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-o- Too late to die young -o-
31 gennaio 2008

Libero Arbitrio

Sembra che la teoria del ‘libero arbitrio’ già cento volte confutata, debba il suo perdurare proprio a quest’attrattiva: sempre di nuovo spunta qualcuno che si sente abbastanza forte per confutarla
W.F. Nietzsche , Al di là del Bene e del Male, Aforisma 18



Libero Arbitrio
: In filosofia e in teologia, la facoltà dell’uomo di decidere indipendentemente da limitazioni imposte alla sua volontà da una qualsiasi causa esteriore, dalla necessità naturale o dalla predeterminazione divina. Un’azione assolutamente libera sarebbe un’azione che non è sottoposta ad alcuna determinazione causale. Nella tradizione filosofica occidentale, alla dottrina che sostiene l’assolutezza del libero arbitrio si oppone il determinismo, per il quale l’azione dell’uomo non scaturisce da un libero atto della volontà, ma piuttosto dall’influenza di passioni e desideri, da condizioni fisiche o circostanze esterne che sfuggono al controllo dell’individuo.

Anni fa l’eternamente irrisolta questione del libero arbitrio occupava la maggior parte dei miei pensieri.
Essere liberi comporta infatti una grande responsabilità; forse una responsabilità troppo grande per degli esseri mortali.
Significa poter scegliere, e dover in qualche modo rispondere delle proprie azioni.
Non certo un piccolo obbligo, per delle creature per natura portate a commettere sbagli in ripetizione.
Ma la stessa consapevolezza dell’essere, indubbiamente, creati, nella mia mente tendeva ad escludere in maniera inconfutabile l’esistenza del libero arbitrio; ed in effetti, nessuna creatura sceglie il modo in cui venire al mondo, il suo aspetto, la sua intelligenza, la sua capacità di fare buon uso dei doni che ha ricevuto.
Ed anche quando ci si sente dire “sta a te scegliere”, a quale “te” ci si sta rivolgendo?
Colui che fa le scelte, da dove proviene?
E se mi ritrovo con un’anima , una mente, un ‘io’ che fa sempre le scelte sbagliate, ancora una volta, dove sta la colpa, in questo?
Erano domande che non smettevo di pormi.

Alla fine giunsi alla conclusione che il libero arbitrio semplicemente non poteva esistere, e intuii anche come gli uomini avessero ricevuto in dono l’incapacità di potersene rendere conto.
Fui anche quel minimo saggio per decidere di non dare troppa fiducia alle mie capacità di discernimento, in quel caso.
Così accantonai quei pensieri, e andai oltre.
In fondo, si possono scrivere innumerevoli tomi sull’argomento, e menti ben più fini della mia l’hanno fatto e continuano a farlo.
Ma potrebbe essere anche il caso che la questione si ponga in maniera sbagliata.
Forse non è la ragione, e il suo procedimento analitico, lo strumento esatto per giungere a capo del problema.
Forse il libero arbitrio semplicemente esiste, senza una giustificazione, e forse abbiamo davvero in noi la capacità di scegliere tra il bene e il male.
E forse c’è anche un motivo, per tutto questo.

Fino a che punto, siamo ‘liberi’?

(ulteriori spunti nei commenti)

60 comments to Libero Arbitrio

  • messier

    Siamo liberi. Non c’è un “fino a che punto”. Questo, è il libero arbitrio.

  • anonimo

    Possiamo scegliere tra bene e male,ma nient’altro.

    Tutte le nostre decisioni in altri ambiti dipendono solo ed esclusivamente dal fato.

    Un’operazione qualsiasi,come scegliersi un lavoro,fare fortuna con esso,dipendono si dalla nostra scelta,ma con una costante,quella della fortuna.

    Senza di essa non vai da nessuna parte.

    Quindi un’equazione fato-fortuna che regola comunque le nostre scelte.

    Siamo preda dei venti,e di tutto il resto.

    Puoi ammalarti di cancro a 1 anno come a 70,puoi incontrare la persona giusta oppure no,puoi andar ein auto e ammazzarti,puoi cadere con un aereo o vincere la lotteria.

    Capricci del fato….

    Ciao

    Paul

  • elwin

    il Fato, caro Amico, che posta occupa nei tuoi pensieri?

    Ti ho visto da Morganne, hai letto il post sulla profezia di celestino..

    Le coincidenze non esistono. Si va avanti con scontri-incontri ben precisi e pianificati… il tutto ci fa avanzare.

    Io ho questa precisa sensazione, che nulla di quel che faccio e scelgo… poteva andare diversamente.

    Un abbraccio

    :)

  • MINICHINIBLOG

    Possiamo scegliere fra il bene e il male e risponderemo delle nostre scelte il Giorno del Giudizio d’avanti a Dio.Le nostre azioni assumeranno forma concreta e la nostra vita ultraterrena sarà stata designata da noi stessi.Siamo noi gli artefici del nostro destino eterno.Per quello che nel Corano si dice che chi compie un peccato compie un ingiustizia contro sè stesso.Per quanto riguarda la vita terrena essa è fissata dal “qader” il destino che Dio ha stabilito per noi prima che nascessimo.Comunque credo che questa tematica sfugga all’analisi razionale di tipo filosofico , come molte altre nel campo metafisico.Sarebbe un discorso veramente lungo. Roberto Minichini

  • Santaruina

    Grazie per queste riflessioni. :-)

    Vorrei aggiungere qualche ulteriore pensiero.

    Siamo liberi di scegliere tra il bene e il male.

    Questo credo sia un punto fermo.

    A prescindere dalle condizioni in cui ci troviamo a vivere, all’ambiente in cui siamo inseriti.

    Ma la vera domanda va un po’ oltre: abbiamo la facoltà di scelta, ma quale parte di noi sceglie?

    E questa parte che sceglie, non è anche essa “creata”, non scelta?

    Credo sia questo il punto irrisolvibile: chi sceglie?

    Quale parte di noi?

    Possiamo chiamare questa parte anima, mente, coscienza, ma comunque sia, non è stata, nemmeno lei, scelta da noi.

    Sia chiaro, per una volta smetto i panni di Santaruina, e mi faccio delle domande forse ingenue, forse no, senza nessuna verità in tasca.

    Blessed be

  • anonimo

    Il libero arbitrio è una cosa certa, matematica, perchè, altrimenti, quanto leggiamo nella Bibbia sul castigo e sul premio finali sarebbe senza senso. La parte di noi che sceglie è la coscienza. Questa, però, preesiste alla nascita, come insegna la Bibbia, in Sapienza 8, 19, il quale è un libro ispirato da Dio, quindi dice la verità. Se non accettiamo la preesistenza dello spirito umano e quindi la reincarnazione, non giungeremo mai ad una soluzione accettabile e convincente. Se accettiamo la realtà delle nostre vite precedenti, è facile capire che il nostro destino presente è conseguenza delle nostre azioni precedenti e il nostro futuro dipende dalle azioni o decisioni presenti. Saluti, Steven.

  • anonimo

    il libero arbitrio dipende dal flusso del tempo: ma se il flusso del tempo non dovesse essere sempre ed univocamente a senso unico dal presente al futuro (come alcune teorie ed esperimenti scientifici sembrano dimostrare) come la mettiamo con il libero arbitrio? Se il tempo esistesse già nella sua interezza di passato-presente-futuro, rimarrebbe ben poco spazio per il libero arbitrio agli occhi di un ipotetico creatore. E gli animali in che misura hanno libero arbitrio? E a che tappa dello sviluppo evolutivo un uomo inizia ad avere la prerogativa del libero arbitrio? (ad un neonato dubito che si possa assegnare il libero arbitrio, ma a tre anni o a quattro sono già in possesso di questa facoltà?)

    Sono solo alcune domande che aggiungo al calderone per dare qualche ulteriore spunto.

