Blessed be

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¿te quedarás, mi pesadilla
rondándome al oscurecer?


-o- Too late to die young -o-
16 dicembre 2007

Spazio aperto

Richieste, critiche, suggerimenti, divagazioni e altro.

Era da tempo che avevo in mente di creare uno spazio all’interno di questo blog dedicato a suggerimenti, critiche, richieste, segnalazioni, domande.
Ma anche uno spazio in cui potesse trovare posto qualsiasi altra riflessione, di chi volesse semplicemente dire qualcosa a livello generale sui temi che qui si trattano, oppure su altro.
Uno spazio aperto, in sintesi.
Critiche e segnalazioni saranno particolarmente apprezzate, ovviamente, ma non solo.

76 comments to Spazio aperto

  • babilonia61

    L’interessante di un blog è poter condividere pensieri, idee, pareri e, a tal proposito, i commenti sono la base. Se in più c’è una sezione dedicata a codesto aspetto, meglio ancora, l’interazione acquista maggiore valore.

    Complimenti per l’iniziativa.

    Rino, cercando domande da fare.

  • ilnobileAthos

    Carissimo, ti aspettavo al varco con l’ultimo mio arcano… provo a porti qui la questione.

    Cosa sai della apokatàstasis? E’ solo un’eresia? Cosa ne pensi del rapporto con la fede ortodossa?

    Cito un passo da Nikos Kazantzakis:

    “Il pregio maggiore del cristiano che lotta

    non è la sua virtù, ma è lo sforzo che fa per

    trasformare in virtù la vigliaccheria, la disonestà,

    l’infedeltà, la malvagità che porta dentro di sé.

    Un giorno l’arcangelo che starà più vicino a Dio,

    non sarà né Michele, né Gabriele, né Raffaele, ma

    Lucifero dopo che Lui avrà trasformato in luce la

    sua orrenda tenebra.”

    Io l’ho trovato molto interessante. Che ne dici?

    Un saluto

  • Airel81

    carissimo, torno a respirare. Passare un paio di sere, al freddo, fuori su un balcone… a pensare… aiuta sempre! Detto questo veniamo al post.

    Ottima idea. Personalmente non ho nessun appunto da farti. Credo che il tuo blog sia ormai un punto di riferimento nella rete per chi cerca un certo tipo di informazione e di divulgazione.

    Ed è proprio per la tua grande capacità divulgativa, apprezzo molto questo post che darà la possibilità di richiedere argomenti o approfondimenti trattati velocemente, o magati toccati nei commenti (può succedere), ma non analizzati in profondità.

    Dunque i miei auguri per l’iniziativa.

    Un caro saluto mio caro amico, non hai idea di quanto abbia apprezzato la tua visita da me. Grazie ;)

    PS: Si… siamo sempre in cammino… :)

  • Santaruina

    Un saluto a te caro Rino. :-)

    Airel, grazie per la tua gentilezza.

    Siamo sempre in cammino, già :-)

    Blessed be

  • Santaruina

    Nobile Athos, avevo letto l’ottimo tuo ultimo arcano, ottimo come sempre, e mi ero limitato, per una volta, alla lettura.

    Perchè il tema che poni non è uno dei più facilmente trattabili.

    L’ Apokatastasis non è una eresia, ma è una verità che va compresa andando oltre i precetti della dottrina “essoterica”.

    In sintesi, con l’ Apokatastasis si sostiene che tutte le creature, in un tempo lontano, verranno salvate, Lucifero compreso, e che le punizioni riservate ai peccatori vanno considerate come un processo di “purificazione”, e non come “punizione”.

    San Gregorio di Nissa, che fu il primo padre della Chiesa a parlare della Apokatastasis, usò un parallelo alchemico per descrivere questo “processo” di purificazione, in cui i peccati sono per l’anima come le impurità che avvolgono i metalli preziosi e che vanno rimossi con un paziente e doloroso uso del fuoco.

    A parer mio una metafora bellissima.

    Tale insegnamento però può dare adito a malinterpretazioni, e per chi non ne coglie il significato profondo il passo al “fa’ quel che vuoi” è breve.

    In verità l’Apokatastasis è a mio parere coerente con la dottrina Cristiana, che afferma come tutto origini da Dio e un giorno tutto in Dio tornerà.

    Blessed be

  • ilnobileAthos

    Pienamente d’accordo sul tuo giudizio. Anch’io ritengo sia una bellissima metafora.

    Grazie, un saluto

  • anonimo

    Biniritti!

    Ahi!Combriccole private eh…

    Quella della Apokatastasis era una cosa che avevo in qualche modo intuito,visto che se e’ verita’ che tutto torna a Dio significa proprio quello.

