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¿te quedarás, mi pesadilla
rondándome al oscurecer?


-o- Too late to die young -o-
6 aprile 2011

Sorridi, è una foto economica

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il seguente scritto di Antonio Pani, una “istantanea” della situazione economico-sociale attuale che offre interessanti spunti di riflessione.


Di Antonio Pani.

Premessa.

Questo breve scritto vuole essere una semplice e modesta “istantanea” del momento economico, sociale e culturale che stiamo vivendo.
Bloccare tutto per un attimo, fermarsi per “prendere un po’ di fiato” e riflettere, può essere d’aiuto.
Non dimentichiamo che è nel presente che troviamo tracce importanti del nostro futuro.

I nuovi schiavi.

Il mondo è ricco di nuovi schiavi, che non sanno di esserlo, e si avvitano su se stessi mentre chiedono aiuto al loro carnefice.
Il concetto merita di essere approfondito.
Siamo oppressi dai debiti (1), generati da un vivere al di sopra delle nostre possibilità e agevolati da un’immane, quanto insana, concessione diffusa del credito al consumo.
Di fatto abbiamo perso la capacità di risparmiare, caricandoci sulle spalle il peso delle famigerate rate mensili, che ci strangolano e ci obbligano a lavorare, “costi quel che costi”.
Aggiungiamo l’inflazione, la crisi economica, la disoccupazione, un sistema bancario a riserva frazionaria “fuorilegge” e il cocktail è servito.

Le aziende chiudono, i cittadini sono alla canna del gas, mentre lo stato annaspa, continuando imperterrito a bruciare miliardi di euro, dei quali non rende conto a nessuno.
I nostri politici poggiano “la rinascita” dell’economia sul consumo ad ogni costo; lo predicano ad ogni angolo dei media.
Questa affermazione, tuttavia, si presta ad almeno una critica di rilievo.
Infatti, da che mondo e mondo, è risaputo che il consumo (soldi da spendere) si può avere solo dopo avere risparmiato.
Non spendo oggi, rinunciando a qualcosa, per avere un piccolo/grande gruzzolo da gestire domani.
Consumare ad ogni costo potrebbe non essere poi una grande idea.

L’economia di oggi.

Occorre aggiungere e precisare che buona parte del denaro utilizzato dallo Stato, al pari di quello delle banche, è denaro creato dal nulla, dalla Banca Centrale, che prende il nome di moneta FIAT.
Quest’ultima non è controvertibile/garantita da alcun altro bene reale e/o materia prima, come l’oro, il petrolio, un immobile etc…
Pertanto, si tratta solo di una scrittura contabile digitale, capace però di aumentare la massa monetaria disponibile e la liquidità; questo al pari del già citato sistema a riserva frazionaria che, per esigenze di semplicità e spazio, non spiegheremo qui.
Lo Stato, spendendo “a deficit” i soldi che non ha (quelli della Banca Centrale), immette sempre più moneta in circolazione, riducendo il valore di quel “risparmio-gruzzolo” di cui abbiamo parlato prima.

Trattasi della famosa inflazione (monetaria), che si concretizza grazie a questa semplice regola economica: se la quantità dei soldi disponibili aumenta, grazie a quelli “freschi di stampa”, i denari che circolano da più tempo, anche quelli risparmiati, diminuiscono di valore/potere d’acquisto.
L’inflazione ha anche un altro effetto devastante e maggiormente conosciuto: quello di generare l’aumento dei prezzi.
Non credo sia possibile trovare un governo che non voglia poter spendere e spandere senza freni.
Infatti, questa “magica” gestione economica “poggiata sul nulla”, cioè su Banche Centrali, moneta FIAT e riserva frazionaria, è accolta a braccia aperte dai governanti di tutto il pianeta.
Questi appena descritti sono i soggetti e lo sfondo della nostra “fotografia economica”, alla quale dobbiamo ancora dare il famoso “tocco artistico finale”.

Il socialismo e il “peso dello Stato”.

Di fatto, oggi, siamo assoggettati a un socialismo/statalismo neanche tanto velato.
Da un lato burocrazia, tasse e balzelli di ogni tipo, vessano e affossano i cittadini, i lavoratori dipendenti, gli imprenditori e l’intero mercato; quest’ultimo è “distorto e piegato” al volere dello stato, a causa della sua costante intromissione.
Dall’altro l’amministrazione centrale domina la scena, gestendo il denaro e le risorse che ha “prelevato”, presentandosi a tutti come l’unico salvatore in grado di muovere e gestire l’economia “malata”.
Notare che, vicini al governo, ci sono sempre gli amici e i privilegiati, che non esiteranno a ringraziare per le commesse ricevute (non di rado, infatti, si sente parlare di tangenti).
Ricordando la prima frase sugli schiavi inconsapevoli, torna in mente anche il concetto riguardante l’interventismo statale.

Più le cose vanno male, più ci si rivolge a qualcun altro per essere aiutati, in particolare allo stato (carnefice), affinché si adoperi immediatamente per “salvare tutto e tutti”.
Peccato che sia proprio grazie alla sua eccessiva presenza e intromissione economica e sociale che i cittadini sono praticamente bloccati in attesa di risposte, lavoro e denari.
Allo scopo si vedano anche le politiche riguardanti sovvenzioni e partecipazioni statali varie, incentivi auto, “quote latte” e via discorrendo.
In altre parole, oggi il libero mercato non esiste più.
La stessa libertà, nel senso più ampio del termine, è a rischio.
Tali concetti sono precursori di un’altra inquietante riflessione, a proposito del “peso dello stato” nella vita quotidiana.

Oggigiorno la comunità dipende da scelte e denaro pubblico in modo opprimente e disarmante, molto più di quanto non si possa immaginare.
Con un po’ di pazienza, calcolatrice alla mano, vi sono dati sufficienti affinchè chiunque possa facilmente verificarlo da sé.
E’ dipendente in senso letterale del termine, perché la maggior parte dei cittadini è “pagata dallo Stato”.
In pratica vige quello che in rete è stato definito un regime di “democratura”, una miscela fatta di democrazia e dittatura.
A questo punto, sembra materializzarsi un possibile problema.
In un’ottica statalista di tipo “oppressivo”, al limite della “militarizzazione delle strutture pubbliche”, prima di mangiare sarà necessario obbedire.
In pratica, ben oltre la metà dei cittadini italiani dovrà svolgere bene il proprio lavoro, se vuole che il governo gli paghi lo stipendio a fine mese.
Sussiste, inoltre, la possibilità di andare incontro a un mondo felice, dove tutti saranno “liberi di essere controllati”, anche da colui che gli sta accanto.
Occorre, altresì, tenere a mente che circa 500.000 dipendenti dello Stato (2) (Forze Armate e Polizia) sono armati e addestrati, e che questo numero, all’occorrenza, potrebbe salire in modo considerevole.

Le persone che vivono grazie alla macchina pubblica, in un regime di rigida democratura, potrebbero fare qualsiasi cosa pur di portare a casa un tozzo di pane.
Anche barattare la loro libertà, non prima di avere messo seriamente in discussione quella degli altri, in particolare di quelli “non stipendiati” dal Governo.
Il fatto che in questa moltitudine di cittadini siano compresi anche i bambini e i ragazzi che non lavorano, è un particolare di non poco conto.
In situazioni critiche come quelle prospettate, un genitore sarebbe disposto a fare o subire qualsiasi cosa pur di non far mancare niente ai propri figli.
Alla luce di queste considerazioni l’odierno vivere e confrontarsi in modo aggressivo, basato su convinzioni e punti di vista diametralmente opposti, trova una sua ragione d’essere e, inoltre, una nuova prospettiva.
Il noto scontro fra lavoratori pubblici (parassiti) e imprenditori, commercianti, artigiani (evasori) è un esempio“classico”.
Questi sono i meravigliosi effetti di quella che può essere definita “polarizzazione ad arte” della società.

Si tratta di un elemento portante di quella tragica e snervante “guerra fra poveri” che, giorno dopo giorno, accompagna buona parte della popolazione.
Lo scenario descritto qualche riga più su (rigida democratura) non è lontano né, tanto meno, impossibile.
Una forte imposizione statalista potrebbe, per esempio, verificarsi a seguito di una nuova e violenta crisi economica, in un futuro che incombe e freme di diventare “presente”.
A più disoccupazione, disperazione e fame, seguiranno maggiori richieste di aiuto allo Stato, condizioni ottimali per giustificare una politica maggiormente basata sull’”imposizione dall’alto”.
I pezzi del puzzle andrebbero tutti al loro posto, e il Governo assumerebbe il comando “stringente” a cui si accennava in precedenza.
A questo punto i cittadini “stipendiati” dall’amministrazione centrale, potrebbero anche essere invitati a diventare “controllori” del buon funzionamento della società.
Uno Stato che, anziché svuotare le tasche ai cittadini e inflazionare il denaro, perseguisse in modo effettivo ed efficace la tutela della libertà, nel senso più ampio del termine, avrebbe già risolto buona parte delle problematiche socio-economiche.
Ma un popolo libero non serve a nessuno, è difficile da governare, gli “schiavi” sono molto meglio.

Numeri e riflessioni.

A sostegno della teoria appena esposta vi sono dei numeri significativi.
Occorre premettere che le cifre sotto riportate sono calcolate in modo indicativo, per definire un quadro di massima della situazione Italia (e non solo).
Per quanto riguarda i dati complessivi “di partenza”, sono state utilizzate le fonti elencate a fine documento.
Per calcolare il numero di cittadini iscritti nel libro paga dello Stato è sufficiente prendere in considerazione due dati:

1)  – Il numero dei dipendenti pubblici, circa 4 milioni (3);
2)  – il numero dei pensionati, circa 17 milioni (4) e (6).

Si tratta di 21 milioni di cittadini, oltre 1/3 della popolazione censita (5); un numero che fa riflettere (ad esempio in “chiave elettorale”).
A queste cifre andranno aggiunti anche il numero dei coniugi dei pensionati senza entrate (7),(10), oltre al numero dei figli a carico dei lavoratori dipendenti pubblici. (5)
Dopo un paio di semplici e ragionevoli calcoli, si è potuto appurare che oltre la metà dei cittadini italiani vive direttamente con i “soldi statali”.
A consolidare e rafforzare le cifre appena indicate, relativamente al “peso dello Stato”, ben possono essere chiamati in causa anche i privati, sia dipendenti (8) che liberi professionisti (9) (complessivamente oltre 8,5 milioni di lavoratori).
Se si tiene conto di quanti “privati” lavorano grazie alle commesse pubbliche (davvero molti), si può facilmente intuire quanti siano i cittadini italiani che vivono “indirettamente” con i “soldi statali”.
Stiamo parlando, come già detto, di oltre il 50% della popolazione, una cifra al limite dello “spaventoso”.

A sostegno e corredo di questi numeri è possibile aggiungere che, nell’anno 2009, il costo sostenuto dal Ministero del Lavoro per la tutela degli invalidi e dei non autosufficienti supera i 45 miliardi di euro, a cui bisogna aggiungere le prestazioni locali. (6)
Riferendo il tutto alle odierne scelte dei liberi cittadini, non può non rilevarsi il “peso” dell’apparato pubblico.
Appare non privo di ragioni, quindi, sostenere che una struttura statalista di tipo “autoritario” avrebbe le carte in regola per pesare ancora di più.
Dare tempo al tempo sarà utile per definire, in dettaglio, il futuro che attende l’intera popolazione.
In ogni caso non bisogna disperare, perché le cose positive ci sono, si chiamano amore, conoscenza e impegno.

Suggerimenti per il futuro.

Buona parte degli italiani, spesso, pensa a qualcosa simile a: “ma io non ci posso fare nulla”.
Probabilmente commette uno sbaglio, in quanto ognuno di noi “può fare”.
E’ importante sapere che il senso dell’abbandono e la rassegnazione, che sono percepiti in modo diffuso, non sono dei fenomeni esattamente naturali.
Diversi, infatti, sono i fattori che influenzano la crescita e la formazione, anche psicologica, di un membro della società odierna.
Molto di ciò che noi siamo oggi, per esempio, ha origine dai tempi della scuola.
Si tratta di un luogo nel quale ci è stato insegnato come comportarci e, soprattutto, a comprendere bene quale è il nostro posto nella società.
Molti esperti, studiosi e docenti, si sono adoperati nel descrivere le attività che si svolgono negli istituti scolastici; la produzione di libri, manuali, saggi e approfondimenti è praticamente illimitata.

Fra i “frutti” di questo immenso lavoro, vi sono anche “Le sette lezioni” di John Taylor Gatto (11).
E’ la fotografia di ciò che viene realmente insegnato nelle scuole, e di quanto ciò sia rilevante per l’organizzazione sociale.

Nel novero degli elementi che incidono nello sviluppo del cittadino, non possono mancare “televisione e media”.
Come dimenticarsi del fatto che, ormai è da anni, la popolazione è immobile davanti a schermi e quotidiani, ad aspettare che le venga detto:
–    cosa succede;
–    cosa è vero, ma anche cosa non lo è; si tenga conto che, sovente, ciò accade “invertendo di posto le cose”, così da creare quella “sana e utile confusione” che non deve mai mancare;
–    cosa e come debba mangiare (vedi sopra per la confusione);
–    cosa fa bene e cosa no (idem);
–    quali siano gli argomenti interessanti e quali quelli da scartare; cosa questa che, peraltro, è stata già fatta al momento della compilazione del palinsesto o del programma (tv).

L’uomo è diventato spettatore della propria vita, lasciandola in mano agli altri, a quegli pseudo-esperti-competenti che, grazie ai mass-media, tutti i giorni e in tutti i modi riescono a “raggiungerlo e bombardarlo”.
Praticamente vivono con lui.
Notare che, questo meccanismo, fa si che la maggior parte della popolazione sia convinta di vivere in compagnia del mondo; pensi che sia “tutto intorno a te”, mentre in realtà spesso è più sola e più povera, soprattutto nello spirito.
Una buona domanda è chiedersi perché molte persone facciano fatica a rimanere concentrate, o ad avere una buona soglia d’attenzione.
A tal proposito, è possibile soffermarsi un attimo su videogiochi, cellulari, internet e/o “facebook”.
Si tratta, soprattutto per i più giovani, di un cocktail fatto di “puro smanettamento”, dove ogni mossa deve essere rapida, istintiva e, talvolta, cinica.
Peccato che si “bruci” il tutto troppo in fretta, mancando spazi, tempi, profumi e modi adeguati; per approfondire una conoscenza, una persona, un semplice argomento.
E’ un vivere “mordi e fuggi”, ecco perché è difficile concentrarsi e stare attenti.

Il futuro sarà gestito da questi bambini/ragazzi/giovani, nei quali tutti hanno una grande fiducia ma che, in maniera non esattamente riconoscibile, vengono in qualche modo “plasmati” già da adesso.
Una risposta “attiva” a questo stile di vita è insita nel rispolverare l’antica arte del fare, di un sano incontrarsi di persona, fatto di sguardi, aromi, condivisione reale e sorrisi genuini.
Ricominciare da noi, dalla nostra famiglia, dai nostri affetti, dai nostri cari e dalla nostra comunità, come disse anche Lino Bottaro, in un suo articolo sulla “globalizzazione”.
Investiamo in amore, disponibilità e solidarietà vera.

Conclusioni.

