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-o- Too late to die young -o-
28 marzo 2012

L'occhio dei fratelli: un appunto

Prima di procedere con l’articolo sulla massoneria, aggiungo un’altra breve riflessione a proposito della molto interessante discussione sviluppatasi a seguito del precedente post.


Sembrerebbe, a tratti, che la massoneria così come altre società esoteriche vengano percepite quasi come una sorta di club in cui si fa una sortita, ci si guarda un po’ in giro e se non si resta convinti se ne esce dalla porta principale e ci si dedica ad altro.
Non è propriamente così.
Non dimentichiamoci che stiamo parlando di società esoteriche che prevedono un rito di iniziazione.
Ora, i casi sono due.
O si prende sul serio tutto questo, ed allora si valuta attentamente l’opportunità di procedere, ed è una scelta che può comportare la riflessione di una vita intera, oppure ci si dedica ad altre cose.
Mi vengono i brividi, lo confesso, nel leggere frasi del tipo “sì, sono stato iniziato alla massoneria, e poi a qualche altra società esoterica, ma non vi ho visto niente di chè e me ne sono andato”, quasi si stesse parlando delle discoteche che si è visitato il sabato sera.
Stiamo parlando di iniziazioni, e di giuramenti, che o vanno presi sul serio, oppure vanno evitati.
Così come rimarranno delusi colore che, sicuramente in buona fede, si aspettano che riguardo certi argomenti possano dare il loro parere degli‘iniziato’, dal momento che si tratterebbe di qualcuno che ‘parla di quello che ha sperimentato”.
C’è un enorme paradosso, infatti,  in questa aspettativa.
Primo perchè l’iniziazione, per chi crede nella sua effettiva ‘consistenza’, tratta di qualcosa che non si può trasmettere a parole.
Per definizione.
Secondo, un vero ‘iniziato’, casomai esistesse, non passerebbe il suo tempo nella tela a ‘raccontare la sua esperienza’.
Se qualcuno si dichiara iniziato su internet, sapete già che di lui dovete diffidare.
Lo dico senza paura di essere frainteso.

Qualcuno si chiederà, a questo punto: ma allora di che stiamo a parlare?
La risposta è che ci sono aspetti delle società iniziatiche che si possono affrontare tranquillamente anche senza il bisogno di averle sperimentate di persona, così come si può parlare di una malattia senza essere malati, ed altri che si possono solo accennare.

42 comments to L’occhio dei fratelli: un appunto

  • Santaruina come puoi parlare di iniziazioni in fratellanze e delle loro conseguenze se non ne hai mai vissuta neanche una??? Ho fatto delle dichiarazioni sul tuo blog perché ritengo che qui si tenda a sovrastimare il “potere” della Massoneria e di molti movimenti occulti. Ma non vi rendete conto che siete proprio voi, con questa “creduloneria”, a conferire loro il potere, a proiettare su di essi un’enorme quantità di energia psichica?? Tutta questa paranoia anti-massonica alimentata da vari film e blog e’ una vera manna per la Massoneria, esattamente come lo scandalo P2 porto’ ad un’enorme incremento delle domande di affiliazione alle logge. Gli italiani improvvisamente scoprirono che essere libero muratore fa fare buoni affari e via tutti dentro! :-)
    Spero che possiate aprire gli occhi su questo. 
    E lo stesso atteggiamento credulone e’ quello che porta a pensare che dalle fratellanze iniziatiche non si possa uscire. Non esce solo chi CREDE di non poter uscire. Rimane fratello in sonno solo chi crede di essere ancora annesso a una fratellanza. E’ tutta solo e unicamente una questione psichica. I legami magici, così’ come le eggregore, possono avere un influsso solo se ci sentiamo, in qualche modo, legati ad esse. E legame e’ anche l’opposizione, violenta o colta che sia.  
     ”Se qualcuno si dichiara iniziato su internet, sapete già che di lui dovete diffidare. Lo dico senza paura di essere frainteso.”  Mi sembra di aver spiegato in parole molto semplici come l’iniziazione non sia un rito che ti porta a indossare un qualche abito esteriore o interiore ma un salto di coscienza che la vita in vari modi innesca in un essere umano. Ed il fatto che certe cose non possano essere pienamente descritte a parole non significa che non se ne possa scrivere, web compreso. Secondo il tuo ragionamento dovremmo allora screditare tutti quelli che hanno parlato e scritto di iniziazione, da Shankara, passando per Lao Tse, da Meister Ekhart a Guenon… non ti sembra assurdo?? :-)

    • daouda

      Veramente è tramite loro, qui, che si traggono alcuni giudizi e che si riesce a leggere in alcune tue frasi delle confuse imprecisioni.
      Rimane il fatto che non serve fare una cosa per sapere che è sbagliata, od all’inverso giusta. I riti servono per favorire la distruzione di determinate barriere nel lavoro interiore ma solo la contemplazione fà giungere alla Libertà, e poco c’entra con la coscienza.
      E comunque non ci vuole molto a comprendere che l’attegiamento di Carlo è prudenziale.

  • MaX

    La trama di queste considerazioni è ineccepibile e vibrante; delinea il “dovrebbe essere” della situazione. Condivido appieno il senso di “o si prende sul serio tutto questo.. ..oppure ci si dedica ad altre cose”. Netto, corretto e leale. Onde per cui, innanzi all’evidenza di chi entra ed esce da varie istituzioni come fosse la discoteca, v’è da chiedersi quale sia davvero lo spirito con cui lo fa e quale quello dell’istituzione in questione. Sorge il dubbio che, più che veri e propri riti iniziatici siano divenuti solamente semplici riti d’accesso i quali, pur avendo mantenuta più o meno intatta la forma originale, manchino dell’essenza, quella famosa “influenza spirituale” cui accenna Guenon, da non frammischiare o fraintendere, per amor del cielo, con psichismi, sentimentalismi o pastrocchi folcloristici vari da avanspettacolo. Quanto alla mentalità del postulante, l’ambiente “psichico” dell’epoca ha contribuito non poco a mescolare il senso di una ricerca spirituale seria con corsi di “spiritualità”per corrispondenza e metafisiche salottiere. Insomma, un’autentica iniziazione, proprio perché ricercata e da lei stati ricercati, possiede un che d’indelebile, spesso paragonato a un seme deposto in terra che si sviluppi fino a portar frutto: ma il seme dev’esser autentico e trovar terreno buono e fertile, o perlomeno disposto a rendersi tale, per cercar di crescere quello stesso seme per lo meno per la vita intera, com’ebbe a dire Deshimaru a quell’allievo che gli chiedeva per quanto tempo praticar zazen: “Fino all’ultimo respiro della propria vita”. In effetti, se esistesse un “vero” iniziato, non solo su internet, ma in qualsiasi angolo del cosmo, come potrebbe definirsi e in che termini parlar di sé? Ma soprattutto: gli importerebbe ancora?

  • NonDuale

    Santaruina come puoi parlare di iniziazioni in fratellanze e delle loro conseguenze se non ne hai mai vissuta neanche una???

