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¿te quedarás, mi pesadilla
rondándome al oscurecer?


-o- Too late to die young -o-
22 giugno 2011

La caduta degli dei

Cavalli in riva al mare, De Chirico


“Come potete sapere che ogni Uccello che fende le vie dell’aria non sia un universo di delizie, chiuso dai vostri cinque sensi?”

William Blake, The Marriage of Heaven and Hell, 1790–1793

Ma il risvegliato e sapiente dice: corpo io sono in tutto e per tutto, e null’altro; e anima non è altro che una parola per indicare qualcosa del corpo’
W.F.Nietzsche, Così parlò Zarathustra, 1885

Non sono passati nemmeno 100 anni tra gli scritti di Blake e Nietzsche, eppure le parole del filosofo tedesco sigillano il totale ribaltamento della visione metafisica tradizionale, di cui Blake ancora nel finire del XVIII secolo si fa cantore, forse l’ultimo dei visionari.
Per millenni le scienze tradizionali avevano descritto il corpo come l’appendice esterna dell’anima, la membrana materiale che permetteva all’anima stessa di interagire con il mondo fisico.
Un mondo fisico di cui i cinque sensi danno una immagine parziale, limitata.
L’universo è “un oceano di delizie” di cui gli uomini riescono a percepire solamente una minima parte.

Nietzsche, al contrario, assume il ruolo di profeta del pensiero moderno, trascina la metafisica celeste sulla terra, celebra la religione della materia.
La concezione del mondo si ribalta, nulla esiste oltre ciò che appare, e persino le idee più astratte ed elevate degli uomini altro non sono che creature della nostra componente materiale.
E’ l’anima ad essere una parte del corpo, Dio stesso una idea errata della mente.
Nietzsche coglie e descrive il sentimento che di lì a poco avrebbe conquistato l’Occidente, apre il secolo del definitivo trionfo dell’apparenza sulla essenza.
Un processo che sarebbe continuato fino ai giorni nostri.

Ma nel mondo del divenire nulla si ferma, così gli dei degli uomini, sottratti ai cieli e scaraventati con forza sulla terra, proseguirono la loro caduta raggiungendo i mondi inferi, e da laggiù vennero celebrati dai profeti della “nuova spiritualità”.
Una spiritualità alla rovescia, come le scienze tradizionali avevano annunciato.
L’uomo di Nietzsche, l’uomo “materiale”, non fu che una breve tappa, in questo viaggio lungo i millenni.

40 comments to La caduta degli dei

  • Santaruina

    Si tratta di un post pubblicato inizialmente 3 anni fa, ed in seguito andato dimenticato nel flusso della rete.
    L'ho "rispolverato" perchè in tema con alcuni argomenti toccati nelle settimane scorse.

  • anonimo

    Nonostante sia convinto che Renè Guenon sia senz'altro uno degli autori più nteressanti da considerare, sono ben lontano dal pensare che la sua opera rappresenti una sorta di bibbia rivelatrice della verità. dare per scontati dagmi quali l'involuzione del genere umano e la spiritualità al contrario, può essere deleterio per una vera ricerca, in quanto si penserebbe di sapere cose che in realtà non si sanno, ma si credono. Personalmente credo che l'essere umano sia rimasto quello che era fin dalla sua comparsa sul pianeta. La citazione di H. de Balzac è in questo senso più che mai azzeccata. la vera storia dell'umanità è una storia vergognosa, fin dal suo inizio. Della mitica eta dell'oro non ci sono riscontri di nessun tipo, ma dal momento che tutte le antiche scritture ne parlano, allora andrebbe considerata, a mio parere, la possibilità che le scritture parlino in un inguaggio allegorico e quindi i riferimenti siano non tanto alla storia dell'umanità, ma ad una storia più intima, personale, cui l'essere umano è coinvolto in prima persona. il valore della profezia, nel senso etimologico del termine, non ha a che fare con la previsione di accadimenti futuri. Questa è una chiave di lettura moderna e decisamente dettata dall'ignoranza. La profezia è quando un essere umano parla ad altri uomini ispirato da Dio. Maometto è considerato il Profeta, perchè il corano è considerato ispirato da Dio. Se le scritture sono opera di ispirazione, allora non ci parlano di fatti accaduti nella realtà fisica, ma in linguaggio allegorico ci parlano di noi stessi, personalmente a noi stessi. La lettura delle scritture, in sintesi, e l'interpretazione che ne diamo è un fattore totalmente personale.
    La spiritualità al contrario è stata sempre praticata, da quando esiste l'uomo. l'unica differenza  che vedo tra antichità  e modernità è che mentre nel mondo antico era socialmente accetta e celebrata, oggi rimane occultata e segreta.
    Inutile ripetere  come in realtà i grandi filosofi del materialismo scientifico, a cui si devono aggiungere i grandi pensatori che hanno trasportato questi concetti nelle più svariate discipline, siano stati, nella loro vita privata, persone dedite all'occultismo e iniziati a logge massoniche con tendenze sataniste. Da questa considerazione possiamo quindi immaginare un complotto, una regia dell'ignoranza data in pasto al popolo, per dargli l'illusione di una finta libertà ed autodeterminazione.
    Ma i tempi sono maturi per ritornare al passato, un passato dove la classe di potere uscirà allo scoperto e celebrerà di nuovo se stessa. Pensare che antiche civiltà quali egizi, babilonesi, caldei, siano state fonte di un sapere vero, è un errore storico clamoroso. Nelle società antiche si praticavano riti magici, riservati alle posizioni di potere, per assicurarsi il favore di entità demoniache, allo stesso modo in cui avviene oggi in modo totalmente segreto.
    Sull'opera di Nietzsche devo aggiungere che si tratta di un'opera estremamente complessa, che non si può estrapolare in 4 frasi pescate qua e la in un suo libro. Si tratta dell'inizio di un movimento all'interno del pensiero filosofico, che si consoliderà definitivamente con Heidegger, di un ritorno ad una concezione parmenidea, contrapposta alla concezione platonico-aristotelica. Con Nietzsche si fa quindi un passo indietro, non un passo avanti, rispetto al pensiero filosofico di  Blake, che ha come suo massimo rappresentante proprio Hegel, l'uomo a cui si rifà il pensiero di tutte le massonerie.

    Democrito

  • anonimo

    Hai colto alcuni aspetti della questione che mi pare più complessa ed articolata. Nietzsche mirò a superare la mera materialità.

    Senza dubbio la filosofia di Nietzsche, nella sua mancanza di sistematicità e, talora, per la sua ambiguità, non si presta ad agevoli interpretazioni, ma è evidenziabile la valenza eversiva e demistificante della tradizione platonico-"cristiana".

    Il Nostro, pur non approdando all'ingenuo ed ottuso materialismo positivista, condanna gli orientamenti che tendono a svalutare la corporeità in nome di presunte realtà trascendenti e spirituali. Egli, disapprovando chi calunnia il mondo, esalta un'esistenza in cui ogni istante possieda tutto intero il suo senso. La vita va vissuta integralmente e con intensità, accettando con coraggio il dolore, ma assaporando le gioie di cui l'esistenza non è avara. Sono le gioie semplici offerte dagli spettacoli naturali, quando non erano stati ancora stuprati (Nietzsche amava trascorrere il tempo in lunghe e ristoratrici passeggiate in montagna durante le quali la sua mente si ampliava ad accogliere pensieri abissali). Sono le voluttà di un'immersione nelle sensazioni: non è edonismo, ma un sentirsi a proprio agio con il corpo, un corpo sano e vigoroso. Il respiro è ritmico, i muscoli sotto la pelle fremono energici, la pelle assorbe la luce ed il calore. Ci si muove elastici e pieni di vitalità. Il benessere psico-fisico dipende anche da una buona digestione che propizia lucidità intellettuale.

    La vita è una danza: è la danza di Zarathustra che proclama la morte di Dio [1], ma additando la prospettiva dell'oltreuomo (non superuomo). Se l'uomo saprà superare l'agghiacciante annuncio di Zarathustra che lo getta nel parossismo della disperazione (la storia è insensata ed il cosmo è gratuito), se saprà trasvalutare i valori, se riuscirà a sopravvivere al crollo delle illusioni platoniche, scientifiche e storicistiche, potrà divenire un oltreuomo.

    Così, in una filosofia dell'hic et nunc, si affaccia una dimensione prospettica che, pur non sconfinando nella metafisica, tende a trascendere la mera corporeità. Si invoca un valore aggiunto dato dal significato che l'uomo deve istituire con una sua decisione. L'amor fati, l'amore del proprio destino non può essere una supina rassegnazione a ciò che è predeterminato, ma un'accettazione gioiosa e magnanima della natura, un'appropriazione volontaristica.

    E' palese la contraddizione tra fatalismo ed impulso volontaristico (almeno a livello esegetico) in Nietzsche, ma tale antinomia segna spesso gli autori più fecondi e, insieme con la sottolineatura della corporeità, avvicina il pensatore tedesco, più di quanto si possa immaginare, a Cristo. Il titolo del libello L'Anticristo trae in inganno: infatti Nietzsche non critica tanto il Messia al quale, anzi, riserva anche espressioni di stima, ma la Chiesa ufficiale che egli considera "una guerra organizzata contro Cristo".

    Il fatto è che i Vangeli sinottici (escluso quindi il Quarto vangelo, la cui antitesi tra luce e tenebre, tra anima e corpo rivela, a mio avviso, un originario nucleo gnostico), sono quanto mai lontani, tranne alcuni versetti, da concezioni platoniche, valorizzano la dimensione dell'hic et nunc e della corporeità, in fondo, secondo vedute non dissimili dagli orizzonti nietzchiani.

    "Lasciate che i morti seppelliscano i propri morti" è un monito a compiere la propria missione, ad ascoltare la chiamata, senza guardarsi indietro, senza il peso del passato. Tuttavia, sebbene in modo indiretto, palesa il disinteresse, come altri versetti, del Salvatore per aspetti escatologici sul piano personale. E' una scarsa considerazione che è bilanciata dall'impegno nel mondo per costruire il Regno messianico con al centro il Figlio dell’Uomo. Questo Regno ricorda un po' il vagheggiamento dell'oltreuomo, concetto tra anarchismo e senso aristocratico, idea "estrema", ulteriore, come quella di Figlio dell'Uomo.

    Sono ambedue visioni utopiche ed è sconcertante notare come, pur tra molte differenze, il Messia e Nietzsche fossero spiriti affini.

    Ciao

    Zret

  • anonimo

    Hai colto alcuni aspetti della questione che mi pare più complessa ed articolata. Nietzsche mirò a superare la mera materialità.

    Senza dubbio la filosofia di Nietzsche, nella sua mancanza di sistematicità e, talora, per la sua ambiguità, non si presta ad agevoli interpretazioni, ma è evidenziabile la valenza eversiva e demistificante della tradizione platonico-"cristiana".

    Il Nostro, pur non approdando all'ingenuo ed ottuso materialismo positivista, condanna gli orientamenti che tendono a svalutare la corporeità in nome di presunte realtà trascendenti e spirituali. Egli, disapprovando chi calunnia il mondo, esalta un'esistenza in cui ogni istante possieda tutto intero il suo senso. La vita va vissuta integralmente e con intensità, accettando con coraggio il dolore, ma assaporando le gioie di cui l'esistenza non è avara. Sono le gioie semplici offerte dagli spettacoli naturali, quando non erano stati ancora stuprati (Nietzsche amava trascorrere il tempo in lunghe e ristoratrici passeggiate in montagna durante le quali la sua mente si ampliava ad accogliere pensieri abissali). Sono le voluttà di un'immersione nelle sensazioni: non è edonismo, ma un sentirsi a proprio agio con il corpo, un corpo sano e vigoroso. Il respiro è ritmico, i muscoli sotto la pelle fremono energici, la pelle assorbe la luce ed il calore. Ci si muove elastici e pieni di vitalità. Il benessere psico-fisico dipende anche da una buona digestione che propizia lucidità intellettuale.

    La vita è una danza: è la danza di Zarathustra che proclama la morte di Dio [1], ma additando la prospettiva dell'oltreuomo (non superuomo). Se l'uomo saprà superare l'agghiacciante annuncio di Zarathustra che lo getta nel parossismo della disperazione (la storia è insensata ed il cosmo è gratuito), se saprà trasvalutare i valori, se riuscirà a sopravvivere al crollo delle illusioni platoniche, scientifiche e storicistiche, potrà divenire un oltreuomo.

    Così, in una filosofia dell'hic et nunc, si affaccia una dimensione prospettica che, pur non sconfinando nella metafisica, tende a trascendere la mera corporeità. Si invoca un valore aggiunto dato dal significato che l'uomo deve istituire con una sua decisione. L'amor fati, l'amore del proprio destino non può essere una supina rassegnazione a ciò che è predeterminato, ma un'accettazione gioiosa e magnanima della natura, un'appropriazione volontaristica.

    E' palese la contraddizione tra fatalismo ed impulso volontaristico (almeno a livello esegetico) in Nietzsche, ma tale antinomia segna spesso gli autori più fecondi e, insieme con la sottolineatura della corporeità, avvicina il pensatore tedesco, più di quanto si possa immaginare, a Cristo. Il titolo del libello L'Anticristo trae in inganno: infatti Nietzsche non critica tanto il Messia al quale, anzi, riserva anche espressioni di stima, ma la Chiesa ufficiale che egli considera "una guerra organizzata contro Cristo".

    Il fatto è che i Vangeli sinottici (escluso quindi il Quarto vangelo, la cui antitesi tra luce e tenebre, tra anima e corpo rivela, a mio avviso, un originario nucleo gnostico), sono quanto mai lontani, tranne alcuni versetti, da concezioni platoniche, valorizzano la dimensione dell'hic et nunc e della corporeità, in fondo, secondo vedute non dissimili dagli orizzonti nietzchiani.

    "Lasciate che i morti seppelliscano i propri morti" è un monito a compiere la propria missione, ad ascoltare la chiamata, senza guardarsi indietro, senza il peso del passato. Tuttavia, sebbene in modo indiretto, palesa il disinteresse, come altri versetti, del Salvatore per aspetti escatologici sul piano personale. E' una scarsa considerazione che è bilanciata dall'impegno nel mondo per costruire il Regno messianico con al centro il Figlio dell’Uomo. Questo Regno ricorda un po' il vagheggiamento dell'oltreuomo, concetto tra anarchismo e senso aristocratico, idea "estrema", ulteriore, come quella di Figlio dell'Uomo.