In un mondo che “vibra”, trasmettendo segnali fra i più svariati e indecifrabili che il genere umano abbia mai conosciuto, si percepisce, in modo netto, un disperato “bisogno di risposte”.
Le domande sono molteplici, almeno quanto le conoscenze utili al fine di “trovare “soddisfazione”.
Un significativo passo in avanti è quello di mettere in contatto diverse percezioni, diversi mondi e differenti conoscenze, così da tentare di aiutare tutti a capire meglio ciò che accade.
Quando arriverà la prossima crisi economica ci saranno non pochi problemi da affrontare.
Il “dopo” presenta un’infinità di scenari, che spaziano da un “tenero” rimboccarsi le maniche a un tragico “uccidere per un pezzo di pane”.
Nel mezzo, a mio modesto parere, c’è l’indispensabile necessità che ognuno di noi si dia da fare subito, per acquisire/testare conoscenze primarie, arti e mestieri, riappropriandosene.
Occorre aggiungere che senza una discreta infarinatura di questo tipo, si potrà fare troppo poco per non “subire in modo importante”.

Scelte associative, da valutare anche oggi, potrebbero essere d’aiuto in questo senso.
In forma “esattamente capovolta”, è possibile ritrovare il concetto delle conoscenze primarie nel libro “Cosa è il denaro”, di Gary North (12), in particolare nel passaggio in cui afferma che: “nella società moderna dipendiamo strettamente dalla specializzazione anche per nutrirci” (pag.97).
Nel mondo “post crisi”, dopo un disastro socio – economico, le specializzazioni saranno “azzerate”, da qui il bisogno di avere “nelle mani e nella testa” qualcosa in più, magari da trasformare in cibo.
Un caro saluto, e un sincero “in bocca al lupo”, a tutti coloro che “incroceranno” queste riflessioni.

Elenco delle fonti:
(1)    Circa 16.000 euro in media a famiglia, Fonte Cgia Mestre, dicembre 2009;
(2)    Elaborazione del Ministero della Funzione Pubblica, basata su ricerca OCSE-PUMA, anno 2002;
(3)    Elaborazioni OCSE-PUMA, anno 2002, integrate da Stefano Nespor – Federico Boezio nello studio: “Quanti sono gli impiegati pubblici?”, che tiene conto anche dei dipendenti delle Aziende Ex Municipalizzate, pubblicato sulla rivista RIP, Rivista Impiegati Pubblici, Sezione Contributi;
(4)    Istat, riferimento al 31/12/2007;
(5)    Wilkipedia+ dati censimento 2010, la percentuale di donne è pari al 51,4%, il numero medio di figli per ogni donna è pari a 1,40;
(6)    I.N.A.I.L., Contact Center Integrato SuperAbile di informazione e consulenza per la disabilità;
(7)    il 35% dei nuclei familiari di ultrasessantacinquenni è composto da una sola persona, “La crisi del 40° anno – Corriere della Sera”, 26 giugno 2010;
(8)    Il Sole 24 ore + Cgia di Mestre, “Un lavoratore su due non ha diritto agli ammortizzatori sociali”, 10 gennaio 2009;
(9)    A seguito di una breve ricerca personale su internet è stato possibile reperire da Articoli/approfondimenti su riviste specializzate e presso Albi, Elenchi vari e Ordini professionali, i seguenti dati significativi: Notai, 5.200, Ingegneri, 213.000, Architetti, 136.000, Geometri, 110.000, Giornalisti, 100.000, Avvocati, 190.000 circa (media), in quanto 230.000 (Avv. Guido Alpa all’inaugurazione Anno Giudiziario 2010) – 137.000 (Cassa Forense); altre fonti dicono: 3,4 ogni 1000 abitanti, quindi 204.000; Periti industriali+geologi+periti agrari, circa 150.000; biologi, farmacisti, commercialisti, chimici, medici chirurghi e odontoiatri etc…, circa 100.000.
(10)    Istat, rilevazione casalinghe disoccupate iscritte presso l’I.N.A.I.L. al 31/12/2009 (n. 2.025.900); n.b.: l’ISTAT stima che le casalinghe italiane siano, complessivamente, circa 8 milioni (iscritte INAIL e non);
(11)    John Taylor Gatto, nato il 15 dicembre 1935, è un insegnante di scuola americana in pensione, con 29 anni e 8 mesi di esperienza, autore di diversi libri in materia di istruzione.  Lui è un attivista critico della scuola dell’obbligo, del divario percepito tra l’adolescenza e l’età adulta, e di ciò che egli caratterizza come il carattere egemonico del discorso sull’istruzione alle professioni.
(12)    Gary Kilgore North (classe 1942), è uno storico economico ed editore che scrive prolifico su argomenti quali economia, storia e teologia cristiana; autore dell’imperdibile  libro “Che cosa è il denaro”, tradotto e pubblicato in Italia dalla “Associazione Culturale Usemlab, – Economia e Mercati”;

121 comments to Sorridi, è una foto economica

  • Tyog

    In sostanza, e parlo seriamente, proponi un ritorno al cristianesimo primitivo?

  • Santaruina

    Ciao Tyog.
    Non so se ti riferisci in particolare a questo scritto di Antonio Pani o più generalmente al blog nel suo complesso, e quindi alla mia "visione".

    Comunque, per quanto mi riguarda, il cristianesimo è quello che si evince innanzitutto dalle parole di Gesù.
    Non servirebbe alcun "ritorno alle origini", ma una semplice, e profonda, riflessione sulle parole di Gesù, per chi si ritiene cristiano.

    A presto

  • anonimo

    Ritornare ad uno stile di vita che si rifaccia allo stile di vita dei monaci? dove la comunità intera provvedeva ai propri bisogni?
    L'idea mi solletica…..
    Un abbraccio a tutti gli uomini (e donne) di buona volontà!
    Antonio

  • toporififi

    Dal punto di vista cristiano le cose non possono stare che così, in quanto queste cose sono annunciate.
    Ci sono dei verbi usati al condizionale in questo articolo che secondo me sono già presente.
    A questo punto mi sembra opportuno farsi due domande, cioè quando perderemo ciò che abbiamo e cosa perderemo oltre i beni materiali.

    L'articolo è molto chiaro su ciò che si sarà disposti a fare per conservare presunti privilegi da schiavi.
    In un suo spettacolo recente, Marco Paolini, parlando delle attività eugenetiche del terzo reich cita il caso di una suora che ammazzava i bambini disabili e che candidamente chiede agli uomini che l'arrestano alla fine della guerra: "Mi succederà qualcosa?"

    Ora il fine della vita cristiana è l'acquisizione dello Spirito Santo, non l'ordinamento sociale più vantaggioso, quindi direi che il fatto di non perdere l'anima in un contesto in cui per conservare i privilegi sarà richiesta un'attitudine piuttosto disgustosa, sarà la vera sfida.

  • anonimo

    "Vedete, Pietro dorme, Giuda è sveglio". Questa è una cosa che ci fa pensare: la sonnolenza dei buoni. Papa Pio XI ha detto: "il problema grande del nostro tempo non sono le forze negative, è la sonnolenza dei buoni" … La Chiesa è sempre minacciata, c’è sempre il pericolo, l’opposizione del diavolo che non accetta che nell’umanità sia presente questo nuovo Popolo di Dio, che vi sia la presenza di Dio in una comunità vivente. Non deve quindi meravigliarci che ci sia sempre difficoltà, che ci sia sempre erba cattiva nel campo della chiesa
    http://www.totustuus.it/modules.php?name=News&file=article&sid=3766


  • Santaruina

    Quello del "cosa si sarà disposti a fare" rappresenta anche per me una delle questioni più importanti che questo articolo di Antonio Pani mette in luce.

    Come si ricordava, con la "autorizzazione" di un ente recepito quale "legittimo" quale può essere lo stato, si può arrivare a compiere l'impensabile, pur di avere del cibo nella propria gabbia.

    Mario ha espresso bene quello che è anche il mio parere:

    il fatto di non perdere l'anima in un contesto in cui per conservare i privilegi sarà richiesta un'attitudine piuttosto disgustosa, sarà la vera sfida.

    A presto

    ______________

    Un abbraccio a tutti gli uomini (e donne) di buona volontà!

    Un abbraccio anche a te, Antonio :-)

  • ghibli.

    Ciao da ghibli :) … :(
    Mi sembra di rileggere uno dei noiosissimi, scontati, lunghissimi e superficiali resoconti di paolo barnard.

    Un gorilla pesa 200 Kg, non lavora e non muore certo di fame, che abbia dell'oro? anzi no, magari mangia l'oro.
    Il lavoro e i soldi, i debiti sono delle risposte a delle domande.
    Domande fatte da persone.
    Persone che sono persone.
    Persone che sono anche stato.
    Se non vi piacciono i debiti, i soldi, il lavoro, lo stato, vuol dire che non vi piacciono le persone.
    Se non vi piacciono i debiti, i soldi, il lavoro, lo stato, andate con i gorilla.

    Il problema sono sempre gli altri.
    I "buoni" devono essere sonnolenti, dare solo l'esempio, perché altrimenti sarebbero i "cattivi".

    Il Vangelo che preferisco è quello secondo Luca.

  • anonimo

     Ciao da Antonio Pani,
     
    ringrazio tutti per attenzione e commenti.
     
    Posto una breve nota:
     – lo scritto vuole solo essere un suggerimento a non restare troppo inermi, in attesa del “solito aiuto esterno”, da chiedere, men che mai allo Stato, per le ragioni su esposte;
    – non vi sono particolari implicazioni e/o riferimenti di natura religiosa;
    – sono fortemente convinto del valore dell’approccio a “mente aperta”, di tipo “multidisciplinare”, dall’idea di mettere in contatto diverse percezioni, diversi mondi e differenti conoscenze, in modo da tentare di comprendere meglio ciò che accade e, eventualmente, risolvere situazioni ricche di problematiche e criticità.
     
    A proposito del non stare fermi, legato alle conoscenze primarie, cito alcuni processi socio – economici innescatisi spontaneamente, grazie al “fare” delle persone:
    – in Piemonte nascono associazioni/cooperative per l'acquisto e la gestione comune di appezzamenti di terreno e/o aziende agricole;
    – nascita e costante aumento dei Gruppi di Acquisto Selezionati (G.A.S.) e della "filiera corta";
    – In Sardegna, a seguito dell'aumento del prezzo delle sementi (e affini), partiranno progetti di semina dei campi, finalizzati all'autoproduzione delle sementi stesse (in disuso da tempo).
    Non è facile, ma qualcosa si muove…in modo spontaneo.
    Anche voi che leggete avete "cambiato" qualcosa nel vostro "vivere", o no?
     
    Grazie ancora, ciao.

  • anonimo

    Ma qui è semplicemente descritta la democrazia, altro che democratura.
    Il libero mercato tanto pianto in realtà, se applicato rispettanto le dette teorie, si trasformerebbe in qualche altra dittatura. Come tutti i sistemi di decostruzione gerarchica, questi si riaggregano in breve tempo in elementari ed infimi sistemi dispotici.
    Ciò è insito nella natura delle cose, il voler annullare la gerarchia genera solo caos e la costituzione di una nuova gerarchia "dal basso", senza principi né morale, malsana.

  • Santaruina

    Ghibli

    Persone che sono anche stato.
    Se non vi piacciono i debiti, i soldi, il lavoro, lo stato, vuol dire che non vi piacciono le persone.

    No, qui commetti un gravissimo errore.
    Le persone e lo stato sono due entità non solo differenti, ma in antitesi.
    Da una parte lo stato, dall'altra le persone.
    Di più, lo stato è una entità parassità che sopravvive spogliando le persone.
    Lo stato è il modo in cui le minoranze si organizzano per sfruttare le maggioranze.

    Sono concetti che spesso abbiamo ripetuto da queste parti.

    ______________________

    Il libero mercato tanto pianto in realtà, se applicato rispettanto le dette teorie, si trasformerebbe in qualche altra dittatura.

    In realtà, quello del libero mercato è uno dei concetti più malinterpretati attualmente.
    In breve: tutti noi per vivere abbiamo bisogno di scambiare delle cose con altre cose.
    Nessuno produce autonomamente tutto il cibo, tutti i vestiti, tutti gli oggetti di uso quotidiano.

    Se sopravviviamo, è perchè facciamo degli scambi (attualmente funziona così: noi compiamo delle azioni – lavoriamo – e qualcuno ci dà della carta colorata per questo. Noi quella carta la scambiamo con del cibo, dei vestiti, e così via).

    In qualsiasi tipo di società, persino in quella più primitiva, lo scambio è essenziale per la sopravvivenza degli uomini.

    L'insieme di questi scambi è detto "mercato".
    Il mercato è quindi una realtà indispensabile per le nostre vite.

    "Libero mercato" significa soltanto il potere effettuare questi scambi da persona a persona, senza che un terzo si intrometta chiedendo il pizzo sul nostro scambio.

    Questa libertà è l'esatto opposto di qualsiasi forma di dittatura, ed è una libertà che negli ultimi 4.000 anni raramente si è presentata, dal momento che sempre sono esisiti degli stati o delle altre forme di potere che esigevano tasse e balzelli sugli scambi dei singoli.

    A presto

    ________________________

    Antonio

    grazie a te.

  • ghibli.

    "No, qui commetti un gravissimo errore.
    Le persone e lo stato sono due entità non solo differenti, ma in antitesi."

    Lo so che abbiamo trattato questi concetti varie volte, l'ultima è stato nel post "La guerra per la guerra".
    Anch'io fino a un paio di anni fa la pensavo come te, ora invece do ragione al detto: "Ogni popolo ha il governo che si merita"

    La repubblica democratica, te lo dissi può funzionare, ma chi è "cittadino" se vuole migliorare il proprio stato non deve far nient'altro che eleggere rappresentanti degni.
    Si inizia alle comunali, poi alle regioni, infine lo stato, basta essere vigili e non lasciarsi corrompere.
    Se la maggioranza si comporta diversamente non diamo la colpa a altri poteri.
    Poi ovviamente ognuno la pensi come vuole, allo stato attuale la penso cosi.
    Ciao :)

  • anonimo

    Commento di Ghibli:
    "…si inizia alle comunali poi…."

    Mi piace, ne più ne meno di come ho detto sopra: "… Ricominciare da noi, dalla nostra famiglia, dai nostri affetti, dai nostri cari e dalla nostra COMUNITA'…" .

    Antonio Pani.

  • anonimo

    Si ha secondo me una visione troppo rosea di un sistema che non è mai stato veramente applicato se non in situazioni limitate da sparutissimi gruppetti di gente.
    Le dinamiche reali che poi invece si innescano sono ben diverse dall'idea di mondo ideale che uno si può fare.
    Io produco una cosa che nessun'altro produce ma che è necessaria a tutti, in libero mercato posso farla pagare molto cara. Salvo poi ottenere una "ribellione" e qualcuno che "libera" in modo più o meno violento dal mio despotismo. A quel punto il potere di detta cosa può passare in mano ad un individuo o una cerchia di individui, oppure ad uno "stato", un accordo fra tutti i cittadini per la cestione in comunione del bene in questione.
    Salvo poi avere il governante che attraverso lo stato rigenera una forma dispotica. Allora nuovamente ad un certo punto bisognerà essere "liberati" dal nuovo despota.
    Le forme semplici di baratto come descritte sono una cosa che può funzionare tra poche persone e solo temporaneamente.

    Platone descrisse già a suo tempo queste dinamiche alla perfezione.

    (Fabiano)

  • ghibli.

    Fabiano queste cose non sono solo state descritti ma ciclicamente riappaiono dai tempi più antichi in qualunque luogo del mondo.
    Anzi facciamo un esempio pratico, in tempi antichi questo bene era ed è l'acqua, oggi possiamo aggiungere anche l'energia, non per niente il Libia c'è sia una che l'altra e fra poco in Italia avremo un referendum su entrambe.
    Ma… in Italia per una volta i cittadini sono consapevoli… lo sono? la maggioranza lo è? raggiungeremo il quorum? se si, c'è speranza.

