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-o- Too late to die young -o-
16 giugno 2011

Il masso che rotola

Premessa: questo articolo parla della Grecia, ma non solo.
Quello che succede in terra ellenica è solo una anticipazione dello scenario che attende gran parte del mondo occidentale.


Settembre 2007
Farsi trovare pronti
L’attuale sistema, basato su denaro creato dal nulla da magiche stampanti e organismi nazionali e sovranazionali che saggiamente pianificano e danno direttive, l’attuale sistema  si diceva è destinato ad un crollo, un crollo che farà apparire la grande depressione del 1929 come un evento storico di seconda categoria.

Gennaio 2009 Cosa succede in Grecia?
Fare i conti con i propri debiti, questa in qualche modo sarà la sorte che attende anche gli altri paesi europei, una sorte che la Grecia ha sperimentato per prima a causa del suo debole sistema produttivo.
[…]
Ed ora che la crisi è dilagata, ora che il flusso di denaro in prestito si è interrotto, la Grecia si è improvvisamente svegliata senza fondi e con una marea di debiti.
Si sta concludendo un banchetto durato 30 anni.

Settembre 2009 La crisi e i turchi sotto le mura
E mentre osservavo il mare e le persone che si rilassavano nelle loro vacanze, mi sembrava a volte di cogliere quella stessa spensieratezza degli abitanti della Città, convinti che nessun esercito nemico avrebbe mai potuto sovvertire un ordine che reggeva da secoli.
Oggi non ci sono invasori che premono contro le mura, e l’ordine attuale è minacciato da fattori ben diversi.
Ed oggi come allora la possibilità che da un giorno all’altro il corso delle proprie esistenze possa subire degli sconvolgimenti pare una eventualità lontana, voci di sventura a cui è bene non porre troppo ascolto.

Aprile 2010 Finché c’è il sole
E nel vedere il costante viavai di gente, di ragazze uscite direttamente dalle pagine patinate delle riviste di moda e di giovani che paiono testimonial dei più famosi marchi multinazionali, nell’osservare i locali pieni oltre le loro possibilità, si ha quasi la sensazione che i giornali e i media parlino di un’altra nazione, e non certo della Grecia, quando raccontano di un paese sull’orlo della bancarotta, un paese il cui premier  gira il mondo come un vagabondo elemosinando “sostegni morali”  e cercando folli disposti a concedergli prestiti.
Qualcuno forse immagina un paese depresso, un popolo preoccupato ed esasperato dalle drastiche misure attuate dal governo.[…]
Ma l’immagine generale è ben diversa, e la stessa crisi viene trattata più con ironia che preoccupazione.
[…]
Fatto sta che da quelle parti, per adesso, nessuno si è ancora alzato per andare ad aprire alla realtà che bussa alla porta.
E con una estate che sta per arrivare, e migliaia di chilometri di spiagge dorate da vivere, è probabile che quella realtà attenda alla porta fino all’autunno.
Dopo, probabilmente, non vi saranno più scuse.

Giugno 2011  Atene, 100.000 manifestanti circondano il parlamento
Oggi 15 Giugno in Grecia è stato indetto uno sciopero generale, una protesta contro le nuove misure di austerity che il governo è in procinto di varare per cercare di fronteggiare la crisi.
Una folla di circa 100.000 manifestanti ha circondato il parlamento[…]

Un aspetto dell’animo degli esseri umani che mi ha sempre affascinato è la capacità di far coesistere una costante preoccupazione per le sorti future del proprio vivere unita all’impossibilità di cogliere la reale portata di tragedie che evidentemente stanno per abbattersi.
Si tratta della contrapposizione della visuale della formica con quella dell’aquila, ovvero la dicotomia tra l’osservare gli avvenimenti dal proprio limitato punto di vista e il coglierli da una prospettiva più ampia.
In tempi di prosperità, la visione della formica permette di concentrarsi sugli aspetti concreti della vita, fa in modo che le proprie energie non vengano sprecate in dispersive paranoie speculative sui massimi sistemi.
Ma nei periodi di grandi cambiamenti sociali, come quelli in atto negli ultimi anni, il concentrarsi esclusivamente in una visuale circoscritta, ovvero il dedicarsi “al proprio orto”, impedisce di vedere l’arrivo dei grandi sconvolgimenti, con la conseguenza di farsi cogliere di sorpresa dallo svolgersi degli eventi.