    Sono ambedue visioni utopiche ed è sconcertante notare come, pur tra molte differenze, il Messia e Nietzsche fossero spiriti affini.

    Ciao

    Zret

  • anonimo

    Hai colto alcuni aspetti della questione che mi pare più complessa ed articolata. Nietzsche mirò a superare la mera materialità.

    Senza dubbio la filosofia di Nietzsche, nella sua mancanza di sistematicità e, talora, per la sua ambiguità, non si presta ad agevoli interpretazioni, ma è evidenziabile la valenza eversiva e demistificante della tradizione platonico-"cristiana".

    Il Nostro, pur non approdando all'ingenuo ed ottuso materialismo positivista, condanna gli orientamenti che tendono a svalutare la corporeità in nome di presunte realtà trascendenti e spirituali. Egli, disapprovando chi calunnia il mondo, esalta un'esistenza in cui ogni istante possieda tutto intero il suo senso. La vita va vissuta integralmente e con intensità, accettando con coraggio il dolore, ma assaporando le gioie di cui l'esistenza non è avara. Sono le gioie semplici offerte dagli spettacoli naturali, quando non erano stati ancora stuprati (Nietzsche amava trascorrere il tempo in lunghe e ristoratrici passeggiate in montagna durante le quali la sua mente si ampliava ad accogliere pensieri abissali). Sono le voluttà di un'immersione nelle sensazioni: non è edonismo, ma un sentirsi a proprio agio con il corpo, un corpo sano e vigoroso. Il respiro è ritmico, i muscoli sotto la pelle fremono energici, la pelle assorbe la luce ed il calore. Ci si muove elastici e pieni di vitalità. Il benessere psico-fisico dipende anche da una buona digestione che propizia lucidità intellettuale.

    La vita è una danza: è la danza di Zarathustra che proclama la morte di Dio [1], ma additando la prospettiva dell'oltreuomo (non superuomo). Se l'uomo saprà superare l'agghiacciante annuncio di Zarathustra che lo getta nel parossismo della disperazione (la storia è insensata ed il cosmo è gratuito), se saprà trasvalutare i valori, se riuscirà a sopravvivere al crollo delle illusioni platoniche, scientifiche e storicistiche, potrà divenire un oltreuomo.

    Così, in una filosofia dell'hic et nunc, si affaccia una dimensione prospettica che, pur non sconfinando nella metafisica, tende a trascendere la mera corporeità. Si invoca un valore aggiunto dato dal significato che l'uomo deve istituire con una sua decisione. L'amor fati, l'amore del proprio destino non può essere una supina rassegnazione a ciò che è predeterminato, ma un'accettazione gioiosa e magnanima della natura, un'appropriazione volontaristica.

    E' palese la contraddizione tra fatalismo ed impulso volontaristico (almeno a livello esegetico) in Nietzsche, ma tale antinomia segna spesso gli autori più fecondi e, insieme con la sottolineatura della corporeità, avvicina il pensatore tedesco, più di quanto si possa immaginare, a Cristo. Il titolo del libello L'Anticristo trae in inganno: infatti Nietzsche non critica tanto il Messia al quale, anzi, riserva anche espressioni di stima, ma la Chiesa ufficiale che egli considera "una guerra organizzata contro Cristo".

    Il fatto è che i Vangeli sinottici (escluso quindi il Quarto vangelo, la cui antitesi tra luce e tenebre, tra anima e corpo rivela, a mio avviso, un originario nucleo gnostico), sono quanto mai lontani, tranne alcuni versetti, da concezioni platoniche, valorizzano la dimensione dell'hic et nunc e della corporeità, in fondo, secondo vedute non dissimili dagli orizzonti nietzchiani.

    "Lasciate che i morti seppelliscano i propri morti" è un monito a compiere la propria missione, ad ascoltare la chiamata, senza guardarsi indietro, senza il peso del passato. Tuttavia, sebbene in modo indiretto, palesa il disinteresse, come altri versetti, del Salvatore per aspetti escatologici sul piano personale. E' una scarsa considerazione che è bilanciata dall'impegno nel mondo per costruire il Regno messianico con al centro il Figlio dell’Uomo. Questo Regno ricorda un po' il vagheggiamento dell'oltreuomo, concetto tra anarchismo e senso aristocratico, idea "estrema", ulteriore, come quella di Figlio dell'Uomo.

    Sono ambedue visioni utopiche ed è sconcertante notare come, pur tra molte differenze, il Messia e Nietzsche fossero spiriti affini.

    Ciao

    Zret

  • anonimo

    Hai colto alcuni aspetti della questione che mi pare più complessa ed articolata. Nietzsche mirò a superare la mera materialità.

    Senza dubbio la filosofia di Nietzsche, nella sua mancanza di sistematicità e, talora, per la sua ambiguità, non si presta ad agevoli interpretazioni, ma è evidenziabile la valenza eversiva e demistificante della tradizione platonico-"cristiana".

    Il Nostro, pur non approdando all'ingenuo ed ottuso materialismo positivista, condanna gli orientamenti che tendono a svalutare la corporeità in nome di presunte realtà trascendenti e spirituali. Egli, disapprovando chi calunnia il mondo, esalta un'esistenza in cui ogni istante possieda tutto intero il suo senso. La vita va vissuta integralmente e con intensità, accettando con coraggio il dolore, ma assaporando le gioie di cui l'esistenza non è avara. Sono le gioie semplici offerte dagli spettacoli naturali, quando non erano stati ancora stuprati (Nietzsche amava trascorrere il tempo in lunghe e ristoratrici passeggiate in montagna durante le quali la sua mente si ampliava ad accogliere pensieri abissali). Sono le voluttà di un'immersione nelle sensazioni: non è edonismo, ma un sentirsi a proprio agio con il corpo, un corpo sano e vigoroso. Il respiro è ritmico, i muscoli sotto la pelle fremono energici, la pelle assorbe la luce ed il calore. Ci si muove elastici e pieni di vitalità. Il benessere psico-fisico dipende anche da una buona digestione che propizia lucidità intellettuale.

    La vita è una danza: è la danza di Zarathustra che proclama la morte di Dio [1], ma additando la prospettiva dell'oltreuomo (non superuomo). Se l'uomo saprà superare l'agghiacciante annuncio di Zarathustra che lo getta nel parossismo della disperazione (la storia è insensata ed il cosmo è gratuito), se saprà trasvalutare i valori, se riuscirà a sopravvivere al crollo delle illusioni platoniche, scientifiche e storicistiche, potrà divenire un oltreuomo.

    Così, in una filosofia dell'hic et nunc, si affaccia una dimensione prospettica che, pur non sconfinando nella metafisica, tende a trascendere la mera corporeità. Si invoca un valore aggiunto dato dal significato che l'uomo deve istituire con una sua decisione. L'amor fati, l'amore del proprio destino non può essere una supina rassegnazione a ciò che è predeterminato, ma un'accettazione gioiosa e magnanima della natura, un'appropriazione volontaristica.

    E' palese la contraddizione tra fatalismo ed impulso volontaristico (almeno a livello esegetico) in Nietzsche, ma tale antinomia segna spesso gli autori più fecondi e, insieme con la sottolineatura della corporeità, avvicina il pensatore tedesco, più di quanto si possa immaginare, a Cristo. Il titolo del libello L'Anticristo trae in inganno: infatti Nietzsche non critica tanto il Messia al quale, anzi, riserva anche espressioni di stima, ma la Chiesa ufficiale che egli considera "una guerra organizzata contro Cristo".

    Il fatto è che i Vangeli sinottici (escluso quindi il Quarto vangelo, la cui antitesi tra luce e tenebre, tra anima e corpo rivela, a mio avviso, un originario nucleo gnostico), sono quanto mai lontani, tranne alcuni versetti, da concezioni platoniche, valorizzano la dimensione dell'hic et nunc e della corporeità, in fondo, secondo vedute non dissimili dagli orizzonti nietzchiani.

    "Lasciate che i morti seppelliscano i propri morti" è un monito a compiere la propria missione, ad ascoltare la chiamata, senza guardarsi indietro, senza il peso del passato. Tuttavia, sebbene in modo indiretto, palesa il disinteresse, come altri versetti, del Salvatore per aspetti escatologici sul piano personale. E' una scarsa considerazione che è bilanciata dall'impegno nel mondo per costruire il Regno messianico con al centro il Figlio dell’Uomo. Questo Regno ricorda un po' il vagheggiamento dell'oltreuomo, concetto tra anarchismo e senso aristocratico, idea "estrema", ulteriore, come quella di Figlio dell'Uomo.

    Sono ambedue visioni utopiche ed è sconcertante notare come, pur tra molte differenze, il Messia e Nietzsche fossero spiriti affini.

    Ciao

    Zret

  • anonimo

    Hai colto alcuni aspetti della questione che mi pare più complessa ed articolata. Nietzsche mirò a superare la mera materialità.

    Senza dubbio la filosofia di Nietzsche, nella sua mancanza di sistematicità e, talora, per la sua ambiguità, non si presta ad agevoli interpretazioni, ma è evidenziabile la valenza eversiva e demistificante della tradizione platonico-"cristiana".

    Il Nostro, pur non approdando all'ingenuo ed ottuso materialismo positivista, condanna gli orientamenti che tendono a svalutare la corporeità in nome di presunte realtà trascendenti e spirituali. Egli, disapprovando chi calunnia il mondo, esalta un'esistenza in cui ogni istante possieda tutto intero il suo senso. La vita va vissuta integralmente e con intensità, accettando con coraggio il dolore, ma assaporando le gioie di cui l'esistenza non è avara. Sono le gioie semplici offerte dagli spettacoli naturali, quando non erano stati ancora stuprati (Nietzsche amava trascorrere il tempo in lunghe e ristoratrici passeggiate in montagna durante le quali la sua mente si ampliava ad accogliere pensieri abissali). Sono le voluttà di un'immersione nelle sensazioni: non è edonismo, ma un sentirsi a proprio agio con il corpo, un corpo sano e vigoroso. Il respiro è ritmico, i muscoli sotto la pelle fremono energici, la pelle assorbe la luce ed il calore. Ci si muove elastici e pieni di vitalità. Il benessere psico-fisico dipende anche da una buona digestione che propizia lucidità intellettuale.

    La vita è una danza: è la danza di Zarathustra che proclama la morte di Dio [1], ma additando la prospettiva dell'oltreuomo (non superuomo). Se l'uomo saprà superare l'agghiacciante annuncio di Zarathustra che lo getta nel parossismo della disperazione (la storia è insensata ed il cosmo è gratuito), se saprà trasvalutare i valori, se riuscirà a sopravvivere al crollo delle illusioni platoniche, scientifiche e storicistiche, potrà divenire un oltreuomo.

    Così, in una filosofia dell'hic et nunc, si affaccia una dimensione prospettica che, pur non sconfinando nella metafisica, tende a trascendere la mera corporeità. Si invoca un valore aggiunto dato dal significato che l'uomo deve istituire con una sua decisione. L'amor fati, l'amore del proprio destino non può essere una supina rassegnazione a ciò che è predeterminato, ma un'accettazione gioiosa e magnanima della natura, un'appropriazione volontaristica.

    E' palese la contraddizione tra fatalismo ed impulso volontaristico (almeno a livello esegetico) in Nietzsche, ma tale antinomia segna spesso gli autori più fecondi e, insieme con la sottolineatura della corporeità, avvicina il pensatore tedesco, più di quanto si possa immaginare, a Cristo. Il titolo del libello L'Anticristo trae in inganno: infatti Nietzsche non critica tanto il Messia al quale, anzi, riserva anche espressioni di stima, ma la Chiesa ufficiale che egli considera "una guerra organizzata contro Cristo".

    Il fatto è che i Vangeli sinottici (escluso quindi il Quarto vangelo, la cui antitesi tra luce e tenebre, tra anima e corpo rivela, a mio avviso, un originario nucleo gnostico), sono quanto mai lontani, tranne alcuni versetti, da concezioni platoniche, valorizzano la dimensione dell'hic et nunc e della corporeità, in fondo, secondo vedute non dissimili dagli orizzonti nietzchiani.

    "Lasciate che i morti seppelliscano i propri morti" è un monito a compiere la propria missione, ad ascoltare la chiamata, senza guardarsi indietro, senza il peso del passato. Tuttavia, sebbene in modo indiretto, palesa il disinteresse, come altri versetti, del Salvatore per aspetti escatologici sul piano personale. E' una scarsa considerazione che è bilanciata dall'impegno nel mondo per costruire il Regno messianico con al centro il Figlio dell’Uomo. Questo Regno ricorda un po' il vagheggiamento dell'oltreuomo, concetto tra anarchismo e senso aristocratico, idea "estrema", ulteriore, come quella di Figlio dell'Uomo.

    Sono ambedue visioni utopiche ed è sconcertante notare come, pur tra molte differenze, il Messia e Nietzsche fossero spiriti affini.

    Ciao

    Zret

  • anonimo

    Hai colto alcuni aspetti della questione che mi pare più complessa ed articolata. Nietzsche mirò a superare la mera materialità.

    Senza dubbio la filosofia di Nietzsche, nella sua mancanza di sistematicità e, talora, per la sua ambiguità, non si presta ad agevoli interpretazioni, ma è evidenziabile la valenza eversiva e demistificante della tradizione platonico-"cristiana".

    Il Nostro, pur non approdando all'ingenuo ed ottuso materialismo positivista, condanna gli orientamenti che tendono a svalutare la corporeità in nome di presunte realtà trascendenti e spirituali. Egli, disapprovando chi calunnia il mondo, esalta un'esistenza in cui ogni istante possieda tutto intero il suo senso. La vita va vissuta integralmente e con intensità, accettando con coraggio il dolore, ma assaporando le gioie di cui l'esistenza non è avara. Sono le gioie semplici offerte dagli spettacoli naturali, quando non erano stati ancora stuprati (Nietzsche amava trascorrere il tempo in lunghe e ristoratrici passeggiate in montagna durante le quali la sua mente si ampliava ad accogliere pensieri abissali). Sono le voluttà di un'immersione nelle sensazioni: non è edonismo, ma un sentirsi a proprio agio con il corpo, un corpo sano e vigoroso. Il respiro è ritmico, i muscoli sotto la pelle fremono energici, la pelle assorbe la luce ed il calore. Ci si muove elastici e pieni di vitalità. Il benessere psico-fisico dipende anche da una buona digestione che propizia lucidità intellettuale.

