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¿te quedarás, mi pesadilla
rondándome al oscurecer?


-o- Too late to die young -o-
3 Aprile 2021

L'inviolabilità del corpo, l'ultima barriera

 

Between the iron gates of fate,
The seeds of time were sown,
And watered by the deeds of those
Who know and who are known

 

Si è ormai arrivati ad un momento in cui pare che il tempo delle spiegazioni sia finito.
La potenza di fuoco della propaganda ha assunto in occidente una scala di grandezza che non si riscontrava nei nostri paesi “civilizzati” da diversi decenni.
Mentre la grande maggioranza della popolazione segue attonita le indicazioni dei vari governi e assimila ogni nuova restrizione come atto dovuto e giustificato, i più preoccupati avvertono il pericolo di una deriva autoritaria a cui le istituzioni democratiche andrebbero sempre più incontro, nel calpestare ed ignorare le più basilari libertà dei singoli.
In verità, non vi è alcuna deriva autoritaria in corso, e nemmeno si sta vivendo un periodo storico in cui le democrazie rischiano di deragliare in maniera preoccupante verso sistemi dittatoriali.
Le democrazie occidentali formatesi in seguito alla fine della seconda guerra mondiale furono infatti solamente una veste temporanea che il potere della minoranza assunse perché più congeniale ai tempi.
Storicamente, vi è sempre stata una piccola minoranza di esseri umani che ha guidato con pugno di ferro, sfruttandola a proprio vantaggio, la grande maggioranza del resto della popolazione.
L’esercizio del potere consiste infatti da sempre in un complesso gioco di equilibri per mezzo dei quali una minoranza mantiene la propria egemonia sulla maggioranza.

Quello che abbiamo vissuto come società occidentale a partire dalla fine della seconda guerra mondiale è stata una sorta di tregua.
Un periodo in cui le catene del potere si sono leggermente allentate, senza mai mollare del tutto la presa, garantendo, ma sempre come forma di concessione dall’alto, una serie di piccole e grandi libertà al singolo.
Il tutto regolamentato, concesso dall’alto, per mezzo di carte, costituzioni, trattati, leggi.
Queste libertà del singolo, libertà di usufruire totalmente del proprio corpo, di spostarsi, di agire secondo volontà, erano concessioni temporanee.
Ed ora i vari governi hanno deciso che il tempo di quelle concessioni è scaduto.
Questo è un motivo per cui appellarsi oggi agli organi che lo stesso potere ha generato, costituzioni, impianto legislativo, magistratura, è oltremodo ingenuo.
La nostra stessa costituzione, che la narrativa passata dipingeva quale testo sacro non negoziabile, è stata clamorosamente messa da parte e rinnegata da norme e decreti liberticidi che ne hanno negato l’essenza, senza che alcun organo istituzionale avesse nulla da dire.

Le libertà quindi, così come erano state “concesse”, sono state di nuovo negate, la tregua tra governanti e governati è finita, il potere sta di nuovo recriminando la sua proprietà sulle vite dei sudditi.
I pochi hanno apertamente dichiarato guerra ai molti, senza che questi ultimi potessero nemmeno rendersi conto di cosa stesse succedendo.
Per l’ennesima volta nel corso della storia, il potere sta provando a rimodellare il mondo secondo una nuova visione, un nuovo ideale.
Il nome scelto per questo ennesimo restiling, come ormai è noto, è “Il grande Reset”.
Non è detto che l’operazione andrà a buon fine, e l’accelerazione che si sta dando al progetto nel corso degli ultimi tempi mostra che gli attori in gioco stanno forzando la mano per raggiungere anzitempo i propri obiettivi.

Klaus Schwab, fondatore del World Economic Forum

Klaus Schwab, fondatore del World Economic Forum

A scanso di equivoci, quando si parla di “Potere” è bene non rimanere troppo nel vago.
Il potere non è un’entità astratta, ed in ogni periodo è incarnato da diverse élite, composte da uomini in carne ed ossa.
Uomini che hanno i mezzi, la capacità e l’influenza per tentare di rendere concreta l’idea di società che hanno in mente.
E il potere non è nemmeno una entità compatta.
Vi possono essere in ogni momento storico élite in contrasto tra loro, centri decisionali con obiettivi diversi.
Al momento pare prevalere la fazione che anela a grandi sconvolgimenti sociali da compiersi in brevissimo tempo, incuranti della catastrofe sociale che il processo causerà.
Forse la fretta si ritorcerà loro contro, anche se al momento pare che stiano vincendo su tutti i fronti, osservando come la grande massa risulti totalmente ipnotizzata dall’incessante propaganda messa in atto.

