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¿te quedarás, mi pesadilla
rondándome al oscurecer?


-o- Too late to die young -o-
12 maggio 2011

Ancora sul complottismo II


La recente vicenda del presunto assassinio di Osama Bin Laden da parte di un gruppo di militari dell’esercito americano ha riproposto, ancora una volta, la stantia diatriba tra “cospirazionisti” e “non cospirazionisti”.
La novità, nel caso in questione, è rappresentata dal fatto che tale contrapposizione non si è limitata, come solitamente avviene, all’interno dell’autoreferenziale universo della  rete, ma ha aperto anche un dibattito nel mondo dell’informazione “ufficiale” che ha presentato qualche fattore inedito, rispetto al passato.

A grandi linee, si possono infatti suddividere coloro che hanno espresso la loro opinione a proposito dei fatti in questione in tre gruppi:

– coloro che hanno accettato quale veritiera l’opinione fornita dal governo americano;
– i cosiddetti “cospirazionisti”, che dall’inizio hanno dubitato della realtà della operazione, convinti che il personaggio di Bin Laden sia stato negli ultimi anni nient’altro che uno spauracchio utilizzato dagli Usa per diffondere un senso di paura e di allerta nella popolazione;
– infine, le persone che hanno trovato grottesca e poco credibile la versione fornita, ma che hanno tenuto a precisare che dubitare della veridicità di questa morte non fa di loro dei “cospirazionisti”.

E’ evidente che nella prima categoria si possono ascrivere la quasi totalità dei giornalisti dei grandi media, il cui lavoro è ovviamente quello di assecondare e difendere il potere costituito, e che di conseguenza non potevano tenere un comportamento diverso; persone che tengono famiglia, in altre parole.
La reazione più interessante, tuttavia, è quella del terzo gruppo.
Si tratta di persone che in generale hanno ritenuto valida la versione offerta dal governo statunitense a proposito della tragedia dell’11 Settembre, ma che si sono rese conto che avvallare anche il ridicolo resoconto riguardante la morte di Bin Laden sarebbe stato un insulto alla propria intelligenza, dal momento che il racconto risultava troppo grottesco per essere creduto da una persona mediamente razionale.
In quest’ultimo gruppo si ripresentava spesso, quale introduzione ai propri ragionamenti, una premessa emblematica: “non sono un cospirazionista, ma…”

Ecco quindi che, ancora una volta, si ripropone la solita questione, trita e ritrita: ma chi sarebbe, un cospirazionista?
E’ bene chiarire subito un aspetto: il “cospirazionismo”, per come lo intendono coloro che usano tale termine in modo spregiativo, non esiste, o per meglio dire, è fenomeno assai raro, e molto circoscritto.
Chi usa questa espressione per dissociarsi da esso ha in mente una serie di qualità ben precise: il cospirazionista sarebbe colui che in ogni avvenimento che succede intorno a lui vede un complotto, colui che crede a tutte le teorie della cospirazione che prolificano nella rete.
L’11 settembre è stato un auto attentato, i reali del pianeta sono dei rettili, gli aerei sopra di noi ci stanno avvelenando con le scie chimiche, Elvis è ancora vivo, gli alieni controllano il mondo, la massoneria è una creazione dei gesuiti: il cospirazionista, secondo costoro, crede a tutto questo, e a molto ancora, a patto che si tratti di teorie che contrastano con le versioni ufficiali; basta inoltre che una persona accenni un dubbio anche su una sola di tali questioni ed ecco che automaticamente egli abbraccia anche tutte le altre.

Ecco spiegato il mettere avanti le mani da parte delle persone facenti parti del terzo gruppo: il loro è un desiderio di chiarire che il fatto che nutrano dei dubbi sull’operazione americana in Pakistan non significa che siano convinti che nell’Area 51 si sezionino cadaveri di alieni.

Tale atteggiamento è molto interessante, ed è il risultato di un pesante condizionamento che ha avuto inizio sin da quando le prime domande e le prime versioni “alternative” hanno iniziato a comparire su internet.
Se c’è un modo, infatti, per screditare coloro che si pongono domande legittime su fatti poco chiari della storia passata e recente è l’inserirli in un grande calderone largamente disomogeneo e ad esso affibbiare una etichetta degradante: nacque così il gruppo dei “complottisti”, vittime di quel “cospirazionismo” che autorevoli studiosi e pensatori si sono addirittura affrettati nel descrivere quale “disturbo”, una sorta di malattia mentale da cui occorre stare all’erta.

Il rischio di entrare a far parte di questa triste categoria ha fatto sì che molte persone, che in altre circostanze si sarebbero poste delle domande su alcuni episodi poco chiari, abbiano rifiutato a priori qualsiasi disamina che andasse oltre le “versioni ufficiali”.
Magari qualcuno trova un po’ strane alcune scie che gli aerei rilasciano nei cieli gli ultimi anni, ma il rischio di venire accomunato con quelli che nella regina Elisabetta vedono un rettile lo ha convinto ad occuparsi d’altro, per dirne una.

Non ci sarebbe bisogno di far notare la fallacia di tale associazione, nonostante si possa constatare come spesso in tale errore incappino persone sicuramente non stupide.
Sostenere che difficilmente le Torri Gemelle sarebbero potute crollare in modo perfettamente verticale ad una velocità prossima a quella della caduta libera senza l’ausilio di cariche esplosive non implica che si creda anche che il mondo sia segretamente governato dagli alieni, per dirne un’altra.

Cospirazionista è quindi un brutto termine che serve ad etichettare coloro che su argomenti contesi si pongono delle domande, ed a volte, non sempre, dopo una certa analisi arrivano a conclusioni diverse rispetto a quelle offerte dalle “autorità”.
Ed a questo punto si può fare un’altra interessante considerazione: se i “cospirazionisti”, per come vengono solitamente descritti non esistono, potrebbero invece esistere i loro alter ego, gli “ufficialisti”.

Con ufficialisti si potrebbero infatti indicare tutti coloro che sulle diatribe a proposito dei grandi eventi su cui sorgono teorie della cospirazione accettano come vera, a priori, e sempre, la versione sostenuta dalle autorità ufficiali, dai governi e dai mezzi di comunicazione di massa.
Gli ufficialisti sarebbero coloro che fondano ogni loro ragionamento su di un dogma chiaro ed indiscutibile: nonostante i governi dicano spesso bugie, a queste bugie vi è un limite, e bugie enormi non vengono mai dette; e nonostante i governi ogni tanto compiano anche azioni moralmente discutibili, oltre un certo grado di malvagità non possono andare.
Il governo degli Stati Uniti non avrebbe mai potuto uccidere deliberatamente 3000 di suoi concittadini, il governo degli Stati Uniti non avrebbe mai potuto mentire su una tragedia così grande, e così via.

Questo atteggiamento, che assume anche una leggera sfumatura paradossale (i governanti mentono spesso, ma sulle grandi questioni sono sinceri), potrebbe in realtà rappresentare un comprensibile meccanismo di difesa da parte del cittadino comune: ipotizzare che le autorità, coloro che per definizione sono preposti alla difesa della nostra incolumità, possano arrivare all’omicidio di loro concittadini è un pensiero troppo difficile da accettare, un pensiero con cui è impossibile convivere.

L’errore, in ogni caso, sta nell’assumere una opinione a priori: non esiste avvenimento che non possa essere analizzato a mente fredda, studiando il più possibile i fatti e facendosi una opinione su di essi, e non esiste governante al mondo che va creduto sempre ed a prescindere, qualsiasi cosa sostenga.
Ogni versione va valutata, e solo in seguito si potrà esprimere un parere su di essa.

88 comments to Ancora sul complottismo II

  • anonimo

    Però alla fine oltre la valutazione personale non si va mai, visto che non ci sono mai prove decisive e che comunque le fonti a cui il comune cittadino può accedere, qualunque sia il grande tema in questione, dicono tutto ed il contrario di tutto, in tutti i casi sempre in apparenza ben argomentato.
    Il tutto rischia di essere un enorme sforzo vano e controproducente.
    Osservare ed avere dei dubbi è legittimo e sano, ma ad un certo punto bisognerebbe forse prediligere volgere la maggior parte del proprio sguardo verso l'alto, unica possibile vera fonte di risposte.

    Fabiano

  • anonimo

    Il fatto è che di gente che crede a tutto è pieno l'internet. Non sarebbe un problema di per sé (c'è gente che ritiene che pagare le tasse sia bello), ma il meccanismo che genera.

    Perché arrivano "gli altri", si fanno il giro dei siti che le sparano più grosse e hanno gioco facile a dimostrare che "sono tutti uguali".

