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-o- Too late to die young -o-
22 luglio 2009

L'ulivo, il Mediterraneo, la pace in fiamme in Palestina

In mattinata, un gruppo di coloni israeliani ha dato fuoco ad almeno 1500 ulivi, in Cisgiordania, appartenenti a contadini palestinesi. Le coltivazioni sono state distrutte come forma di rappresaglia contro lo sgombero di alcuni avamposti illegali dei coloni, effettuati dalle forze di polizia israeliane.
Peacereporter.net


Un antico mito narra di come la città di Atene venne fondata da Poseidone ed Atena, e di come in seguito le due divinità non riuscirono a trovare un accordo su chi dovesse dare il proprio nome e la propria protezione alla città.
Si decise allora di far scegliere direttamente agli ateniesi quale sarebbe stata la propria divinità protettrice.

Poseidone per ingraziarsi il favore dei cittadini fece loro dono di uno splendido cavallo bianco, ed assicurò il proprio appoggio incondizionato nelle battaglie che la città avrebbe affrontato.
Atena invece fece sorgere dalla terra un ulivo.
Poseidone offriva alla città la via della guerra e della conquista, mentre nell’ulivo di Atena erano rappresentate le virtù della saggezza e della prudenza, e soprattutto i benefici della pace.
Il popolo di Atene scelse di accettare il dono della dea, il cui nome fu dato alla città, e l’ulivo divenne uno dei suoi simboli.
Coloro che sono nati sulle rive del mediterraneo sanno che per quanto ci si sposti lungo le sue sponde, per quanto cambino le lingue e il colore della pelle delle persone che via via si incontreranno, l’uniformità del paesaggio saprà sempre infondere un senso di rassicurante familiarità, così come il ritrovare lungo tutte le coste la presenza dell’ulivo darà l’impressione di non essersi mai allontanati dalla propria casa.
Così come per secoli non vi fu alcuna identità europea nel nostro continente, ed i popoli che vi abitavano potevano essere divisi, allora come oggi, in due grandi famiglie: coloro che utilizzavano il burro ed il grasso per cucinare e coloro che invece avevano il privilegio di disporre dell’olio d’oliva.
La diffusione della pianta dell’ulivo nel mediterraneo


Dalle colline di lavanda della Provenza fino ai boschi del Libano, da Gibilterra alla foce del Nilo, da Misirlou a Miriam, dal paradiso in terra della Morea fino a Smirne che ancora brucia, vi è un’unica anima che percorre le terre che si affacciano sul nostro mare, un’anima a cui l’albero dell’ulivo ha saputo dare un corpo.
Dalle colonne d’Ercole fino in Palestina, vicino ai prati fioriti dove la giovane Europa venne rapita da Zeus, nella terra tre volte santa dove quella pace che l’ulivo da sempre simboleggia pare non essere mai di casa.
La Palestina, la terra dove pochi giorni fa un gruppo di coloni ebrei fondamentalisti, armati di torce, ha dato alle fiamme più di 1.500 alberi di ulivo, un gesto il cui tetro simbolismo gela il sangue.

Portatori di discordia, costruttori di colonie la cui presenza è dichiarata illegale anche dalle misere organizzazioni sovranazionali terrene: neppure la conclamata ipocrisia di queste ultime, infatti, è in grado di fornire una giustificazione ad un sopruso di tali dimensioni.
Hanno bruciato gli ulivi, l’unica fonte di sostentamento rimasta alle genti che abitano quelle terre da decine di generazioni.
Nel nome di un Dio il cui volere interpretano a loro piacimento, con l’unica giustificazione di un testo sacro che dal loro punto di vista affida quelle terre alla loro progenie, a coloro che condividono il loro stesso sangue incontaminato.
Una terra che hanno dimostrato di non amare, una terra che pretendono loro  ma che non esitano a violentare ed a bruciare, mandando in cenere le sue creature più nobili, dando alle fiamme la sua stessa anima.

Ulivi dati in fiamme dai coloni ebrei in Palestina

35 comments to L’ulivo, il Mediterraneo, la pace in fiamme in Palestina

  • toporififi

    Posso prenderti il post e metterlo sul mio blog?

