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¿te quedarás, mi pesadilla
rondándome al oscurecer?


-o- Too late to die young -o-
3 novembre 2009

Cavalcando l'iperbole


Ho passato la mia adolescenza senza il telefono cellulare, mentre ho spedito il mio primo sms quando avevo già 20 anni.
Tra i miei coetanei, all’epoca, fui tra gli ultimi a dotarmi del prezioso apparecchio portatile: l’idea di essere rintracciabile in ciascun momento mi pareva semplicemente delirante, e mi inquietava non poco.
A  coloro che sono nati dalla seconda metà degli anni 80 in poi potrà sembrare difficile da concepire, eppure ancora 10-12 anni fa vi erano numerose persone poco entusiaste di questa nuova tecnologia.
In fondo si era sempre vissuto senza telefoni portatili, e non era per nulla impossibile immaginarsi una vita senza di essi.

Si  sa, comunque, che da quando esiste il mondo le diverse generazioni si fronteggiano e si scontrano, e gli usi e i costumi dei giovani sono guardati con insofferenza dai più adulti: accade per le nuove leve dei nostri tempi così come accadeva durante l’impero romano.
La frase “ai miei tempi” risuona nei discorsi degli “anziani” da quando esiste il pianeta terra, accompagnata dallo sbuffare degli adolescenti un po’ annoiati nel sentire sempre le stesse prediche.
Eppure, l’impressione è che nel nostro di tempo gli strappi generazionali siano stati molto più marcati che in ogni tempo del passato.Nella mia esperienza personale, simile a quella di molte altre persone nate sul finire degli anni 70, questo “strappo” ha avuto dei contorni ben definiti.
Essendo inoltre nato in Grecia, dove la “rivoluzione tecnologica” tardò ad arrivare, ed avendo trascorso in terra ellenica la mia infanzia, ho potuto vivere tali cambiamenti ancora più a fondo.
In Grecia, da bambino, trascorrevo i pomeriggi a giocare nelle strade del quartiere a calcio o a guardie e ladri, e tornavo ogni sera a casa sporco di terra e di fango, specialmente d’autunno e d’inverno quando le strade erano piene di pozzanghere (mia madre che mi sgridava e che minacciava di non lasciarmi più uscire a giocare rappresenta tuttora uno dei ricordi più vivi di quegli anni).
A quell’epoca in Grecia l’offerta televisiva consisteva in soli due canali pubblici, che trasmettevano perlopiù programmi assai noiosi (di cultura), e di nessun interesse per un bambino.
I giochi della mia infanzia, di conseguenza, non erano molto dissimili da quelli di mio padre o dei miei nonni.
E per quanto si possa andare indietro nel tempo, ovunque si troveranno dei bambini che giocano e si rincorrono all’aria aperta, più o meno sporchi di terra e fango.
Penso che si possa affermare senza rischi di esagerazioni che la mia generazione sia stata l’ultima in ordine di tempo, nel mondo occidentale, a trascorrere così tanto tempo all’aria aperta.
Ed in questo caso non si tratta solo di sottolineare le diverse abitudini di una generazione rispetto a quella seguente: quella che si è interrotta è una consuetudine che accomunava i bambini dalla notte dei tempi.
La televisione e i videogiochi nel processo di formazione nel mondo dei piccoli hanno realmente prodotto una netta rottura con quella che era l’esperienza dei decenni, dei secoli, dei millenni precedenti.
Fu così che le generazioni nate dagli anni settanta in poi vissero un cambiamento di paradigma come mai si era verificato nei secoli precedenti.

Ma questo cambiamento impallidisce dinanzi all’ulteriore salto che la generazione seguente avrebbe a sua volta sperimentato.
I telefoni portatili e l’esplosione di internet hanno creato un mutamento comportamentale che può essere colto appieno solo da chi aveva già un’età adulta mentre tutto questo si verificava.

Chiaramente, non si tratta qui di fare un discorso nostalgico sui bei tempi andati.
Risulta utile, invece, cercare di riflettere sull’evoluzione che possono avere dei mutamenti così rapidi.
Come sintetizza la presentazione ideata da Karl Fisch, questi che stiamo vivendo sono realmente dei tempi esponenziali, e non è facile prevedere le future tendenze dei processi in ballo.