  • messier

    è proprio il bellissimo scopo di ognuno di noi, risalire la corrente della propria anima-coscienza-mente-affermazione di senziensa… essa pare aver scelto te, e pare giocare con la tua vita… sì è proprio così… la tua anima pare avere un canale privilegiato di discussione con il corso degli eventi… il bellissimo scopo (o l’incubo, per chi non lo capisse), consiste nel risalire le motivazioni “non-scelte” del tuo esistere, E SCEGLIERLE… perchè allora comprendi la tua parte nella creazione, e qualunque cosa voglia dire nel tuo caso, non E’ MENO della creazione stessa

    p.s. il prossimo post fallo sulla campagna acquisti del milan, please… :-)))

  • anonimo

    un po’ di sale e pepe, un pizzico di zenzero e noce moscata, un po’ di caldo un po di freddo, un cyclone in arrivo, un po di schiavitù e un po’ di libertà, ecco ogni azione é l’interagire di diversi componenti, tutti indispensabili, che si estrinsecano partendo da quello che noi siamo, da quello che il nostro cuore è. La nostra volontà, il nostro sforzo di realizzare l’Unione attraverso gli ostacoli nel continuo mutamento-movimento dell’eterno presente. Perfino le foglie degli alberi i fili d’erba e gli uccellini del cielo, hanno il libero arbitrio, perché sono coscienti,e in maggioranza scelgono di lodare Iddio. Ed è sul libero arbitrio che il diavolo agisce. A volte dico: mio Dio io ti scelgo perchè tu mi hai scelta, lo so non sono io che scelgo te, ma sei Tu che mi scegli, ma se io non Ti desiderassi anche Tu non mi vorresti. Mio Dio ti ringrazio di aver messo nel mio cuore questo desiderio di Te. Ecco, penso che il libero arbitrio sia questo ‘prepararsi’ a ricevere Dio. In più se Lui detiene per assoluto il libero arbitrio, perchè Lui decide cosa fare e quando( già deciso da tutta l’eternità),e se l’uomo è forgiato ad immagine e somiglianza divina, ha, in scala diversa la stessa possibilità di scegliere di agire in un modo o nell’altro ed é questa SCELTA a determinare l’AMORE.niente scelta, niente amore, ma surrogato, sottospecie certamente in evoluzione, necessità di altre reincarnazioni. Sottomettendoci a Lui, Adorandolo come Lui ci ha insegnato, le porte del vero agire si apriranno e piano piano noi saliremo di grado in grado fino a raggiungere l’Unione. ed anche un granello di polvere è importante in questo eterno divenire . amo l’ ispirazione ‘innamorata’ . ciao w.j.

  • deborahD

    secondo il mio umile pensiero il libero arbitrio e’ la facolta’ di scelta tra il bene ed il male,non credo alle coincidenze e nulla e’ mai a caso….penso che la strada da percorrere sia la “via di mezzo”,cercando giorno per giorno di levigare la propria pietra al fine di costruire al meglio il nostro tempio interiore.Un sorriso deborahD

  • qualquna

    secondo me una persona, è piu’ intelligente e colto , è piu’ libero..

    perchè capace fare tanti raggionamenti,

    e sopratutto se è dotato col’ arte: musica, srcrittura, dipingere..

    dove puo esprimere liberamente,

    per me questa è la libertà

    e quando dobbiamo a scegliere “sta a noi”, viene della nostra personalità, cultura, sapienza…

    ..

    molto interessante, e cè da riffletter sulle tue parole.

    Sempre bello a leggerti

    un caro saluto

    e una serena fine settimana!

  • ilavi

    passerò a leggerti con calma. Mi sembra un blog intelligente

    dora

  • xtommasox

    Bene e male sono interpretazioni tipiche di questa dimensione materiale in cui la Luce viene scissa e frammentata in colori. Scegliere il colore con cui ci si vuole vestire è il libero arbitrio… ma è sempre Luce.

  • rrrrr

    sarà un caso, ma sto rileggendo per la ennesima volta al di là del bene e del male. il bello è che io credo che il caso ci governi. contraddizioni a iosa. r.

  • Santaruina

    Ciao Steven

    la teoria della reincarnazione potrebbe dare delle possibili spiegazioni al libero arbitrio.

    Nonostante questo, penso che la reincarnazione viene comunemente intesa in maniera semplificata.

    Quasi come l’anima fosse un organismo compatto che migra.

    Ma anche se così fosse, la questione sarebbe non del tutto risolta: il punto di inizio verrebbe semplicemente anticipato.

    Un saluto a te.

    Considerando poi come viene fatto notare nel commento #7 (chi sei, a proposito? :-) , il libero arbitrio è concepibile solo in un piano terreno in cui il tempo è lineare, o per meglio dire ha una direzione di scorrimento.

    Ne consegue che agli occhi di un Dio onnisciente ed onnipresente, non potrebbe esistere.

    Forse occorrerebbe distinguere in due piani, quello umano, terreno, e quello divino.

    Ovviamente quello terreno è l’unico di cui ci possiamo occupare noi, al momento.

    Messier, tu ribalti del tutto invece l’impostazione del discorso: e se davvero fossimo noi, quelli che vengono scelti?

    Saremmo noi stessi la dimostrazione del libero arbitrio della coscienza che ha deciso di esprimersi attraverso noi.

    Decisamente interessante.

    Mi piace:-)

    W.J : le tue pennellate di poesia e pensiero aggiungono sempre il tocco in più alle riflessioni di questi scritti :-)

    Blessed be

  • Santaruina

    Ciao Deborah

    nemmeno io credo ormai alle coincidenze.

    Eppure, anche loro alla fine sembrano confermare che le nostre strade siano in qualche modo già battute.

    Poi occorre camminarci sopra, ovviamente. :-)

    Qualquna, la conoscenza rende liberi, come diceva quello saggio.

    Occorre anche vedere in quale senso questa conoscenza è diretta.

    Menti illustri del passato dopo vite intere di riflessioni e studi sono arrivati alla conclusione di non essere liberi

    Un caro saluto a te :-)

    Dora, ti ringrazio :-)

    A presto, allora.

    Ciao Tommaso.

    Penso si tratti, ancora una volta, della questione dei differenti livelli.

    noi viviamo in una dimensione in cui la luce è frantumata.

    Sempre Luce rimane, ma noi né vediamo le diverse sfumature, e percepiamo anche l’ombra.

    Ad un livello superiore vi è unità, ma noi, è con questa frammentazione che siamo “costretti” a confrontarci.

    A presto :-)

    r. : penso di aver letto Al di là del Bene e del Male almeno 4 volte, in diversi periodi della mia vita.

    Nietzshe era una mente superiore, sentì in anticipo il vento che sarebbe spirato di lì ad un secolo.

    D’accordo o meno con lui, resta una lettura imprescindibile, a mio parere.

    Blessed be

  • NataLibera17

    Il libero arbitrio in fondo cos’è? Ogni nostra scelta è sempre condizionata da qualcosa. Da eventi, da sensazioni, o semplicemente perchè a volte non hai altre vie di uscita. Questo non significa che non esiste, ma che forse ogni nostra scelta ne deriva altre a catena, che ci porta a conseguire un risultato che magari non avremmo voluto. Come hai detto tu, una grande responsabilità per un essere umano. Ma senza questa responsabilità, allora, quale sarebbe il nostro scopo su questa terra? E poi quelli che noi chiamiamo sbagli, lo sono veramente in realtà? Io ho commesso milioni di sbagli, ma è grazie ad essi che adesso sono la persona che sono. Mi amo e mi stimo. E rifarei uno per uno tutti i miei sbagli. Non sempre le cose belle ci avvicinano al divino, anzi ci allontanano rendendoci superbi e decisamente poco umili nei confronti del mondo… Tu che ne pensi?

    )O(

  • anonimo

    senza avere soluzioni in tasca

    secondo me i giocatori in campo sono molteplici: corpo, conscio (mente), inconscio (psiche), anima, Spirito

    Il corpo è importante; è noto che disturbi fisici possono alterare pesantemente le capacita di intendere e volere.

    Conscio e inconscio ci permettono di agire, rispettivamente, consciamente e inconsciamente

    La mente limita il nostro agire, si rifiuta di farci fare cose “illogiche” ad es. attraversare un muro.

    L’anima attua ciò che conscio e inconscio hanno deciso, in altre parole l’anima “anima” il corpo.