    E’ proprio perchè non ne ho mai vissuto una che posso parlarne qui, in una pagina virtuale che fluttua nell’etere e che chiunque lo desideri può leggere.
    Ed è proprio perchè in qualche modo ho ‘intuito’ l’argomento in questione che mi avvicno ad esso con estrema cautela e prudenza.

    Una prudenza e cautela, te lo dirò sinceramente, mi pare che invece non traspaia dai tuoi scritti.
    Ed se giudichi dei semplici passatempi le varie iniziazioni, mi pare che sia tu quello che non comprende bene quello di cui parla.
    Inoltre, qualunque sia la tua idea su di esse, hai comunque fatto dei giuramenti, che per un essere umano dovrebbero rappresentare qualcosa di ‘serio’.

    Tanto serio che Gesù stesso mette in guardia.
    Ovviamente nell’essere uomini è contemplata anche la possibilità di cedere al fare un giuramento, ed ancor peggio nel violralo, fa parte dell’essere uomini e del fare scelte sbagliate che questo comporta.
    Ma da questo a vantarsi allegramente dei propri giuramenti violanti, ce ne passa.

    Un’altra piccola cosa: la cirtica l’ho fatta io, e forse qualche altro lettore la condivide.
    Ma questo non è sufficiente per dare del ‘voi’ a tutti i lettori di questo blog nel loro insieme.
    Non sei tu contro il mondo.

    A presto

    _________________________

    Ciao MaX

    In effetti, se esistesse un “vero” iniziato, non solo su internet, ma in qualsiasi angolo del cosmo, come potrebbe definirsi e in che termini parlar di sé? Ma soprattutto: gli importerebbe ancora?

    Hai colto perfettamente il punto della situazione. :-)

  • Doulos

    Ecco, siamo arrivati al limite idolatrico della tela, alla naturale devianza della rappresentazione di uomini in immagini, su internet. Il sapere ci è tolto ora, perché questo medium aiuta troppo la menzogna dell’immagine dell’individuo a scapito del vero sé – è una tentazione alla quale tutti siamo sottoposti, io primo, da questo lato della tastiera.
    Se fossimo in un contesto di Vita, e Nonduale fosse il signor Mario Rossi che abita sul mio stesso pianerottolo ci sarebbe dato di osservare nella sua vita l’effetto o la discrasia dalle sue parole, in base alle sue scelte. Ognuno potrebbe valutare se la via che percorre sia attraente o meno, se l’esperimento che si è cucito addosso sia imitabile o no. Ho osservato ogni cosa sotto il sole, scrive il Qoelet Salomone. Ecco, qui manca il sole, non c’è più osservabilità, (non c’è giudizio di merito nelle mie parole è proprio il limite intrinseco del mezzo). Solo che l’assenza di sole richiama altro.
    Se Gesù dice dai frutti riconoscerete l’albero, qui il processo di identificazione è castrato. Non ci sono colpe: è internet, baby.
    Prego che ad ogni camminatore che si imbatte in queste orme sia data dal Padre doppia misura di discernimento ed intuito.
     
    Forse è per me il momento di una pausa, benedico tutti, a cominciare da te, oste gentile ed attento.
    Servo vostro: doulos.

  • Nico

    l”E’ tutta solo e unicamente una questione psichica. I legami magici, così’ come le eggregore, possono avere un influsso solo se ci sentiamo, in qualche modo, legati ad esse. E legame e’ anche l’opposizione, violenta o colta che sia”.  Forse questo sarebbe da approfondire.
    @Doulos non te ne andare
    e per il resto che ogni cosa sia chiarificata dalla prudenza e dalla Carità.
    Festina Lente
    Nico 

  • @Santaruina: quanti massoni ed ex massoni parlano di Massoneria sul web? Sarebbero dunque tutti falsi? La questione e’ che, se anziché basarti su sole supposizioni conoscessi l’argomento di cui parli,sapresti che il vincolo di segretezza, almeno per le logge regolari, non riguarda il dichiarare pubblicamente la propria adesione alla Libera Muratoria. Il segreto riguarda altri aspetti. Sul web troverai, su siti tipo il GOI o GLRI o GLDI foto con nomi e cognomi di Gran Maestri nazionali o regionali, segretari, ecc. Sono dunque tutti irresponsabili che non sanno quello che fanno?? :-)
    Mi dispiace che al mio “outing”, che mette in discussione molte tue affermazioni così come quelle di molti commentatori (per questo ho usato il voi) abbiate saputo rispondere solo con attacchi personali riguardanti l’attendibilità o meno delle mie dichiarazioni. Fortunatamente questo non riguarda tutti. 
    Ho fatto le dichiarazioni che ho fatto perché ritengo che ci sia un’enorme confusione e timore in giro riguardo alla Massoneria. E questo non può che mantenere forte il suo potere psichico. D’altronde se, come dichiarato da F. Venzi, GM della GLRI, si togliesse alla Massoneria il segreto non rimarrebbe più nulla. Questo perché e’ l’alone di segretezza l’unico castello di carte su cui si basano. E’ una scatola vuota,  ve l’ho detto, popolata in buona parte da gente opportunista e raccapricciante (fortunatamente con qualche eccezione). Solo che in quanto ci sono dei creduloni che pensano che i massoni conoscano o facciano chissàche’ rimane per la collettività una scatola molto “piena”. Quello che fanno e’, nel “migliore” dei casi, dividersi la torta di appalti e poltrone in giro. Io avevo aderito proprio credendo che fossero ancora depositari di una qualche Conoscenza. Sono rimasto fortemente deluso e per questo sono uscito, mantenendo pero’ il gusto per i simboli che sono comunque qualcosa di utile. E conosco molti ex fratelli che hanno fatto come me e lo dichiarano pubblicamente senza problemi.  Certe istituzioni esistono solo se qualcuno ci crede: e’ la stessa cosa che vale per le religioni, i sistemi politici, ecc.  La vera Iniziazione e’ risvegliarsi alla propria vera natura che e’ al di la’ di ogni religione, fratellanza, ideologia, magia, ecc. Tutte queste cose riguardano solo il piano psichico che purtroppo, come sappiamo, nella nostra epoca e’ stato tragicamente confuso col piano spirituale.  :-)