Quello che succede in Grecia, e quello che succederà nel resto dell’occidente, era perfettamente prevedibile, era evidente, così come è evidente che un masso che rotola sul fianco della montagna in direzione di un paese che sta a valle prima o poi impatterà e farà molti danni.
Non occorreva essere dotati di preveggenza, nemmeno aver conseguito una laurea in economia (al contrario, forse quest’ ultima eventualità avrebbe funto da intoppo nel cogliere la situazione).
Il masso rotolante dell’economia greca (e non solo greca) pronta a collassare era davanti agli occhi di tutti, ma non c’erano molte persone che alzavano la testa.
Dopo aver sentito il botto, in seguito, si sono tutti precipitati a gridare per le strade.

Ho vissuto diversi mesi in Grecia negli ultimi anni, ed ho visto direttamente l’evoluzione dello stato d’animo delle persone: fino all’ultimo c’era la convinzione che tutto alla fine si sarebbe risolto, in qualche modo, che tutto bene o male sarebbe andato avanti come prima, come sempre.
E chi si assumeva il ruolo, di tanto in tanto, di profeta di sventura risultava un po’ fastidioso, così era meglio non affrontare troppo il discorso.
Forse non c’era comunque molto da fare, in ogni caso, forse era inutile tentare di fermare il masso, ed allora tanto valeva davvero fare finta di niente e godersi il mare.
Finché c’era il sole.

si veda anche: Aquile e formiche

66 comments to Il masso che rotola

  • anonimo

    cmq i greci sono proprio fortunati
    il primo ministro ha come consulente ufficiale per l'economia un vero pezzo da 90…. 

    indovina chi è ?

    lui… l'unico… l'inimitabile… amico dell'euro e dei banchieri…. dei globalisti…..

    misteeeeeeeeerrrrrr………. PADOA SCHIOPPA !!!!!!!!!! 

  • anonimo

    Un'ottima, tragica riflessione.

    E' incredibile come, ancora oggi, il "mondo normale" non percepisca in modo nitido che buona parte degli attuali accadimenti economico-sociali attenga al più ampio contesto di una civiltà "in caduta libera".

    Vorrei anche aggiungere alcune eccezionali parole di Antonio de Oliveira Salazar, un grande e famoso (ma non troppo conosciuto) statista portoghese dei primi del 1900: "Quasi dappertutto gli uomini sembrano inferiori agli avvenimenti. Invece di farvi fronte, essi tentano di fuggirgli… Il problema nazionale (mondiale n.d.r.) è innanzitutto un problema di educazione (quindi di cultura e sani valori n.d.r.) e poco importa cambiare regime o partito se non si inizia a cambiare gli uomini. Occorrono dei veri uomini ed è necessario educarli”.

    Grazie, ciao.

    (Antonio Pani)

  • anonimo

    Buon pomeriggio a tutti i lettori.
    Mi permetto una precisazione per utente anonimo post #1.
    Il Prof. Padoa Schioppa non può risultare consulente del primo ministro. Almeno non alla data odierna. Il Padoa Schioppa, risulta deceduto in Roma il 18/12/2010 per cause naturali.
    Non ho modo di commentare le sue gesta, se non per sentito dire.
    Da cui mi astengo.
    Sandro.

  • anonimo

    Mi spiace dirlo ma l'uomo è, da quasi sempre, vittima del "Paradosso della Rana Bollita".
    Penso che qualcuno ne sia a conoscenza…e qualcun'altro no.
    Tante volte, appena parlo di problematiche reali e scottanti come la lontana Crisi Greca (risposta tipo,: "Dai non è ancora arrivata qui, riguarda solo loro!"), della cometa Elenin (risposta tipo,:" Cosa vuoi che sia…un'altra cometa di Halley distante dalla terra kilometri e kilometri"…aarghh!), dell'appello lanciato dalla Nasa al suo personale (riposta tipo,:"Non darai mica retta alle solite menate sparse in rete ?" ….Certo che no!….aaaarrrggghhh!!).
    La Rana è servita.
    Siamo dei luridi egoisti!!
    Ecco cosa siamo.
    Con la sveglia al collo, come Favor Flav, ed il campanaccio all'ultima moda.
    Fino a quando non viene la Crisi in Persona, vestita di tutto punto, in giacca e cravatta ed avendo assunto (per ovvie ragioni tecniche) una sembianza antropomofica umana o simil tale, a bussare alle nostre porte, noi non la vedremo ad un palmo dal naso.
    E questo chi tira i fili lo sa bene (…..eh Le Bon…. che c'hai combinato….)
    L'importante e immettere nell'etere trasmissioni stupide e superficiali, condire il tutto con taaanto gossip e la Rana Lessa (al cartoccio con un pò di prezzemolo forse è meglio…) è servita.
    Saluti.

