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-o- Too late to die young -o-
24 febbraio 2011

Il flusso del potere

Esecuzione di Luigi XVI

parte prima
Sacerdoti guerrieri e mercanti

Nell’epoca propriamente detta “storica” (all’incirca dal 500 avanti Cristo fino ai giorni nostri) le società umane stanziali si sono caratterizzate per la divisione dei compiti all’interno della comunità e il conseguente emergere di classi sociali.
Lo storico delle religioni George Dumezil sostenne di aver individuato nella struttura delle antiche popolazioni indoeuropee una chiara divisione tripartita: vi erano fondamentalmente tre gruppi sociali, tre classi, sintetizzabili nella figura del sacerdote, in quella del guerriero ed in quella del servo-contadino-lavoratore.
La classe sacerdotale deteneva il potere spirituale e legislativo, i guerrieri si dedicavano alla difesa della comunità mentre la massa dei lavoratori curava i raccolti e l’allevamento, nonché l’artigianato, e manteneva col suo lavoro la società nel suo intero.

Alla concezione della società tripartita teorizzata da Dumezil si affianca tuttavia quella quadripartita, che aggiunge alle tre classi (o meglio caste) sopra menzionate una quarta, quella dei mercanti.
I mercanti (nell’ottocento si sarebbero detti “borghesi”, mentre oggi vengono meglio definiti col termine di “finanzieri”, “banchieri”, “imprenditori”) si differenziano dai guerrieri e dai sacerdoti dal momento che non combattono e nemmeno si occupano di questioni spirituali, mentre si discostano dai servitori-lavoratori poiché non svolgono alcun lavoro manuale.
La classe dei mercanti assunse una grande importanza nell’epoca classica – più nel mondo romano che in quello greco, dal momento che in quest’ultimo i mercanti-commercianti erano considerati individui che svolgevano un’attività poco onorevole – e finì quasi per eclissarsi durante la prima parte dell’evo di mezzo.

Ma nei secoli che seguirono questa casta era destinata a prendere il sopravvento sulle altre, a partire dalla lenta ma costante ripresa del commercio nel XII secolo, passando dal sempre maggior potere acquisito dalle grandi famiglie di banchieri italiani e tedeschi per culminare simbolicamente nella rivoluzione francese e nel trionfo della borghesia.

Secondo gli studi tradizionali nelle prime comunità stanziali la casta dei sacerdoti fu quella che deteneva le chiavi del potere decisionale, organizzando le attività dei guerrieri e dei servi.
In un secondo momento la casta dei guerrieri divenne predominante e relegò i sacerdoti ad un ruolo secondario.
Questo passaggio venne simbolicamente narrato in diversi miti, il principale dei quali è rappresentato dalla caccia al Cinghiale Calidonio; in questo mito dei principi guerrieri organizzano una caccia per stanare ed uccidere il celebre cinghiale, simbolo del potere spirituale dei sacerdoti: il significato dell’azione risulta quindi chiaro, così come il passaggio di cui narra.

Occorre anche ricordare che per millenni, e fino al XV-XVI secolo, la casta dei guerrieri coincideva con la nobiltà aristocratica.
L’aristocrazia, con i suoi re e i suoi principi, traeva la sua “legittimità” al potere dai propri “meriti” guerrieri.
Nobili e combattenti erano un tutt’uno, ed ancora nei secoli del medioevo la guerra fu quasi esclusivo appannaggio dei nobili, un’aristocrazia che passava la vita ad allenarsi alle arti belliche e a partecipare ad interminabili campagne militari: re, principi e nobili vari partecipavano in prima persona alle battaglie, spesso lasciandoci le penne, giustificando così, in qualche modo, i propri privilegi.
L’epoca monarchica, l’epoca delle dinastie reali e dei nobili casati, coincide dal punto di vista metastorico con il predominio della seconda casta, quella dei guerrieri, su tutte le altre.