    E così se tu anche solo provi a discutere, hai da un lato quello che ti accusa di credere ai rettiliani e dall'altro quello che ti difende gridando che i rettiliani governano il mondo. Alla fine o cominci ogni discorso premettendo che non credi ai rettiliani, oppure lasci anche perdere, visto che a stare in mezzo al fuoco incrociato non hai tantissima voglia…

    Tommy

  • anonimo

    Sei sempre molto lucido.
    Grazie!
    Nico caminante de Napoles

    p.s.
    le scie chimiche mi preoccupano non poco

  • anonimo

    Santaruina,
    nuovamente esci fuori dalla mischia con un gran gol!

    Comunque, perchè scomodare sempre gli americani (i governanti americani)? In Italia si sono avute tante stragi poco chiare in cui il "cittadino" italiano non ha potuto che credere alle versioni ufficiali.
    Solo provare a dire che:
    – Moro poteva essere salvato poichè si sapeva dove fosse,
    – Falcone e Borsellino sono morti a causa di esplosivi militari in uso ai nostri servizi segreti, ecc. e si diventa dei complottisti nostrani.

    Se ti fai queste domande allora sei comunista o fascista a seconda di chi ti addita e comunque sei matto.

    Sono cose della vita. :D

    sR

  • anonimo

    Il tuo articolo prelude un argomento, a mio parere, molto importante, quello della democrazia.
    Intanto premetto di non essere un complottista, tanto per essere in tema con l’articolo, e non lo sono perché non credo che ci stia avviando verso una deriva fascista ed autoritaria in senso classico, nella gestione del potere. Anzi il mondo andrà sempre più verso una democrazia globale, che non ha bisogno di microchip o diavolerie simili per il controllo del cittadino. La democrazia basta a se stessa, è il miglior sistema di controllo che sia mai stato progettato. Intanto in democrazia ognuno può esprimere le sue opinioni, ma essendo il sistema basato sul consenso, non è vero che le opinioni abbiano tutte lo stesso peso e valore. Il valore di un opinione si calcola sulla quantità di consenso che riesce ad ottenere. Ci sono studi di settore specifici per analizzare i comportamenti e le parole che possono coaugulare il consenso, in modo che chi vi si attiene abbia buone possibilità di influenzare la politica e la società. Andare controcorrente significa essere esclusi, non solo dalla stanza dei bottoni, ma anche essere catalogati come inaffidabili, riducendo perciò a zero il valore di quanto potreste sostenere. Tanto più le opinioni sono scomode per il sistema, tanto più si ha esclusione, perfino nell’ambito della cerchia personale o in quella lavorativa. Naturalmente il gioco del consenso è truccato. La commistione tra denaro e politica è evidente, quindi i detentori del potere politico sono anche quelli che detengono il potere economico. Il successo si ottiene grazie al denaro, anzi fare soldi è sinonimo di successo di per se, quindi il valore delle tue opinioni è direttamente proporzionale al tuo conto in banca. Se l’obbiettivo della maggioranza delle persone è fare più soldi possibile, quindi vi è un consenso di base all’idea che i soldi rappresentino il successo, come può uno spiantato avere un opinione valida? Viene da se che un buono a nulla può avere un opinione propria, ma quell’opinione non ha valore. La società e la mentalità comuni sono dunque allineati di defoult al potere economico e politico, senza che questi abbia bisogno di usare strumenti coercitivi classici, ma semplicemente facendo uso del plagio emozionale che risulta dal trasmettere al popolo falsi valori, corroborati dal piccolo culto della messa della domenica e dal grande rito culturale e cultuale della televisione. La democrazia è l’unico strumento in grado di legittimare la classe dirigente di un paese, proprio perché si basa sul consenso e quindi divide la responsabilità delle scelte su tutti gli individui, deresponsabilizzando di fatto chi le scelte le compie davvero. Eccoci quindi nella doppia funzione di accusatori del sistema e coresponsabili del sistema stesso. Peggio del fascismo, perché non ci sono gerarchi da combattere, nemici da combattere. Il popolo manipolato è il nemico di se stesso e i manipolatori sono a loro volta manipolati da loro stessi, perché non puoi coinvolgere nessuno nel tuo delirio se sei tu il primo a non crederci.
    Il tuo articolo prelude un argomento, a mio parere, molto importante, quello della democrazia.
    Intanto premetto di non essere un complottista, tanto per essere in tema con l’articolo, e non lo sono perché non credo che ci stia avviando verso una deriva fascista ed autoritaria in senso classico, nella gestione del potere. Anzi il mondo andrà sempre più verso una democrazia globale, che non ha bisogno di microchip o diavolerie simili per il controllo del cittadino. La democrazia basta a se stessa, è il miglior sistema di controllo che sia mai stato progettato. Intanto in democrazia ognuno può esprimere le sue opinioni, ma essendo il sistema basato sul consenso, non è vero che le opinioni abbiano tutte lo stesso peso e valore. Il valore di un opinione si calcola sulla quantità di consenso che riesce ad ottenere. Ci sono studi di settore specifici per analizzare i comportamenti e le parole che possono coaugulare il consenso, in modo che chi vi si attiene abbia buone possibilità di influenzare la politica e la società. Andare controcorrente significa essere esclusi, non solo dalla stanza dei bottoni, ma anche essere catalogati come inaffidabili, riducendo perciò a zero il valore di quanto potreste sostenere. Tanto più le opinioni sono scomode per il sistema, tanto più si ha esclusione, perfino nell’ambito della cerchia personale o in quella lavorativa. Naturalmente il gioco del consenso è truccato. La commistione tra denaro e politica è evidente, quindi i detentori del potere politico sono anche quelli che detengono il potere economico. Il successo si ottiene grazie al denaro, anzi fare soldi è sinonimo di successo di per se, quindi il valore delle tue opinioni è direttamente proporzionale al tuo conto in banca. Se l’obbiettivo della maggioranza delle persone è fare più soldi possibile, quindi vi è un consenso di base all’idea che i soldi rappresentino il successo, come può uno spiantato avere un opinione valida? Viene da se che un buono a nulla può avere un opinione propria, ma quell’opinione non ha valore. La società e la mentalità comuni sono dunque allineati di defoult al potere economico e politico, senza che questi abbia bisogno di usare strumenti coercitivi classici, ma semplicemente facendo uso del plagio emozionale che risulta dal trasmettere al popolo falsi valori, corroborati dal piccolo culto della messa della domenica e dal grande rito culturale e cultuale della televisione. La democrazia è l’unico strumento in grado di legittimare la classe dirigente di un paese, proprio perché si basa sul consenso e quindi divide la responsabilità delle scelte su tutti gli individui, deresponsabilizzando di fatto chi le scelte le compie davvero. Eccoci quindi nella doppia funzione di accusatori del sistema e coresponsabili del sistema stesso. Peggio del fascismo, perché non ci sono gerarchi da combattere, nemici da combattere. Il popolo manipolato è il nemico di se stesso e i manipolatori sono a loro volta manipolati da loro stessi, perché non puoi coinvolgere nessuno nel tuo delirio se sei tu il primo a non crederci.
    Il tuo articolo prelude un argomento, a mio parere, molto importante, quello della democrazia.
    Intanto premetto di non essere un complottista, tanto per essere in tema con l’articolo, e non lo sono perché non credo che ci stia avviando verso una deriva fascista ed autoritaria in senso classico, nella gestione del potere. Anzi il mondo andrà sempre più verso una democrazia globale, che non ha bisogno di microchip o diavolerie simili per il controllo del cittadino. La democrazia basta a se stessa, è il miglior sistema di controllo che sia mai stato progettato. Intanto in democrazia ognuno può esprimere le sue opinioni, ma essendo il sistema basato sul consenso, non è vero che le opinioni abbiano tutte lo stesso peso e valore. Il valore di un opinione si calcola sulla quantità di consenso che riesce ad ottenere. Ci sono studi di settore specifici per analizzare i comportamenti e le parole che possono coaugulare il consenso, in modo che chi vi si attiene abbia buone possibilità di influenzare la politica e la società. Andare controcorrente significa essere esclusi, non solo dalla stanza dei bottoni, ma anche essere catalogati come inaffidabili, riducendo perciò a zero il valore di quanto potreste sostenere. Tanto più le opinioni sono scomode per il sistema, tanto più si ha esclusione, perfino nell’ambito della cerchia personale o in quella lavorativa. Naturalmente il gioco del consenso è truccato. La commistione tra denaro e politica è evidente, quindi i detentori del potere politico sono anche quelli che detengono il potere economico. Il successo si ottiene grazie al denaro, anzi fare soldi è sinonimo di successo di per se, quindi il valore delle tue opinioni è direttamente proporzionale al tuo conto in banca. Se l’obbiettivo della maggioranza delle persone è fare più soldi possibile, quindi vi è un consenso di base all’idea che i soldi rappresentino il successo, come può uno spiantato avere un opinione valida? Viene da se che un buono a nulla può avere un opinione propria, ma quell’opinione non ha valore. La società e la mentalità comuni sono dunque allineati di defoult al potere economico e politico, senza che questi abbia bisogno di usare strumenti coercitivi classici, ma semplicemente facendo uso del plagio emozionale che risulta dal trasmettere al popolo falsi valori, corroborati dal piccolo culto della messa della domenica e dal grande rito culturale e cultuale della televisione. La democrazia è l’unico strumento in grado di legittimare la classe dirigente di un paese, proprio perché si basa sul consenso e quindi divide la responsabilità delle scelte su tutti gli individui, deresponsabilizzando di fatto chi le scelte le compie davvero. Eccoci quindi nella doppia funzione di accusatori del sistema e coresponsabili del sistema stesso. Peggio del fascismo, perché non ci sono gerarchi da combattere, nemici da combattere. Il popolo manipolato è il nemico di se stesso e i manipolatori sono a loro volta manipolati da loro stessi, perché non puoi coinvolgere nessuno nel tuo delirio se sei tu il primo a non crederci.
    Il tuo articolo prelude un …

  • anonimo

    opps dimenticato firma
    democrito

  • anonimo

    accidenti, come è difficile fare un copia-incolla su questo blog. qui me lo incollato 3 volte….bah, misteri dell'eletronica
    ciao

  • Santaruina

    Fabiano

    Osservare ed avere dei dubbi è legittimo e sano, ma ad un certo punto bisognerebbe forse prediligere volgere la maggior parte del proprio sguardo verso l'alto, unica possibile vera fonte di risposte.

