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-o- Too late to die young -o-
10 settembre 2008

Folle e condottieri - parte II

Continua la disamina del testo di Gustave Le Bon “Psicologia delle folle“.
Di seguito, alcuni paragrafi tratti dal primo capitolo: “Caratteristiche generali delle folle – Legge psicologica della loro unità mentale.”


di Gustav Le Bon

Nel senso consueto, la parola folla rappresenta una riunione di individui qualsiasi, qualunque sia la loro nazionalità, la professione e il sesso, qualunque siano i casi che li riuniscano.
Dal punto di vista psicologico, l’espressione “folla” assume un significato ben diverso.
In talune circostanze prestabilite, e soltanto in tali circostanze, un agglomeramento di uomini possiede caratteri nuovi, molto diversi da quelli degli individui di cui esso si compone.
La personalità cosciente svanisce, i sentimenti e le idee di tutte le unità sono orientate in una stessa direzione.
Si forma un’anima collettiva, senza dubbio passeggera, ma che presenta ben precisi caratteri.
La collettività diventa allora ciò che, per mancanza di una migliore espressione – io chiamerei una folla organizzata, o, se lo preferite, una folla psicologica.
Essa forma un solo essere e si trova sottomessa alla legge dell’unità mentale delle folle. […]Il fatto più saliente manifestato da una folla psicologica é il seguente: quali si siano gli individui che la compongono, simile o dissimile sia il loro genere di vita, le loro occupazioni, il loro carattere o la loro intelligenza, il solo fatto che essi sono trasformati in folla, li fa partecipi di un’anima collettiva.
Quest’anima li fa sentire, pensare e agire in un modo completamente diverso da come sentirebbero, penserebbero e opererebbero isolatamente.
Certe idee, certi sentimenti non sorgono o non si trasformano in atti se non negli individui che costituiscono folla.[…]

E’ facile constatare come l’individuo che fa parte della folla differisca dall’individuo isolato; ma di una simile differenza le cause sono meno facili a scoprirsi.
Per giungere ad intravederle, bisogna ricordare prima di tutto questa osservazione della psicologia moderna : che non solo nella vita organica, ma anche nel funzionamento dell’intelligenza, i fenomeni incoscienti hanno una parte preponderante.
La vita cosciente dello spirito non rappresenta che una piccolissima parte in confronto alla sua vita incosciente. […]

Gli uomini più dissimili per intelligenza hanno istinti, passioni, sentimenti a volte identici.
In tutto ciò che é materia di sentimento : religione, politica, morale, affezioni, antipatie, ecc., gli uomini più eminenti non superano che assai raramente il livello degli individui comuni.
Tra un celebre matematico e il suo calzolaio può esistere un abisso sotto il rapporto intellettuale, ma dal punto di vista del carattere e delle credenze la differenza é spesso nulla o lievissima. […]

Nell’anima collettiva, le attitudini intellettuali degli uomini, e per conseguenza la loro individualità, si cancellano.
L’eterogeneo si sommerge nell’omogeneo, e le qualità incoscienti dominano. […]

Questa comunanza delle qualità consuete ci spiega perché le folle non saprebbero compiere atti che esigano un’intelligenza elevata.
Le decisioni di interesse generale prese da un’assemblea di uomini scelti, ma di diverse attitudini, non sono sensibilmente superiori alle decisioni che prenderebbe una riunione di imbecilli.
Difatti essi possono soltanto associare quelle qualità mediocri che tutti posseggono.
Le folle accumulano non l’intelligenza, ma la mediocrità. […]

Delle attente osservazioni sembrano provare che l’individuo, tuffato da qualche tempo in seno ad una folla in fermento, cade in breve in seguito agli effluvi che ne sprigionano, o per altra causa ancora ignorata – in uno stato particolare, simile assai allo stato di fascinazione dell’ipnotizzato tra le mani del suo ipnotizzatore.
Essendo, nell’ipnotizzato, paralizzata la vita del cervello, egli diventa lo schiavo di tutte le attività incoscienti che l’ipnotizzatore dirige a suo talento.
La personalità cosciente é svanita, la volontà e il discernimento aboliti.
Sentimenti e pensieri sono allora orientati nel senso determinato dall’ipnotizzatore.
Questo é all’incirca lo stato dell’individuo che fa parte della folla.
Egli non é più cosciente dei suoi atti.
In lui, come nell’ipnotizzato, mentre certe facoltà sono distrutte, altre possono essere condotte a un grado estremo di esaltazione.
L’influenza di una suggestione lo lancerà con una imperiosità irresistibile verso il compimento di certi atti.[…]

Per il solo fatto di far parte di una folla, l’uomo discende di parecchi gradi la scala della civiltà.
Isolato, sarebbe forse un individuo colto, nella folla è un istintivo, per conseguenza un barbaro.
Egli ha la spontaneità, la violenza, la ferocia e anche gli entusiasmi e gli eroismi degli esseri primitivi.
Si fa simile ad essi anche per la sua facilità a lasciarsi impressionare da parole, immagini, e guidare ad atti che ledono i suoi interessi più evidenti.
L’individuo della folla é un granello di sabbia in mezzo ad altri granelli di sabbia che il vento solleva a suo capriccio. […]