Uno degli ultimi punti da scardinare è l’inviolabilità del corpo del singolo, e su questo piano pare giocarsi la scommessa più ardita.
Questo sembrerebbe essere anche lo scopo ultimo della grande, ricattatoria, campagna vaccinale.
Appurato che i vaccini non proteggono dal virus, che non garantiscono immunità, e che non rendono chi li subisce impossibilitato a contagiare, l’unico motivo per cui i governi nel loro insieme insistono con tanta foga nella loro diffusione potrebbe ritrovarsi proprio in questo motivo: superare l’ultima barriera che separa il singolo dal controllo totale da parte dell’autorità, interferendo col suo corpo contro la sua volontà.
Nell’idea del Nuovo Mondo che l’élite hanno in mente il suddito dovrà essere infatti totalmente soggiogato, ed è ancora più importante che questo avvenga con il suo benestare.
Una volta ottenuto il controllo del corpo, le porte saranno spalancate per mettere le mani anche sulle anime.
E arriverà un momento in cui il processo sarà irreversibile, se non ci sarà prima un minimo di resistenza, magari lieve, abbozzata, istintiva, da parte dei molti, che sia almeno di inceppo al grande sogno, distopico, dei pochi novelli apprendisti stregoni.

16 Marzo 2021

Contaminazione e ossessione

Disturbo Ossessivo Compulsivo: cause, sintomi e cura

[…]il disturbo ossessivo compulsivo (conosciuto anche come DOC o OCD in inglese), è un disturbo caratterizzato dalla presenza di ossessioni e/o compulsioni.[…]
Colpisce circa il 2-2,5% della popolazione generale[…]
Il sintomo centrale è la presenza di ossessioni e compulsioni o sole ossessioni[…]
La presenza di ossessioni e compulsioni comporta una marcata sofferenza, compromette il normale funzionamento sociale e lavorativo del soggetto[…]
Esempi di ossessioni sono pensieri come:
“Potrei infettarmi con il virus Hiv se tocco la porta del bagno della discoteca”; “Non devo pensare al nome delle persone a cui voglio bene in ospedale, altrimenti potrebbero ammalarsi”; “Se non controllo che tutti i file siano chiusi, qualcosa di brutto accadrà”;“ Potrei dire qualcosa di brutto senza accorgermene”.
Ad esempio, all’ossessione “le mie mani sono piene di germi pericolosi” si può mettere in atto il comportamento di disinfettare le mani con amuchina; è un tentativo di allontanare il problema della percepita o temuta contaminazione; evitare di toccare le maniglie delle porte o portare i guanti rappresentano un tentativo di prevenire la ricomparsa del pensiero di essere contaminato.[…]

Si tratta di un disturbo serio, ed uno dei modi in cui con più frequenza si manifesta è il terrore di essere “contaminati”.
Anche prima che questa situazione emergesse, tutti noi conoscevamo qualcuno particolarmente ossessionato da germi e batteri, persone che dovevano pulire le maniglie delle porte prima di aprirle, che avevano sempre con sé disinfettanti per sterilizzare ogni superficie prima di riporci qualsiasi cosa, che una volta in casa passavano ogni istante del loro tempo libero nella più certosina pulizia e “sanificazione” di ogni angolo delle stanze, ininterrottamente.
Queste persone, che soffrono di un grave disturbo, sono spesso consapevoli della inutilità ossessiva dei loro gesti, ma ciononostante non riescono a farne a meno.
Spesso soffrono enormemente la loro condizione, perchè una vita “normale” è loro preclusa, avendo terrore di frequentare luoghi pubblici, “contaminati”, o luoghi affollati dove potrebbero rimanere vittima dei virus e dei batteri delle altre persone.
Ora, immaginate cosa succederebbe se queste persone, che soffrono di un disturbo serio e che andrebbero aiutate, avessero facoltà di imporre delle norme sanitarie al resto della popolazione, norme che sono generate dalle loro personali ossessioni, che avvallano le loro fobie.
Esatto, non c’è bisogno di fare lo sforzo di immaginare cosa potrebbe succedere.