    Assa Binirica

    “Di Spade e Mantelli

    Di Lance e di scudi”

  • Santaruina

    Birinitti a te :-)

    necessariamente tutto torna all’origine.

    Quello che ignoriamo è il tempo necessario, e la qualità di questo tempo.

    Utente anonimo, piacevoli le tue immagini.

    Un firma? :-)

    Blessed be

  • anonimo

    ti leggo regolarmente, anche se non ho mai commentato…i tuoi post sono sempre interessanti!

    se posso darti un suggerimento, cerca di fare più spesso riferimento a personaggi concreti (come sul post che tempo fa hai scritto sul Bohemian Club)..

    in bocca al lupo,

    Alexx

  • anonimo

    Attento Santaruina, perchè il male non tornerà a Dio che è sommo bene, ma da esso sarà separato per sempre.

    Bisogna leggere anche il Vangelo, ogni tanto.

  • anonimo

    INVITO!

    Il contenuto del blog.

    Com’ero prima dell’inizio della storia nel 1990. L’inizio dell’incredibile storia. Nell’attesa della decisione giusta. L’ingresso del comandante maggiore dei servizi segreti romani. Violenza di stato 1. Il cattivo complotto! Analisi del caso! Salta il complotto. L’ingresso del cattivo sergente. Incredibile ma vero. La diplomazia preventiva. Il mio ingresso nel caos.Verso lo scontro. La mia reazione. In gita. La rappresaglia. Il cattivo piano. Trattamento crudele! L’obiettivo incastrarmi!Il sergente in azione! Si candida il comandante monarca!Nell’attesa del Governo della Destra!Riportare al comandante la sua guerra! L’assedio del comandante nel ministero della giustizia! Proposta indecente! Il calvario del comandante! La disperata Strategia di guerra!La logica della corruzione!Lo scontro con gli uomini del sistema! Violenza di stato 2.Il falso processo! La giustizia della giungla.Analisi di violenza di stato. La risposta del ministero della Giustizia! Il super complotto di stato! La svolta verso il peggio! L’articolo incriminato. I Telbani e diritti umani della donna. Commento del super complotto. Lettura libera 1. Violenza di stato 3.Diritti Umani 1. La fuga del cattivo sergente. Il maltrattamento. La stupidità dei furbi!La mia situazione sociale.Commento 1. L’arte per distruggere una persona!La disperazione del comandante. I loro commenti. Abusi di potere 2.Diritti umani 2 i loro commenti 2. Lo scoppio dello scandalo!I loro commenti 3.L’effetto del super scandalo!Per l’amore della patria!Dove è lo stato e la società civile?Offeso, ma non sono ferito!I Loro commenti 4. Il Colpo Grosso!Essere meno fascisti!La conseguenza della stupidità dei furbi! Lettura libera 2. Lettura libera 3.La storia del permesso di soggiorno italiano!Essere stranieri in Italia! Commento 2.Si è attenuata la mia reazione! Il colpo di Grazie!Lezione di democrazia! Vedi lutta la storia. http://www.lemin.splinder.com

  • Airel81

    @commento n.11: mai commento fu più sciatto ed ingiusto. Giudicare senza conoscere, denota ignoranza.

    Dio è al di là di ogni comprensione. Ogni qual volta sento discorsi come il tuo, ove si respira “dogmatismo” mi viene sempre in mente quel simpatico aneddoto riguardante San Tommaso d’Aquino. In fin di vita chiese che tutta la sua immensa opera fosse bruciata: “non una virgola ho scritto su Dio…”

    Certo, poi arriva l’anonimo di turno, e sgrida Santa perché secondo lui non legge abbastanza il vangelo.

    no comment.

    Ciao SAnta

  • anonimo

    “@commento n.11: mai commento fu più sciatto ed ingiusto. Giudicare senza conoscere, denota ignoranza.

    Dio è al di là di ogni comprensione. ”

    Se Dio è al di la di ogni comprensione come fai a dire che il mio commento è sciatto e ingiusto?

    In questo caso ogni commento diventa sciatto e ingiusto!

    O no?

    Ma poichè noi crediamo che Dio si è rivelato all’umanità in maniera sensibile e intellegibile, il mio giudizio si basa su qualcosa, mentre il tuo si basa su una cosa che non si conosce.

    L’ignoranza, quindi, sta da un’altra parte.

  • Santaruina

    Ciao Alexx, ti ringrazio.

    La questione dei “nomi e cognomi” come dici è essenziale, se no sembra che si facciano discorsi un po’ troppo “generici”.

    I riferimenti ci sono, a volte occorre ponderare per evitare di stilare delle “liste” che tolgono l’attenzione dal tema centrale.