    Potrei essere d'accordo, in fondo con quello che dici, ma per ogni cosa c'è il suo tempo, e tutti noi abbiamo tempi diversi.

    A presto

    ___________________________

    Tommy

    E così se tu anche solo provi a discutere, hai da un lato quello che ti accusa di credere ai rettiliani e dall'altro quello che ti difende gridando che i rettiliani governano il mondo.

    Anche questo è vero.
    In una passata discussione si era parlato proprio di questo, del fatto che per alcune persone l'essere "anti-sistema" significhi abbracciare in toto tutte le teorie "cospirazioniste", e coloro che ne saltano anche una sola per costoro divengono dei "disinformatori".

    Si entra così dentro un gioco di ruoli, si abbraccia un schieramento e si diviene tifosi.
    Enorme errore, a mio parere.

     

  • Santaruina

    Ciao Nico, un saluto a te :-)

    ______________________

    sR

    In Italia si sono avute tante stragi poco chiare in cui il "cittadino" italiano non ha potuto che credere alle versioni ufficiali.

    Esattamente.
    Specialmente per noi italiani il definire "complottisti" coloro che dubitano delle versioni ufficiali risulta molto "ingenuo", dal momento che le versioni ufficiali che negli anni ci hanno fornito su alcune tragedie del nostro paese fanno acqua da tutte le parti.

    _________________________

    Ciao Democrito

    quello che dici a proposito della democrazia è condivisibile, ma sinceramente non vedo in che modo abbia a che fare col concetto di "complottismo" di cui nell'articolo si parlava.

    Che cos'è, per te, il "complottismo"?
    In altre parole, dicendoti "non complottista", da chi ti dissoci?

    A presto

  • anonimo

    Valutare e poi farsi un'opinione, tanto giusto quanto difficile.

    Cultura e conoscenza, quelle vere, ci sono precluse o fornite solo in modo parziale e insufficiente; scuola docet (fra le tante).

    Sull'impossibilità di credere e accettare che chi ci governa possa ucciderci (mentre ciò avviene) si potrebbero scrivere dei trattati.

    Ma anche qui "il sapere" comanda ed ecco, quindi, che illuminanti teorie come quella della "Dissonanza cognitiva" di H. Gentleiman e fenomeni come il "Bias di conferma" , che ben spiegano determinate "storture indotte" nelle nostre vite, non siano di pubblico dominio.

    Il tutto inteso come diffusione della notizia e suo costruttivo approfondimento.

    Grazie per l'attenzione.

    (Antonio Pani)

  • anonimo

    Catalogare significa sempre più relegare…mettere in un comodo cassetto le idee di ognuno.
    Ed e così che anche i complottisti diventano, loro malgrado, parte integrante  di un sistema fatto di serio e ordinato potere e folkloristiche opposizioni per cui provare simpatia e niente più.
    il potere delle libere idee diventa qualcosa di estremamente banale, perchè parte di quell'universo underground in cui tutto nasce e muore lì.. sui blog.
    Bisognerebbe a un certo punto mettersi seduti tutti quanti e ragionare seriamente sul modo, pratico e realistico, di far uscire tutta questa consapevolezza  di cui la rete è piena, dalla gabbia in cui è stata relegata.

    pjf.

  • anonimo

    Volevo aggiungere che c'è un "livello superiore" che di certo lavora per dividere il mondo in "complottisti e non complottisti".

    Il tutto per quella che io ho definito "polarizzazione ad arte" della società, molto vicina al più volte letto e citato "dividi et impera", tanto caro a chi comanda.

    Quindi occhio a schierarsi a priori, soprattutto se esistono "spazi" per sintesi e condivisioni "ricche di verità e di puro sapere".

    (Antonio Pani)

  • ghibli.

    Ottimo post, apre a molti discorsi.

    Personalmente mi pongo nel terzo gruppo, ma con una definizione diversa, notando che una versione ufficiale non è credibile non giungo automaticamente a un altro risultato.
    Anche perché questo nuovo risultato potrebbe essere creato in modalità di doppio/triplo/quadruplo gioco di scambio delle carte.

    Ritornando alla disney o hollywood è bello notare come il mito di "Cassandra" sia stato volutamente marcato, nelle grandi catastrofi non dobbiamo credere alla autorità ma ai catastrofisti i complottisti.
    Ieri con la storia del sisma, storia accentuata anche dai mainstream, che dal web è stato utile per testare l'argomento di questo post.

    Come per la storia delle scie, su cui nutro molti dubbi, il risultato eventuale è a livello mentale.
    Su questo tema in particolare, si potrebbe anche iniziare a distinguere i complottisti.
    Nell'altro post della conferenza, alcuni hanno evidenziato come non sia giusto giudicare a livello personale, penso che sia sbagliato, anche perché sarebbe errore maggiore giudicare per fasci.
    Nel caso delle scie, penso sia utile giudicare e evidenziare chi non è trasparente.
    Ad esempio i due fratelli fufari che sostengono di riprendere aerei a 1.200 metri mentre sono chiaramente a 12.000, che hanno "diciamo" gestito male i soldi delle donazioni per un'inutile telemetro, che non chiedono mai scusa per errori evidenti e che censurano i commenti, ecc…
    E questo non significa che la tesi trattata non sia attendibile, o che non posano essere perdonati per i macro-errori.
    Ma in questi casi è utile dare un giudizio e non legittimarli con la propria presenza, la fiducia bisogna guadagnarsela anche chiedendo scusa, o altrimenti è una confusione crescente.
    Ciao :)

  • Santaruina

    Ciao Antonio

    Ma anche qui "il sapere" comanda ed ecco, quindi, che illuminanti teorie come quella della "Dissonanza cognitiva" di H. Gentleiman e fenomeni come il "Bias di conferma" , che ben spiegano determinate "storture indotte" nelle nostre vite, non siano di pubblico dominio.

    Verissimo, è un fatto che mi ha portato a riflettere molto.
    Ci sono teorie e studi sulla natura umana veramente molto profondi, eppure quasi completamente ignorati, anche in ambienti "colti".
    Oltre a quelli da te citati penso ad esempio anche agli studi di Le Bon sulla psicologia delle folle oppure il saggio di Confort sul rapporto tra potere e delinquenza.

    ________________________

    pjf

    Bisognerebbe a un certo punto mettersi seduti tutti quanti e ragionare seriamente sul modo, pratico e realistico, di far uscire tutta questa consapevolezza  di cui la rete è piena, dalla gabbia in cui è stata relegata.

    Qualche idea?  :-)

    scherzi a parte, ognuno nel suo piccolo è chiamato a fare quello che può, senza eccessi e senza pericolosi estraniamenti.

    a presto

    _____________________________

    Ghibli

    la soluzione è discutere degli argomenti, e non delle persone che ne trattano.
    Concentrarsi sui fatti, per quanto possibile.
    E mai, mai, discutere delle persone.

  • anonimo

    Tommy

    E così se tu anche solo provi a discutere, hai da un lato quello che ti accusa di credere ai rettiliani e dall'altro quello che ti difende gridando che i rettiliani governano il mondo.

    Anche questo è vero.
    In una passata discussione si era parlato proprio di questo, del fatto che per alcune persone l'essere "anti-sistema" significhi abbracciare in toto tutte le teorie "cospirazioniste", e coloro che ne saltano anche una sola per costoro divengono dei "disinformatori". Si entra così dentro un gioco di ruoli, si abbraccia un schieramento e si diviene tifosi.
    Enorme errore, a mio parere.

    Sacrosanta verità. Ciao Santaruina. Hadi.

  • ghibli.