  • Anonimo

    Vorrei soffermarmi sul commento di Dauda, su cui la maggior parte si sente in sintonia.
    1 punto critico:
    ****…che è lo spirito dei tempi che qui si esprime: conoscere e sapere non si integrano affatto, semmai si escludono, quando di mezzo non vi sia altro che lo Spirito Divino – che si conosce essendone conosciuti. Il fatto che abbia autorità di espressione chi ha conosciuto – cioè letteralmente colui che è diventato uno con – è esattamente la logica del serpente in Eden. Auguri!****
    Mi sento incuriosito, apro lo Zingarelli e leggo:
    Conoscere = prendere possesso intellettualmente, o psicologicamente, di qualunque aspetto di quella che è considerata realtà – sapere come risultato di una sistematica attività di apprendimento.
     Sapere = possedere una serie più o meno vasta di conoscenze….
    Sembrerebbe non sia così, perlomeno in lingua italiana, ma forse Dauda si riferisce a qualcos’altro che vale la pena di verificare, che si esplicita nel 2 punto critico:
    *****– come dopo i trip degli acidi, se vuoi conoscere l’LSD per avere autorità di esprimerti, buon viaggio! Con questa logica si è costituito lo spiritismo scientifico di fine ottocento, che voleva fare della persona il termine stesso dell’esperire: ottimo parere quello di chi partecipa a sedute spiritiche vero? No, non è conosco dunque valido, ma credo, dunque mi affido a Chi si è rivelato affidabile, perciò sono conosciuto e so, dunque valido.****
    una cosa è avere un parere sugli effetti negativi dell’LSD sull’organismo e sulla psiche umana, cosa che qualunque medico può insegnare sulla base di studi fisiologici pur senza avere conoscenza diretta della sostanza (che comunque qualcuno deve aver ingerito, altrimenti come facciamo a studiarne gli effetti?), altra sapere cosa si prova nell’ingerire un acido, cosa per la quale è necessaria una diretta esperienza. Lo stesso vale per le sedute spiritiche, come per qualunque altra cosa, fermo restando che nessuno è obbligato ne a farsi acidi, ne a partecipare a sedute spiritiche, anche sulla base di diffidenza preconcetta, pertanto non vi è necessita di alcuna giustificazione.
    E poi, cosa intendi per “chi si è rivelato affidabile”? Affidabile in cosa? Se Carl Lewis ha corso i 100 m in meno di 10 s, si è rivelato uno sportivo ed un atleta affidabile, ma non credo che la sua opinione in materia sia più autorevole della mia. Solo la pubblicità lo pensa, infatti gli vengono elargiti milioni di dollari per reclamizzare prodotti che nemmeno usa, e la gente gli crede, sulla base del nulla, comprando a prezzo maggiorato prodotti che potrebbe avere a metà prezzo, se non fossero pubblicizzati da Carl Lewis.
    3 punto critico:
    ***A scribi e farisei il Maestro rinfaccia di avere trasgredito lo spirito della legge, nell’osservanza della tradizione. E’ proprio vero, le Sacre Scritture non sono la vera tradizione!***
    Le cose sono soltanto 2, non 3, 4 o 5. Solo e soltanto 2! O c’è una scelta di Fede, oppure c’è un’Iniziazione. Lo spirito della legge lo può percepire solo chi è inniziato.
    Nell’Eden si racconta ci fossero 2 alberi: quello della conoscenza del bene e del male, che era vietato, e quello della vita che era di libero accesso. Dopo la cacciata la situazione si è ribaltata. Ora è possibile accedere alla conoscenza del bene e del male, ma non è più possibile nutrirsi dei frutti dell’albero della vita. Il senso dell’Iniziazione dovrebbe essere quello di riportare le cose allo stato originale, ovvero la rinuncia alla discriminazione tra bene e male, cioè mettersi in una condizione di assenza di giudizio, cosa ottenibile pare solo attraverso una morte simbolica del proprio essere ed una rinascita, per poter accedere all’albero della vita.
    Ha ragione Santa, si tratta di cose serie. Serissime! Vanno prese con la dovuta prudenza, ma anche con un po’ di coraggio. Dopo tutto, cosa c’è da perdere?
    In quanto allo spirito dei tempi, amico mio, il tuo tempo è quello che ti è dato di vivere. Io non ne conosco altri, ma la sfida è sempre quella di ogni altro tempo: uscire dalla dualità del mio essere e ricomporre l’unità di me stesso. Non si può fare da soli, occorre avere l’umiltà di accettare una guida…2000 anni fa venne Gesù e finchè fu in questo mondo ne fu la luce. Oggi i preti mi sembra che ne parlino come si parla di una leggenda, qualcosa che non è esistito davvero, qui con noi in carne ed ossa. Perché porre limiti alla provvidenza?
    democrito

    • daouda

      Non io, Doulos.
       
      saluti

    • Anonimo

      Sai Democrito, mi solletichi la carne come una piuma di ededrone, il canto delle sirene dalla cui malia non ho voluto incerare le orecchie… mi prudon le meningi, parata ed affondo, ai tre punti critici risponderei, sul mio terreno, rilevandone poi nove nei tuoi ragionamenti – ad essi seguirebbero i tuoi ventisette sulla mia replica e così via.
       
      Serve a qualcosa tutto ciò? Non ho mica alcunché contro te o chicchessia, né misuro il mio valore – non voglio! – dall’immagine che posso dare di me, addirittura nell’incorporea ragnatela. Alla mia età l’amore per l’agone intellettuale lascia sempre più spazio alla contemplazione dello spreco, e di tutto l’amore mancato, della vita trattenuta e non spesa, di tutte le volte che il Maestro è stato tradito…
      In questi giorni Dio mi mette sotto gli occhi le seguenti considerazioni, tratte dalle mie letture del Nuovo Testamento: non prendete parte alle opere inutili delle tenebre; e ancora: io vi dico che di ogni parola inutile gli uomini renderanno conto nel giorno del giudizio.
      Sai, me le sento un po’ cucite addosso.
      Ho fatto scelte di vita senza ritorno, e sono grato che sia il Cristo a garantirne la non reversibilità – ottica di grazia.
      Molti altri, che qui si incontrano, dimostrano di essersi incamminati in svariate vie senza ritorno: sarebbe bello sapere di aver contribuito alla consapevolezza di questa realtà prima di incamminarvisi e non dopo, magari per chi da qui passa condotto dal dubbio al crocicchio. Mi chiedo invece se non sto dando una mano alla segnaletica per il mattatoio.
       
      Certamente ad ognuno è data responsabilità per la propria buccia: ed allora che chiunque scavi nella direzione che ha preso, ma che si cerchi prima il regno di Dio e la sua giustizia, per carità!
      Chi è ingiusto continui ad essere ingiusto, chi è immondo continui ad essere immondo, chi è giusto continui a praticare la giustizia, e chi è santo continui a santificarsi. Ecco, io vengo presto e il mio premio è con me, per rendere ad ognuno secondo le opere, che egli ha fatto. Io sono l’Alfa e l’Omega, il principio e la fine, il primo e l’ultimo. Beati coloro che adempiono i Suoi comandamenti per avere diritto all’albero della vita, e per entrare per le porte nella città. Fuori i cani, i maghi, i fornicatori, gli omicidi, gli idolatri e chiunque ama e pratica la menzogna
      Che sia così.
      Ci sentiamo presto: il digiuno affila la comprensione.
       
      Doulos
       

  • NonDuale

    Santaruina: quanti massoni ed ex massoni parlano di Massoneria sul web? Sarebbero dunque tutti falsi? La questione e’ che, se anziché basarti su sole supposizioni conoscessi l’argomento di cui parli,sapresti che il vincolo di segretezza, almeno per le logge regolari, non riguarda il dichiarare pubblicamente la propria adesione alla Libera Muratoria. Il segreto riguarda altri aspetti. Sul web troverai, su siti tipo il GOI o GLRI o GLDI foto con nomi e cognomi di Gran Maestri nazionali o regionali, segretari, ecc. Sono dunque tutti irresponsabili che non sanno quello che fanno?? 