    Lo Spirito,assieme a tutti gli altri Spiriti, svolge compiti superiori, quali l’armonizzazione e la sincronizzazione.

    Dall’interazione, estremamente complessa, di questi elementi nasce il libero arbitrio.

    Sandro

  • Santaruina

    Ciao Natalibera

    Non sempre le cose belle ci avvicinano al divino, anzi ci allontanano rendendoci superbi e decisamente poco umili nei confronti del mondo…

    Questa frase mi fa riflettere, penso che qui tu abbia toccato una grande verità.

    E forse davvero la responsabilità fa parte del senso di questa vita.

    Rimane pur sempre un grande peso sulle spalle, a volte, ma forse necessario.

    A presto :-)

    Sandro

    molteplici fattori, e difficle coglierne gli equilibri.

    Una persona saggia una volta mi disse che in questa terra siamo costretti entro migliaia di condizionamenti, come si diceva in precedenza, il luogo di nascita, le caratteristiche fisiche, l’intelligenza concessa, e così via.

    Infiniti condizionamenti e costrizioni, ed infine una piccola, infinitesima frazione di libertà, concessa a noi per tentare di trarre un minimo “vantaggio” da quello che ci ritroviamo ad avere, oppure per peggiorare.

    E in quella piccolissima frazione, stava il libero arbitrio.

    Come se stessimo in piedi su di un gradino di una enorme scala.

    E quale fosse il gradino non aveva importanza: che fosse in cima vicino al cielo oppure in basso: si aveva la possibilità di scendere di un scalino o di salire, e in questo stava il libero arbitrio.

    Blessed be

  • HappyCactus

    Partendo dal principio che una volta messi al mondo, dobbiamo sottostare alle regole che lo governano, ed in primis le leggi fisiche, credo che il libero arbitrio ci sia; sono giunto un po’ alla tua stessa conclusione, pensare di avere una resposabilità troppo grande è un nonsenso. Fa parte delle regole la possibilità di fare del male, di distruggere l’umanità così come il salvarla.

    Dove entra Dio in tutto questo? All’inizio e alla fine: come causa prima e come fine.

    C’è anche la possibilità, in queste regole, che ci stiamo sbagliando, che i preti si sbaglino, che io stesso stia dicendo una cazzata. Ed è proprio per questo che pretendendo di aver ragione su questi discorsi ci assumiamo, automaticamente, una responsabilità davanti, in primis, Dio stesso, poi davanti noi e all’umanità.

    Alla fine, poi, la penso come MINICHINIBLOG. Che, credo, sia come dovrebbe essere anche secondo la religione cristiana.

  • PerlaBronzea

    Nulla accade per caso.

    Sentirsi liberi è una questione cognitiva più che un fatto di concretezza. Pensa ai prigionieri: muoiono d’inedia se manca la speranza della libertà, che è la libertà mentale stessa.

    Io mi sento libera anche se so che è stato deciso a priori un mio cammino.

  • ikalaseppia

    io credo che ognuno compia il proprio destino, a dispetto dl fato, e che la libertà vera si manifesti all’incontro divolontà e provvidenza. Dal basso uno sforzo verso l’alto , dall’alto la misericordia divina.

    se si ha l’impressione di essere in anticipo all’appuntamento con l’amato, forse qualcosa ancora non va…

  • PikeBishop

    Prima di parlare di libero arbitrio capire chi puo’ esercitarlo. Puo’ un sonnambulo esercitare libero arbitrio? Puo’ farlo un ubriaco? Puo’ essere libero un deficiente?

    Prima di essere liberi bisogna essersi liberati dalle pastoie delle leggi che governano il fato.

    Se si e’ in uno stato di coscienza inferiore a quello che dovrebbe essere quello distintivo dell’essere umano, non si potranno avere le manifestazioni tipiche di un essere umano, tra le quali la libertà di non essere sottoposti a quelle leggi che governano gli stati di coscienza inferiori.

    Il libero arbitrio, perciò, non e’ il poter scegliere tra il bene ed il male, ma il poter scegliere tra diverse opzioni slegate dalla contingenza di forze che non possono agire sull’essere umano completo.

    Il libero arbitrio e’ un concetto che non ha significato per l’essere umano non liberato.

  • Santaruina

    Ciao HappyCactus, Dici che Dio sta all’inizio e alla fine.

    Quasi come ci concedesse quello che per lui è un frammento di tempo affinchè noi si possa scegliere, e provare.

    Quel frammento che per noi è la vita intera.

    Anni fa cercavo di pormi dalla parte di Dio, e mi rendevo conto di come fosse assurdo mettere al mondo delle creature dando loro la possibilità di sbagliare, e in un secondo momento punirle per questo.

    Sei tu che mi hai creato debole e stupido, pensavo, ed anche se la mia stupidità fosse stata una mia libera scelta, ancora una volta era il creatore che mia aveva messo in questa condizione.

    L’idea della punizione mi pareva del tutto inconcepibile.

    Poi ho smesso di pensarci sopra.

    Ika, la questione per me è ancora comprendere dove origini la volontà

    un saluto a te.

    Pike, piacere di vederti qui :-)

    Hai introdotto una precisazione importante.

    Occorrerebbe però ora capire, quali sono, gli esseri liberati

    E come si fa a liberarsi

    (domande un po’ retoriche, lo so..)

    Blessed be

  • Santaruina

    Perla

    dalle tue parole sembra quasi che il sentimento di libertà sia quasi una illusione, o meglio un autoconvincimento.

    Perchè nulla accade per caso, e questo è verissimo, e tutto ciò che incontriamo ha un motivo per farsi trovare lungo la nostra strada.

    Poi, come si diceva, sta a noi cogliere queste occasioni.

    Però se siamo stati creati stolti, e queste opportunità le lasciamo andare via, di chi è la colpa di tale stoltezza.?

    Ed anche le occasioni perse, alla fine dei conti, sono andate perse perchè così doveva essere?

    ssc

    Blessed be

  • Morganne

    Liberi, non lo saremo mai….neanche siamo liberi di noi stessi…

    Mille e un bacio a te, Santa

    astrid

  • Santaruina

    Ciao Morganne

    un bacio a te

    Blessed be

  • PikeBishop

    Occorrerebbe però ora capire, quali sono, gli esseri liberati

    E come si fa a liberarsi

    Gli esseri liberati, per chi sta ancora nel sonno e crede di essere sveglio, non sono identificabili: se stai dormendo, come fai a sapere se qualcun altro vicino a te e’ sveglio o dorme?

    Per liberarsi bisogna innanzitutto rendersi conto di stare dormendo e non farsi prendere in sogni del tipo discussioni sul libero arbitrio che non hanno basi di nessun tipo, visto che si sta dormendo. Se si fosse svegli, si saprebbe che il libero arbitrio, nella forma in cui se ne discute correntemente, semplicemente non esiste, perché se si applica a soggetti schiavi delle leggi del fato e’ un’assurdità’, se si applica a uomini liberi e’ un discorso inutile, in quanto non e’ una proprietà’ dell’uomo ma una mancanza di efficacia da parte di leggi che egli non e’ obbligato a seguire.

    Quando ci si sia resi conto che si sta in genere dormendo, allora si possono trovare delle strategie per svegliarsi (cosa non difficile, ma prima bisogna capire di essere per la maggior parte del tempo addormentati) e poi altre per restare svegli.

    Parecchie tradizioni, dal buddismo al sufismo al cristianesimo ortodosso, hanno messo a punto – e lo stanno facendo tuttora – metodi per rimanere svegli o, come Budda, svegliati.

    Questo e’, semplicemente, il punto di tutta la discussione, il resto e’ solo farina del diavolo (il diavolo ci vuole sonnambuli, e questo e’ un altro discorso interessante, ma che necessita di essere svegli, almeno momentaneamente per essere compreso).

    Mi rendo conto che di questo avevamo già parlato altrove, ma spero anche che mettere delle sveglia in giro mi procurera’ meriti che aiuteranno anche me a mettere le mie sveglie.

