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¿te quedarás, mi pesadilla
rondándome al oscurecer?


-o- Too late to die young -o-
18 settembre 2008

A che ora è il crack?

Quando avevo sette anni mi capitò un giorno di vedere in un servizio del telegiornale una immagine che mi sarebbe rimasta impressa a lungo nella mente.
Il servizio trattava di economia, e l’analisi del giornalista di turno era accompagnata  da un video che mostrava una macchina che stampava banconote a ritmi elevati.
Rimasi letteralmente a bocca aperta.
Ovviamente conoscevo il valore dei soldi, e i miei genitori non facevano che ripetermi che occorre fatica per guadagnarseli.
Vedere tante banconote create così velocemente senza alcuno sforzo mi lasciò molto perplesso.
Feci allora a mio padre una domanda che all’epoca mi parve ovvia:
“Papà, ma se esiste una macchina che fa i soldi, allora perché non se ne stampano tanti da darli a tutta la gente, così che nessuno poi sarà povero?”
Mio padre mi guardò comprensivo, e sorridendo mi disse solo: 
“Perché se si stampano tante banconote  poi alla fine non avranno più alcun valore, testina…”

Mio padre non aveva una laurea in economia, e il suo mestiere all’epoca era quello di caposquadra edile.
La sua risposta era dettata semplicemente dal buon senso, quel buon senso che invece manca del tutto alle persone che occupano i gradini più bassi dell’ attuale civiltà umana, ovvero i banchieri centrali.
Sarebbero passati circa venti anni prima che mi rendessi conto che mio padre con quella semplice constatazione mi aveva spiegato il meccanismo dell’inflazione, quel meccanismo che schiere di laureati delle più autorevoli facoltà di economia mondiali stentano a comprendere.
Perché alla fine sarebbe bastato il buon senso per rendersi conto che una economia basata sul denaro creato dal nulla (slegato da qualsiasi bene materiale), ed un sistema finanziario totalmente svincolato dal mondo della produzione reale siano destinati al crollo, a breve o a lungo termine.

Negli ultimi anni le transizioni borsistiche hanno vissuto in un mondo a parte, un mondo immaginario fatto di numeri irreali che si materializzavano e scomparivano su dei monitor.
Una ricchezza fittizia che per qualche tempo ha dato l’illusione di potersi tramutare in ricchezza materiale, attraverso l’uso indiscriminato e l’abuso del credito facile e dell’indebitamento.
Diversi analisti, spesso non economisti, già in tempi non sospetti avevano lanciato l’allarme sulla vacuità di un tale sistema, e sulla sua inevitabile fine.

Bollati all’epoca come catastrofisti e come nemici del progresso, quando ancora questi epiteti costituivano una grave offesa, si sono rivelati negli anni semplicemente persone dotate di buon senso, il solito vecchio  buon senso del tutto estraneo a chi davvero aveva creduto che la ricchezza si potesse creare e moltiplicare dal nulla, meramente giocando con dei numeri su degli schermi.
E fanno davvero sorridere le parole  di un Greenspan, per anni a capo della Federal Reserve, quasi sorpreso dalle dimensioni dell’attuale crisi.

“Non potevamo immaginare”, sarà il mantra che ripeteranno per molto tempo gli esperti del settore.
Quello che migliaia di semplici internauti sanno da anni, semplicemente informandosi ed andando oltre le menzogne preconfezionate dei media mainstream, a quanto pare giunge come una inaspettata sorpresa  per i più grandi guru dell’economia mondiale.
Gli eventi dell’ultima settimana rappresentano il triste epilogo di un meccanismo corrotto e fallace fin dalle sue fondamenta, un sistema che si espandeva e prosperava mentre  il conto alla rovescia che già ne indicava la fine procedeva inesorabile.

E a poco serviranno le pezze che le varie banche centrali tenteranno di applicare sulle falle che si susseguiranno: queste operazioni serviranno solo ad allontanare di poco il momento della resa dei conti, rendendo ancora più doloroso il momento della caduta.
Nel frattempo, vecchi articoli ironici appaiono sempre meno scherzosi.

77 comments to A che ora è il crack?

  • fraterPetrus

    Bellissimo articolo,

    scorrevolissimo e intuitivo al massimo. Vox populi: le masse avvertono la rovina, la caduta, la disgregazione d’un sistema che, per logica evidenza, non può reggere all’urto luciferino degli eventi.

    Ottima meditazione caro Santa.

    In fede

    Petrus

  • anonimo

    mi dispiace solo che non ho avuto ancora il tempo per prendere un pezzettino di terra. Cavoli se l’america è diventato il più grande paese socialista della sotria dell’umanita :)

    vincenzo

  • HAVEADREAM

    Capitalisnmo e socialismo: due fazze, una razza.

    Da una parte crollano i muri, dall’altra le Borse; da una parte si pianificae si semina per raccogliere il minimo indispensabile, dall’altra si seminano emozioni e danari per raccogliere solo speranze.

    ciao

    Salvatore

  • Santaruina

    Sempre gentile, caro Petrus.

    E sì, in questo caso “l’uomo comune” a naso percepiva che qualcosa non quadrava, ma le rassicurazioni degli “esperti” hanno svolto il loro compito.

    Vincenzo: proprio un bel ultraturbocapitalismo senza regole, con tanto di enti pubblici e semi-pubblici che dirigono, pianificano, operano ed intervengo come manco nell’unione sovietica del baffone…

    Haveadream, in effetti nel nostro caso abbiamo il solito governo oligarchico che si presenta a seconda dei tempi con vesti diverse, ma il succo è sempre quello: dirigismo e pianificazione.

    Verso un simpatico baratro, ora come ora.

    A presto

  • CeciAlcyone

    che amarezza tutto quanto.

    in effetti fa ridere quel contentino di 30-40 miliardi o dio sa quanto, quando se ne sono persi oltre 600…

  • messier

    L’inflazione è naturalmente un’altra di quelle cose che non hanno nulla di naturale, ma tutto di artificiale, di profondamente voluto da chi gestisce il sistema. Se devono esistere i soldi, è naturale che vengano stampati dal nulla: non crescono sugli alberi. Ciò che è artificiale e voluto è stampare i soldi senza commisurarne la quantità all’ammontare dei beni e servizi scambiati (e alla velocità di questi scambi). Questo è fatto volutamente apposta. L’inflazione o la deflazione sono armi strategiche per tenere in pugno la vita materiale delle persone.

    Invece sarebbe semplice: bisogna costruire una strada ? Quanto costerà ? Dieci milioni di euro ? Si stampino questi soldi in giornata e si diano a coloro che prestano l’opera e forniscono il materiale. Non c’è nessun bisogno di prelevare delle “tasse” ! Questo la gente non lo capirà mai, imbambolata dai discorsi dei politici alla tv. Naturalmente, bisognerebbe che a stampare i soldi fosse lo Stato, fossimo noi… a quel punto “noi” pagheremmo (stampando soldi) le opere pubbliche e tutto quanto è pubblico, e “noi” trasferiremmo le risorse (tramite l’antica ed efficacissima invenzione del “banco”) al libero mercato. Libero mercato che NON esiste, perchè i soldi non li stampiamo NOI, ma una trentina di facoltosi nemici dell’umanità.