    E’ una cosa di cui ho pudore e non la chiedo spesso, ma qui la forza del simbolo violato assume una tale drammaticità che, il cielo mi perdoni, è superiore al conteggio delle stragi, ne scopre in qualche modo l’origine tenebrosa, il deserto dell’anima di quella gente.

  • fabianox

    Vandali farabutti.

    Dio non lascerà alcuno di questi atti impunito, è una Legge a cui nessuno può sottrarsi.

  • Santaruina

    Ciao Mario.

    Ovviamente puoi.

    E condivido anche la sensazione di cui parli.

    Questa notizia è quella che più mi ha colpito negli ultimi giorni, proprio per la forza simbolica evocata dal gesto dei coloni.

    _______________________

    Fabiano

    probabilmente i loro delitti sono doppiamente gravi proprio perchè dicono di agire in nome di Dio.

    Blessed be

  • anonimo

    Santaruina,

    visto che siamo in zona, rischio di non essere troppo OT.

    Sai per caso se Guenon abbia scritto qualcosa a proposito dei rotoli del mar morto?Visto che è morto nel 51 magari ha avuto il tempo di buttar giù qualche impressione.

    Pyter

  • anonimo

    Credo urga nuovo giro di finanziamenti solidali per compensare la spesa d’acquisto di torce e benzina.

    Giorgio Venzo.

  • anonimo

    Fu fra gli ulivi che gli antenati spirituali di questi moderni farisei arrestarono Cristo dove Egli affidò al Padre tutti quelli che avrebbero creduto in Lui e tutti gli uomini di Buona Volontà.

    Josi

  • gigipaso

    gran brutto affare…..

    non credo che le cose possano finire qui….. hanno colpito oltre le risorse

    di questa gente , anche il Simbolo…

    spero di sbagliarmi ma…….

    ciao Carlo….

  • Santaruina

    Pyter



    Sai per caso se Guenon abbia scritto qualcosa a proposito dei rotoli del mar morto?

    non mi ricordo di aver letto qualcosa di Guénon sui rotoli del mar morto.

    L’unica possibilità che avrebbe avuto per parlarne sarebbe stata in qualche articolo per “Études Traditionnelles”.

    Ma io non ne ho notizia.

    Se qualcuno ne sa di più, come sempre è il benvenuto :-)

    _______________________

    Giorgio

    non metter loro in testa strane idee..

    ________________________

    Ciao Josi

    non è un caso che il monte degli ulivi abbia per i cristiani tale enorme importanza.

    a presto

    _____________________

    Ciao Gigi

    dopo aver preso tutto quanto di materiale potevano prendersi, non rimaneva loro che tentare di appropriarsi, o meglio distruggere, uno dei simboli più importanti della loro terra.

    Blessed be

  • anonimo

    che tristezza, Santaruina.

    “Dio è la luce dei cieli e della terra. La Sua luce è come quella di una nicchia in cui si trova una lampada, la lampada è in un cristallo, il cristallo è come un astro brillante; il suo combustibile viene da un albero benedetto, un olivo né orientale né occidentale, il cui olio sembra illuminare senza neppure essere toccato dal fuoco. Luce su luce. Dio guida verso la Sua luce chi vuole Lui e propone agli uomini metafore. Dio è onnisciente.”

    (Corano 24:35 – An-Nur, la sura della luce)

  • 6by9add6add9

    buongiorno Carlo..

    Un post che esprime tutta la giustizia che possiedi in cuore.., che si svincola dalla fede di appartenenza., e questo tuo essere chiaro e veritiero mi ha portato davvero ad ammirarti come persona.,

    La palestina DEVE pagare il prezzo della profezia.., ma la fine che spetta a gente che della profezia ne deve portare a termine il compito sara’ quello che mai si potranno immaginare., grande e’ il popolo palestinese.., come grande e’ la loro sofferenza.., ma per tutti ci sara’ giustizia. inshallah.

    E’ complesso da capire per chi non concepisce l’esistenza dell’inferno., del paradiso., del demonio., e del grande disegno divino sulla vita umana.,

    Ciao.