  • Santaruina

    Pike, le sveglie sono essenziali.

    E chissà, forse anche l’essere mezzi addormentati e chiedersi se si è o meno svegli potrebbe essere un buon segno.

    E dici bene, occorre anche fare in modo di rimanere svegli.

    Per quanto riguarda l’opportunità o meno di certe domande, dipende anche dal piano in cui si pongono.

    Questa discussione ha un senso nel piano “terreno”, che resta quello che noi condividiamo, chi più chi meno.

    un saluto a te.

    blessed be

  • HappyCactus

    Santaruina

    Quando ero piccolino, e pretendevo di capire qualcosa più grande di me, mio padre mi sorrideva benevolo e mi diceva: capirai quando sarai più grande.

    Non voleva essere una critica per le domande cui stavo cercando una risposta, ma un messaggio per dirmi: non puoi avere tutte le risposte subito, le avrai a tempo debito.

    Non ho mai pensato all’esistenza come una punizione. Piuttosto come un passaggio. Come il dover andare a scuola tutte le mattine per quindici anni. Non ne capivo il perché, a 8 anni, facendo i conti di quanta scuola dovevo ancora frequentare. Non ero pronto per capirlo.

    E’ incisivo il fatto che poi, se avessi capito, probabilmente avrei smesso di crescere.

  • ikalaseppia

    “la questione per me è ancora comprendere dove origini la volontà”.

    C’è un centro dell’essere chiamto cuore, per il buddhismo fondamentalmente vuoto, che è come un riflesso dell’Uno, quando l’atma vuol tornare all’Atma, quando l’io sa di non essere che un velo, e non teme di incamminarsi verso casa, nasce la buona volontà.

  • Santaruina

    Ciao HappyCactus

    anche mio padre mi diceva sempre “da grande capirai”, sto ancora pazientando in maniera composta :-)

    nemmeno io vedo tutto questo come punizione, lo vedo di più come “prova”, forse un percorso necessario di cui il senso si coglierà appieno a tempo debito.

    Un saluto a te :-)

    Ika, aggiunta pertinente la tua.

    Quello che a volte non mi è chiaro è perchè certi “io” si ostinino ad essere così distratti, e per quale motivo si è voluto che così fossero creati.

    Blessed be

  • ikalaseppia

    In altre parole Santa ti chiedi le ragioni della Caduta, ovvero dell’Ignoranza, del male.

    è un grande tema: per gli indiani questo fa parte del gioco divino, metafisicamente completa le possibilità del Tutto universale. In altre parole è un corollario necessario della manifestazione.

  • Santaruina

    un corollario necessario alla manifestazione

    probabilmente una delle migliori risposte che si possano dare.

    Non per questo il concetto diviene più semplice :-)

    Blessed be

  • umargamal

    Ciao a tutti,

    ho seguito il tema fin dall’inizio e mi sono “imposto” di lasciar scorrere un po’ di tempo prima di intervenire perchè sul tema del libero arbitrio c’erano stati di recente alcuni commenti proprio su questo stesso blog.

    Stasera nevica e mi son coricato alle 19,30.

    Mi sono alzato ora, il pc dice che sono le 0,50 (io dico le 24,50:

    non ho mai capito chi dei due abbia ragione e perchè ci possa esser questa differenza), comunque ben tre ore prima della solita alba dei marinai che prediligo.

    Scusate ma senza volerlo credo di aver posto un problema serio.

    In realtà volevo rispondere a Carlo su chi fosse “colui” che sceglie.

    La questione del 24 e dello zero però mi strappa ( sarà il destino?)

    al mio libero arbitrio, che era appunto quello di rispondere.

    Dunque faccio sta parentesi:

    se tutte le ore hanno il diritto di aver dei figli, tipo l’una ha tutti i suoi figlioli. 1,01-1,02-1,03 etc.

    Le due e tutte le altre ore pure.

    Sino alle 23.

    Arrivati alle 24,00… tacchetè, sto diritto scompare.

    Sto ragionando per iscritto senza nulla premeditare, liberamente.

    Allora. Vediamo se sto dicendo cavolate o no.

    Il giorno è fatto di 24 ore.

    Questo vorrebbe dire che ogni ora porta a quella successiva tramite un suo “capostipite”.

    Allora ho ragione io e non il pc:

    e’ il 24 che porta all’uno, non lo zero.

    Perchè se noi, arrivati alle 23,59, non facessimo apparire il 24,00 vorrebbe dire che esso non esiste.

    E se esiste il 24,00 esistono pure i suoi figli.

    E neppure possiamo dire che 24,00 corrisponda a 0,00 perchè,

    anche se ho studiato pochissoma matematica, mi pare un’equazione già risolta dalla sua inammissibilità.

    Vedremo.

    Per tornare a Carlo, sperando di non inciampare in altre storie notturne favorite dal silenzio e dalla neve che continua a cadere, direi che ha posto le domande giusta nel momento in cui si chiede:

    “Ma la vera domanda va un po’ oltre: abbiamo la facoltà di scelta, ma quale parte di noi sceglie?

    E questa parte che sceglie, non è anche essa “creata”, non scelta?

    Credo sia questo il punto irrisolvibile: chi sceglie?

    Quale parte di noi?”

    Bene, naturalmente dei buoni filosofi che farebbero? Risponderebbero a queste domande con altre domande.

    La questione del libero arbitrio finchè affrontata secondo le nozioni e le prassi in uso alla filosofia non può esser risolta.

    Neppure il misticismo può aiutare chi voglia prendere coscienza riguardo la sua vera o presunta esistenza.

    Il solo modo legittimo ed efficace per affrontare il problema è quello, lo avrete immaginato, metafisico e in questo caso possiamo anche aggiungere esoterico, anzi iniziatico per meglio dire.

    La parte di noi che sceglierebbe, caro Carlo, sarebbe, stando ai principi tradizionali che vogliono l’uomo “composto” di

    anima, cuore e spirito

    (l’unica che tengo in considerazione)

    quella dell’anima,

    ciò che sommariamente potremmo chiamare “ego” e, allo stesso tempo, psiche, ciò che forma l’individualità.

    L’anima, contrariamente a quanto mi pare tu affermi, non ti è stata imposta, non è stata scelta da altri per te.

    E’ quello che potremmo anche chiamare la “tua libertà”.

    La precisa volontà del tuo essere individuale, unico e irripetibile.

    Ripeto: irripetibile.

    Come sottolineato più volte da R.G.

    credere che la reincarnazione (essendo essa una sorta di ripetizione)

    sia qualcosa di possibile

    è pura e semplice illusione.

    Contraddice la Tradizione e porta fuori strada.

    Altra cosa è la trasmigrazione delle anime, possibilità specificatamente assegnata a chi è Indù : in questo caso non si tratta di spiritismo ma di dottrina.

    Tornando all’anima, essa

    è quanto di sensibile e sentimentale esiste in te e che,

    compatibilmente a come collocata in relazione allo spirito

    (che non è “tuo” ma “di Dio”),

    può esser più o meno cosciente,

    più o meno ribelle,

    più o meno volitiva,

    insomma può rapportarsi

    al mondo esterno a sé stessa

    e alle regole di tale mondo

    (quasi sempre derivanti da una qualche forma di essoterismo, benchè, ora come ora,

    quasi ovunque totalmente degenerato)

    agendo come meglio “desidera”.

    Riporto, perchè condivido, quanto afferma w.j. in questo passo:

    (…) Ecco, penso che il libero arbitrio sia questo ‘prepararsi’ a ricevere Dio.

    In più se Lui detiene per assoluto il libero arbitrio,

    perchè Lui decide cosa fare e quando (già deciso da tutta l’eternità) e, se l’uomo è forgiato ad immagine e somiglianza divina,

    ha, in scala diversa, la stessa possibilità di scegliere di agire in un modo o nell’altro ed é questa SCELTA a determinare l’AMORE.(…)

    Sostituendo la dubitativa

    “se Lui detiene” con l’affermativa

    “detenendo Lui…”

    e l’altra dubitativa

    “se l’uomo è forgiato a Sua immagine e somiglianza” con “essendo il cuore dell’uomo l’unico ‘luogo’ in cui possa esser ‘contenuto’ Dio, lo stessi Dio che è più vicino all’uomo di quanto non lo sia la sua vena giugulare”

    sottoscrivo parola per parola quanto scrive la nostra amica e sorella.