  • messier

    Per quanto riguarda l’ora del crack, secondo me non avverrà un nuovo ’29. Sarà tutto molto lento, graduale, in modo da abituare le masse a un livello di libertà (di questo si parla, non di “benessere”) DEFINITIVAMENTE crepuscolare. (Nel frattempo, ovviamente, ci terrorizzano con allarmi di ben altre previsioni, allo scopo di far fuori subito i più suggestionabili tra di noi). Voglio dire, nel Novecento ci hanno provato con modalità dirompenti, a far tornare i conti di quante anime gli servono per costruire il loro personale Regno: il ’29, le guerre mondiali, vari olocausti, la Spagnola, dittature e terrorismi bianchi neri e rossi, la crisi del ’73, l’aids… Secondo me sono passati alla fase 2, meno fondata sulla privazione della vita, più mirata alla sua definitiva corruzione. Ma è solo una mia ipotesi, comunque.

  • Chapucer

    mi ha molto intenerito la risposta di tuo padre:

    “Perché se si stampano tante banconote poi alla fine non avranno più alcun valore, testina…”

    Questa frase ha un gran valore…

    alla fine è l’essenziale che rimane.

  • Santaruina

    Ceci, e quei 600 miliardi finiranno sul groppone di qualcuno, prima o poi.

    Ovvero sulle spalle delle ultime ruote del carro, ovvero i “cittadini”, meglio detti “contribuenti”.

    Chapucer, quel che rimane è l’essenziale.

    Verissimo.

    A presto :-)

  • Santaruina

    Ciao Messier, apri un discorso vasto.

    Anni fa mi imbattei nella questione del “signoraggio”, e tentati di approfondire la questione il più possibile.

    Come tutti coloro che vi si imbattono, il primo passo fu l’avvicinarsi alle analisi dell’onnipresente Pascucci, del professor Auriti, dei vari signoraggisti insomma che denunciano la produzione di denaro dal nulla da parte di enti privati, ovvero le banche centrali.

    La loro soluzione era il trasferimento della stampante dai privati allo stato.

    E qui sta l’ IMMENSA fregatura.

    L’errore di fondo.

    Il problema non è chi gestisce la stampante, ma il fatto che essa si usi per produrre denaro senza fondamento.

    Dare la stampante allo stato non cambierebbe assolutamente nulla.

    Affinchè il sistema economico non collassi e non vi sia inflazione la soluzione è una sola: il golden standard.

    E credimi, la storia che molti signoraggisti diffondono secondo la quale uno stato con la stampante in mano potrebbe finanziare qualsiasi opera semplicemente stampando banconote è una immensa favola.

    E’ un tema attorcigliato che non ho mai trattato a fondo su questo blog poichè in tale campo la confusione regna sovrana, ed è una confusione attentamente voluta.

    Ma una cosa mi sento di affermarla: diffidare di tutti coloro che vogliono impadronirsi della stampante, sia pure per darla allo “stato”, che come abbiamo visto non siamo “noi”, ma è una entità criminale con il monopolio della violenza.

    A presto

  • messier

    Discorso amplissimo, ma concordo con quanto dici. Non è la proprietà della stampante, infatti, ma la misura del suo inchiostrare. Si stampano i soldi “per fare” l’economia, o si stampano per scambiarci i beni (l’economia è quella, c’è già) ? Io questa stampante la affiderei a chiunque, se fosse onesto e “umano”. Potrebbe trattarsi di un ricco finanziere, di Napolitano, di un dittatore, di un mio vicino di casa o di un’intelligenza artificiale.

    Reintrodurrano comunque il gold standard e si chiamerà verichip. Ai lingotti-calmiere sostituiranno i microchippati-calmati. Crack globale o lenta agonia è sempre creazione di un problema di sussistenza. Lo risolveranno restituendoci la sopravvivenza, al puro costo lordo della semplice libertà.

  • Asno

    D’accordissimo col Carlo #10.

    “E qui sta l’ IMMENSA fregatura.

    L’errore di fondo.

    Affinchè il sistema economico non collassi e non vi sia inflazione la soluzione è una sola: il golden standard”. Certo, che però richiede una qualche dirittura morale.

    Impensabile, perciò, ritornarvi.

    Del resto, deve pur avverarsi la profezia apocalittica (“nessuno potrà acquistare o vendere alcunché, senza il marchio della Bestia”). Carta di credito o microchip sottocutaneo che sia, direi che ci siamo.

    Tutto fittizio, falso, come nel carattere dell’Anticristo.

    A proposito del golden standard, sai bene perché gli inglesi hanno fatto di tutto per sopprimere l’impero ottomano, la cui moneta erano il dinar d’oro e il dirham d’argento. E sai pure che un musulmano rigoroso, oggi, al solo maneggiare banconote, si sente in peccato d’usura

  • anonimo

    Ciao Santaruina. Ti leggo spesso anche se non ho mai commentato. Con te condivido sia il pensiero “politico”, sia la visione spirituale esoterica.

    Mi sono permessa di prendere il tuo post (Farsi trovare preparati) e di riportarlo interamente nel mio blog, con i dovuti crediti, ovviamente.

    Spero che non sia fonte di fastidio, nel qual caso ti prego di dirmelo e provvederò a rimuoverlo :)

    Complimenti infine per il tuo blog, davvero interssante.

  • Santaruina

    Il golden standar aveva perlomeno il pregio di contenere la deriva a cui stiamo assistendo.

    Ma erano altri tempi, come dice Asno.

    A proposito, qualcuno si ricorda della scritta “pagabili a vista al portatore” ?

    Tra l’altro anche l’agliuto, se non sbaglio ci aveva dedicato un post in “stile agliuto”.

    Sulle lire quella scritta compariva, sugli euri non vi è più.

    Mi sa che sarà l’argomento del prossimo post.

  • Santaruina

    Ciao Zelda, grazie per la tua gentilezza.

    Ovviamente gli scritti che qui compaiono, almeno quelli scritti da me, si possono sempre e comunque riprendere in qualsiasi modo.

    Chi volesse se ne può anche appropriare, a suo rischio e pericolo :-)

    A presto

  • iNessuno

    Post interessante come pure nei commenti il “dialogo” che hai avuto con messier. Sul tema del signoraggio, sarebbe interessante un approfondimento: tentar non nuoce.

    Complimenti!!

  • messier

    Agganciare il valore della moneta all’oro. Asno dice che ci vorrebbe dirittura morale. E’ proprio qui il punto: si torna sempre DACCAPO. Ogni soluzione tecnica richiede la moralità di chi gestisce questa tecnica. Insomma la domanda è: torniamo al Gold Standard, e alla convertibilità in oro (che poi son due cose differenti), riscriviamo “pagabili a vista al portatore”, ma CHI E’ che decide le riserve di oro ?! Chi è che ne decide realmente il prezzo ?! I soliti criminali, ovvio. Io ho studiato la storia economica tra ‘8 e ‘900 e con tutto il Gold Standard al suo posto i fenomeni di abuso monetario avvenivano lo stesso, tranquillamente.

    Allora, piuttosto che affidarmi a un lingotto stipato a fort knox, preferirei affidarmi alle PERSONE. Lo “Stato” di cui parlavo sopra era lo Stato immaginato da Auriti. Certo, un’utopia. Come tale, non è mai esistita. Dunque, non è certo che NON funzionerebbe.