E l’universo di internet è emblematico, a tale riguardo.
I siti online sono passati da migliaia a milioni nel giro di pochi anni, e da milioni a miliardi in un periodo ancora più breve.
Le informazioni a disposizione si moltiplicano ad una velocità tale che non è nemmeno possibile studiare l’entità di tale sviluppo, dal momento che ogni indagine risulta obsoleta già nel momento in cui viene portata a termine.
E questo è davvero qualcosa che non si era mai verificato nelle epoche precedenti.

Si tratta di un flusso costante, ininterrotto, uno stare a cavallo di una iperbole nel momento in cui si avvicina agli asintoti e si impenna, cambiando il suo moto da orizzontale a verticale.
Viviamo davvero in tempi interessanti.

29 comments to Cavalcando l’iperbole

  • anonimo

    "Anything that was invented before you’re born is normal and ordinary and is just part of the way the world works, anything that’s invented between when you’re 15 and 35 is technology, anything invented after you’re 35 is against the natural order of things." [Douglas Adams]

    Ps: sulla storia del cellulare mi ritrovo a pieno…. 

  • anonimo

    hai ragione da vendere Santaruina!!!
    io che di anni ne ho 23 sento moltissimo lo stacco con i ragazzi più piccoli.
    e comunque appartengo alla cerchia dei fortunati… anche io ero la rovina della famiglia in quanto a sporcizia! sempre lurido per le giornate passate fuori casa tra sabbia, fango, boschi ecc…

    ah, che bei tempi :D

    sR

  • anonimo

    Noi avevamo non molta scelta. Due canali anche in Italia, per chi è nato negli anni ’60 è stato così per molto tempo, e poi anche noi per strada a giocare a pallone o a guardie e ladri. Col cattivo tempo a casa, con i soldatini (mi piacerebbe giocarci ancora oggi) o il subbuteo.
    Ma vedendo quello che fanno i miei figli colgo una speranza nel vedere che quello che noi facevamo perchè non avevamo scelta, per loro comincia a diventare una forma di crescita.
    L’epilettica Wii giace abbandonata (regalo della prima comunione del secondo), la playstation 2 (regalo di prima comunione del primo) viene usata solo per il calcio (poco)e come lettore cd. Tirano fuori il pallone e rubano momenti di gioco in casa (tra le nostre urla e minaccie doverose ma divertite), i soldatini non mancano (ma è difficile trovarne di buona fattura, se non nei pochi giochi di modellismo), e al computer indugiano sui giochi di battaglie antiche dell’antica Roma e medievali, e noi li a vigilare che non si ecceda. Personalmente non mi piacciono i cartoni tipo Naruto, che trovo tristi, ma neanche posso rompergli troppo le scatole.
    Forte è invece la schiavitù del più grande verso Facebook e Messengers. Li passerebbe le giornate. Ma anche li (con il nostro doveroso apporto) ha ridotto. Si scarica da you tube video musicali e spezzoni di film di Totò o di altri comici. La piccola per ora gioca con le bambole. Insomma, tutto può essere minaccia e tutto opportunità. Come sempre…dipende da noi! Forse più prove abbiamo, più possiamo scegliere ..e crescere se Dio vuole!
    Grazie!
    Nico, caminante de Napoles

  • 6by9add6add9

    "Si tratta di un flusso costante, ininterrotto, uno stare a cavallo di una iperbole nel momento in cui si avvicina agli asintoti e si impenna, cambiando il suo moto da orizzontale a verticale.
    Viviamo davvero in tempi interessanti."…

    Pardon., ?

    stai diventando complicato e molto filosofo., temo tu stia invecchiando. :)

  • 6by9add6add9

    "Si tratta di un flusso costante, ininterrotto, uno stare a cavallo di una iperbole nel momento in cui si avvicina agli asintoti e si impenna, cambiando il suo moto da orizzontale a verticale.
    Viviamo davvero in tempi interessanti."…

    Pardon., ?

    stai diventando complicato e molto filosofo., temo tu stia invecchiando. :)

  • Santaruina

    Beta, bellissima citazione. :-)

    Il fatto è che è complicato giudicare in modo imparziale i cambiamenti sociali vivendoci dentro; ocorerebbe poterlo fare dal di fuori, analizzando i mutamenti di una epoca e confrontandoli con quelli delle epoche passate.