    La vita è una danza: è la danza di Zarathustra che proclama la morte di Dio [1], ma additando la prospettiva dell'oltreuomo (non superuomo). Se l'uomo saprà superare l'agghiacciante annuncio di Zarathustra che lo getta nel parossismo della disperazione (la storia è insensata ed il cosmo è gratuito), se saprà trasvalutare i valori, se riuscirà a sopravvivere al crollo delle illusioni platoniche, scientifiche e storicistiche, potrà divenire un oltreuomo.

    Così, in una filosofia dell'hic et nunc, si affaccia una dimensione prospettica che, pur non sconfinando nella metafisica, tende a trascendere la mera corporeità. Si invoca un valore aggiunto dato dal significato che l'uomo deve istituire con una sua decisione. L'amor fati, l'amore del proprio destino non può essere una supina rassegnazione a ciò che è predeterminato, ma un'accettazione gioiosa e magnanima della natura, un'appropriazione volontaristica.

    E' palese la contraddizione tra fatalismo ed impulso volontaristico (almeno a livello esegetico) in Nietzsche, ma tale antinomia segna spesso gli autori più fecondi e, insieme con la sottolineatura della corporeità, avvicina il pensatore tedesco, più di quanto si possa immaginare, a Cristo. Il titolo del libello L'Anticristo trae in inganno: infatti Nietzsche non critica tanto il Messia al quale, anzi, riserva anche espressioni di stima, ma la Chiesa ufficiale che egli considera "una guerra organizzata contro Cristo".

    Il fatto è che i Vangeli sinottici (escluso quindi il Quarto vangelo, la cui antitesi tra luce e tenebre, tra anima e corpo rivela, a mio avviso, un originario nucleo gnostico), sono quanto mai lontani, tranne alcuni versetti, da concezioni platoniche, valorizzano la dimensione dell'hic et nunc e della corporeità, in fondo, secondo vedute non dissimili dagli orizzonti nietzchiani.

    "Lasciate che i morti seppelliscano i propri morti" è un monito a compiere la propria missione, ad ascoltare la chiamata, senza guardarsi indietro, senza il peso del passato. Tuttavia, sebbene in modo indiretto, palesa il disinteresse, come altri versetti, del Salvatore per aspetti escatologici sul piano personale. E' una scarsa considerazione che è bilanciata dall'impegno nel mondo per costruire il Regno messianico con al centro il Figlio dell’Uomo. Questo Regno ricorda un po' il vagheggiamento dell'oltreuomo, concetto tra anarchismo e senso aristocratico, idea "estrema", ulteriore, come quella di Figlio dell'Uomo.

    Sono ambedue visioni utopiche ed è sconcertante notare come, pur tra molte differenze, il Messia e Nietzsche fossero spiriti affini.

    Ciao

    Zret

  • anonimo

    Hai colto alcuni aspetti della questione che mi pare più complessa ed articolata. Nietzsche mirò a superare la mera materialità.

    Senza dubbio la filosofia di Nietzsche, nella sua mancanza di sistematicità e, talora, per la sua ambiguità, non si presta ad agevoli interpretazioni, ma è evidenziabile la valenza eversiva e demistificante della tradizione platonico-"cristiana".

    Il Nostro, pur non approdando all'ingenuo ed ottuso materialismo positivista, condanna gli orientamenti che tendono a svalutare la corporeità in nome di presunte realtà trascendenti e spirituali. Egli, disapprovando chi calunnia il mondo, esalta un'esistenza in cui ogni istante possieda tutto intero il suo senso. La vita va vissuta integralmente e con intensità, accettando con coraggio il dolore, ma assaporando le gioie di cui l'esistenza non è avara. Sono le gioie semplici offerte dagli spettacoli naturali, quando non erano stati ancora stuprati (Nietzsche amava trascorrere il tempo in lunghe e ristoratrici passeggiate in montagna durante le quali la sua mente si ampliava ad accogliere pensieri abissali). Sono le voluttà di un'immersione nelle sensazioni: non è edonismo, ma un sentirsi a proprio agio con il corpo, un corpo sano e vigoroso. Il respiro è ritmico, i muscoli sotto la pelle fremono energici, la pelle assorbe la luce ed il calore. Ci si muove elastici e pieni di vitalità. Il benessere psico-fisico dipende anche da una buona digestione che propizia lucidità intellettuale.

    La vita è una danza: è la danza di Zarathustra che proclama la morte di Dio [1], ma additando la prospettiva dell'oltreuomo (non superuomo). Se l'uomo saprà superare l'agghiacciante annuncio di Zarathustra che lo getta nel parossismo della disperazione (la storia è insensata ed il cosmo è gratuito), se saprà trasvalutare i valori, se riuscirà a sopravvivere al crollo delle illusioni platoniche, scientifiche e storicistiche, potrà divenire un oltreuomo.

    Così, in una filosofia dell'hic et nunc, si affaccia una dimensione prospettica che, pur non sconfinando nella metafisica, tende a trascendere la mera corporeità. Si invoca un valore aggiunto dato dal significato che l'uomo deve istituire con una sua decisione. L'amor fati, l'amore del proprio destino non può essere una supina rassegnazione a ciò che è predeterminato, ma un'accettazione gioiosa e magnanima della natura, un'appropriazione volontaristica.

    E' palese la contraddizione tra fatalismo ed impulso volontaristico (almeno a livello esegetico) in Nietzsche, ma tale antinomia segna spesso gli autori più fecondi e, insieme con la sottolineatura della corporeità, avvicina il pensatore tedesco, più di quanto si possa immaginare, a Cristo. Il titolo del libello L'Anticristo trae in inganno: infatti Nietzsche non critica tanto il Messia al quale, anzi, riserva anche espressioni di stima, ma la Chiesa ufficiale che egli considera "una guerra organizzata contro Cristo".

    Il fatto è che i Vangeli sinottici (escluso quindi il Quarto vangelo, la cui antitesi tra luce e tenebre, tra anima e corpo rivela, a mio avviso, un originario nucleo gnostico), sono quanto mai lontani, tranne alcuni versetti, da concezioni platoniche, valorizzano la dimensione dell'hic et nunc e della corporeità, in fondo, secondo vedute non dissimili dagli orizzonti nietzchiani.

    "Lasciate che i morti seppelliscano i propri morti" è un monito a compiere la propria missione, ad ascoltare la chiamata, senza guardarsi indietro, senza il peso del passato. Tuttavia, sebbene in modo indiretto, palesa il disinteresse, come altri versetti, del Salvatore per aspetti escatologici sul piano personale. E' una scarsa considerazione che è bilanciata dall'impegno nel mondo per costruire il Regno messianico con al centro il Figlio dell’Uomo. Questo Regno ricorda un po' il vagheggiamento dell'oltreuomo, concetto tra anarchismo e senso aristocratico, idea "estrema", ulteriore, come quella di Figlio dell'Uomo.

    Sono ambedue visioni utopiche ed è sconcertante notare come, pur tra molte differenze, il Messia e Nietzsche fossero spiriti affini.

    Ciao

    Zret

  • anonimo

    Hai colto alcuni aspetti della questione che mi pare più complessa ed articolata. Nietzsche mirò a superare la mera materialità.

    Senza dubbio la filosofia di Nietzsche, nella sua mancanza di sistematicità e, talora, per la sua ambiguità, non si presta ad agevoli interpretazioni, ma è evidenziabile la valenza eversiva e demistificante della tradizione platonico-"cristiana".

    Il Nostro, pur non approdando all'ingenuo ed ottuso materialismo positivista, condanna gli orientamenti che tendono a svalutare la corporeità in nome di presunte realtà trascendenti e spirituali. Egli, disapprovando chi calunnia il mondo, esalta un'esistenza in cui ogni istante possieda tutto intero il suo senso. La vita va vissuta integralmente e con intensità, accettando con coraggio il dolore, ma assaporando le gioie di cui l'esistenza non è avara. Sono le gioie semplici offerte dagli spettacoli naturali, quando non erano stati ancora stuprati (Nietzsche amava trascorrere il tempo in lunghe e ristoratrici passeggiate in montagna durante le quali la sua mente si ampliava ad accogliere pensieri abissali). Sono le voluttà di un'immersione nelle sensazioni: non è edonismo, ma un sentirsi a proprio agio con il corpo, un corpo sano e vigoroso. Il respiro è ritmico, i muscoli sotto la pelle fremono energici, la pelle assorbe la luce ed il calore. Ci si muove elastici e pieni di vitalità. Il benessere psico-fisico dipende anche da una buona digestione che propizia lucidità intellettuale.

    La vita è una danza: è la danza di Zarathustra che proclama la morte di Dio [1], ma additando la prospettiva dell'oltreuomo (non superuomo). Se l'uomo saprà superare l'agghiacciante annuncio di Zarathustra che lo getta nel parossismo della disperazione (la storia è insensata ed il cosmo è gratuito), se saprà trasvalutare i valori, se riuscirà a sopravvivere al crollo delle illusioni platoniche, scientifiche e storicistiche, potrà divenire un oltreuomo.

    Così, in una filosofia dell'hic et nunc, si affaccia una dimensione prospettica che, pur non sconfinando nella metafisica, tende a trascendere la mera corporeità. Si invoca un valore aggiunto dato dal significato che l'uomo deve istituire con una sua decisione. L'amor fati, l'amore del proprio destino non può essere una supina rassegnazione a ciò che è predeterminato, ma un'accettazione gioiosa e magnanima della natura, un'appropriazione volontaristica.

    E' palese la contraddizione tra fatalismo ed impulso volontaristico (almeno a livello esegetico) in Nietzsche, ma tale antinomia segna spesso gli autori più fecondi e, insieme con la sottolineatura della corporeità, avvicina il pensatore tedesco, più di quanto si possa immaginare, a Cristo. Il titolo del libello L'Anticristo trae in inganno: infatti Nietzsche non critica tanto il Messia al quale, anzi, riserva anche espressioni di stima, ma la Chiesa ufficiale che egli considera "una guerra organizzata contro Cristo".

    Il fatto è che i Vangeli sinottici (escluso quindi il Quarto vangelo, la cui antitesi tra luce e tenebre, tra anima e corpo rivela, a mio avviso, un originario nucleo gnostico), sono quanto mai lontani, tranne alcuni versetti, da concezioni platoniche, valorizzano la dimensione dell'hic et nunc e della corporeità, in fondo, secondo vedute non dissimili dagli orizzonti nietzchiani.

    "Lasciate che i morti seppelliscano i propri morti" è un monito a compiere la propria missione, ad ascoltare la chiamata, senza guardarsi indietro, senza il peso del passato. Tuttavia, sebbene in modo indiretto, palesa il disinteresse, come altri versetti, del Salvatore per aspetti escatologici sul piano personale. E' una scarsa considerazione che è bilanciata dall'impegno nel mondo per costruire il Regno messianico con al centro il Figlio dell’Uomo. Questo Regno ricorda un po' il vagheggiamento dell'oltreuomo, concetto tra anarchismo e senso aristocratico, idea "estrema", ulteriore, come quella di Figlio dell'Uomo.

    Sono ambedue visioni utopiche ed è sconcertante notare come, pur tra molte differenze, il Messia e Nietzsche fossero spiriti affini.

    Ciao

    Zret

  • anonimo

    Hai colto alcuni aspetti della questione che mi pare più complessa ed articolata. Nietzsche mirò a superare la mera materialità.

    Senza dubbio la filosofia di Nietzsche, nella sua mancanza di sistematicità e, talora, per la sua ambiguità, non si presta ad agevoli interpretazioni, ma è evidenziabile la valenza eversiva e demistificante della tradizione platonico-"cristiana".

    Il Nostro, pur non approdando all'ingenuo ed ottuso materialismo positivista, condanna gli orientamenti che tendono a svalutare la corporeità in nome di presunte realtà trascendenti e spirituali. Egli, disapprovando chi calunnia il mondo, esalta un'esistenza in cui ogni istante possieda tutto intero il suo senso. La vita va vissuta integralmente e con intensità, accettando con coraggio il dolore, ma assaporando le gioie di cui l'esistenza non è avara. Sono le gioie semplici offerte dagli spettacoli naturali, quando non erano stati ancora stuprati (Nietzsche amava trascorrere il tempo in lunghe e ristoratrici passeggiate in montagna durante le quali la sua mente si ampliava ad accogliere pensieri abissali). Sono le voluttà di un'immersione nelle sensazioni: non è edonismo, ma un sentirsi a proprio agio con il corpo, un corpo sano e vigoroso. Il respiro è ritmico, i muscoli sotto la pelle fremono energici, la pelle assorbe la luce ed il calore. Ci si muove elastici e pieni di vitalità. Il benessere psico-fisico dipende anche da una buona digestione che propizia lucidità intellettuale.

    La vita è una danza: è la danza di Zarathustra che proclama la morte di Dio [1], ma additando la prospettiva dell'oltreuomo (non superuomo). Se l'uomo saprà superare l'agghiacciante annuncio di Zarathustra che lo getta nel parossismo della disperazione (la storia è insensata ed il cosmo è gratuito), se saprà trasvalutare i valori, se riuscirà a sopravvivere al crollo delle illusioni platoniche, scientifiche e storicistiche, potrà divenire un oltreuomo.

    Così, in una filosofia dell'hic et nunc, si affaccia una dimensione prospettica che, pur non sconfinando nella metafisica, tende a trascendere la mera corporeità. Si invoca un valore aggiunto dato dal significato che l'uomo deve istituire con una sua decisione. L'amor fati, l'amore del proprio destino non può essere una supina rassegnazione a ciò che è predeterminato, ma un'accettazione gioiosa e magnanima della natura, un'appropriazione volontaristica.

    E' palese la contraddizione tra fatalismo ed impulso volontaristico (almeno a livello esegetico) in Nietzsche, ma tale antinomia segna spesso gli autori più fecondi e, insieme con la sottolineatura della corporeità, avvicina il pensatore tedesco, più di quanto si possa immaginare, a Cristo. Il titolo del libello L'Anticristo trae in inganno: infatti Nietzsche non critica tanto il Messia al quale, anzi, riserva anche espressioni di stima, ma la Chiesa ufficiale che egli considera "una guerra organizzata contro Cristo".