    C'è un detto popolare che mi piace "quando la teoria è esatta, non lasciatevi traviare dai fatti".
    Limitarsi a discutere dei fatti come sappiamo è complicato perché i "fatti" che vengono scritti in una fiaba a noi ci tocca solamente leggerli.

    Visto che gli eventi si stanno susseguendo così rapidamente diventa imposibile confutare tutti i fatti.

    Ad esempio Mazzucco ammette l'errore per questo continua ad aver la mia stima:
    Errata Corrige – Il lapsus di Dick Cheney
    http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3747

    Per i due fufari nel momento che manipolano esageratamente i fatti, diventa troppo dispendioso seguirli, ne è la dimostrazione la immensa mole di scritti prodotta dei "debunker" del loro sito.
    E sul tema, nel momento che lo si sostiene bisognerebbe produrre un minimo di fatti come analisi chimiche sistematiche di aria, nebbia, pioggia, grandine, neve o altro, altrimenti è solo un ulteriore velo di condensa :P sulla verità.

    Per questo come nella politica legittimare o delegittimare diventa un filtro che semplifica il lavoro anche ai nuovi ai giovani, visto che questa fiaba viene modificata massicciamente su tempi lunghi e noi abbiamo la memoria corta e confusa.
    Ciao :)

  • anonimo

    Ciao santa, vorrei suggerirti di leggere questo interessante post via Propublica.org, sitoweb d'inchiesta statunitense ben fatto e sempre più influente nella vita culturale pubblica negli Usa.
    Argomento : why sould we care about iphone geolocalization tracker  ? Yes, we must to. Ecco qua : http://www.wired.com/gadgetlab/2011/04/iphone-location/
    bye tristan ( leggerò in un altro momento questo tuo post, pardon). D

  • Chapucer

    ci vuole una bella fantasia a vedere nella regina elisabetta un rettile :-)
    a parte questo sbizzarrimento dei "complottisti" ci tengo a sottolineare come da questo tuo scritto emerga il fatto che l'informazione non va "bevuta" alla lettera ma va ponderata con cautela.
    i giornalisti dovrebbero diffondere solo la vera informazione.
    ma qui, logicamente, entrano in atto tanti fattori, la tutela dei propri interessi, per esempio….
    è tutto basato sulla finzione, cosa esiste di vero?
    non lo sapremo mai…
    per dirla con sincerità, ci illudiamo di sapere.

    al di là di questa mia piccola parentesi, hai scritto cose veramente interessanti, che fanno anche rabbrividire.

    ciao :-)

  • ghibli.

    Chapucer ha colto nel segno c'è da rabbrividire.
    Dovremmo usare il "dubbio metodico" di Cartesio per tutto.
    La stessa realtà può essere un'illusione, il sole, la terra, il cielo blu, le religioni…

    Ma tra tutti i mali esistenti, povertà, fame, malattia, inquinamento, ecc…
    Da quale complotto iniziare? quale priorità usare? qual'è il male maggiore?
    Veniamo depistati ormai da troppo.
    E magari le scie sono benevoli :P

    Individualmente è impossibile confutare anche una sola cosa, per questo una forma di meritocrazia diventa necessaria anche nell'informazione.

    Un quindicenne sprovveduto che da google si ritrova sul sito dei fufari sarà in balia di allarmismi infondati come per il sisma di Roma.

    E una verità tra mille bugie, diventa una bugia.
    Ciao :D

  • anonimo

    santa,
    rispondo alle domande che mi poni.
    per quanto mi riguarda il sistema democratico è il complotto. un'invenzione geniale, ti tolgono la libertà con il tuo consenso.
    girando nei blog di controinformazione si legge spesso della paura del NWO, come di un ritorno a un sistema più autoritario e fascista e all'introduzione di nuove forme di controllo, quali microchip sottopelle e divolerie simili.
    ecco, in questo senso non mi sento di condividere le teorie complottiste. il NWO ci costerà parecchio. guerre, sangue, ingiustizie di tutti i tipi, ma quando sarà istaurato sarà il trionfo della loro democrazia. non penso ci sia bisogno di microchip o di regimi autoritari, la democrazia, cioè la manipolazione del consenso, è sufficente a se stessa. ritengo che il controllo sia interno, non esterno, ma questo è possibile solo con il consenso dell'individuo, pertanto ognuno di noi è coresponsabile della situazione. d'altro canto, la libertà è una questione interiore, quindi ognuno per se stesso ha la possibilità della propria liberazione.
    concludo affermando che l'unico ente reale è l'individuo, cioè l'atomo a se stante. la società, il mondo, le aggregazioni, dalla chiesa al partito politico, fino alla bocciofila del paese, sono invenzioni che ci rubano la nostra individualità, il nostro essere unici, e lo fanno con la nostra approvazione. rivendicarla è rivoluzionario e liberatorio, ed è una scelta.
    a me tutto ciò sembra centrato nel tema, se non lo è me ne scuso.
    democrito

  • ghibli.

    L'atomo a se stante per me è triste http://fc07.deviantart.net/fs17/f/2007/170/c/0/Atom_by_melonhead_emotion.gif
    Il gruppo è forza http://fc00.deviantart.net/fs31/f/2008/194/b/5/What_Emoticons_Are_Made_Of_by_DEVlANT.gif e ci si diverte :D

    …e gli "altri" lo sanno bene tanto che sono in modalità testuggine romana…

  • anonimo

    Il metodo dell'etichetta funziona sempre : 30 anni fa se davi del fascista a qualcuno gli rovinavi la carriera, oggi vanno per la maggiore cospirazionista, negazionista, antisemita (quest'ultima equivale alla morte sociale, vedi per esempio Mel Gibson).
    Dobbiamo fare resistenza a questo modo di pensare ed imparare da San Pietro che diceva di valutare tutto e trattenere ciò che  vale, e personalmente sono contento quando riesco a valutare per esempio quello che ha detto una persona messa all'indice, e che magari non piace neppure a me. Credo sia un segno di maturità e non di condizionamento come vorrebbero farti credere.

    Josi

  • Santaruina

    Un saluto a te Hadi, a presto

    _____________________

    Ghibli

    discernere è il compito di ogni lettore, altrimenti sarebbe come pretendere la pappa già pronta.
    Se qualcuno vuole davero "informarsi", un piccolo sforzo lo deve fare.

    p.s: se ti è possibile, non usare epiteti nei confronti di persone che questa discussione non la leggono.

    ____________________________

    Chapucer

    i giornalisti dovrebbero diffondere solo la vera informazione.

    In teoria sarebbe così, ma non saprei se mai vi sia stato un periodo storico in cui questo sia accaduto..

    A presto

  • anonimo

    Bravissimo, grandissimo post. A scuola si dovrebbe studiare la retorica, per riconoscere le fallacie, evitare di farsi infinocchiare dai mass media e sviluppare il senso critico.
    Ma appunto per questo non si studia.
    Un popolo si governa con le bombe in guerra, in pace con l'ignoranza

  • Santaruina

    Democrito

    il tuo discorso mi è chiaro, e in fondo lo condivido.
    Il NWO, qualsiasi cosa sia, non arriverà da un giorno all'altro, ma si svilupperà attraverso dinamiche complesse lentamente.
    Noi viviamo in una fase avanzata, in cui il controllo sociale è garantito dalla veste democratica, come tu descrivi.

    Il mio appunto precedente riguardava l'uso che facevi del termine "complottista"; mi pareva che tu l'avessi usato come per dire "io non credo ai rettiliani" (per dirne una), ovvero nel modo che io stigmatizzavo nell'articolo.

    In altre parole, le tue riflessioni erano logiche e ben argomentate, e quella premessa era del tutto inutile, a mio parere.

    A presto

    __________________________

    Josi

    oggi vanno per la maggiore cospirazionista, negazionista, antisemita

    ogni epoca ha i suoi spauracchi…

    Blessed be

  • Santaruina

    A scuola si dovrebbe studiare la retorica, per riconoscere le fallacie, evitare di farsi infinocchiare dai mass media e sviluppare il senso critico.

    Vero: anche le discussioni hanno le loro regole, e per quanto le opinioni possano divergere, esiste una logica interna nell'argomentare che non è opinabile.

    Massimo Mazzucco aveva scritto una scheda molto interessante a proposito:

    La logica non è un'opinione

  • Santaruina

    A scuola si dovrebbe studiare la retorica, per riconoscere le fallacie, evitare di farsi infinocchiare dai mass media e sviluppare il senso critico.

    Vero: anche le discussioni hanno le loro regole, e per quanto le opinioni possano divergere, esiste una logica interna nell'argomentare che non è opinabile.

    Massimo Mazzucco aveva scritto una scheda molto interessante a proposito:

    La logica non è un'opinione

  • Santaruina

    A scuola si dovrebbe studiare la retorica, per riconoscere le fallacie, evitare di farsi infinocchiare dai mass media e sviluppare il senso critico.