Questa epoca, sempre da un punto di vista simbolico e metastorico, ebbe fine con la rivoluzione francese, nel momento in cui la casta dei nobili, che aveva da tempo rinunciato alla propria vocazione guerriera, venne decimata e sostituita dalla borghesia, ovvero dalla terza casta, quella dei mercanti.
Il processo ebbe termine con la fine della prima guerra mondiale e il crollo di tutti gli imperi e le monarchie tradizionali europei.
Iniziò così l’epoca delle repubbliche, un’epoca in cui il potere venne esercitato da una nuova “nobiltà”, questa volta finanziaria, una nobiltà non più fondata sul sangue, ma direttamente legittimata dal denaro.

Forse un giorno vi sarà un mito in cui si narrerà della rivolta dei banchieri, l’epoca in cui la casta dei mercanti spodestò quella dei guerrieri, o forse sarà la stessa storia della rivoluzione francese a trasformarsi in questo mito, comprensibile, dal punto di vista metastorico, da chiunque possegga ancora le chiavi di lettura adatte per poterlo fare.

continua

21 comments to Il flusso del potere

  • Santaruina

    Ho pensato di pubblicare l'articolo che avevo in mente "a puntate"
    Il precedente post ne rappresenta l'epilogo, questo la parte iniziale mentre ho praticamente ultimato il prologo, che pubblicherò in seguito.

    Un ordine un po' tarantiniano, insomma.
    Ci sarebbe poi una seconda parte ed una conclusione.
    Almeno, questa è l'intenzione.

    A presto quindi.

  • anonimo

    Bell'articolo santa…solo una precisazione.

    Santa ma la casta dei mercanti era proprio la terza , ossia quella affine agli artisti, ai contadini, agli artigiani.
    Con l'arrivo degli shudra , che sono i servi ossia gli operai , si ha allora la quarta casta.
    Questa quarta casta è visibile solo nei popoli sedentari per via della sedimetarizzazione delle varie qualità tipologiche umane.

    Inoltre è necessario tener conto del fatto che avere un esoterismo ed un exoterismo ha reso difficoltoso poter semplicemente esprimersi in termini iniziatici per l'uno e religiosi ( ergo generali ) per l'altro ; in generale  la differenza la faceva il grado di qualificazione e di avanzamento spirituale in una funzione ed un ruolo comunque sia ben delineati.
    Avvenuta la scissione dal ricollegamento tradizionale invece si sono inquinate le gerarchie interne od esoteriche e di conseguenza le stesse gerarchie esterne od exoteriche, cosicché queste due realtà che in principalmente in Occidente erano parallele ( punto fondamentale ) sono giunte addirittura a combattersi favorendo gli Avversari.

    Bel dilemma.

    Buona giornata Santa. Daouda

  • anonimo

    E pensare che molti continuano a credere che la Rivoluzione Francese sia stata fatta in nome dell'Uguaglianza, quando invece era per portare in cima a tutti i mercanti e sostituire Dio con il Denaro.
    C'è una radicata "mitologia" che viene inculcata nella gente sin dalla più tenera età scolare: io stesso ricordo di aver avuto certe convinzioni durante tutto il mio percorso scolastico.

    Fabiano

  • anonimo

    Bell’articolo! Anche a Roma, in epoca arcaica, gli unici a poter interpretare la legge (non scritta) erano i sacerdoti…più avanti questo “privilegio” passò ai nobili e agli equites. In questo modo anche l’ “origine” delle leggi segue un percorso ascendente. Si passa cioè da leggi basate su “principi superiori” a leggi “profane” e che magari si poggiano solo sull’utilitarismo.

    Josephuss

  • anonimo

    volevo dire DISCENDENTE…mamma che erroraccio! :-)

    Josephuss

  • Santaruina

    Ciao Daouda

    Santa ma la casta dei mercanti era proprio la terza , ossia quella affine agli artisti, ai contadini, agli artigiani.
    Con l'arrivo degli shudra , che sono i servi ossia gli operai , si ha allora la quarta casta.
    Questa quarta casta è visibile solo nei popoli sedentari per via della sedimetarizzazione delle varie qualità tipologiche umane.

    Non è errata la tua precisazione.
    Nell'articolo comunque ho iniziato parlando della classificazione fatta da Dumezil, che individuava nei contadini-lavoratori la terza casta.