    Sul libero arbitrio tocca far intervenire il cuore, la mente cadrebbe in trappola e basta, essendo l’anima “carnale” il suo… datore di lavoro.

    E’ pur vero che bisogna definire per benino cosa sia l’anima.

    Dalla tradizione islamica l’anima è stata studiata a fondo.

    L’anima e la mente non sono sede dell’Intelletto.

    Questi risiede nel cuore e suo mediante lo Spirito si rivela, si manifesta. Questo, in breve, è il cosiddetto Segreto.

    Riporto come l’anima (nafs) viene descritta nel Sacro Corano.

    Nafs

    Ego, Anima, Sé.

    Tre livelli di Nafs sono menzionati nel Sacro Corano:

    1) Nafs ul âmmarah bis sû:

    Il basso ego che incita al male e alla gratificazione dei piaceri ad un livello animale.

    2) Nafs ul lawwâmah:

    La coscienza risvegliata,

    il Sé autoaccusatore.

    3) Nafs ul mutmaînna:

    L’anima tranquilla ed in pace.

    Il Sé realizzato in Dio.

    Queste definizioni stanno a significare che l’anima individuale può avere diversi “stati di salute”, diverse condizioni di partenza

    e che essi possono non esser sempre gli stessi.

    A seconda di ciò che desideriamo per il nostro essere la nostra anima “diventa”.

    E’ difficile spiegare come e chi agisca.

    La colpa di ogni bassezza sembrerebbe perciò dell’anima, eppure a pensarci bene essa è solo il braccio che delinque.

    Il vero capo-banda starebbe nell’intenzione cattiva ed essa procederebbe dalla coscienza,

    dal cuore consapevole, perciò.

    La cattiva intenzione alla fin fine trae ispirazione dalla negazione di una Legge Divina, trae forza dalla trasgressione ad una Regola che sia superiore al proprio desiderio e lo voglia limitare.

    Per questa ragione le nostre azioni saranno giudicate, a seconda di quale fossero (nei riguardi della Rivelazione e della Legge) le vere intenzioni di chi le ha animate.

    L’anima pacificata è quella che ha ottenuto il privilegio di esser “collegata” (ma anche si potrebbe dire “sottomessa”) al cuore del sincero credente e si sente bene,

    è serena, vive con amore e cerca la purezza. E’ in questa anima che si realizza l’uomo universale ad eslusione delle altre due.

    In quella “autocritica” si realizza l’uomo dubbioso che può rispondere allo stesso barando come fanno i “buoni” avvocati per difendere il suo cliente (che lo paga) oppure può dicendosi la verità.

    Questa “anima di mezzo” a seconda di come si comporta nei mille problemi che la vita pone può scender o salire di grado.

    Se vuole sinceramente conoscersi arriverà a conoscere Dio.

    Previo il fatto che l’anima che non dubita, che non si chiede, per esempio, “Ma dov’è Dio, c’é?”

    ed in genere è molto sicura di sé con tutte le risposte pronte, appartiene al regno “animale” e ci pascola molto bene, tanto da non ammettere che il Male esista e spesso ne sia essa stessa alleata.

  • umargamal

    Ci ho messo due ore e ho fatto un sacco di errori, mancan dei verbi, insomma, condonatemi la coipa, son le tre e mezza. Non nevica più.

    Soprattutto ho dimenticato di salutare caramente, cosa che faccio ora.

  • ikalaseppia

    Umargamal, forse non ha il dono della sintesi, (scherzo) ma si legge sempre con profitto.

  • iperhomo

    La predestinazione, certo, è un dogma islamico. Un cattolico non può ammetterla. Eppure, confesso che due millenni di polemica tra il libero e il servo arbitrio non li ho mai capiti. Per quanto sia pacifico che ‘astra inclinant, non necessitant’, resta il fatto che tutta la questione ruota intorno alla condizione temporale a cui il nostro mondo è soggiogato. Va da sé concludere che, nell’eterno presente oltremondano, mancando un prima e un dopo, tutto avviene contemporaneamente. Voglio dire che chi osserva le nostre miserie da lassù vede insieme sia il passato che il futuro, il quale ultimo è pertanto già avvenuto. Se si vuole, già scritto.

    Ma è un falso problema. Falso e, in fondo, presuntuoso. L’importante è che noi non sappiamo che cosa sia già scritto/avvenuto, sicché restiamo liberissimi di scegliere. Il sapere che un angelo, ad esempio, conosce già la tua scelta ti limita in qualcosa? Tutt’al più questa consapevolezza può spingerti verso il bene, anziché verso il male. Ma non ti costringe in alcun modo.

    Così credo, almeno.

  • freelux

    Ciao, credo che in questa vita terrena non potremmo mai essere liberi neanche nel più greve isolamento, saremo sempre legati ai nostri più bassi istinti, basti pensare al cibo.

    Per quanto rigurda la scelta fra il bene e il male qui casca l’asino!!!!!!

    Come possiamo fare a conoscere il bene se non sappiamo cos’è il male?

    Possiamo chiaramente distinguere ciò che è male da ciò che non lo è ?

    Credo che questa scelta per l’uomo non sia possibile farla, credo che l’uomo possa scegliere senza dare definizioni solo ed esclusivamente basandosi sull’etica sulla morale, rapportando poi il tutto all’uomo ed alla natura.

    Ciao

  • ikalaseppia

    Sulla predestinazione mi sembra molto giusto quel che scrive Ipo, giustamente scrive poi “resta il fatto che tutta la questione ruota intorno alla condizione temporale a cui il nostro mondo è soggiogato.” Ed in effetti è così, perché la caduta nel tempo inizia con il peccato originale. Tuttavia se non fosse stato libero di errare e se non ci fosse stato pure l’Ingannatore nel Paradiso Terrestre, il tempo non avrebbe avuto inizio. Voglio dire che questa libertà del cuore, che ha due faccie come Giano, una rivolta all’esterno ed una rivolta all’interno, esiste a livello principiale. Perciò mi permetto di parlare induisticamente di “gioco divino”. E restando al cuore, del discorso è significativo che Adamo ed Eva possano peccare solo al centro del Paradiso deove l’albero della vita si fa albero del bene e del male, mentre i suoi confini resteranno inaccessibili, è infatti solo dal centro, divenuto porta stretta, che è possibile, per chi ne ha la possibilità, tornare. Scritto d’un fiato perdonate ventuali e probabili errori. Ciao a tutti

  • Santaruina

    Anche io direi con Ipo e Ika che la questione qui analizzata potrebbe alla fine rivelarsi un “falso problema”, dal momento che non possiamo far altro che analizzarla da un punto di vista “basso”, terreno.

    Il nostro, e non può essere altrimenti.

    Freelux, benvenuto :-)

    questa libertà dovrebbe andare oltre, gli istinti e i condizionamenti.

    Forse.. :-)

    Blessed be

  • Santaruina

    Umar, ti ringrazio per il tuo intervento, come sempre più che interessante.

    Riprendo questo tuo passaggio, che mi sembra quello centrale:

    La parte di noi che sceglierebbe, caro Carlo, sarebbe, stando ai principi tradizionali che vogliono l’uomo “composto” di

    anima, cuore e spirito

    (l’unica che tengo in considerazione)

    quella dell’anima,

    ciò che sommariamente potremmo chiamare “ego” e, allo stesso tempo, psiche, ciò che forma l’individualità.

    L’anima, contrariamente a quanto mi pare tu affermi, non ti è stata imposta, non è stata scelta da altri per te.

    E’ quello che potremmo anche chiamare la “tua libertà”.

    La precisa volontà del tuo essere individuale, unico e irripetibile.

    ovviamente sono parole di grande saggezza.

    Dalla mia posizione di non-saggio, visto che nella discussione è questo il mio ruolo, continuo a chiedermi: l’anima, non scelta, è attraversata dal Divino come un raggio del sole attraversa uno specchio.