    Vero: anche le discussioni hanno le loro regole, e per quanto le opinioni possano divergere, esiste una logica interna nell'argomentare che non è opinabile.

    Massimo Mazzucco aveva scritto una scheda molto interessante a proposito:

    La logica non è un'opinione

  • Santaruina

    A scuola si dovrebbe studiare la retorica, per riconoscere le fallacie, evitare di farsi infinocchiare dai mass media e sviluppare il senso critico.

    Vero: anche le discussioni hanno le loro regole, e per quanto le opinioni possano divergere, esiste una logica interna nell'argomentare che non è opinabile.

    Massimo Mazzucco aveva scritto una scheda molto interessante a proposito:

    La logica non è un'opinione

  • Santaruina

    A scuola si dovrebbe studiare la retorica, per riconoscere le fallacie, evitare di farsi infinocchiare dai mass media e sviluppare il senso critico.

    Vero: anche le discussioni hanno le loro regole, e per quanto le opinioni possano divergere, esiste una logica interna nell'argomentare che non è opinabile.

    Massimo Mazzucco aveva scritto una scheda molto interessante a proposito:

    La logica non è un'opinione

  • Santaruina

    A scuola si dovrebbe studiare la retorica, per riconoscere le fallacie, evitare di farsi infinocchiare dai mass media e sviluppare il senso critico.

    Vero: anche le discussioni hanno le loro regole, e per quanto le opinioni possano divergere, esiste una logica interna nell'argomentare che non è opinabile.

    Massimo Mazzucco aveva scritto una scheda molto interessante a proposito:

    La logica non è un'opinione

  • Santaruina

    A scuola si dovrebbe studiare la retorica, per riconoscere le fallacie, evitare di farsi infinocchiare dai mass media e sviluppare il senso critico.

    Vero: anche le discussioni hanno le loro regole, e per quanto le opinioni possano divergere, esiste una logica interna nell'argomentare che non è opinabile.

    Massimo Mazzucco aveva scritto una scheda molto interessante a proposito:

    La logica non è un'opinione

  • Santaruina

    A scuola si dovrebbe studiare la retorica, per riconoscere le fallacie, evitare di farsi infinocchiare dai mass media e sviluppare il senso critico.

    Vero: anche le discussioni hanno le loro regole, e per quanto le opinioni possano divergere, esiste una logica interna nell'argomentare che non è opinabile.

    Massimo Mazzucco aveva scritto una scheda molto interessante a proposito:

    La logica non è un'opinione

  • Santaruina

    A scuola si dovrebbe studiare la retorica, per riconoscere le fallacie, evitare di farsi infinocchiare dai mass media e sviluppare il senso critico.

    Vero: anche le discussioni hanno le loro regole, e per quanto le opinioni possano divergere, esiste una logica interna nell'argomentare che non è opinabile.

    Massimo Mazzucco aveva scritto una scheda molto interessante a proposito:

    La logica non è un'opinione

  • Santaruina

    A scuola si dovrebbe studiare la retorica, per riconoscere le fallacie, evitare di farsi infinocchiare dai mass media e sviluppare il senso critico.

    Vero: anche le discussioni hanno le loro regole, e per quanto le opinioni possano divergere, esiste una logica interna nell'argomentare che non è opinabile.

    Massimo Mazzucco aveva scritto una scheda molto interessante a proposito:

    La logica non è un'opinione

  • ghibli.

    Molti dei miei commenti contengono una impostazione di base, la fiducia verso gli altri.

    Non pretendo la pappa pronta, ma chi produce un'allarmismo deve almeno mettere un paio di ingredienti.

    Sulle scie lo sforzo lo fatto e ti posso assicurare che non esiste nemmeno un'ingrediente.
    Il problema delle scie è doppio, il primo è che destabilizza la persona perché gli procura una fobia anche nel semplice respirare e una mancanza di fiducia verso gli altri.
    Poi produce l'effetto di "Al lupo! Al lupo!" che si spalma su tutto il complottismo.

    A questo punto (sottolineo) è necessario marcare chi produce informazione (e non i fatti) correttamente e chi abusa della fiducia altrui.

  • ghibli.

    Molti dei miei commenti contengono una impostazione di base, la fiducia verso gli altri.

    Non pretendo la pappa pronta, ma chi produce un'allarmismo deve almeno mettere un paio di ingredienti.

    Sulle scie lo sforzo lo fatto e ti posso assicurare che non esiste nemmeno un'ingrediente.
    Il problema delle scie è doppio, il primo è che destabilizza la persona perché gli procura una fobia anche nel semplice respirare e una mancanza di fiducia verso gli altri.
    Poi produce l'effetto di "Al lupo! Al lupo!" che si spalma su tutto il complottismo.

    A questo punto (sottolineo) è necessario marcare chi produce informazione (e non i fatti) correttamente e chi abusa della fiducia altrui.

  • ghibli.

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    Sulle scie lo sforzo lo fatto e ti posso assicurare che non esiste nemmeno un'ingrediente.
    Il problema delle scie è doppio, il primo è che destabilizza la persona perché gli procura una fobia anche nel semplice respirare e una mancanza di fiducia verso gli altri.
    Poi produce l'effetto di "Al lupo! Al lupo!" che si spalma su tutto il complottismo.

    A questo punto (sottolineo) è necessario marcare chi produce informazione (e non i fatti) correttamente e chi abusa della fiducia altrui.

  • ghibli.

    Molti dei miei commenti contengono una impostazione di base, la fiducia verso gli altri.

    Non pretendo la pappa pronta, ma chi produce un'allarmismo deve almeno mettere un paio di ingredienti.

    Sulle scie lo sforzo lo fatto e ti posso assicurare che non esiste nemmeno un'ingrediente.
    Il problema delle scie è doppio, il primo è che destabilizza la persona perché gli procura una fobia anche nel semplice respirare e una mancanza di fiducia verso gli altri.
    Poi produce l'effetto di "Al lupo! Al lupo!" che si spalma su tutto il complottismo.

    A questo punto (sottolineo) è necessario marcare chi produce informazione (e non i fatti) correttamente e chi abusa della fiducia altrui.

  • ghibli.

    Molti dei miei commenti contengono una impostazione di base, la fiducia verso gli altri.

    Non pretendo la pappa pronta, ma chi produce un'allarmismo deve almeno mettere un paio di ingredienti.

    Sulle scie lo sforzo lo fatto e ti posso assicurare che non esiste nemmeno un'ingrediente.
    Il problema delle scie è doppio, il primo è che destabilizza la persona perché gli procura una fobia anche nel semplice respirare e una mancanza di fiducia verso gli altri.
    Poi produce l'effetto di "Al lupo! Al lupo!" che si spalma su tutto il complottismo.

    A questo punto (sottolineo) è necessario marcare chi produce informazione (e non i fatti) correttamente e chi abusa della fiducia altrui.

  • ghibli.

    Molti dei miei commenti contengono una impostazione di base, la fiducia verso gli altri.

    Non pretendo la pappa pronta, ma chi produce un'allarmismo deve almeno mettere un paio di ingredienti.

    Sulle scie lo sforzo lo fatto e ti posso assicurare che non esiste nemmeno un'ingrediente.
    Il problema delle scie è doppio, il primo è che destabilizza la persona perché gli procura una fobia anche nel semplice respirare e una mancanza di fiducia verso gli altri.
    Poi produce l'effetto di "Al lupo! Al lupo!" che si spalma su tutto il complottismo.

    A questo punto (sottolineo) è necessario marcare chi produce informazione (e non i fatti) correttamente e chi abusa della fiducia altrui.

  • ghibli.

    Molti dei miei commenti contengono una impostazione di base, la fiducia verso gli altri.

    Non pretendo la pappa pronta, ma chi produce un'allarmismo deve almeno mettere un paio di ingredienti.

    Sulle scie lo sforzo lo fatto e ti posso assicurare che non esiste nemmeno un'ingrediente.
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    Poi produce l'effetto di "Al lupo! Al lupo!" che si spalma su tutto il complottismo.

    A questo punto (sottolineo) è necessario marcare chi produce informazione (e non i fatti) correttamente e chi abusa della fiducia altrui.

  • ghibli.

    Molti dei miei commenti contengono una impostazione di base, la fiducia verso gli altri.

    Non pretendo la pappa pronta, ma chi produce un'allarmismo deve almeno mettere un paio di ingredienti.

    Sulle scie lo sforzo lo fatto e ti posso assicurare che non esiste nemmeno un'ingrediente.
    Il problema delle scie è doppio, il primo è che destabilizza la persona perché gli procura una fobia anche nel semplice respirare e una mancanza di fiducia verso gli altri.
    Poi produce l'effetto di "Al lupo! Al lupo!" che si spalma su tutto il complottismo.

    A questo punto (sottolineo) è necessario marcare chi produce informazione (e non i fatti) correttamente e chi abusa della fiducia altrui.

  • ghibli.

    Molti dei miei commenti contengono una impostazione di base, la fiducia verso gli altri.