    Eppure, l’accelerazione degli ultimi decenni mi pare difficilmente confutabile.
    Per fare un’altro esempio: negli ultimi 20 anni la tecnologia si è sviluppata con una tale velocità che la maggior parte delle persone non è riuscita a tenerne il passo, e questo non si era mai verificato in precedenza.

    Basti pensare a quante persone sopra i 50 anni non siano in grado di utilizzare un computere o un ipod.
    Se si torna indietro nel passato, non è mai, mai accaduto che dei genitori ignorassero il funzionamento di uno strumento usato dai loro figli, semmai accadeva il contrario.

    ___________________________

    ciao sR
    io che di anni ne ho 23 sento moltissimo lo stacco con i ragazzi più piccoli.

    ecco, un’altra considerazione da fare riguarda anche il fatto che gli stacchi generazionali ormai si misurano in pochi anni.
    basti pensare a come sia diversa l’adolescenza di chi ha oggi 15 anni con quella vissuta 10 anni fa da chi di anni ne oggi 25.
    Orami non si tratta più di stacchi generazionali di 25-30 anni, ma di un decennio ed anche meno.

    ________________________________

    Ciao Nico
    interessante il tuo appunto: noi non avevamo scelta, è vero, mentre i ragazzi di oggi possono scegliere un modo diverso di passare il loro tempo a ragion veduta.
    Anche se le "tentazioni" della tecnologia sono assai pressanti.

    A presto

  • 6by9add6add9

    "Si tratta di un flusso costante, ininterrotto, uno stare a cavallo di una iperbole nel momento in cui si avvicina agli asintoti e si impenna, cambiando il suo moto da orizzontale a verticale.
    Viviamo davvero in tempi interessanti."…

    Pardon., ?

    stai diventando complicato e molto filosofo., temo tu stia invecchiando. :)

  • anonimo

    Mi sembra che il progetto sia ben chiaro:
    piu’ distaccate sono le generazioni piu’ facilmente saranno influenzabili e manovrabili…

    Zodiacus

  • fabianox

    Quando ero piccolo, quindi una ventina d’anni fa o poco più, il mondo aveva un aspetto così diverso che oggi stento quasi a riconoscerlo.
    C’erano meno automobili, e quelle che c’erano erano più piccole. C’era più silenzio, più spesso. C’erano ancora zone della città dove potevi camminare o fermarti a parlare in mezzo alla strada. Potevi anche giocarci.
    Mio padre aveva una macchina fotografica ed una cinepresa. La prima era una reflex Petri, la seconda una videocamera Super8.
    Oggi sono un fotografo tra l’amatoriale ed il professionale, ho una Canon con decine di migliaia di migliaia di pixel ed una decina di obiettivi con lenti asferiche e trattamenti antiriflessanti, ma provo una punta di angoscia nel constatare quanto tutto ciò privi il processo creativo della vera artigianalità, quindi di parti che ritengo strettamente fondamentali nella produzione dell’arte. Senza contare la banalizzazione secondo la quale chiunque può comprarsi con duemila euro una supermacchina, fare click e dichiarare: ho prodotto dell’arte.
    Non sono un nostalgico nel senso ottuso del termine ma semplicemente, sebbene io sia nato in un epoca storica dove già era avanzato lo stato di degrado della civiltà, ho potuto osservare un peggioramento esponenziale, affiancato all’esponenziale corsa tecnologica, e di questo mi rammarico: questo è il tipo di nostalgia che provo.

    In merito all’esponenzialità della crescita tecnologica che viene sbandierata con stolta fierezza nel video, dirò soltanto che una crescita esponenziale senza limiti e senza senso porta solo ad una cosa, il raggiungimento di un punto di rottura, come una persona che supera di due, tre, quattro volte il proprio giusto peso.
    Perché nella teoria esistono le iperboli, ma nel mondo materiale tutto ha sempre fine, in modo pacifico od in modo violento.