    Il fatto è che i Vangeli sinottici (escluso quindi il Quarto vangelo, la cui antitesi tra luce e tenebre, tra anima e corpo rivela, a mio avviso, un originario nucleo gnostico), sono quanto mai lontani, tranne alcuni versetti, da concezioni platoniche, valorizzano la dimensione dell'hic et nunc e della corporeità, in fondo, secondo vedute non dissimili dagli orizzonti nietzchiani.

    "Lasciate che i morti seppelliscano i propri morti" è un monito a compiere la propria missione, ad ascoltare la chiamata, senza guardarsi indietro, senza il peso del passato. Tuttavia, sebbene in modo indiretto, palesa il disinteresse, come altri versetti, del Salvatore per aspetti escatologici sul piano personale. E' una scarsa considerazione che è bilanciata dall'impegno nel mondo per costruire il Regno messianico con al centro il Figlio dell’Uomo. Questo Regno ricorda un po' il vagheggiamento dell'oltreuomo, concetto tra anarchismo e senso aristocratico, idea "estrema", ulteriore, come quella di Figlio dell'Uomo.

    Sono ambedue visioni utopiche ed è sconcertante notare come, pur tra molte differenze, il Messia e Nietzsche fossero spiriti affini.

    Ciao

    Zret

  • anonimo

    Hai colto alcuni aspetti della questione che mi pare più complessa ed articolata. Nietzsche mirò a superare la mera materialità.

    Senza dubbio la filosofia di Nietzsche, nella sua mancanza di sistematicità e, talora, per la sua ambiguità, non si presta ad agevoli interpretazioni, ma è evidenziabile la valenza eversiva e demistificante della tradizione platonico-"cristiana".

    Il Nostro, pur non approdando all'ingenuo ed ottuso materialismo positivista, condanna gli orientamenti che tendono a svalutare la corporeità in nome di presunte realtà trascendenti e spirituali. Egli, disapprovando chi calunnia il mondo, esalta un'esistenza in cui ogni istante possieda tutto intero il suo senso. La vita va vissuta integralmente e con intensità, accettando con coraggio il dolore, ma assaporando le gioie di cui l'esistenza non è avara. Sono le gioie semplici offerte dagli spettacoli naturali, quando non erano stati ancora stuprati (Nietzsche amava trascorrere il tempo in lunghe e ristoratrici passeggiate in montagna durante le quali la sua mente si ampliava ad accogliere pensieri abissali). Sono le voluttà di un'immersione nelle sensazioni: non è edonismo, ma un sentirsi a proprio agio con il corpo, un corpo sano e vigoroso. Il respiro è ritmico, i muscoli sotto la pelle fremono energici, la pelle assorbe la luce ed il calore. Ci si muove elastici e pieni di vitalità. Il benessere psico-fisico dipende anche da una buona digestione che propizia lucidità intellettuale.

    La vita è una danza: è la danza di Zarathustra che proclama la morte di Dio [1], ma additando la prospettiva dell'oltreuomo (non superuomo). Se l'uomo saprà superare l'agghiacciante annuncio di Zarathustra che lo getta nel parossismo della disperazione (la storia è insensata ed il cosmo è gratuito), se saprà trasvalutare i valori, se riuscirà a sopravvivere al crollo delle illusioni platoniche, scientifiche e storicistiche, potrà divenire un oltreuomo.

    Così, in una filosofia dell'hic et nunc, si affaccia una dimensione prospettica che, pur non sconfinando nella metafisica, tende a trascendere la mera corporeità. Si invoca un valore aggiunto dato dal significato che l'uomo deve istituire con una sua decisione. L'amor fati, l'amore del proprio destino non può essere una supina rassegnazione a ciò che è predeterminato, ma un'accettazione gioiosa e magnanima della natura, un'appropriazione volontaristica.

    E' palese la contraddizione tra fatalismo ed impulso volontaristico (almeno a livello esegetico) in Nietzsche, ma tale antinomia segna spesso gli autori più fecondi e, insieme con la sottolineatura della corporeità, avvicina il pensatore tedesco, più di quanto si possa immaginare, a Cristo. Il titolo del libello L'Anticristo trae in inganno: infatti Nietzsche non critica tanto il Messia al quale, anzi, riserva anche espressioni di stima, ma la Chiesa ufficiale che egli considera "una guerra organizzata contro Cristo".

    Il fatto è che i Vangeli sinottici (escluso quindi il Quarto vangelo, la cui antitesi tra luce e tenebre, tra anima e corpo rivela, a mio avviso, un originario nucleo gnostico), sono quanto mai lontani, tranne alcuni versetti, da concezioni platoniche, valorizzano la dimensione dell'hic et nunc e della corporeità, in fondo, secondo vedute non dissimili dagli orizzonti nietzchiani.

    "Lasciate che i morti seppelliscano i propri morti" è un monito a compiere la propria missione, ad ascoltare la chiamata, senza guardarsi indietro, senza il peso del passato. Tuttavia, sebbene in modo indiretto, palesa il disinteresse, come altri versetti, del Salvatore per aspetti escatologici sul piano personale. E' una scarsa considerazione che è bilanciata dall'impegno nel mondo per costruire il Regno messianico con al centro il Figlio dell’Uomo. Questo Regno ricorda un po' il vagheggiamento dell'oltreuomo, concetto tra anarchismo e senso aristocratico, idea "estrema", ulteriore, come quella di Figlio dell'Uomo.

    Sono ambedue visioni utopiche ed è sconcertante notare come, pur tra molte differenze, il Messia e Nietzsche fossero spiriti affini.

    Ciao

    Zret

  • anonimo

    Hai colto alcuni aspetti della questione che mi pare più complessa ed articolata. Nietzsche mirò a superare la mera materialità.

    Senza dubbio la filosofia di Nietzsche, nella sua mancanza di sistematicità e, talora, per la sua ambiguità, non si presta ad agevoli interpretazioni, ma è evidenziabile la valenza eversiva e demistificante della tradizione platonico-"cristiana".

    Il Nostro, pur non approdando all'ingenuo ed ottuso materialismo positivista, condanna gli orientamenti che tendono a svalutare la corporeità in nome di presunte realtà trascendenti e spirituali. Egli, disapprovando chi calunnia il mondo, esalta un'esistenza in cui ogni istante possieda tutto intero il suo senso. La vita va vissuta integralmente e con intensità, accettando con coraggio il dolore, ma assaporando le gioie di cui l'esistenza non è avara. Sono le gioie semplici offerte dagli spettacoli naturali, quando non erano stati ancora stuprati (Nietzsche amava trascorrere il tempo in lunghe e ristoratrici passeggiate in montagna durante le quali la sua mente si ampliava ad accogliere pensieri abissali). Sono le voluttà di un'immersione nelle sensazioni: non è edonismo, ma un sentirsi a proprio agio con il corpo, un corpo sano e vigoroso. Il respiro è ritmico, i muscoli sotto la pelle fremono energici, la pelle assorbe la luce ed il calore. Ci si muove elastici e pieni di vitalità. Il benessere psico-fisico dipende anche da una buona digestione che propizia lucidità intellettuale.

    La vita è una danza: è la danza di Zarathustra che proclama la morte di Dio [1], ma additando la prospettiva dell'oltreuomo (non superuomo). Se l'uomo saprà superare l'agghiacciante annuncio di Zarathustra che lo getta nel parossismo della disperazione (la storia è insensata ed il cosmo è gratuito), se saprà trasvalutare i valori, se riuscirà a sopravvivere al crollo delle illusioni platoniche, scientifiche e storicistiche, potrà divenire un oltreuomo.

    Così, in una filosofia dell'hic et nunc, si affaccia una dimensione prospettica che, pur non sconfinando nella metafisica, tende a trascendere la mera corporeità. Si invoca un valore aggiunto dato dal significato che l'uomo deve istituire con una sua decisione. L'amor fati, l'amore del proprio destino non può essere una supina rassegnazione a ciò che è predeterminato, ma un'accettazione gioiosa e magnanima della natura, un'appropriazione volontaristica.

    E' palese la contraddizione tra fatalismo ed impulso volontaristico (almeno a livello esegetico) in Nietzsche, ma tale antinomia segna spesso gli autori più fecondi e, insieme con la sottolineatura della corporeità, avvicina il pensatore tedesco, più di quanto si possa immaginare, a Cristo. Il titolo del libello L'Anticristo trae in inganno: infatti Nietzsche non critica tanto il Messia al quale, anzi, riserva anche espressioni di stima, ma la Chiesa ufficiale che egli considera "una guerra organizzata contro Cristo".

    Il fatto è che i Vangeli sinottici (escluso quindi il Quarto vangelo, la cui antitesi tra luce e tenebre, tra anima e corpo rivela, a mio avviso, un originario nucleo gnostico), sono quanto mai lontani, tranne alcuni versetti, da concezioni platoniche, valorizzano la dimensione dell'hic et nunc e della corporeità, in fondo, secondo vedute non dissimili dagli orizzonti nietzchiani.

    "Lasciate che i morti seppelliscano i propri morti" è un monito a compiere la propria missione, ad ascoltare la chiamata, senza guardarsi indietro, senza il peso del passato. Tuttavia, sebbene in modo indiretto, palesa il disinteresse, come altri versetti, del Salvatore per aspetti escatologici sul piano personale. E' una scarsa considerazione che è bilanciata dall'impegno nel mondo per costruire il Regno messianico con al centro il Figlio dell’Uomo. Questo Regno ricorda un po' il vagheggiamento dell'oltreuomo, concetto tra anarchismo e senso aristocratico, idea "estrema", ulteriore, come quella di Figlio dell'Uomo.

    Sono ambedue visioni utopiche ed è sconcertante notare come, pur tra molte differenze, il Messia e Nietzsche fossero spiriti affini.

    Ciao

    Zret

  • CristianoCN12

    Nelle società antiche si praticavano riti magici, riservati alle posizioni di potere, per assicurarsi il favore di entità demoniache, allo stesso modo in cui avviene oggi in modo totalmente segreto. (Democrito)

    Ciao a tutti.
    E' vero democrito ma credo che oggi, a differenza  dei tempi passati, non c'è più consapevolezza da parte delle persone di questi riti e di queste forze oscure all'opera; Il pericolo credo stia proprio in questo, stiamo guidando un' automobile senza freni in discesa e per di più bendati.
     Azzeccato ed assai illuminante il richiamo di Carlo a piè di post sul materialismo divenuto ormai  neospiritualismo…. per la serie: toccato il fondo non abbiamo fatto altro che iniziare a scavare. Fa sorridere ma in modo un pò amaro, è vero che forze arcontiche ci hanno un pò aiutato in questo ma pure noi non siamo stati con le mani in mano.

  • Hadi

    "Maometto è considerato il Profeta, perchè il corano è considerato ispirato da Dio. Se le scritture sono opera di ispirazione, allora non ci parlano di fatti accaduti nella realtà fisica, ma in linguaggio allegorico ci parlano di noi stessi, personalmente a noi stessi. La lettura delle scritture, in sintesi, e l'interpretazione che ne diamo è un fattore totalmente personale."

    Errore grave. Il Corano è considerato dall'Islam come una scrittura DETTATA non ispirata. Il ruolo di Maometto è quello di ricevente, di mero mezzo intermediario. Discorso diverso per le Sacre Scritture, ispirate da Dio a uomini che ne hanno parlato tramite le loro possibilità e in relazione alle connotazioni storiche e sociali in cui si trovavano. E' indicativo per esempio il fatto che Gesù parlasse tramite parabole ancorate ad archetipi dell'epoca, ma ancora facilmente comprensibili a distanza di 2000 anni. Per quanto riguarda l'esegesi biblica, ti consiglio di studiare un pò di catechismo cristiano, sicchè tu possa comprendere il ruolo dello Spirito Santo all'interno di una corretta esegesi biblica di carattere spirituale (in relazione alla Venuta del Cristo) oltre che letterale.

    "Inutile ripetere  come in realtà i grandi filosofi del materialismo scientifico, a cui si devono aggiungere i grandi pensatori che hanno trasportato questi concetti nelle più svariate discipline, siano stati, nella loro vita privata, persone dedite all'occultismo e iniziati a logge massoniche con tendenze sataniste. Da questa considerazione possiamo quindi immaginare un complotto, una regia dell'ignoranza data in pasto al popolo, per dargli l'illusione di una finta libertà ed autodeterminazione."

    Era un fenomeno comune non solo ai filosofi del materialismo scientifico, ma a tutti i burattini che hanno plasmato la storia dal 700 in poi (Gli illuministi, Napoleone, Marx, Engels, Mazzini, Garibaldi, Hitler ecc.). Grazie al revisionismo storico massonico, ora sono dipinti tutti come grandi pensatori, mossi da sincero spirito rivoluzionario. In pochi però hanno collegato i puntini e ne hanno messo in luce la comunione di intenti, anche se sembravano agire spinti da sentimenti diametralmente opposti.

    "E' vero democrito ma credo che oggi, a differenza  dei tempi passati, non c'è più consapevolezza da parte delle persone di questi riti e di queste forze oscure all'opera; Il pericolo credo stia proprio in questo, stiamo guidando un' automobile senza freni in discesa e per di più bendati."

    E' esattamente il contrario. Nelle civiltà antiche si era soliti praticare l'occultismo per richiamare entità delle quali però non si conosceva la natura, anche a causa dell'ignoranza di Dio. Le si bollava come divinità, conferendo ad ognuna di esse nomi e caratteristiche arbitrarie.
    Chi pratica questi riti oggigiorno sa benissimo chi sta invocando e a chi fanno capo queste entità. Lo fa in nome della promessa ricevuta di diventare come Dio, passando dal ruolo di creatura a quello di dominatore.
    Illuminante in questo senso è il libro di Clotilde Bersone, "L'eletta del Dragone".

    "Ma nel mondo del divenire nulla si ferma, così gli dei degli uomini, sottratti ai cieli e scaraventati con forza sulla terra, proseguirono la loro caduta raggiungendo i mondi inferi, e da laggiù vennero celebrati dai profeti della “nuova spiritualità”.
    Una spiritualità alla rovescia, come le scienze tradizionali avevano annunciato.
    L'uomo di Nietzsche, l'uomo “materiale”, non fu che una breve tappa, in questo viaggio lungo i millenni
    ."

    Analisi perfetta Carlo. Saluti.

  • Hadi

    "Maometto è considerato il Profeta, perchè il corano è considerato ispirato da Dio. Se le scritture sono opera di ispirazione, allora non ci parlano di fatti accaduti nella realtà fisica, ma in linguaggio allegorico ci parlano di noi stessi, personalmente a noi stessi. La lettura delle scritture, in sintesi, e l'interpretazione che ne diamo è un fattore totalmente personale."

