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-o- Too late to die young -o-
15 giugno 2011

Atene, 100.000 manifestanti circondano il parlamento



LIVE STREAMING: Η Αγανάκτηση των Ελλήνων di News247


Aggiornamento ore 17.55: il premier Yorgos Papandreou, in seguito all'incontro col capo dello stato Karolos Papoulias, si è detto propenso a sue eventuali dimissioni, gesto atto a favorire la costituzione di un governo di unità nazionale che completi le "riforme" e che conduca a nuove elezioni.
In questo momento sono in atto consultazioni con gli esponenti dell'opposizione.

________________________

Oggi 15 Giugno in Grecia è stato indetto uno sciopero generale, una protesta contro le nuove misure di austerity che il governo è in procinto di varare per cercare di fronteggiare la crisi.
Una folla di circa 100.000 manifestanti ha circondato il parlamento, tanto che nella riunione odierna solo 30 parlamentari si sono presentati all'appello, temendo i restanti di venire assaliti dalla folla degli indignati.



Piazza Sintagma (dinnanzi al Parlamento) alle ore 12.00

33 comments to Atene, 100.000 manifestanti circondano il parlamento

  • anonimo

    È veramente una bruttissima situazione della quale spiace sentire. Intanto limitiamoci a sperare che non si verifichino scontri sanguinosi.

    Fabiano

  • ghibli.

    A Barcellona alcuni deputati sono arrivati in elicottero visto che gli indignatos impediscono l'entrata manifestando contro le nuove misure di austerity, la Grecia seguiamo…, e noi italiani siamo avanti ^^" ciao.

  • Santaruina

    Purtoppo incidenti hanno cominciando a manifestarsi.
    Tra i manifestanti hanno fatto la loro comparsa un centinaio di incappucciati che hanno iniziato a compiere le solite opere di vandalismo.

    C'è stato un primo scontro tra questi incappucciati e i manifestanti pacifici, che tentavano di allontanare coloro che operavano in modo violento.
    In seguito gli incappucciati si sono scontrati, e si stanno ancora scontrando ora, con la polizia.

    La grandissima maggioranza dei manifestanti comunque sta protestando pacificamente.

  • anonimo

    chiaramente gli incappuciati sono infiltrati ovvero uomini dei servizi segreti o da essi manipolati

    e ovviamente le rivoluzioni che hanno qualche fficacia non passano per le rivolte di piazza

    ed ovviamente mentre si grida allo scandalo delle misure di austerity non si denuncia il signoraggio

    qualcuno almeno inneggia al ritorno alla dracma?

  • anonimo

    Ma tutti quelli che protestano contro l'austerity lo sanno che la decrescita con cui immagino si riempiranno la bocca dopo averla letta per caso in qualche libro da 30€ pagato con la borsa di studio statale, che la decrescita dicevo gli toglierà il TV al plasma e la connessione all'internetto con cui passano le sere a scaricarsi i porni e l'ultimo film hollywoodiano che racconta a suon di tecnomiliardi quanto siano buoni gli indigeni e cattivo l'occidente kapitalista?

  • Santaruina

    qualcuno almeno inneggia al ritorno alla dracma?

    Quando sono stato in Grecia l'ultima volta, ormai 6 mesi fa, il ritorno alla Dracma veniva considerato una barzelletta, ipotesi che non veniva nemmeno presa in considerazione.
    Al momento attuale, penso che siano pochi che ancora adesso prenderebbero in considerazione tale "soluzione".

    _______________________

    Nel frattempo il premier Papandreou si avvia a dare le dimissioni e sono in corso consultazioni per la costituzione di un governo di unità nazionale, guidato da qualche "tecnico".
    Potrebbe trattarsi davvero dell'ultimo atto prima del default.

  • Santaruina

    Come primo ministro a capo dell'eventuale prossimo governo tecnico si fa il nome di Lucas Papademos, ex governatore della Banca di Grecia ed attuale vice direttore della Banca centrale Europea.