    Comunque mi pare un buon suggerimento il tuo, a presto :-)

    Lemin, devo dare un’occhiata attenta al tuo blog.

    Molta carena l fuoco, sembra .-9

    Utente anonimo, come dicevo le critiche sono ben accette.

    Se scegli anche una firma, una qualunque, sarà più facile poter individuare i tuoi interventi.

    Comunque, cerchiamo sempre di rimanere in un ambito di scambio corretto.

    La dottrina dell’Apokatastasis non è di immediata comprensione e nemmeno di facile trattazione, comunque ci torneremo, appena vi sarà più tempo.

    Airel, un saluto anche a te :-)

    Blessed be

  • Airel81

    Se Dio è al di la di ogni comprensione come fai a dire che il mio commento è sciatto e ingiusto?

    In questo caso ogni commento diventa sciatto e ingiusto!

    Insulso in quanto puzza di dogmatismo, di verità sacrosanta detenuta e generosamente sparsa ai poveri ignoranti che vagano nell’oscurità.

    O no?

    evidentemente no

    Ma poichè noi crediamo che Dio si è rivelato all’umanità in maniera sensibile e intellegibile, il mio giudizio si basa su qualcosa, mentre il tuo si basa su una cosa che non si conosce.

    L’ignoranza, quindi, sta da un’altra parte.

    noi? noi chi? intendi i cattolici? Sul fatto di basare il mio giudizio su qualcosa che non conosco LA CONSIDERO UNA GRANDE COSA. Diffido sempre di chiunque creda fermamente di detenere la verità assoluta… mi puzzano di psicolabili privi di una vita vera che ripiegano sul sentimentalismo (ed integralismo) religioso. Dio è al di là di ogni comprensione… torno a ripeterlo con forza. Ciò non mi impedisce NON DI COMPRENDERLO ma di viverlo come ESPERIENZA, non spiegabile, ne pronta per essere “dogmatizzata” e messa sul consumismo del sacro.

    Ho maturato questa convinzione nella mia ignoranza. Dopo tutto sono solo (ma si… mi pare questa la giusta occasione per fare outing!) uno studente di teologia… che posso mai sapere di teologia trinitaria, fondamentale, dogmatica e via dicendo… De Deo è stato un esame molto difficile, ma che mi ha permesso di riflettere (per la prima volta in vita) seriamente sul mistero di Dio.

    Le conclusioni a cui si arriva, anche partendo da solide base (costruite da altri, sia chiaro), possono anche non piacere, ma sono traguardi individuali assai preziosi. Che saranno demoliti domani, tutto può essere, ma il concetto di “dogma” da allora ha iniziato a darmi un certo formicolio.

    Il discorso è lungo, e non ho voglia di perdere tempo… tanto sono sicuro che non te ne frega nulla. Anch’io ero così: sicuro nelle mie sicurezze. Oggi tutto è in discussione nella mia esistenza, anche dio stesso. Certo non la sua esistenza, ma ciò che diciamo di lui, SI!

  • qualquna

    nelle mie scorte avrei una domanda anche io a fare..

    a presto!

    sempre piu’ interessante blog,

    e prezioso!

    una bella serata!

    ciao!

  • Airel81

    onde evitare fraintendimenti… sono un Laico, con la L maiuscola

    ;)

    PS: anche se oggi la parola laico sta quasi assumento la connotazione di sporco blasfema eretico… forse sarebbe meglio definirmi un RICERCATORE, che si tuffa in ogni mare ;)

    Caro Santa, spero che questi miei continui commenti non ti diano fastidio :) Ciao carissimo

  • ikalaseppia

    Trovo un pò inquietanti le ali dell’angioletta: non si capisce come possa volare con tanta pelliccia e si ha l’impressione di una (seducente) gravità :-)

  • anonimo

    Gli autotrasportatori ed i tassisti cacciano Alice dal paese delle meraviglie

    (da http://www.movisol.org)

    In risposta a “Le leggi dell’economia non usano il taxi”