  • anonimo

    ennesima celebrazione cruenta che riassume la sequenza di atti puramente necrofili, identificabili nella sostanza di un immenso Rito Buio che prelude ai simbolici tempi della fine…non è un mistero che i siosnisti premano per attaccare con armi non convenzionali l’Iran…la virtù ignea dell’ulivo…dal cui olio si ricavava il combustibile delle lucerne che ardevano durante le celebrazioni dei Sacri Misteri non è affatto distante dal calore generativo e ispirativo che nel fondo del nostro animo presiede al dono poetico, alla gentilità, appunto all’amore, che è ulteriore luce dell’esistenza o sua vera illuminazione…ma il fanatismo dei coloni, la loro trivialità mistica non credo sia tanto introspettiva da poter concepire un offesa al simbolo, che poi è il medesimo loro…questo è un atto che testimonia la completa cecità dell’uomo degli allegorici tempi della fine…chi sta realmente dietro tutto ciò sarebbe davvero da capire…chi si nutre di tutte queste tensioni buie?

  • anonimo

    …volevo aggiungere…non è un caso che dopo il diluvio dall’arca è la colomba che annuncia la prossimità alla terra recando in becco un ramo d’ulivo…la colomba (virtù autodiffusiva della generazione plastica) è già simbolo di una rinnovata prossimità con la divinità e pertanto garanzia di rinnovato accordo con la sfera sovrasensibile. Recando in becco il ramo d’Ulivo questo è emblema contenuto da altro emblema che credo voglia alludere proprio a quella facoltà ispirativa e appunto ignea che è il dono fatto all’uomo da chi? e che gli consente di essere valorizzatore attivo del mistero universale non mediante lo strumento solo materiale del ragionamento, dell’intelligenza “semplice” ma, per mezzo di un definito incanto…è nell’incanto che la lucerna trova motivo di ardere…è qualcosa d’immensamente distante dal nostro sentire ed è per questo che siamo poveri moderni…è terribile il nostro disincanto…il nostro vedere le cose attraverso la lente della prevedibilità…del giudicare scontato il volo degli uccelli o il soffio di una brezza inconsueta…non parlo di buonismo…il buonismo è pure disprezzabile…l’incanto è diverso…basta così è un casino

  • anonimo

    Condanniamo gli ebrei perchè qualche colono ha bruciato degli alberi.I kamikaze palestinesi invece sono sempre delle povere vittime.

    Diciamo pure che i il governo Cinese e quello Iraniano sono emblemi di democrazia mentre quelli occidentali sono tirannici.

    Apprezzo parecchi articoli di questo blog ma ,come altri del genere,mi sembra che guardino alcuni eventi sempre e solo da posizioni preconcette.Si stà attenti alla pagliuzza mentre si sorvola sulla trave.

    Viviamo sicuramente in una civiltà piena di ingiustizie,contraddizioni e degrado ma provate a vedere come è la situazione nei paesi islamici che tanto difendete,vi accorgerete che qui non si sta poi tanto male.

    Ah già, è sempre colpa degli Stati Uniti…

  • anonimo

    Non stupisce: un popolo di immigrati dell’Europa orientale e in parte settentrionale difficilmente arriverà a capire la cultura dove è andato a stabilirsi.

    Giorgio

  • anonimo

    All’anonimo sopra di me: dovresti cercare di formulare i pensieri in modo che noi li si possa comprendere. Non si capisce con chi ce l’hai… con i “Paesi musulmani” (tipo l’Indonesia e il Marocco)? con quelli che se la prendono con gli Usa? con la società moderna ed il suo logorio?

    Di certo non stai rispondendo al post di Santaruina, che non parla di nessuna di queste cose.

    Per quanto riguarda i kamikaze:

    a) visto che loro vivono nella loro terra occupata da altri, agiscono nel pieno diritto dei popoli, cioè cercano di scacciare l’occupante. Semmai l’unica vera critica riguarda l’attaccare civili, che però appunto vivono in un territorio occupato manu militari.

    b) se non ti garbano i kamikaze, mandagli uno stock di missili teleguidati e un paio di Predator e avrai risolto il problema.