  • Santaruina

    Fabiano
    Perché nella teoria esistono le iperboli, ma nel mondo materiale tutto ha sempre fine, in modo pacifico od in modo violento.

    un’altra giusta osservazione.
    quando studiavo le iperboli alle superiori mi domandavo sempre cosa succedesse a quelle curve oltre lo spazio fisico del quaderno in cui venivano rappresentavate.

    Quel "crescono all’infinito avvicinandosi sempre più agli asintoti senza mai intersecarli" non riuscivo proprio a concepirlo.

    Nella vita reale queste cose non succedono, proprio no :-)

    _____________________________________

    Zodiacus, una delle coinseguenze peggiori è proprio quella del distacco.
    Chissà se è irreversibile.
    A presto

    __________________________________

    Cinzia :-)
    ogni tanto mi lascio trasportare, ed in effetti la conclusione era un po’ onirica.

    Blessed be

  • anonimo

    "Il fatto è che è complicato giudicare in modo imparziale i cambiamenti sociali vivendoci dentro; ocorerebbe poterlo fare dal di fuori, analizzando i mutamenti di una epoca e confrontandoli con quelli delle epoche passate."

    L’uomo giudica sia se stesso sia la società in cui vive dalla difficile condizione di essere al contempo osservatore ed osservato. A me tale condizione ricorsiva fa sempre venire in mente Gödel ed il suo terorema di incompletezza…
    Però provarci resta decisamente interessante! ;-)

    "Eppure, l’accelerazione degli ultimi decenni mi pare difficilmente confutabile"

    No, non è confutabile….

  • anonimo

    Infatti piu’ che tempi interessanti sono inquietanti… vedi oggi la sentenza della "Corte Europea dei diritti dell’uomo" (gia’ il nome dice tutto) sul crocifisso nelle aule. Questo gia’ fa capire di che natura e’ la cosiddetta Unione Europea e su che cosa si basa! 

    Zodiacus

  • anonimo

    @#9

    E’ sempre possibile esprimere un giudizio se questo viene edotto facendo riferimento ad un Principio: essendo esso immutabile ed universale e’ per sua stessa natura non soggetto al cambiamento, al limite vi possono essere dei gradi di interpretazione che pero’  non possono certo essere in contraddizione. Certo il problema e’ trovare chi abbia la capacita’ e la conoscenza per farlo…   

    Zodiacus

  • Chapucer

    io credo che sia una perdita inestimabile…
    quella delle corse all’aria aperta,
    il giro tondo intorno alla casa con la vecchia bicicletta cantando
    a squarciagola :-)

  • anonimo

    "…questi che stiamo vivendo sono realmente dei tempi esponenziali, e non è facile prevedere le future tendenze dei processi in ballo…"

    "…Si tratta di un flusso costante, ininterrotto, uno stare a cavallo di una iperbole…"

    "…mi domandavo sempre cosa succedesse a quelle curve oltre lo spazio fisico del quaderno in cui venivano rappresentavare…"

    Più che di tempi esponenziali e di parabole qui ci troviamo di fronte a qualcosa che va oltre…:

    http://www.math.it/spirale/fibonacci.htm
    (da notare ciò che è espresso a fondo pagina nel trafiletto sotto le immagini a colori)

    http://fy.chalmers.se/~kuzmin/HOBBY/TABLE/Shell-World/Fibonacci.gif

    http://www.flickr.com/photos/aldoaldoz/1843965369/

    http://www.shallowsky.com/blog/images/NautilusCutawaySpiral.jpg

    Si tratta della sequenza di fibonacci appunto e sembra ben rappresentare "la spirale dei tempi" in cui gli eventi sembrano ricadere su se stessi…
    Se ricordi bene te ne accennai qualcosa tempo fà.. :-)

    patmos

  • Asoka

    è evidente una necessità comunicativa a cui i nuovi mezzi tecnologici hanno finalmente dato sfogo. l’uomo vuole "comunicare" qualcosa di se o che sa (anche se non sono sicuro che vi sia una vera e sostanziale differenza tra quello che si è e quello che si sa).

