: cristiano ortodosso, estimatore dell’opera di Guénon, anarchico.
    Sembrano tre sponde opposte, tre tipi di pensiero inconciliabili tra loro.
    Eppure, dal mio punto di vista, tenendo anche conto dei tempi in cui viviamo, io vedo una certa coerenza nel loro insieme.

    In ogni caso, il mio pensiero non è così importante per chi capita da queste parti, quanto invece lo sono le possibilità di riflessione sui temi proposti.
    In questa occasione, quello che mi pareva degno di interesse era la capacità dell’autore di individuare e segnalare l’ipocrisia di un sistema che pare aver concesso ‘libertà’ ai sudditi in quanto sistema ‘più giusto’ rispetto a quelli del passato, quando in verità si tratta solo di un modo intelligente ed efficace escogitato da pochi per sfruttare meglio i molti.

    A presto

  • Alessio F

    Ciao Santa,

    Inannzi tutto ti ringrazio per la tua ultima e-mail di risposta :)

    Scrivo anche per ringraziarti delle belle gallerie fotografiche che hai creato e di questo video, mi è piaciuto davvero molto: anche se ho trovato il finale ermetico e mi piacerebbe trovare la giusta interpretazione.(Tu suggerisci di andare a leggere “Si veda anche, a tal proposito, La natura della recinzione.” dove correggimi se sbaglio suggerisci di studiare la natura della prigione stessa.)

    Finito di leggere questo tuo articolo mi sono nate delle concatenazioni fra pensieri, materialità,prigione, inconscio, s.giorgio: e se la gabbia fosse ciò che nell’inconscio ci guida fino ad affondare noi stessi nella materialità: il cavaliere “s.giorgio, mente razionale” non combatte forse il drago “inconscio” per liberare la principessa “anima”: ma nessuno oggi vuole combattere il drago perchè quello che ci offre continuamente: comodità, posizione sociale, riconoscimento, donne “è si perchè questa società sta passando dalla mercificazione del corpo delle donne , alla mercificazione delle donne vera e propria” è irrinunciabile per la maggior parte di noi.
    Il vero problema quindi non è lo sfruttamento a mio parere, ma il desiderio di “salire sul carro” come si dice qui in italia, di avere un piccolo pezzettino anche minuscolo di potere per poi abusarne, quello che hanno capito e che si sottolinea molto bene in questo video, è che l’uomo combatte contro la repressione ma cede alle ricompense, e oggi nella società del benessere quelle offerte sono troppo grandi per rinunciarci “soprattutto chi non ha niente desidera essere ciò che non è per avere tutto quello che la società di oggi offre”, nessuno combatte piu il drago perchè il drago è ora amico e tutti oggi lo difendono, anche a costo di combattere “e a volte uccidere” il proprio compagno di gabbia.

    La grande tragedia di oggi a mio avviso è che sono riusciti a farci identificare con il “DRAGO” che vive in noi.

    Il video suggerisce di andarlo a combattere, inutile pensare di fare qualsiasi cosa prima di questo passo. 

    In altre parole come diceva Einstein: il vero valore di un uomo si determina esaminando in quale misura e in che senso egli è giunto a liberarsi dall’Ego , inteso come io primordiale e inconscio, ovvero l’affermazione di sè e l’ostinata ricerca del potere.
    Che ne pensate ?

  • Ciao Alessio

    e’ molto bella la lettura di San Giorgio e della sua lotta contro il drago.
    Egli rappresenta in effetti le forze della luce e della calma ragione che riescono a soggiogare ed a domare le espressioni ‘incontrollabili’ dell’inconsio, quelle direttamente legate alla materialità (drago), e che ci attraggono verso il basso.

    molto centrata, a mio parere, anche questa tua considerazione:

    ma nessuno oggi vuole combattere il drago perchè quello che ci offre continuamente: comodità, posizione sociale, riconoscimento, donne

    uno dei motivi per cui ci si accomoda dentro la recinzione è appunto perchè si ha molto da perdere nel momento in cui si mette in discussione tutto il sistema.
    E finchè ci saranno cose da perdere, non ci sarà alcun movimento, o ‘risveglio’ (una parola che non mi piace molto usare)

    La gabbia, in fondo, e fatta sopratutto di gingilli e palliativi.
    E come si diceva nel filmato, in questo sta l’accortezza dei suoi costruttori.

