
Sul sito di Daniele Martinelli, compare un articolo di qualche giorno fa, dal titolo “Beppe e Gianroberto, mettetevi in sicurezza”
Ho letto solo le prime righe, ma quello che è interessante è il tono, l’atmosfera, il titolo, e sopratutto quella foto.
“Beppe e Gianroberto”
Certe circostanze mi lasciano assai perplesso.
Mi sono impegnato negli ultimi anni ad interpetare i simboli, a leggere le immagini, però avrei detto che il “profumo” che esce da immagini e testi simili fosse percepibile immediatamente, che non ci fosse bisogno di chissà quali conoscenze per coglierne “lo spirito”.
E quel “Gianroberto“…
Gianroberto, quel Gianroberto chiamato per nome, nostro amico da sempre, quello che non si sapeva chi cavolo fosse fino a due mesi fa e adesso pare normale vederlo decidere “la linea” che devono seguire i parlamentari del partito più votato d’Italia.
“La linea”...
Alla faccia del partito che nasce dal basso: un’accozzaglia brancaleone che sta in apnea a bocca aperta aspettando che “i capi” dettino “la linea”, che gli dicano cosa debbono fare, come devono votare, come devono astenersi.
“La linea”…
Per quanto la democrazia sia una farsa, in linea teorica ogni parlamentare dovrebbe agire secondo coscienza, rappresentando coloro che gli hanno consegnato il “mandato”.
Qui invece abbiamo un gruppo di improbabili che appena sgarrano vanno incontro a minacce e strali.
E’ tutto così evidente, tutto così triste.
In questo blog ci si era occupati di Gianroberto una prima ed unica volta nel lontano 2007, un po’ in anticipo sui tempi.
La sua visione era ed è chiara, e rappresenta l’esatto contrario di tutto quello in cui qui si crede.
L’esaltazione del virtuale, la quantificazione dell’anima, che diviene un bene da contrattare, da scambiare allegramente e mettere a disposizione di tutti “nella rete”.
Aggiungere altro non serve a chi comprende il messaggio di Casaleggio, nello stesso modo in cui qualsiasi analisi risulterà superflua a coloro che non vi vedono nulla di scandaloso.

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