    L’articolo di Mario Seminerio apparso su Epistemes.org e Libero Mercato, Le leggi dell’economia non usano il taxi, che prende spunto da una lettera che gli perviene da un lettore, referenzia come il pensiero del liberismo economico concepisca l’economia come un sistema cartesiano chiuso, ossia una superficie piana da tirare un po’ in tutte le direzioni. Si tratta di un sottomodello mal funzionante, perché non tiene conto del limite fisico intrinseco oltre il quale si verifica quel fenomeno che in fisica si chiama singolarità (punto di rottura, cambiamento di fase). Ci sono alcuni esempi a cui possiamo indirizzare il nostro pensiero per comprendere questo fenomeno. La questione è di centrale rilievo epistemologico. Nel campo della fisica, si pensi a cosa avviene quando un jet raggiunge la velocità del suono: mantenere tale velocità troppo a lungo gli procurerebbe gravi danni a causa delle forti sollecitazioni che si vengono a creare; il rapido passaggio a velocità superiori permette invece di evitare questi danni ed immette il jet in un nuovo dominio di relazioni aerodinamiche. Da un sistema si è passati ad un altro. Il Menone di Platone ci lascia un insegnamento esemplare dal punto di vista dei principi che ispirano la conoscenza (epistemologia) con la costruzione geometrica che propone per la duplicazione della superficie del quadrato; per ottenere la superficie doppia del quadrato x (dunque 2x) Platone dimostra che si deve effettuare un cambio di fase, ossia, nel caso in specie, non incastrarsi con tentativi di semplice estensione (estendere in altezza o lunghezza la superficie del quadrato, come farebbero i liberisti), quanto piuttosto – ed ecco il cambio di fase – procedere entrando in una nuova dimensione con la rotazione della diagonale. Il principio che ne deriva è che si apportano cambiamenti determinanti operando sul livello superiore al livello analizzato. Quegli esempi ci rendono l’idea di come funzionino i processi fisici. Ora, c’è da chiedersi se l’economia sia un qualcosa che fuoriesce dalla scienza fisica, oppure se ne sia parte integrante. Sul fatto che pure l’economia sia sottoposta a delle leggi, lo sostengono pure i liberisti. Ma a quali leggi essi si riferiscono? Trattasi di leggi di natura (fisiche) oppure di leggi arbitrarie (e dunque non leggi, ma opinioni che hanno la stessa validità dell’opinione esattamente contraria)? I liberisti ci parlano di legge della domanda e dell’offerta. Funziona questa legge? Vi sono intere popolazioni che domandano medicinali per la cura dell’aids, ma l’offerta in tal senso non arriva. Vi sono popolazioni che chiedono infrastrutture di base come sistemi idrici, elettrici, di trasporto, sanitari, educativi, ma di offerta in tal senso non ne arriva. Ma allora, quando funziona tale legge della domanda e dell’offerta se non è capace di soddisfare neanche i bisogni primari delle persone? Quando è efficace in termini di profitto. E’ ovvio che questa legge ha alla sua base un problema di natura epistemologico – del principio che la ispira cioè. Il paradigma fondante di questa legge è frutto di una tale depravazione morale, da non poter essere seriamente presa in considerazione. I liberisti quando trattano dell’economia non fanno della scienza ma della semplice statistica. La statistica può funzionare fino ad un certo punto, può fungere da termometro, ma non può rappresentare l’unico metro di valutazione di un fenomeno. Sarebbe come se rimettessimo il giudizio sullo stato di salute di un paziente, alla semplice misurazione della temperatura corporea e valutassimo come obbligatoriamente in salute colui che pur avendo pressione alta, globuli sbalzati, sangue nelle feci, avesse però una temperatura sotto i 37°. D’altra parte una dimostrazione di come poco affidabile sia la statistica che si cela dietro ogni algoritmo che ispira quella che è l’applicazione estrema delle derivazioni del pensiero liberista – il trading finanziario – ce la dettero nel ’98 i due premi Nobel, Robert Merton e Myron Scholes, che a quel tempo guidavano, portandolo al fallimento, il fondo speculativo Long Term Capital Management. Questi modelli, infatti, seguono logiche di tipo lineare. La realtà fisica – e tutto ciò che fa parte della natura fa parte della realtà fisica – non procede però secondo logiche lineari. Ad un certo punto l’acqua comincia a bollire: ecco la rottura della linearità, il cambiamento di fase. Quello che deve fare l’uomo in economia è produrre il cambiamento di fase affinché si passi da una realtà ad una di tipo superiore. Ora, torniamo alla riflessione di Seminerio. La riflessione di Seminerio – probabilmente perché vittima di una certa superbia che domina nella cosiddetta classe intellettuale (versione moderna delle antica casta sacerdotale, il cui vizio