    Antonio dai erano le 6 del mattino ed ero inacidito ti chiedo scusa se ti ho paragonato a barnard :P ;) :)

    Ciao :)

  • Santaruina

    Ghibli
    ora invece do ragione al detto: "Ogni popolo ha il governo che si merita"

    Non so tu, ma io non mi sento di "meritare" Silvio B. o Ignazio La R.
    O Gaspar.
    Non sono un essere perfetto, tutt'altro, ma non mi sento nemmeno cosi' vicino agli inferi. :-)

    _______________________

    Fabiano

    Io produco una cosa che nessun'altro produce ma che è necessaria a tutti, in libero mercato posso farla pagare molto cara.

    Al contrario, questo è quello che  succede adesso, in assenza di libero mercato, per tutti quei beni di cui lo stato detiene il monopolio (pensa alla benzina).

    In condizione di libero mercato difficilmente accade che esista una sola persona, ed una sola, che detenga un bene necessario a tutti.
    Questo accade invece con un potere centrale forte ed invasivo, come quello statale, che del libero mercato rappresenta la totale negazione.

    Se poi si ha zero fiducaia agli uomini, e intendo zero fiducia in tutti gli uomini, allora è inutile discutere anche di eventuali "sistemi".

    A presto

  • anonimo

    quest'articolo a dire il vero mi sembra uscito direttamente dal "pensatoio" di forza italia

    penso che il liberalismo sostenuto negli ultimi vent'anni dalla classe al potere, soprattutto di destra ma anche la sinistra, si sia dimostrato ben peggiore e di gran lunga più distruttivo del peggior statalismo cattocomunista (o come più vi piace chiamarlo)

    non so come si facciano a sostenere ancora queste tesi. in italia lo stato è il principale operatore economico. potrà non piacere ma così stanno le cose e se lo stato viene smantellato l'italia è fottuta ( e nessun libero mercato sfamerà milioni di anziani)

    enzo

  • anonimo

    Per Antonio

    Il tuo articolo comunica un quadro attuale,molto chiaro e  evidente della situazione e propone anche delle soluzioni,i G.A.S. come da te citato sono una delle soluzioni,ne so qualcosa,ne ho fondato uno,in un posto dove l'aggregazione non esisteva.
    Adesso seppur in numero minore nella popolazione di suddetto luogo siamo un numero sufficiente da considerarci autosufficienti dal punto di vista alimentare e abbiamo creato un bel gruppo di persone informate e consapevoli,abbiamo dovuto faticare un po' e ancora fatichiamo a far entrare nella testa della gente concetti come la solidarietà o il rispetto dell'ambiente in cui viviamo,ma ci sono buone speranze.
    La tv d'altra parte fa da padrona nelle case delle persone,insomma televisione docet per la gente e i concetti di solidarietà vengono snobbati ancor prima di parlarne,le persone durano fatica addirittura a cambiare abitudini seppur la metodologia di un G.A.S. sia più semplice e comoda rispetto alla grande distribuzione;è stato fatto alla gente un vero e proprio lavaggio del cervello,per questo si fatica molto.
    Con l'aiuto di piccole aziende che sosteniamo con i principi dei G.A.S che vanno oltre la politica e gli schieramenti si organizzano incontri per sensibilizzare l'opinione pubblica di fronte a temi come impedire la privatizzazione dell'acqua pubblica,ma non solo e a ritornare a mangiare alimenti sani che sono la base della nostra vita.
    La maggior parte delle persone si alimentano in modo automatico,nel senso che solo per metà sono consapevoli di ciò che comprano,di cosa mangiano e a che prezzo alimentano direttamente o indirettamente dei circuiti finanziari di cui in prima persona noi oggi siamo schiavi.
    Vi consiglio di fare un giro su economiasolidale.org per rendervi conto che esistono mondi paralleli dove c'è un sacco di gente che si sta dando da fare per cambiare qualcosa nella nostra società.
    In tutta Italia stanno crescendo queste realtà e ben vengano persone idee e progetti nuovi,alla faccia di chi vuole gli italiani schiavi e ignoranti.

  • Santaruina

    Non ti rendi nemmeno conto del paradosso del sostenere che un "liberalismo" possa essere sostenuto da un qualsiasi governo, di destra o sinistra che sia.

    Quelli di forza italia sono statalisti come tutti gli altri.
    Non è questione di destra o sinistra, ma di stato.

  • ghibli.

    Ah ah ah tanto lo sapevo già da stamattina alle sei chi finivamo cosi ah ah ah :D

    SRuina quelli non se li merita nessuno ah ah ah ma te e io non siamo la maggioranza tutto qui, e per me stesso aggiungo fortuna :) crederlo significherebbe essere dalla parte sbagliata.

    Per me risolto il problema del governo tutto il resto si aggiusta automaticamente, sia il potere economico, militare, giudiziario, anche religioso ecc…

    Il problema è capire cos'è il lavoro a cosa serve se serve…
    Stessa cosa per il "valore" che con il debito, l'inflazione, il denaro ecc… sono concetti totalmente astratti.

    Quando le persone saranno pronte conterà poco che modello di governo o di economia si sceglierà semplicemente perchè torneranno ad essere al nostro servizio.

  • anonimo

    andrebbe fermato il programma, ma la vedo dura…
    http://nwo-truthresearch.blogspot.com/2011/04/una-religione-unica-mondiale.html
     ed attenzione alla propaganda nwo stile zeitgeist e Venus Project

  • anonimo

    (Antonio Pani)

    Per il messaggio n.17:
    grazie del commento e del suggerimento a proposito dei "mondi paralleli", passerò da quelle parti.
    Sono davvero felice di sapere che lì da voi le cose si muovono.

    Per me un buon inizio è: _ piccoli passi, più attori e meno spettatori.

    Grazie ancora a tutti per i commenti.

  • anonimo

    Luca: 9,24  ( versione LDC ABU)

    Chi pensa a salvare la propria vita la perderà; chi invece è pronto a sacrificare la propria vita per me la salverà. 

    Nella Nuova Riveduta invece:

    Matteo: 16,25
    …ma chi avrà perduto la sua vita per amor mio, la troverà.

    Amore Agape, quanto poco conosciuto, quanto poco praticato.

    Giovanni: 14,21
    Chi mi ama veramente, conosce i miei comandamenti e li mette in pratica.
    Chi mi ama sarà amato dal Padre mio; anch'io l'amerò e mi farò conoscere a lui.

    Giovanni: 14,23
    Se uno mi ama, metterà in pratica la mia parola, e il Padre mio lo amerà. 
    24- Chi non mi ama non mette in pratica quello che dico. E la parola che voi udite non viene da me ma dal Padre mio che mi ha mandato.

    mi permetto di dirvi, senza alcuna intezione di giudizio, leggete anche Matteo:6, 19-34, utile come rammemoratore, per i tempi bui in cui viviamo noi tutti. Del resto, tutta La Bibbia è un rammemoratore, per ricordarci la nostra misera condizione di fronte all'Onnipotente.
    E' facile parlare del MessiYah ma poi senza accorgercene ci sistemiamo le cose come ci fà più comodo, pensando di stare apposto con la coscenza, perchè in verità, seguire esattamente le parole del Figlio dell'Uomo può risultare difficile, non vogliamo staccarci dall'egoismo indotto, e inoculato fin nel DNA. Ma proprio il DNA è il cuore di cui si parla nelle Sacre Scritture, ed è quello che va purificato.

    Siate raggianti ! e immagini della gloria del Dio dei Cieli e , come tante
    piccole lanterne, illuminate questo mondo tenebroso portando Vera luce
    e Vera giustizia.

    Shalom

    Aser

  • toporififi

    Sono sostanzialmente d'accordo con Carlo, lo stato da 4000 anni è despotismo più o meno mascherato, quello che è cambiato è il modo di esercitare il potere.
    Dopo la seconda guerra mondiale, sembra che si sia innescato un processo del tutto nuovo, (anche se si potrebbero citare alcuni eventi di carattere sperimentale, come le rivoluzioni al loro inizio), il controllo delle persone non avviene più con l'oppressione, ma con la collaborazione e l'assenso.
    Quello che vediamo noi oggi in governi presieduti da macchiette più o meno grottesche, sia a destra che a sinistra è ancora una fase grezza, esercitata con metodi grossolani che fanno presa su un'umanità abbastanza ignorante, ma se questo offrire spettacoli grassocci ad un volgo ignorante è, a quanto sembra, compito della destra, abbiamo un contraltare un pelo più sottile dall'altra parte, che fa presa su uno strato sedicente "intellettuale" della popolazione, per ora minoranza, ma destinato, visto il degrado assoluto delle istituzioni culturali, a crescere in numero e, se non in cultura, in auto considerazione.

    Ma consideriamo invece l'aspetto più sinistro di questa macabra messa in scena, il destino della religione; noi oggi possiamo andare al cinema e passare un paio d'ore o poco meno, piacevolmente vedendo, che so, "non è mai troppo tardi", con due eccellenti attori come Jack Nicholson e Morgan Freeman, che recitano la parte di due uomini, un bianco e un nero,  malati terminali, uno ricchissimo e l'altro povero, (indovina chi è quello povero, zodiac), che senza aver nessun riferimento chiaro cercano di capire come passare gli ultimi mesi che gli restano.
    E' un film commovente e divertente, questi due ingredienti sono miscelati così bene che difficilmente una persona mediamente colta, di buon cuore e non cinica, non può non pensare che in fondo le cose stanno esattamente così, che tutto il resto sono orpelli inutili, risate e lacrime sono elementi irresistibili quando vogliamo considerarci buoni, hanno sempre il sapore della verità.

    Sabato scorso sono andato a un funerale, una vecchia amica di famiglia.
    In tutto il rito non ho sentito un minimo accenno di domanda a Dio di perdonare i suoi peccati, si dava per scontato che fosse stata una vita esemplare, modello di madre e di cristiana, e che adesso è nella gloria davanti a Dio, che non aspettava che lei, tutto proclamato con mestizia, insomma poco convincente ma politically correct.
    Ora, mi chiedo, a che serve pregare, se tutto finisce comunque nel migliore dei modi, indipendentemente da come si è vissuto?
    L'unica voce fuori del coro è stato mio padre che mi ha detto; "spero che mi risparmierete tutto questo".
    Gli ho promesso un funerale rebetiko
    Allora piuttosto andiamo a pranzo in un ristorante e godiamoci una buona cucina alla sua memoria.
    Scusate la divagazione, ma vedo questo convergere del pensiero comune verso una religiosità da club, ti appendono il ritratto e cantano "era un bravo ragazzo…" oppure mettono le tue ceneri in un luogo suggestivo sull'Himalaya e ti salutano da vecchio amico e tutto finisce li, a seconda delle preferenze; social-clericali o esotico-mistiche.

    Scusate ancora se parlo di morti in riferimento ad un articolo che si occupa di promuovere nuove forme di solidarietà sociale, ma sono convinto che il modo in cui si vive e si muore abbia rilevanza in quello che è il nostro destino eterno, e questa considerazione più di ogni altra vedo colpita dal nuovo sistema "consensuale" (per ora), cosa che non è mai accaduta, ci sono state persecuzioni, eresie, ma il diritto di ogni uomo a morire con i conforti e gli aiuti spirituali, non è mai stato negato ne contraffatto, come accade oggi.

  • ghibli.

    Non condivido il pensiero di toporififi, sopratutto, vabbè niente…

    …per lo specifico invece, riprendo come altre volte gli Inca.
    L'ultimo testo che ho letto è incentrato sulla loro economia, e il primo paragrafo riguarda il culto dei morti, perchè?
    Anche gli Inca veneravano i loro morti, questi venivano mummificati e tenuti all'interno delle loro abitazioni, occultati, mostrati e portati a processione in certe date.
    Avere un avo importante significava avere uno stato sociale più alto, significava poter esprimere la propria opinione e farla valere maggiormente, significava che gli altri avevano un debito, cosa molto importante, nei confronti di quella famiglia.
    Sopratutto alle famiglie degli Eroi, la discendenza di sangue era importantissima.

    Vogliamo tornare a quel modello? basta essere la maggioranza altrimenti si va coi gorilla.
    Ho già scritto più volte che la repubblica democratica può funzionare, e che ha già funzionato molto bene in Italia all'inizio, se abbiamo quel poco di buono bisogna dar merito a quella maggioranza di italiani che nel dopo guerra faceva e non parlava.
    Ciao :)

  • anonimo

    Sul ruolo dello stato negli ultimi 4000 anni non generalizzerei: differenti furono gli stati delle civilta’ del passato rispetto agli abomini degli ultimi secoli. Tra i vari livelli di lettura del “date a Cesare quel che e’ di Cesare” non si puo’ trascurare un riconoscimento dell’autorita’ romana.

    Venendo al tema principale dell’articolo, cito un esempio di come i contributi statali nuocciano in modo palese alla popolazione. In agricoltura (che vive di contributi) fino a pochi anni fa i soldi da stato/comunita’ europea arrivavano in base agli ettari coltivati e ai capi allevati; bene… Da circa cinque anni si e’ cambiato il piano contributivo calcolando i premi ricevuti negli anni precedenti in rapporto agli ettari di terreno ed assegnando per gli anni futuri una cifra da ricevere ad ettaro, indipendentemente dall’attivita’ svolta. In questo modo ad esempio se io prima coltivavo grano adesso posso non fare nulla e prendere sempre la stessa cifra. Il risultato e’ che molti hanno cessato o ridotto l’attivita’ prendendo gli stessi soldi ma riducendo di fatto la capacita’ di produrre beni primari.
    Mario

  • josephuss

    Lo stesso concetto di “stato”, così come lo intendiamo oggi, è relativamente recente…

    Secondo me il potere temporale va rispettato soprattutto quando è legittimo. Un governo che però va contro le più basilari “leggi naturali” (e divine) quanto può essere legittimo e quanto può meritare di essere rispettato?
    Un saluto ;-)

  • anonimo

    Quelli di forza italia sono statalisti come tutti gli altri.

    e meno male! t'immagini che fine facevano i poveri vecchietti senza la pensione? la stessa che faranno i giovani d'oggi da quando le riforme liberali gli hanno tolto le pensioni!

    ps. in realtà capisco le critiche allo statalismo e le condivido, ma bisogna capire che lo stato è solo un'organizzazione e dietro ci sono gli uomini. i difetti dello stato sono i difetti degli uomini che lo formano. è inutile cambiare il sistema, qualunque sia il nome dietro ci saranno sempre gli uomini e finchè l'uomo sarà dominato dal proprio egoismo tali saranno tutte le organizzazioni politiche che formerà. resta il fatto comunque che lo stato ha funzionato da limite (per quanto parziale) a quest'egoismo, mentre il liberalismo gli ha lasciato campo libero

    enzo

  • Santaruina

    Mi sa che vado a leggermi un po' il blog di Paxtibi per tirarmi un po' su il morale :-)

    Blessed be

  • Santaruina

    E comunque, già che ci siamo, sarebbe interessante se nei prossimi commenti chi ne avesse intenzione segnalasse un esempio di governo "leggittimo", o perlomeno non totalmente disumano, apparso nella storia.

    Non lo dico certo in modo ironico: anche io ho in mente un certo tipo di forma di governo esistito in qualche modo non del tutto deleterio.

    A stasera

  • anonimo

    x Ezio :

    Avere una pensione è già di per sé stessa una cosa sovversiva.
    Il piano è questo:

    a) ti faccio sgobbare in condizioni disumane e guadagno
    b) ti lascio "diritti" che tu reputi d'esserti conquistato affinché possa riplasmare la sociologia esistente rendendoti edonista ed un rirresponsabile incapace
    c) ti levo i "diritti" , strumentalizzo la tua rabbia e sfrutto la tua completa incapacità e mollezza.