    Errore grave. Il Corano è considerato dall'Islam come una scrittura DETTATA non ispirata. Il ruolo di Maometto è quello di ricevente, di mero mezzo intermediario. Discorso diverso per le Sacre Scritture, ispirate da Dio a uomini che ne hanno parlato tramite le loro possibilità e in relazione alle connotazioni storiche e sociali in cui si trovavano. E' indicativo per esempio il fatto che Gesù parlasse tramite parabole ancorate ad archetipi dell'epoca, ma ancora facilmente comprensibili a distanza di 2000 anni. Per quanto riguarda l'esegesi biblica, ti consiglio di studiare un pò di catechismo cristiano, sicchè tu possa comprendere il ruolo dello Spirito Santo all'interno di una corretta esegesi biblica di carattere spirituale (in relazione alla Venuta del Cristo) oltre che letterale.

    "Inutile ripetere  come in realtà i grandi filosofi del materialismo scientifico, a cui si devono aggiungere i grandi pensatori che hanno trasportato questi concetti nelle più svariate discipline, siano stati, nella loro vita privata, persone dedite all'occultismo e iniziati a logge massoniche con tendenze sataniste. Da questa considerazione possiamo quindi immaginare un complotto, una regia dell'ignoranza data in pasto al popolo, per dargli l'illusione di una finta libertà ed autodeterminazione."

    Era un fenomeno comune non solo ai filosofi del materialismo scientifico, ma a tutti i burattini che hanno plasmato la storia dal 700 in poi (Gli illuministi, Napoleone, Marx, Engels, Mazzini, Garibaldi, Hitler ecc.). Grazie al revisionismo storico massonico, ora sono dipinti tutti come grandi pensatori, mossi da sincero spirito rivoluzionario. In pochi però hanno collegato i puntini e ne hanno messo in luce la comunione di intenti, anche se sembravano agire spinti da sentimenti diametralmente opposti.

    "E' vero democrito ma credo che oggi, a differenza  dei tempi passati, non c'è più consapevolezza da parte delle persone di questi riti e di queste forze oscure all'opera; Il pericolo credo stia proprio in questo, stiamo guidando un' automobile senza freni in discesa e per di più bendati."

    E' esattamente il contrario. Nelle civiltà antiche si era soliti praticare l'occultismo per richiamare entità delle quali però non si conosceva la natura, anche a causa dell'ignoranza di Dio. Le si bollava come divinità, conferendo ad ognuna di esse nomi e caratteristiche arbitrarie.
    Chi pratica questi riti oggigiorno sa benissimo chi sta invocando e a chi fanno capo queste entità. Lo fa in nome della promessa ricevuta di diventare come Dio, passando dal ruolo di creatura a quello di dominatore.
    Illuminante in questo senso è il libro di Clotilde Bersone, "L'eletta del Dragone".

    "Ma nel mondo del divenire nulla si ferma, così gli dei degli uomini, sottratti ai cieli e scaraventati con forza sulla terra, proseguirono la loro caduta raggiungendo i mondi inferi, e da laggiù vennero celebrati dai profeti della “nuova spiritualità”.
    Una spiritualità alla rovescia, come le scienze tradizionali avevano annunciato.
    L'uomo di Nietzsche, l'uomo “materiale”, non fu che una breve tappa, in questo viaggio lungo i millenni
    ."

    Analisi perfetta Carlo. Saluti.

  • Hadi

    "Maometto è considerato il Profeta, perchè il corano è considerato ispirato da Dio. Se le scritture sono opera di ispirazione, allora non ci parlano di fatti accaduti nella realtà fisica, ma in linguaggio allegorico ci parlano di noi stessi, personalmente a noi stessi. La lettura delle scritture, in sintesi, e l'interpretazione che ne diamo è un fattore totalmente personale."

    Errore grave. Il Corano è considerato dall'Islam come una scrittura DETTATA non ispirata. Il ruolo di Maometto è quello di ricevente, di mero mezzo intermediario. Discorso diverso per le Sacre Scritture, ispirate da Dio a uomini che ne hanno parlato tramite le loro possibilità e in relazione alle connotazioni storiche e sociali in cui si trovavano. E' indicativo per esempio il fatto che Gesù parlasse tramite parabole ancorate ad archetipi dell'epoca, ma ancora facilmente comprensibili a distanza di 2000 anni. Per quanto riguarda l'esegesi biblica, ti consiglio di studiare un pò di catechismo cristiano, sicchè tu possa comprendere il ruolo dello Spirito Santo all'interno di una corretta esegesi biblica di carattere spirituale (in relazione alla Venuta del Cristo) oltre che letterale.

    "Inutile ripetere  come in realtà i grandi filosofi del materialismo scientifico, a cui si devono aggiungere i grandi pensatori che hanno trasportato questi concetti nelle più svariate discipline, siano stati, nella loro vita privata, persone dedite all'occultismo e iniziati a logge massoniche con tendenze sataniste. Da questa considerazione possiamo quindi immaginare un complotto, una regia dell'ignoranza data in pasto al popolo, per dargli l'illusione di una finta libertà ed autodeterminazione."

    Era un fenomeno comune non solo ai filosofi del materialismo scientifico, ma a tutti i burattini che hanno plasmato la storia dal 700 in poi (Gli illuministi, Napoleone, Marx, Engels, Mazzini, Garibaldi, Hitler ecc.). Grazie al revisionismo storico massonico, ora sono dipinti tutti come grandi pensatori, mossi da sincero spirito rivoluzionario. In pochi però hanno collegato i puntini e ne hanno messo in luce la comunione di intenti, anche se sembravano agire spinti da sentimenti diametralmente opposti.

    "E' vero democrito ma credo che oggi, a differenza  dei tempi passati, non c'è più consapevolezza da parte delle persone di questi riti e di queste forze oscure all'opera; Il pericolo credo stia proprio in questo, stiamo guidando un' automobile senza freni in discesa e per di più bendati."

    E' esattamente il contrario. Nelle civiltà antiche si era soliti praticare l'occultismo per richiamare entità delle quali però non si conosceva la natura, anche a causa dell'ignoranza di Dio. Le si bollava come divinità, conferendo ad ognuna di esse nomi e caratteristiche arbitrarie.
    Chi pratica questi riti oggigiorno sa benissimo chi sta invocando e a chi fanno capo queste entità. Lo fa in nome della promessa ricevuta di diventare come Dio, passando dal ruolo di creatura a quello di dominatore.
    Illuminante in questo senso è il libro di Clotilde Bersone, "L'eletta del Dragone".

    "Ma nel mondo del divenire nulla si ferma, così gli dei degli uomini, sottratti ai cieli e scaraventati con forza sulla terra, proseguirono la loro caduta raggiungendo i mondi inferi, e da laggiù vennero celebrati dai profeti della “nuova spiritualità”.
    Una spiritualità alla rovescia, come le scienze tradizionali avevano annunciato.
    L'uomo di Nietzsche, l'uomo “materiale”, non fu che una breve tappa, in questo viaggio lungo i millenni
    ."

    Analisi perfetta Carlo. Saluti.

  • Hadi

    "Maometto è considerato il Profeta, perchè il corano è considerato ispirato da Dio. Se le scritture sono opera di ispirazione, allora non ci parlano di fatti accaduti nella realtà fisica, ma in linguaggio allegorico ci parlano di noi stessi, personalmente a noi stessi. La lettura delle scritture, in sintesi, e l'interpretazione che ne diamo è un fattore totalmente personale."

    Errore grave. Il Corano è considerato dall'Islam come una scrittura DETTATA non ispirata. Il ruolo di Maometto è quello di ricevente, di mero mezzo intermediario. Discorso diverso per le Sacre Scritture, ispirate da Dio a uomini che ne hanno parlato tramite le loro possibilità e in relazione alle connotazioni storiche e sociali in cui si trovavano. E' indicativo per esempio il fatto che Gesù parlasse tramite parabole ancorate ad archetipi dell'epoca, ma ancora facilmente comprensibili a distanza di 2000 anni. Per quanto riguarda l'esegesi biblica, ti consiglio di studiare un pò di catechismo cristiano, sicchè tu possa comprendere il ruolo dello Spirito Santo all'interno di una corretta esegesi biblica di carattere spirituale (in relazione alla Venuta del Cristo) oltre che letterale.

    "Inutile ripetere  come in realtà i grandi filosofi del materialismo scientifico, a cui si devono aggiungere i grandi pensatori che hanno trasportato questi concetti nelle più svariate discipline, siano stati, nella loro vita privata, persone dedite all'occultismo e iniziati a logge massoniche con tendenze sataniste. Da questa considerazione possiamo quindi immaginare un complotto, una regia dell'ignoranza data in pasto al popolo, per dargli l'illusione di una finta libertà ed autodeterminazione."

    Era un fenomeno comune non solo ai filosofi del materialismo scientifico, ma a tutti i burattini che hanno plasmato la storia dal 700 in poi (Gli illuministi, Napoleone, Marx, Engels, Mazzini, Garibaldi, Hitler ecc.). Grazie al revisionismo storico massonico, ora sono dipinti tutti come grandi pensatori, mossi da sincero spirito rivoluzionario. In pochi però hanno collegato i puntini e ne hanno messo in luce la comunione di intenti, anche se sembravano agire spinti da sentimenti diametralmente opposti.

    "E' vero democrito ma credo che oggi, a differenza  dei tempi passati, non c'è più consapevolezza da parte delle persone di questi riti e di queste forze oscure all'opera; Il pericolo credo stia proprio in questo, stiamo guidando un' automobile senza freni in discesa e per di più bendati."

    E' esattamente il contrario. Nelle civiltà antiche si era soliti praticare l'occultismo per richiamare entità delle quali però non si conosceva la natura, anche a causa dell'ignoranza di Dio. Le si bollava come divinità, conferendo ad ognuna di esse nomi e caratteristiche arbitrarie.
    Chi pratica questi riti oggigiorno sa benissimo chi sta invocando e a chi fanno capo queste entità. Lo fa in nome della promessa ricevuta di diventare come Dio, passando dal ruolo di creatura a quello di dominatore.
    Illuminante in questo senso è il libro di Clotilde Bersone, "L'eletta del Dragone".

    "Ma nel mondo del divenire nulla si ferma, così gli dei degli uomini, sottratti ai cieli e scaraventati con forza sulla terra, proseguirono la loro caduta raggiungendo i mondi inferi, e da laggiù vennero celebrati dai profeti della “nuova spiritualità”.
    Una spiritualità alla rovescia, come le scienze tradizionali avevano annunciato.
    L'uomo di Nietzsche, l'uomo “materiale”, non fu che una breve tappa, in questo viaggio lungo i millenni
    ."

    Analisi perfetta Carlo. Saluti.

  • Hadi

    "Maometto è considerato il Profeta, perchè il corano è considerato ispirato da Dio. Se le scritture sono opera di ispirazione, allora non ci parlano di fatti accaduti nella realtà fisica, ma in linguaggio allegorico ci parlano di noi stessi, personalmente a noi stessi. La lettura delle scritture, in sintesi, e l'interpretazione che ne diamo è un fattore totalmente personale."

    Errore grave. Il Corano è considerato dall'Islam come una scrittura DETTATA non ispirata. Il ruolo di Maometto è quello di ricevente, di mero mezzo intermediario. Discorso diverso per le Sacre Scritture, ispirate da Dio a uomini che ne hanno parlato tramite le loro possibilità e in relazione alle connotazioni storiche e sociali in cui si trovavano. E' indicativo per esempio il fatto che Gesù parlasse tramite parabole ancorate ad archetipi dell'epoca, ma ancora facilmente comprensibili a distanza di 2000 anni. Per quanto riguarda l'esegesi biblica, ti consiglio di studiare un pò di catechismo cristiano, sicchè tu possa comprendere il ruolo dello Spirito Santo all'interno di una corretta esegesi biblica di carattere spirituale (in relazione alla Venuta del Cristo) oltre che letterale.

    "Inutile ripetere  come in realtà i grandi filosofi del materialismo scientifico, a cui si devono aggiungere i grandi pensatori che hanno trasportato questi concetti nelle più svariate discipline, siano stati, nella loro vita privata, persone dedite all'occultismo e iniziati a logge massoniche con tendenze sataniste. Da questa considerazione possiamo quindi immaginare un complotto, una regia dell'ignoranza data in pasto al popolo, per dargli l'illusione di una finta libertà ed autodeterminazione."

    Era un fenomeno comune non solo ai filosofi del materialismo scientifico, ma a tutti i burattini che hanno plasmato la storia dal 700 in poi (Gli illuministi, Napoleone, Marx, Engels, Mazzini, Garibaldi, Hitler ecc.). Grazie al revisionismo storico massonico, ora sono dipinti tutti come grandi pensatori, mossi da sincero spirito rivoluzionario. In pochi però hanno collegato i puntini e ne hanno messo in luce la comunione di intenti, anche se sembravano agire spinti da sentimenti diametralmente opposti.

    "E' vero democrito ma credo che oggi, a differenza  dei tempi passati, non c'è più consapevolezza da parte delle persone di questi riti e di queste forze oscure all'opera; Il pericolo credo stia proprio in questo, stiamo guidando un' automobile senza freni in discesa e per di più bendati."

    E' esattamente il contrario. Nelle civiltà antiche si era soliti praticare l'occultismo per richiamare entità delle quali però non si conosceva la natura, anche a causa dell'ignoranza di Dio. Le si bollava come divinità, conferendo ad ognuna di esse nomi e caratteristiche arbitrarie.
    Chi pratica questi riti oggigiorno sa benissimo chi sta invocando e a chi fanno capo queste entità. Lo fa in nome della promessa ricevuta di diventare come Dio, passando dal ruolo di creatura a quello di dominatore.
    Illuminante in questo senso è il libro di Clotilde Bersone, "L'eletta del Dragone".

    "Ma nel mondo del divenire nulla si ferma, così gli dei degli uomini, sottratti ai cieli e scaraventati con forza sulla terra, proseguirono la loro caduta raggiungendo i mondi inferi, e da laggiù vennero celebrati dai profeti della “nuova spiritualità”.
    Una spiritualità alla rovescia, come le scienze tradizionali avevano annunciato.
    L'uomo di Nietzsche, l'uomo “materiale”, non fu che una breve tappa, in questo viaggio lungo i millenni
    ."