formalista è tutt’oggi presente) – si dimostra meno consapevole del lettore (tassista? come si chiede Seminerio) che gli scrive. Il lettore è consapevole di un fatto che invece sfugge a Seminerio. Questo fatto è che in tutte le cose vi è un limite fisico intrinseco, oltre il quale non si può andare, e dove un cambiamento determinante non è possibile restando su quel livello di analisi. L’autore della lettera sa che in un’ora il tassista non può fare più di 3-4 corse. Non ha alcun appeal per lui il fatto che possa aumentare l’utenza che fruisca del servizio taxi in presenza di una riduzione della tariffa della corsa – come ipotizza ed auspica Seminerio – perché in ogni caso lui non potrebbe fare più di quelle 3-4 corse. A quel punto, però, le 3-4 corse che prima gli remuneravano ipotetiche 20 euro, ora andrebbero a remunerargli di meno. A ciò si aggiunga il fatto che invece i costi d’esercizio sono costantemente in crescita (costo auto, assicurazione, bollo, benzina, tasse, aumento del costo generale della vita). L’autore della lettera conosce la realtà e su essa ragiona, Seminerio, invece, fa dell’accademia. Per gli stessi motivi non si riesce a ridare stabilità finanziaria al nostro Paese ed all’economia occidentale. Le autorità economiche-finanziarie e politiche continuano a concentrare la loro attenzione sul livello finanziario con i tagli e la “razionalizzazione” della spesa, piuttosto che su quello superiore dell’economia fisica con un’azione d’impatto per l’arricchimento del tessuto infrastrutturale e della produttività. Questi parlano di “paese bloccato”. Questa è la nuova parola d’ordine, e la soluzione starebbe nelle liberalizzazioni. Ma questo non può funzionare perché la realtà fisica non funziona così. Si illudono che l’approntare azioni sullo stesso livello su cui vogliono vedere i risultati – quello finanziario – possa funzionare. Povera Alice! In merito agli autotrasportatori Seminerio afferma: [Con tariffe libere gli autotrasportatori-padroncini] la finirebbero di tenere sotto ricatto un intero paese al solo scopo di mantenere invariato il proprio reddito nel tentativo di recuperare le maggiori voci di costo, ed il paese ne guadagnerebbe in salute: quella dei camionisti stressati dal dover rispettare i tempi di consegna, e quelli degli automobilisti che viaggiano fianco a fianco degli autotreni. A Seminerio, com’è tipico dei formalisti, sfugge la visione dell’intero processo, e guarda caso questa disattenzione è utile alle oligarchie e lesiva della dignità dei lavoratori. Oggi, mantenere il livello di reddito recuperando almeno “le maggiori voci di costo” – strano? – vuol dire continuare ad avere diritto alla sussistenza e non alla bella vita. Stando alla sostanza della realtà odierna, affermazioni come quella sopra, rappresentano un attentato al principio costituzionale della dignità del lavoro e più in generale del “diritto ad una esistenza libera e dignitosa” come recita l’art. 36 della Costituzione. I “padroncini” se oggi sono in grado di mettere in ginocchio un Paese, è perché i Governi non hanno fatto politica strategica, ma hanno piuttosto lasciato il mercato libero di decidere come meglio svilupparsi. Questo sviluppo libero, alla stessa stregua di un terreno incolto, ha finito col produrre molte erbacce. Il mercato non ha trovato convenienza a diversificare la rete di trasporto ed anzi gli interventi statali sono stati solo ossequiosi a chi chiedeva lo sviluppo del trasporto esclusivamente su gomma. Così, oggi, quegli autotrasportatori hanno una funzione sociale così importante da non poter non essere riconosciuta dall’ingordigia dei grandi speculatori che vogliono tenere bassi i costi del lavoro. Eppure l’accademia a cui si ispira Seminerio, trova già in uno dei suoi padri fondatori – David Ricardo – l’emblema della fallacia della teoria liberista. Ricardo, infatti, sostiene che la legge del libero mercato funzioni soltanto in presenza di due circostanze: la piena convertibilità aurea della moneta circolante e la chiusura del sistema analizzato. Pura accademia appunto, e non tanto per la prima condizione – la quale potrebbe anche essere realizzata ma con risvolti inevitabilmente malthusiani – quanto per la seconda, la quale è impossibile da realizzare almeno che non si immagini per il pianeta l’esistenza di un unico mercato, di un’unica autorità monetaria, di un unico governo mondiale. Dunque, quando i liberisti fanno i liberisti duri e puri, sanno di cosa parlano? Il paradosso è che il loro non sapere, risulta assai utile alle oligarchie finanziarie che dei processi liberisti si avvantaggiano. La soluzione ai problemi di qualunque sistema, non è il liberismo, che anzi ha storicamente dimostrato di non essere performante ai fini del bene comune – questo è il fine della…