    La povertà delle future generazioni non dipenderà affatto dall'assenza di servizi, ma dalla opprimente presa fiscale!!!

    p.s il neo-liberismo non è liberalista ma keynesista. A detta dki uno che è contro entrambi…

    daouda

  • ghibli.

    Cercare un modello da copiare è un errore a priori.
    Potremmo copiare anche un modello metafisico.
    Il problema non è trovare un sistema.
    Sia nel post "Il paradosso del potere" che altri come me o enzo in questo, stiamo sostenendo che tutti i sistemi vanno bene se le persone non sono diciamo corrotte dal sistema stesso.
    Ritorniamo al punto "Ogni popolo ha il governo che si merita".

    In italia la repubblica democratica andava benissimo all'inizio come anche i sindacati, se adesso non va più bene è perché tizio e caio votano persone palesamene indegne e continuano a farlo anche dopo che queste si auto-sputtanano a vicenda.

    E non è di certo rivoluzionando le cose che si aggiustano, ma piano piano cercando di migliorare, con alti e bassi, e sopratutto stando uniti.

    —-

    Ezio for president, daouda ai gorilla XD :)

  • toporififi

    All'inizio, ghibli, intendi quando facevano fuori Mattei per sostituirlo con Cefis? o alle organizzazioni partigiane?

    Io credo che qualsiasi ordinamento sociale al di fuori del sistema agricolo sia soggetto a forte corruzione, quindi innaturale, si può fare eccezione per le popolazioni nomadi, che hanno tali limitazioni di territorio che non hanno possibilità di costituirsi in stato.
    Poi, naturalmente, credo che l'organizzazione spirituale, la Chiesa debba godere dalla massima autonomia, pur essendo soggetta alle leggi dello stato, quale che sia, fino all'età carolingia il popolo è stato il garante dell'ortodossia della sua Chiesa.

    Il fatto vero, se si parla di organizzazioni sociali, è che se per un individuo resistere alle tentazioni è difficile ma non impossibile, alle comunità sociali è quasi impossibile sottrarsi alle forme di propaganda ed è molto più difficile resistere alle tentazioni di un'idea di progresso.

    Messa come la mette ghibli è un po' utopica, anche Robespierre diceva che la repubblica dev'essere retta dalla virtù, ma che in sua assenza non resta che il terrore.

    Ma non vorrei passare per un seguace di Thoreau, oggi la vita delle persone subisce lo stato e non c'è rappresentanza politica che abbia la minima intenzione di capovolgere questo fatto, gli spazi di libertà e di civiltà diventano sempre più interiori, forse a questo si riferiva Gesù quando parlava degli adoratori, "In spirito e verità".

  • anonimo

    Per capire meglio le forme di governo legittimo etc. bisognerebbe renderlo da un punto di vista sociale: quindi nel passato vi sono numerosi esempi: le caste indu', l'Imperatore Cinese, Il Faraone Egiziano, il Sacro Romano Impero, Le Comunita' Essene, senza poi vagliare i popoli non inseriti in contesti sedentari: le tribu' dell'America, i nomadi del Deserto etc.
    Altra questione: fino ad ora ci si focalizza sempre sui diritti di questo e quello mentre, al contrario, un'organizzazione sociale prevede per prima cosa il dovere, di cui il diritto e' un'eventuale conseguente. Cosa che le societa' precedenti avevano bene in mente.
    Secondo: la schiavitu' non e' una condizione imposta da altri ovvero non dovrebbe esserlo: e' una condizione di natura e ciò ovviamente al di fuori di qualsiasi moralismo etc. Distruggere l'organizzazione gerarchica della societa' tradizionale  ha prima di tutto permesso  ai bottegai della classe borghese di rendere tutta lo societa' dipendente ed incentrata sull'economia, cosa che prima non accadeva di certo e secondo, l'amalgamento della servitu' i cui risultati si vedono bene e sono quelli in cui si incentra la critica del sistema nel post.
    Quindi l'economia non e' causa di nulla ma semplicemente una conseguenza: difatti prova ne e' la sua instabilita', volatilita', inanita', falsita', tendenza all'errore. Libero mercato o statalismo da questo punto di vista non risolvono un bel nulla in quanto perfettamente equivalenti come inutile validita'.

    Zodiacus

     

  • ghibli.

    Per prima intendo quando alla fiat si lavorava 12 ore al giorno, magari anche al sabato dove operaie ripetevano lo stesso gesto 25.000 (venticinquemila) volte al giorno… uniti, son i sindacati e il governo si è migliorata molto lo stato sul lavoro e il benessere comune, e dallo stato si è ottenuto tantissimo rispetto a un passato non lontano dove si era quasi totalmente analfabeti e servi della bella nobiltà.
    Adesso invece alla fiat di marchionni? siamo progrediti?

    (per i nomadi… gengis khan)

    La mia visione non è utopica non avendo visioni, sto solo smontando le vostre.

    Come dice Zodiacus la condizione di schiavitù è attualmente scelta dalla maggioranza, vogliono essere guidati, avevo già citato il mito della caverna è tutto li.

    Facile e veramente facile avere una repubblica democratica funzionante, basta che la maggioranza vigili e voti solo chi è degno, tutto qui, e come sottolinea Zodiacus gli altri poteri tra cui quelli della finanza e economici ritorneranno al servizio della maggioranza.
    Ma la maggioranza si vede che non lo vuole, anzi magari qualcuno ritornerebbe alla nobiltà, ai sangue blu ai re, potremmo clonarne uno dal passato chi? … sicuri? anche con lui rinunceremmo alla libertà, al dono del libero arbitrio :P

    Non è cambiando il sistema ma è scegliendo di usare questo che le cose miglioreranno per coloro che sceglieranno di essere sovrani di se stessi.

    …altrimenti andate coi gorilla :D

  • anonimo

    (Antonio Pani)

    Sono daccordo con Zodiacus e Ghibli.

    Infatti, se si guarda la cosa dal punto di vista della cromosomica imperfezione insita nell'uomo, la strada da fare è poca.

    Sul discorso Stato vs. libero mercato, non penso che siano antagonisti o che non possano convivere, anzi.

    Lo Stato deve ridimensionarsi, mollare la presa e lasciare che la gente, con liberi scambi caratterizzati da una miriade di interazioni, stabilisca liberamente cosa vuole, quanto vale e perchè.

    Lo Stato può e deve farsi garante della presenza dei servizi minimi essenziali (sanità, polizia, giustizia).

    Vorrei spendere due parole sull’argomento “Stato” e “moneta”, cercando di approfondire un po’ il mio scritto.
    Se la “macchina statale” non funziona molto bene, un motivo è anche quello che vede l’amministrazione centrale impegnata nell’emissione selvaggia di decreti, invece che di leggi.
    Questo spiega perché, all’alternarsi dei Governi, buona parte del lavoro fatto dai predecessori viene demolito.
     
    “La Legge è una norma astratta di contenuto generale, che si applica a tutti egualmente, senza tenere in conto alcuna circostanza particolare o eccezione. Es. non uccidere, non rubare, rispettare la vita, la proprietà.
    Il mandato o decreto è invece una legislazione specifica di contenuto concreto, che ordina di fare cose determinate in circostanze particolari”.

    Queste definizioni sono estrapolate del Prof. Huerta de Soto, docente universitario spagnolo.  Suggerisco la lettura completa di questa breve lezione, disponibile qui:http://www.usemlab.com/index.php?option=com_content&view=article&id=458:corso-di-economia-con-huerta-ii-15esima-lezione&catid=40:corso-di-economia&Itemid=140
     
    Io l’ho trovata illuminante.
     
    L’aspetto denaro è legato alla sua definizione: _ che cosa è il denaro?
     
    Il denaro è la merce più commerciabile.
     
    Tuttavia, oggi, su tratta di un pezzo di carta colorata, non convertibile in un bene tangibile o, meglio, non c’è un bene tangibile che “copre e garantisce” che quel pezzo di carta valga esattamente la cifra che su di esso è stampata.
     
    Per quanto riguarda la questione moneta, quindi, è indispensabile che il valore e il “peso del denaro” siano appoggiati su qualcosa di solido, concreto e riconosciuto/accettato da tutti.
     
    Un tempo era l’oro a garantire quel pezzo di carta infatti, presentando la banconota a uno sportello bancario era possibile ricevere indietro l’equivalente in metallo giallo.
     
    Oggi non è più così, la banconota di carta è slegata da qualsiasi bene reale; essa poggia su altra carta, su cifre digitali, su numeri stampati su un video, sulla promessa che quello pseudo papiro sarà sempre il più desiderato e l’unico in grado di farti sopravvivere (più o meno bene).
     
    Prima o poi, però, la richiesta a che quella carta si trasformi in qualcosa di più “solido” non verrà soddisfatta, sarà allora che qualcuno si sveglierà di colpo e capirà che in mano, OGGI, ha solo carta e promesse.
     
    Non riesco ad avventurarmi oltre, se non un altro po’, quanto basta per invitarvi a leggere il libro “Che cosa è il denaro”, di Gary North.
     
    Imperdibile.
     
    Grazie dell’attenzione, ciao.

  • anonimo

    E comunque, già che ci siamo, sarebbe interessante se nei prossimi commenti chi ne avesse intenzione segnalasse un esempio di governo "leggittimo", o perlomeno non totalmente disumano, apparso nella storia.

    ma vedi il problema non è il tipo di governo ma il suo potere di coercizione. lo sviluppo tecnologico, capitalista, ecc. ha messo nelle mani dei governi strumenti di coercizione che permettono di governare anche gli aspetti più infimi della vita dell'individuo

    nel medioevo o prima invece, i governi per quanto criticabili erano qualcosa di estremamente lontano dalla vita del popolo. in effetti la presenza del governo si riduceva alla tassa annuale e alcuni balzelli a seconda delle attività. se non sbaglio hanno calcolato che nel medioevo la tassazione effettiva fosse sul 10-20%. per il resto il re era una cosa lontanissima, quasi mitologica per il popolano, che lo vedeva forse una volta nella vita e che per il resto non influiva minimamente sulla sua esistenza. il feudalesimo era sicuramente un modello più umano, ma può esistere solo in un'economia agricola

    nell'economia capitalista lo stato (socialista) per lo meno garantisce qualche diritto o la sopravvivenza. altrimenti sei fottuto perchè torni dritto dritto alla schiavitù (con la differenza che nella schiavitù il padrone per lo meno ti dava vitto e alloggio, qui invece puoi crepare tranquillamente). se non ci credete chiedete a precari, disoccupati ecc. quanto bene hanno fatto leggi criminali come la legge biagi e altre…

    enzo

  • anonimo

    E comunque, già che ci siamo, sarebbe interessante se nei prossimi commenti chi ne avesse intenzione segnalasse un esempio di governo "leggittimo", o perlomeno non totalmente disumano, apparso nella storia.

    ma vedi il problema non è il tipo di governo ma il suo potere di coercizione. lo sviluppo tecnologico, capitalista, ecc. ha messo nelle mani dei governi strumenti di coercizione che permettono di governare anche gli aspetti più infimi della vita dell'individuo

    nel medioevo o prima invece, i governi per quanto criticabili erano qualcosa di estremamente lontano dalla vita del popolo. in effetti la presenza del governo si riduceva alla tassa annuale e alcuni balzelli a seconda delle attività. se non sbaglio hanno calcolato che nel medioevo la tassazione effettiva fosse sul 10-20%. per il resto il re era una cosa lontanissima, quasi mitologica per il popolano, che lo vedeva forse una volta nella vita e che per il resto non influiva minimamente sulla sua esistenza. il feudalesimo era sicuramente un modello più umano, ma può esistere solo in un'economia agricola

    nell'economia capitalista lo stato (socialista) per lo meno garantisce qualche diritto o la sopravvivenza. altrimenti sei fottuto perchè torni dritto dritto alla schiavitù (con la differenza che nella schiavitù il padrone per lo meno ti dava vitto e alloggio, qui invece puoi crepare tranquillamente). se non ci credete chiedete a precari, disoccupati ecc. quanto bene hanno fatto leggi criminali come la legge biagi e altre…

    enzo

  • toporififi

    Antonio, non c'è nessuna imperfezione cromosomica nell'uomo, l'uomo è stato creato interamente buono e senza difetti, solo per sua volontà ha accettato di seguire strade non naturali con le conseguenze che tutti conosciamo, e solo per sua volontà può ricostituirsi per quello che veramente è, dunque soggetto alla sola legge naturale.

     

    Se non si parte da una base solida, parlando dell'uomo e ne facciamo un ritratto "agostiniano" di incurabile debosciato, ogni considerazione ci porta al mito distopico di un ente non umano che regoli la inalienabile dabbenaggine degli uomini, e questo per me è inaccettabile, con San Paolo, credo che la legge debba essere più propedeutica che normativa e costrittiva.

     

    I decreti, sono indispensabili proprio perchè si applicano ai casi particolari, lì dove le leggi, assimilando tutti, farebbero delle palesi ingiustizie, naturalmente sono d'accordo che l'uso che se ne fa oggi è un abuso puro e semplice, certo se i giudici fossero giusti e santi, non ci sarebbe bisogno di decreti, o ce ne sarebbe meno bisogno.

    D'altronde, più l'ordinamento giuridico è dettagliato meno libertà abbiamo, nel bene e nel male.

     

    L'altra cosa che, secondo me va considerata è che oggi l'ente "stato" rischia di essere un termine obsoleto, anche se materialmente è ancora un riferimento, in realtà ci sono enti sovrastatali che determinano, o cercano di farlo, o che stanno arrivando a farlo, sia le decisioni degli stati che dei mercati, dunque la polarizzazione stato-mercato non è più esaustiva della realtà che stiamo vivendo.

     

    Che ne pensi?

  • anonimo

    nell'economia capitalista lo stato (socialista) per lo meno garantisce qualche diritto o la sopravvivenza.

    Su non esageriamo ora vai! Prima lo stato mi sottrae metà del mio guadagno, poi, con quello che avanza dopo che s'è pagato i vizi, mi garantisce la flebo infetta nella corsia di un ospedale marcescente e le manganellate degli sbirri non appena mi azzardo ad alzare la testa (i famosi "servizi").

    Subire la violenza è brutto, diventa intollerabile se si pretendono anche i ringraziamenti. Ma grazie di che, e a chi, a quella manica di stronzi che ci governa e agli imbecilli che li votano?? Qua manca poco e si finisce sotto i ponti, altro che garanzie!

  • Santaruina

    Per me invece la questione è semplice: chiunque voglia governare gli altri, per questo solo motivo diviene indegno di ricevere il potere di farlo.

    Pensare che qualcuno voglia il potere per "fare del bene", questa sì è utopia, delle più ingenue, di fronte alla quale l'anarchico diviene il maggiore dei realisti.

    E per questo che rimango sempre perplesso (eufemismo) di fronte a considerazioni quali "questa o quella forma di governo funzionerebbero se ci fossero le persone giuste".

    E poi sarei io "l'ingenuo".

    Il potere corrompe, e prima ancora sono i corrotti che cercano il potere.

    Infatti, paradossalmente, l'unico modo per vedere un governante davvero "altruista" è la monarchia ereditaria, dove una volta ogni 20 re ti capita, per la legge dei grandi numeri, il re virtuoso.
    Il problema sono gli altri 19, ovviamente.

    Nella democrazia invece nemmeno quell'unico virtuoso può capitare, dal momento che una persona per bene non può regerre la lordura e i compromessi necessari per scalare i vertici dei partiti.
    E questo è, semplicemente, il massimo del realismo.