    Non pretendo la pappa pronta, ma chi produce un'allarmismo deve almeno mettere un paio di ingredienti.

    Sulle scie lo sforzo lo fatto e ti posso assicurare che non esiste nemmeno un'ingrediente.
    Il problema delle scie è doppio, il primo è che destabilizza la persona perché gli procura una fobia anche nel semplice respirare e una mancanza di fiducia verso gli altri.
    Poi produce l'effetto di "Al lupo! Al lupo!" che si spalma su tutto il complottismo.

    A questo punto (sottolineo) è necessario marcare chi produce informazione (e non i fatti) correttamente e chi abusa della fiducia altrui.

  • ghibli.

    Molti dei miei commenti contengono una impostazione di base, la fiducia verso gli altri.

    Non pretendo la pappa pronta, ma chi produce un'allarmismo deve almeno mettere un paio di ingredienti.

    Sulle scie lo sforzo lo fatto e ti posso assicurare che non esiste nemmeno un'ingrediente.
    Il problema delle scie è doppio, il primo è che destabilizza la persona perché gli procura una fobia anche nel semplice respirare e una mancanza di fiducia verso gli altri.
    Poi produce l'effetto di "Al lupo! Al lupo!" che si spalma su tutto il complottismo.

    A questo punto (sottolineo) è necessario marcare chi produce informazione (e non i fatti) correttamente e chi abusa della fiducia altrui.

  • anonimo

    certo che non credo ai rettiliani, come non credo al fascismo di ritorno, agli alieni, alla new age, al buddismo manipolato ad uso e consumo degli occidentali. non pensi che anche una parte del cosidetto complottismo sia un invenzione del sistema per alimentare la strategia della tensione, che è la base del controllo. a mio parere, non solo il terrorismo e i delitti mediatici, ma anche una parte della controinformazione stessa sono invenzioni del sistema per creare uno stato di disagio psicologico e un'insicurezza nelle persone, che verranno poi indirizzate verso precise scelte politiche, attraverso l'uso mediatico che la politica della falsa informazione e della propaganda partitica, fa dei canali informativi. senza la televisione non è possibile alcuna forma di democrazia.

    ghibli,
    il problema non è nell'aggregazione, ma nella sperzonalizzazione in nome di ideali superiori che non esistono.
    l'aggregazione è un fenomeno naturale per gli umani, ma questa diventa organizzata, con tanto di basi teoriche ruoli gerarchici, solo per un motivo: fare la guerra.
    la guerra può essere una condizione imposta da fattori esterni, ma si tratta di una condizione transitoria e non auspicabile da nessuno, quindi la si dovrebbe evitare finchè sia possibile. quando invece ci troviamo di fronte ad una società organizzata in modo perenne, allora possiamo pensare che quella popolazione sia in uno stato di guerra perenne, con tutte le conseguenze del caso.
    difatti la società odierna si divide in tante piccole organizzazioni gerarchiche, che implementano la guerra all'interno della società stessa, nei vari settori di appartenenza, e si unisce per far fronte ad un nemico comune, come per esempio al queda. avere nemici da combattere è vitale per il sistema e quindi, quando non ne appaiono all'orizzonte, li crea dal nulla. io chiamo questi processi "strategia della tensione".

  • Chapucer

    Santa, ma quella immagine che hai postato con al posto della faccia una maschera, l'hai modificata tu?
    io la trovo così inquietante…
    vuol dire che non ci si può fidare…
    che bisogna tenere gli occhi bene aperti e la fiaccola alta!

  • anonimo

    bè, concretamente si potrebbe cominciare a tagliare gradualmente, giorno per giorno, qualche arteria che ci collega a un sistema ormai schierato apertamente contro di noi.
    Quei legami che da un lato ci infondono la "stabilità", che tanto ci limita, e dall'altro danno le nostre energie in pasto alla macchina che senza di noi non potrebbe funzionare.
    Marco 10,21

    pjf

  • anonimo

    E' vero ciò che affermi nel tuo ultimo paragarafo. Per la morte di O.B.Lad. basta notare quanti assestamenti sul fatto sono stati annunciati giorno dopo giorno, come a constatare prima come reagisce la media dell'opninione pubblicane. Fanno tentativi anche per sperimentare il livello di manipolazione a cui sono arrivati forse ? 
    Ne ho parlato con due americani pochi gg. fa dicendo loro che Bereckobeima è un politico molto potente ma che non ha nessun potere realmente importante. E pensare che annunciava di poter cambiare il mondo, non ha fatto di più il commerciante tunisino che si è cosparso di fuoco per protesta ? una lezione. ciao tristan

  • ghibli.

    Chapucer raccontami della fiaccola, se la prendo superficialmente potrei suggerirti di non tenerla troppo alta, altrimenti non riesci a tenere lontano i serpenti che strisciano a terra :P
     

    Certo "fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio", e certo sarebbe stato meglio fidarsi di Dio e non del serpente, o anche quello era un complotto XD
     

    Non dico di fidarsi fino alla creduloneria, e in un certo senso sostengo l'esatto opposto, quando ci si accorge che qualcuno non è degno di fiducia bisogna bandirlo anche come esempio e deterrente per gli altri.
    Ciao :)

  • Santaruina

    ma quella immagine che hai postato con al posto della faccia una maschera, l'hai modificata tu?

    Sì, è un fotomontaggio veloce fatto applicando una maschera da commedia sul volto di un portavoce della casa bianca.
    Mi diverto molto a fare queste piccole cose.

    ______________________________

    Tristan

    Fanno tentativi anche per sperimentare il livello di manipolazione a cui sono arrivati forse?

    Sì, è una possibilità di cui avevamo parlato, e sicuramente molto plausibile.

    A presto

     

  • Chapucer

    (ecco la fiaccola…:-)

  • ghibli.

    @Chapucer =_= potevi almeno mettere il nome della bellissima opera :)

    Allora la mia idea del bandire non piace? risolvevamo anche il problema del cambio maschera.
    Ciao

  • anonimo

    chi ha provato a incrociare i pensieri con qualche complottista e qualche ufficialista – mantengo il termine, mi piace – sa di essersi trovato prima o poi davanti alla stessa frustrazione. Cambia la forma, non la qualità dell'incomunicazione.
    Mi pare sia, alla base, un problema di paradigma. Anzi, di meta-paradigmi. Vi sono apriori che risultano non smontabili da alcuna evidenza. Forse perchè è estremamente difficoltoso vivere con la problematicità dell'esistenza, e non cadere davanti alla tentazione della comoda menzogna che semplifica la rappresentazione della realtà.
    Per questo parlo di meta-paradigmi.
    Tutti siamo, ad un livello oppure all'altro, prigionieri di gabbie semantiche.
    Ma si può mettere fra i propri fondamenti ermeneutici l'affermazione da qualche parte i miei metodi d'indagine sono inerentemente fallaci, oppure no.
    Però capisco bene che chi comincia ad addentrarsi in ricerche sul lato non ufficiale delle cose, si imbatta prima o poi nell'occulto – o esoterico per i fan del genere – ed allora non mi meraviglia la necessità di individuare omini verdi o grigi se non si vede altro quadro nel quale inscrivere il fenomeno…

    gibbor

    cmq la tipa della foto è a
    http://www.provincia.trieste.it/web/guest/sede-storica/la-facciata-e-gli-interni%3Bjsessionid=80F85F4DF9F48010BEADEE2BB57E9CA0

  • anonimo

    cielo mi esprimo come un cercopiteco!
    Volevo dire che nell'indagine sull'uomo ed intorno all'uomo non è possibile non imbattersi nel trascendente – altrimenti non è un'indagine fatta di pancia e di testa insieme. Una parte corposa del trascendente è nell'ambito dell'occulto, soprattutto quando si parla di potere e sua gestione, e sfida la logica del ricercatore.
    Chiudere gli occhi, sedersi, rifiutare la messa in discussione dei pilastri del proprio conoscere… è un attimo, la grande tentazione.
    Lo capisco.
    Ma è la conoscenza della verità – e non del bene e del male – che rende liberi. Liberi dai propri paradigmi.

    gibbor

  • ghibli.

    Grazie Gibor per l'aiuto della statua, ma non ho ancora capito chi rappresenta è per caso l'oniscente Ecate l'una e triplice?
    Ma non capisco il senso ^_^"
    Ciao.

  • Santaruina

    Gibbor

    Volevo dire che nell'indagine sull'uomo ed intorno all'uomo non è possibile non imbattersi nel trascendente – altrimenti non è un'indagine fatta di pancia e di testa insieme

    Sicuramente, ma se si affronta un discorso "logico", vi sono cose di cui si può discutere, ed altre che occorrerebbe affrontare in altri modi, con qualcuno che perlomeno accetta le premesse di base.

    Per fare un esempio, non è possibile intraprendere un discorso sulla differenza tra anima e spirito con una persona che non riconosce l'esistenza del trascendente.