  • anonimo

    La soluzione ai problemi di qualunque sistema, non è il liberismo, che anzi ha storicamente dimostrato di non essere performante ai fini del bene comune – questo è il fine della Repubblica – , ma utile solo alla formazione di oligopoli. E a ciò porta il restare sul livello, per riprendere l’esempio di Platone, della estensione lineare. Una soluzione autentica, invece, passa per lo sviluppo tecnologico-infrastrutturale del livello di base di quel sistema (ed eccoci dunque spostati sul livello superiore, della rotazione della diagonale nell’esempio di Platone). In pratica, se non si aumenta la qualità tecnologica delle infrastrutture, di modo da consentire una più efficiente viabilità (metropolitane, ricorso ad una seria limitazione del traffico nei centri cittadini, aumento dei bus navetta, strade costantemente e velocemente manutenute, aumento delle corsie preferenziali proprio come suggerito dal lettore che scrive a Seminerio) nessun aumento delle licenze sarà utile al cittadino, sia utente e sia lavoratore – esatto Seminerio, anche lavoratore, visto che di esso si deve tenere conto nel momento in cui la nostra Costituzione (artt. 1, 3 e 4) su di lui si regge! Sarà il caso di tenerne conto in un’epoca in cui si è progressivamente accelerata la distruzione della capacità d’acquisto reale dei lavoratori? Sia ben chiaro, che qui non si è contro il mercato e la libertà organizzativa dell’imprenditoria, quanto piuttosto contro l’idea che il “libero” mercato sia da sé capace di disporre le risorse nel miglior modo possibile. Il “libero” mercato, per esempio, non trova convenienza a sviluppare una linea ferroviaria, una infrastruttura elettrica, idrica o del gas per Borgo Piccino. Ma senza andare troppo in là con la fantasia, il libero mercato trova conveniente l’assunzione di ausiliari del traffico, i quali sono finanziariamente redditizi, ma non trova conveniente l’assunzione di nuove forze di polizia, oppure più semplicemente evitare che questi debbano saltare le ronde notturne per mancanza di carburante, oppure evitare che questi utilizzino la cancelleria della banca vicina per assenza di fondi da destinare a tale materiale. In questo secondo caso, infatti, la “redditività” è misurabile solo in termini di ritorno sociale – che è un arricchimento dell’economia fisica. Il paradosso che si viene ad avere è che si possono perseguire indisciplinati autisti, ma non la criminalità organizzata (qui l’attività non si autofinanzia, ma finanziariamente, nell’immediato, è solo un costo). Si capirà bene che alla base di questi paradossi vi è Maastricht ed il suo patto di stabilità. Dunque, qui si sostiene piuttosto l’idea fatta propria dal nostro Costituente, per cui l’iniziativa economica debba avere una funzione sociale e che a tale fine la Repubblica deve intervenire. E rifacendosi ancora al caso di cronaca del lavoro più recente e clamoroso, quello del fermo degli autotrasportatori, il libero mercato con il suo alfiere delladeregulation ha fatto sì che si dequalificasse il lavoro dell’autotrasporto ricorrendo a manodopera a basso costo, e che poi ci si scandalizzasse se gli autotrasportatori italiani, attanagliati da una parte dall’aumento dei costi di esercizio, e dall’altra dalla concorrenza a bassa tutela sociale dei lavoratori stranieri, procedessero con un fermo volto a richiamare l’attenzione sul fatto che il principio della dignità del lavoro (art. 36 Cost.) fosse di fatto leso, non essendo più l’attività svolta esercitatile a condizioni qualitative e quantitative dignitose, e non consentendo più una dignitosa remunerazione per sé e la propria famiglia, come, appunto, costituzionalmente richiesto. Ma visto che vogliamo utilizzare queste cosiddette leggi dell’economia per taxi ed autotrasporto, che leggi abbiamo dimostrato non essere, mi chiedo se queste leggi valgano anche per il sistema bancario. Da fine luglio, ossia dallo scoppio della crisi dei mutui subprime le banche centrali del mondo occidentale si sono prodigate in continue immissioni di liquidità, non per la conclusione di infrastrutture o per salvare fabbriche e posti di lavoro, ma per salvare la piramide speculativa di carta creata negli ultimi decenni dalla comunità finanziaria. L’obiettivo della Repubblica deve essere quello di perseguire il Bene Comune. Per fare questo in modo efficace e costante esiste un solo autentico metodo, che è quello originale del Sistema americano di economia politica, così come fondato fin dal 1789 da Alexander Hamilton e ribadito nella sua efficacia da Franklin D. Roosevelt e John F. Kennedy, in opposizione al modello liberista dell’Impero britannico. Esso passa per continue rivoluzioni scientifiche nel campo delle infrastrutture e dell’industria, da lanciare facendo ricorso in modo dirigistico al credito pubblico, così come previsto dalla Costituzione americana (art. 1 sezione 8). Questo, dunque, non è un modello di stampo stalinista, ma piuttosto l’autentico modello a cui gli Stati Uniti hanno fatto ricorso per almeno quattro volte in modo rivoluzionario (presidenze Washington, Lincoln, F. Roosevelt, Kennedy). Questo sistema ovviamente mette in profondo stato d’accusa il modello liberista a cui si ispira il Trattato di Maastricht e può oggi essere riproposto solo in seguito alla necessaria ricostituzione di un equo sistema monetario internazionale a cambi fissi, ed il congelamento dei debiti pubblici degli Stati che non possono essere ripagati chiedendo disastrosi sacrifici alle popolazioni, ma rilanciando in modo dirigistico le politiche industriali. Perché non chiedere ai creditori – esclusivamente banche private – di pazientare il tempo necessario per rilanciare l’economia produttiva di un’economia globale in piena crisi da ubriacatura speculativa liberista? Alice esca dal paese delle meraviglie.