    Questo per quanto riguarda i dati di fatto, incontrovertibili.

    Per quanto mi riguarda, e qui invece esprimo una opinione personale, nei prossimi 50 anni cercherò di definire una forma di pensiero che coniughi l'anarchismo e il cristianesimo, o meglio, cercherò di capire se questo sia possibile.

    O forse l'ha già fatto Sant'Agostino, con il suo semplice, e definitivo,  "Ama e fa quel che vuoi".

    Blessed be

  • ghibli.

    @35 Pani, grazie :D di condividere le cose che ho scritto.
    Per ora mi sono limitato a ampliare il discorso più importante quello di avere una forte sovranità popolare e nazionale.
    Per il dopo ci sarebbe tanto da dire, l'ho accennato già nel primo commento, "il gorilla… che abbia dell'oro? anzi no, magari mangia l'oro." il valore delle cose le attribuiamo noi, siamo noi a riconoscere/accettare la carta o anche l'oro, sarebbe meglio legarlo al tempo di lavoro (qualcuno ha già emesso banconote in tal senso ma…)
    Per il governo riscrivo del Belgio che è un'anno senza governo e tutto funziona, fatte una volta le leggi quelle bastano e avanzano, basterebbe un governo tecnico, ma questo…

    @36-37 enzo for president!

    @39 l'ho detto subito, nessuno costringe nessuno ad essere cittadino, se non ti piace chiamare l'autoambulanza quando ti fai male, se non a studiare con l'aiuto della scuola pubblica, se non vuoi avere a disposizione tutti i libri delle biblioteche pubbliche, se non vuoi poter chiamare la polizia in caso di emergenza, se non vuoi avere una pensione quando non sarai in grado di provvedere a te stesso ecc… ecc.. ecc… dai indietro la cittadinanza e vai coi gorilla.

    @40 s.ruina, ma allora? che scrivi? cito: "quella forma di governo funzionerebbero se ci fossero le persone giuste"

    ? le persone-giuste non sono quelle elette ma gli elettori, non me ne frega niente degli eletti sono nostri servi e noi i sovrani, ci puoi mettere chiunque anche un pincoppalino di commercialista a fare le finanziare o le altre cose, quando c'è qualche cambiamento serio da fare, leggi importanti lo si fa attraverso un referendum, il popolo lo decide.
    Non c'è da aspettare un eletto chissà da dove, mi sembrava che fossi stato chiaro nel mio sarcasmo.

    Se invece intendi per persone-giuste sempre il popolo, allora ti stai contraddicendo.
    Lo stesso popolo che non è nemmeno in grado di scegliere persone degne di rappresentarli e continua a votare pdl, pd, fli, idv, movimento5star, montezemol, lega, ecc… come pensi possa auto governarsi in anarchia?

    Ho già scritto troppo, mi scuso della mia incapacità di scrivere conciso.
    Ciao :)

  • anonimo

    Adeguare il dare a Cesare cio' che e' di Cesare con l'anarchismo credo non ti saranno sufficienti  nè 500 ne' 5.000 anni. Difatti il cercare di trovare alcunche' di ulteriormente politico in Cristo e' vano ed inutile come tutti i tentativi che sono gia' stati fatti. Eventualmente ricavarne dall suo insegnamento uno sviluppo sociale questo si' che e' sempre possibile

    Affermare che il potere corrompe e' inesatto: il potere corrompe chi non ha la natura di poterlo reggere e soprattutto vedere in esso il governo altruista e filantropico dei deboli e degli indifesi e' piu' banale dell'utopia dell'anarchico. Perche' il governante deve essere "altruista"? Nel gestire il potere non vi e' nulla di altruistico essendo nei confronti dell'organizzazione sociale un dovere, basta riferirsi a come veniva retto il potere dall'Imperatore Cinese, nelle vesti di Mediatore tra il Cielo e la Terra. E' l'uomo che nel succedersi delle epoche diventa debole e corrotto e pertanto questo manifesta in tutti gli aspetti della sua vita sia sociale che non. E' poi inutile cercare di trovare forme di governo perfette o presunte tali (naturalmente quelle che si occupano dei poveretti e degli indifesi sarebbero le migliori dal punto di vista della servitu' odierna), ma possono solo esistere organizzazioni sociali e di potere conformi all'ordine, nei quali chi ha la natura del servo fa il servo, chi del bottegaio si mette sul banco in piazza a vendere "a pummarola" et similia e chi ha le qualita' per il potere gestisce il potere.

    Zodiacus

  • ghibli.

    Dai s.ruina cambia parere dai, vedrai starai meglio…
    "il momento è delicato, ci vuole un'ultima spinta, uno sforzo decisivo" … "è fichissimo" LINK

    Resistere è inutile…
    …fin tanto che ci saranno persone che lo voteranno XD :P

  • Santaruina

    Ghibli
    nella tua visione quindi il popolo in qualche modo "controlla" il "governante".
    Se ci rifletti un po' su, ti renderai conto che stai affermando un' assurdità.

    I governanti sono chiamati tali perchè "governano", ed impongono il loro volere.
    Se ci pensi, non vi è nessun motivo per cui non dovrebbero approfittare del loro potere.
    Spero che non penserai a cose del tipo "se non fanno il loro dovere noi non li rieleggiamo più".

    Lasciamo queste assurdità a Beppe Grillo.

    Primo, avrebbero comunque 4 anni a disposizione per fare qualsiasi cosa.
    Secondo, questa è anche la situazione attuale, e non mi pare che i govenraniti abbiano poi così paura del "popolo".
    Il sistema democratico non dà alternative, dal momento che la contrapposizione è fittizia.
    Terzo, mi pare che tu intervenga da tempo in questo blog: ho scritto decine di articoli su questo argomento, e mi pare che il mio pensiero fosse chiaro da anni.

    __________________________

    Zodiacus
    per il rispetto che ti porto sarò sincero con te: le tue idee sono per me la dimostrazione che spesso il "pensiero Tradizionale" applicato alla nostra epoca può produrre aberrazioni.
    L'idea che qualcuno con le tue idee possa davvero appliccarle un giorno mi mette i brividi.

    Su Gesù e sul suo "date a Cesare quel che è di Cesare", direi che chiaramente esprime solo la sua bassa considerazione che provava nei confronti del potere temporale.
    Dimostra solo che considerava tali questioni di secondo ordine, dal momento che il suo compito sulla terra aveva tutt'altro spessore.

    Non solo: Gesù disubbidisce continuamente al potere temporale, dimostrando di non tenere in nessuna considerazione le autorità, ed anche di fronte alla possibilità di morire non cambia il suo atteggiamento.
    La sua etica viene prima delle leggi umane, leggi di cui non si cura.
    Lui appunto ama, e se questo lo porta a fare qualcosa di "illegale", lui mette davanti l'amore.

    Anche i primi cristiani, quelli disposti a dare la vita pur di non rinnegare la propria fede, sovente vennero messi a morte dall'autorià temporale, a cui non si piegavano.

    Come vedi, sono già molto avanti nel mio lavoro di conciliazione.

    A presto

  • anonimo

    Il cristianesimo nacque come religione monastica con chiari scopi iniziatici.
    Solo dopo divenne imperiale e , per quanto in contrasto evidentente, le due forme potevano convivere ed anzi, l'impero appare l'unica forma che può accostarvicisi.

    Ma a rifletterci bene, soprattutto leggendo un chiarificatore come Hoppe riguardo le aristocrazie naturali,  lo stesso Impero è anarchicamente inteso sul piano dottrinario.
    Ugualmente per quanto riguarda le religioni più etniche con il loro monarca.

    ___

    Lo stato socialista è innazitutto CAPITALISTA poiché non elimina affatto la fonte del capitalismo che è l'usura.

    Inoltre lo stato socialista è il più oppressivo degli stati mai visti.
    Lo stato capitalistico/liberistico è prodromo di questo dacchè deve "mollizare" ed "edonizzare" tramite merci e libertinismi l'individuo.

    x ezio/enzo : come fai a contraddirti in questo modo? Prima asserisci che lo stato socialista in società capitalistica garantisce dei diritti e poi tiri fuori la legge biagi?

    La verità è che se si hanno dei diritti è perché li si è voluti concedere per operare LA SUSSUNZIONE.Il socialismo dispone dei diritti, non li assicura.

    Inoltre lo stato non è affatto solo un'organizzazione , come se l'organizazzione non contasse nulla.
    Una monarchia è ontologicamente superiore ad una qualsiasi democrazia proprio perché tale, indipendentemente dal monarca.

    daouda

  • anonimo

    X Antonio :  farsi giustizia da sé, dare l'esempio, escogitare qualce metodo come i GAS per estraniarsi dalla presa mortale dello statuale e quindi NON COLLABORARE alla malvagità odierna è intento nobile che merita tutte le attenzioni del caso.
    Lo "stato" non si ridimensionerà anzi la tecnologia lo renderà più esigente, la moneta anzi diverrà totalmente incontrollata e digitalizzata.

    Quando ciò accadrà ognuno di noi sarà innazi ad una scelta.

    Per il resto , Carbone è anche generoso nelle sue analisi affermando che entro qeusto decennio il benessere ritornerà ai livelli degli anni 70, poiché ciò se succederà capiterà sulla pelle di milioni di "noi", cosa che lui, dichiarandosi ottimista, non ha voluto considerare…

    ciao, daouda

  • ghibli.

    S.ruina ma scrivo davvero cosi male? ammetto che ho sempre preso 3-4 su 10, nei temi, ma pensavo di aver migliorato un poco.

     

    Intanto non dico nulla se non di usare quello che c'è, se c'era un modello anarchico si usava quello, non capisco perchè devi rivoluzionare tutto per non cambiare nulla alla fin fine, ti ho chiesto come uno che vota adesso uno di quei partiti o Capezzone XD come possa autogestirsi, ma…

     

    Non fare una discusionne sulla dialettica, dove sicuramente arranco, bisogna avere un po di elasticità non confondiamo il sovrano dal suddito, sostengo che tutto il popolo è sovrano e suddito allo stesso tempo.

    Chi viene eletto è semplicemente garanzia di un governo che lo puoi fare come vuoi, ne vuoi uno tecnico? vuoi mettere un supercomputer? vuoi una tavola rotoda? vuoi un re?

    Per gli eletti ti proteggi con delle serie di regole, vogliamo che la canditura duri 4 anni? 3? 2? 1? chi tradisce il mandato lo defenestriamo? o quelo che vuoi?…

    …o meglio quelo che vuole la maggioranza.

     

    La maggioranza è corotta? se gli statali sono parassiti, gli artigiani evasori, ecc… e ovio che il governo è corrotto.

    Ma anche se adesso con la bachetta magica passiamo all'anarchia, e la maggioranza rimane quella di adesso che cambia? nulla.

     

    Vuoi l'anarchia? sostituisciti al potere attuale, fai come la lega o il grillo, entra nel sistema e cambialo dall'interno, ma non cambiera nulla, se non cambia la maggioranza, che non sei te e non sono io.

     

    Se ti ho offeso ti chiedo scusa.

  • anonimo

    (38 – toporififi)
     
    Sull’imperfezione umana, per come la intendo io, credo vi siano pochi dubbi, proprio perché  – volontà, ragione e sentimenti non vanno di pari passo nella giusta strada; altrimenti avremmo quella “esattezza” che, evidentemente, non è umana.
     
    D’accordo sul mito dell’ente non umano, inaccettabile.
     
    Non vorrei perdermi in ragionamenti “filantropici”, essenzialmente credo che l’uomo sia un “essere sociale”, che abbisogna di una vita condivisa, nel senso più ampio del termine.
     
    Credo che il sacrificio del suo naturale ego debba poggiarsi sul riconoscimento e la tutela di principi e valori superiori, che sono insiti nel singolo e che nascono/derivano dal vivere in comunità.
     
    Purtroppo, però, vi è anche un’altra verità: _ l’uomo vive per dominare ed essere dominato, il vecchio “ubi maior minor cessat” è cromosomico, ai limiti del biologico.
     
    Su leggi e decreti non c’è molto da aggiungere, la situazione attuale ci è nota.
     
    Sull’ultima considerazione, stato ed entità sovrastanti, non residuano molte perplessità.
     
    Nel nome del già citato più grande (ricco e potente) che vince sui più deboli, è indubbio che oggi chi ci governa è un burattino nelle mani dei signori del potere.  Noi, i proles, stiamo ancora più giù.
     
    Se, nel dettaglio, si pensa alla distanza economica e di status sociale che separa un semplice cittadino dal suo rappresentante, i giochi sono fatti.
    Pretendere che il governante abbia un po’ meno soldi e si preoccupi un po’ di più degli altri non sarebbe male; magari lo facesse almeno al 50%.
     
    Ma se avete seguito il mio ragionamento a proposito del peso dello Stato, avete già capito che è lui che paga e da da mangiare alla maggior parte di noi.
     
    Quindi sarà davvero difficile per chiunque rinunciare alla propria sopravvivenza, a meno che non si cerchi di cambiare.
     
    Io penso che sia necessaria e utile una decrescita di tipo controllato.
     
    Si parte da una serena e profonda analisi introspettiva, per scoprire cosa OGGI è davvero importante per ognuno di noi, poi si comincia a lavorarci un po’ su, chiedendo soddisfazione, prima a se stessi e poi agli amministratori “più vicini” alla comunità in cui si vive.
     
    Ridurre i consumi, rivalutare la qualità e pretenderla, sostituire il (soprav) vivere “usa e getta” con la concretezza e la riconquista dell’arte del fare.
     
    Anche se il ritmo della vita ci “frulla”, un po’ di spazio c’è sempre, e va sfruttato/investito.
     
    Può sembrare stupido, scontato, o troppo semplice a dirsi ma, credetemi, basta poco, piccoli passi:
    -uso più vetro e meno plastica;
    -cerco di produrre meno rifiuti possibili;
    -mi “riavvicino alla terra” e alla natura, magari provando a farmi un liquore o una semplice tisana;
    -mi sforzo di mangiare meglio, (meno ma meglio), nel nome di quella qualità che dobbiamo pretendere e che, ormai, ci è quasi sconosciuta;
    -mi informo un po’ di più sui Gruppi di Acquisto Solidale (GAS) che, come è stato già detto esistono e sono una gran bella realtà;
    -leggo un po’ di più e, magari, accendo meno la tv (fa pure rima);
    -investo in solidarietà e disponibilità VERA, anche solo cedendo il posto mentre faccio una fila, comprando un panino al bisognoso/mendicante, non accontentandomi di un freddo sms da 2 euro, di cui € 1,95 sarà speso dalla macchina organizzativa per portare il poco che resta a chi ha bisogno, ammesso che gli arrivi.
    -… …
     
    Insomma è giustissimo, "Ama e fa quel che vuoi".

    "Prendi il massimo dalla vita, per condividerlo con gli altri, poi riponilo nel profondo del tuo cuore e della tua anima, per sempre".
     
    Come ho già detto, molto di ciò che noi siamo oggi ci è stato “insegnato”, per essere “gestiti meglio”.
     
    Tuttavia non si smette mai di imparare, quindi stiamo all’erta e proviamo ad ascoltare meglio.
     
    Grazie per l’attenzione, ciao.