    Ovviamente un massone è libero di dichiarare di esserlo, ma quello che io personalmente avevo sottolineato era una considerazione ‘allegra’ del proprio appartenere ad un ordine iniziatico, e la facilità con cui veniva dichiarato il modo in cui si passava ‘da una iniziazione all’altra’.
    In ogni caso, un conto è trattare degli aspetti storici-filosofici della massoneria, cosa che un massone può tranquillamente fare, un altro discorso è parlare della ‘propria’ iniziazione.

    Se non cogli la differenza tra i due aspetti, forse ha affrontato la questione con una certa superficialità, cosa che in fondo hai tu stesso ammesso.

    Mi dispiace che al mio “outing”, che mette in discussione molte tue affermazioni così come quelle di molti commentatori (per questo ho usato il voi) abbiate saputo rispondere solo con attacchi personali riguardanti l’attendibilità o meno delle mie dichiarazioni.

    I tuoi interventi sono a mio parere preziosi, invece, perchè offrono una testimonianza di come la massoneria oggi può venire interpretata dagli stessi massoni.
    Ovviamente vi sono tanti modi per approcciarsi ad essa, ed il tuo è solo uno di questi molti.

    A presto

  • Doulos

    la pausa di cui parli la sto prendendo in considerazione da molto tempo, tanto ne comprendo le motivazioni di fondo, specialmente in questo periodo.
    Queste ultime discussioni, d’altra parte , non fanno che confermare la sensazione che forse è arrivato il momento di smettere di dedicarsi a questi argomenti qui, sulla tela.

    un caro saluto fraterno a te

    _________________________

    Ciao Democrito

    Vanno prese con la dovuta prudenza, ma anche con un po’ di coraggio. Dopo tutto, cosa c’è da perdere?

    In effetti, cose da perdere ce ne sono.
    Mi verrebbe da dire l’anima, in primis, senza timore di apparire eccessivo.
    Sono territori a cui ci si deve avvicinare con estrema prudenza, e dopo un lunghissimo percorso, se proprio si desidera farlo.
    E di questi tempi, tempi in cui le parodie la fanno da padrone, il rischio di rimanere ‘ingannati’ è altissimo.

    a presto

  • @Santaruina: chiedo venia ma essere giudicato come superficiale da qualcuno che si pone come “esperto” di cose di cui afferma di non aver mai avuto esperienza diretta mi sembra quanto meno paradossale. Tra l’altro non hai la minima idea di quanto tempo abbia passato in tali fratellanze e quale sia stata la mia esperienza… dunque non ti fa onore esprimere giudizi così sprezzanti… ma non importa! :-)
     
    Speravo di riuscire, attraverso alcuni commenti, a spostare la discussione dal puro pettegolezzo su quello che sono o non sono i massoni a che cosa significhi l’Iniziazione (non una delle tante iniziazioni e pseudo-iniziazioni) che è qualcosa che va al di là di qualsiasi rituale, fratellanza, tradizione ed è piuttosto il superamento di tutte queste. Ma purtroppo vedo che qui ci si muove solo attraverso i filtri di pregiudizi ed etichette basate su alcun fondamento esperienziale… mi scuso dunque per la sgradita intromissione e lascio che il gossip prosegua…
    Il consiglio che ti posso dare, se mi è consentito, è quello di riflettere prima di ergerti ad esperto di materie che non conosci per esperienza diretta. Non bastano i libri ed il gossip sul web per comprendere realtà complesse come la Libera Muratoria attuale, regolare o irregolare che sia, comprese la sua decadenza e “solidificazione”. 

    • La parola esperto riferita a me io non l’ho mai usata, e non mi pongo nemmeno come tale.
      Parlo solo delle cose che conosco, per quanto io possa conoscerle, e spesso i miei post fungono semplicemente da spunto per interventi più interessanti, che si sviluppano nei commenti, come è accaduto in questo caso.

      La superficialità di cui parlavo stava nell’atteggiamento che tu hai dichiarato di aver tenuto nei confronti delle società esoteriche che hai ‘sperimentato’.
      Poi, ovviamente, solo tu conosci il tuo percorso personale, e le tue motivazioni, e nessuno può ergersi a giudice.
      Ma a prescindere dalle tue scelte, che ripeto sono solo tue, ritengo che sia mio dovere, nel mio piccolo, mettere in guardia qualche lettore che eventualmente arriva qui cercando risposte da un atteggiamento troppo ‘leggero’ nei confronti di queste tematiche.

      Avere un blog, per quanto piccolo, significa anche farsi carico di alcune responsabilità, e tra i lettori che qui arrivano non ci sono solamente ‘grandi esperti’ e ‘fini conoscitori’, ma anche persone che si avvicinano a certi argomenti per la prima volta, ed è bene che possano valutare tra i diversi pareri in merito.

      • Non credi che la tua responsabilità verso i lettori riguardi in primis il sapere effettivamente di cosa stai parlando? Questo, almeno, è la regola che mi do per gli scritti che posto sul mio blog.
        Apprezzo il tuo tentativo di fare un po’ di chiarezza sullo sfaccettato mondo dell’esoterismo ma non credi che limitarsi alle semplici letture sia del tutto insufficiente? Anche Renè Guènon, che mi sembra abbastanza popolare da queste parti, non si fece problemi a fare esattamente le stesse cose che ho fatto io e questo gli diede senza dubbio molti più strumenti per le sue preziose analisi riguardo al mondo moderno. Fosse rimasto a guardare da fuori sparando sentenze sarebbe stato l’ennesimo ripetitore di banalità.

  • Nico

    … uffh! E’ proprio un periodaccio…
    Nico 

  • Pathos

    Non sono d’accordo con quello che dice NonDuale,non per partito preso o per andare contro il parere di un altro utente,semplicemente,perchè,dire che non si possa parlare di un argomento simile,se non si è appartenenti o iniziati a tale movimento è sbagliato,semplimente perchè,a dispetto di quanto affermi,è proprio quell’alone di mistero che conduce il profano a prenderne parte.
    Il mistero da sempre ha stuzzicato in noi quella parte,nemmeno tanto poi nascosta,che comprende anche la sfera dell’ambizione,e che purtroppo molto spesso prende il sopravvento sulla ragione.
    Ognuno di noi almeno una volta nella vita viene rapito da un senso di appartenenza a qualcosa al di sopra del convenzionale,vuoi per meriti acquisiti durante il nostro cammino,vuoi per semplice stimolo allo sviluppo di noi stessi.Può essere benissimo la volontà di migliorarsi e perchè no l’umiltà di non riuscire da soli nell’intento e affidarsi a qualche personalità carismatica.
    Mi ha colpito un discorso che fa Max nei precedenti commenti:
    “Insomma, un’autentica iniziazione, proprio perché ricercata e da lei stati ricercati, possiede un che d’indelebile, spesso paragonato a un seme deposto in terra che si sviluppi fino a portar frutto: ma il seme dev’esser autentico e trovar terreno buono e fertile, o perlomeno disposto a rendersi tale, per cercar di crescere quello stesso seme per lo meno per la vita intera”
    Ho conosciuto la realtà di cui parla Max personalmente,ma ho deciso di non prenderne parte,poichè ho ritenuto,nonostante tutto,che la mia vita dovesse essere dedicata  ad altro.
    Quindi non parlo da iniziato o da ex appartenente,parlo come persona responsabile delle proprie scelte,il mio caso inoltre,non è stato forzato da nessuno,all’epoca ero un ragazzo,ma ho affrontato la questione con discernimento,semplicemente,non approfondendo la questione,con chi mi aveva avvicinato a tale realtà,poichè il mio istinto mi ha portato a questa scelta.
    Sono contento oggi di aver ragionato con la mia testa,poichè ognuno a suo modo sa cosa è bene e cosa è male per sè stesso;sono cattolico e ho fede in Dio,non sono un bigotto,semplicemente non vedo nessuno che possa sostituire o insegnare la vita in modo diverso da come Gesù ci ha lasciato tramite gli scritti degli apostoli.Questo senza che si pensi che  prenda il vangelo alla lettera come fanno in alcuni ambienti cattolici,che sono anch’essi impregnati oggi di corruzione e confusione mentale.
    Senza escludere quindi nessun movimento religioso,prendiamo gli esempi buoni da tutto quello che ci circonda e parliamo apertamente anche di temi “sconosciuti e misteriosi” in modo obiettivo e critico,cosicchè chi passa di qui possa farsi un’idea e trarre spunti positivi che lo aiutino a discernere con prudenza le varie e confuse situazioni che caratterizzano il nostro paese.