    Claudio Giudici

  • anonimo

    nessuno. passo sempre da qui e ti saluto.

    vincenzo

  • Santaruina

    Iniziando dall’ultimo messaggio, direi che mi trovo alquanto in disaccordo con l’articolo segnalato.

    Trovo fuorviante criticare il “liberismo” quando in effetti questo attualmente non si presente in nessun luogo.

    Le politiche economiche attuali nulla hanno a che fare con un liberismo propriamente detto, quello descritto da Mises o da Rothbard, per intenderci.

    Le politiche economiche attuali sono all’insegna dello statalismo puro, non a caso abbiamo governi nazionali e non che danno “direttive” su qualsiasi movimento.

    Questo è dirigismo.

    La critica secondo la quale i privati non avrebbero convenienza nel fornire determinati servizi lascia il tempo che trova, poichè sottintende che solo uno “stato” possa interessarsi del bene comune.

    Ma quando diciamo stato diciamo prodi berlusconi mastella padoa schioppa ecc ecc, quindi non occorre aggiungere altro.

    Dico questo non per “prendere posizione”, a favore di una dottrina economica o di un’altra, ma per una necessità di chiarezza, in quanto è giusto non usare i termini a sproposito.

    Blessed be

  • Santaruina

    Sono un po’ latitante ultimamente, conto di riprendere al più presto il ritmo passato.

    Airel, i tuoi interventi non possono che farmi piacere, lo sai :-)

    Qualquna, a presto allora…

    Ika, è una metafora della nostra condizione, forse?

    Un caro saluto a te.

    Vincè, un saluto anche a te. :-)

    Blessed be

  • messier

    la domanda è una sola:

    quante stanze teniamo chiuse a chiave ?

  • ikalaseppia

    latitare un pochino dal mostro informatico nojn può che esser salutare, buone feste (anche se le tue arrivano un pochino più tardi…) ciao

  • anonimo

    ok. Quando ritorni a me farebbe piacere avere la tua opinione riguardo al documentario zeitgeist (della prima parte), se lo hai visto…

    vincenzo

  • qualquna

    tra pochi giorni arriva Natale e

    ti auguro una serena e felice Natale con tuoi cari insieme!

    un abbraccio e

    Photobucket

  • qualquna

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  • qualquna

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  • rrrrr

    Voglio adottare due Puffi”. E’ questa la nuova bizzarra idea venuta in mente alla spregiudicata ereditiera Paris Hilton dopo aver visto due attori nani mascherati da Puffi nel celebre mercatino di Natale di Berlino. Paris sarebbe letteralmente impazzita alla vista dei due ometti blu con il cappello bianco. “Ho sempre desiderato avere un Puffo vero in casa, sin da quando ero bambina – ha detto l’ereditiera a un’amica -. Posso portarli via con me?”.

    Lo show della Hilton – Secondo quanto riportano i giornali di gossip americani, la frase della Hilton avrebbe mandato su tutte le furie i due attori. “Non ha detto quella frase per offenderli, ma i due Puffi erano visibilmente alterati. Uno dei due ha cercato di lamentarsi in inglese”, ha riferito una fonte al Daily Star. Ma il delirio della Hilton non si è esaurito qui. Parlando con la voce da bambina, la Hilton avrebbe detto ancora: “Non sapevo che i Puffi venissero da qui”.

    L’ereditiera non impara mai le lezioni – La Hilton non è nuova a dichiarazioni poco felici. Ai primi di settembre il magazine Closer affermò che la sexy ereditiera voleva adottare quattro “bambine bionde e con gli occhi dolci”. Immediata la smentita della Hilton che giurò di non aver detto quella frase.

    (avevo paura che questa te le perdessi. r.)

  • chirieleison

    /></p>
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    ZanShin

    Puffi ?!

    …. Il Massimo Esperto ;-) Introvigne assicura che Puflandia è una Loggia Massonica !!!

    http://www.cesnur.org/2006/mi_soro

  • ZanShin

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  • Ritvanarium

    ….e io che ero rimasto a Puflandia Kolchoz Comunista di Christian Fineschi ;-( !