    ______________________

    Ghibli

    ma non ho ancora capito chi rappresenta è per caso l'oniscente Ecate l'una e triplice?

    Ecate è sempre rappresentata con tree volti, che guardano in direzioni diverse.
    Non a caso nell'antichità le erano dedicati i crocicchi, gli incroci di tre vie.

    La donna che regge la fiaccola è una raffigurazione relativamente recente, che compare prevalentemente nel periodo romantico e neoclassico.

    Sul sito segnalato da Gibbor viene detto che è una allegoria della luce elettrica (la statua è del primo del novecento), ma la donna che regge la fiaccola è un chiaro simbolo della conoscenza, all'illuminazione personale che porta alla libertà (si pensi anche alla statua della Libertà), e in ambito massonico richiama alla gnosi.
    Non sorprenderebbe scoprire che l'artista o il commitente fossero liberi muratori.

    A presto

  • ghibli.

    Molte grazie s.ruina per la spiegazione :)
    Mantengo l'esempio perché anche la riscrittura della storia fa parte dei complotti.

    Con google avevo trovato questo link
    http://www.deaecate.it/ChieEcate/Scoprire/Scoprire.htm
    Si inizia col dire che sia antica e tra le varie immagini iniziale viene raffigurata singola come portatore di luce, in fondo, (mi ricorda altro :P)
    Nelle raffigurazione è anche singola, per esempio quando accende il bastone da Eracle, e in fondo viene riportata anche l'esempio della statua della libertà.
    A quale versione mi devo fidare :P ;)
    (Anche nel film agora c'era una scena di una statua con la fiaccola presa poi da un cristiano, chissà cosa significa sob!)

    http://www.deaecate.it/ChieEcate/Scoprire/Ecatelucifera.jpghttp://www.deaecate.it/ChieEcate/Scoprire/Ecatelucifera.jpg

  • anonimo

    Il bignamino Wiki riporta che le più antiche rappresentazioni di Ecate sarebbero monocefale: poiché la citazione sarebbe presa dal poderoso cinque tomi di Farnell direi che la si possa dare per buona.
    Se ben ricordo è però Alexander Hislop che mette in relazione Ecate con alcuni dei tratti della babilonese Ishtar (aka Astarte, alias Asherà), ammettendola nel filone degli archetipi della grande madre. Per intenderci la statua della libertà è Ishtar – protettrice fra l'altro delle prostituzioni – con tanto di corona di luce ecc.
    Sulla questione della portatrice di luce e della composizione del palazzo Galatti sono daccordissimo con Santa, ed in più vorrei ricordare uno dei miti fondanti relativi ad Ishtar: nel tentativo di riportare in vita l'amante-figlio Tammuz scende agli inferi, dove però potrà entrare solo a patto che si privi di tutto ciò che ha – corona, monili, calzari e finanche vestiti – per rimanere solo sé stessa (ed uno dei suoi appellativi era luce che splende, quindi la fiaccola la guiderà nella terra delle tenebre).

    Ce ne è abbastanza per essere inquieti?

    Non ho visto il film di Amenobar, ma ricordo che sempre Hislop ritiene che l'eredità babilonese di Ishtar sia pervasa nel cristianesimo attraverso i culti mariolatrici (la stella ad otto punte, l'uovo pasquale, il coniglietto pasquale ecc.).

  • Santaruina

    Le rappresentazioni monocefale di Ecate le trovo interesanti, quando avrò tempo approfondirò un po'.

    In ogni caso ecate non innalzerebbe mai una fiaccola in cielo, essendo, appunto, una dea "notturna".

    A presto

  • anonimo

    Tutto chiaro. E tristissimo nel complesso. (E' una cospiarazione anche questa, quella della tristezza).

    Suggerisco anche che i media in quanto tali, cioè i mezzi di circolazione delle idee, al di qua dele PERSONE, hanno prodotto in parte tutto questo. La tv, la radio (ancora peggio), internet stessa, sono tutti mezzi dove si può saltare di palo in frasca in un batter d'occhio. Da qualche anno anche l'editoria cartacea è in preda allo zapping emotivo, al linkaggio delle idee. Ma andate a prendervi un qualunque (dico proprio qualunque) libro stampato nel '700 o nell'800, ma anche agli inizi del '900. Due, trecento pagine di assoluta dedizione a una ricerca e a una missione, tipo:

    Come ottenere la migliore concimazione (col piscio delle pecore) della pianta di ulivo. Stop. Non c'era l'appendice sui danni del fast-food. Si sapevano fare, i libri. E anche tante altre cose.

    Francesco da pisa

  • Santaruina

    Francesco
    Anche la capacità di concentrazione su di determinato argomento si sta assottigliando.
    E, purtroppo, mi pare che la rete in questo stia dando il colpo definitivo: tutto veloce, rapido, informazione essenziale e concisa.
    Se superano un tot di righe i brani vengono scartati.

    Poi questa abitudine della sintesi e della rapidità la si porta anche fuori dalla rete.

    A presto

  • Santaruina

    A proposito di Ecate, Vigilant Citizen in settimana ha pubblicato questa foto di Lady Gaga:

  • anonimo

    "Non ho visto il film di Amenobar, ma ricordo che sempre Hislop ritiene che l'eredità babilonese di Ishtar sia pervasa nel cristianesimo attraverso i culti mariolatrici (la stella ad otto punte, l'uovo pasquale, il coniglietto pasquale ecc.)."

    Ancora con queste leggende. La figura della grande madre pagana ha connotazioni molto diverse dalla figura della Beata Vergine Maria. Non è c'è nulla di pagano nel cristianesimo, se non alcune caratteristiche e date delle feste che sono state modificate nel corso dei secoli per eliminare del tutto le reminiscenze pagane.

    Saluti, Hadi.

  • anonimo

    Il mio Fratello nell'Anima, una persona che ha significato e significa tanto nella mia vita, una volta mi disse:

    " Io ho questo particolare orgoglio. Non ho mai giocato con un giochino al computer, sia quando stavano nei bar, sia dopo  ".

    Idem io con la gaga. Ho un cassetto con decine di ricerche e analisi focalizzate su altri presta-nome del diavolo, nel mondo della musica commerciale, ma di lei posso dire

    " Io ho questo particolare orgoglio. Non ho mai ascoltato o guardato un 'brano' di lady gaga dall'inizio alla fine "

    Sento un pericolo, a pelle. Della povera Miley, per esempio, ho radiografato ogni esibizione. Ma la gaga proprio no.

    Si fotta. Lei e chi la fotte.

    Francesco da pisa

  • anonimo

    Non è male come articolo, però non consideri che c'è una quarta categoria composta da circa l'80% delle persone che non gliene frega niente di niente, conformisti diresti tu, francia o spagna basta che se magna, che di politica, bin laden, complotti, qualsiasi altra cosa non glòine frega niente, passano le giornate sui siti porno, o se sono donne preparano la rapiana del millennio per sè o le proprie figlie, trovare il pollo da spennare che le sposi e le mantenga e le faccia fare una bella vita qualsiasi cosa succeda nel mondo. Se la gente fosse di queste 3 categorie elencate, cioè che minimamente si interessa di quello che accade nel mondo in poche settimane qualsiasi serio teoretico del complottismo li porterebbe dalla sua parte. Invece non c'è modo perchè proprio se ne fregano.

  • anonimo

    C'è solo una cosa che , essendo a priori, è anche a posteriori ed essa è la verità che guardacaso non fa rima con opinione.

    Saluti

  • anonimo

    CHETTELODICOAFFÀ ?? PIENAMENTE IN SINTONIA….- PUR AVENDO RECUPERATO INTORNO A 9 GB DI DOCUMENTAZIONE SU 9-11 , SINO A D'ORA NON ABBIAMO PUBBLICATO ANCORA NIENTE: C'ERANO TROPPI SITI CHE NE PARLAVANO. CI STIAMO LAVORANDO. COMPLIMENTI PER IL SITO….
    P.S. È DA UN PEZZO CHE TI ABBIAMO LINKATO.  CIAUZ.  LEZAPP

  • anonimo

    La figura della grande madre pagana ha connotazioni molto diverse dalla figura della Beata Vergine Maria. Non è c'è nulla di pagano nel cristianesimo

    Hadi,
    siamo daccordo e in disaccordo. Da questo punto di vista, sì, non c'era nulla di pagano nel cristianesimo delle origini, dei padri. Si può discutere però se l'adorazione della madre di Gesù sia parte dello spirito dei discepoli di Cristo oppure no.
    Per dirla come dici tu se sia parte del cristianesimo, o un velenoso inquinamento sorto tre secoli dopo la morte del Maestro – integrando culti della grande madre.
    Alexander Hislop (al quale attribuivo la citazione) ad esempio fu cristiano, erudito e ricercatore controcorrente per il suo tempo – un Santaruina ante litteram se ti piace. Leggi il suo Le due Babilonie e poi magari entra nel merito. Certo, non fu cattolico, questo forse ti indigna maggiormente, ma credo che sia passato abbastanza tempo per integrare che il perimetro della cattolicità non coincide con quello della cristianità.

    gibbor

  • anonimo

    Hécate
    Les Dieux Antiques : nouvelle mythologie illustrée
    S. Mallarmé (naturalmente intuiamo i legami del famoso simbolista francese, però quella di destra è una fiaccola, magari questo dà una semplice rivisitazione in chiave di società segreta ottocentesca).

    gibbor

  • anonimo

    non riesco a incollare immagini…

  • Hadi

    Gibbor, siamo di nuovo nel tripudio dei luoghi comuni. Ma li hai letti i Vangeli e la Bibbia?? Lo conosci l'episodio del Cristo sulla Croce che si rivolge a Giovanni e alla Madonna? Di cosa stiamo discutendo quindi??
    Riguardo l'avvelenamento di tre secoli dopo, credo tu ti riferisca al Concilio di Nicea. Se così fosse, noto con piacere che sei più ferrato riguardo il dan-brownismo che riguardo gli insegnamenti di Colui che anche tu chiami Maestro.