    cullare l’illusione che tutti abbiano qualcosa da dire credo, però, che sia sbagliata. semplicemente non è vero. la banalità è sempre dietro l’angolo. i miliardi di siti e blog sparsi per la rete, a che pro? i famosi 15 minuti di celebrità.. assai effimeri in verità. eppure mi sembrano necessari? ripeto: sono la Risposta ad un Bisogno.

    da parte mia ho molto apprezzato questo post (filosofico si, ma non complicato… ma va da se che non abbiamo tutti lo stesso intelletto… :P

  • LultimoZar

    "Penso che si possa affermare senza rischi di esagerazioni che la mia generazione sia stata l’ultima in ordine di tempo, nel mondo occidentale, a trascorrere così tanto tempo all’aria aperta."
    Mi ha colpito questa frase…

    In merito al senso del tuo post, mi lascia riflettere. Negli ultimi due anni davvero ho speso tantissimo tempo davanti alla rete(per lavoro, ma anche per cazzeggio).

    Credo che l’uomo debba educarsi ad usare la rete al fine di evitare di esserne inghiottito.

    пока

    Andrea

  • messier

    Ah che bel post….

    Un gran bel video (sonoro come un calcio in c) e il racconto di ciò che ci può sorprenderci, a mezzo metro dalla nostra faccia

    Con internet si vuole aiutare l’intelligenza artificiale; è quella parte mancante della piramide, che "termina" e conclude la costruzione… L’evidenza dei fatti punta lì, anche se, per quanto le elaborazioni nel regno della quantità facciano presumere, siamo ancora nella fase di Ethel

  • Santaruina

    Ciao Andrea:
    Credo che l’uomo debba educarsi ad usare la rete al fine di evitare di esserne inghiottito.

    Hai introdotto un interessante paradosso :-)
    A presto

    ________________________

    Patmos
    oppure questo: 
    Sectio aurea
    :-)

    _____________________________

    Asoka
    purtroppo complicato non lo so essere, d’altra parte abbiamo tutti dei limiti :-)

    ___________________________

    Messier
    probabilmente non faranno in tempo.
    Purtroppo non sen rendono conto, ed insistono..

    Blessed be

  • Santaruina

    Ciao Andrea:
    Credo che l’uomo debba educarsi ad usare la rete al fine di evitare di esserne inghiottito.

    Hai introdotto un interessante paradosso :-)
    A presto

    ________________________

    Patmos
    oppure questo: 
    Sectio aurea
    :-)

    _____________________________

    Asoka
    purtroppo complicato non lo so essere, d’altra parte abbiamo tutti dei limiti :-)

    ___________________________

    Messier
    probabilmente non faranno in tempo.
    Purtroppo non sen rendono conto, ed insistono..

    Blessed be

  • Santaruina

    Ciao Andrea:
    Credo che l’uomo debba educarsi ad usare la rete al fine di evitare di esserne inghiottito.

    Hai introdotto un interessante paradosso :-)
    A presto

    ________________________

    Patmos
    oppure questo: 
    Sectio aurea
    :-)

    _____________________________

    Asoka
    purtroppo complicato non lo so essere, d’altra parte abbiamo tutti dei limiti :-)

    ___________________________

    Messier
    probabilmente non faranno in tempo.
    Purtroppo non sen rendono conto, ed insistono..

    Blessed be

  • anonimo

    Ok Santaruina, buona la dritta sulla sezione aurea!
    Nel 2006 mi sà che nemmeno lo conoscevo il tuo sito.
    Chissà che per me non si tratti di un tipo di cammino a mò di sezione aurea :p

    patmos

  • tristantzara

    Un must a questo riguardo : "I barbari" di Baricco. Lui lo spiega, spiega tutto. E’ in atto una mutazione antropologica, e l’ultimo capitolo dedicato alla muraglia cinese come fortezza di confine mi ha ricordato quel tuo post di pochi gg.fa. Leggitelo, è un consiglio.

  • anonimo

    ogni ogetto di per sè stesso è neutro.Con ciò la tecnologia odierna lenisce alcune problematiche ed offre delle opportunità interessanti.

    Ma dov’è? dov’è l’inganno?