  • Asno

    Mi intrometto di nuovo, premettendo la mia incompetenza in materia.

    Tuttavia, siamo sicuri che occorra competenza (= parole fumose) per parlare di un sostituto del baratto?

    Il Profeta era analfabeta, eppure dettò regole luminose in materia. Le stesse regole della Chiesa dei bei tempi andati: 1) la moneta deve valere di per sé e non per convenzione; 2) l’interesse è legittimo, ma solo nei limiti – mai oltre il 10% – in cui incoraggia il ricco Tizio a finanziare il povero (ma intraprendente) Caio. In tutti gli altri casi è usura. Cioè peccato.

    Voglio dire che, negli altri casi (tutti riconducibili al bisogno, non alla vanità del singolo), l’imperativo è la carità, ovvero il prestito ad interesse zero. Certo che, se il povero Caio vuol farsi la Ferrari, il ricco Tizio non è tenuto alla carità. Ma in tal caso la colpa di chi è, di Caio o di chi produce la Ferrari?

    Questo significa vivere nei tempi ultimi.

    Torno al punto 1).

    La moneta dev’essere in metallo pregiato, se si vuole evitare il gold standard (e la condicio sine qua non della dirittura morale). Non dev’essere, pertanto, come dice Carlo, “pagabile (= convertibile in oro) a vista al portatore”, ma dev’essere già oro, o argento, di per sé.

    Messier ha ben ragione, nel dir che, “con tutto il Gold Standard al suo posto i fenomeni di abuso monetario avvenivano lo stesso, tranquillamente”. Qualsiasi banchiere, specie se di pochi scrupoli, sa bene che non tutti i suoi correntisti verranno contemporaneamente a chiedere la conversione in oro della loro cartaccia.

    Tuttavia, si parlava di tempi ultimi.

    1 – Come fai ad obbligare un mercante a portarsi appresso bauli di monete d’oro? È più semplice permettergli di firmare un assegno-banconota-lettera di cambio. Però è da lì che siamo arrivati alla perversione odierna.

    2 – La moneta in metallo pregiato poteva esser contraffatta, donde l’uso di morderla. Anche gli imperatori migliori, sicché, talvolta baravano. Non solo. La moneta in metallo pregiato poteva venir limata, con un po’ di garbo, e la limatura messa da parte. Ad averne un bel po’, ne risultava un bel gruzzolo di polvere d’oro. Da qui il doppio significato del termine “usura”, che sta anche per ‘consumo’, ‘corrosione’ e insomma ‘troppo usato’.

    In ultima analisi, e sempre nei miei limiti, non vedo soluzione [umana]. La colpa è comunque collettiva, Adamo rappresentando l’intera umanità. Siamo tutti uguali. Certo, i banchieri sono un po’ più uguali. Ma possiamo consolarci pensando che scalderà loro il culo un fuoco un po’ più uguale del nostro.

  • anonimo

    “Come tutti coloro che vi si imbattono, il primo passo fu l’avvicinarsi alle analisi dell’onnipresente Pascucci, del professor Auriti, dei vari signoraggisti insomma che denunciano la produzione di denaro dal nulla da parte di enti privati, ovvero le banche centrali.

    La loro soluzione era il trasferimento della stampante dai privati allo stato.

    E qui sta l’ IMMENSA fregatura.

    L’errore di fondo.

    Il problema non è chi gestisce la stampante, ma il fatto che essa si usi per produrre denaro senza fondamento.

    Dare la stampante allo stato non cambierebbe assolutamente nulla. ”

    Allora:

    a) io privato stampo soldi a costo irrisorio e li presto allo stato al valore facciale.

    Il mio guadagno è l’intero capitale prestato + gli interessi annuali.

    Lo stato non potento stamparsi i soldi da se è costretto ad indebitarsi in maniera spaventosa e truffaldina verso di me privato.

    Il debito dello stato lo paga il cittadino con le tasse che arrivano a succhiare sino al 50% del suo reddito.

    b) lo stato si stampa i soldi da se, non si indebita con nessuno in maniera truffaldina e se va in “zona inflazione” il costo per rimettersi in rotta sarà sempre una piccolissima frazione rispetto all’enorme costo dovuto al debito truffaldino verso i privati.

    I privati la pigliano in saccoccia e il cittadino viene sottoposto ad un peso fiscale infinitesimale.

    Se fregatura esiste, nel passaggio della stampante allo stato, questa riguarda solo i privati, caro Santaruina.

    saluti

  • messier

    “Lo stato non potendo stamparsi i soldi da se è costretto (…)”. Ecco, non ho mai capito poi perchè, lo stato sia impossibilitato a farlo. Forse perchè ce la danno a bere. Come dice giustamente Santa, lo stato è un’organizzazione criminale, come dice qualcun altro, “una casta”, per cui sono sempre stati in combutta con chi controllava l’Oro (prima) e ora la Carta (anzi, la tastiera di un computer IBM).

    Di sicuro c’è che è un problema colossale.

  • anonimo

    Caro messier, è quasi certo che esista connivenza tra il sistema politico e il potere privato bancario.

    Lo stato “costituzionale”, però, anche se figlio del liberalismo massonico-bancario, rappresenta pur sempre l’edificio in cui abitano le istituzioni che operano in nome e per conto del popolo.

    Il fatto che queste istituzioni siano state occupate da gente di poca onestà e soprattutto di poco coraggio non giustifica per niente l’equazione: stampante monetaria allo stato= immensa fregatura.

  • Santaruina

    Ciao Angela

    sì, mi sa che un approfondimento ci può stare, a questo punto, anche per avere la possibilità di entrare più nello specifico di questi arcani discorsi.

    Messier, il problema alla fine è sempre chi decide, chi assegna un determinato valore.

    E’ lì il punto.

    Vedremo di riprendere la questione

    A presto :-)

    Asno: Qualsiasi banchiere, specie se di pochi scrupoli, sa bene che non tutti i suoi correntisti verranno contemporaneamente a chiedere la conversione in oro della loro cartaccia.

    Questa “scoperta” sta all’origine di tutto il sistema truffaldino.

    I primi banchieri non erano altro che persone che si assumevano il compito di custodire beni preziosi ed oro che venivano loro affidati.

    Custodire.

    Questo dovevano fare.

    Oltre che custodire, questi primi banchieri prestavano anche a chi lo chiedeva loro.

    Si resero poi conto che potevano prestare anche quel denaro che veniva loro affidato, guadagnandoci sopra gli interessi.

    Bastava tenere del denaro in parte, casomai qualcuno dei clienti avesse richiesto il suo deposito, ed il gioco era fatto.

    E queste operazioni, che magari a noi paiono normali, rappresentano invece delle enormi truffe, poichè il banchiere si arricchisce prestando denaro non suo, ricavandone sopra interessi; denaro che avrebbe dovuto solo custodire.

    Se infatti tutti i suoi clienti avessero richiesto contemporaneamente i loro depositi, il banchiere non li avrebbe avuti in cassa, poichè in parte li aveva prestati, e la truffa sarebbe stata lampante.

    Ma il banchiere sapeva che statisticamente questa eventualità era remota, così come lo sanno bene i banchieri di oggi.

    Finchè non arriva il panico, ovviamente.

    Con l’invenzione poi delle note di banco, il giochino si fece più divertente e di dimensioni moto più estese, fino ad arrivare passo dopo passo al tracollo attuale.

