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-o- Too late to die young -o-
12 febbraio 2009

Etat d'esprit

Un ‘potere occulto’ di ordine politico e finanziario non dovrà essere confuso con un ‘potere occulto’ di ordine puramente iniziatico ed è facile comprendere che i capi di quest’ultimo non si interessino affatto alle questioni politiche sociali in quanto tali: essi potranno addirittura avere una assai mediocre considerazione di coloro che si consacrano a questo genere di attività[…]
Un altro punto da tenere presente è che i Superiori Incogniti, di qualunque ordine siano e qualunque sia il campo in cui vogliono agire, non cercano mai di creare dei ‘movimenti’.
Essi creano solo degli stati d’animo ( état d’esprit), ciò che è molto più efficace, ma, forse, un poco meno alla portata di chiunque.
E’ incontestabile che la mentalità degli individui e delle collettività può essere modificata da un insieme sistematico di suggestioni appropriate; in fondo, l’educazione stessa non è altro che questo, e non c’è qui nessun ‘occultismo’ […].
Uno stato d’animo determinato richiede, per stabilirsi, condizioni favorevoli, e occorre o approfittare di queste condizioni se esistono, o provocarne la realizzazione.

       Renè Guènon
Questa è una delle citazioni di cui più spesso mi sono servito.
E’ tratta dallo scritto di René Guénon “Riflessioni a proposito del Potere Occulto”, apparso nel volume La Tradizione e le Tradizioni, testo che raccoglie diversi articoli pubblicati dallo studioso francese nella prima metà del XX secolo.
Riprendo ora, e nuovamente, questa citazione perché dovrebbe servire da introduzione ai prossimi temi che qui verranno trattati (sempre che non si verifichino nel frattempo dei cambi di programma, eventualità non del tutto remota, as usual).
Per chi fosse interessato, è disponibile una versione online di questa raccolta.
Suggerirei in particolar modo la lettura dei seguenti articoli:


La Religione e le Religioni
Le influenze erranti
L’errore dello psicologismo

 

33 comments to Etat d’esprit

  • Vivendolestelle

    Devo dire proprio una profondissima riflessione….

  • Santaruina

    Decisamente.

    A presto

  • anonimo

    Buon giorno a tutti,

    sto rileggendo proprio in questi giorni il libro, e mi è sono posto, tra le altre, questa domanda: agendo dall’interno del sistema non diamo una mano a creare l’ état d’esprit ?

    Supponiamo che ad es. le scie chimiche abbiano, tra gli altri scopi, proprio quello di creare uno stato d’animo depresso, angosciato dalla continua aggressione, di mancanca di una via di scampo; rendendo consapevoli del problema un numero sempre maggiore di persone, non li aiutiamo a creare l’état d’esprit ?

    O ho capito male cosa si intende per état d’esprit.

    Un’ altra domanda, fuori tema per quanto riguarda il post, ma inerente il libro

    in “Dalai Lama” si legge:

    il Papa dell’Oriente … non è di quelli che si possano spogliare o costringere, perchè non è sotto il potere nè sotto il controllo umano; egli è sempre lo stesso, oggi come in quel giorno assai lontano in cui egli si rivelò a quel Lama profetico, che i Tibrtani chiamani Issa, e che i Cristiani chiamano Gesù …

    Come interpreti quel “egli è sempre lo stesso” (in corsivo nel libro per sottolinearne l’importanza) ? In senso figurato o reale.

    Sandro

    ( il tuo blog e quello di PaxTibi, ciascuno per i suoi obiettivi, sono tra i più interessanti ed equilibrati )

  • Asno

    Caro Carlo,

    ottimi quei tre link. Non sapevo che Google facesse anche questo. Grazie.

  • Santaruina

    Ciao Sandro

    il tuo interrogativo me lo sono posto spesso, e si ripropone ad intervalli regolari.

    Ci sono giorni in cui effettivamente penso sia più opportuno, se proprio si vuole tenere un blog, occuparsi di musica o di arte, di cose belle e positive insomma.

    Se infatti parlando di certi aspetti poco noti delle funzioni del potere si finisce solo per diffondere un senso di inquietudine ed impotenza, allora si sta semplicemente sbagliando tutto.

    Credo però che conoscere il modo in cui dall’alto si attua l’ipnosi sia essenziale per poterla riconoscere, ed una volta che la si riconosce si può provare a diventarne immuni.

    Ovviamente occorre fare questa operazione con attenzione, per non ottenere l’effetto di cui si parlava prima.