    Giorgio

  • anonimo

    Quei coloni non sono i discendenti degli israeliti mediterranei, bensì dei chazari delle steppe asiatiche. Non apprezzavano il buon sapore e il profumo dell’olio ricavato dalle olive, ma andavano e vanno matti per il latte fermentato e il grasso rancido.

    De gustibus…

    Shaman

  • Santaruina

    il suo combustibile viene da un albero benedetto, un olivo né orientale né occidentale, il cui olio sembra illuminare senza neppure essere toccato dal fuoco

    Molto bella questa sura, un altro bel esempio di come il simbolo dell’ulivo accomuni le culture.

    ___________________

    Ciao Cinzia

    a volte penso che quello che accade in Palestina è difficilmente comprensibile da un punto di vista strettamente “razionale”.

    In quella terra hanno luogo avvenimenti che paiono andare oltre la semplice contingenza storica.

    Blessed be

    _____________________

    Ciao Giovanni

    i tuoi interventi sono un perfetto esempio di cosa significhi sentire e comprendere la valenza dei simboli.

    Che è un qualcosa di diverso da un impararne meccanicamente i vari “significati”.

    Probabilmente, come tu stesso dici, questa è una qualità innata che col tempo abbiamo accantonato, ma che non è mai scomparsa.

    Riporto questa parte del tuo intervento, perchè penso meriti davvero:

    la virtù ignea dell’ulivo…dal cui olio si ricavava il combustibile delle lucerne che ardevano durante le celebrazioni dei Sacri Misteri non è affatto distante dal calore generativo e ispirativo che nel fondo del nostro animo presiede al dono poetico, alla gentilità, appunto all’amore, che è ulteriore luce dell’esistenza o sua vera illuminazione.

    A presto

  • Santaruina

    Condanniamo gli ebrei perchè qualche colono ha bruciato degli alberi.I kamikaze palestinesi invece sono sempre delle povere vittime. ecc ecc

    Non so se sia il caso di rispondere, dal momento che la serie di “accuse” che fai non trovano riscontro alcuno in quanto io ho scritto.

    Forse stavi leggendo qualche altro blog e poi sei venuto qui a commentare, non saprei.

    __________________

    Giorgio

    Non stupisce: un popolo di immigrati dell’Europa orientale e in parte settentrionale difficilmente arriverà a capire la cultura dove è andato a stabilirsi.

    Inoltre, una gran parte dei coloni più fondamentalisti che si sono stanziati nella west bank arrivano direttamente dagli Stati Uniti, quindi sono ancora più distanti culturalmente dal sentire mediterraneo.

    E quelli che non sono direttamente americani, sono probabilmente discendenti dei chazari delle steppe, come ricorda Shaman.

    A presto

  • anonimo

    il commento che riporta la sura della luce è mio, dimentico sempre di firmare. sono lieta che tu ne abbia condiviso la bellezza.

    apprezzo lo sforzo d’obiettività dei tuoi interventi, Santaruina, soprattutto in una questione difficile e delicata come quella palestinese, che coinvolge tutti noi più in profondità di quanto s’immagini.

    -d-

  • anonimo

    Quando avranno occupato una terra devastata, contaminata dal fosforo e dal piombo, bruciata fino alle radici, cosa avranno ottenuto? Se non riescono a trovare la loro casa nelle persone che amano ma la cercano solo in quella Terra che venerano al posto di Dio non possono certo trovare pace. E finiscono per distruggere anche il simbolo di quello che non riescono ad avere.

    Bel post, Santa. Ti seguo sempre, anche se posto poco.

    Forgil

  • anonimo

    Volevo solo precisare che io non la penso come Shaman :-)

    Nel senso che non parlavo con disprezzo degli immigrati russi o tedeschi che si sono spostati in Palestina, né della loro cultura.

    Ritengo però che non possano rendersi conto che bruciando degli ulivi fanno qualcosa che va oltre il mero attacco all’economia di quei luoghi, perché appunto non conoscono il valore culturale di quello che distruggono (salvo poi stupirsi se gli altri si incazzano e fanno i kamikaze).