    Un frammento di Dio ci percorre, e questo è il “non scelto” che ci indirizza nelle nostre “scelte”.

    Ma il concetto di “colpa”, a questo punto, come si inserisce, in tutto questo?

    Perchè tutto ha un senso, ed anche l’errore trova la sua ragione in un disegno molto più grande.

    E questa libertà, in fin dei conti, non è più un aspetto divino, che umano?

    Blessed be

  • anonimo

    com’è facile svisare le cose!!! La predestinazione nell’islam é piena di libero arbitrio. Se ci sono dei muslims che non lo ammettono ce ne sono moltissimi altri che lo considerano eccome, anzi lo ritengono indispensabile.! nel Corano si puo leggere: ” Colui che vuole prenda rivugio presso il suo Signore” (colui che vuole) “Andate ai vostri campi da dove volete voi”… (da dove volete voi) … ciao! w.j.

  • umargamal

    Caro Carlo,

    rispondo alla tuo post chiedendo innanzitutto venia a chi ha la pazienza di leggere e di sforzarsi di capire quanto è possibile dei miei post, essendo un povero servo e basta non ho pretese di avere la verità in tasca.

    Siccome non mi faccio le canne e non provo altra ebbrezza che nel dhikr di Allah cerco di pesare quanto scrivo, questo lo posso garantire, ma certamente i miei limiti sono evidenti (oltrechè del tutto ammessi da parte mia).

    Quel che dico proviene non da un desiderio di dire la mia opinione a tutti i costi (come pare sia di moda oggiogiorno in cui imperversa la cosoddetta informazione democratica o libertà d’espressione) ma da quel che mi tocca fare per ragioni di ordine filantropico

    (in quanto a mio carattere personale)

    e per ragioni di ordine religioso

    (in quanto a dovere basilare di musulmano, cioè considerare e rispettare i suoi vicini di casa).

    Come giustamente nota il buon Ika non possiedo il dono della sintesi.

    E fosse solo quello a mancarmi!

    Spesso mi manca la pazienza.

    Non di rado vado in collera.

    Dovessi dire davvero tutto quanto penso sarei agli arresti, immagino.

    Non mi candido alle votazioni perchè se mai fossi votato come capo diventerei quel che il popolo chiamerebbe “feroce tiranno”.

    Bando alle ciance, veniamo al tuo post.

    Riporto un brano tratto da

    la “Aqida di Al-Tahawi” che rappresenta il punto di vista di

    Ahl’ul Sunnah wa’l Jama’a

    (Gente della Tradizione e dell’Assemblea)

    scritta dall’Imam Abu Ja`far Ahmad ibn Muhammad al-Azdi,

    tra le più notevoli autorità del mondo islamico in materia di giurisprudenza islamica.

    Visse in un’epoca nella quale insegnavano e praticavano i discepoli, diretti e indiretti, dei Quattro Imam “canonici”.

    Questo fu il periodo d’oro degli studi sugli Hadith (Detti Tradizionali) e sul Fiqh (Diritto), l’Imam Tahawi studiò con tutte le autorità viventi dell’epoca.

    Al-Qadr – La predestinazione

    42. Il patto che Allah fece con Adamo e la sua stirpe è vero.

    43. Allah sapeva, prima dell’esistenza del tempo,

    l’esatto numero di coloro che sarebbero entrati nel Giardino e l’esatto numero di coloro che sarebbero stati mandati nel Fuoco.

    Questo numero non verrà né aumentato né diminuito.

    44. Lo stesso vale per tutte le azioni compiute dalle persone,

    le quali si verificano esattamente nel modo in cui Allah sapeva che sarebbero state realizzate. Ciascuno è indirizzato verso ciò per cui è stato creato ed è l’azione svolta dall’uomo ( lett. “con la quale la vita di un uomo è sigillata”) a dettare il suo destino. Chi è fortunato lo è per Decreto di Allah, e chi è disgraziato lo è per lo stesso Decreto di Allah.

    45. L’esatta natura del Decreto è parte del Segreto di Allah nei riguardi della Sua Creazione e a nessun angelo vicino al Trono, e a nessun Profeta inviato con un messaggio, ne è mai stata data conoscenza.

    Addentrarci in questo ambito e rifletterci troppo sopra porta soltanto a distruzione e a perdita che sfociano nella ribellione.

    Siate dunque estremamente cauti nel pensare e riflettere su tale questione o nel lasciare che vi assalgano i dubbi, poiché Allah ha tenuto la conoscenza del Decreto lontana dagli esseri umani e ha li ha inibiti ad indagare su questo, dicendo nel Suo Libro:

    “A Lui non sarà chiesto conto di ciò che avrà operato mentre ad essi invece sì!” (al-Anbiya’ 21:23)

    Perciò, chi chiede:

    “Perché Allah ha fatto questo?”

    va contro una sentenza del Libro e chi va contro una sentenza del Libro si comporta da infedele.

    46. Questo è in breve ciò che gli Amici di Allah con il cuore illuminato devono sapere, e ciò costituisce il grado di coloro che sono saldamente dotati di conoscenza. Esistono infatti due tipi di conoscenza: quella che è accessibile agli esseri creati e quella che non è accessibile agli esseri creati. Negare la conoscenza accessibile è mancanza di fede, e avanzare pretese nei confronti della conoscenza inaccessibile è mancanza di fede. La fede può essere salda soltanto quando viene accettata la conoscenza accessibile e non viene ricercata quella inaccessibile.

    82. Crediamo nella resurrezione dopo la morte e nella ricompensa per le nostre azioni nel Giorno del Giudizio, nell’esposizione delle opere, nella resa dei conti, nella lettura del libro, nella ricompensa o nelle punizioni, nel Ponte e nell’Equilibrio.

    83. Il Giardino e il Fuoco sono cose create che non giungeranno mai ad una fine e noi crediamo che Allah le abbia portate in essere prima del resto del Creato e che poi Egli abbia creato le persone che abiteranno ciascuno di essi. Chiunque Egli desideri va nel Giardino per la Sua munificenza e chiunque Egli voglia va nel Fuoco verso ciò per cui è stato creato.

    84. Sia il bene sia il male sono stati entrambi decretati per le persone.

    85. La capacità, in termini di grazia divina e di favore, di far sì che un’azione si verifichi non può essere attribuita ad un essere creato. Questa capacità è parte integrante dell’azione, mentre che la capacità

    (da parte di un uomo)

    di compiere un’azione,

    in termini di salute e abilità,

    cioè trovandosi nella posizione di agire e possedendo i mezzi necessari a farlo, esiste in esso (uomo) prima dell’azione.

    È questo tipo di condizione (di capacità) che è l’oggetto dei precetti della Shari`a.

    Allah il Glorificato dice:

    “Il Dio carica sulle spalle di ognuno solo il peso che egli può portare.” (al-Baqara 2:286)

    86. Le azioni delle persone sono dunque create da Allah ma guadagnate dalle persone.

    87. Allah, il Glorificato, ha caricato sulle spalle delle persone solo il peso che esse possono portare e le persone sono in grado di fare soltanto ciò che Allah ha concesso loro di fare.

    Questa è la spiegazione dell’espressione:

    “Non c’è potere nè forza se non mediante Allah.”

    Aggiungiamo a questo che non esiste stratagemma o modo in cui una persona possa evitare o rifuggire la disobbedienza ad Allah se non con l’aiuto di Allah stesso;

    e che nessuno possiede la forza di disobbedire ad Allah e rimanere saldo in questa scelta, a meno che Allah non glielo renda possibile.