    Svelare il modo in cui il potere preserva se stesso è un po’ come far comprendere il trucco dell’illusionista.

    Finchè non si sa come faccia, sembra che compia un qualcosa di magico.

    Poi basta che qualcuno ci spieghi il trucco e subito lo si vedi, e sembra anche banale, e l’illusionista ridiventa una persona normale ai nostri occhi.

    E, cosa importante, non è importante che quel qualcuno che ci spiega il trucco sia un genio o particolarmente sveglio; a volte è solo uno a cui come funziona il trucco glie lo hanno spiegato prima.

    Per quanto riguarda il Dalai Lama, penso che la frase citata vada considerata letteralmente e simbolicamente nello stesso momento.

    Mi rendo conto che non è granchè come risposta :-)

    a presto

    _____________

    Asno, ho scoperto anche io qualche tempo fa questa possibilità.

    L’archivio dei libri catalogati è in continuo aumento, e può risultare di grande utilità.

    Blessed be

  • tristantzara

    Già,validissima questa funzione di google.Renè Guenòn è da non so quanto tempo che mi chiama a conoscere meglio le sue opinioni,so che è stato una persona coltissima.D

  • Santaruina

    Di sicuro nessuno tra coloro che leggono i suoi scritti rimane indifferente :-)

    a presto

  • anonimo

    Son contento che si torni a parlare di Guenon in questo blog pieno di qualificati commentatori.

    Devo molto a questo scrittore ma ammetto che il brano citato da Sandro ( che già avevo letto in edizione cartacea) mi imbarazza un pò.

    Mi pare un residuo di certe concezioni teosofiste da favoloso Tibet. Lo stesso Evola decine di anni dopo si chiederà deluso come possa l’esercito maoista aver facilmente conquistato il paese sede di tali “influenze spirituali”.

    Che dire poi della citazione di Gesu -Issa, non smentita da Guenon, sempre pronto a fustigare i vari fanta-esoterismi dei suoi tempi?

    In breve mi pare una delle sue poche, ma esistenti, mancanze di rigore.

    Aspetto eventuali strali a piè fermo ;)

    Saluti

    Max

  • Santaruina

    Ciao Max

    non ne so abbastanza per aggiungere altro.

    Però il giudizio di Guénon è coerente con la concezione della trasmissione regolare dei caratteri intrinsechi al casta sacerdotale.

    Quanto ad Evola, nel “difendere” il sistema delle caste sosteneva che in una visione tradizionale ogni individuo nasce in questo mondo a seconda delle sue qualità “intellettive”.

    Occorre anche aggiungere però che sia Evola sia Guénon specificavano che questo era valido nelle epoche che precedettero il kali Yuga

    A presto

  • Santaruina

    Bella segnalazione, una lettura molto interessante.

  • Anonimo

    Fammi capire.

    Quindi tu sei per una società divisa in caste tipo quella induista, ma questo sta benissimo secondo me a quelli che lavorano per il NWO.

    Il problema è che tu ritieni di dover appartenere alla casta superiore, mentre dal loro punto di vista tu appartieni alla casta inferiore. Dal loro punto di vista tu stai andando contro il tuo vero karma, che è quello del servo, dal momento che mi sembra di capire a queste elite non appartieni o almeno affermi di non appartenere.

    Capisco che non è bello esordire su un blog con una provocazione, e mi scuso,ma quando si parla del pensiero di Guenon (massone) che è uno dei capisaldi del NWO, si traggono tutte le conclusioni?

    Mi piacerebbe capire il tuo pensiero al riguardo.

    Scusami ancora, Mario

     

  • Ciao Mario

    ovviamente non posso chiederti di leggere tutto il blog da capo a coda, quindi posso capire che il mio pensiero riguardo tali argomenti possa essere malinterpretato da chi giunge qui e legge uno o due articoli random

    Comunque, per rispondere alla tua domanda, ti dirò che no, io non sono per la società divisa in caste.
    Nel nostro tempo sarebbe una assurdità, ed una barbarie.
    I testi induisti antichi raccontano di una società totalmente diversa dalla nostra, basata su altri valori, in un’epoca storica totalmente diversa.

    Ed ancora adesso, pur ritrovandomi in molte delle considerazioni di Guénon, io non saprei dire con certezza quanto felice potesse essere quel tipo di società.
    Forse lo era, ma nessuno lo può dire con certezza.

    Quindi io non sono per una società divisa in caste, e questo è uno dei motivi, tra i tanti, per cui avverso i movimenti neospiritualisti, che invece vorrebbero riproporre ora, nel nostro tempo, quel modello.