    Analisi perfetta Carlo. Saluti.

  • Hadi

    "Maometto è considerato il Profeta, perchè il corano è considerato ispirato da Dio. Se le scritture sono opera di ispirazione, allora non ci parlano di fatti accaduti nella realtà fisica, ma in linguaggio allegorico ci parlano di noi stessi, personalmente a noi stessi. La lettura delle scritture, in sintesi, e l'interpretazione che ne diamo è un fattore totalmente personale."

    Errore grave. Il Corano è considerato dall'Islam come una scrittura DETTATA non ispirata. Il ruolo di Maometto è quello di ricevente, di mero mezzo intermediario. Discorso diverso per le Sacre Scritture, ispirate da Dio a uomini che ne hanno parlato tramite le loro possibilità e in relazione alle connotazioni storiche e sociali in cui si trovavano. E' indicativo per esempio il fatto che Gesù parlasse tramite parabole ancorate ad archetipi dell'epoca, ma ancora facilmente comprensibili a distanza di 2000 anni. Per quanto riguarda l'esegesi biblica, ti consiglio di studiare un pò di catechismo cristiano, sicchè tu possa comprendere il ruolo dello Spirito Santo all'interno di una corretta esegesi biblica di carattere spirituale (in relazione alla Venuta del Cristo) oltre che letterale.

    "Inutile ripetere  come in realtà i grandi filosofi del materialismo scientifico, a cui si devono aggiungere i grandi pensatori che hanno trasportato questi concetti nelle più svariate discipline, siano stati, nella loro vita privata, persone dedite all'occultismo e iniziati a logge massoniche con tendenze sataniste. Da questa considerazione possiamo quindi immaginare un complotto, una regia dell'ignoranza data in pasto al popolo, per dargli l'illusione di una finta libertà ed autodeterminazione."

    Era un fenomeno comune non solo ai filosofi del materialismo scientifico, ma a tutti i burattini che hanno plasmato la storia dal 700 in poi (Gli illuministi, Napoleone, Marx, Engels, Mazzini, Garibaldi, Hitler ecc.). Grazie al revisionismo storico massonico, ora sono dipinti tutti come grandi pensatori, mossi da sincero spirito rivoluzionario. In pochi però hanno collegato i puntini e ne hanno messo in luce la comunione di intenti, anche se sembravano agire spinti da sentimenti diametralmente opposti.

    "E' vero democrito ma credo che oggi, a differenza  dei tempi passati, non c'è più consapevolezza da parte delle persone di questi riti e di queste forze oscure all'opera; Il pericolo credo stia proprio in questo, stiamo guidando un' automobile senza freni in discesa e per di più bendati."

    E' esattamente il contrario. Nelle civiltà antiche si era soliti praticare l'occultismo per richiamare entità delle quali però non si conosceva la natura, anche a causa dell'ignoranza di Dio. Le si bollava come divinità, conferendo ad ognuna di esse nomi e caratteristiche arbitrarie.
    Chi pratica questi riti oggigiorno sa benissimo chi sta invocando e a chi fanno capo queste entità. Lo fa in nome della promessa ricevuta di diventare come Dio, passando dal ruolo di creatura a quello di dominatore.
    Illuminante in questo senso è il libro di Clotilde Bersone, "L'eletta del Dragone".

    "Ma nel mondo del divenire nulla si ferma, così gli dei degli uomini, sottratti ai cieli e scaraventati con forza sulla terra, proseguirono la loro caduta raggiungendo i mondi inferi, e da laggiù vennero celebrati dai profeti della “nuova spiritualità”.
    Una spiritualità alla rovescia, come le scienze tradizionali avevano annunciato.
    L'uomo di Nietzsche, l'uomo “materiale”, non fu che una breve tappa, in questo viaggio lungo i millenni
    ."

    Analisi perfetta Carlo. Saluti.

  • Hadi

    "Maometto è considerato il Profeta, perchè il corano è considerato ispirato da Dio. Se le scritture sono opera di ispirazione, allora non ci parlano di fatti accaduti nella realtà fisica, ma in linguaggio allegorico ci parlano di noi stessi, personalmente a noi stessi. La lettura delle scritture, in sintesi, e l'interpretazione che ne diamo è un fattore totalmente personale."

    Errore grave. Il Corano è considerato dall'Islam come una scrittura DETTATA non ispirata. Il ruolo di Maometto è quello di ricevente, di mero mezzo intermediario. Discorso diverso per le Sacre Scritture, ispirate da Dio a uomini che ne hanno parlato tramite le loro possibilità e in relazione alle connotazioni storiche e sociali in cui si trovavano. E' indicativo per esempio il fatto che Gesù parlasse tramite parabole ancorate ad archetipi dell'epoca, ma ancora facilmente comprensibili a distanza di 2000 anni. Per quanto riguarda l'esegesi biblica, ti consiglio di studiare un pò di catechismo cristiano, sicchè tu possa comprendere il ruolo dello Spirito Santo all'interno di una corretta esegesi biblica di carattere spirituale (in relazione alla Venuta del Cristo) oltre che letterale.

    "Inutile ripetere  come in realtà i grandi filosofi del materialismo scientifico, a cui si devono aggiungere i grandi pensatori che hanno trasportato questi concetti nelle più svariate discipline, siano stati, nella loro vita privata, persone dedite all'occultismo e iniziati a logge massoniche con tendenze sataniste. Da questa considerazione possiamo quindi immaginare un complotto, una regia dell'ignoranza data in pasto al popolo, per dargli l'illusione di una finta libertà ed autodeterminazione."

    Era un fenomeno comune non solo ai filosofi del materialismo scientifico, ma a tutti i burattini che hanno plasmato la storia dal 700 in poi (Gli illuministi, Napoleone, Marx, Engels, Mazzini, Garibaldi, Hitler ecc.). Grazie al revisionismo storico massonico, ora sono dipinti tutti come grandi pensatori, mossi da sincero spirito rivoluzionario. In pochi però hanno collegato i puntini e ne hanno messo in luce la comunione di intenti, anche se sembravano agire spinti da sentimenti diametralmente opposti.

    "E' vero democrito ma credo che oggi, a differenza  dei tempi passati, non c'è più consapevolezza da parte delle persone di questi riti e di queste forze oscure all'opera; Il pericolo credo stia proprio in questo, stiamo guidando un' automobile senza freni in discesa e per di più bendati."

    E' esattamente il contrario. Nelle civiltà antiche si era soliti praticare l'occultismo per richiamare entità delle quali però non si conosceva la natura, anche a causa dell'ignoranza di Dio. Le si bollava come divinità, conferendo ad ognuna di esse nomi e caratteristiche arbitrarie.
    Chi pratica questi riti oggigiorno sa benissimo chi sta invocando e a chi fanno capo queste entità. Lo fa in nome della promessa ricevuta di diventare come Dio, passando dal ruolo di creatura a quello di dominatore.
    Illuminante in questo senso è il libro di Clotilde Bersone, "L'eletta del Dragone".

    "Ma nel mondo del divenire nulla si ferma, così gli dei degli uomini, sottratti ai cieli e scaraventati con forza sulla terra, proseguirono la loro caduta raggiungendo i mondi inferi, e da laggiù vennero celebrati dai profeti della “nuova spiritualità”.
    Una spiritualità alla rovescia, come le scienze tradizionali avevano annunciato.
    L'uomo di Nietzsche, l'uomo “materiale”, non fu che una breve tappa, in questo viaggio lungo i millenni
    ."

    Analisi perfetta Carlo. Saluti.

  • Hadi

    "Maometto è considerato il Profeta, perchè il corano è considerato ispirato da Dio. Se le scritture sono opera di ispirazione, allora non ci parlano di fatti accaduti nella realtà fisica, ma in linguaggio allegorico ci parlano di noi stessi, personalmente a noi stessi. La lettura delle scritture, in sintesi, e l'interpretazione che ne diamo è un fattore totalmente personale."

    Errore grave. Il Corano è considerato dall'Islam come una scrittura DETTATA non ispirata. Il ruolo di Maometto è quello di ricevente, di mero mezzo intermediario. Discorso diverso per le Sacre Scritture, ispirate da Dio a uomini che ne hanno parlato tramite le loro possibilità e in relazione alle connotazioni storiche e sociali in cui si trovavano. E' indicativo per esempio il fatto che Gesù parlasse tramite parabole ancorate ad archetipi dell'epoca, ma ancora facilmente comprensibili a distanza di 2000 anni. Per quanto riguarda l'esegesi biblica, ti consiglio di studiare un pò di catechismo cristiano, sicchè tu possa comprendere il ruolo dello Spirito Santo all'interno di una corretta esegesi biblica di carattere spirituale (in relazione alla Venuta del Cristo) oltre che letterale.

    "Inutile ripetere  come in realtà i grandi filosofi del materialismo scientifico, a cui si devono aggiungere i grandi pensatori che hanno trasportato questi concetti nelle più svariate discipline, siano stati, nella loro vita privata, persone dedite all'occultismo e iniziati a logge massoniche con tendenze sataniste. Da questa considerazione possiamo quindi immaginare un complotto, una regia dell'ignoranza data in pasto al popolo, per dargli l'illusione di una finta libertà ed autodeterminazione."

    Era un fenomeno comune non solo ai filosofi del materialismo scientifico, ma a tutti i burattini che hanno plasmato la storia dal 700 in poi (Gli illuministi, Napoleone, Marx, Engels, Mazzini, Garibaldi, Hitler ecc.). Grazie al revisionismo storico massonico, ora sono dipinti tutti come grandi pensatori, mossi da sincero spirito rivoluzionario. In pochi però hanno collegato i puntini e ne hanno messo in luce la comunione di intenti, anche se sembravano agire spinti da sentimenti diametralmente opposti.

    "E' vero democrito ma credo che oggi, a differenza  dei tempi passati, non c'è più consapevolezza da parte delle persone di questi riti e di queste forze oscure all'opera; Il pericolo credo stia proprio in questo, stiamo guidando un' automobile senza freni in discesa e per di più bendati."

    E' esattamente il contrario. Nelle civiltà antiche si era soliti praticare l'occultismo per richiamare entità delle quali però non si conosceva la natura, anche a causa dell'ignoranza di Dio. Le si bollava come divinità, conferendo ad ognuna di esse nomi e caratteristiche arbitrarie.
    Chi pratica questi riti oggigiorno sa benissimo chi sta invocando e a chi fanno capo queste entità. Lo fa in nome della promessa ricevuta di diventare come Dio, passando dal ruolo di creatura a quello di dominatore.
    Illuminante in questo senso è il libro di Clotilde Bersone, "L'eletta del Dragone".

    "Ma nel mondo del divenire nulla si ferma, così gli dei degli uomini, sottratti ai cieli e scaraventati con forza sulla terra, proseguirono la loro caduta raggiungendo i mondi inferi, e da laggiù vennero celebrati dai profeti della “nuova spiritualità”.
    Una spiritualità alla rovescia, come le scienze tradizionali avevano annunciato.
    L'uomo di Nietzsche, l'uomo “materiale”, non fu che una breve tappa, in questo viaggio lungo i millenni
    ."

    Analisi perfetta Carlo. Saluti.

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    Errore grave. Il Corano è considerato dall'Islam come una scrittura DETTATA non ispirata. Il ruolo di Maometto è quello di ricevente, di mero mezzo intermediario. Discorso diverso per le Sacre Scritture, ispirate da Dio a uomini che ne hanno parlato tramite le loro possibilità e in relazione alle connotazioni storiche e sociali in cui si trovavano. E' indicativo per esempio il fatto che Gesù parlasse tramite parabole ancorate ad archetipi dell'epoca, ma ancora facilmente comprensibili a distanza di 2000 anni. Per quanto riguarda l'esegesi biblica, ti consiglio di studiare un pò di catechismo cristiano, sicchè tu possa comprendere il ruolo dello Spirito Santo all'interno di una corretta esegesi biblica di carattere spirituale (in relazione alla Venuta del Cristo) oltre che letterale.

    "Inutile ripetere  come in realtà i grandi filosofi del materialismo scientifico, a cui si devono aggiungere i grandi pensatori che hanno trasportato questi concetti nelle più svariate discipline, siano stati, nella loro vita privata, persone dedite all'occultismo e iniziati a logge massoniche con tendenze sataniste. Da questa considerazione possiamo quindi immaginare un complotto, una regia dell'ignoranza data in pasto al popolo, per dargli l'illusione di una finta libertà ed autodeterminazione."

    Era un fenomeno comune non solo ai filosofi del materialismo scientifico, ma a tutti i burattini che hanno plasmato la storia dal 700 in poi (Gli illuministi, Napoleone, Marx, Engels, Mazzini, Garibaldi, Hitler ecc.). Grazie al revisionismo storico massonico, ora sono dipinti tutti come grandi pensatori, mossi da sincero spirito rivoluzionario. In pochi però hanno collegato i puntini e ne hanno messo in luce la comunione di intenti, anche se sembravano agire spinti da sentimenti diametralmente opposti.

    "E' vero democrito ma credo che oggi, a differenza  dei tempi passati, non c'è più consapevolezza da parte delle persone di questi riti e di queste forze oscure all'opera; Il pericolo credo stia proprio in questo, stiamo guidando un' automobile senza freni in discesa e per di più bendati."

    E' esattamente il contrario. Nelle civiltà antiche si era soliti praticare l'occultismo per richiamare entità delle quali però non si conosceva la natura, anche a causa dell'ignoranza di Dio. Le si bollava come divinità, conferendo ad ognuna di esse nomi e caratteristiche arbitrarie.
    Chi pratica questi riti oggigiorno sa benissimo chi sta invocando e a chi fanno capo queste entità. Lo fa in nome della promessa ricevuta di diventare come Dio, passando dal ruolo di creatura a quello di dominatore.
    Illuminante in questo senso è il libro di Clotilde Bersone, "L'eletta del Dragone".

    "Ma nel mondo del divenire nulla si ferma, così gli dei degli uomini, sottratti ai cieli e scaraventati con forza sulla terra, proseguirono la loro caduta raggiungendo i mondi inferi, e da laggiù vennero celebrati dai profeti della “nuova spiritualità”.
    Una spiritualità alla rovescia, come le scienze tradizionali avevano annunciato.
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    "Maometto è considerato il Profeta, perchè il corano è considerato ispirato da Dio. Se le scritture sono opera di ispirazione, allora non ci parlano di fatti accaduti nella realtà fisica, ma in linguaggio allegorico ci parlano di noi stessi, personalmente a noi stessi. La lettura delle scritture, in sintesi, e l'interpretazione che ne diamo è un fattore totalmente personale."