  • anonimo

    Oops… 16:53 di cui sopra.

    C.S.

  • Santaruina

    In effetti Padoa Schioppa è stato consulente del primo ministro, fino al giorno della sua morte, pace all'anima sua.

    ________________

    Antonio

    e poco importa cambiare regime o partito se non si inizia a cambiare gli uomini. Occorrono dei veri uomini ed è necessario educarli”.

    Sul fatto che occorrano dei veri uomini penso si possa essere d'accordo.
    Il problema, nelle parole di Salazar che riporti, è che si presuppone l'esistenza di "educatori" che "cambino" gli uomini.
    Solitamente, qui iniziano i problemi.

    Un saluto a te

    _______________________

    C.S.
    concordo con quanto scrivi.
    Non so se si tratti di vigliaccheria, forse è un semplice meccanismo di autodifesa degli esseri umani.
    E forse in ogni caso non ci sarebbe stato molto da fare, nemmeno a "preoccuparsi".
    Forse.

    A presto

  • anonimo

    Il prestare denaro ad usura (addebitando interessi) porta sempre e solo a queste conseguenze ove un popolo teoricamente sovrano si ritrova nei fatti schiavo alle dipendenze dei creditori.

    Non è un caso se gli ebrei istituirono il giubileo ogni cinquanta anni.
    http://www.icleonetti.it/giubileo/significato.html

    Con l'inizio di questo anno, in ricordo di ciò che il Signore aveva fatto per il suo Popolo schiavo in Egitto, si verificavano grandi cambiamenti ed una serie di "azioni di grazia":

    ogni creditore doveva "rimettere" (letteralmente vuol dire " far cadere") quanto aveva prestato;
    le proprietà ritornavano ai loro padroni;
    gli schiavi riacquistavano la libertà;
    i prigionieri venivano liberati;
    non si seminava la terra, nè si mieteva;
    si raccogliva il prodotto che era nato spontanemente; quello che nasceva spontaneamente era a disposizione di tutti;
    non si ammassava il raccolto nei granai.

    Il solo fatto di applicare un interesse qualsiasi al denaro prestato ha sempre accentrato tutte le proprietà nelle mani di pochi causando la schiavitù degli altri.

    Fino a quando non si prenderà atto che il denaro non può generare altro denaro (nemmeno seminandolo come fece Pinocchio) l’unica alternativa rimarranno dei periodi “giubilei” che oggi vengono chiamati inevitabili default.

    Mande

  • anonimo

    complimenti per l'analisi.
    a mio parere (e non solo) questo, e molti altri problemi, sono ovvie conseguenze di un meccanismo infernale avviato inizialmente (secondo alcuni con le migliori intenzioni, d'altra parte la strada per l'inferno ne è lastricata…) con la rivoluzione industriale e che oggi è ben rappresentato dal consumismo. 
    unica soluzione possibile (per evitare l'estinzione di massa) è la decrescita, e quindi un parziale (qualcuno però preferirebbe radicale, boh?) ritorno alla vita del passato, con aspetti positivi (molti) e negativi (pochi) annessi.
    ovviamente, gli aspetti negativi sono così definiti da persone del nostro tempo, che altrettanto ovviamente non hanno provato sulla propria pelle tali emozioni (fatta eccezione per alcune tribù isolate che però – guarda caso – preferiscono rimanere "nel passato" piuttosto di avere certe grane..). ne hanno sentito parlare dai nonni, che ne avevano sentito parlare dai loro nonni ecc… con tutto quello che questa frase implica.

    a chi può interessare questo argomento (decrescita e compagnia bella), googlare "Serge Latouche", "Ivan Illich" e link vari…vi si aprirà un mondo, come disse l'inventore della supposta (scusate l'umorismo, ma fra una polvere e l'altra, un buon bicchiere di vino non guasta, come dice quel vecchio proverbio yiddish…).

    p.s. per santa: bel blog questo, l'ho scoperto da poco. vorrei lasciare qualche commento costruttivo a dei vecchi argomenti che ho visto in homepage, ma non so 1° se verrebbero visti da qualcuno (soprattutto da te), 2° se può interessarti; quindi aspetto una tua risposta, grazie dell'aiuto.