    • MaX

      Pathos
      L’Iniziazione non rende migliori; un iniziato non è migliore di un non-iniziato. A ben vedere, il concetto di migliore o peggiore discrimina ancora, dunque appartiene al dualismo contingente; essendo per sua natura correlativo permane nel campo di ciò che è relativo. Purtroppo di questo fraintendimento, di cui necessita prender coscienza, si cade vittime anche tra “addetti ai lavori”, forse soprattutto tra quelli, essendo il senso di vanità personale sempre ben desto e forte; insomma, bisogna subire la tentazione per andare oltre la stessa. Però a mente serena è bene ricordare come stanno le cose. Ben venga dunque che, compatibilmente con la tua coscienza, tu abbia scelto di fare come hai fatto. Nelle Iniziazioni alle Arti e Mestieri delle corporazioni medievali, ma anche in quelle cavalleresche e sacerdotali, il compito dell’allievo veniva determinato in base alle sue potenzialità: se si è portati al coraggio della spada perché costringere a fare il vasaio? se all’arte del vetro, perché obbligare alla carpenteria, o alla scultura? Ciascuno ha un compito: difficile il riconoscerlo davvero fino in fondo. Ma se accade, non importa chi si sia o si sia stato.

      • daouda

        Essere iniziati, rispetto a non esserlo, non rende migliori per il semplice fatto che già lo si è. Mi riferisco esclusivamente a coloro che giungono  “in una istituzione iniziatica con serietà e con spirito sincero”.
        Non ci vedo alcun problema e non calcherei la mano sul dualismo che è inerente alla natura delle cose fintanto che “Dio non è”.

        • MaX

          Dipende. Conosco persone, ed innegabilmente una parte di me stesso, che ricercano quell’essere migliori o sentirsi tali per differenziarsi dai “non migliori”. Semplice ed inutile vanità, non certo in senso moralistico, ovviamente, bensì perdita di tempo ed energie sottili. Perché complicarsi la vita correndo consapevolmente dietro a funambolismi simili? Siedi e medita, dicono certi maestri, e non ti preoccupare d’altro. Indubbiamente calcare la mano sul dualismo non fa che rafforzarlo, però senza esserne in qual modo consapevoli si ricade, or oggi or domani, dalla padella nella brace e viceversa. Il dualismo non è insanabile, bensì illusorio, tuttavia produce effetti: il problema è rientrare nell’unità o nello zero metafisico privo di cause ed effetti, o, per dirla in altro modo, ove cause ed effetti non producono più cause ed effetti.
          Allora la domanda è: cosa si fa fintanto che “Dio non è”? In realtà Dio “è” già, adesso e sempre; è l’individualità separata a non accorgersene.

        • daouda

          MaX scrivere che le cose siano gerarchizzabili non è un dramma. Io sono migliore e peggiore in tante cose rispetto a qualcosa o qualcos’altro.
          Visto che concordo con te sulla vanità, ho specificato a chi mi riferivo in modo esclusivo.
          Comunque, ad essere corretti, non esiste dualismo ma dualità, e la differenza è importante.
          Ho scritto “Dio non è” perché fin tanto che si ha l’ Essere o Uno non si ha il Nulla o Zero.

        • MaX

          Daouda
          Molto bene. Forse iniziamo a comprenderci; il che dimostra ancora una volta quanto le parole in sé possano essere ingannevoli e sicuramente limitate. Le cose sono certamente gerarchizzate (le gerarchie angeliche dove le mettiamo, giustamente?); potremmo anche ravvisare una gerarchia nelle operazioni alchemiche, non fosse altro che nella obbligatoria consequenzialità delle tre fasi (benché in parte possano essere anche contemporanee, ma mai invertite); tuttavia qualsiasi gerarchizzazione è tale in una percezione del contingente e del relativo. Se parliamo del Tutto, come fa ad essere il Tutto migliore o peggiore di se stesso? Vogliamo dire Nulla? Analogo. Se parliamo delle parti, siamo ancora nella parzialità. Sembra problema simile al discutere se la coscienza del trascendente sia immediata o graduale, invece di sedersi ed operare per arrivarci; il che ci relega a un livello filosofico-speculativo, in cui si parla del sesso degli angeli. Ho visto e vissuto situazioni reali in cui v’è chi si butta letteralmente ai piedi del “migliore” di turno (magari chiamandolo Maestro), oppure cerca di ingraziarsene le attenzioni o le collaborazioni; e quello stesso “migliore”, che indubbiamente ha maturato qualcosa di più (ma in che ambito davvero?), magari non fa altro che andarsene per la tangente della propria “migliorità”, finendo col proiettare nient’altro se non le sue “migliori” illusioni egocentriche, indubbiamente sincere una volta e forse ancora un poco adesso, ma riducendosi infine col dare il peggio e non il meglio, o  semplicemente il “dovuto”, come recita l’esortazione cristica. Contraddittorio? No, basterebbe aver un briciolo d’esperienza reale di quanto il taoismo, e non solo, suggerisce da secoli; oppure, restando in casa propria, far tesoro del detto popolare per cui “la strada dell’inferno è lastricata di buoni propositi”. Banale? Forse. Io non ci giurerei, però, sul fatto che lo sia. E se riconosci i pericoli effettivi e non moralistici della vanità, e non solo, sai di cosa stiamo parlando. Nella percezione ordinaria i concetti “migliore” e “peggiore” restano fuorvianti per la maggioranza, anche se talora necessari; in quella sovra-ordinaria invece non sono più necessari. Tutto qui. E continuo ad avere il dubbio reale che procedere nel rimbalzarsi tra “alto e basso”, tanto per cambiar termini, sia ancora uno dei molteplici fattori per cui lo Zero Metafisico rimanga una speculazione astratta e filosofica, priva d’esperienza possibile, ciò che invece non è. Dunque la domanda resta: come si giunge allo Zero Metafisico?
          Inoltre ti sarei sinceramente grato se m’indicassi l’effettiva differenza tra dualismo e dualità. Sul serio e senza ironie da parte mia. Grazie.