    Cosí come mi incazzerei io, se un inglese si mettesse a rovinare una vigna: per lui sarebbe solo una pianta, per me è una cosa intorno a cui si è evoluta la cultura cui appartengo. Non mi stupisce che lui non capisca, ma lui non si dovrebbe stupire se il contadino cerca di inforcarlo nelle natiche.

    Giorgio

  • anonimo

    Mi tocca profondamente questo tuo apprezzamento.

    Te, Zret, Straker (che è il fratello di Zret credo) Corrado della Scienza Marcia, Bojs con i suoi toni apocalittici riverberati di folgoranti intuizioni e pochi altri ancora…nonostante tutte le limitazioni che affliggono noi moderni…come non accorgersi che siamo tutti intimamente rarefatti nostro malgrado…è preziosa la vostra ricerca anche se la nostra non può definirsi un aurea catena di anime. Davvero non lo so…non credo lo sia, ma ugualmente conforta il condividere determinate impressioni o suggestioni che sentiamo essere fondamentalmente esatte…abbiamo i nostri Padri spirituali.

    Vi sarebbe da dire e dire bene e fare ancora meglio…scrutiamo, tentiamo di scrutare seppur con diverse modalità la spelonca del tempo tenendo ben stretta la face in mano…facciamo capolino e tremiamo…poi verremo ingoiati e svaniremo, ma questa ricerca che ci anima ed è motivo prevalente del nostro stare qui…ancora lo è…intendo dire che ancora riesce ad esserlo nonostante tutto…questa ricerca insomma, se portata avanti con rinnovata passione, ed è difficile oggi alimentare con cognizione ispirata una propria attitudine positiva, questa attività alla fine può generare un’eco sensibile che, sono convinto, ci restituirà come essenza finissima ad una dimensione non indifferente, credo positiva…forse parlo da prete…personalmente diffido dei preti…poi so che ve ne sono di bravi, ma costoro sono l’assoluta minoranza di una minoranza…intendo dire che attraverso il tempo dovremmo saper dimostrare, anche se debolini, la veridicità delle nostre convinzioni…ma forse dire questo è lo stesso che dire niente…ultimamente, penso che questa per l’umanità sia l’epoca in assoluto più complessa e difficile da comprendere per la nostra anima…forse questa è l’epoca più difficile dai tempi dell’ultimo diluvio ad oggi…e sostanzialmente siamo indotti a fregarcene

  • anonimo

    avevo lasciato un primo commento ma non lo caricava allora l’ho rimesso correggendo qualcosa…sicuramente il primo è da buttare…una stretta di mano Santa

  • Santaruina

    Ciao Giovanni

    alla fine siamo tutti diversi, ed ognuno di noi coglie delle diverse sfumature in ciò che osserva.

    quello che è importante, credo, e il riflettere attentamente sulla realtà, tentare di condividere le proprie preoccupazione, anche a costo di sbagliare, perchè quello che conta è il fare questo in buona fede.

    Poi dal poco di ciascuno potrebbe anche formarsi qualcosa di più concreto.

    A presto :-)

    __________________

    Ciao Forgil

    io spero solo che non facciano loro il “muoia sansone con tutti i filistei”.

    __________________

    -d-

    è una questione sulla quale occorre muoversi in un certo equilibrio..

    Blessed be

  • anonimo

    Ciao.

    Ti seguo da molto, anche se non ho mai postato nulla, ma questa volta voglio scrivere qualcosa. Questa volta mentre leggevo avevo veramente le lacrime agli occhi. Una cosa così è successa al paese di mia madre: ulivi, viti, mandorli….un dolore fisico!

  • toporififi

    Questa sera, dopo il vespro, la madre di un bambino moldavo di quattro anni mi ha raccontato che alcune sere fa, finita la benedizione con l’olio della lampada del Padokrator, è arrivato il papà con la figlia più grande, subito il piccolo Davide si è toccato la fronte unta di olio d’oliva e ha fatto col dito una croce sulla fronte della sorella.

    Tutti, in un modo o nell’altro, in questo rogo abbiamo sentito profondamente, in modo fisico come ha detto qualcuno, la profanazione di qualcosa di sacro e intimo, di qualcosa che ci fa parenti ad un livello più profondo di quello del sangue, un simbolo che, lungi dall’essere astratto, ci penetra, così come l’olio unge.