    Jackblack77

  • toporififi

    Già, la rivoluzione industriale, inaugurò l'era delle rivoluzioni, apparentemente più cruente, di segno politico umanitario.
    Ed è naturale, visto che chiudeva la più romantica era dei viaggi oltremare, dove erano stati stabiliti i monopoli sulle materie prime che avrebbero nutrito il moloch meccanico.
    Ne "L'Assommoire" di Zola, ci sono due pagine di descrizione epica del fabbro che forgia a mano un grande bullone, il risultato è perfetto, da tanta maestria sembra addirittura che nasca un'opera d'arte, o, se vogliamo vederla da un altro punto di vista, assegna all'uomo la capacità di una macchina.
    Questo avviene il giorno prima dell'arrivo della macchina vera che di bulloni così ne fa trecento al giorno.
    Il destino del fabbro in esubero è, naturalmente l'assommoire, lo scannatoio, dove servono grappa industriale a poco prezzo e dove finiscono tutti quelli che la rivoluzione industriale la stanno subendo invece di beneficiarne.
    I crimini di questa rivoluzione sono tanti, a partire dalla scuola dell'obbligo per finire all'attuale crisi mondiale, che ci tiene tutti a ubriacarci al grande assommoire, che è la rete.

  • anonimo

    Ma non sta succedendo niente in Grecia è tutta messinscena, se non ci sono soldi per pagare il debito pubblico, non viene pagato e basta. Le capre continuano a fare il latte, gli olive continuano a produrre olive, e la gente continua ad andare in vacanza sulle isole. Il casino sarebbe se il mare fosse inquinanto e non ci fossero più pesci, se le isole fossero troppe cementificate e le spiagge sporche e nesssuno andasse più in vacanza in grecia, se le capre non trovassero più erba e non producessero latte. Quando mai in Grecia c'è stata ricchezza, lavoro, felicità. E' una regione sottosviluppata da sempre come il nostro meridione. Il partenone non è caduto, qualche turista ci va ancora. C'è sovrappopolazione e non batsano le risorse per tutti, ma il resto è messinscena, un povero che non ha soldi neanche se lo giri e lo metti sottosopra gliene puoi rubare. In grecia non c'è proprio niente da rubare. Non c'è nessun pericolo. La gente se non c'è cibo al massimo si lascia morire di fame o emigra e poco altro. E' tutta una messinscena per giustificare il ruolo di Bruxellex e dare validità all'unione europea e al nuovo ordine mondiale. C'è come la necessità di far capire che i popoli da soli non ce la fanno e c'è bisogno del salvatore dall'esterno che li aiuta e li libera dagli idioti locali che li hanno rovinati. O qualcosa del genere, ordo ab chaos.

  • anonimo

    I crimini di questa rivoluzione sono tanti, a partire dalla scuola dell'obbligo per finire all'attuale crisi mondiale, che ci tiene tutti a ubriacarci al grande assommoire, che è la rete.

    Touché.

    Vediamo di evitare inutili ubriacature ed onanismi vari, accolgo la correzione. Diciamo che qui c'è un manipolo di formichine con la vista d'aquila. Bene.
    Che si fa allora? Voglio dire, la ristrutturazione del debito greco porterà un effetto domino dal quale già da ora è chiaro che come GIPSI noi avremo un'accelerazione di impoverimento e l'esplosione del nostro debito pubblico a nostra volta. Con le solite ricette FMI, a dare il colpo di grazia. Non so se leggete fra le righe delle raccomandazioni della BCE per il biennio 13-14: ci dicono di vendere gli ultimi patrimoni di res publica, e possibilmente di smantellare ulteriore stato sociale. I nostri governanti eseguiranno come al solito. Una volta liberati dall'erotomane settantenne si insedierà l'uomo del sigaro e tutto l'apparato de la coop sei tu chi può darti di più. Sono i più bravi per principio, quindi non gli si potrà muovere appunto, mentre finiranno la loro parte di nuovo ordine mondiale, le prime alienazioni di proprietà pubblica le fece Prodi ricordate: schiavi noi, come schiavi i fratelli greci.
    E allora? CHE SI FA? Perchè questo è il masso che ci rotola addosso ora. Non è una questione di se, ma di quando, è vero, concordo.

    pace
    gibbor

  • anonimo

    Ok allora interessantissimo momento…. Alla fine le ipotesi da vagliare sono principalmente 2:

    1- I mondialisti sanno perfettamente controllare questa crisi, in realta' il masso e' telecomandato, lo fanno cadere dove ed alla velocita' desiderata, o forse dopo aver ciucciato TUTTO e assolutamente TUTTO la rimanente ricchezza dagli Stati lo fanno miracolosamente fermare tanto ormai controllano tutto. Con gli stati ridotti a semplici realta folkloristiche mettono a tacere ogni singolo cittadino che alza un dito contro FMI o BCE o schifezze varie e chiudono questo stupendo blog.