  • Santaruina

    Utente anonimo #19 e #21. (a proposito, se ti va lascia un nome come firma, tanto per non dover chiamare una persona con un numero, che fa molto brutto)

    Per adesso ti inviterei solo a leggere l’inizio di questa discussione:

    Il Signoraggio e la truffa delle banche

    Nell’intervento iniziale con cui avevo aperto la discussione portavo avanti grosso modo le tue argomentazioni.

    Quell’intervento risale a settembre del 2005.

    Sono passati da allora tre anni, e nel frattempo ho avuto modo di approfondire un po’ l’argomento e di considerare dei fattori che all’epoca non conoscevo.

    Comunque a questo punto un articolo chiarificatore si impone.

    Per quanto riguarda l’idea dello stato che suggerisci, la trovo assai naif e mazzinianesca.

    Lo stato “costituzionale”, però, anche se figlio del liberalismo massonico-bancario, rappresenta pur sempre l’edificio in cui abitano le istituzioni che operano in nome e per conto del popolo.

    Un po’ come dire che la macelleria rappresenta pur sempre l’edificio in cui abita il macellaio che opera in nome e per conto del bue.

    Ne ho parlato fin troppo in passato, se lo vorrai potrai vedere come la penso a proposito sfogliando un po’ il blog.

    Se lo vorrai, ovviamente.

    Le istituzioni che operano in nome e per conto del popolo sono comunque una triste barzelletta a cui i sudditi credono a forza di venire indottrinati.

    Le istituzioni sono lo strumento per mezzo del quale i gruppi di potere tengono sotto controllo “il popolo”.

    E lo spolpano il più possibile.

    E se anche stesi a terra e scorticati continuiamo ad appellarci al macellaio, direi che c’è ben poca speranza per immaginare un cambiamento della nostra situazione.

    A presto.

  • anonimo

    La moneta in metallo pregiato poteva venir limata, con un po’ di garbo, e la limatura messa da parte

    E’ vero, Asno. Come è stato detto, questo era soltanto l’inizio comunque. Se non altro, c’è un limite a quanto possa essere limata una moneta mentre la stampante può essere usata arbitrariamente e con molto meno garbo (vedi le iniezioni di liquidità strombazzate dai telegiornali).

    Certo che, se il povero Caio vuol farsi la Ferrari, il ricco Tizio non è tenuto alla carità. Ma in tal caso la colpa di chi è, di Caio o di chi produce la Ferrari?

    Proprio ieri sera un mio amico meridionale mi raccontava di come fosse non inusuale per gente povera della sua terra fare il mutuo affinché il padre di famiglia si compri una moto…

    Se avessi letto questo tuo paragrafo giorni fa tempo proprio che l’avrei trovato inverosimile ed esagerato, ma a quanto pare è molto reale…

    Paolo

  • anonimo

    “Nell’intervento iniziale con cui avevo aperto la discussione portavo avanti grosso modo le tue argomentazioni.

    Quell’intervento risale a settembre del 2005.

    Sono passati da allora tre anni, e nel frattempo ho avuto modo di approfondire un po’ l’argomento e di considerare dei fattori che all’epoca non conoscevo. ”

    Caro Santa, il fatto che tu già dal secondo intervento hai cominciato a confondere le idee al pubblico mi fa dubitare della tua presente asserzione circa gli approfondimenti dell’argomento nei successivi tre anni.

    “Un po’ come dire che la macelleria rappresenta pur sempre l’edificio in cui abita il macellaio che opera in nome e per conto del bue. ”

    Se per bue si intende il popolo, allora il paragone va bene.

    “Le istituzioni sono lo strumento per mezzo del quale i gruppi di potere tengono sotto controllo “il popolo”.

    E lo spolpano il più possibile. ”

    Questo conferma la genesi degli stati “costituzionali” di cui parlavo prima.

    Poichè, però, ogni sistema può prendere una direzione benefica o malefica a secondo dell’indole morale e del coraggio di chi lo guida, rimane anche confermato che nelle società umane non è la struttura che fa la realtà delle cose, ma il grado di moralità, di onestà e di coraggio di chi pretende di agire in queste strutture a nome del popolo.

    Se non si capisce questo, allora cercheremo invano, all’infinito, l’Araba fenice.

    anonimo #19 e #21

  • Santaruina

    Poichè, però, ogni sistema può prendere una direzione benefica o malefica a secondo dell’indole morale e del coraggio di chi lo guida, rimane anche confermato che nelle società umane non è la struttura che fa la realtà delle cose, ma il grado di moralità, di onestà e di coraggio di chi pretende di agire in queste strutture a nome del popolo.

    E invece secondo il mio parere è proprio in questo convincimento che sta l’errore di fondo.

    Tu sostieni che le istituzioni funzionerebbero realmente a beneficio del popolo se fossero occupate da persone moralmente valide.

    Secondo me invece le istituzioni democratiche sono strutturate in modo tale da poter essere occupate solo da chi ha una bassa moralità.

    Poichè i compromessi necessari per giungere nei posti di potere farebbero rinunciare alla scalata qualsiasi persona moderatamente onesta.

    Ho scritto una decina di articoli per spiegare meglio questo mio pensiero, se ma ti andrà di leggerli.

    Se poi guardiamo i personaggi che occupano le istituzioni democratiche delle democrazie occidentali, penso che vi sia poco da aggiungere.

    Per quanto riguarda il fatto che nella discussione di lugocomune di cui si parlava avrei confuso le idee al pubblico, mi pare un’asserzione azzardata, dal momento che nella discussione stessa altro non ero che uno degli iscritti che esprimeva il proprio parere.

    E comunque, il fenomeno di cui parlavo era, ed è, del tutto vero.

    Tristemente vero.

    Della questione signoraggio si sono quasi da subito impossessati i seguaci di rudolf steiner e di alice bailey, e spero tu sappia di cosa si sta parlando.

    Illuminati riformatori che per mezzo della stampante mistica si proponevano di regalare banconote al popolo e nel contempo portarlo ad una rivoluzione spirituale interiore.

    Per mezzo della stampante…

    Se a te tutto questo pare normale…

  • anonimo

    L’occasione fa l’uomo ladro.

    Non credo sia mai stata un’occasione più enorme della macchinetta stampasoldi.

    Dovrebbero bastare queste due semplici considerazioni, frutto della saggezza popolare, per capire la pericolosità del maleficio operato dagli alchimisti di stato.

    A proposito del golden standard, sai bene perché gli inglesi hanno fatto di tutto per sopprimere l’impero ottomano, la cui moneta erano il dinar d’oro e il dirham d’argento.

    E non dimentichiamo l’annessione del Regno delle Due Sicilie da parte dei Savoia appoggiati dalla Perfida Albione, con conseguente razzia dell’oro dei Borboni.

    La moneta esiste per facilitare gli scambi di merci tra gli uomini. Di conseguenza, è bene che sia una merce anch’essa, possibilmente una merce accettata da tutti e non facilmente deperibile. I metalli preziosi hanno queste caratteristiche, la carta colorata no.

    La carta colorata è accettata come moneta solo perché imposta dal volere dello stato.

  • Paxtibi

    C’etait moi.