13 Marzo 2021

Dove il nemico non è


“Sii dove il tuo nemico non è.”
Sun Tzu, L’arte della guerra.

E’ ormai evidente che siamo in guerra, una guerra subdola che le elites stanno portando a termine contro le masse.
Hanno in mente una idea di mondo che vorrebbero plasmare, e noi siamo di intralcio.
E’ una guerra particolare, una guerra in cui lo Stato ha fatto milioni di prigionieri senza dover intraprendere alcuna battaglia sul campo.
E’ una guerra che stanno vincendo con la collaborazione degli sconfitti, che porgono le mani affinchè vi siano applicate le manette, ringraziando i carcerieri e chiedendo ulteriori pene.
Non si tratta di iperboli.
Abbiamo forse dimenticato che attualmente vige ancora il coprifuoco? e cosa sarebbe, tale misura, se non una forma di arresti domiciliari?
In questa guerra ci sono nemici i politici, i medici che hanno abbracciato la criminale narrazione ufficiale ripudiando la loro vocazione, ci sono nemici i magistrati e i giudici, e sono loro complici, spesso inconsapevoli, le forze dell’ordine e la massa che accetta tutto questo.
E’ una guerra in cui ci ritroviamo soverchiati e senza alleati.
In una situazione simile, l’unica operazione possibile è la vigile attesa.
Con il 90% dei prigionieri che parteggia per gli aguzzini è inutile sperare in una sovversione, al momento.
Occorre attendere, e non impazzire.
Muoversi con cautela, con circospezione.
A passo leggero, facendosi invisibili.
Evitando la scure del nemico, che al momento ci sovrasta in numero e potenza.
E facendo una corazza attorno alla propria anima, affinchè la malvagità e l’empietà che ci viene scagliata addosso non penetri in noi, nelle nostre profondità.
24 Febbraio 2021

Legalità e moralità

Donne arrestate per aver indossato costumi da bagno che violavano le normative. Chicago 1920

Non omne quod licet honestum est

Non tutto ciò che è lecito è onesto.
Ed allo stesso modo, non tutto ciò che la legge vieta è immorale.
Il concetto secondo il quale “ci sono delle leggi, vanno rispettate”, concetto che spesso viene ripetuto, specialmente in questo periodo di restirzioni, contiene indubbiamente una notevole fallacia.
Le leggi vanno rispettate se non si vuole incorrere in sanzioni, ma la loro mera esistenza non ne garantisce in automatico anche una intrinseca moralità.
La storia umana è attraversata da una lunga serie di governi e poteri vari che hanno imposto norme ingiuste ed abbiette, e non occorre spingersi indietro di secoli per ricordarne qualche esempio, nemmeno limitarsi a considerare i regimi cosidetti “tirannici”.
 
Negli Stati Uniti, paese simbolo della democrazia per eccellenza, ad esempio, fino al 1967 in certi stati erano ancora proibiti i matrimoni misti tra bianchi e neri.
Storicamente parlando, il 1967 è dietro l’angolo.
E anche all’epoca, dove vigeva la segregazione razziale, c’era chi affermava “è giusto che i neri stiano fuori da questo locale, ci sono delle leggi, vanno rispettate”.
 
Noi occidentali democratici di fine millennio siamo infine stati educati col pensiero che la questione delle “leggi ingiuste” appartenga al passato: l’idea che ci è stata trasmessa è che con una continua ed inarrestabile avanzata il progresso ci abbia finalmente portato in una era in cui la libertà e la democrazia hanno trionfato, in cui certe aberrazioni appartengono solo al passato, e che finalmente siamo giunti in un periodo in cui le leggi rappresentano il culmine della probità e della moralità.
 
Tutto questo in un momento storico in cui quelle stesse leggi limitano le basilari libertà degli esseri umani, dalla libertà di spostamento, di lavoro, di aggregazione.

E mai come oggi risuona stridente il vecchio mantra delle “leggi che ci sono e che vanno rispettate”.

 

22 Febbraio 2021

Il tradimento della medicina


L’uomo come macchina sterile, l’oblio del concetto di salute “psico-fisica”, il grande tradimento della medicina contemporanea.