    2 – Il sistema di ladrocinio e controllo messo in piedi dai mondialisti si sta autodistruggendo e pure loro dalle stanze dei bottoni hanno le mani nei capelli… E allora sono veramente cazzi acidi e Dio ci prenda per mano… Ma finalmente potremmo gridare alla fine dell impero monetarista…

    Voi che dite?

    Tommy Be

  • anonimo

    Molti dei mondialisti piangeranno.
    Gli angeli di Satana aspettano di prendere il potere.

    Un ringraziamento particolare a Toporififi n. 9

    p.s. Santa scusami per quel messaggio volgare che scrissi. Neanche ricordo bene. Grazie della pazienza.

    Daouda / Davide

  • Hadi

    "E allora? CHE SI FA? Perchè questo è il masso che ci rotola addosso ora. Non è una questione di se, ma di quando, è vero, concordo."

    Comincia a pregare Gibbor. Prima o poi il Castigo arriva se continuiamo così. La società di Noè in confronto alla nostra era casta e pura…

  • Santaruina

    Ciao  Jackblack

    vorrei lasciare qualche commento costruttivo a dei vecchi argomenti che ho visto in homepage, ma non so 1° se verrebbero visti da qualcuno (soprattutto da te), 2° se può interessarti; quindi aspetto una tua risposta, grazie dell'aiuto.

    Commenti e contributi su vecchi articoli sono sempre benaccetti.
    Io comunque, con tempi variabili, leggo tutti i commenti, e se viene posta qualche questione cerco anche di rispondere.
    Inoltre, a destra del blog c'è una colonna in cui compaiono gli ultimi commenti.
    Commentare un vecchio articolo può anche riportarlo momentaneamente in visibilità.

    ___________________________

    Per Tommy be

    le tue erano domande che mi ponevo anche io, fino a poco tempo fa.
    Ora penso che vi siano dei gruppi organizzati che detengono un certo potere, spesso non indifferente, ma mi sto sempre più convincendo che le variabili in gioco sono talmente tante da risultare difficlmente gestibili nella loro interezza,
    Si possono direzionare gli eventi, ma non c'è mai la sicurezza della riuscita.

    Detto questo, penso anche che esistano tendenze ancora più grandi che portano gli eventi ondiali verso una certa direzione, tendenze che potremo definire metastoriche,a cui gli stessi "burattinai" sottostanno.

    A presto

    _________________________

    toporifi

    I crimini di questa rivoluzione sono tanti, a partire dalla scuola dell'obbligo per finire all'attuale crisi mondiale, che ci tiene tutti a ubriacarci al grande assommoire, che è la rete.

    Già, c'è poco da aggiungere…

  • toporififi

    Naturalmente è una generalizzazione, non vorrei mai fare torto a chi la rete la usa in modo serio e da riferimenti preziosi.

    Ma statisticamente il web è un "Assommoire", proteiforme e insidioso, che sarebbe ingenuo considerare con leggerezza, in un certo senso è più manipolabile della stampa, direi quasi come un corteo di protesta.

  • anonimo

    Non so se in q.che altro commento è stata già scritta questa mìa riflessione metaforica : non ti sembra paradossale o persino grottesco che la nazione dove l'inizio della cultura occidentale sìa da sempre per concetto prestabilito considerata la Grecia e ora essa stessa è il luogo simbolico nel mondo della sua decadenza ? si è partiti con la Grecia e si è finito con la Grecia ! ciao tristan  

  • toporififi

    Può anche essere che dalla Grecia debba ripartire una nuova speranza, ma io sono di parte.

  • anonimo

    Caro santaruina,
    è da un anno (da quando ho chiuso il blog) che non scrivo http://economiaincrisi.blogspot.com/2010/07/il-tempo-del-riposo.html
    Ma, di fronte a questo post, non posso che esprimere il mio totale apprezzamento. In fondo non era difficile prevedere quello che sarebbe giunto..bastava non avere alcuna laurea in economia.
    Con immensa stima

    Leon Zingales

  • anonimo

    Caro santaruina,
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    Con immensa stima

    Leon Zingales

  • anonimo

    Caro santaruina,
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    Ma, di fronte a questo post, non posso che esprimere il mio totale apprezzamento. In fondo non era difficile prevedere quello che sarebbe giunto..bastava non avere alcuna laurea in economia.
    Con immensa stima