  • messier

    Regalare banconote al popolo sarebbe completamente folle, devastante, ancor più devastante di regalare migliaia di euro di pensione mensile a un ex-deputato “meteora” che adesso prende i pesci con le mani sull’isola dei f….. (vladimiro guadagno, un nome un programma). Se l’utopia è regalare i soldi a tutti quanti, è un’utopia malvagia, senza dubbio. Anche Berlusconi è steineriano, e infatti è andato a regalare pacchi di pasta alle vecchiette, ricordate ? E’ interessante, perchè un “gesto” che può apparire -ai più- come qualcosa di innocente ed anzi meritevole, nasconde in realtà il puro esercizio del Potere. Ed infatti l’analisi tua, Carlo, è rigorosamente esatta. Questo sistema funziona solo in questo modo. Rovescia la moralità di chi, eventualmente, vuole farne parte. Allora ecco che saltano fuori i propugnatori del “passo indietro”. Torniamo ad autodeterminarci localmente, smettiamo di consumare, di scambiare merci su lunghe distanze, “eutanasiamo” quelli “che ci stanno”… Un mix di provvedimenti tra il sociale, l’economico, il politico, che possono dare il fianco, molto pericolosamente, a chi non aspetta altro che l’umanità si polverizzi in una serie di pseudo-comunità “decresciute” e ridotte all’osso. Dall’altra parte, c’è chi propone un “balzo in avanti”, per esempio LaRouche: la creazione di un’amicizia tra le nazioni e una cooperazione economica che surclassi, renda vane, le strategie della finanza sinarchica. Anche questo nasconde dei vizi enormi, dei grandi rischi (e una gigantesca -apocalittica direi- difficoltà nella sua attuazione).

    Forse una cosa che possiamo fare nel nostro piccolo è non aspettare che il nostro figlio adolescente ci ponga la fatidica domanda su quei rulli che stampano banconote… Anche perchè, di questi tempi, ci sta che al ragazzino non maturi affatto questa curiosità.

  • Morganne

    Purtroppo il “Non potevamo immaginare”, si userà molto piu spesso in questa società, e, ahimé non solo nell’economia.

    Slogan di una società che sta andano al maccello.

    ben tornato, Santa,

    mille e un bacio

    astrid

  • anonimo

    “Secondo me invece le istituzioni democratiche sono strutturate in modo tale da poter essere occupate solo da chi ha una bassa moralità.

    Poichè i compromessi necessari per giungere nei posti di potere farebbero rinunciare alla scalata qualsiasi persona moderatamente onesta. ”

    L’unico potere con cui deve scendere a compromessi il “potere” politico è proprio quello massonico-bancario. Ci vuole dunque grande onestà e coraggio per potere opporsi a questa soggezione.

    “Della questione signoraggio si sono quasi da subito impossessati i seguaci di rudolf steiner e di alice bailey, e spero tu sappia di cosa si sta parlando.

    Illuminati riformatori che per mezzo della stampante mistica si proponevano di regalare banconote al popolo e nel contempo portarlo ad una rivoluzione spirituale interiore.”

    Il problema del signoraggio ovvero della sovranità popolare della moneta risale ai tempi della Costituzione degli Stati Uniti. Furono i massoni americani che consapevoli della questione posero come condizione vera ed imprescindibile, per rendere l’America indipendente dalla “perfida Albione”, quella di consentire allo stato e non ai privati l’emissione della moneta. Naturalmento ciò era intollerabile per i potenti banchieri privati… e fu così che (grazie alla corruzione) nacque la Federal Reserve!

    “L’occasione fa l’uomo ladro.

    Non credo ci sia mai stata un’occasione più enorme della macchinetta stampasoldi.

    Dovrebbero bastare queste due semplici considerazioni, frutto della saggezza popolare, per capire la pericolosità del maleficio operato dagli alchimisti di stato.”

    Dovresti spiegare a tutti noi perchè l’occasione fa ladro solo l’uomo di stato… Che forse il privato banchiere è immune da questa malattia?

    In realtà a guadagnarci in maniera incommensurabile rispetto alle briciole distribuite ai politici in cambio di legislazioni di favore, sono stati sempre i banchieri privati.

    E ripeto, ancora una volta, che l’eventuale effetto inflattivo creato dallo stato sarebbe infinitamente meglio controllabile del cappio creato dalla moneta-debito truffa che ogni giorno strozza sempre più i popoli della terra.

  • Asno

    All’anonimo

    #19, “se fregatura esiste, nel passaggio della stampante allo stato, questa [fregatura] riguarda solo i privati”. Certo. Lo Stato d’oggi è la Banca, semplicemente. La sua astuzia sta nel definirsi altro dalla Banca.

    # 21, “lo stato ‘costituzionale’, però, anche se figlio del liberalismo massonico-bancario, rappresenta pur sempre l’edificio in cui abitano le istituzioni che operano in nome e per conto del popolo: il fatto che queste istituzioni siano state occupate da gente di poca onestà e soprattutto di poco coraggio non giustifica per niente l’equazione: stampante monetaria allo stato= immensa fregatura”. Temo che tu sia troppo giovane. Non puoi pensare che la tua personale buona fede valga per tutti, perché ci sono troppi criminali in giro, ormai.

    #25, “il fatto che tu già dal secondo intervento hai cominciato a confondere le idee al pubblico mi fa dubitare della tua presente asserzione circa gli approfondimenti dell’argomento nei successivi tre anni”. Se è vero che si può confondere solo colui il quale sia suscettibile di confusione, capisci bene il perché del linguaggio incomprensibile degli economisti d’oggi.

    In ogni caso, mi sembra che chiunque abbia il diritto di cambiar opinione, ovvero di rinsavire.

    #25, ancora, “nelle società umane non è la struttura che fa la realtà delle cose, ma il grado di moralità, di onestà e di coraggio di chi pretende di agire in queste strutture a nome del popolo”. Finalmente lo hai detto. Chi garantisce la moralità e l’onestà se non la fede? Senza una fede, qualunque essa sia (purché attestante che c’è un aldilà), non c’è alcuna speranza “di moralità, di onestà e di coraggio”.

    Il solo rimprovero che puoi muovere a Santa è infatti il suo non insister molto sull’aspetto religioso della questione.

    #27, se sei sempre tu (vedi che succede, a non firmarsi?) e #31. Dici le stesse cose di Santa. Perché allora adotti uno stile da cappa e spada?

    Tanto di cappello al Messier #29.

    Carlo-Santa mi scuserà, spero, il solito tono da vecchio professore in disarmo.

  • Santaruina

    Ovviamente sono d’accordo con Pax e con Messier, e come dice Asno poco sopra, sostanzialmente gli ultimi interventi dell’amico anonimo si potrebbero anche condividere.

    Rimane però da comprendere, sempre secondo me, e sono ripetitivo, che è la “emissione” in sè ad essere all’origine dei mali di cui si sta parlando.

    Creare un qualcosa dal nulla ed assegnarli un valore arbitrariamente, costringendo altri ad accettare forzatamente questo valore è evidentemente sbagliato dall’inizio.

    La moneta non è male in sè, qualsiasi forma assuma.

    Diviene un raggiro quando si è costretti ad accettarla anche al di fuori della propria volontà, come capita a noi, costretti a ricevere come pagamento per le nostre fatiche dei pezzi di carta.

    Non ci si può sottrarre

    Si chiama corso forzoso.