Un aspetto innegabile della gestione dell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo è rappresentato dal grande balzo all’indietro compiuto dalla medicina moderna nel rapportarsi con la salute dell’individuo.
La medicina moderna si definisce sostanzialmente a partire dal XIX secolo, quando venne individuata con sempre maggiore precisione l’esistenza dei microrganismi e il loro rapporto con lo svilupparsi delle malattie.
Si scoprì gradualmente che molte patologie erano causate da piccoli parassiti, che gli stessi microrganismi erano responsabili delle infezioni, e col tempo si misero a punto rimedi atti a contrastare la loro opera (sterilizzazione, antibiotici, norme basilari di igiene).
Basti ricordare, a titolo di esempio, il modo in cui la mortalità delle madri e dei neonati nel momento del parto crollò vertiginosamente quando i medici iniziarono a lavarsi le mani tra un intervento e l’altro, evitando così di infettare i nascituri e le partorienti.
Questi progressi fecero fare alla medicina un balzo in avanti enorme, e furono centinaia di milioni le vite umane che da allora furono salvate.
Di lì a poco si entrò in un’epoca in cui a livello scientifico il positivismo e il meccanicismo si imposero come teoria dominante: ogni aspetto del mondo tangibile, compreso l’essere umano, poteva essere investigato e compreso a partire da principi fisici e meccanici.
L’uomo stesso finì per essere considerato come una macchina, un organismo che necessità di determinate sostanze per funzionare, e che risponde alle leggi meccanicistiche del mondo materiale.
Il benessere dell’individuo, di conseguenza, dipendeva dal mantenimento di un equilibrio delle funzioni vitali corporee.

Questa visione strettamente meccanica, pur fondandosi su alcuni assiomi indiscutibili, si dimostrò nel tempo incompleta: in particolar modo per quanto riguarda l’essere umano, vi erano anche altre componenti che entravano in ballo, e che si scoprì che non potevano essere ignorate.
Non bastava garantire il sostentamento e gli altri bisogni basilari all’uomo per renderlo “efficiente e soddisfatto”: la mente umana risultava più complessa, e la felicità umana richiedeva innumerevoli altre componenti, aspetti che abbracciavano il campo non strettamente materiale.
Si tentò allora di studiare anche queste componenti non materiali in maniera “scientifica”, e si svilupparono a tal proposito le scienze psicologiche; queste altro non furono che un tentativo di far rientrare anche gli aspetti non quantificabili e non misurabili del vivere umano all’interno di un paradigma coerente con la scienza contemporanea.

Col tempo la medicina comprese quindi che nel garantire la salute dell’individuo non si poteva prescindere anche dalla sua situazione “psicologica”.
Il concetto di equilibrio personale si ampliò e si iniziò a parlare di salute “psico-fisica”.
Una corretta alimentazione, una condotta prudente nei confronti degli agenti esterni, un continuo monitorare le proprie condizioni fisiche era considerato prioritario, ma altrettanto importante per la salute del singolo era considerata la sua condizione “sociale”, i suoi affetti, le soddisfazioni del vivere quotidiano, la sua socialità.
Si scoprì addirittura che il benessere psicologico rafforza lo stesso sistema immunitario: psiche e corpo lungi dall’essere due attori separati risultarono essere parte di un unico processo.

Ora, nell’affrontare l’emergenza sanitaria attuale, la medicina nel suo complesso pare aver dimenticato tutte queste realtà che fino a pochi mesi fa venivano considerate verità assodate e pluridimostrate in ambito medico.
Cancellando in un solo colpo i progressi di più di un secolo, il mondo medico è tornato a considerare l’individuo una mera composizione materica.
La risposta che è stata data al diffondersi dell’epidemia è stata infatti esclusivamente meccanicistica: totale isolamento per non andare incontro al patogeno, bando di ogni interazione sociale, dispositivi per filtrare l’aria che si respira, una igienizzazione ossessiva e compulsiva dell’ambiente circostante.

In tutto questo le necessità psicologiche sono state del tutto ignorate.
Le interazioni sociali, il semplice contatto con la natura all’aria aperta, le esigenze ricreative, tutti aspetti che erano considerati indispensabili per la corretta salute di ogni essere umano sono state bandite, criminalizzate.
Tutto ciò che fino a ieri ci rendeva realmente umani è stato demonizzato.
L’uomo è tornato ad essere considerato una semplice macchina, senza altre componenti, senza ulteriori bisogni se non il cibo e il non venire a contatto con pericolosi parassiti.
Un tradimento epocale di tutto il mondo medico, un rinnegamento criminale di tutto ciò che rende gli uomini “umani”.