    Siamo d'accordo poi, suppongo, sul fatto che in una piramide gerarchica, sempre dal punto di vista tradizionale, l'ordine in cui le 4 caste vengono menzionate è il seguente: sacerdoti, guerrieri, mercanti, servi, ed è anche l'ordine in cui il controllo del potere si è trasmesso.

    Evola, ad esempio, vedeva nella rivoluzione russa l'ultimo passaggio del potere, dalla casta dei mercanti a quello dei servi, interpretando il movimento comunista come il trionfo del collettivismo e la definitiva rivolta dei servi.
    Forse da un punto metastorico qualche analogia si può cogliere, ma materialmente il popolo non ha mai esercitato il potere, nemmeno allora, essendo il regime comunista solamente un'altra oligarchia fondata sul denaro e sul possesso.

    _________________________

    Ciao Josephus
    esattamente, anche nell'antica Roma il passaggio della gestione del potere dalla casta sacerdotale a quella guerriera è ben documentato.

    A presto

  • anonimo

    Ai mercanti, per me, possono benissimo associarsi il resto dei produttori non servi in ogni caso.

    Per il resto concordo in toto.
    Attendo gli sviluppi…

  • anonimo

    per Josephuss…evocando la Roma arcaica hai ravvivato in me un moto di profonda nostalgia…ti sono grato per il convinto richiamo ai principi superiori…io vivo di sovrane illusioni…ultimamente forse perché accuso un pò di solitudine idealmente mi dirigo la dove intravedo baluginare parte dell'antico splendore…che siamo lucciole fioche…brilliamo ad intermittenza ed il tempo in cui rimaniamo a galleggiare nelle tenebre è assai più lungo di quello in cui tenuamente le rischiariamo…Santa, il tema delle Età è immensamente affascinante…la frattura cosmica occorsa con l'età dell'argento e poi via giù per la lenta discesa…ma se in quest'universo…che è uno specchio ignoto…noi abbiamo un riflesso metafisico non chiaramente distinguibile…se è così…allora nulla è a caso…il caso è indifferente a se stesso e la prova più evidente che noi siamo estranei al caso a me sembra sia proprio il fatto che in molti desideriamo reagire a ciò che intimamente ci oscura…insomma mi chiedo se ci siamo immersi in questo Kali-yuga…immersi in questa fitta oscurità…per originario eccesso di luce, molteplicemente contrastato da quelle stesse forze che all'inizio della fase discendente del presente Ciclo privarono di sostanziale veridicità l'autorità sacerdotale e che adesso privano le nostre tensioni dell'ispirazione necessaria a ravvivare il senso propriamente umano della storia ridotta ad una sorta di arido meccanismo cronologico
    Giovanni

  • Chapucer

    anche se questa ri-partizione è un  pò arcaica, penso possa adattarsi comunque ai nostri tempi (se applichiamo la teoria della relatività:-), e quindi, tenendo conto che la tripartizione è una gran bella divisione, io mi sento più di appartenere al gruppo dei Guerrieri, al secondo posto.
    il quarto lo lascio ai mercanti che occupano così spudoratamente la nostra epoca.

  • anonimo

    "Eppur agiscono" … caspita… siete telepatici!

    http://shaphiro.splinder.com/

    daouda

  • sabanero

    Un'aspetto che colgo in questi anni è che la maggior capacità di spesa è detenuta dalle classi meno istruìte e colte. Per precisione, istruìte solamente nel loro raggio d'azione, quello dell'autonomìa imprenditoriale per intenderci, e anche anche….mentre l'altra è scomparsa. 

  • Santaruina

    Ciao Giovanni

    e la prova più evidente che noi siamo estranei al caso a me sembra sia proprio il fatto che in molti desideriamo reagire a ciò che intimamente ci oscura..

    Hai toccato un punto che ritengo molto importante.
    Questo aspeto ha fatto riflettere anche me, a lungo: se infatti questa realtà che ci circonda fosse la "normalità", l'inevitabile, non avremmo dentro di noi quel continuo senso di oppressione, quella sensazioni di trovarsi in mezzo a qualcosa che non va per il verso giusto.

    A presto

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