  • anonimo

    Io trovo aberrante la vilta' e mancanza di virilita' di certa umanita'…. e quanto sia da piccoli vigliacchi il cercare una finta cura peggiore del suo male per poi candidamente ammettere che….. ma tanto non e' possibile!
     Trovi aberrante la schiavitu'? E' la stessa che e' stata cancellata dai rivolgimenti sociali provocati in primis dalla Massoneria deviata in cui tante cause a tanti mali hai trovato. Ebbene come concili cio'? 
    Leggi nel Corano che dice sulla schiavitu'  oppure e' l'anarchia ad essere il SIgillo della Profezia?
    Trovi aberrante la mancanza di altruismo nel potere?
    E' grazie al tipo di umanita' che rappresenti che si e' giunti a questo punto della storia…per cui chi e' causa del suo mal pianga stesso. Come credi di raddrizzare una simile situazione? L'ultimo Messia descritto nell'Apocalisse o rappresentato dal Kalki Avatar non sara' certo un pavido coniglio che si nasconde dietro ad un finto pietismo per non ammettere la sua incapacita'. Gia' il Cristo avverte che sara' il portatore di una spada…. Concilia pure…..ma le multe col vigile rappresentante l'autorita' statale che tanto ti opprime….

    Hai un concetto di amore da telenovela sudamericana…credi che S Agostino intendesse con quella sua frase quello che tu vuoi far credere qui per portare l'acqua al tuo mulino? Stessa cosa intendasi per Gesu'…..visto che e' una tua "aberrante" interpretazione la bassa considerazione che possa avere la frase menzionata su Cesare e di cosa rappresenti la Sua venuta sulla Terra.

    Zodiacus

     

  • anonimo

    Ghibli è impossibile essere goverati e governanti nel medesimo momento e nello stesso rapporto, ergo siamo sempre sudditi.

    La democrazia è bella perché essendo il peggiore dei goveni possibili,ed  anche quel tipo di governo che ha spazzato via ogni altro ,che diviene per conseguenza irriproponibile, ha finalmentedissipato ogni dubbio.

    Non c'è un "se fosse" oppure "ma così" , semplicemente non c'è nulla.

    Proprio non essendoci nulla , chi è giunto qui, non si farà ammaliare dal nuovo ordine che, rispetto al caos attuale, sarà veramente innovativo, "equo", "solidale", poiché l'oppressività dello stesso sarà invisibile alla maggiorparte dell'umanità che anzi plaudirà tale avvento.
    Questo è.

    Una delle altre suggestioni nefande che deve esser chiarita è che IL SISTEMA NON VA CAMBIATO AFFATTO, innnazitutto perché chiunque combatte l'ingiustizia è un ipocrita per definizione dacché l'ingiustizia non si combatte ma si evita e semmai si persegue la giustizia.Un po' come i vecchi marpioni che scelgono il male minore TRADENDOSI  perché in realtà la scelta è sempre per il bene maggiore.

    Inoltre la vera questione è che questo stadio è  non solo necessario ma doveroso.
    Dio lo ha preventivato e permesso cosicché ogni cosa avesse il suo ordine.

    saluti, daouda

  • anonimo

    (Antonio Pani)

    E' mio il commento n. 49.

    Per Zodiacus:

    Penso che provare amore e donarlo sia una delle cose più belle che la vita ci potesse regalare.

    Personalmente cerco solo di vivere in pace…

  • Chapucer

    scrivi:

    Il futuro sarà gestito da questi bambini/ragazzi/giovani, nei quali tutti hanno una grande fiducia ma che, in maniera non esattamente riconoscibile, vengono in qualche modo “plasmati” già da adesso.

    sacrosanta verità…
    la ribellione non esiste più, e questo mi spaventa più della rassegnazione.

  • anonimo

    Questo che tu dici e' amore…..non ve lo contesto state tranquilli, ma quello di S. Agostino, Gesu', Dante, Ibn Arabi etc e' Amore….

    Zodiacus

  • sabanero

    video Let's Impeach the President for lying and spyin'…Neil Young http://t.co/WmovQeP via @youtube
    un altro regalo per te, questo si chiama fare !! :-) ciao D

  • toporififi

    Vedo che nonostante le profonde conoscenze tradizionali di alcuni, mancano alcune basi storiche fondamentali.
    Allora, quando il cristianesimo divenne la religione più diffusa nell'impero, (e non religione di stato, cosa contraria all'editto di Costantino) al vescovo vennero concesse la porpora e la tiara imperiale, a significare la pari dignità nei confronti dell'imperatore, ma non il potere temporale.
    Questo fatto significa semplicemente che la chiesa d Cristo non è sottomessa all'autorità imperiale, anche se gli uomini della chiesa sono soggetti alle leggi dell'impero.
    In tutti i casi in cui un imperatore ha provato a sottomettere la chiesa, si è trattato di imporre eresie, come il monotelismo, l'iconoclastia, il filioque, la dittatura papale, ecc.
    A queste la chiesa si è sempre opposta senza compromessi, subendone le conseguenze, ma conservando l'ortodossia.
    In questo io vedo la natura "anarchica" della chiesa, cioè non soggetta al potere di questo mondo, infatti l'insieme dei patriarcati è perfettamente autonomo, e trova unità unicamente nell'ortodossia della fede.
    E qui non so se collima il mio pensiero "anarchico" e cristiano con quello di Carlo.

    Sulle questioni del potere, ho poco da dire, il buon governo è un'illusione che molti vendono e ancor di più comprano, ma devo ancora vederne uno veramente buono, o almeno decente, anzi mi sembra che quando i governi erano più dispotici, (più chiaramente dispotici), la gente pregava di più, questo, probabilmente perchè confidava nel cielo più che nel governo, ma non lo ascrivo come merito ai tiranni, tanto meno li legittimo per questo.
    Sul disporre del potere, si è visto che l'abuso porta inevitabilmente a dei rovesciamenti cruenti cui segue un periodo di assestamento e nuovi abusi, se possibile peggiori.
    L'unico ottimismo reale riguarda proprio la natura intima dell'uomo, che è fatta a immagine e somiglianza di Dio, e non perde mai la possibilità, in circostanze definite, ma per economia anche in assenza di queste, di ritornare al primevo splendore, e dopo la morte e resurrezione di Cristo anche di più.

  • anonimo

    x toporififi :

    anarchico in questo senso significa solo e soltanto : assenza di potere arbitrario , coattivo e monopolista, giammai assenza di potere od organizzazione.

    L'Universale non è né arbitrario , né monopolista né coattivo e fintanto che i vescovi compiono il loro ministero essi garantiscono tale "anarchia".

    Ugualmente l'Imperatore ( che non si dovrebbe dimenticare fu e rimase pontefice ed unico che potesse convocare i concili ecumenici ) fintanto che segue il suo ministero può essere garante dell'anarchia poiché la sottomissione a cui ogni amministratore è "costretto" nell'unità della Fede  è da aversi in termini unicamente di principio ed interiori e non certo politici ed esteriori.

    Il problema è che determinate realtà preesistenti al cristianesimo non poterono venir completamente risanate tant'è che esso stesso favorì una certa confusione quando passò dalla sua esoterizzazione peculiare alla sua exoterizzazione imperiale ( le numerose eresie sono lì a testimoniarlo ) , confusioni che non poterono venir sanate se non , alle volte, con conflitti cruenti.

    daouda

  • toporififi

    Antonio, in tutte le mie considerazioni c'è un fatto cui non so rinunciare, cioè che le leggi della natura non sono assolute, ma sottoastanno a quelle dello spirito che la natura l'ha creata.

    Ora non è difficile incontrare persone che non condividono questo punto di vista, ed è per questo che non posso in nessun modo imporlo, ne cercare di renderlo più convincente, visto che si tratta di una percezione data dall'esperienza, personale, e soprattutto di uomini che l'hanno dimostrato con la loro vita.

     

    Tutti noi, (salvo qualcuno) auspichiamo che i politici siano un po' meno corrotti, (50% mi sembra un'enormità, ma il 90% sarebbe insufficiente), che si occupassero un po' più dei governati, (di me si stanno occupando un po' troppo a dir la verità), ma credo che siano pie illusioni.

    Non sono illusioni invece le iniziative di comunità che si rifiutano di cedere al dettato del consumismo e si creano un micro commercio più sobrio e possibilmente più sano, sono encomiabili iniziative, anche se di solito veto troppo focalizzata l'attenzione a questi fatti puramente materiali, un po' come quelli che mangiano solo biologico, che diventano fanatici di quello che fa bene alla salute e magari indifferenti a forme di sofferenza che avvengono a un passo più in là.

     

    Ho piena fiducia nell'uomo come possibilità di risorgere dalla condizione più degradata, ma molta poca fiducia nel miglioramento delle istituzioni attuali.

    E non molta in Agostino, a dire la verità, per quanto la sua ascesi l'abbia portato alla santità, (non la sua dottrina, credo)

    Gli uomini cambiano e migliorano uno alla volta e non perchè ci sono leggi che glielo impongono.

  • toporififi

    Daouda, nessuna eresia subita dalla Chiesa ortodossa, (ed ebbero tutte come conseguenza feroci repressioni verso chi non si adeguava), ebbe una risposta cruenta, e ogni volta che l'ortodossia è stata ripristinata, gli eresiarchi sono stati destituiti, ma mai condannati o peggio sanzionati di alcunchè.
    Anzi, per essere precisi, ci furono due casi di repressione di eresie, che rappresentano una macchia indelebile, entrambe in Russia dove la volontà zarista, evidentemente influenzata dall'occidente, di intromettersi nell'amministrazione ecclesiastica non ha avuto paragoni con altri paesi ortodossi; i giudaizzanti, nel XVII secolo, e i Vecchi credenti nel XVIII secolo, quindi due fatti localizzati e avvenuti in circostanze di grave interferenza dello stato nella chiesa.
    Poi è evidente che con l'allargarsi della religione molte sono state le persone che hanno "attaccato il cappello" come si dice, e hanno portato nel cristianesimo intenzioni e abitudini eterogenee e non sempre di qualità, per non dire scandalose, ma questa separazione netta, questa anarchia, hanno garantito che i frutti spirituali continuassero a essere presenti; (non so se tu li definisci esoterismo o exoterismo, per quanto ne so, sono realizzazioni di stati interiori e hanno visibilità in forme esteriori, due sfere che in greco si definiscono Esoterikòs e Exoterikòs, ma che non sono nettamente distinte in sedi e sfere diverse), e a nutrire l'intera chiesa, anche se spesso accade lontano dai  vertici della gerarchia, (abbiamo però numerosissimi casi di patriarchi e vescovi di santità e carismi eccezionali, anche negli ultimi anni, come il patriarca di Serbia Pavle, recentemente scomparso).

  • Chapucer

    snifsnifsnifff….
    sento odor di topo!
    e di eresia….
     
     

  • anonimo

    la ribellione non esiste più, e questo mi spaventa più della rassegnazione.

    La "ribellione"? Sta già facendo tutto qualcun altro…Rimane solo di godersi lo spettacolo a suon di risate e pop-corn:

    Johnny Cloaca

  • Santaruina

    Nel complesso mi pare che l'articolo di Antonio abbia dato il via ad una bella discussione.
    Non sono temi facili, d'altronde.

    Reputo davvero ottimi gli interventi di Mario (toporifi), ma questa non è una novità.

    E concordo anche da qaunto detto qui da Daouda.

    A presto

  • anonimo

    lo stato socialista è il più oppressivo degli stati mai visti.

    mah, io continuo a non pensarla così. lo stato socialista si poneva ancora come interlocutore l'individuo, mentre in quello capitalista (o liberista o come volete chiamarlo) l'individuo è abbandonato alle libere forze del mercato, che altro non sono che la legge del più forte e dell'anonimato. del resto basta vedere cos'è accaduto nei paesi dell'est dopo la caduta del socialismo (non mi direte che stanno meglio…)… lo stesso sta accadendo in italia grazie al progressivo smantellamento del settore pubblico

    lo stato liberal-capitalista implica l'abolizione di ogni idea di comunità, di cui quello socialista si sforzava ancora di mantenere l'apparenza. è l'individualismo assoluto, dove l'essere umano ha valore solo in quanto produttore e consumatore. e il fatto che tutto ciò oggi venga considerato "normale" dà l'idea di quanto questa società (insieme ai suoi membri) sia ormai completamente alienata. non c'è oppressione più grande di quella che non viene più avvertita

    enzo

  • anonimo

    (Antonio Pani)
    x Johnny Cloaca, un grafico illuminante, a proposito della "carta colorata".

    Già visto su U.lab, probabilmente ci siamo incrociati anche da quelle parti.

    Ringrazio ancora tutti per i commenti e la partecipazione, sono convinto che ognuno di noi stia portando a casa qualcosa di utile.

    Per me è così.

    Ciao.

  • anonimo

    Enzo seguendo il tuo ragionamento dovremo salutare con goia movimenti politici come Hezbollah od Hamas o politici come Nasser.

    In realtà il socialismo è INDIVIDUALISMO , ed è qui che c'è tutta una sinistra confusione su cui moltissimi tradizionalisti indugono ma più che altro depistano, il ché è tutto dire delle influenze a cui si rifanno, nella fantomatica illusione di potere combattere il mondo moderno sul suo stesso piano, di fronteggiare L'Avversario ( il demonio non ha nome proprio! ) con i suoi stessi stratagemmi, il ché è assurdo.

    L' individualismo consiste nella riduzione dell'Universale ad opzione non considerabile.
    Che si faccia idolatria dell'atomo sociale , IL SINGOLO, o di una determinata comunità, LA COLLETTIVITA', sempre nel convenzionalismo ci troviamo.

    Se la comunità preceda o no il singolo, ciò è scontato, poiché è NORMALE che una data comunità si protegga dalle mele marce.
    Quando perà è la scoietà stessa pregna della melma, essa è insalvabile e solo il singolo può salvarsi essendo la comunità l'interazione dei singoli…

    L'INDIVIDUALISMO comunemente inteso è servito per deturpare ogni idea di gerarchia ( guardacso il liberalismo è altamente egualitarista )  per potere generare un uniformismo edonistico e cinico,
    Il collettivismo invece , ponendosi come reazione, ne è invece l'esaltazione, l'esaltazione di un dato sistema a cui sottomettersi e con cui si ha la presunzione di modificare e sanare il tutto , ignorando le vere cause della degenerazione.
    Proprio a causa di ciò il socialismo non propugna la società, ma una guerra tra supposta società socialistica e quella vigente, poiché il suo è un modello individualistico, parzialista, dove determinate realtà devono venir spazzate via come davanti al singolo criminale viene eliminato l'ostacolo.

  • anonimo

    (Antonio Pani)

    Per il commento 64:

    Interessanti letture, molto apprezzata la parte finale de "Dietro la maschera la democrazia", dove si trovano molte assonanze con ciò  che ho scritto e di cui stiamo parlando qui.

    Bella la frase di chiusura a proposito dei giovani e del cambiamento, tenendo bene a mente l'insegnamento/indottrinamento di ieri e di oggi; J.T. Gatto docet.

  • anonimo

    Non riesco proprio a capacitarmi nel trovare alcunche' di anarchico nella Chiesa. E' un'organizzazione gerarchizzata con al vertice il Papa, il Pontefice, e che nelle sue insegne ha le duplici chiavi. Ora il simbolo delle duplici chiavi rappresenta l'origine del potere quindi il Papa e' il Vicario di Cristo sulla Terra e trae il suo potere da cio', da un Principio ben definito e da qui tutta la legittimità del suo operato. 
    L'anarchia rappresentando  l'assenza di un principio c'entra come i cavoli a merenda. L'Autorita' Spirituale e quindi anche la Chiesa e' per diritto, per natura, per conformita' all'ordine al vertice del potere in una civilta' che si chiami veramente in questo modo, pertanto non ha da dover rispondere di alcunche' al potere temporale altrimenti che senso avrebbe una gerarchia? Dove c'e' gerarchia non c'e' anarchia, difatti la Chiesa resiste nel bene e nel male da 2.000 anni. Quante forme di governo giuste, sbagliate, orripilanti ha visto passare? Del resto come potrebbe rappresentare all'esterno un'anarchia di qualsiasi tipo o genere che si voglia una struttura rigidamente gerarchica come la Chiesa? Significherebbe soltanto una cosa: la sua fine.