    E per imporre tale obbligo occorre necessariamente uno stato che abbia l’autorità per far rispettare il divieto.

    Ancora una volta mi riprometto di trattare al più presto la questione.

    A presto

  • anonimo

    Caro Asno,

    il #27 non sono io ma Paxtibi che dice le stesse cose di Santaruina.

    Io sono il #19, #21, #25 e per ultimo #31 e non dico le stesse cose che dice Santaruina e Paxtibi.

    Giusto per evitare confusione.

    Per quanto riguarda l’anagrafe ti assicuro che non sono “giovane”.

    Vorrei, invece, che qualcuno mi parlasse di sistemi di governo alternativi e non influensabili dai soliti poteri, sistemi in grado di garantire il loro corretto funzionamento senza dover ricorrere alle virtù dell’onestà e del coraggio degli uomini…

  • Santaruina

    Astrid, un caro saluto a te :-)

  • Santaruina

    Anonimo, ci siamo sovrapposti.

    Comunque, se ti va, un qualsiasi nome come firma eviterà ulteriore confusione.

    Un nome qualunque, anche una lettera puntata.

    A presto

  • anonimo

    “Rimane però da comprendere, sempre secondo me, e sono ripetitivo, che è la “emissione” in sè ad essere all’origine dei mali di cui si sta parlando.

    Creare un qualcosa dal nulla ed assegnarli un valore arbitrariamente, costringendo altri ad accettare forzatamente questo valore è evidentemente sbagliato dall’inizio. ”

    L’emissione in se non è all’origine dei mali di cui si sta parlando. E’ il sistema disonesto dell’emissione che è all’origine dei mali. Il valore della moneta è creato dal popolo che l’accetta come tale (forzatamente o no), ed è per questo che chi si appropria indebitamente di tale valore e lo presta alla comunità che lo crea commette la più grave truffa della storia umana. Un sistema di emissione onesta, quindi, non sarà mai quello della moneta-debito creata dal nulla e a costi irrisori dai banchieri privati e prestata alla comunità al suo valore facciale.

    “La moneta non è male in sè, qualsiasi forma assuma.

    Diviene un raggiro quando si è costretti ad accettarla anche al di fuori della propria volontà, come capita a noi, costretti a ricevere come pagamento per le nostre fatiche dei pezzi di carta. ”

    Diviene un raggiro quando si è costretti ad accettarla in prestito da un privato che la stampa con pochi centesimi e te la presta al valore facciale.

    il solito anonimo

  • arcangelica

    il denaro ci ha condotto alla disumanizzazione

    bisogna recuperare quei valori semplici della vita, come la risposta che hai ricevuto da tuo padre

    ciao

  • Santaruina

    L’emissione in se non è all’origine dei mali di cui si sta parlando. E’ il sistema disonesto dell’emissione che è all’origine dei mali.

    E’ la stessa cosa.

    L’emissione da zero è disonesta per definizione.

    Il valore della moneta è creato dal popolo che l’accetta come tale (forzatamente o no)

    Qui mi pare vi sia un errore di fondo non indifferente.

    Vi è una grande differenza infatti nelle due situazioni.

    Essere obbligati ad accettare forzatamente un bene con un valore stabilito è una limitazione della libertà.

    Se questo obbligo non ci fosse, entro breve quel bene raggiungerebbe il suo valore effettivo, di utilità.

    ed è per questo che chi si appropria indebitamente di tale valore e lo presta alla comunità che lo crea commette la più grave truffa della storia umana.

    Questo è vero sia nel caso che colui che si appropria di tale valore sia un privato o lo stato o topo gigio.

    Il risultato non cambia, come già si è detto.

    Un sistema di emissione onesta, quindi, non sarà mai quello della moneta-debito creata dal nulla e a costi irrisori dai banchieri privati e prestata alla comunità al suo valore facciale.

    E quale sarebbe?

    E poi, emissione onesta, gestita da chi?

    In base a quali “regole”?

    Continuo a pensare che tu abbia una concezione estremamente naif della realtà, e sopratutto una fiducia ingiustificata nei “rappresentanti delle istituzioni”.

    La questione non è tra pubblico-privato, ma tra chi ha il potere di imporre il proprio volere e chi lo deve subire.

  • Santaruina

    Ciao Arcangelica

    potrebbe anche essere possibile, in fondo.

    Un caro saluto a te.

  • anonimo

    “L’emissione da zero è disonesta per definizione.”

    No. Se viene accreditata e non addebitata al popolo, l’emissione è onesta perchè riconosce allo stesso la prerogativa di creare il valore della moneta, con la sua accettazione.

    ” Essere obbligati ad accettare forzatamente un bene con un valore stabilito è una limitazione della libertà.”

    La moneta è un mezzo di scambio che assume potere d’acquisto (valore) solo se accettata in quanto tale; se è d’oro o d’argento è il valore del metallo ad essere convenzionale, cioè creato dall’uomo.

    Se la moneta viene accreditata al popolo, la sua funzione sarà liberatoria; se viene addebitata al popolo essa e chi per essa lo schiavizzerà.

    ” Questo è vero sia nel caso che colui che si appropria di tale valore sia un privato o lo stato o topo gigio.”

    Se se ne appropria la banca privata ci sarà sempre un “debito pubblico” da estinguere; se se ne appropria lo stato il “debito pubblico” sarà nullo. Voglio ricordare che il cosiddetto “debito pubblico” italiano ammonta a 1.600 miliardi di euro.

    ” Continuo a pensare che tu abbia una concezione estremamente naif della realtà, e sopratutto una fiducia ingiustificata nei “rappresentanti delle istituzioni”.

    La questione non è tra pubblico-privato, ma tra chi ha il potere di imporre il proprio volere e chi lo deve subire. ”

    Io invece continuo a chiedermi

    da che parte state voi.

    l’anonimo

  • Santaruina

    Io invece continuo a chiedermi

    da che parte state voi.

    Grazie del voi, ma puoi tranquillamente darmi anche del tu, senza problemi.

    Per quanto mi riguarda, io sto dalla parte in cui stiamo quasi tutti noi.

    Noi che stiamo, tutti insieme , sotto.

    E magari abbiamo idee differenti su come risolvere i problemi che ci circondano.

    Se volevi invece suggerire che io sia al soldo dei banchieri, dal momento che giudico sbagliato consegnare la stampante allo stato, allora forse occorrerebbe riflettere sul fatto che il mondo non è solo bianco o solo nero.

    A presto.

  • anonimo

    “Se volevi invece suggerire che io sia al soldo dei banchieri, dal momento che giudico sbagliato consegnare la stampante allo stato,… ”

    Ciò che non mi convince non è il fatto che non vuoi dare la stampante allo stato, ma quello di non volerla togliere ai privati.

    A presto

  • Santaruina

    provo a scriverlo così:

    non ci dovrebbe essere nessuna stampante

    Ciao

  • anonimo

    “non ci dovrebbe essere nessuna stampante ”

    come dire… il denaro…sterco del demonio!

    ciao

  • Santaruina

    il denaro non è male in sè, è solamente una merce, una merce che facilita gli scambi tra gli uomini.

    Il problema nasce quando qualcuno si arroga il diritto di imporre agli altri un determinato supporto, qualsiasi esso sia, determinandone il valore ed obbligando gli altri a servirsene.

    Ma mi sto ripetendo.