    Sarebbe una mossa davvero astuta, davanti ad una nazione che si sta rivoltando contro i ricatti delle banche e i dictat della BCE…

  • Santaruina

    Come primo ministro a capo dell'eventuale prossimo governo tecnico si fa il nome di Lucas Papademos, ex governatore della Banca di Grecia ed attuale vice direttore della Banca centrale Europea.

    Sarebbe una mossa davvero astuta, davanti ad una nazione che si sta rivoltando contro i ricatti delle banche e i dictat della BCE…

  • Santaruina

    Come primo ministro a capo dell'eventuale prossimo governo tecnico si fa il nome di Lucas Papademos, ex governatore della Banca di Grecia ed attuale vice direttore della Banca centrale Europea.

    Sarebbe una mossa davvero astuta, davanti ad una nazione che si sta rivoltando contro i ricatti delle banche e i dictat della BCE…

  • Santaruina

    Come primo ministro a capo dell'eventuale prossimo governo tecnico si fa il nome di Lucas Papademos, ex governatore della Banca di Grecia ed attuale vice direttore della Banca centrale Europea.

    Sarebbe una mossa davvero astuta, davanti ad una nazione che si sta rivoltando contro i ricatti delle banche e i dictat della BCE…

  • Santaruina

    Come primo ministro a capo dell'eventuale prossimo governo tecnico si fa il nome di Lucas Papademos, ex governatore della Banca di Grecia ed attuale vice direttore della Banca centrale Europea.

    Sarebbe una mossa davvero astuta, davanti ad una nazione che si sta rivoltando contro i ricatti delle banche e i dictat della BCE…

  • Santaruina

    Come primo ministro a capo dell'eventuale prossimo governo tecnico si fa il nome di Lucas Papademos, ex governatore della Banca di Grecia ed attuale vice direttore della Banca centrale Europea.

    Sarebbe una mossa davvero astuta, davanti ad una nazione che si sta rivoltando contro i ricatti delle banche e i dictat della BCE…

  • Santaruina

    Come primo ministro a capo dell'eventuale prossimo governo tecnico si fa il nome di Lucas Papademos, ex governatore della Banca di Grecia ed attuale vice direttore della Banca centrale Europea.

    Sarebbe una mossa davvero astuta, davanti ad una nazione che si sta rivoltando contro i ricatti delle banche e i dictat della BCE…

  • Santaruina

    Come primo ministro a capo dell'eventuale prossimo governo tecnico si fa il nome di Lucas Papademos, ex governatore della Banca di Grecia ed attuale vice direttore della Banca centrale Europea.

    Sarebbe una mossa davvero astuta, davanti ad una nazione che si sta rivoltando contro i ricatti delle banche e i dictat della BCE…

  • Santaruina

    Come primo ministro a capo dell'eventuale prossimo governo tecnico si fa il nome di Lucas Papademos, ex governatore della Banca di Grecia ed attuale vice direttore della Banca centrale Europea.

    Sarebbe una mossa davvero astuta, davanti ad una nazione che si sta rivoltando contro i ricatti delle banche e i dictat della BCE…

  • Santaruina

    Come primo ministro a capo dell'eventuale prossimo governo tecnico si fa il nome di Lucas Papademos, ex governatore della Banca di Grecia ed attuale vice direttore della Banca centrale Europea.

    Sarebbe una mossa davvero astuta, davanti ad una nazione che si sta rivoltando contro i ricatti delle banche e i dictat della BCE…

  • Santaruina

    Come primo ministro a capo dell'eventuale prossimo governo tecnico si fa il nome di Lucas Papademos, ex governatore della Banca di Grecia ed attuale vice direttore della Banca centrale Europea.

    Sarebbe una mossa davvero astuta, davanti ad una nazione che si sta rivoltando contro i ricatti delle banche e i dictat della BCE…

  • anonimo

    Gli spiriti dell'aria sono stati liberati … tutto va come da copione !