    Errore grave. Il Corano è considerato dall'Islam come una scrittura DETTATA non ispirata. Il ruolo di Maometto è quello di ricevente, di mero mezzo intermediario. Discorso diverso per le Sacre Scritture, ispirate da Dio a uomini che ne hanno parlato tramite le loro possibilità e in relazione alle connotazioni storiche e sociali in cui si trovavano. E' indicativo per esempio il fatto che Gesù parlasse tramite parabole ancorate ad archetipi dell'epoca, ma ancora facilmente comprensibili a distanza di 2000 anni. Per quanto riguarda l'esegesi biblica, ti consiglio di studiare un pò di catechismo cristiano, sicchè tu possa comprendere il ruolo dello Spirito Santo all'interno di una corretta esegesi biblica di carattere spirituale (in relazione alla Venuta del Cristo) oltre che letterale.

    "Inutile ripetere  come in realtà i grandi filosofi del materialismo scientifico, a cui si devono aggiungere i grandi pensatori che hanno trasportato questi concetti nelle più svariate discipline, siano stati, nella loro vita privata, persone dedite all'occultismo e iniziati a logge massoniche con tendenze sataniste. Da questa considerazione possiamo quindi immaginare un complotto, una regia dell'ignoranza data in pasto al popolo, per dargli l'illusione di una finta libertà ed autodeterminazione."

    Era un fenomeno comune non solo ai filosofi del materialismo scientifico, ma a tutti i burattini che hanno plasmato la storia dal 700 in poi (Gli illuministi, Napoleone, Marx, Engels, Mazzini, Garibaldi, Hitler ecc.). Grazie al revisionismo storico massonico, ora sono dipinti tutti come grandi pensatori, mossi da sincero spirito rivoluzionario. In pochi però hanno collegato i puntini e ne hanno messo in luce la comunione di intenti, anche se sembravano agire spinti da sentimenti diametralmente opposti.

    "E' vero democrito ma credo che oggi, a differenza  dei tempi passati, non c'è più consapevolezza da parte delle persone di questi riti e di queste forze oscure all'opera; Il pericolo credo stia proprio in questo, stiamo guidando un' automobile senza freni in discesa e per di più bendati."

    E' esattamente il contrario. Nelle civiltà antiche si era soliti praticare l'occultismo per richiamare entità delle quali però non si conosceva la natura, anche a causa dell'ignoranza di Dio. Le si bollava come divinità, conferendo ad ognuna di esse nomi e caratteristiche arbitrarie.
    Chi pratica questi riti oggigiorno sa benissimo chi sta invocando e a chi fanno capo queste entità. Lo fa in nome della promessa ricevuta di diventare come Dio, passando dal ruolo di creatura a quello di dominatore.
    Illuminante in questo senso è il libro di Clotilde Bersone, "L'eletta del Dragone".

    "Ma nel mondo del divenire nulla si ferma, così gli dei degli uomini, sottratti ai cieli e scaraventati con forza sulla terra, proseguirono la loro caduta raggiungendo i mondi inferi, e da laggiù vennero celebrati dai profeti della “nuova spiritualità”.
    Una spiritualità alla rovescia, come le scienze tradizionali avevano annunciato.
    L'uomo di Nietzsche, l'uomo “materiale”, non fu che una breve tappa, in questo viaggio lungo i millenni
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    Analisi perfetta Carlo. Saluti.

  • Hadi

    "Maometto è considerato il Profeta, perchè il corano è considerato ispirato da Dio. Se le scritture sono opera di ispirazione, allora non ci parlano di fatti accaduti nella realtà fisica, ma in linguaggio allegorico ci parlano di noi stessi, personalmente a noi stessi. La lettura delle scritture, in sintesi, e l'interpretazione che ne diamo è un fattore totalmente personale."

    Errore grave. Il Corano è considerato dall'Islam come una scrittura DETTATA non ispirata. Il ruolo di Maometto è quello di ricevente, di mero mezzo intermediario. Discorso diverso per le Sacre Scritture, ispirate da Dio a uomini che ne hanno parlato tramite le loro possibilità e in relazione alle connotazioni storiche e sociali in cui si trovavano. E' indicativo per esempio il fatto che Gesù parlasse tramite parabole ancorate ad archetipi dell'epoca, ma ancora facilmente comprensibili a distanza di 2000 anni. Per quanto riguarda l'esegesi biblica, ti consiglio di studiare un pò di catechismo cristiano, sicchè tu possa comprendere il ruolo dello Spirito Santo all'interno di una corretta esegesi biblica di carattere spirituale (in relazione alla Venuta del Cristo) oltre che letterale.

    "Inutile ripetere  come in realtà i grandi filosofi del materialismo scientifico, a cui si devono aggiungere i grandi pensatori che hanno trasportato questi concetti nelle più svariate discipline, siano stati, nella loro vita privata, persone dedite all'occultismo e iniziati a logge massoniche con tendenze sataniste. Da questa considerazione possiamo quindi immaginare un complotto, una regia dell'ignoranza data in pasto al popolo, per dargli l'illusione di una finta libertà ed autodeterminazione."

    Era un fenomeno comune non solo ai filosofi del materialismo scientifico, ma a tutti i burattini che hanno plasmato la storia dal 700 in poi (Gli illuministi, Napoleone, Marx, Engels, Mazzini, Garibaldi, Hitler ecc.). Grazie al revisionismo storico massonico, ora sono dipinti tutti come grandi pensatori, mossi da sincero spirito rivoluzionario. In pochi però hanno collegato i puntini e ne hanno messo in luce la comunione di intenti, anche se sembravano agire spinti da sentimenti diametralmente opposti.

    "E' vero democrito ma credo che oggi, a differenza  dei tempi passati, non c'è più consapevolezza da parte delle persone di questi riti e di queste forze oscure all'opera; Il pericolo credo stia proprio in questo, stiamo guidando un' automobile senza freni in discesa e per di più bendati."

    E' esattamente il contrario. Nelle civiltà antiche si era soliti praticare l'occultismo per richiamare entità delle quali però non si conosceva la natura, anche a causa dell'ignoranza di Dio. Le si bollava come divinità, conferendo ad ognuna di esse nomi e caratteristiche arbitrarie.
    Chi pratica questi riti oggigiorno sa benissimo chi sta invocando e a chi fanno capo queste entità. Lo fa in nome della promessa ricevuta di diventare come Dio, passando dal ruolo di creatura a quello di dominatore.
    Illuminante in questo senso è il libro di Clotilde Bersone, "L'eletta del Dragone".

    "Ma nel mondo del divenire nulla si ferma, così gli dei degli uomini, sottratti ai cieli e scaraventati con forza sulla terra, proseguirono la loro caduta raggiungendo i mondi inferi, e da laggiù vennero celebrati dai profeti della “nuova spiritualità”.
    Una spiritualità alla rovescia, come le scienze tradizionali avevano annunciato.
    L'uomo di Nietzsche, l'uomo “materiale”, non fu che una breve tappa, in questo viaggio lungo i millenni
    ."

    Analisi perfetta Carlo. Saluti.

  • Santaruina

    Democrito

    Nonostante sia convinto che Renè Guenon sia senz'altro uno degli autori più nteressanti da considerare, sono ben lontano dal pensare che la sua opera rappresenti una sorta di bibbia rivelatrice della verità. dare per scontati dagmi quali l'involuzione del genere umano e la spiritualità al contrario, può essere deleterio per una vera ricerca, in quanto si penserebbe di sapere cose che in realtà non si sanno, ma si credono.

    René Guénon fu solo un divulgatore, non un autore da considerare divino e dispensatore di dogmi.
    Se lo consideri tale, o pensi che tale venga considerato da chi ogni tanto lo cita, significa che non ne hai mai approfondito il pensiero.
    In secondo luogo, non si dà nulla per scontato: al contrario, vi sono una lunga serie di evidenze e di indizi che portano a considerare alcune ipotesi più probabili di altre.

    Personalmente credo che l'essere umano sia rimasto quello che era fin dalla sua comparsa sul pianeta.

    Questo pensiero invece è un dogma vero e proprio, non supportato da alcuna prova.
    Si tratta, inoltre, di una ipotesi assai improbabile.
    Basta considerare quanto siamo diversi – per valori etici, morali, spirituali – dai nostri nonni, per comprendere che supporre che nostri antenati di 500.000 possano essere del tutto uguali a noi (moralmente e spiritualmente) sia un vero e proprio azzardo.

    La citazione di H. de Balzac è in questo senso più che mai azzeccata. la vera storia dell'umanità è una storia vergognosa, fin dal suo inizio.

    Anche qui, trattasi di supposizione.
    A meno che non si portino "prove certe", modernamente intese, di eventi accaduti 500.000 anni fa.

    Della mitica eta dell'oro non ci sono riscontri di nessun tipo, ma dal momento che tutte le antiche scritture ne parlano, allora andrebbe considerata, a mio parere, la possibilità che le scritture parlino in un inguaggio allegorico e quindi i riferimenti siano non tanto alla storia dell'umanità, ma ad una storia più intima, personale, cui l'essere umano è coinvolto in prima persona. il valore della profezia, nel senso etimologico del termine, non ha a che fare con la previsione di accadimenti futuri.

    Un significato allegorico non esclude necessariamente una realtà tangibile.
    Non si tratta di un aut aut.

    La spiritualità al contrario è stata sempre praticata, da quando esiste l'uomo. l'unica differenza  che vedo tra antichità  e modernità è che mentre nel mondo antico era socialmente accetta e celebrata, oggi rimane occultata e segreta.

    No, la differenza tra il passato è il presente sta nella consapevolezza della differenza tra spiritualità alla rovescia e spiritualità autentica.
    Oggi tale distinguo si è smarrito, a livello popolare.

    Pensare che antiche civiltà quali egizi, babilonesi, caldei, siano state fonte di un sapere vero, è un errore storico clamoroso. Nelle società antiche si praticavano riti magici, riservati alle posizioni di potere, per assicurarsi il favore di entità demoniache, allo stesso modo in cui avviene oggi in modo totalmente segreto.

    Quelle che tu citi sono tutte civiltà facenti parte del periodo storico, nate e sviluppate in un periodo in cui la cosidetta età dell'oro era già un lontano ricordo.

    Sull'opera di Nietzsche devo aggiungere che si tratta di un'opera estremamente complessa, che non si può estrapolare in 4 frasi pescate qua e la in un suo libro.

    Ovviamente, ma il mio parere nasce comunque da una attenta lettura dei suoi testi.
    L'ho letto Nietzsche, non preoccuparti :-)
    Per anni è stato il mio filosofo prediletto.
    Se tu ti sei fatto una idea diversa dalla mia del suo pensiero, non è detto che sia io quello in torto.
    Potrebbe anche essere, ma non necessariamente.

    A presto

  • anonimo

    Zret , tutto sommato , non capisco il dicotomismo che poni.
    Il qui ed ora è comunque fondamentale nell'uno o nell'altro caso delle visioni che esponi.
    L'una non esclude l'altra di visione , anzi.

    Semplicemente la gerarchia è gerarchia: "senza Essere l'esistere non danza".

    Poi…"lasciate che i morti seppeliscano i propri morti"

    E'interpretabile come scrivi ma , secondo me, è anche un chiaro simbolismo gnostico.
    Gli apostoli sono vivificati dalla chiamata e dalla presenza del Salvatore e dai suoi insegnamenti. Il resto sono e rimango morti a cui non è legittimo , ad esempio, impiegare il sabato diversamente , mentre agli apostoli che seguono lo sposo sì dacché "Egli è Signore del sabato".
    Che i morti pensino ai loro morti!

    In molti altri pensatori si possono trovare cose condivisibili ma, sinceramente , affermare che il Nietzsche possa essere simile al Signore quando , per definizione , l'unico ad Esso simile è Egli stesso essendo d'altronde lo Spirito uno ed uno solo, mi sembra perlomeno illogico oltre che blasfemo , quantunque il senso della blafemia oggi non abbia più alcuna importanza.

    La vera religione rilega orizzontalmente e verticalmente, cardinalmente e polarmente.

    Sempre se io abbia capito cosa tu volessi realmente esprimere :-) .

    Saluti, Daouda.

  • anonimo

    Mamma mia quante critiche. Cercherò di dare qualche chiarimento, poi si sa, ognuno la pensa in modo diverso.
    Hadi,
    Intanto ti ringrazio della precisazione su Maometto. Volendo essere ancora più precisi il Corano fu dettato al Profeta dall'Arcangelo Gabriele, ma la questione è di poco conto nel senso del discorso. diciamo che il Profeta Isaia parlava ispirato da Dio, così siamo tutti più contenti.
    Voglio aggiungere che parlare dello Spirito Santo senza sapere di cosa si stia parlando, cosa comune nei catechismi cristiani, è un'operazione tipica del plagio a cui siamo inconsapevolmente sottoposti. Mi domando con quale diritto i preti cattolici ed il papa stesso possano arrogarsi la pretesa di parlare in nome dello Spirito Santo o di Gesù stesso, senza averne una diretta esperienza che giustifichi le loro parole. Un imbroglio colossale. Noi parliamo di Gesù, non in nome di Gesù e questa differenza è sostanziale.
    Comunque che nell'antichità non sapessero cosa stavano facendo è solo una tua ipotesi, rispettabile ma non verificabile.
    Santaruina,
    Per quanto mi riguarda R.G. fu un divulgatore delle sue concezioni, sicuramente interessanti, ma da non prendere per oro colato, come tu stesso ammetti. L'espressione che ho usato può risultare irritante, e me ne scuso, ma volevo solo dire che non credo a nessun tipo di evoluzione, o di involuzione. D'altra parte quando sostengo che l'essere umano è rimasto quello che era, non voglio introdurre un dogma, ne voglio dire che non vi siano differenze abissali nella cultura, nell'etica, nella morale, nella concezione della vita, tra le varie epoche, come tra i vari individui di una stessa epoca. Voglio solo affermare che non esistono differenze sul piano spirituale. Proprio tu nella conferenza sul neospiritualismo hai affermato la stessa cosa. Lo Spirito, in quanto entità sovra individuale, non è soggetto ad alcuna differenziazione, o gerarchia, e noi in quanto esseri umani abbiamo la possibilità di unirci allo Spirito e questa possibilità, se esiste, non può per sua stessa natura dipendere da una gerarchia. parlare quindi di evoluzione, o involuzione, spirituale di un epoca, rispetto ad un altra, significa negare una possibilità che se esiste deve necessariamente essere la stessa per chiunque.
    Posso concettualmente darti ragione riguardo al fatto che probabilmente nell'antichità fosse più presente la differenzazione tra spiritualità ed occultismo, ma si tratta di una mera supposizione. Che oggi ci sia una gran confusione non c'è dubbio, ma che ne so del pescatore egizio, o del tessitore nella valle dell'Indo?
    Riguardo alla frase di H. de B. sono con te che riguarda tempi storici, cioè documentati. Sui tempi pre-storici non esistono documenti, modernamente parlando quindi possiamo fare solo supposizioni. Ma se durante il corso di 6000 anni, i fatti di cui sono stati attori gli uomini, sono solo fatti vergognosi, e qui stiamo parlando di stragi, di assassinio, di sopraffazione, di schiavitù, ecc., sembrerebbe probabile che la storia precedente ai periodi storici non sia molto diversa. Giusto per puntualizzare, la bibbia ci parla di un diluvio, avvenuto in tempi pre-storici, che distrusse l'umanità e che fu mandato da Dio per punirla della depravazione e dei crimini che si stavano  compiendo. 
    Sull'allegoria hai senz'altro ragione, l'una cosa non esclude l'altra, ma dobbiamo considerare il senso e lo scopo dell'oggetto in questione. Senza dubbio il senso delle scritture non è storiografico. Chi le aveva scritte non penso avesse intenzione di raccontarci fatti o accadimenti dell'epoca. Sono convinto che vennero tramandate per dare ispirazione alle generazioni future e in un secondo momento scritte, perdendo in questo modo gran parte della loro validità, per fissarne i contenuti in senso religioso e dogmatico in modo da avviare il processo di plagio.
    Ovviamente quanto esposto sono mie idee, è più che legittimo pensarla diversamente, ma spero che il confronto rimanga su un piano costruttivo.