  • Paxtibi

    Come se la banca centrale non fosse stata creata dallo stato…

    Si potrebbe quasi affermare che il compito principale dello stato fosse, fin dall’inizio, proprio questa demoniaca realizzazione, per rendere finalmente tutti gli uomini schiavi.

    Chi propone come soluzione il ritorno dell’alchemica stampante nelle mani dello stato, o è pericolosamente ingenuo, o in palese malafede: il potere di creare denaro dal nulla è immorale e contrario alle più elementari leggi economiche, e il risultato è sempre il furto della ricchezza creata con il lavoro e il risparmio.

    La formuletta “denaro accreditato e non addebitato” sostanzialmente non significa nulla, serve solo a confondere le idee.

    La stampante alchemica fa gola a molti.

  • anonimo

    …ti regalo una conchiglia colorata dall’oro del tramonto, profumata dall’oro dell’aurora, imbevuta nell’oro del Creatore, e tutti questi sassi che brillano come diamanti e questi fili di palma che luccicano come stelle…shanti! jam

  • CeciAlcyone

    minchia, che discussione agguerrita.

    come ti invidio, santa, io scrivo solo cazzate :-)

  • Asno

    “Io invece continuo a chiedermi – dice l’anonimo – da che parte state voi”.

    “Dalla parte – risponde Carlo (#42) – in cui stiamo quasi tutti noi, […] sotto”. “E magari abbiamo idee differenti su come risolvere i problemi che ci circondano”.

    È così. Per quanto mi riguarda, pur senza alcuna speranza di potercela umanamente fare, la soluzione è semplicissima: ridare alla moneta il suo valore sacro. Può esser d’oro o d’argento, di rame o di carta, ma se c’è l’imprimatur pontificio o il sigillo del califfo tu ci pensi dieci volte, prima di imbrogliare qualcuno.

    Naturalmente, ciò richiede il credere nell’aldilà (e la conseguente cacarella, per paura dell’inferno). Ergo una società “sviluppata”, liberatasi dalla suddetta cacarella, non può non esser corrotta.

    Ottimo il Pax #47. «La formuletta “denaro accreditato e non addebitato” sostanzialmente non significa nulla, serve solo a confondere le idee». E #27. L’occasione fa l’uomo ladro, sì. L’unica remora – secondo me – è la cacarella di cui sopra, che già nel caso dello stitico usurajo non sempre funziona. Ma, se togli anche quella remora, chi di noi si asterrà dal rubare?

  • anonimo

    x paxtibi

    Tu sostieni che “… il compito principale dello stato fosse, fin dall’inizio, proprio questa demoniaca realizzazione, per rendere finalmente tutti gli uomini schiavi. ”

    e poi dici “Chi propone come soluzione il ritorno dell’alchemica stampante nelle mani dello stato, o è pericolosamente ingenuo, o in palese malafede ”

    Ci spieghi, dunque, perchè parli di un ritorno (pericoloso) dell’alchemica stampante allo stato, visto che essa è già una creatura dello stato, fatta dallo stesso per schiavizzare gli uomini?

    Di chi è la malafede?

    ” La formuletta “denaro accreditato e non addebitato” sostanzialmente non significa nulla, serve solo a confondere le idee. ”

    Siiii, prova, per esempio, ad andare in banca a ripetere questo ritornello e vedrai…

    anonimus

  • Airel81

    discussione interessantissima… carissimo Carlo tu sai quanto io sia a volte nichilista e misantropo… in questo genere di discorsi non posso che patteggiare per la decadenza e lo disfacimento assoluto del genere umano.

    Chissà… magari se prende una bella e vera mazzata, capace che l’uomo medio si svegli e si renda conto della merda che gli fanno ingoiare ogni giorno… chissà…

    Un ultimo punto e poi vado: sto leggendo in questi giorni il mitico DON DELILLO, c’è un pezzo nel suo magnifico Underworld ..

    “Confezioni attraenti e antidolorifici. Sono queste le cose che mandano avanti il paese.” – pag. 570

    riflettete gente ;)

    Ciao carlo

  • Santaruina

    Pax, la stampante alchemica fa gola a molti, finalmente i creatori di nuovi mondi hanno trovato lo strumento con cui attuare i propri piani..

    Jam: come sempre, quello che ci voleva :-)

    Ceci, non farti ingannare: l’aria seriosa del blog è un’accurata finta… :-)

    Asno, condivido la tua riflessione sul valore sacro.

    E come tu dici, oggi ciò non è proponibile.

    Siamo nella situazione di chi vorrebbe reggere con le spalle una diga crepata.

    Anonimus: forse dovresti immaginare lo stato come un grande privato, per comprendere la situazione.

    Un privato che dice di agire in tuo nome, ma magari mente.

    Prova ad immaginarlo così.

    Airel: Confezioni attraenti e antidolorifici, mi pare una ottima sintesi.

    sad but true.

    A presto

  • anonimo

    Se lo stato è “un grande privato” che ha “realizzato la demoniaca stampante, come dite voi, allo scopo di schiavizzare il genere umano, come mai non ne è in possesso?

    sempre l’anonimo

  • maurieternauta

    Temo che il capitalismo selvaggio di questi anni proverà sempre il modo di rinascere dalle proprie ceneri e mi paicerebbe però non l ofacesse con denaro pubblico,come sta accadendo adesso..Si tiene la gente lontana dalla politica e poi si stampano denari non per aiutare quelli che in amerika non hanno la copertura sanitaria ma banche che speculano a rischio elevato..Vergogna globale..

  • Paxtibi

    Ci spieghi, dunque, perchè parli di un ritorno (pericoloso) dell’alchemica stampante allo stato, visto che essa è già una creatura dello stato, fatta dallo stesso per schiavizzare gli uomini?

    Infatti di “ritorno” non ne parlo io, ma tu.

    E chi ne parla, lo ripeto, o è ingenuo o è in malafede.

  • anonimo

    Pax, o ci sei o ci fai:

    vuoi dire, per favore, se attualmente la stampante magica è in mano allo stato?

    Se lo è, perchè contemporaneamente sconsigliate di affidarla allo stesso per paura della possibile inflazione che ne verrebbe?

    E se non lo è, in quali manine si trova?

    Rispondi in maniera chiara, se non vuoi ulteriormente perdere la faccia.

  • Santaruina

    Ciao maurieternauta ;

    in effetti un governo centrale che interviene per salvare compagnie private a spese dei singoli contribuenti non c’entra molto col “capitalismo”.

    Bello o brutto che sia, il capitalismo, sicuramente è qualcosa di molto diverso da questo.

    A presto

  • Santaruina

    Anonimus

    innanzitutto ti inviterei ad un argomentare più pacato.

    I tuoi interventi sono stai un po’ polemici, e davvero non ne vedo il motivo.

    Comunque, se ti interessa Ashoka su lugocomune aveva pubblicato un articolo che risponde in parte alle tue domande.

    Te lo segnalo perchè è breve e pertinente:

    Quando lo Stato diventa falsario

    Il discorso, si sa, è ampio.

    Su lugocomune tra l’altro c’è anche una interessante sezione economia.