  • toporififi

    Ho da poco appreso che siamo fra i PIGS, il gruppo di pecore nere, anzi maiali che non sanno nuotare, in Europa.
    PIGS – Portogallo, Grecia, Italia e Spagna.
    Ho comincato a leggere l'ultimo giallo di Petros Markaris; "Prestiti scaduti" che si annuncia interessante, trovano banchieri con la testa mozzata, e il commissario Charitos indaga.

    Il libro apre con una bella citazione dall'Opera da tre soldi di Brecht: "Che cos'è una rapina in banca paragonata alla fondazione di una banca?"

    Sono stato a chiacchierare com Michele il giovane libraio vicino al mio studio, praticamente, se si esclude Markaris, non viene tradotto nulla di letteratura greca contemporanea in italiano, se si eccettua Kavafis, il poeta, che non è proprio contemporaneo.
    Non ci sono instant books, ne saggi che trattino della situazione ellenica attuale, l'editoria italiana se fotte bellamente, fortuna che c' internet, se no sapremmo solo che Angelopulos ha fatto un nuovo film.

  • anonimo

    Come mai cosi' pochi? Leggendo un commento su Il Grande Bluff ho scoperto che in Grecia e' in corso uno sciopero generale da 3 giorni, quindi oggi erano tutti a casa, giusto?
    Ad Atene ci sono 4 milioni di persone (come centro urbano esteso) quindi…dove sono tutti gli altri?

    Um milione di persone non e' un numero in fondo cosi' elevato, ma anche solo 500mila sarebbe un bel numero.

    100mila, che e' la stima piu' ottimistica, non sono nemmeno il 3% della popolazione. Che gli altri non condividano la protesta? Che abbiano paura? Che siano delusi dagli scontri dell'anno scorso?
    Si', questo puo' spiegare alcune "defezioni" ma dobbiamo giustificare un 97%! Ok, ok, togliamo pure bambini e ammalati, la domanda rimane.

    Che ne pensate?

    @toporififi PIGS spesso e' scritto con due I e se le giocano Italia e Irlanda.

  • toporififi

    Direi che i fatti che ci ha fatto conoscere #11 faranno propendere per una "I" gaelica, noi di pigs ne abbiamo già tanti in casa.

  • anonimo

    io non sono sicuro che gli incappucciati siano – solo – infiltrati delle agenzie. Ho conosciuto gente che veramente credeva nella violenza e nel contrasto diretto come sola forma di cambiamento. Al social forum di Genova vedevi quelli delle tute bianche che venivano in mezzo a tutti, dicendosi non violenti, ma avevano già le protezioni in gommapiuma, i bastoni nascosti come aste delle bandiere, i caschi da motociclista e le mascherine. Non centravano nulla con tutti gli altri, tranne che i BB.

    Poi è bastata l'offerta di una poltrona e Caruso lo abbiamo visto tutti a braccetto con il sistema. Speriamo che non succeda così ad Atene, ma ho esaurito davvero la speranza di una qualsiasi soluzione macro. Le sole possibilità, mi pare, funzionano a livello micro. Da questo punto di vista siamo tutti già schiavi di banche e di eurocrati, temo, è solo una questione di quanto tempo necessita prima che sia conclamato.
    Se solo qualcun altro avesse governanti con abbastanza cojones da seguire la via battuta dall'Islanda…

    pace
    gibbor

  • anonimo

    E' una panzana definire i greci "indignados" visto che hanno iniziato a protestare un anno e passa prima degli spagnoli e anche se mamma tv non ve l'ha detto non hanno praticamente mai smesso, con scioperi e manifestazioni.

    Hiei

  • anonimo

    #11 non mi sono firmato. Scusate.

    Ero lanomero.