    Per quanto riguarda il pensiero di Guénon, la mia impressione è che tu lo conosca solo superficialmente, altrimenti sapresti che egli fu il primo a denunciare il neospiritualismo e la vacuità delle moderne società esoteriche, nonchè la loro deriva contro-iniziatica; fu, in altre parole, il primo a mettere in evidenza la falsità e l’inganno che sta dietro il pensiero che fa da cardine ideologicamente all’edificazione del nuovo ordine mondiale.

    Sull’adesione di Guènon alla massoneria qui ne abbiamo discusso a lungo.
    Egli voleva sperimentare dall’interno il livello di ‘deviazione’ della libera muratoria, ed appuratolo si allontano da essa, non prima di aver espresso il suo parere sulla possibilità di un possibile ‘raddrizzamento’

    A presto

  • Anonimo

    Grazie per la risposta :)

    Mi fa piacere sentirtelo dire, anche perchè ho apprezzato diversi articoli del tuo blog.

    Tuttavia i miei dubbi su Guenon rimangono. Io ho letto qualcosa, poi magari tu avrai letto di più e mi potrai correggere, se ne hai voglia.

    Premesso che non condivido assolutamente la sua visione, voglio provare a partire da un punto di vista Guenoniano. Il mondo procede per cicli di manifestazione che corrispondono a realtà spirituali adattate al momento storico. Queste realtà sono in degradazione irreversibile, in quanto derivano tutte da un unica “perfetta” tradizione che si perde tramandandola (sto semplificando molto) mano a mano che nel corso della storia  le società si modificano con le loro religioni. Le ultime rivelazioni  in occidente sono quella cristiana e quella musulmana. In questo contesto Guenon si pone come il grande divulgatore delle idee riguardanti una antica tradizione che unirebbe oriente e occidente, una tradizione superiore alle religioni rivelate. Ma considerato il processo irreversibile di degradazione, sminuendo le religioni rivelate, cosa che avrebbe dovuto essere riservata a una ristretta cerchia di iniziati, egli da che punto di vista opera da quello della costruzione o da quello della dissoluzione?

    A me non sembra che egli abbia abbandonato la massoneria, ma che sia passato da una loggia ad un’ altra. Per me è stato il grande divulgatore del pensiero massonico, sdoganandolo nella cultura. So che ha criticato il teosofismo e lo spiritismo, ma lo ha fatto per così dire da setta a setta ed anche la critica alla massoneria è per così dire dall’ interno, cioè è qualitativa e non radicale.

    Viviamo in tempi oscuri, in bocca al lupo

    M.
    Con questo non voglio dire che non si debbano leggere i libri di Guenon, ma bisognerebbe essere avvertiti, come con i farmaci, dei possibili effetti collaterali. Il rischio è di considerare che esiste un esoterismo buono accanto a quello cattivo.

     

  • M.

     

    Guénon non ha mai sminuito le religioni, al contrario ha sempre ribadito che non vi può essere una ricerca esoterica slegata da una corretta e sincera adesione alla dottrina exoterica.

    Il suo passare da un ordine iniziatico all’altro, negli anni giovanili, era dovuto proprio alla necessità di appurarne di persona il grado di deviazione.
    In seguito aderì all’Islam e ne seguì i precetti fino al termine della sua esistenza.

    infine, non esiste ‘esoterismo buono’ ed ‘esoterismo cattivo’.
    Esiste l’esoterismo ed esiste l’occultismo, e sono due percorsi opposti.

    Se la parola esoterismo ti incute timore o diffidenza, puoi usare una espressione che nè è un perfetto sinonimo, ovvero : ‘conoscenza trasmessa per mezzo di simboli’.
    Non vi è nulla di ‘sulfureo’ in questo, ed in questo blog l’argomento è stato più volte affrontato.

    a presto

    ____________________

    The spider: grazie, anche per la segnalazione :-)

     

  • Anonimo

    Anche la massoneria tradizionale pretendeva originariamente l’ adesione alla religione. Salvo poi stravolgerne il significato. 

    Così come faceva lo gnosticismo ….

    Ma è un discorso che porta troppo lontano e che non mi va di affrontare su di un blog.

    Saluti. M.

     

  • E’ un tema che ho affrontato in uno degli ultimi articoli, Massoneria, dall’edificare al dissolvere.

    a presto

  • Anonimo

    ciao carlo mi daresti(per favore) qualche consiglio sui libri di René Guénon da leggere( libri migliori ad esempio)?????
    ah ho trovato anche “Considerazioni sull’iniziazione”, cosa ne pensi??
    GRAZIE!!!!!!