        • daouda

          Ma sì le parole sono ingannevoli però siamo non solo su internet ma non sappiamo neanche chi abbiamo davanti!

          Tuttavia qualsiasi gerarchizzazione è tale in una percezione del contingente e del relativo. Se parliamo del Tutto, come fa ad essere il Tutto migliore o peggiore di se stesso? Vogliamo dire Nulla? Analogo.

          Hai ragione e difatti dell’infinito si dice apofaticamente. Faccio presente che il Nulla ( o Zero metafisico o Sovra-essere o Non-essere ) pur avendo in nuce l’Essere ( l’Uno ) , preso in sé come concezione non è il Tutto o l’infinito che questo comprende giust’appunto l’Essere ed i suoi tre mondi. Tale assenza di insieme è Tutto.Mi sono un po’ impuntato poi a far presente a N.D. che non si può sperimentare né fare esperienza di quel ce è metafisico ossia spirituale. La realizzazione non è empirica. Preciso perché qualcuno può fissarsi con i “poteri” giust’appunto, cosa che non è.Per il resto io ti dò ragione e concordo, solo che non vedo – se ci siamo capiti e credo di sì – alcun problema nel ritenermi superiore a determinate individualizzazioni ed analogamente inferiore ad altre come non ritengo che nell’ordinario un tale discrimine ed una tale valutazione sia fuorviante. Dire cosa è meglio e cosa è peggio è sapere cosa fà salire e cosa fà scendere, su tutti i livelli, anche quello più esteriore.D’altronde nello stesso campo dell’universale vi sono determinazioni , e seppur è improprio dire che lì ci sia una parzialità, è però chiaro che non vi sono diversi livelli nei gradi superiori dell’essere, nel mondo informale per scrivere alla Guénon.Solo in Dio non si hanno più tali realtà ma non perché nientificate od annichilite ( il ché comporterebbe la fine della parzialità e della relatività stessa, del cosmo come dei nostri fratelli ) ma perché superate , appunto come dici.Difatti il dilemma consiste nel dare carica sentimentale ai concetti migliore e peggiore, cosa che ha pure un suo certo senso perquanto infimo, ma purtroppo strabordante in àmbiti inadatti.Come giungere? Le tradizioni servono a questo anche se ahinoi sono molto molto debilitate , come i nostri esseri tra l’altro.Io cosa posso scrivere? Nient’altro dacché non sò. A noi comunque sarà usata molta misericordia rispetto ai patriarchi, non si dovrebbe mai disperare. Dualismo: ritenere che vi siano due principi opposti tra loro irrisolvibili di cui il monismo è una peculiarità più raffinata poiché riconduce uno dei due termini all’altro ( Hegel è un monista oltre che un panteista ad esempio ) mentre la dualità è semplicemente il processo di polarizzazione dell’Essere. Vi sono vari tipi di dualismi che non è bene vengano confusi tra di loro poiché hanno peculiarità specifiche ma comunque la comune determinate è questa, se non sbaglio. Noi si scriveva certamente di dualità.
           
           

        • MaX

          Forte e chiaro. E sincero. Mille grazie.

        • daouda

          Grazie a te.

  • MaX

    A mettere una mano nuda nell’alveare si ricavano molti bozzi, ma si trova anche un po’ di miele. Mi sembra il senso di ciò che si sta sviluppando da questo dibattito; e, per esser chiaro, non imputo proprio a nessuno la parte dell’ape che punge, semmai tento di riflettere sul miele raccolto. Cerco di focalizzare due punti. E’ drammaticamente vero che la rete appiattisce una qualsiasi percezione integrale, come sostiene Doulos, e nel migliore dei casi la rende letteraria, come leggere un qualsivoglia autore, contemporaneo o di mille anni fa, senza mai conoscerlo direttamente: potrebbe essere soltanto abile nello scrivere, pur introducendo elementi che possono esser percepiti come autentici e sinceri; e forse lo sono pure, magari limitatamente a quel contesto. Però, attenzione: si potrebbe esser ottimi (e diabolici) simulatori anche dal vivo, in presenza fisica. V’è da chiedersi quale Sole intendesse davvero il sempre illuminante Qoelet. Punto secondo. Temo si stia delineando un fraintendimento in termini, il che è comunque positivo se ci si prende la briga d’approfondire meglio ciò che ciascuno intende con gli stessi. Da quanto apprendo da NonDuale posso dire d’aver avuto analoga esperienza in un contesto non massonico, ma che possedeva sangue massonico nelle vene dei fondatori, i cui nomi erano riconosciuti almeno nella massoneria di “Le Droit Humain”. Nell’istituzione non massonica di cui sono stato membro ho conosciuto alcuni massoni ancora attivi i quali, in modo discreto e confidenziale, lamentavano più o meno le stesse cose riferite da NonDuale. Io stesso ho lasciato l’istituzione in questione perché avvertivo che il senso immediato del rituale stava diventando semplicemente sentimentalistico e, dietro le quinte, iniziavano a intravedersi i segni di diatribe poco composte, che avevano più a che fare con il controllo e il potere derivanti dalla meritocrazia e dalla solita smania di gloriuzze autoreferenti (ahimè, esistono in ciascuno e con quelle si devono fare i conti su qualsiasi sentiero). Non sto dicendo che il sistema in sé fosse taroccato o artefatto, bensì che l’attitudine con cui cercar di decifrarne i simboli stesse venendo meno, sostituita da intenti anche inconsapevoli d’altro affare, invalidando progressivamente le possibilità di reale comprensione interiore. Esempi del genere vengono lamentati perfino nello Zen, almeno in occidente. In breve: ritengo che molto di quanto afferma Santaruina sia formalmente corretto, ma poi si debbano fare i conti con ciò che accade. Dunque: una cosa è entrare in una istituzione iniziatica con serietà e con spirito sincero per doversene poi uscire causa degenerazione della stessa; un’altra ricercare la combriccola pseudo-iniziatica di turno perché non si sa come passare i sabati. Con l’aggravante che una qualsiasi istituzione iniziatica può ancora seguire un rituale ineccepibile ma, come dice NonDuale, reso vuoto e non operativo dall’incomprensione o dalla volontaria devianza dei propri membri. Perché un’iniziazione sia resa effettiva e non semplicemente virtuale richiede piena compartecipazione degli officianti e dei recipiendarii, ma non al solo istante dell’impartizione, bensì da quel momento e per sempre, in ogni istante della vita; non è un fatto meccanico e nemmeno l’analogo di ricevere qualcosa di definito e definitivo da tener in tasca come oggetto acquisito, magari per gloriarsene, bensì una attitudine da coltivare in continuazione. Semmai rischia di divenire un legame psichico e superstizioso proprio nel momento in cui venga percepito come fatto meccanico e ineluttabile, tributato a ossequio passivo di chissà quali potenze esteriori: Tutto è dentro ciascuno. E, perdonate il modo esplicito, se chi impartisce un’iniziazione e chi la riceve sono tonti, ovvero ripetono solamente gesti che non hanno penetrato interiormente e nemmeno intendono farlo, se sì con altri fini, tonti restano a dispetto dell’ortodossia simbolica e del valore effettivo di quanto trasmesso. Il che suona simile a quanto viene espresso col paradosso alchemico per cui “per far dell’oro bisogna già averne”.