    Zodiacus
     

  • toporififi

    La chiesa che hai in mente tu, zod, è una chiesa che ha deviato da quanto stabilito nei sette concili ecumenici, cioè con le determinazioni spirituali e dogmatiche della chiesa unica e interamente riunita, una chiesa che è stata rimodellata a partire dalle riforme carolingie ed è sempre più simile ad uno stato premoderno oligarchico, fondando la sua legittimità su affermazioni non vere, come la favola di San Pietro primo capo della chiesa, o altre attribuzioni di superiorità o persino di infallibilità.
    Il termine anarchia, come lo abbiamo usato io e Carlo, (credo almeno che lui ne convenga) ha due valenze, la prima dipende dalla assoluta autonomia della chiesa rispetto al potere temporale, essendo corrispondente nel suo ordinamento alle gerarchie celesti, come viene descritto nella fondamentale opera di San Dionigi L'Aeropagita, e non a quelle terrestri, e si è trovata spesso in contrapposizione con queste.
    La seconda è un po' provocatoria verso le derive integraliste di certo pensiero "tradizionale" che vede nell'imposizione assoluta l'unica via spirituale percorribile, cosa assolutamente ridicola.

    Ora, ci sono altri aspetti che mettono in discussione l'idea che la gerarchia ecclesiastica sia conforme ad una monarchia assoluta, e sono, il dettato evangelico circa gli ultimi e i primi da una parte e il fatto, tradizione vera della chiesa, che il popolo cristiano è il vero garante dell'ortodossia della fede, al punto che tradizionalmente un vescovo che afferma cose non corrispondenti alla tradizione ortodossa, può venir deposto dal popolo dei fedeli, così come originariamente succedeva e ancora succede in diversi contesti, è nominato a suffragio.

    Prima di farsi luccicare gli occhi con baldacchini, stole, ori, colonnati, e alabarde svizzere, sarebbe opportuno approfondire le scritture, in particolare la lettura delle costituzioni apostoliche non farebbe male, e la tradizione dei padri, giusto per sapere di cosa stiamo parlando.

  • anonimo

    Concordo che approfondire le Scritture specie dei Padri della Chiesa e' non solo illuminante ma fondamentale: in nessuno di essi si trova alcun riferimento all'anarchia ne' come la intende Santa che chiunque altro, giusto per  sapere di cosa si sta parlando….
    Le alabarde svizzere sono utili: oltre al simbolo anche l'applicazione pratica, per difendere l'ortodossia dalle farneticazioni deliranti dei profani, i quali tutto sanno, in quanto pensano e quindi credono di essere.

    Zodiacus

  • anonimo

    Tempi bui si prospettavano e la folla inviperita si fece avati all'unisono gridando :  "  PIU' STATO"  !

    ____

    Zodiacus non si intendeva certo anarchia nel senso di assenza di principi e di gerarchia.

    A rigore poi è Cristo il capo della Chiesa e non il Papa…il primato petrino per me è da intendersi non solo riguardo la primazia di Roma,  la janitrice e quindi ad occidente da cui le norme si originano nella sua primaria base fondamentale ( Roma locuta causa finita ) ma soprattutto per quella che riguarda i 4 patriarcati ( e non 5 ) che direttamente od indirettamente derivano da san Pietro.
    Costantinopoli "doveva rimanere" capitale imperiale e mantenere una qualche equidistanza…

    ___

    Toporififi più o meno concordo.
    Che la gerarchia esteriore ed interiore non siano più coincise, a mio vedere, fu perché la Chiesa, la tradizione cristiana, divenne per l'appunto anche forma esterna oltre che interna e ciò comunque sia non mi sembra anomalo.
    Non è un caso per l'appunto che i vescovi vengano scelti tra i monaci celibi per l'appunto.
    Ciò conferma che per quanto un monaco non realizzato potesse divenire vescovo , questi era comunque a conoscenza della via verso la pace in Cristo.
    In occidente invece si è via via negato, volenti o nolenti, questa stessa interiorità, di cui rispetto all'oriente siriano , greco, egiziano ed anche slavo gli unici  campioni paragonabili mi sembrano siano stati i renani ed i celtici.

    saluti, daouda

  • ghibli.

    Le idee complicate non sono le persone.
    Sostituirle, cambiarle, conformarle, non le cambia.
    Come per il racconto "Lo scorpione e il rospo" la natura maturata nelle persone adulte non può essere più modificata.
    Bisogna biasimare lo scorpione o il rospo?
    Se li amate li dovete accettare come sono, rimanere accanto a loro, uniti.
    Se li odiate cercate di aiutarli fra 50 anni, ma tra il dire e il fare c'è di mezzo Atlantide.

  • anonimo

    Enzo seguendo il tuo ragionamento dovremo salutare con goia movimenti politici come Hezbollah od Hamas o politici come Nasser.

    beh sai com'è sempre meglio che gli squallidi lecchini dei sionisti (come mubarak o abu mazen). cmq il socialismo arabo è cosa molto diversa da quello occidentale (per certi versi è anche meglio)

    In realtà il socialismo è INDIVIDUALISMO

    beh più che altro è la società moderna, di massa, ad essere individualista. di conseguenza ogni movimento politico moderno non può che essere tale (che lo dichiari o no). il socialismo per lo meno cercava di attenuare quello sfruttamento indiscriminato che è il risultato ultimo del capitalismo (i giovani di questo paese ne sanno qualcosa…)

    persino tremonti l'altro giorno è tornato socialista… (voleva indietro l'iri)

    ps. vedo che prosegue la discussione sull'anarchia nel cristianesimo. mah, mi sembrano idee di matrice millenarista, spiritualista. nella chiesa la prima virtù è l'obbedienza

  • anonimo

    sorry ero enzo

  • Chapucer

    scusate ma…come si fa ad affermare che il socialismo è individualismo!
    è la cosa più assurda che io abbia mai sentito…

    sorry :-)

    Buona domenica santa!

  • anonimo

    Fin quando si affermerà che l'individualismo è affine al singolarismo, a cui il socialismo nel suo collettivismo si oppone , si continuerà a credere che l'errore è opprimere le libertà personale da una parte o frantumare l'integrità sociale dall'altra.

    L'individualismo è invece negare l'Universale.

    Da questo punto di vista , ad esempio in economia, la scuola austriaca è anti-individualista ( seppur può apparire paradossale ) ed il suo anti-individualismo è dato dall'apriorismo intellettuale a cui fà riferimento; principi universali che possono d'altronde venir applicati in ogni altro ambito.

    x enzo:

    Ti faccio presente che a rigore un monarca assolutista , quindi anti-tradizionale , è socialista proprio perché i suoi arbitri (individualistici )socializzano la popolazione rispetto al suo potere.

    La distinzione tra monarchia assolutista e democrazia è data dall'impossibilità a gestire quest'ultima patrimonialmente , difatto decretando un aumento esponenziale dell'oppressione e dello speco.

    Entrambe ad ogni modo sono forme di governo private e socialistiche ( ESSENDO IL SOCIALISMO L' APOTEOSI DELLA  PRIVAZIONE ).

    Vedrai bene che Nasser e chi altri hanno giocato male, rispondendo allo schema che dovevano , scriviamo così, "interpretare".
    Il resto verrà da sé, seppur per l'Islam non è possibile una secolarizzazione ma dovrà accadere, ed in parte già è accaduta, una politicizzazione exoteristica.

    Ciao, daouda

  • anonimo

    (Antonio Pani)

    DAOUDA: "…Da questo punto di vista , ad esempio in economia, la scuola austriaca è anti-individualista…  principi universali che possono d'altronde venir applicati in ogni altro ambito…".

    Sono daccordo, ho trovato anch'io molto centrati e condivisibili gli spunti offerti dalla Scuola Austriaca di Economia, allo scopo si legga Ludwig von Mises o "Cosa è il denaro", di G. North, come ho modestamente suggerito.
    Il solo fatto di integrare efficacemente la teoria monetaria con la teoria economica generale è semplicemente grandioso, al pari delle considerazioni espresse in merito all'azione umana e al concetto di proprietà privata.

    Vorrei tornare un attimo sui 3 punti focali del mio scritto, in quanto attuali e strettamente connessi tra loro:
    1)- il peso Statale è asfissiante e, in caso degenerasse, potrebbbe avere effetti disastrosi;
    2)- la costante crisi che ci affligge e dalla quale cerchiamo di difenderci, può mettere i Governi in condizione di privare ancora di più "gli amministrati" delle loro libertà fondamentali; questo perchè se i cittadini restano "anestetizzati", non faranno altro che farsi rimboccare le coperte da "mamma Stato", la stessa che oggi tiene un cuscino sulla nostra faccia;
    3)- la nostra apatia è in buona parte indotta, oltre che "cromosomica"; darsi una mossa non è facile, ma cercare di accrescere le proprie conoscenze, riscoprire sapori antichi, profondità e spessore insiti nell'arte del fare, è indispensabile per sentirsi ancora vivi e provare a costruire, con le proprie mani, qualcosa di nuovo e più vero.

    Tengo a precisare che non sto e non voglio inneggiare all'anarchia.

    Il mio è un vigoroso invito a rendersi conto che viviamo in una realtà che ha il potenziale per essere "più nociva".
    Partendo da questa consapevolezza è possibile lavorare per rendere le nostre azioni più "centrate" e redditizie in termini di miglioramento della qualità della nostra vita.

    Grazie ancora per attenzione, commenti e partecipazione.

  • anonimo

    x daouda
    ok guarda che io sono pure d'accordo con quanto scrivi ma la domanda che mi viene spontanea a questo punto è: embé? non sto mica dicendo che il socialismo è sinonimo di libertà, democrazia, ecc. dico solo che il socialismo, in una società in cui non può esistere nè libertà nè democrazia e in cui l'uomo si è fatto schiavo del dio denaro, quanto meno mette un limite al potere distruttivo del capitalismo. poi c'è gente convinta di essere libera solo perchè ha fatto i soldi o perchè guarda troppa televisione, o perchè crede che la vera libertà sia quella di far soldi, ma questa si chiama alienazione mentale

    x antonio pani
    lo stato è asfissiante… è vero… ma cosa accadrebbe tentando di liberarcene? vediamo un po'…
    1- in italia la spesa pubblica fa più o meno il 90% dell'economia
    2- eliminando lo stato sparirebbero stipendi, pensioni, appalti pubblici, scuola, sanità, infrastrutture, elargizioni di vario genere… 
    3- avremmo così un'economia finalmente sana e 30 milioni di abitanti in meno (gli altri 30 tornano a zappare la terra)
    4- stessa cosa accadrebbe col ritorno alla moneta aurea, che in pratica distruggerebbe i risparmi del 90% della popolazione (si salverebbero solo i più ricchi).
    ma vogliamo ragionare prima di parlare? lo stato oggi sarà una schifezza ma indietro non si torna. a meno che non ci vogliamo fare una bell'eutanasia di massa

    enzo

  • anonimo

    (Antonio Pani)

    Per Enzo:
    Credo che lo Stato si stia e ci stia "eliminando" comunque; al traguardo c'è un crack che ci aspetta, che ci piaccia o no.

    Prepararsi a questo, prenderne coscienza e cercare di "difendersi" sin d'ora è, secondo me, ciò che bisogna fare.

    La macchina pubblica non va azzerata ma ridimensionata, a partire da noi, dal nostro approccio assistenzialistico sbagliato.

    E' indubbio, credo, che questa insensata spesa pubblica (90% dici tu) non offra servizi adeguati a fronte dei costi sostenuti.

    Se i nostri soldi non valgono più quasi nulla è per via di questo sistema economico che produce una splendida inflazione statalizzata.

    L'oro che hanno in tasca i ricchi, potrebbero averlo anche tutti i cittadini, che invece lo vendono per non morire o perchè pensano che le banconote valgano di più. Guardare il grafico postato qualche riga più su da Johnny Cloaca per credere.

    Basterebbe legare la carta moneta "colorata"  al metallo giallo, come è stato per tanto tempo.  Allora avresti quacosa di concreto che "copre e garantisce" la banconota che hai in mano, e non carta su carta o numeri digitali.

    Qualche lettura spensierata e leggera su questo argomento potrebbe esserti/esserci d'aiuto.

    Sull'eutanasia di massa non sono daccordo, a fronte dell'attuale fallimento delle politche previdenziali (io non avrò una pensione) i cittadini potrebbero reagire e organizzarsi di conseguenza sin d'ora.

    Creare nuove forme associative a tutela delle classi più deboli, o pretendere una revisione importante del "fare politico".

    Che lo Stato lasciasse nelle nostre tasche buona parte dei soldi che preleva e spreca per "non darmi un servizio", che poi tentiamo di organizzarci da noi, magari partendo dal nucleo familiare.

    E' chiaro che se la pubblica amministrazione si mette in concorrenza sleale con i privati che tentano di offrire dei servizi validi, l'idea muore prima di nascere.

    Concorrenza sleale oggi e:
    – lo stato spende e spande a debito, senza fallire mai… e se fallisce siamo noi a pagare;
    – il privato spende e corre RISCHI VERI, per poi fallire SUL SERIO, dopo essere stato spremuto e vessato per bene.

    Oggi l'iniziativa privata ristagna, la gente non si sbilancia più "a rischiare".
    Preferisce tentare di trovare lo "sponsor" di turno e/o un pasto caldo che proviene dallo stato, direttamente o indirettamente.

    Senza una sana iniziativa privata "tutelata", tra le altre cose, non penso si possa fare molta strada.

    Il resto l'ho scritto più su.

    Grazie per l'attenzione.

  • anonimo

    Come si faccia ad usare il termine anarchia in un contesto di principi e di gerarchia lo sapete solo voi…. il significato insito nella parola non e' arbitrio fino a questo punto! Quindi fintantoche'  verra' usato quel termine il significato quello resta: assenza di principio! Ora cosa si puo' ricavare da tutto cio'? Il caos…. Potete fare tutte le forzature logiche e dialettiche che volete ma il risultato sara' sempre lo stesso: il nulla sia teorico che pratico.
    Forse sarebbe piu' sensato il termine autarchia, che ha la sua corrispondenza sul piano spirituale, ma cio' non prescinde certo dal rispetto e dalla consapevolezza della dipendenza dal Principio.
    Nell'Islam non vi sono dubbi al riguardo: la sottomissione alla Volonta' Divina e' il punto di partenza, cosa evidentemente per l'anarchico inconcepibile. Inoltre interessante sarebbe approfondire l'aspetto di Seyydna Aissa (Gesu') nelle scuole esoteriche islamiche che si tramandano l'insegnamento di Gesu' Profeta: Egli e' il Vivificatore, colui che con la Parola insuffla lo Spirito. Suo e' l'alito ma lo Spirito e' di Dio in quanto lo fa con il suo permesso. Quindi Aissa rappresenta nei tipi profetici quello legato alla Scienza delle Lettere, le Parole Divine che sono all'origine. Non solo non ha nulla a che fare con alcunche' di anarchico (le lettere ed i suoi significati quelli sono gia' a livello principiale – il termine anarchia e' quindi eloquente) ma fosse anarchico, perche' chiedere il permesso a Dio di insufflare lo Spirito Vivificatore a Chi e' al di sopra di lui se in quanto anarchico rifiuta a priori di sottomettersi e di riconoscersi da Egli dipendente?
    L'anarchico e' il tipo del servo piu' servo del servo: rifiuta il potere in quanto manco lontanamente concepisce che cosa sia e rappresenta il tipo distruttivo, il mezzo con cui annientare ad ogni costo…nulla di piu'. Difatti come sara' mai possibile costruire qualcosa senza potere? L'unica cosa da fare sarebbe sdraiarsi sotto al fico ed aspettare che un frutto caschi in bocca…..ben poca cosa sarebbe l'uomo!