Dalle osservazioni precedenti, si conclude che la folla é sempre intellettualmente inferiore all’uomo isolato.
Ma dal punto di vista dei sentimenti e degli atti che questi sentimenti determinano, essa può, seguendo le circostanze, essere peggiore o migliore.
Tutto dipende dal modo col quale essa é suggestionata.
Questo é quanto hanno misconosciuto gli scrittori che hanno studiato le folle solo dal punto di vista criminale.
Certo, spesso esse sono criminali, ma di frequente anche eroiche.
Facilmente sono condotte a farsi uccidere per il trionfo di una fede, di un’idea; vengono entusiasmate per la gloria e l’onore, si conducono quasi senza pane e senz’armi come nelle Crociate, per liberare dagli infedeli la tomba di un Dio, o, come nel 93, per difendere il suolo della patria.
Eroismi evidentemente un po’ incoscienti; ma é con tali eroismi che si fa la storia.
Se si dovessero mettere all’attivo dei popoli soltanto le grandi azioni freddamente ragionate, gli annali del mondo ne registrerebbero ben poche.


Folle e condottieri – parte I

 

15 comments to Folle e condottieri – parte II

  • Asno

    Bentornato, Carlo.

    Questi due post sulla folla “manzoniana” fanno ben capire lo scopo della moderna democrazia.

    “Tutto dipende dal modo col quale essa é suggestionata.

    Questo é quanto hanno misconosciuto gli scrittori che hanno studiato le folle solo dal punto di vista criminale.

    Certo, spesso esse sono criminali, ma di frequente anche eroiche”.

    Vero. Ma nei nostri media non sembra abbondare l’elogio dell’eroismo.

  • anonimo

    Ma nei nostri media non sembra abbondare l’elogio dell’eroismo.

    Non saprei… Quando si parla di eserciti o forze dell’ordine in genere c’è spesso dietro una retorica basata sull’eroismo.

    Un’esempio recente: “ho parlato di un duplice segno della Resistenza: quello della ribellione, della volonta’ di riscatto, della speranza di liberta’ e di giustizia che condussero tanti giovani a combattere nelle formazioni partigiane e quello del senso del dovere, della fedelta’ e della dignita’ che animarono la partecipazione dei militari, compresa quella dei seicentomila deportati nei campi tedeschi, rifiutando l’adesione alla Repubblica di Salo”

    Paolo

  • messier

    Folla e Follia sono così simili nel nome… Io credo che l’ottenimento di UNA entità psichica “semplice”, a partire dal complesso atomismo di Persone distinte, sia non solo lo scopo, ma la chiave, veramente, di molte operazioni e trasformazioni odierne. Qui si parla di folle corporee, in atto, in essere, ma credo che non differentemente si provochi lo stesso meccanismo anche in altro modo. Lo scopo cui usare la chiave ha a che vedere con l’Immortalità senza dubbio di chi promuove queste cose sapendo bene cosa fa. A volte penso che dovremmo fuggire su uno scoglio in mezzo al mare.

  • Santaruina

    Caro Asno, le suggestioni oggi muovono in una sola direzione.

    E vi è una vera e propria scienza della suggestione.

    Ciao Paolo

    retorica che mette i brividi…

    Se non sbaglio si tratta di quel simpatico vecchietto che tempo fa venne colto con le mani nel sacco mentre faceva la cresta sui rimborsi spese dei voli aerei che gli venivano offerti..

    messier, penso anche io che la chiave sia quella.

    Occorre conoscere a fondo questi meccanismi.

    A presto

  • arcangelica

    questi post mi hanno fatto rivivere esperienze passate giusto 10 anni fa! Mi ero messa a capo di un comitato, io ero mossa dallo spirito del sociale,alla fine, mi sono ritrovata in mezzo alla politica. Resami conto di essere un agnello in mezzo ad un branco di lupi, buoni a strumentelizzare e usare a comodo e piacimento. Feci il gran rifiuto….

    preferendo un piatto di verdura con amici invece di banchettare con i nemici …….

    il prezzo che si paga è altissimo ma io cammino bella e fiera con la schiena dritta e a testa alta, mentre loro……..