  • Anonimo

    Ci sono tantissimi spunti interessanti tra queste pagine, specialmente ora che c’e’ la “massa critica” per le scintille e la ieratica saggezza di molti e’ perturbata dall’emotivita’…

    Devo ammettere che molti spunti sono esempi utili di come si rischia di essere vittima delle ambiguita’ e le seduzioni distese come trappole a coprire l’imbocco e poi lungo la via. Fra tutte una, quella della sindrome del “commentatore da bar sport” (detta anche “Chi sa fa, chi non sa insegna”). Cos’e’ buddha, si chiede una popolare storiella zen.

    Ma per i piu’ furbi ed ‘evoluti’ le trappole sono piu’ sofisticate – Non siamo tutti come pecore in mezzo ai lupi? Ci conviene quindi essere cauti e semplici.
    Ora qualcuno dira’ – questo viene a predicare umilta’ e lo fa con questo tono saccente? Rispondero’, magari fossi capace di togliermelo questo vizio dell’arroganza, ma tant’e', per ora ce l’ho. Volevo provare a suggerirvi quello che in cuor mio, penso sia un consiglio valido e mi spiace per non essere capace di farlo in modo piu’ mansueto e meno antipatico.
     
    Sono tanto, tanto tentato di dire anch’io la mia nel merito delle questioni discusse, ma per ora preferisco limitarmi a questo.
     
    Santa – una domanda indiscreta (scusami se hai gia’ risposto altrove) ma perche’ ti sei imbarcato in quest’avventura?
     
    In bocca al lupo!

  • Santa – una domanda indiscreta (scusami se hai gia’ risposto altrove) ma perche’ ti sei imbarcato in quest’avventura?

    Bella domanda :-)
    Il blog, in origine, nasceva, tra le altre cose, proprio dalla volontà di affrontare il tema dell’ esoterismo da un punto di vista critico, dal momento che pochi argomenti come questo sono passibili di fraintendimenti.
    Devo confessare che inizialmente, stiamo parlando di più di cinque anni fa, il tutto era molto più semplice, dal momento che il blog era letto da una decine di persone, molti dei quali più ferrati di me sull’argomento, e le discussioni erano una sorta di chiaccherata tra amici che condividevano uno stesso punto di vista.

    Poi è arrivato anche qualche lettore in più, ed allora decisi di ‘accantonare’ le trattazioni più approfondite, proprio per evitare facili fraintendimenti da parte di chi fosse digiuno di tali tematiche.
    Ma ogni tanto si ritorna a parlarne :-)

    a presto

  • Anonimo

    Grazie della risposta – ma a te che ti importa se qualcuno fraintende il tema dell’esoterismo? I poveri li avremo sempre fra noi – Da quel poco che capisco io, e’ inevitabile che cio’ accada per molti, e’ nella natura stessa delle cose.
    Chiedo scusa se dirotto la conversazione, ma a me sembra che sia un aspetto fondamentale da chiarire prima di ‘rispolverare’ le trattazioni piu’ approfondite.
    Nel mio piccolo credo che potrebbe anche aiutare a quietare ii toni di alcuni commentatori (che mi azzardo a dire potrebbero averti frainteso) e forse aiuterebbe dissipare un po’ di quella incomunicabilita’ propria del medium che Doulos molto giustamente denuncia. E poi sono curioso (che e’ gia’ il secondo difetto che confesso… ah come mi sento meglio).
     
    Qualsiasi sia la ragione, comunque grazie mille dell’impegno e tempo che profondi in questo sito
     
    A presto
    Enrico
     

    • Ciao Enrico

      questi temi sono facili a malinterpetazioni, e sarebbe un peccato se nel proprio piccolo si desse un contributo in quella direzione.
      Sempre nel proprio piccolo ognuno tenta di dare il proprio contributo.
      sopratutto, ripeto, in tempi come questi, in cui con la diffusione della tela tali argomenti sono divenuti ‘di massa’ come mai era capitato nelle epoche storiche precedenti.

      A presto

  • miriam

    @Doulos:
    chi sei? Mi rendo conto che la domanda in un così alto contesto è un po’ fuori luogo, ma non posso non farla perché nei tuoi splendidi commenti c’è qualche cosa che mi suscita una profonda, struggente nostalgia…
    Carlo, scusa se approfitto della tua ospitalità per inviare un commento personale e grazie perché proponi sempre argomenti interessantissimi che suscitano discussioni che è poi una delizia seguire – in silenzioso apprezzamento, visto il livello degli interlocutori.
    Non ve ne andate, please.

    Miriam

    • Doulos

      Strana domanda, da restare basiti direbbe la mia dolce metà.

      Sono un uomo immeritatamente baciato dall’amore di Dio.
      Figlio e padre, amante amato dalla più incredibile donna dell’universo, marito di una sola moglie, sempre lei, ricercatore di verità, trovato dal solo Vero, discepolo, guida, studente – fino all’ultimo respiro – accompagnatore di altri a me affidati, fratello, amico.
      Nato protestante in un mondo cattolico, cresciuto arrogante come tutti i narcisisti, in atto di guarigione per l’incontro con Cristo, coi maestri che mi ha dato e con la sua terapia – iniziata almeno trent’anni fa, ma in fondo non lo so veramente, forse era davvero prima, dal ventre di mia madre come direbbe l’autore del Salmo.
      Iniziato a investigare le Scritture da cavalcioni al nonno – non ci posso fare niente è più forte di me – mi sforzo ora di sapere solo Cristo, e Cristo crocifisso.

      Questo posto è bello. Ci torno di sicuro.

      Ma è tipico maschile di prendersi tempo in solitaria quando sia il momento. Ed ora il suono sommesso e sottile chiama.
      Un tempo è dato per esprimersi, un tempo per ascoltare.
      Chi teme l’Eterno esce da tutto, è scritto. Anche Gesù sapeva essere asciutto: andiamo altrove.

      Posso permettermelo: sono un uomo immeritatamente baciato dall’amore di Dio.

      La parola è presso di te, nella tua bocca e nel tuo cuore: anche questo è scritto.

      La grazia sia con te Miriam, splendido nome.

      • miriam

        Grazie. Della risposta, che in modo molto esauriente e poetico soddisfa la mia domanda, nata come un mulinello dell’anima al soffio di quel Vento che ogni tanto chiama anche me. E dell’augurio, che ricambio di cuore, pur capendo che forse non ti serve perché ti è già successo.
        Ogni bene a te e a tutti quelli che ami.