    Non che tali cose non debbano esistere dacché allora non starebbero qui ed oltretutto contraddirei quel che prima ho detto, scadendo inoltre in un moralismo.
    E’ invece noto che la tecnologia ha cambiato natura.Non è più la tecnica dell’uomo per interagire, modellare, utilizzare la natura (forse ci sono termini più appropriati per ciò ) ma sfruttarla, dominarla, assoggettarla.
    E’ un processo che forse si è sempre verificato, ma ora è ovunque.Ogni prodotto è frutto di coercizione, se non l’artigianato , l’agriticoltura e qualche altra questione che non mi viene in mente.

    E’ poi intule dire che siano cose retrograde o vecchie, od anche belle.Alla luce di cosa poter giudicare? dell’oggi? 
    parlare di vini quando oggi l’uva neanche la vedono da lontano? Disquisire sulla fattura di un vestito se indossiamo principalmente  sintetici?
    Ora parlandone presupponiamo che ci siano vestiti sani, come vino veramente vino.Tale sarà ancora la situazione, ma a sempre meno persone delle pochissime che vivono ancora un residuo di normalità sarà accessibile ciò.

    E se iniziamo a comprendere che questi atti sono motivati da razionalità , illuminata da Principi, scopriremo che siamo noi stessi che non siamo più veri, seguaci di ragionamenti altrui, di ideologie, di idee non più fondandti ma adulterate.

    Non che ci sia da pinagere, chi vuole la strada la trova, se non si è arrivati ad una fase irreversibile( di cui la morte è l’ultima ) ; questo era necessario.

    Se ci si può scandalizzare del cellulare ( io non l’ho ) ci si può altrettanto scandalizzare dei palazzoni del 1700 che hanno distrutto il rapporto uomo-cosmo.

    Se qui siamo arrivati è per un motivo.In nuce già c’era questo( nel non tempo tutto già è fatto, niente determinismo please ).Ma è doverso riconoscere che questa necessità affinché ogni possibilità fosse si è oggi manifestata ad un grado di obbrobrio.Se ogni epoca ha le sue pene, forse sempre crescenti, dal rinascimento in poi il detto diviene:
    " ogni epoca ha i suoi pregi " ; e se si è compreso il filo del discorso il senso non sarà equivoco.

    Chi l’ha dura la vince; a noi stessi..Resistere!

    p.s. il libero accesso al male non è libertà; un male spesso è far sì che un incapace abbia accesso a qualcosa che non conosce.Il malvagio è chi , per ottenere risultati ottimali, fà succedere ciò.

  • anonimo

    p.p.s lIl limite dell’iperbole è l’incapacità a dividere la materia.Se questa potesse venir divisa perpetuamente ( non è l’eternità ) non arriverebbe mai ad un limite materiale ; per ciò si dice che tende all’idefinito ( non l’infinito che è oltre ).

    Il fatto però che , all’uomo, una certa divisione è impossibile fà si ché sia tale il limite…fin quando egli non si impegni ad allargarlo ( il ché è una perdita di tempo . L’uomo è uno strumento ossia, costruire altri strumenti per giungere non si sa dove rende molto più laterale la via per la felicità, se non ci si perda a camminare a xonzo come oggi accade )

    la matermatica è discontinua…il mondo è continuo.Pretendere che funzioni questa realtà come sui grafici, beh, ci ha portato dove stiamo…anche al TELEFONINO ehehehe

  • Santaruina

    Tristan, grazie del consiglio :-)

    ________________________


    il libero accesso al male non è libertà; un male spesso è far sì che un incapace abbia accesso a qualcosa che non conosce.Il malvagio è chi, per ottenere risultati ottimali, fà succedere ciò.

    Considerazione interessante, direi.

    A presto

  • messier

    Se insistono è perchè credono che possa verificarsi l’incidente. L’intelligenza artificiale nascerà infatti da un incidente.

    Spero anch’io che il tempo della creazione neghi l’incidente, anche se non nega (non potrebbe farlo) la possibilità di un incidente.

    Comunque grande post e tantissimi commenti interessanti, da leggere e rileggere…

  • Santaruina

    C’è sempre il fattore dell’evento "non previsto", questo è vero.

    A presto

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