    Zodiacus

  • anonimo

    Basterebbe legare la carta moneta "colorata"  al metallo giallo, come è stato per tanto tempo.  Allora avresti quacosa di concreto che "copre e garantisce" la banconota che hai in mano, e non carta su carta o numeri digitali.

    scusa antonio ma se si facesse questo a quanto andrebbe l'oro? a 10000? a 50000? boh, credo che nessuno lo sappia con esattezza ma significherebbe azzerare i risparmi di gran parte della popolazione. 

    E' chiaro che se la pubblica amministrazione si mette in concorrenza sleale con i privati che tentano di offrire dei servizi validi, l'idea muore prima di nascere.

    ma i privati che vogliono offrire servizi validi chi li ha mai visti? la "sana iniziativa privata" cos'è? un concetto mitologico? hai mai provato a lavorare per un "privato"? senza quel minimo di garanzie che garantiva lo stato qua stiamo tornando alla schiavitù

    per il resto concordo che lo stato è in via di smantellamento e andiamo verso il crack. poi certamente potremo costruire un mondo migliore, magari con un'economia austriaca. di sicuro però saremo molti di meno

    enzo

  • ghibli.

    Ma il gorilla che mangia l'oro, il Re Mida, il vitello d'oro…

    Almeno i romani come salario usavano il sale.

    Il prezzo dell'oro è fissato dai mercati, per tanto sale e scende il suo valore, non è fisso perchè la quantità di oro che circola cambia costantemente, non è una misura fissa.
    Nessuno ha idea di quanto oro esista veramente, sia perchè molto di questo circola in India distribuito su una popolazione immensa, sia perchè ai maggiori produttori sud africa, cina, ecc.. non gli conviene essere totalmente trasparenti nell'indicare le vere quantità prodotte proprio per controllarne il valore.

    Una buona unita di misura del lavora sarebbe il tempo, avere una retribuzione legata al tempo (lo so il tempo è oro, ma allora anche il silenzio XD) sarebbe precisa e indicativa.
    Sarebbe bene anche legarlo a un fattore derivato da altro, come le polizze assicurative e pensionistiche di certi paesi, dovrebbero essere premiati i lavori usuranti, faticosi, pericolosi, ecc… in questa maniera ci sarebbe una migliore e giusta redistribuzione della ricchezza.
    In linea di massima il costo sarebbe legato al tempo in maniera frattale.
    I valori, le costanti e le regole come adesso possono essere decise o dagli stessi che gestiscono il mercato attuale o da noi ma prima… :P
    Ciao.

  • anonimo

    (Antonio Pani)

    Restituendo la sovranità sul denaro agli uomini e al loro libero interagire, anzichè lasciarla in mano alle Banche Centrali che stampano carta in quantità industriale, il valore dell'oro, al pari di qualsiasi altro bene e/o servizio, sarebbe determinato dagli scambi volontari e dal libero mercato.

    Mi risultano, per esempio nel settore scolastico, tanti privati che cercano di adoperarsi per fornire servizi indispensabili ai concittadini: servizi di accoglienza, intrattenimento/ludoteca e mensa, che certe "realtà pubbliche" non sono in grado di garantire/fornire.

    Per quanto riguarda il lavorare per un privato, sappi che in 13 anni ho svolto ben 15 attività, in differenti settori, sia come libero professionista che alle dipendenze dei privati.

    Il rispetto dei diritti dei lavoratori e le tutele che derivano dal vivere nel mondo della pubblica amministrazione sono indubbiamente più alti.

    Non si può negare, però, che esistono (e ho vissuto) realtà imprenditoriali eccellenti, in grado di offrire prestazioni qualificate, pur se operanti in una giungla di leggi, cavilli e balzelli di ogni tipo.

    Aggiungo che nel privato "sano", vi è più attenzione verso un atteggiamento premiante per chi lavora meglio, a differenza di un settore pubblico che, molto spesso, distribuisce "a pioggia" i compensi premianti, disincentivando di fatto la produttività del lavoratore.

    Non bisogna dimenticare, inoltre, che pasti gratis non ce ne sono.

    Torno a dire, poi, che nel privato l'imprenditore si assume il rischio d'impresa, che alla fine lo porterà a un profitto o a una perdita.

    Nello Stato questo problema non esiste e, nel caso, il conto lo pagano tutti i cittadini.

    A proposito, chi pagherà gli oltre 1.900 MILIARDI di euro di debito pubblico?

    Ciao.

  • ghibli.

    Il debito esiste solo per far lavorare.
    Se se volesse cancellarlo lo si potrebbe ancora fare tranquillamente.
    Lo si crea, e come dissi e ridico, facendo i salti mortali.
    Il debito se esiste una sovranità nazionale con moneta propria lo si può creare per creare occupazione, e poi cancellarlo.
    Come a monopoli.

    Un italiano che ha il debito qui in Italia se si trasferisce in Francia si porta il debito?
    Il problema dell'inflazione nasce con debiti creati a doc nel dopoguerra e nel nostro caso per mancanza di energia interna, che con le nuove tecnologie possiamo ovviare creando occupazione.

    Il problema semmai con la nostra mostruosa produttività e distribuire omogeneamente le ore di lavoro utili ai lavoratori, solo con riduzione dell'orario lavorativo e la possibilità di tornare al monoreddito possiamo ovviare la disoccupazione.
    Ma prima… :P

  • anonimo

    Carissimo Antonio l'argomento che mostri è ancora molto più ampio di quanto si possa scrivere e parlare.
    Viviamo in un mondo dove vive il proverbio "Ognuno fa per se ,Dio per tutti" purtroppo,nulla si può cambiare per quanto se ne possa parlare,un abbraccio .
    F.C

  • anonimo

    Restituendo la sovranità sul denaro agli uomini e al loro libero interagire, anzichè lasciarla in mano alle Banche Centrali che stampano carta in quantità industriale, il valore dell'oro, al pari di qualsiasi altro bene e/o servizio, sarebbe determinato dagli scambi volontari e dal libero mercato.

    certo. e tale valore, considerando la quantità di carta che c'è in giro, sarebbe esorbitante

    A proposito, chi pagherà gli oltre 1.900 MILIARDI di euro di debito pubblico?

    dipende. se in italia continueranno a comandare l'europa e gli usa ci succhieranno anche l'ultima goccia di sangue. se questo paese si risvegliasse potrebbe (e dovrebbe) mandarli a quel paese armi alla mano

    in questi giorni berlusconi sta minacciando addirittura l'uscita dall'europa. credi veramente che il problema siano gli immigrati? sai che fine fa l'economia italiana (già mezza morta) se trichet continua ad alzare i tassi?

    enzo

  • ghibli.

    L'oro era usato in antichità per le sue proprietà uniche, oggi con tutte le leghe che abbiamo fare questi discorsi è totalmente obsoleto, l'unico oro che vale è quello dentro questi due…

    http://img854.imageshack.us/img854/9615/r2andd2.jpg

  • anonimo

    x Zodiacus : dai che usavamo il termine anarchico solo come sinonimo di assenza di monopolio coattivo sulla falsa riga di una visione jungheriana!!!

    Comunque hai completamente ragione per quanto riguarda il VERO senso dell'anarchia

    x Enzo :il socialismo è uno sviluppo ulteriore del capitalsimo.Questo volevo chiarire…

    Daouda

  • anonimo

    Quando un governo giusto o sbagliato che sia ce lo dobbiamo tenere perchè lo abbiamo votato noi, in quanto all'opposizione peggio che peggio, invece di rimboccarsi le maniche e cercare di dare una mano si comportano come quei teppisti che si autodistruggono per un piccolo territorio e loro agli occhi del mondo televisivo degenerano, litigano e si picchiano nelle aule governative. In queste schifose visioni dimostrano che loro non sono al servizio dei cittadini ma al servizio del loro partito, fregandosene se uno è disoccupato o fa fatica a tirare alla fine del mese. Però mi domando: Vedendo durante i week end le migliaia e migliaia di italiani che trascorrono il fine settimana al mare o in montagna dove vanno a prendere i soldi? Perchè la finanza non si mette fuori agli studi di quei luminari medici che visitano con una parcella di 100 o 200 euro seza rilasciare la ricevuta fiscale e calcolando una media di 5 visite al giorno x 5 giorni per 4 settimane la somma si aggira dai 10'000 o il doppio al mese, calcola tu per 10 mesi perchè gli altri 2 li passano tra cene, banchetti e vacanze. Secondo il mio punto di vista prima di cambiare il governo bisognerebbe cambiare la testa agli italiani perchè anche i poveretti si arrangiano anche loro come possono, cambiano i suonatori, ma la musica è sempre la stessa. Ciao

  • Santaruina

    Faccio solo una precisazione: per quanto mi riguarda, ho sempre inteso il concetto di "anarchia" in un solo senso, ovvero il ritenere superiore la legge naturale rispetto alla legge degli uomini.
    Un concetto espresso in uno dei primi post pubblicati in questo blog, quello di Antigone.

    In altre parole, il rifiutarsi si assoggettarsi al potere temporale quando questo contrasta le nostre convinzioni morali.

    Poi sul concetto di anarchia si possono fare infinite discussioni, e possono emergere posizioni molto lontane anche tra coloro che si definiscono anarchici.

    Comunque, la paura di essere catalogati quali "anarchici" deriva dal fatto che attualmente tale termine è usato quale sinonimo di "nichilista", ovvero uno che picchia le vecchiette per strada e sfascia le vetrine perchè tanto non gliene frega nulla di niente.
    In realtà, i teorici dell'anarchismo insistono sul fatto che affinché l'anarchia possa esistere debbono sussistere delle regoli comuni condivise, senza le quali la convivenza non sarebbe possibile.

    A questo punto, l'obiezione più naturale solitamente è quella secondo la quale basterebbe una piccola minoranza di persone che quelle regole non le rispetta per mandare in aria tutto.
    Al ché, si potrebbe far notare che attualmente quella piccola minoranza che non rispetta le regole condivise, e quindi ruba, uccide e sottomette il prossimo, è la stessa minoranza che detiene il potere.

    Ma qui ci si dilungherebbe, e si andrebbe clamorosamente o.t.

    Per il resto. mi sento di condividere le considerazioni di Antonio.

    A presto

  • anonimo

    Felice saluti!

    daouda

  • anonimo

    Faccio una piccolissima osservazione in merito al tema "anarchia".
    Quando si dice "come in Cielo così in Terra" mi sento di interpretarlo nel modo più totalizzante possibile. Se v'è una gerarchia in Cielo sulla quale Dio rappresenta autorità assoluta ed al quale tutto è sottomesso, è necessario che nelle cose terrene tutto sia sottomesso ad un imperatore specchio dell'autorità divina che comanda su tutto ciò che è terreno. In questa chiave interpreto, come ha detto anche Zodiacus un migliaio di post più su, il "Date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio".

    x Carlo
    Tu dici: "In altre parole, il rifiutarsi si assoggettarsi al potere temporale quando questo contrasta le nostre convinzioni morali."
    Ma se in uno stato innumerevoli gruppi di persone avessero convinzioni morali diametralmente opposte, come si agisce in quel caso? E se una minoranza ha le convinzioni definibili giuste e la maggioranza quelle sbagliate? Non concordo sull'assioma che sembri talvolta implicitamente dichiarare: "La maggioranza è retta".

    Fabiano

  • anonimo

    L'arbitrarieta' con cui e' possibile interpretare le convinzioni morali di ognuno e quindi poi di una collettivita' (quindi sempre di individualismo si tratta, capitalismo e socialismo si equivalgono da questo punto di vista) e' talmente relativa che alla fine non puo' portare a nulla di stabile.
    La visione del Sig Antonio e' comunque solo di tipo economico: non e' sufficiente. Dal lato spirituale c'e' il vuoto. Bastera' all'uomo la mera sussitenza vitale anche ammettendo che si rettifichi la situazione attuale dal punto di vista economico? 
    La Comunita' Essena, che esisteva prima della venuta del Cristo: era una comunita' essenzialmente votata al lavoro spirituale, essi si consideravano i Figli della Luce, coloro che detengono ed avrebbero ripristinato il culto legittimo nel Tempio, attualmente profanato. Ebbene nella Comunita' Essena la struttura era rigidamente gerarchica con al vertice i sacerdoti, tutta la vita era improntata ad uno stile monastico, il commercio era abolito, massima solidarieta' tra i componenti del gruppo, i pasti reano in comune, chi entrava doveva donare tutti i propri averi alla comunita', e chi non rispettava la Regola ne veniva allontanato temporaneamente per poi essere rigiudicato nella riammissione o se il peccato commesso fosse stato grave ne veniva definitavamente allontanato. Il trasgressore veniva giudicato da una Commissione composta da sacerdoti e altri membri della comunita'. La trasgressione piu' grave era considerato il Tradimento,come anche qualsiasi atto contrario  al benestare della Comunita'. Tutti gli aspetti della loro vita erano improntati sul rispetto della Legge Divina contenuta nelle Sacre Scritture. Sicuramente quindi non vi era alcuna interpretazione "morale" della Legge ed il compito di ognuno era sviluppare la propria potenzialita' dal punto di vista spirituale aiutato in questo da tutta la comunita'. Tutti gli aspetti della loro vita erano pervasi dal Sacro. Quindi la loro organizzazione di vita dal punto di vista economico rassomiglia a cio' che si prefigura succeda Antonio, solamente che nel caso degli Esseni essa e' una conseguenza contingente ma non il fulcro di tutto. L'aspetto spirituale e' solamente quello che ha la prevalenza: il resto avviene da se'. 
    Quindi fintantoche' non avviene prima una rettificazione dal punto di vista spirituale, ogni soluzione non sara' che transitoria, instabile ed incompleta come qualsiasi interpretazione "anarchica" della legge. Se tutto e' sempre controvertibile dal giudizio morale del singolo (o di una minoranza o di una maggioranza) non esistera' mai alcunche' di stabile fatto a somiglianza di cio' che sta in Cielo. Che senso a dire che l'anarchia richiede delle regole di base se poi possono essere comunque sempre messe in discussione dall'arbitrio di chicchessia?

    Zodiacus

  • anonimo

    Per il resto. mi sento di condividere le considerazioni di Antonio.

    ma come anche tu vuoi far fuori i poveri pensionati? :) senza la previdenza pubblica chi vuoi che gliela passi la pensione? babbo natale?

    consiglio di leggere quest'interessante articolo sulla catastrofe della caduta del comunismo:

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=8167

    andate a parlare a questi di "privato" "liberismo" e orrori simili. 

    enzo

  • anonimo

    (Antonio Pani)

    Per Enzo:
    a farla semplice come dici tu lo Stato (cioè noi) funziona, almeno finchè garantisce un buon pasto caldo per tutti (sino a quando?).

    Mi permetto di ribadire il concetto già esposto: _ Credo che lo Stato si stia e ci stia "eliminando" comunque; al traguardo c'è un crack che ci aspetta, che ci piaccia o no.

    Resta da capire se vogliamo stare alla finestra a guardare o se, invece, vogliamo lavorarci un pò su.

    P.S.: io sono stato "fatto fuori" già da oggi, nel mio futuro una pensione statale, che tanto ti sta e ci sta a cuore, NON C'E' PIU'!  Serve altro?

    Ah si:_ un no comment per i nostri figli…

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