    "Certo, non fu cattolico, questo forse ti indigna maggiormente, ma credo che sia passato abbastanza tempo per integrare che il perimetro della cattolicità non coincide con quello della cristianità."

    Meno male che dopo abbastanza tempo ci sono dei luminari come te che, a fronte di una sterminata ricerca storiografica, riescono a stabilire siffatte verità incontrovertibili.

    P.S: il mio era un tono ironico. Lo preciso prima che Chapucer riesca, tramite le sue doti divinatorie, a capire che intenzioni avessi.

    Saluti.

  • anonimo

    Hadi, direi che basti il libro dei Proverbi, o giusto una briciola almeno:
    in ore stulti virga superbiae labia sapientium custodiunt eos

    Buona vita.

    gibbor

  • Hadi

    Bisogna vedere chi ricopre il ruolo del superbo. Il presunto superbo o colui che addita l'altro di superbia ponendosi al di sopra di egli. 
    Saluti.

  • anonimo

    La City di Londra alleata di Al-Qaeda suona i tamburi di guerra in Medio Oriente

    8 novembre 2011 (MoviSol) – Ormai il Trattato di Westfalia che ha ispirato per secoli il diritto internazionale è stato relegato a pezzo da museo e questo purtroppo lo sappiamo e lo abbiamo visto in Serbia, in Afghanistan, Iraq, Libia etc. Ma la cosa più sorprendente è che i promotori di queste guerre imperiali nemmeno più si sforzano di cercare una scusa nuova alle loro aggressioni: semplicemente riciclano quelle vecchie. Tanto sanno che una popolazione addormentata da decenni di contro-cultura e televisione nemmeno si accorgerà di ingurgitare una pietanza fredda e avariata.

    Dopo le vergognose bugie sulle presunte armi di distruzione di massa irachene, che hanno condotto al disastro e che hanno visto complice anche l'Italia, ecco che il menzognificio mediatico si è messo in moto per accusare l’Iran ancora una volta di avere un programma nucleare militare segreto, con tanto di preoccupazione posticcia nei commentatori della carta stampata e della televisione.

    Nonostante le smentite dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica e benché l’Iran abbia sottoscritto anche un protocollo aggiuntivo di ispezioni, il governo israeliano, contro il parere dei suoi stessi servizi segreti, minaccia un attacco preventivo, insieme ai suoi complici in Gran Bretagna e negli Stati Uniti.

    Purtroppo le rotte per i bombardieri occidentali passerebbero anche sopra la Siria, il principale alleato regionale dell’Iran: nessuna sorpresa dunque che negli ultimi mesi ci sia una escalation di accuse di violenze ai danni dei civili nei confronti del governo di Damasco, con chiasso assordante di vesti stracciate da parte degli alfieri della libertà occidentale.

    Nulla o quasi delle oceaniche manifestazioni di piazza a sostegno del presidente Assad, che si sono tenute a Damasco o ad Aleppo, trapela nei media occidentali, i quali non fanno altro che contare i morti degli scontri attribuendone la responsabilità acriticamente alle forze di sicurezza siriane.

    Eppure esistono e abbiamo visto prove fotografiche e video[1] di scontri ad Homs e in altri centri, in cui inequivocabilmente si vedono poliziotti e militari siriani sotto il tiro di cecchini, corpi di appartenenti alle forze di sicurezza vittime di imboscate, razzi sparati da minareti, cecchini appostati sui tetti che sparano a caso sulla folla provocando morti che il menzognificio poi attribuisce puntualmente al governo siriano.

    Fonti locali ci dicono che i relativamente pochi manifestanti pacifici si sono visti affiancare da stranieri (Sauditi, Giordani, Iracheni) che hanno cominciato a sparare contro le forze di sicurezza per innescare lo scontro: il risultato è inevitabilmente la strage, da una parte e dall’altra.

    Ma chi vuole tutto questo? In Siria è di dominio pubblico che dietro le bande armate ci sia innanzitutto il principe saudita Bandar Bin Sultan, una nostra vecchia conoscenza, che emerge nel caso delle astronomiche tangenti pagate dal governo britannico nell’ambito dell’accordo, denominato Al-Yamamah, per la vendita sottobanco di petrolio all’Inghilterra (tangenti che si teme siano andate a finanziare il terrorismo). Il principe Bandar (compagno di studi del principe Andrew), sembra anche essere stato in contatto con alcuni dei presunti dirottatori dell’undici settembre pur nelle vesti di ambasciatore saudita negli USA.

    Strane alleanze si sono quindi formate: i fondamentalisti sunniti perseguono gli stessi obiettivi di Israele, GB e USA: cambio di regime in Libia ed ora Siria e Iran. Non a caso la bandiera di Al-Qaeda sventolava qualche giorno fa in Libia sul tetto del tribunale di Bengasi[2], sancendo ormai che anche noi Italiani, come nazione occidentale, siamo di fatto alleati dei fondamentalisti salafiti, che fino a ieri erano il Problema del pianeta e l’altro ieri combattevano in Afghanistan contro i Sovietici a fianco di GB e USA (quando sotto Bush padre, al cinema, Rambo combatteva al fianco di quelli che poi avremmo imparato a chiamare Talebani).

    I fondamentalisti sunniti insomma sono stati di nuovo sdoganati come “combattenti per la libertà” a scapito delle varie popolazioni sciite e minoranze alawite e cristiane in Bahrain, Iran, Siria, Iraq. In Bahrain, tra l'altro, la popolazione sciita che manifestava è stata cannoneggiata da carri armati sauditi e kuwaitiani (alleati degli occidentali) senza che si levasse il benché minimo lamento dalle belle anime nostrane.

    Ad esempio da Homs, Siria, dove i “ribelli” sono numericamente forti, ci arrivano notizie di discriminazioni e angherie nei confronti di Cristiani, che mai fino ad ora avevano conosciuto tali cose.

    C’è da ricordare comunque che la Russia ha tuttora una base navale a Tartus, in Siria, e che scienziati e lavoratori russi collaborano alla centrale nucleare civile iraniana di Bushehr (il principale obiettivo occidentale). Come reagiscono i Russi all’uccisione dei propri connazionali cooperanti all’estero lo abbiamo visto in Ossezia e Georgia qualche tempo fa. Il risultato di un attacco alla Siria o all’Iran potrebbe essere quello di scatenare un conflitto molto più ampio, che, con grande probabilità potrebbe essere di tipo nucleare.

    Ancora una volta: la crisi che stiamo vivendo è frutto di politiche economiche e finanziarie di stampo imperiale volte a creare un sistema monetarista-liberista di ricatto usurario sulle nazioni; il sistema sta venendo giù, quindi all’oligarchia internazionale non rimane che l’opzione bellica per imporre al mondo quella visione sistemica, ma soprattutto per contenere i probabili futuri rivali di tale visione: Russia, Cina e India.

    Purtroppo l’unica possibilità di fermare un attacco alla Siria e/o all’Iran, ad oggi, è solo quella di rimuovere Obama dal suo posto attraverso le procedure costituzionali. Questa sembra oggi la condizione necessaria (magari non sufficiente) per poter avviare quella fin da troppo tempo invocata riforma del sistema finanziario internazionale. Occorre infatti separare le banche commerciali dalle banche d’affari, avviare una procedura fallimentare per i debiti (attualmente impagabili) pubblici e privati, cassare tutte quelle pseudo-attività bancarie che hanno a che fare più con le scommesse che con l’economia reale e liberare così le risorse necessarie al rilancio del credito per la realizzazione di quelle opere di cui l’umanità ha bisogno per non precipitare in una nuova epoca buia.

    Aureliano Ferri
    Movimento Internazionale per i Diritti Civili – Solidarietà
    http://www.movisol.org/11news206.htm

     

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