    A presto

  • anonimo

    Tratti dall’articolo su Luogocomune segnalato da Santaruina, ovvero “Quando lo Stato diventa falsario”:

    “Conclusioni

    Ogni volta che il governo si è arrogato il potere di stampare cartamoneta a corso legale (e forzoso) si è assistito sempre a disastri inflazionistici il cui effetto netto è stato redistribuire il reddito da chi veniva aveva un salario fisso e veniva pagato in moneta deprezzata a chi invece era il beneficiario delle commesse statali o poteva effettuare vantaggiose speculazioni.

    Siete ancora pronti ad affidare al governo la stampante?

    Marco Bollettino (Ashoka)”

    e più avanti:

    “Innanzitutto la Banche Centrale non è una societa privata S.p.a. ma un Istituto di Diritto Pubblico. In Inghilterra la Bank of England è addirittura pubblica.

    (Marco Bollettino (Ashoka))”

    Leggendo a caso queste due “conclusioni” del sig. Ashoka e confrontandole con quello che qualcuno ha sostenuto in questo blog, mi pare di capire che esiste una fabbrica di cloni che ripete la stessa litania contraddittoria un po’ dappertutto.

    Il sig Ashoka, infatti, dopo aver descritto i mali demoniaci a cui si andrebbe incontro con uno stato fabbricatore di soldi, ci chiede: “Siete ancora pronti ad affidare al governo la stampante?”

    Al chè noi dovremmo rispondere: Nooo, meglio lasciarla in mani private!

    Ma anche questo al sig. Ashoka non andrebbe bene, tant’è che successivamente ci porta a conoscenza, nientemeno, che Bankitalia non è una spa ma “un Istituto di Diritto Pubblico”…

    Ora io torno a chiedere: ma ci siete o ci fate?

    E poi, caro Santa, perchè ci mandi su Luogocomune? Non si è in grado forse quì di affrontare l’argomento?

    Ps: delizioso il verbo “arrogare” usato da Ashoka nei confronti dello stato che lui subdolamente identifica col governo.

    rianonimus

  • anonimo

    Ps (2) delizioso anche l’accostamento tra Bankitalia, Istituto di diritto pubblico, e Bank of England che “è addirittura pubblica”.

  • Santaruina

    E’ buon uso nel corso delle discussioni proporre anche dei collegamenti esterni a mo di approfondimento.

    Se avrai qualche obbiezione ragionata da proporre, sarò ben lieto di risponderti.

    Nel frattempo ti invito nuovamente ad assumere un argomentare ancora più pacato, evitando considerazioni sulle persone e concentrandoti sulle idee espresse.

    fatto questo si può tornare a discutere.

    A presto.

  • anonimo

    E’ interessante rilevare che come, da qualunque angolazione le si guardi, le questioni del:

    – 1. signoraggio

    – 2. 11 settembre

    shockino e scuotano le coscienze.

    Non tutte ovviamente: conosco anche chi alla mia affermazione: “ma lo sai che le banche creano denaro dal nulla? posto questo, mi sai dire che significato ha parlare di mercati, concorrenza e simili?” a risposto, “vabbè, e allora? non ci si può fare nulla. E’ così. Parliamo di cose serie.”

    Domande e risposte simili si possono fare e ottenere anche sull’11 Settembre.

    Un saluto

    Padella

  • anonimo

    Attendo con fiducia il tuo post di prossima pubblicazione, come promesso.

    Così finalmente potrò razziare il lavoro altrui senza fare sforzi di alcun genere :-D (che pacchia!)

    Tornando seri.. ma forse no. Che di questi tempi è uguale.

    Ti lascio al caro anonimo che non ci ha voluto graziare di un qualunque nick che rendesse la lettura dei commenti meno da ‘camel trophy’, e secondo il cui pensiero graniticamente in b/n “O sei con noi o sei contro di noi (=coi banchieri)”.

    D’altra parte, per un vero signoraggista doc (almeno quelli che ho visto agire sul web) in effetti sembrano precluse tutte le possibilità che non siano “Magica stampante ai banchieri privati” o “Magica stampante allo stato”. L’opzione “Nessuna magica stampante” non è contemplata nel suo ‘sistema operativo’, per cui continuerà a dirti che sei a favore della stampante ai banchieri, nonostante tu gli ripeta cento volte che non vuoi proprio alcuna magica stampante, perché il suo cervello non è programmato per poter accettare una risposta come quella..

    Che tristezza. Davvero.

    PS: c’hai un mail.

    _gaia_

  • enzas

    Tempo fa, con un amico, parlammo della possibilità di dare una scadenza al denaro, di apporre sulle banconote una data di scadenza per renderlo più fruibile evitando così che si accumulasse inutilmente nelle banche…pensa un pò ;)

  • Santaruina

    Padella, per molti sembrano argomenti molto distanti.

    Così come agli abitanti della valle sembra distante la cima della montagna da cui partirà la frana.

    _gaia_: he, mi sa che il post sul signoraggio attenderà ancora un po’…

    Se nel frattempo ti vuoi cimentare tu ;-)

    Enza, il denaro con la data di scadenza mi mette un’ansia addosso… :-)

    A presto

  • padella

    Enzas,

    del denaro con la scadenza ne parlò un famoso economista dei primi del 900: Silvio Gesell. Un altro nemico giurato di usura e tassi di interesse.

    Val la pena di leggere qualcosa su di lui e su quello che disse. Se non altro per ampliare la propria conoscenza sul concetto di denaro.

    Padella

  • anonimo

    mi sa che il post sul signoraggio attenderà ancora un po’…

    Ecco, mi illudi così…!

    E io che avevo già ordinato una cassa di birra per festeggiare e ringraziarti per il regalo.. Beh, aspetterò, non ho così fretta ;-)

    Se nel frattempo ti vuoi cimentare tu ;-)

    Scusa, c’è un disturbo sulla linea.. crrr, crrr.. cosa dici? ..non ti sento.. beh ci risentiamo presto ok?.. crrr!

    :-D

    _gaia_

    (in evidente stato di overdose da nefaste notizie finanziarie, ma col sacchetto di pop-corn pronto da un bel pezzo.. da condividere con chi vorrà)

  • Santaruina

    crrr crr, certo certo…

    A presto :-)

  • enzas

    Ringrazio Padella per la segnalazione…val sempre la pena conoscere :)

    Un saluto Carlo, a te e ai tuoi lettori

  • tristantzara

    Condivido al 101%.Entro 30 anni ma anche di meno salta per aria tutto il mondo,specie se vince mecchein e gop a mio parere.Mi chiedo : nel ’29 l’onda catastrofica arrivò in Europa 3 anni dopo ; quanti di meno ce ne vorranno adesso ammesso che è già iniziata ?

  • Santaruina

    Tristantzara, e forse con i trent’anni di previsione sei anche troppo ottimista :-)

    a presto

  • Anonimo

    E io dovrei dare credito ad uno che va dalle banche d’affari e dagli speculatori a chiedere consigli per come riformare l’Italia? Si dai chiediamo alle banche d’affari americane che hanno distrutto l’America con i subprime cosa cavolo fare in Italia..
    non hanno capito nulla e la tempesta perfetta proseguirà!
    Questo è un mondo completamente truccato, manipolato intriso di psicopatici imbottiti di cocaina e testosterone che ha bisogno di qualcosa di più di una semplice regolamentazione
    http://icebergfinanza.finanza.com/2014/04/02/renzi-cameron-e-la-flessibilita-una-balla-tira-laltra/ m

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