  • toporififi

    “Pandokrator”

  • Santaruina

    ulivi, viti, mandorli….un dolore fisico!

    Sì, è proprio così.

    Come quando bruciò mezza Elide due anni fa.

    Un incubo.

    In quei momenti ci si rende conto che il legame con la nostra terra è qualcosa che va al di là del sostentamento.

    Si tratta proprio di una parte di noi, una parte fisica, non solo allegorica.

    A presto

    _____________________

    Ciao Mario

    il gesto del bambino è davvero commovente.

    e dimostra, se mai ce ne fosse bisogno, che la comprensione del valore del “simbolo” non necessità di sapienza per come la intendiamo nella modernità, è qualcosa di innato, e semmai crescendo ce ne dimentichiamo.

    Blessed be

  • Chapucer

    “L’olivo che su aridi monti cresce,

    eppure ci dona il succo utile e nobile,

    dunque quando la parola di Dio lentamente si allontana,

    pure lascia al santo la sua forza.”

    [Wolf Helmhardt von Hohberg]

    * * *

    Blessed be

  • messier

    In questo mondo si usa etichettare come “incivile” chi fa qualcosa di non giustificabile per le leggi della convivenza sociale. E si etichetta come “immorale” chi fa qualcosa di non giustificabile in alcun modo. E però non si usa mai l’epiteto di “innaturale”, per chi viola la creazione, la natura, senza un perchè. Un tifone o un maremoto violano “l’ordine” della natura ma hanno un perchè, dunque sono naturali. Bruciare una foresta o un oliveto, di proposito, non ha un perchè.

    Ora, se dalle nostre parti un picciotto, una manovalanza, dà fuoco a qualche ettaro di macchia per favorire i desiderata edilizi-speculativi del suo datore di lavoro… Ma questi coloni non sperano davvero che i palestinesi, gli autoctoni, se ne vadano. Lo sanno, che non se ne andranno.

    Dunque è odio. Puro odio che annienta la natura, che prende di mira un albero, con i suoi frutti, le sue radici, le sue foglie delicate e vere che si piegano ai raggi del sole chiedendo energia e calore…

    Ci sono poche cose più innaturali di questo gesto…

    Riprendendo il titolo di un film in uscita, prodotto dalla Memorialistica Casa dei Gangster-Weinstein, mi viene da dire: bastardi senza gloria.

  • messier

    Aggiungo una cosa… I media stanno rimbalzando le notizie sui grandi roghi in atto lungo lo stivale… in altre semi-stagioni tocca alla California, all’Australia, all’Indocina… Ma di questi ROGHI talmudici nessuno ne parla.

    Eppure i media non appartengono ad elites libanesi palestinesi persiane irakene…

    Dunque non è solo odio all’estrema impotenza, è anche vigliaccheria, codardia che grida vergogna eterna.

    Sono così “forti”, dirigono le massime centrali dell’informazione globale, e poi si accaniscono contro la corteccia di un Ulivo…

  • anonimo

    I cosiddetti kamikaze sono candidati manciuriani indottrinati da Sion.

    Solvet saeculum in favilla, in questi roghi reali e simbolici.

    Saluto Giovanni che ha commentato.

    Ciao

  • anonimo

    Azioni come queste denotano una glaciazione del cuore fuori d’ogni dubbio

    Antonio

  • Santaruina

    Chapucer

    L’olivo che su aridi monti cresce

    bella questa poesia, e perfetto l’incipit.

    Blessed be

    ___________________

    Messier

    Puro odio che annienta la natura

    E’ come dici.

    E’ un po’ come dire “se non li avremo noi, non li avrà nessuno”; paradossalmente, si comportano come la falsa madre che presentatasi alla corte di Salomone per rivendicare, insieme alla madre vera, un figlio, accettò che questi venisse diviso in due.

    __________________

    candidati manciuriani

    l’indottrinamento qui va avanti da molto tempo.

    ______________________

    Ciao Antonio, glaciazione rende bene l’idea.

    A presto

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