    88. Tutto accade secondo la volontà di Allah, la Sua conoscenza, la predestinazione e il decreto. La Sua volontà supera tutte le altre e il Suo decreto supera qualunque stratagemma. Egli fa ciò che Egli vuole e non è mai ingiusto. Egli è esaltato nella Sua purezza sopra ogni male o perdizione ed Egli è perfetto al di là di ogni difetto o colpa. “A lui non sarà chiesto conto di ciò che avrà operato, ad essi invece sì!” (Anbiya’ 21:23)

    89. I morti traggono beneficio dalle suppliche e delle elemosine dei vivi.

    90. Allah risponde alle suppliche della gente e dà loro ciò che chiedono.

    91. Allah ha il controllo assoluto su tutto e nulla ha controllo su di Lui. Nulla può essere indipendente da Allah, nemmeno per il battito di un ciglio, e chiunque si consideri indipendente da Allah, anche solo per il battito di un ciglio, è colpevole di mancanza di fede e entra a far parte della gente della perdizione.

    92. Allah è adirato o compiaciuto ma non nello stesso modo in cui lo sono le creature.

    l’anima, non scelta, è attraversata dal Divino come un raggio del sole attraversa uno specchio.

    Un frammento di Dio ci percorre, e questo è il “non scelto” che ci indirizza nelle nostre “scelte”.

    Ma il concetto di “colpa”, a questo punto, come si inserisce, in tutto questo?

    Perchè tutto ha un senso, ed anche l’errore trova la sua ragione in un disegno molto più grande.

    E questa libertà, in fin dei conti, non è più un aspetto divino, che umano?

    La colpa di cui chiedi conto alla fine penso sia una sola: quella di mettere stessi al “centro” della vita anzichè Dio. O mettere qualsiasi altra cosa anzichè Dio. In quel caso credo si possa parlare di piccola idolatria, si diventa idolatri, pensando cioè di poter ragionare con la propria testa, di esser liberi di farlo come se niente fosse, quasi fosse un diritto acquisito per merito e non invece una Grazia ricevuta (che perciò può esser ritirata in un baleno da Chi l’ha erogata e di continuo la eroga, prova ne è che siamo vivi solo mediante Essa).

    Tocca riferirsi ai principi e stare il più possibile dentro la Legge. Per esser rispettata va conosciuta e studiata il più possibile.

    Si parla tanto di metafisica e di esoterismo quando invece ci sono dei veri e propri santi che si sono realizzati solo mediante la stretta applicazione di quanto trasmesso mediante quel che chiamiamo essoterismo, le regole religiose in questo caso.

    Senza tanto poetare o disquisire hanno semplice “agito”. Ovviamente col il permesso di Dio.

    Quando un musulmano dice “Domani ci vedremo” e non aggiunge “in sha Allah” compie una grave dimenticanza poichè il futuro (anche quello immediato è nelle “mani di Dio”).

    Se noti “in sha Allah” la sanno quasi tutti, è la formula “religiosa” islamica più conosciuta dai non musulmani.

    Ricordo, per finire con il tema del Destino, che quanto nell’Islam potrebbe, come valore simbolico, corrispondere al Natale Cristiano,

    è rappresentato da “La Notte del Destino”.

    Laylat-ul Qadr.

    La Notte in cui discese il Sacro Corano (in quanto Archetipo) e che, essa sola, come scritto, conta quanto mille mesi.

    Mille mesi (mille è simbolico e indica un numero enorme) equivalgono perciò ad una sola Notte così come…

  • anonimo

    Biniritti(trad. (Siate) benedetti) tutti.

    Santa ti chiedi il perche’ della colpa…brutta domanda a cui rispondere e io certamente di risposte ne ho poche o nessuna.

    So solo poche cose per certe come cattolico cristiano, una e’ la Provvidenza Divina ovvero l’Aiuto che ci viene dato dal Signore stesso nei momenti di difficolta,questo si collega al concetto di “prova” intesa come ostacolo che il Signore ha voluto metterci davanti(o ha permesso che ci fosse messo davanti) per farcelo superare e nel contempo migliorare.Qui si collega anche il discorso della “Croce” personale,cosa che dipende dalle nostre azioni,dal volere del Signore e da quello che lui ha permesso.

    A questo punto potrei partire in speculazioni ma non avendone i mezzi ho come l’impressione che se lo facessi m’addentrerei in un campo minato(come gia’ altre volte ho fatto),quindi lascio cosi.

    Assa Binirica

    “Di Spade e Mantelli,

    Di Lance e di Scudi…”

    PS spiego quell’ “Assa Binirica” che scrivo alla fine,mi pare ora.Tradotto dal mio dialetto nativo suona come “Vossia (mi) Benedica” che e’ un termine di rispetto verso il prossimo ritenuto piu’ saggio di se o perche’ piu’ anziano(quindi persona a cui comunque portar rispetto).Ovviamente si puo’ intendere anche come invocazione all’Altissimo.La risposta al saluto e’ “Binirittu” pl. biniritti (ovvero sii benedetto”) a cui a volte s’aggiunge “Santu e Riccu” ovvero santo e ricco,come a dire “Che nulla ti manchi”.

  • ikalaseppia

    Caro Umargamal,

    ma non ti sembra così d’aver ri-velato quel che Carlo si domandava?

    Vedi, a mio avviso, esponendo una verità essoterica islamica (che ha, come le azioni rituali a cui si ricollega un cuore metafisico, il nero inchiostro con cui fu scritto il Libro) ad un cristiano, bisogna ricordare che essa cozza, in qualche modo, con lil suo essoterismo (ed è evidente che anche la dottrina del libero arbitrio ha ragioni profonde incontestabili), anche se, naturalmente ci sono anche dei punti di contatto e similitudini.

    In ogni modo, mi pare che alla fine ci si ritrovi necessariamente al centro, là dove l’uomo può scegliere se essere “simile agli dèi” cioé scimmia di Dio, oppure Suo servitore. In fondo le cose si presentano analogamente nel buddhismo, solo che non c’è alcun Dio personale,

    la conformità al Dharma, perfetta realizzazione del proprio destino, è realizzazione della Verità sublime, al di là delle parole.

    I migliori saluti a tutti

  • Santaruina

    leggo e rifletto un po’.

    A stasera :-)

  • umargamal

    Cari tutti,

    l’ultima frase del n. 44 non è passata e sono comparsi i puntini, più o meno diceva:

    Mille mesi (mille è simbolico e indica un numero enorme) equivalgono perciò ad una sola Notte così come…l’intera vita di un uomo (mille mesi appunto)

    può essere messa in relazione ad una sola notte,

    notte in cui egli comprende simbolicamente il significato della sua intera vita, i suoi desideri,

    le sue azioni, le sue intenzioni, etc. e realizza “perchè” il suo destino è stato scritto in quello specifico modo,

    perchè Dio ha voluto che facesse questo o quest’altro.

    Carisisimi saluti a tutti

  • Santaruina

    La prova intesa come ostacolo da superare mi ha fatto riflettere molto in passato, quasi come una occorrenza per l’anima di essere “forgiata”.

    Ma quando l’anima falliva, nel superare questa prova, cosa sarebbe successo?

    Confesso che è una domanda che mi turba.

    Binirittu Santu e Riccu :-)

  • Santaruina

    Umar, ho letto con attenzione il tuo scritto.

    Ti confesso che alla prima lettura il senso che se ne ricava è quello di un essere umano che poco può, se non nulla di fronte alla sorte già decisa da Dio.

    Quello che ingenuamente mi ha sempre colpito nella dottrina cristiana, è il fatto che l’essere che si comporta rettamente non ha nessun merito – chi si vanta si vanti nel signore – mentre l’essere che sbaglia si deve accollare tutte le colpe delle sue scelte.

    Ed anche nella visione mussulmana essoterica che presenti mi pare che il concetto sia simile.

    Qualcuno più saggio di me direbbe che l’anima che si comporta rettamente non fa altro che seguire il suo corso naturale, nel suo ri-congiungimento con Dio, mentre l’anima che erra devia, e qui starebbe la “colpa”.

    Lo posso accettare, ma la mia non-saggezza non mi permette ancora di concepirlo a fondo.

    Un caro saluto a te, ed anche ad Ika con le sue utili puntualizzazioni.

    Blessed be

  • umargamal

    Caro Carlo,

    un paragone molto profano da un semplice servo.

    Facciamo finta che ogni individuo sia un giocatore di calcio.

    Dio ha “già scritto” ogni possibilità di tocco di palla, di finta, di cross, di gol, di fuorigioco, di fallo, di parata, di risultato, di ogni cosa.