    Democrito

     
       che fossessss  può  . e. 

  • Hadi

    "Intanto ti ringrazio della precisazione su Maometto. Volendo essere ancora più precisi il Corano fu dettato al Profeta dall'Arcangelo Gabriele, ma la questione è di poco conto nel senso del discorso. diciamo che il Profeta Isaia parlava ispirato da Dio, così siamo tutti più contenti."

    La differenza è sostanziale invece. Nel caso di dettatura è una verità imposta. Nel caso di ispirazione è soggetta ad argomentazione del ricevente, che ne può comprendere ed esporre la natura teologica

    "Voglio aggiungere che parlare dello Spirito Santo senza sapere di cosa si stia parlando, cosa comune nei catechismi cristiani, è un'operazione tipica del plagio a cui siamo inconsapevolmente sottoposti."

    Parli per luoghi comuni. Ti consiglio la lettura del catechismo di San Pio X, con commento di Padre Dragone. E' il catechismo fedele alla Tradizione, prima dell'avvento dell'apostasia silenziosa che sta portando alla distruzione la Chiesa post-conciliare.

    "Mi domando con quale diritto i preti cattolici ed il papa stesso possano arrogarsi la pretesa di parlare in nome dello Spirito Santo o di Gesù stesso, senza averne una diretta esperienza che giustifichi le loro parole. Un imbroglio colossale. Noi parliamo di Gesù, non in nome di Gesù e questa differenza è sostanziale."

    In nome del diritto conferitogli da Gesù, prima a Pietro, e poi a tutti gli Apostoli nel giorno di Pentecoste. La diretta esperienza è la consacrazione della propria vita a Gesù, ricambiata con la discesa dello Spirito Santo. Credo tu abbia bisogno di una "full immersion" nei Testi Sacri
    Per quanto riguarda il Papa, nel momento in cui l'elezione non avviene normalmente ma tramite pressioni esterne (monarchi e massoni), non è lo Spirito Santo che sceglie il vicario di Cristo (vedi Paolo VI e Giovanni Paolo II).
    Noi parliamo di Gesù in nome di Gesù, come Lui stesso ci ha indicato nelle Sacre Scritture.

    "Comunque che nell'antichità non sapessero cosa stavano facendo è solo una tua ipotesi, rispettabile ma non verificabile."

    La mia ipotesi è basata sul fatto che il campo della demonologia non era ben chiaro fino alla venuta del Cristo. Come facevano quindi gli stregoni egizi alla corte del faraone a immaginare da chi traessero le loro arti occulte?

  • anonimo

    Che la profezia sia semplicemente una divinazione delinea pochezza di pensiero: il Profeta e' principalmente un Legislatore specie se inteso dal punto di vista islamico e questa è la principale missione della sua venuta sulla Terra, non certo per vagheggiare sul futuro. Il Corano, come tutte le Sacre Scritture, rappresenta la discesa sul piano umano del Libro Divino e che  la lettura delle Scritture sia  un fatto personale e' un punto di vista protestante…non certo ortodosso. Semplicemente la lettura avviene a vari livelli, storici, metastorici allegorici, fisici, metafisici etc.
    L'Egitto, Babilonia etc erano civilta' tradizionali nel vero senso del termine. E' stato verso la fine del loro ciclo e quindi l'allontantamento dalla Tradizione che ha portato ad una spiritualita' alla rovescia. Mose' fu iniziato nei templi egizi quindi la Tradizione li' conservata era perfettamente ortodossa.  Ritorni al passato non sono mai stati possibili e non si comincera' certo da ora.

    Certo che per paragonare Cristo a Nietzsche ce ne vuole di coraggio:  e' forse mai stato visto il Nietzsche camminare sulle acque o risuscitare i morti? Le uniche testimonianze al suo riguardo erano che si contorcesse per terra in attacchi epilettici, quindi tra il Figlio dell'Uomo e l'ubermensch c'e' la stessa somiglianza che c'e' tra l'oro ed il piombo…..

    Per un'esegesi dei vangeli basta leggere S. Agostino per capire subito  che con le aberrazioni di Nietzsche essi non hanno nulla a che vedere.

    Nietzche con la visione tradizionale non ha mai avuto nulla a che fare e nessuna forzatura mi convincera' mai del contrario. Anzi, e' stato il precursore del pensiero filosofico moderno, materiale, individualistico e schizofrenico, come Nietzsche stesso insomma.

    Zodiacus

  • anonimo

    se viene tolto Dio dagli occhi del cuore tutto perde senso e un uomo si trasforma in un vegetale, in un sasso, meno di un animale, uno schiavo senz'anima da disporre a proprio piacimento senza sensi di colpa. Il trucco è abbastanza facile da capire. per giustificare lo sfruttamento si disumanizza gli umani trasformandoli in semplice materia da utilizzare a proprio piacimento.

  • anonimo

    Nietzsche era stato segnato da tristi eventi legati ad una infanzia infelice che lo avevano reso pessimista e depresso. Inoltre aveva una qualche malattia polmonare aggravata dalla sifilide contratta nei lupanari che frequentava che ne ottenebravano spesso la mente togliendole lucidità.
    Frustrato nel tentativo di cogliere la pienezza della vita tipica dei giovanotti esuberanti e vitali , incapace con le donne , respinto da Lou Von Salomè che lo aveva sfruttato intellettualmente illudendolo con le sue arti ammaliatrici , il Nostro alternava momenti di esaltazione schizofrenica a momenti di intensa depressione  psichica che sfociavano nella condanna di un cristianesimo considerato il rifugio e la vendetta dei deboli e degli sconfitti .  Ma sappiamo benissmo a cosa lo hanno condotto le alte vette raggiunte dal suo forsennato delirare intellettuale : a parlare con i cavalli in pubblico e a scrivere lettere zeppe di idiozie a Re e Imperatori d'Europa.
    Risultato finale l'internamento al manicomio !
    Che il contenuto delle sue distopie nichiliste si stato rielaborato in perfetta malafede da sorelle e politicastri nazisti è tutta un'altra storia.
    Resta il fatto che il suo pensiero carico di quello che lui definiva ressentiment  era quasi totalmente rivolto contro il cristianesimo perchè considerato ancora di salvezza dei più deboli appunto. Bell'idea di umanità e di amore per il prossimo !
    Solo la trasvalutazione e il rovesciamento di tutti i valori avrebbe potuto salvare gli intelligentoni come lui dall'avanzare inesorabile delle masse miserabili e diseredate ammantate di valori socialisti e cristiani.
    Ma quando alla fine della propria vita si arriva solo in all'ospedale psichiatrico ci viene il sospetto che quelle filosofie fossero solo tutte chiacchiere fallite.
    Il Cristianesimo e un certo socialismo umano sono ancora attuali e piuttosto in gamba nel difendere gli oppressi e i bisognosi ,sia pur con qualche pecca ogni tanto !  ……( non disprezzava i buddisti però )

    zen

  • anonimo

    Veramente varie branche del cristianesimo attuale ed il socialismo , pseudoscientifico o  pseudoumano , sono in prima linea nell'oppressione totale.
    E comunque sia meglio parlare coi cavalli che con vari homini d'oggi, credimi sulla scrittura.

    Nietzsche era semplicemente ignorante sul senso profondo del cristianesimo.
    Ma se ha potuto far di certe critiche così stramplate è perché il cristianesimo dell'epoca le ha concesse, il ché significa che si aveva qualcosa a cui riferirsi.

    Daouda

  • anonimo

    Ammetto la funzione di controllo sociale e pseudopolitico delle religioni in genere ( non tutte però)  ma le critiche di Nietzsche non erano tanto rivolte al cristianesimo come emanazione di Cristo (che comunque ammirava e giustificava) ma alla sua interpretazione di San Paolo.
    Il ressentiment era tutto ferocemente in funzione antipaolina !
    Resta però il fatto che il Nostro odiava tremendamente i più deboli perchè li considerava quasi un sottoprodotto dell'umanità , forse perchè lui stesso in  realtà era un gran debole e si odiava  guardandosi allo specchio e automaticamente disprezzava il messaggio di salvezza derivante dalla condotta umile , la sottomissione, l'obbedienza .
    Egli per primo però non è affatto riuscito a diventare il superuomo di cui farneticava per travalicare il cristianesimo;   anche se  le sue idee sulla psiche in anticipo sui tempi non dispiacevano ai moderni psicologi   non è riuscito in qualche modo a farne tesoro. 

    zen

  • anonimo

    ho appreso dal mio primo maestro una verità fondamentale del vivere: a nessuno è dato riprodurre quello che sa, né quello che dice o quello che fa. Si riproduce solo quello che si è e si è imparato ad essere: da questo punto di vista la parabola di vita di ognuno è un impietoso rasoio sulle sue pretese di insegnamento – vale per tutti, me per primo sia chiaro.

    Non starò qua a difendere la lettura di questa o quella opera, ma mi ha sempre colpito la follia di N. come epilogo della sua vita, soprattutto nel pensiero, estremamente simbolico, della sua firma messa in calce alle numerose lettere scritte dalla casa della sorella dove era segregato: Il Crocefisso.
    Perfetta chiosa del delirio che ci attanaglia da sempre come uomini caduti: essere dio, al posto di Dio.

    nolite errare Deus non inridetur quae enim seminaverit homo haec et metet

    Non vi fate illusioni; non ci si può prendere gioco di Dio. Ciascuno raccoglierà quello che avrà seminato.

    pace
    gibbor

  • Santaruina

    Democrito

    Voglio solo affermare che non esistono differenze sul piano spirituale. Proprio tu nella conferenza sul neospiritualismo hai affermato la stessa cosa. Lo Spirito, in quanto entità sovra individuale, non è soggetto ad alcuna differenziazione, o gerarchia, e noi in quanto esseri umani abbiamo la possibilità di unirci allo Spirito e questa possibilità, se esiste, non può per sua stessa natura dipendere da una gerarchia. parlare quindi di evoluzione, o involuzione, spirituale di un epoca, rispetto ad un altra, significa negare una possibilità che se esiste deve necessariamente essere la stessa per chiunque.

    Su questo non concordo.

    Secondo il mio parere in epoche passate per gli esseri umani era più semplice cogliere certi aspetti.
    Senza andare troppo lontano, io penso che le stesse cattedrali gotiche, per fare un esempio, dimostrino come nei secoli passati gli esseri umani si ponevano in manier totalmente differente da noi di fronte alle realtà non materiali.
    Non a caso, il messaggio che in esse è contenuto all'uomo contemporaneo risulta incomprensibile, mentre è evidente che per coloro che le costruirono tale messaggio era evidente.

    Un saluto a te.

  • Hadi

    "Secondo il mio parere in epoche passate per gli esseri umani era più semplice cogliere certi aspetti.
    Senza andare troppo lontano, io penso che le stesse cattedrali gotiche, per fare un esempio, dimostrino come nei secoli passati gli esseri umani si ponevano in manier totalmente differente da noi di fronte alle realtà non materiali.
    Non a caso, il messaggio che in esse è contenuto all'uomo contemporaneo risulta incomprensibile, mentre è evidente che per coloro che le costruirono tale messaggio era evidente
    ."

    Devo dissentire Carlo. Come già segnalato in un altro post, le chiese gotiche sono piene zeppe di riferimenti allo gnosticismo, in quanto gli architetti di esse erano adepti della proto-Massoneria, all'epoca ancora libera muratoria. Vari studiosi moderni ne hanno messo in luce il carattere gnostico, mentre all'epoca a precepire queste cose era una minima cerchia di persone, sicuramente inferiore a quella di oggi. Discorso diverso per il semplice volgo, che è inconsapevole di certi argomenti, ieri come oggi. Basti pensare a come molti cristiani ancora oggi non riescono a riconoscere una mensa da un altare. Saluti.

  • anonimo

    Hadi , per capire, sei sedevacantista , tradizionalista lefevriano o tradizionalista indultista?

    Se permetti la formulazione e le condizioni previste per l' infallibilità papale ( non l'infallibilità in sé ) quelle sì che dovrebbero venir tacciate di magia.

    Ci andrei cauto nell'accusare tutto di occultismo e soprattutto mi guarderei beni dal ricondurre la santa Chiesa a Trento come troppo spesso i latini fanno ( prima di Trento in vista di Trento, dopo di Trento secondo Trento, personalmente è alquanto patetico ).

    daouda

  • Anonimo

    ciao carlo volevo chiederti, forse ti sembrera una domanda sciocca ma qual’è il tuo parere su guènon e Nietzsche???

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