    Leon Zingales

  • anonimo

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    Con immensa stima

    Leon Zingales

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    Con immensa stima

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    Caro santaruina,
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    Ma, di fronte a questo post, non posso che esprimere il mio totale apprezzamento. In fondo non era difficile prevedere quello che sarebbe giunto..bastava non avere alcuna laurea in economia.
    Con immensa stima

    Leon Zingales

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    Caro santaruina,
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    Ma, di fronte a questo post, non posso che esprimere il mio totale apprezzamento. In fondo non era difficile prevedere quello che sarebbe giunto..bastava non avere alcuna laurea in economia.
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    Caro santaruina,
    è da un anno (da quando ho chiuso il blog) che non scrivo http://economiaincrisi.blogspot.com/2010/07/il-tempo-del-riposo.html
    Ma, di fronte a questo post, non posso che esprimere il mio totale apprezzamento. In fondo non era difficile prevedere quello che sarebbe giunto..bastava non avere alcuna laurea in economia.
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  • anonimo

    Caro santaruina,
    è da un anno (da quando ho chiuso il blog) che non scrivo http://economiaincrisi.blogspot.com/2010/07/il-tempo-del-riposo.html
    Ma, di fronte a questo post, non posso che esprimere il mio totale apprezzamento. In fondo non era difficile prevedere quello che sarebbe giunto..bastava non avere alcuna laurea in economia.
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    Leon Zingales

  • anonimo

    Caro santaruina,
    è da un anno (da quando ho chiuso il blog) che non scrivo http://economiaincrisi.blogspot.com/2010/07/il-tempo-del-riposo.html
    Ma, di fronte a questo post, non posso che esprimere il mio totale apprezzamento. In fondo non era difficile prevedere quello che sarebbe giunto..bastava non avere alcuna laurea in economia.
    Con immensa stima

    Leon Zingales

  • Santaruina

    Mario

    Naturalmente è una generalizzazione, non vorrei mai fare torto a chi la rete la usa in modo serio e da riferimenti preziosi.

    Io a volte penso che anche l'usare la rete in modo "serio" sia fuorviante.
    Accumulare nozioni, alla fine, deve poter servire a qualcosa.
    Altrimenti, il rischio di far la fine dell'aquila che muore in volo a forza di studiare dall'alto il mondo sottostante è elevato.

    ______________________________

    Tristan

    non ti sembra paradossale o persino grottesco che la nazione dove l'inizio della cultura occidentale sìa da sempre per concetto prestabilito considerata la Grecia e ora essa stessa è il luogo simbolico nel mondo della sua decadenza ?

    Quando decisi di iniziare a tenere questo blog, la prima frase che scrissi, e che ancora compare come benvenuto in alto a sinistra, recitava "Qui si parla di miti, simboli, storia e metastoria".

    Ebbene, dal punto di vista metastorico, il fatto che un ciclo si chiuda nel luogo in cui ebbe inizio è perfettamente naturale.
    Io penso che vi sia un motivo per cui i luoghi in cui nacquero le principali civiltà a noi note siano attualmente sotto sopra (Baghdad-Babilonia, Egitto, Palestina, Grecia).
    Sono cicli che si chiudono.

    ______________________________

    Ciao Leon

    spero che prima o poi possa tornarti la voglia di scrivere, in un momento come questo sarebbe stato interessante leggere la tua opinione.

    A presto :-)

  • Chapucer

    il Sole è la speranza che non deve morire.
    il masso che rotola non necessariamente porta alla morte.
    e dalle rovine può sempre risorgere un mattone…
    e da un mattone, una casa
    e da una casa, un'isola!

    (una certezza: domenica sole :-)

  • anonimo

    "I crimini di questa rivoluzione sono tanti, a partire dalla scuola dell'obbligo.."
    Toporififi, questa frase non mi è chiara.  Non è per caso che sei uno dei consiglieri del Ministro Gelmini? :-)

    Mike

  • Hadi

    "Toporififi, questa frase non mi è chiara.  Non è per caso che sei uno dei consiglieri del Ministro Gelmini? :-)"

    Si allude semplicemente al lavaggio del cervello che subiscono i giovani sin dalla tenera età e fatto passare come "scuola dell'obbligo". Obbligo di non pensare con la propria testa.
    Andrebbero riscritti daccapo i libri delle materie umanistiche e bisognerebbe dare maggiore importanza alla teologia, sicchè i ragazzi capiscano qual'è la Scrittura da cui non si può prescindere in ambito teoretico.