    Tutto il calcio minuto per minuto, come diceva Ameri.

    Ogni incitamento del pubblico, ogni intervento arbitrale, ogni rispresa tv, ogni stipendio, ogni moggi, insomma tutto scritto.

    Dove starebbe il mio destino di campione o di normale giocatore? Da quanto sono capace di fare. Agisco, mi impegno, imparo e divento bravo.

    Mi “guadagno” la condizione di campione ma nonostante ciò tutto quanto faccio non è mio “personale”,

    il tale dribbling era già previsto (perchè ogni tipo di dribbling

    in ogni posizione del campo

    in ogni singolo secondo

    di ogni singola partita giocata

    e ancora da giocare

    è già stato previsto

    da Chi ha “disegnato” il dribbling,

    le gambe del giocatore,

    le scarpe, l’erba, etc. )

    si doveva compiere in quel preciso istante,

    l’avversario doveva esser saltato, poi la palla,

    con il suo effetto irripetibile e la sua parabola irripetibile,

    doveva scavalcare quel portiere

    (e non un altro),

    che uscendo quel poco oltre il giusto finiva finalmente in rete. Oppure il portiere usciva bene e a tempo, forse non in quella partita ma in quella dopo e allora niente gol.

    Ogni giocatore non può mai fare la stessa partita anche se ogni giornoi ne gioca una nuova. Nè può correre allo stesso modo e nella stessa misura. H aun suo ruolo questo sì, ha delle sue specifiche doti e attitudini ma non sa come si metteranno in pratica.

    Dio invece si.

    Tutte ste cose le sa.

    Ciò non di meno il giocatore sa se ha giocato bene o no, se il fallo commesso o subito c’era veramente, se ha dato il lealmente massimo o si è fatto corrompere, etc, etc.

    Basta, saluto caramente e me ne vò.

  • anonimo

    Solo collegandomi alle ultime righe di Umar che saluto, scrivo che dopo la morte l’anima avendo preso coscienza del suo grado di impurità, “da sola” si collocherà nella giusta altezza del purgatorio e dell’inferno per subìre le pene purificatrici di cui si reputa meritevole.

    In quest’ottica però la “predestinazione” può risultare inspiegabile senza un concetto come l’apocatastasi(?) e chiedo se nell’islam ci sia un concetto del genere di riassorbimento.

    Grazie

    Daouda

  • umargamal

    Caro Daouda,

    per quel che ne so qualcosa di simile alla dottrina dell’Eterno Ritorno è presente anche nell’Islam.

    Cito solo questo:

    quando una creatura muore di fronte ad essa il musulmano esprime il suo “cordoglio” non mediante formule tipo “sentite condoglianze” o “che Dio l’abbia in gloria” ma con un vero e proprio enunciato metafisico se vogliamo.

    Si dice infatti : “Inna lillahi wa ilahi rajiun” che significa “In verità (tutto) è di Dio e a Dio ritorna”.

    Spero sia quel intendevi sapere.

    Ciao

  • umargamal

    …ho dimenticato un “inna”.

    La frase esatta è:

    Inna lillahi wa inna ilahi rajiun.

    In verità (tutto) è di Dio e in verità a Dio ritorna.

  • Santaruina

    Ciao Umar

    l’esempio del giocatore di calcio mi pare ci riconduca alle prime battute di questo scambio.

    Tu parli di qualità intrinseche del giocatore, già concesse, e il “tocco in più” nella partita è l’impegno che il giocatore stesso impiega.

    Ma la domanda principale rimane: cosa ha fatto in modo che un giocatore avesse “più voglia di impegnarsi” rispetto ad un altro?

    A scuola si sente spesso la frase da parte dei professori “ha i mezzi ma non si applica”, ed è la sentenza peggiore che un alunno possa ricevere.

    Se uno studente è limitato, infatti, nessuno pretenderà l’impossibile da lui, e

    il suo essere limitato non sarà considerata una “colpa”.

    Chi invece ha le capacità ma non le usa, è “colpevole”.

    Ma, mi chiedo per l’ennesima volta, anche quella capacità che ci fa sfruttare o meno le proprie capacità, non è anche essa concessa?

    Non è anche questa una qualità data?

    L’essere non particolarmente intelligenti non è una colpa, l’essere svogliati sì.

    Perchè?

    Anche l’accidia, non ci è data da Dio?

    Per me rimane questione irrisolvibile.

    Blessed be

  • HappyCactus

    Umargamal

    Esiste anche la matematica modulare, per cui 0 == 24 ( modulo 24 ).

    Ed infatti è proprio in quest’ambito che il problema della 24esima ora va posto.

    Insomma, ogni discorso deve essere inquadrato nel suo corretto contesto.

  • Mithras

    Certo che c’e libero arbitrio. Si puo scegliere sempre tra bene e male. Oggi abbondano teorie proposte da vari scienziati e pseudo-scie(me)nzati che voglio ridurci alla materia sola, la nostra anima e pensiero soltanto alla cellule del cervello. Dicono che non c’e libero arbitrio, che noi siamo tutti soggetti ai nostri istinti, anche i piu bassi, e che niente puo farvisi. O se si puo fare qualcosa, si puo fare solamente con l’ aiuto di qualche pillola. Le pillole di felicita in torno avvelenano l’ organismo.

    Un determinismo materialistico, che mi sembra abbia la sua origine nella predestinazione calvinistica. E coincidenza che la maggioranza di questi deterministi provvengono propriamente dai paesi anglosassoni?

  • Santaruina

    ciao Mithras,

    ll determinismo di basso livello livello che descrivi, ancora imperante, è una delle più tristi eredità del XIX secolo, duro a morire.

    a presto :-)

  • Wolfghost

    Toh… non lo sapevo, ma sono un determinista! :D Ma con un pizzico di riserva…

    In realtà, su molti concetti filosofici si potrebbe discutere giorni e giorni senza arrivare ad un accordo completo, sei d’accordo? :) Io credo perciò che convenga (si, “convenga”) “prendere” di volta in volta ciò che è più costruttivo per noi, anche fosse solo per un lasso di tempo determinato della nostra vita.

    Così è per questi concetti. Ci sono volte dove è più costruttivo credere di poter scegliere; altre dove lo è rendersi conto di non poterlo fare. Siamo noi i padroni della nostra mente, e questo è un fatto molto importante di cui tenere conto…

    Se in un determinato momento abbiamo preso una certa scelta, è perché in quel momento eravamo portati a “sentire” che essa era la migliore per noi. Può essere stato per ragionamento logico, o per sensazione, o per incapacità di fare un’altra scelta. In ognuno dei casi… è stata davvero una “libera scelta”? :) Hai mai conosciuto uno così pazzo da dire “sì… mi va proprio di agire così, sento che è ciò che desidero, che è la cosa più giusta per me… Bene, faro’ l’opposto!”? :)

    Questo pensiero, che in fondo abbiamo solo fatto ciò che potevamo fare, ci può manlevare da inutili e pericolosi sensi di colpa riguardanti le nostre scelte passate.

    Ma… se si tratta di dover trovare la forza di prendere una decisione gravosa, che probabilmente ci porterà dolore nell’immediato ma sollievo in futuro… bé, allora è meglio credere di essere padroni del nostro destino ;)

    Detto questo, l’anello di congiunzione c’è: è vero che in un determinato momento facciamo una “scelta” perché ci sembra la migliore, ma… come siamo giunti a quel momento dipende da come abbiamo vissuto prima e da quali pensieri, letture, amicizie, abbiamo nutrito la nostra mente.

    La libera scelta, se vogliamo, è più un “processo in divenire”, una “scelta di vita”, piuttosto che una decisione puntuale.

  • Santaruina

    hai ragione, caro Wolfghost, se ne potrebbe discutere all’infinito.

    E non mi dispiacerebbe molto, perchè tra i vari punti di vista ci sono state molte sfumature, ognuna aggiungendo un tassello.

    Alla fine, penso che la domanda “chi sceglie” sia destinata a rimanere un o’ in sospeso.

    Blessed be

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