    a presto

  • Poiché “la violenza sugli animali è propedeutica alla violenza sull’uomo” è un principio universale evidenziato da almeno 2500 anni, se non di più, mi sembra solo logico che dalla zootecnia si sia passati all’homotecnia, cioè dallo schiavizzare il bestiame allo schiavizzare gli esseri umani. Se si riuscisse ad invertire la tendenza, cioè se si arrivasse alla dedomesticazione liberando gli animali dalla millenaria schiavitù a cui li abbiamo sottoposti, forse si arriverebbe alla liberazione del bestiame umano e alla fine delle ingiustizie sociali, siano esse commesse su uomini o su bestie. Purtroppo, io vedo che anche molti “alternativi” non ci sentono da quest’orecchio, perché il sapore della carne è troppo attraente, ipnotizzante e obnubilante della coscienza e quindi saremo costretti a rimanere nell’ambito dell’utopia. La liberazione dell’uomo dalla fattoria invisibile che gli è stata costruita intorno passa attraverso la liberazione dell’animale. Temo però che pochi siano disposti ad accettarlo e la sola via d’uscita che ci resta, come specie, è l’estinzione.

  • cristiano

    Ciao Santa, come sempre i tuoi post sono ottimi spunti di riflessione come dimostrano i commenti allo stesso (apprezzo sempre l’equilibrio delle tue risposte). Sul video devo dire che è molto chiaro e semplice per cui il messaggio arriva diretto anche se le cose sono molto più complesse di quanto indicato nel video (basti pensare all’archeologia “proibita” o al possibile intervento extra terrestrre nella nostra “evoluzione”) ma ciò non è importante in quanto agli abitanti della fattoria sarà già indigesto questo. Mi dispiace molto constatare che per alcuni è ancora necessaria una gerarchia perchè possa esserci una società … e come dire che noi abbiamo sempre bisogno dei genitori per poter vivere (con questa crisi è però in parte vero, “stranamente?”).
    Anch’io sono anarchico-gilanico e per una società circolare però non posso essere, nonostante il nome, un cristiano perchè poco o nulla della Chiesa può essere salvato, sono però un estimatore di yahushua l’ebreo e dei nazareni (anche di Guenon) ma soprattutto non c’è la faccio più a vivere nella “fattoria” .. anche perchè attorno a me, nel mondo fisico, nessuno si sente “allevato”.
    Per fortuna esiste l’illusione della rete dove puoi trovare ogni cosa … anche l’anarchia !!
    Namastè   

  • Fabiano

    Nonostante alcuni spunti definibili “positivi”, debbo muovere massicce critiche nei confronti dei realizzatori di questo video. Già cominciare un discorso con la grossolana presunzione di chiamare il proprio prossimo “schiavo” non è il massimo. Poi si peggiora subito sostenendo che l’uomo sia un animale. Non solo, ma un animale che è diventato per qualche scherzo della mente peggiore degli altri animali. Questo strizza l’occhio non solo all’evoluzionismo ma anche ad una sorta di animalismo dai sentori new-age.
    È vero, come si dice subito dopo, che la paura della morte, della tortura e della sottrazione della libertà fisica ci rendono in qualche modo schiavi, ma si manca di centrare il punto focale, ovvero la differenza tra schiavitù fisica, schiavitù mentale e come queste possono influire negativamente sulla spiritualità della persona.
    Si manca poi completamente di centrare il bersaglio quando si cercano gli autori della riduzione in schiavitù, che sarebbero la solita cerchia ristretta di persone che comandano le masse asservite. I principali autori della più grande e pericolosa riduzione in schiavitù siamo noi stessi, e non perché siamo ingannati, ma perché in tal caso siamo noi a preferire così.
    Soprassiedo sulla questione del Santo Padre implicitamente e gratuitamente annoverato tra gli schiavisti di questo mondo (con tanto di fedeli “bestiame umano”), ma questa è ormai una moda: più che _anarchico_ questo video assume dei contorni piuttosto conformisti invece, visto che tutte le deliranti teorie enunciate stanno cominciando a prendere piede e vanno per la maggiore soprattutto tra le giovani generazioni, tra le quali l’odio per la Chiesa è un “must”.
    Ultimo, il finale ad effetto, “wake up”. La “Libertà” viene identificata con lo svegliarsi e riconoscere che si è in questa presunta human farm: capirai che conquista.
    La Libertà è ben altra cosa.

  • Ciao Cristiano

    Per fortuna esiste l’illusione della rete dove puoi trovare ogni cosa … anche l’anarchia !!

    A volte mi chiedo se anche questa illusione non sia in fondo anch’essa una sorta di gabbia.
    In fondo, lo dice il nome stesso :-)

    a presto

    _______________________________

     

    Ciao Fabiano

    Poi si peggiora subito sostenendo che l’uomo sia un animale. Non solo, ma un animale che è diventato per qualche scherzo della mente peggiore degli altri animali. Questo strizza l’occhio non solo all’evoluzionismo ma anche ad una sorta di animalismo dai sentori new-age.

