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-o- Too late to die young -o-
25 maggio 2007

Più reale del reale - parte prima

…a beauty impossible to define, a beauty impossible to believe…

Recentemente l’azienda Dove, specializzata in prodotti per la cura e la bellezza del corpo, ha promosso una campagna pubblicitaria dal nome “per la bellezza autentica”.
Scopo di tale operazione, tra le altre cose, è il mettere in guardia contro i rischi derivanti da una eccessiva idealizzazione dei canoni estetici “irraggiungibili” continuamente proposti dai media, che divengono una vera e propria ossessione per molti in una epoca in cui l’esteriorità è divenuta il paradigma assoluto per la valutazione delle persone.
Il breve spot che accompagna tale campagna, divenuto alquanto celebre, mostra una ragazza mediamente bella, con i suoi umani difetti – di cui nessun essere umano è esente –  sottoposta ad una sessione di trucco, ed in seguito in una serie di clip accelerati vengono evidenziate le operazioni di fotoritocco mediante le quali l’immagine ottenuta viene perfezionata con un apposito programma di modifica.
L’immagine così ottenuta è pronta per essere utilizzata quale veicolo pubblicitario e riprodotta in serie. La campagna in questione offre numerosi spunti di riflessione, non ultimo il condizionamento con il quale i mezzi di comunicazione propongono come standard di bellezza modelli non solo irraggiungibili per la maggioranza delle persone, ma addirittura inesistenti.
La ragazza che alla fine del processo appare sul cartellone pubblicitario infatti nella realtà non esiste, è frutto di sapienti e attenti ritocchi.
Nello stesso modo la quasi totalità delle immagini di modelle e modelli che compaiono nelle riviste che fanno tendenza e dettano gli stili da seguire subiscono lo stesso processo, ogni “difetto” viene corretto, ogni particolare che incarna i canoni di bellezza contemporanei viene accentuato.

Sono immagini di persone non-reali, non solo in quanto nella realtà quotidiana tale condizione di totale assenza di difetti è impossibile da raggiungere per chiunque, ma proprio perché a seguito dei ritocchi il risultato finale rappresenta un qualcosa che materialmente non esiste.

Ma vi è un ulteriore spunto che emerge.
Pur non-reali, tali canoni di bellezza non sono concepiti come tali.
Agli occhi di chi si confronta con tali immagini, infatti, tale perfezione viene concepita quale punto di arrivo della “realtà”.
Nel loro incarnare un ideale di bellezza, divengono più reali della realtà stessa.
Nell’antichità i canoni di bellezza venivano idealizzati e rappresentati per mezzo di statue e opere pittoriche, e proprio questo le poneva di fronte al fruitore senza ambiguità; erano ideali che si materializzavano, erano una rappresentazione di una realtà – irreale, una realtà di un altro livello dell’essere, in quanto non facente parte del mondo terreno.
Le immagini odierne invece non risolvono la questione di tale ambiguità, ma la accentuano, poiché pur non- reali sono proposte quali tali.
Più reali del reale.

5 comments to Più reale del reale – parte prima

  • babilonia61

    Interessante il tema, magari da svolgere con una tazzina di buon caffè caldo, nero, fumante.

    Quando il reale viene alterato, manipolato, variato questo diventa irreale, fantasioso, immaginario.

    La bellezza è una cosa soggettiva e la televisione vuole farla diventare oggettiva. Loro semplicemente impongono e noi, gente di fede, accettiamo! Poveri noi!

    Oltre alla marca Dove altre ditte stanno cercando di universalizzare il particolare, facendo in modo che l’individualità scompaia negli anfratti dell’immaginario.

    Felicità

    Rino, al di sopra del tema.

  • chirieleison

    Mi sono difatti sempre chiesta dove vivono le modelle e i modelli pubblicizzati dai media dal momento che non mi capita mai di incontrare gente così per strada.

    E’ chiaro che le foto sono ritoccate fino all’esasperazione di una perfezione che in natura non esiste. Ed è chiaro anche che pur sapendolo inconsciamente ci lasciamo condizionare da questi volti e corpi costruiti dal trucco e al computer. L’imperativo di oggi è essere belli a tutti i costi, apparire, piacere ed è inutile che ti faccia degli esempi che conosci benissimo. E fin quando il voler piacere si ferma alla normale vanità insita nell’essere umano tutto ok, purtroppo le armi della bellezza e della seduzione vengono messi in moto perchè spinti dall’ambizione di carriera e successo nel mondo dell’effimero. L’uomo è diventato solo esteriorità, si cura poco della sua bellezza interiore. E’ una sorta di Dorian Grey capace di sacrificare tutto per rimanere giovane e bello sempre. Se ognuno di noi riuscisse a vedere il proprio “quadro” nascosto in soffitta, forse comincerebbe a discernere il vero dal reale.

  • LuceInvernale

    Questo post mi piace… sisi.

  • Santaruina

    Questo post vorrebbe fungere da premessa ad un discorso più ampio.

    Rino: in effetti quello che trovo interessante è proprio quella volontà di raggiungere un ideale non reale, e la difficoltà di percepire questa irrealta.

    Chirieleison: hai fatto una giusta precisazione; questa ricerca della perfezione estetica non si limita ad una mera questione “seduttiva”, ma coinvolge ogni aspetto della vita, e diviene metro di giudizio per la persona in ogni ambito, non per ultimo quello lavorativo.

    Luce: ne sono felice :-)

    ssc

    Blessed be

  • anonimo

    La campagna Dove “Bellezza autentica” è iniziata qualche anno fa con uno spot nel quale apparivano donne e ragazze belle ma in carne. All’epoca scrissi un articolo a riguardo poiché ritenevo questo tema un ottimo spunto sul quale riflettere. Sembrava l’inizio di una rivoluzione nel campo della pubblicità (e soprattutto nella testa delle persone) e invece, a distanza di 2-3 anni, uno spot simile fa ancora discutere per la sua “originalità”.

    Sono troppi gli input provenienti da una realtà alterata e forse noi siamo troppo deboli e fragili per renderci conto che la nostra quotidiana realtà non è come quella che ci descrivono. E anche quando ce ne accorgiamo… continuiamo a farci condizionare. Allora, forse non è proprio vero che siamo deboli e fragili, forse siamo solamente troppo stupidi e superficiali.

    Inseguire dei canoni che ci vengono imposti, farci condizionare la vita e le relazioni interpersonali, guardare gli altri non attraverso le nostre percezioni emozionali ma attraverso filtri sociali che non abbiamo richiesto, non riuscire a ragionare e valutare con la nostra testa… tutto questo, che cos’è se non stupidità e superficialità?

    Roxse.

    PS: impressionante quando alla ragazza nel video “tirano il collo” :pp

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