  • anonimo

    la società non viene controllata da fuori dalla polizia, ma da dentro con milioni di agenti segreti. Il sistema copre tutte le posizioni possibili sostenibili, e anche in caso di estremismi ci sono agenti pagati da decenni, come Caruso, visto che lo abbiamo citato, per occupare tutte le posizioni possibili, in modo da controllare da dentro le rivolte e deviarle verso il nulla. Non è possibile fare neanche una riunione fra oppositori perchè subito si mischiano agenti appositi. E se fai un corrdinamento tra realtà, essendo che da decenni ci sono gruppi del sistema che occupano quella psizione, tre quesrti delle realtà sono composte da agenti, e l'ultimo quarto spontaneo è composto quasi totalmente da agenti infiltrati che si premurano di riconoscere la leadership del coordinamento ad agenti appositi, come Caruso, visto che lo abbiamo citato. Su 100 mila persone in piazza almeno 50 mila sono agenti del sistema, anche 60 mila, che tengono la piazza per evitare che altri se ne impossessino, come è avvenuto in spagna, per evitare che sotto elezioni veri rivoltosi prendessero la paizza, il sistema stesso la ha occupata con migliaia di suoi agenti per occupare la posizione e impedire che altri la prendessero. se i manifestanti non parlano di Schietti, o altri grandi attivisti boicottati che hanno proposte veramente risolutive, e guarda caso propongono leader del sistema, agenti appositi, gatta ci cova, c'è puzza di marcio che si sente fino a Milano.

  • anonimo

    Non vedo cosa, se non paranoia, potrebbe suggerire la presenza di fantomatici "agenti del sistema" così capillare in ogni ambito della vita pubblica.
    A meno che non si definisca "agente del sistema" chiunque non veda agenti ovunque, e a quel punto sono un agente anch'io.

    Fabiano

  • Santaruina

    Nel frattempo i colloqui tra governo e opposizione sono falliti, e il premier Papandreou ha annunciato un rimpasto di governo.
    Se non fosse che ieri si è dimesso un parlamentare del partito di maggioranza, azione che con tutta probabilità verrà seguita da altri suoi colleghi (pochi parlamentari vogliono prendersi la responsabilità di attuare le riforme suicide richieste dal fondo monetario internazionale e dalla banca centrale europea)

    La situazione resta altmaente instabile.

  • anonimo

    Immaginiamo la caduta del governo ed il governo "tecnico".
    A cosa porterà? Uscita o sacrificio all'ultimo sangue?
    Quali saranno le conseguenze dell'uscita?
    E le conseguenze del sacrificio di sangue?

    Fabiano

  • Chapucer

    (il formaggio feta costa tantissimo, ho fatto caso al prezzo proprio oggi facendo la spesa…)

  • Santaruina

    Immaginiamo la caduta del governo ed il governo "tecnico".
    A cosa porterà? Uscita o sacrificio all'ultimo sangue?
    Quali saranno le conseguenze dell'uscita?
    E le conseguenze del sacrificio di sangue?

    Secondo il mio parere si farà un tentativo di imporre nuove misure di austerità, ma oltre che risultare inutili aumenteranno l'esasperazione dellla popolazione, dal momento che non c'è più molto da spremere.
    Prima o poi (può capitare già il prossimo mese, oppure il prossimo anno, comunque entro il 2012) la Grecia sarà costretta a fare default.
    Non verrà chiamato così, ma "ristrutturazione del debito", ma avrà enormi ripercussioni sui mercati e sulle economie degli altri paesi dell'eurozona.

    Siamo all'interno della grande crisi esplosa nel 2008, anche se nata nei decenni precedenti, crisi che è stata tamponata con misure che hanno solamente ritardato la resa dei conti finale.

    E' questione di quando, non di "se".

    A presto

  • anonimo

    È anche la questione del "come" che mi interessa…
    Se si innesca una reazione a catena, dove porterà questa?

    Fabiano

  • Santaruina

    Su questo è difficile esprimersi, dal momento che ci sono molti fattori in gioco.
    Il tempo dirà :-)

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