    grazie di esistere Santaruina :-)

    ciao

  • anonimo

    amo tutti odio la gente! ma se odio la gente non amo nessuno! Paradossalmente il singolo individuo ha un ‘senso compiuto’ solo quando diventa folla/comunità come la goccia di pioggia che diventa oceano. La folla é un mare che bolle o un mare che si calma, potenzialmente anche a livello intellettivo/intellettuale la folla potrebbe essere più intelligente del singolo individuo essendo sostanzialmente il luogo geografico dove circola l’amore. La folla é la tribù estatica davanti al totem, logos primordiale che racconta l’origine mitica……ma che l’enorme potenzialità delle folle venga corrotta, questo é il compito preciso dell’ignobile follia, mentre la vera autentica necessaria follia dell’amore cerca il corpo mistico dell’umanità. Nella folla/tribù é nascosto il sogno dell’amore ed ancora più importante é lasciarsi andare e tenersi stretti alla dialettica individuo-folla perché é nel movimento nota musicale, che si crea il respiro, nell’alternanza di singolo e collettivo, nel restringersi e nel dilatarsi che affiora la musica sacra dell’amore…ciao, jam

  • tristantzara

    Interessante il significato psicologico di folla.Ma secondo te gli uomini al potere oggi nel mondo e i nostri governanti conoscono queste cose e fattori ? secondo me no,più probabile i loro consiglieri se hanno una loro cultura personale acquisita precedentemente. Secondo me operano d’istinto e poi fanno sondaggi velocissimi tra la gente e rettificano se sbagliano.Gli uomini più influenti di potere oggi manipolano la cultura dell’uomo perchè non la conoscono nemmeno.

  • Airel81

    le folle occidentali sono scomparse… quelle orientali sono prese per fare. Condottieri? Non ne vedo, nemmeno negativi. Tutto lavora all’ombra, ed è questo ciò che mi inquieta. Ciao carissimo

  • qualquna

    la folle è un insieme di persone, lasciandosi trasportare…..

    nel mezzo in folla io mi sento sola,persa

    nel mezzo un campo sono libera, felice!!!

    :-)))

    un caro saluto e

    buon inizio di settimana!

  • Santaruina

    Ma secondo te gli uomini al potere oggi nel mondo e i nostri governanti conoscono queste cose e fattori ?

    FOrse i nostri governanti no, ma probabilmente chi detiene il potere sa esercitare bene la scienza del comando.

    Ed essendo una disiplina, questa scienza ha le sue regole e le sue linee guida.

    Come scienza propria dei governanti, infine, appare evidente che i governati non ne sappiano niente.

    Penso che vi siano persone molto competenti in materia.

  • Santaruina

    Arcangelica, di certi meccanismi purtroppo ci si rende conto solo dall’interno.

    ma sono esperienze molto preziose.

    Un caro saluto a te :-)

    jam, come sempre molto belli i tuoi pensieri.

    Hai toccato un passaggio importante, ovvero le grandi potenzialità della “folla”, che possono essere anche positive.

    ma, come si accennava all’inizio, negli ultimi tempi pare che si è deciso di “usarne” solo le caratteristiche “distruttive”.

    Airel, perchè dici che le folle occidentali sono scomparse?

    (p.s.:ho visto solo ora il nuovo blog, arrivo al più presto :-)

    Ciao qualquna, buona settimana anche a te :-)

  • anonimo

    …come il mio gatto, vorrei camminare sui tetti, oppure un po’ più in alto, fra la folla invisibile degli angeli e sorridere con loro mentre spandono sulla terra gli aromi sottili e dolcissimi del cielo…take care! jam

  • 6by9add6add9

    bhe., guardiamo in faccia la realta’ una volta tanto.., la poesia e la filosofia quando prese per non sapere cosa dire ci rende piu’ sciocchi ancora.,

    La massa sceglie chi comanda., almeno questa pare la demoscrazia che va tanto di moda e per la quale difendiamo a spada tratta la giusta sentenza., quando si affonda si affonda tutti assieme., la massa per priama chiaramente., ma e’ solo mal di se stessa., tutti compatti nella stupidita’.

    Caro Carlo., chi e’ causa del suo male pianga se stesso.

    Folle oceaniche di stupidita’ e di manifestanti della domenica.

    Piuttosto., sta affondando il trasatlantico occidentale o e’ solo una bufala? :)

    Con stima.

  • Airel81

    Carlo carissimo allora aspetto una tua visita… il blog dovrebbe “vivere” almeno fino a Natale (tempi più lunghi non mi azzardo a darli… conoscendomi…).

    dico che le folle occidentali non esistono per il semplice fatto che siamo un mondo dormiente, che sogna stronzate ma molto lontani dal vivere per “davvero”. La realtà non piace, meglio sognare. E certo, ti do ragione, durante il sogno può capitare l’insurrezione… ma reste relegata nel mondo del sogno, in realtà non cambia nulla. Un divertissement… nulla di più.

    Ti aspetto e ti abbraccio.

    Baci

  • Santaruina

    Jam, la folla degli angeli…

    Già :-)

    Ciao Cinzia

    pare che il transatlantico abbia molte falle.

    C’è chi ci si sdraia sopra tentando di contenere l’acqua che sale.

    Ottimismo, in primis…

    A presto :-)

    Airel, realtà, sogno.

    Vi sono molti gradi di realtà, come sapiamo.

    A presto

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