    ""Vi sono due storie: la storia ufficiale, menzognera, che ci viene insegnata, la storia "ad usum delphini", e la storia segreta, dove si trovano le vere cause degli avvenimenti, una storia vergognosa". (Honoré de Balzac)

  • anonimo

    Ho trovato simpaticissimo e nel contempo molto interessante il commento dell'anonimo #10 .
    Semplice e diretto senza troppi artifizi intellettuali basati sulle leggi dell'economia etc. etc.
    Per quel che riguarda la popolazione credo che i greci continuino ,mi sembra , a stagnare intorno agli 11 o 12 milioni di abitanti come più di quarant' anni fà quando frequentavo le elementari.
    Per questo sono abbastanza fortunati , non devono schiattare in 60 milioni come noi in Italia condividendo un territorio minuscolo, deforestizzato e cementato con milioni di altri disperati provenienti da metà globo terrestre .
    Se fossero più furbi potrebbero campare alla grande solo di turismo archeologico e vacanziero e perchè no culturale. Potrebbero essere la Svizzera del mediterraneo potenziando anche solo il settore agricolo-caseario-peschereccio che è non trascurabile. Se poi si dotassero di grandi acquari e zoomarine vari farebbero un figurone !  La flotta è già ricca di splendidi traghetti per crociere.
    Forse come dice anonimo #10 qualche Bilderberg di Bruxelles ha interesse a strangolare questo meraviglioso paese per usarlo come esempio e cavia per tenere per le palle tutti gli altri paesi dell'Europa Unita.
    La Merkel però dovrebbe avere la coscienza sporca poichè la Germania è la maggiore creditrice nei confronti di quel simpatico Paese.
    Strano che quando la Grecia ha minacciato di uscire dall'Europa e di tornare alla Drakma siano subito saltati fuori altri dindi da concedere in prestito che fino a qualche giorno prima erano stati fermamente negati.  C'è da riflettere !
    Max.

  • anonimo

    Secondo me, la Grecia è ANCHE e SOPRATTUTTO un simbolo.

    Ricordiamoci CHI SONO "quelli" che odiano e non capiscono il "bello", l'armonia, il vivere bene insieme.

    Quelli che Gesù Cristo ha nominato "figli del demonio".

    E i fatti, parlano. Non c'è altro da aggiungere.

    Cangrande.

  • anonimo

    http://youtu.be/wagn8Wrmzuc

    Judas… la nuova di lady gaga

  • anonimo

    http://youtu.be/wagn8Wrmzuc

    Judas… la nuova di lady gaga

  • anonimo

    http://youtu.be/wagn8Wrmzuc

    Judas… la nuova di lady gaga

  • anonimo

    http://youtu.be/wagn8Wrmzuc

    Judas… la nuova di lady gaga

  • anonimo

    http://youtu.be/wagn8Wrmzuc

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  • anonimo

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  • anonimo

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  • anonimo

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  • anonimo

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  • anonimo

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  • anonimo

    http://youtu.be/wagn8Wrmzuc

    Judas… la nuova di lady gaga

  • anonimo

    La situazione della Grecia può essere un buon punto di partenza per capire la vera natura del sistema economico imperante. Qualche commento sembra stupirsi del distacco fra economia finanziaria (debito pubblico) ed economia reale. E' del tutto ragionevole meravigliarsi, ma la ragione del paradosso sta tutta nel carattere ingannevole della struttura economica. Occorre convincersi di questo: l'output finale del sistema non sono prodotti di qualche tipo, ma solo il potere sugli uomini attraverso il controllo delle risorse, la materia prima del sistema, quella di cui esso non può strutturalmente fare a meno e deve quindi primariamente conservare e progressivamente accrescere è la miseria (materiale, morale e spirituale). Senza di questa non si dà potere sugli uomini e sui popoli, senza potere sugli uomini e sui popoli, non si dà credito originario, senza credito originario non si danno investimenti fondamentali e "crescita".
    Le crisi sono assestamenti strutturali al sistema ed hanno la funzione di creare discontinuità nella distribuzione economica. Queste discontinuità permettono di ottenere "scalini" di appropriazione di risorse simili a quella (le c.d. enclosures, la rovina delle manifatture tessili in inghilterra ad es.) che spesso gli storici dell'economia hanno visto all'origine della rivoluzione industriale.