        Miriam

  • jackblack77

    @NonDuale
    Boh, leggendoti mi sembra di essere ritornato ragazzino (magari…:)).
    “Tu non hai mai provato le canne, quindi che parli a fare?”
    “Tu non hai mai baciato una ragazza con la lingua, quindi che parli a fare?”
    “Tu non hai mai fatto a botte, quindi che parli a fare?”
    Ecc…ecc…ecc…
    Dopo qualche anno (accidenti come passa il tempo!), le cose le ho provate (tutte quelle menzionate e molte altre, purtroppo). Non ho cambiato opinione, e per qualcuna mi sono pentito di averla provata (non il baciare le ragazze, ovviamente!).
    In base alle mie esperienze, credo che il tuo assioma “se non provi sulla pelle, non puoi parlarne con cognizione di causa”, applicata alla Massoneria (ma anche a tante altre cose) sia una ENORME SCIOCCHEZZA (più avanti lo spiego). E infatti non vedo molti che appoggiano questa tua teoria.
     
    Il fatto è che oggi non siamo nel1717, incui non si sapeva praticamente nulla dell’organizzazione. In questi trecento anni ci sono state centinaia di persone che, ammettendo di essere (o essere stati) ufficialmente membri di logge famose, hanno contribuito alla deforestazione compilando tomi su tomi (“scrivere” mi sembra esagerato) svelando segreti importanti e descrivendo la natura delle logge (sempre negativa, comunque. Sembra che tu sia l’unico a difenderle a spada tratta…).
    Perché non si può discutere su questi contenuti? Si mette in dubbio la loro veridicità?
    O piuttosto si vuole provare a tutti costi, sulla propria pelle, l’emozione della prima persona? Secondo me è un rischio inutile.
     
    Venendo al discorso sulla SCIOCCHEZZA: noi possiamo valutare le cose dalle loro conseguenze dirette (“li riconoscerete dalle loro opere”), non abbiamo bisogno di testarle personalmente. Vediamo di seguito quali sono le informazioni più banali sulle quali ragionare, senza andare per forza ad iscriversi ad una loggia.
     
    Esempio 1: la massoneria ha dei riti scritti e ufficiali, parte dei quali possono essere visionati anche nella rete. Quello che vi viene affermato ha il suo peso e non può essere ridotto a “sono cretinate per chi ci crede”. Certo, se sei un giornalista infiltrato per scrivere un articolo, magari puoi non crederci e uscirne esattamente come sei entrato (non credo, ma supponiamo che si possa fare). Ma se sei proprio tu a voler intraprendere una (contro?)iniziazione autentica, e sei fermamente convinto di questo, e vuoi pure conoscere i loro segreti (se loro te lo permettono), difficilmente rimarrai lo stesso: proprio perché accetti di CREDERE a quello che ti viene svelato, non puoi fingere. Se fingi, loro se ne accorgono e i segreti di cui sarai messo a conoscenza saranno quelli di pulcinella :)
     
    Esempio 2: (sul discorso della “negatività” della massoneria, che sembra urtare la tua coscienza, se ancora ne hai una visto il tuo nick…)
    In un bell’articolo di Santa, viene spiegato il “patto di fratellanza” che è il primo passo per l’ingresso nella loggia. Il patto prevede di non tradire i propri fratelli anche se ipoteticamente si scopre che commettono crimini gravi! Se per te questa cosa non è fonte di negatività, allora devi rivedere la tua scala di valori.
    Se poi vogliamo andare più a fondo, c’è tutto il discorso sul G.A.D.U. che meriterebbe una trattazione a sé. Posticipiamola a quando Santa pubblicherà la ricerca completa.
     
    Infine, a mio modesto parere bisogna sempre specificare di quale massoneria si parla, perché anche solo dopo il 1717 si possono distinguere vari periodi e varie tipologie di loggia; se poi andiamo a prima di quella data, si è detto tutto e il contrario di tutto.
    Per intenderci: non puoi parlare in generale di “massoneria” e poi buttare sul tavolo considerazioni sulla P2, mi sembra quantomeno fuori luogo.
     
    Sulla base di tutto ciò, ritengo valido questo articolo di precisazione di Santa, e condivido i suoi dubbi sui vari “iniziati” che entrano ed escono dalle logge come dalle discoteche, e che poi le descrivono come scatole vuote.
     
     
    @Doulos
    Ti capisco. Hai tutta la mia solidarietà. Ti ricordi le nostre disquisizioni metafisilosofiche? Ah, i bei tempi…:)
     
    @Santa
    “Non mollare mai…Non mollare mai…Non mollare mai…” ad libitum. :)

    • @Jackblack77: secondo me non devi aver letto tutti i miei commenti perché la descrizione che do della Massoneria e’ tutt’altro che idilliaca. Inoltre e’ vero che in giro si trovano molti scritti sulla massoneria e pseudo-trascrizioni di rituali. Tuttavia non tutte corrispondono a ciò che realmente accade nelle logge. Inoltre ci sono enormi differenze tra i rituali, le intenzioni e l’approccio delle logge di tipo “francese”, i Grandi Orienti affiliati al Grande Oriente di Francia (come il GOI) e logge “inglesi” affiliati alla UGLE, tipo la GLRI. 
      Puoi quindi arrampicarti sugli specchi quanto vuoi tentando di giustificare il fatto che parliate basandovi su informazioni indirette. Le vostre rimangono comunque opinioni superficiali e inevitabilmente di seconda mano. 

      • jackblack77

        Perché secondo te uno che si affilia ad una loggia oggi ed esce fra un anno dispone di informazioni più importanti delle confessioni di un Gran Maestro?
        Mi sembra alquanto improbabile…comunque sei libero di pensarla come vuoi, resta il fatto che fior di studiosi hanno scritto di tutto e di più su questi argomenti, e molti di loro hanno utilizzato testimonianze “di seconda mano” che però poi si sono rivelate perfettamente aderenti alla realtà.

        Sul discorso dell’idilliaco, tu esprimi la tua opinione dicendo che per te la massoneria è un insieme di persone che neanche sanno più cosa vogliono. Potrei darti ragione se parliamo dei pivellini “bassa manovalanza”, ma i gradi superiori e soprattutto i “nascosti” sanno benissimo cosa fanno, e purtroppo finora lo hanno fatto fin troppo bene.

        Certo negli ultimi decenni le logge cominciano a sfaldarsi, e probabilmente nel giro di qualche anno vedremo sciogliersi tutto come neve al sole; ci sono vari articoli di Santa a questo proposito. Ma ciò non toglie che i danni sono stati fatti per secoli e le conseguenze continuano a ripercuotersi anche oggi. 

        Puoi quindi arrampicarti sugli specchi quanto vuoi” 
        mi sembra un tono eccessivo per un’entità non duale :)

      • daouda

        Mi spieghi perché allora caro N.D. tu cianci dei principi se non li hai realizzati? Secondo il tuo arbitrio saremmo tutti condannati al silenzio mentre qui i giudizi che si provano a dare, corretti od erronei, cercano di basarsi sui principi in relazione alla congiuntura che ci è posta innanzi.
        Che poi , sinceramente, non ho ancora compreso quale sia il tema del contendere, il ruolo della massoneria o quel che vi accade all’interno, che sono due cose completamente diverse.

  • Anonimo

    Santa, ho capito – grazie mille della risposta, in bocca al lupo!
    Ciao, Enrico
     

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