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  • Santaruina

    Zanshin e Davide: i puffi massoni…

    non è così fantasioso, alla fine :-)

    Hanno pure il Gran Maestro…

    Comunque grazie caro R.

    Devo confessare che grazie a te sono diventato un Paris-dipendente.

    Vincenzo: zeitgeist…

    una altro “tema da poco” da trattare…

  • robionekenobi

    buon natale caro Santa, e ricorda sempre che Paris val bene un messa. r.

  • Santaruina

    anche una messa al bando.

    A volte mi ritorna in mente l’immagine dei suoi genitori che sniffano dal tappeto.

    Più inquietante dei luciferiani, a tratti.

    e Buon Natale anche a te :-)

    Blessed be

  • anonimo

    Caro Ariel,

    ho letto il tuo messaggio n.16 e vorrei risponderti a patto però che non ne esca una diatriba di ordine individuale.

    Mi permetto di citare dei tuoi passi e ad essi farò seguire mie domande o considerazioni.

    Dici:

    “Sul fatto di basare il mio giudizio su qualcosa che non conosco LA CONSIDERO UNA GRANDE COSA.”

    Vorrei chiederti come può maturare un giudizio, non entriamo nel merito di quale sia il risultato finale a cui esso porti, su qualcosa, su qualsiasi cosa, se essa stessa non è conosciuta.

    Come si può “giudicare” qualcosa senza che il soggetto che la rappresenta non sia in qualche modo conosciuto.

    Non è una domanda retorica nè vorrei fosse data una risposta “logica”, vorrei solo capire come sia possibile che questo accada e come sia inoltre reputata una “grande cosa”.

    Seconda domanda.

    Tu dici:

    “Diffido sempre di chiunque creda fermamente di detenere la verità assoluta… mi puzzano di psicolabili privi di una vita vera che ripiegano sul sentimentalismo (ed integralismo) religioso.”

    Personalmente, se così si può dire, sono uno di quelli che crede in Dio, cioè crede che Dio sia la Verità e che, nella varie forme tradizionali, Egli si sia manifestato all’uomo.

    Non è questa la sede per riconoscere o stabilire come questa manifestazione sia avvenuta ma almeno occorre precisare che non stiamo parlando del “Dio dei filosofi” e neppure, per certi versi almeno, di quello dei teologi ma di

    Dio in quanto Signore e Creatore di Ogni Cosa. Ogni.

    Compresa la piena libertà concessa alle creature, la stessa che ha portato il Satana a voler esser quello che è stato (ed è), tanto per intenderci.

    Ora ti chiederei questo:

    ognuno che abbia fede certa in Dio (e quindi necessariamente, usando le categorie della teologia, una fede “dogmatica”) deve esser uno psicolabile?

    Possibile tu non ammetta una via intermedia (…di scampo!) al sentimentalismo o all’integralismo che serva da ripiego a chi non ha una “vera vita”?

    Forse non interpreto bene il tuo pensiero ma mi pare ci sia un’intransigenza di fondo che assomiglia a quella di coloro di cui tu diffidi e che, detto en passant, ben faresti a diffidare se fossero davvero come li descrivi.

    Dici inoltre:

    “Dio è al di là di ogni comprensione… torno a ripeterlo con forza. Ciò non mi impedisce NON DI COMPRENDERLO ma di viverlo come ESPERIENZA, non spiegabile, ne pronta per essere “dogmatizzata” e messa sul consumismo del sacro.”

    In questa terza e ultima domanda mi sforzo di capire quanto nella tua frase ci sia di sottinteso o di, perdona l’appunto, ingarbugliato dalle troppe negazioni.

    In sintesi vorresti dire è impossibile comprendere Dio ma è possibile viverLo?

    Dal punto di vista metafisico questa affermazione avrebbe una sua ragione di essere e per venir adeguatamente approfondita avrebbe bisogno di molto tempo, per ora mi basterebbe sapere se ho interpretato correttamente quanto intendevi dire.

    Bene, ti saluto sperando di esser creduto e assecondato riguardo il mio proposito iniziale.

    Ciao!

  • anonimo

    Mi dimentico sempre di firmare:

    ‘Umar

  • Santaruina

    In effetti il vero sforzo non dovrebbe essere quello di “comprendere”, ma quello di sentire, trovare, percepire.

    Ovviamente nemmeno questo è semplice, ma non impossibile.

    Blessed be

  • Faber18

    Bellissimo blog. Scoperto via Zaccheo, mi ci vorrà un pò per leggere i molti contenuti ma so già che ne varrà la pena…

    Buon anno!

  • Santaruina

    Ti ringrazio Faber, mi fa piacere che tu sia giunto qua dalle pagine del Piccolo Zaccheo, un punto di riferimento nella rete.

    A presto :-)

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