  • anonimo

    Il caso delle encosures, le recinzioni dei terreni comuni, o quello della rovina dei piccoli produttori tessili a seguito dell'introduzione dei telai meccanici, può essere un esempio di come la creazione di stati di povertà sia il presupposto per la disponibilità di forza lavoro a basso costo e nel contempo di potere economico finanziario originario per il controllo delle risorse. Si tratta di due aspetti dello stesso fenomeno.

  • toporififi

    A.K. Koomarashwami, in un suo articolo, riportava il caso delle popolazioni delle coste della Scozia; i ragazzi avevano un vocabolario di circa 3500 parole, conoscevano a memoria i racconti e le leggende della loro terra, e avevano acquisito la conoscenza della pesca, della costruzione delle reti e di ogni altra cosa servisse loro, e che sosteneva quella popolazione.
    Con la rivoluzione industriale si crearono molti posti di lavoro in fabbrica e la necessità di leggere le istruzioni e i regolamenti delle macchine e delle officine, richiedeva che gli operai sapessero l'inglese.
    Fu istituita la scuola dell'obligo e in una generazione o poco più si cancellò l'uso della lingua gaelica e i ragazzi si trovarono con un vocabolario scolastico di circa seicento termini e uno stipendio da spendere ogni sera nei pub per ubriacarsi.
    Io credo che questo continui ad essere l'obiettivo di persone come la Gelmini, come del ministro Berlinguer che siglò analoghe riforme al tempo del governo di centrosinistra.

  • Santaruina

    Sull'istruzione pubblica si veda anche:

    Massoneria e istruzione pubblica

    Contro la scuola di Joh Taylor Gatto

  • Santaruina

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  • Santaruina

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  • Santaruina

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  • Santaruina

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  • Santaruina

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  • Santaruina

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  • Santaruina

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  • Santaruina

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  • Santaruina

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  • Santaruina

    Sull'istruzione pubblica si veda anche:

    Massoneria e istruzione pubblica

    Contro la scuola di Joh Taylor Gatto

  • anonimo

    Grazie per le delucidazioni sulla scuola dell'obbligo.
    Condivido le vostre posizioni a riguardo.
    DI quello che ha scritto Hadi condivido la parte iniziale ma non la finale quando dice che bisognerebbe dare più importanza alla teologia e di far capire ai ragazzi la Scrittura, etc.. A mio avviso sempre di lavaggio del cervello si tratta (se imposto).

    Mike

  • anonimo

    Bè Coomaraswamy andava ben oltre la scuola dell'obbligo ad esempio ne "L'illusione dell'alfabetismo", sulla stessa linea del mito di Theuth nel Fedro di Platone (quindi un po di autocritica rispetto le nostre abbondanti biblioteche spirituali di carta si può fare di tanto in tanto).

    Se entrambi suggeriscono che la vera conoscenza non potrà mai giungere dall' esterno…tutto ciò che opera in tal senso sarà solo un subdolo strumento di potere per alcuni, ingenua manchevolezza per altri.

    gio

  • Hadi

    "Se entrambi suggeriscono che la vera conoscenza non potrà mai giungere dall' esterno…tutto ciò che opera in tal senso sarà solo un subdolo strumento di potere per alcuni, ingenua manchevolezza per altri."

    E' un concetto impregnato di gnosticismo. Al vertice della Sinarchia, i burattinai, che a loro volta sono dei burattini, si ritengono i depositari di verità esoteriche, alle quali sono giunti tramite un percorso iniziatico. Il concetto di conoscenza elitaria, da ricercare dentro di sè, fa comodo ai vertici sinarchici per sparpagliare il singolo nelle più disparate dottrine, lasciandolo vittima di improbabili guru new age. Il tutto finalizzato all'allontanamento dalla Verità, dal Verbo di Cristo, secondo il quale:

    "Io ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascoste queste cose ai savi e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli fanciulli." (Matteo 11:25, Luca 10:21). "In verità vi dico: se non cambiate e non diventate come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli." (Matteo 18:3)

  • anonimo

    Ciò che intendevo è semplicemente il senso di 2Cor 6 : …una Nuova Alleanza, non della lettera ma dello Spirito; perché la lettera uccide, lo Spirito dà vita.

    Insieme a  Matteo 23,25 dove usa l'immagine dell' interno del calice.

    gio

  • Hadi

    Potresti spiegarti meglio? Perchè sul passo da te citato non ho trovato riferimenti in materia…

  • […] è noto, la Grecia è schiacciata da un enorme debito pubblico che non sarà in grado di ripagare, ed è questo un problema che interessa in primis i suoi […]

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