    A me sembrava che il discorso fosse più sottile.
    L’essere umano è ovviamente un animale, ma è anche molto più di esso.
    Ciononostante, la sua componente animale rimane, ed è su questa che si basa l’analogia, perchè di questo si tratta, con l’allevamento.

    E finchè una persona non va di molto oltre questa sua componente, ecco che diviene anche una ‘vittima’ più facile da ‘addomesticar’e.
    Siamo sempre nel campo della metafora, anche se, secondo quanto si sostiene nel filmato, le analogie con gli allevamenti veri sono assai concrete.

    Questo, personalmente, mi pare un punto assai centrato, ed è per tale motivo che ho voluto proporre questo breve filmato.
    Non è detto che tutti abbiano già riflettuto a fondo su tali questioni.
    Ed in fondo nel filmato non si chiede molto, se non soffermarsi, per un momento, su tali aspetti.

    Poi ognuno decide se nel discorso vi era qualche spunto degno di riflessione.
    Nella peggiore delle ipotesi, si sono sprecati 10 minuti del proprio tempo.

    A presto

  • Anonimo

    “il Liberalismo conduce al caos e all’anarchia, ancor prima del Comunismo; infatti il Liberalismo volendo l’applicazione dell’individualismo puro in ogni campo (religioso, morale, politico, economico) porta immancabilmente alla dissoluzione degli organi sociali e dello Stato, e questa è anarchia. Oppure, volendo evitare questo eccesso, cade in un altro difetto: lo Stato leviatano che, per non crollare, si fa rispettare schiacciando ogni individuo o corpo intermedio che gli si ponga innanzi, come si addice ad uno Stato di polizia”.http://www.juliomeinvielle.org/libros/proyecciones_articulos/Liberalismo%20e%20cattolicesimo.pdf

  • Il termine ‘liberalismo’ è divenuto ormai un contenitore vuoto che ognuno colma a secondo delle proprie convinzioni.

    Io personalmente, dal punto di vista sociale, mi sento vicino alle idee libertarie, secondo le quali nessun uomo ha il diritto di esercitare un potere sopra un altro uomo, senza il suo consenso.
    Detta così sembra anche banale, ma le implicazioni sarebbero enormi.

    In secondo luogo, a proposito di ‘anarchia’, sono fermamente convinto che la legge morale sia superiore alla legge degli uomini.
    Quando il potere costituito impone delle regole che contrastano i nostri dettami morali, è opportuno disobbedire al potere costituito.
    Questo significa essere anarchici?

    Non saprei.
    Anche Gesù disobbedì agli ordini del potere costitutito del suo tempo, e pagò con la vita, così come i primi martiri cristiani che si rifiutarono di obbedire alle imposizioni dell’imperatore e furono per questo giustiziati.

    Anarchici anche loro?
    Di nuovo, non saprei.
    Di sicuro seguirono la propria legge morale.

  • Anonimo

    in massima parte sono d’accordo con le tue osservazioni..ma l’uomo è un “animale sociale” e qualcosa deve legare, tenere insieme una società, è indubbio che la religione (dettami morali) ha sempre caratterizzato i vari tipi di società… ora siamo alla caricatura della religione..(come caricature sono state tutte le ideologie del passato ed anche la società democratoide e liberaloide lo è, credo, anche se apparentemente lascia libertà individuale, più illusione che altro..). Probabilmente la libertà e la rivoluzione (dallo stato attuale) passa solo attraverso l’applicazione dei principi contenuti nel Vangelo. Mi accontenterei che le leggi degli uomini non fossero (come sono) in netto contrasto con la “legge morale”. Ciao. Marco

  • Ciao Marco

    ovviamente siamo anche ‘animali sociali’, un uomo solo non si basta mai.
    Ma i rapporti che uniscono gli uomini dovrebbero essere spontanei, non imposti.
    Vi è un naturale istinto di cooperazione e di socialità tra gli uomini.
    Il problema è la minoranza dei prevaricatori, ma su questo tema ho già dedicato diversi articoli.

    Mi accontenterei che le leggi degli uomini non fossero (come sono) in netto contrasto con la “legge morale”.

    il problema nasce nel momento in cui questi due tipi di leggi divergono totalmente.
    A quel punto occorre scegliere.

    A presto

  • esca

    Il vero problema è come destrutturare almeno uno dei due dna del nostro predatore…

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