  • Anonimo

    ciao santaruina ho letto il testo “Punto di vista rituale e punto di vista morale” e non ho capito cosa intende guènon quando dice “punto di vista morale”nel testo? grazie mille

  • ciao carlo mi daresti(per favore) qualche consiglio sui libri di René Guénon da leggere( libri migliori ad esempio)?

    Per iniziare, consiglio sempre “La crisi del mondo moderno”, ideale per avvicinarsi al suo pensiero, e “il regno della quantità e i segni dei tempi”, altro testo basilare.
    Poi si può proseguire con il re del mondo, e “Simboli della scienza sacra”.

    per quanto riguarda considerazioni sull’iniziazione, probabilmente va letto dopo quelli cotati in precedenza, dal momento che affronta tematiche un po’ più complesse.
    A presto

    ________________________

    ciao santaruina ho letto il testo “Punto di vista rituale e punto di vista morale” e non ho capito cosa intende guènon quando dice “punto di vista morale”nel testo?

    Ciao

    il punto di vista morale è quel punto di vista tipico delle epoche storiche, quelle che si sono allontanate dalla concezione rituale, sacra.
    in altre parole, si tratta di tutto quel costrutto edificato per facilitare il vivere comune, sotto forma di leggi, usanze, credenze, regole condivise, tramandate di generazione in generazione senza che in esse venisse scorto il senso ultimo.

    Il punto di vista morale può essere ad esempio quello che spinge le persone a non commettere delitti o a comportarsi in generale in maniera corretta, perchè “è così che si fa”, oppure “perchè così ci è stato detto di fare”, oppure “perchè così si avrà poi un premio. in contrapposizione, come dice Guénon, comportarsi secondo il punto di vista rituale significa aver compreso il significato ed il peso del proprio agire ad un livello anche macrocosmico, sacro ed eterno.

    A presto

  • Anonimo

    ti ringrazio santaruina per avermi risposto cosi bene sul ” punto di vista morale”, ma questo punto di vista morale non ha nulla a che fare con ciò che predicava(ad esempio) gesù(giustizia, amore ecc ) o ai valori positivi(onesta,onore e ecc) all’infuori di qualsiasi istituzione o o come tu estesso a detto “leggi, usanze, credenze, ” ? grazie ancora!

  • Ciao

    questo punto di vista morale ha in effetti molto a che fare con le religioni per come sono giunte a noi, cristianesimo compreso.
    Come afferma Guénon nell’articolo che hai citato, il fare leva su questo aspetto si è trattato di un atto necessario, dal momento che con l’eclissi del concetto di sacro occorreva offrire dei nuovi punti di riferimento, per quanto riguarda le norme del vivere in giustizia.

    Giustizia, amore, onestà, sono tutti sentimenti nobili da nobili da perseguire, anche quando non si può più comprendere l’origine prima della loro essenza.

  • Anonimo

    grazie ma qundi il punto di vista rituale cosa significa (specificamente)??

  • Anonimo

    scusa al post di prima volevo aggiungere: tu hai parlato di “concetto di sacro” ,cosa significa?
    graziee 

  • concetto sacro e concetto rituale sono sinonimi, ed esprimono entrambi un modo di rapportarsi all’esistente che caratterizzava le epoch arcaiche.
    La chiave per comprendere tale visione è il simbolismo.

    ovviamente, il discorso è complesso, e parte di questo blog tenta in qualche modo di offrire qualche chiave di lettura, a proposito :-)

  • Anonimo

    grazie per la risposta, i libri di guènon sono adatti per questa ricerca sul sacro??

  • Io aggiungerei anche Guénon, ovviamente :-)

     

    a presto

  • Etty

    Ho avuto la grande fortuna di trovare per caso questo blog che ha la particolarità di trattare il soprannaturale in modo intelligente. Cosa assai rara in rete. E cosa ancor più rara gli utenti del blog danno contributi altrettanto intelligenti.
    Bene arrivo al punto. Ho iniziato a studiare il mondo dell’esoterismo e dell’alchimia attratta dal simbolismo e dalla sacralità della grande opera. ma inizialmente pensavo si trattasse di una via prettamente psicologica di trasformazione delle emozioni pesanti in oro. poi via via mi sono resa conto che si tratta invece di una via magica. Oggi come oggi la magia è stata totalmente sdoganata ma, insomma, non è un argomento da trattare alla leggera. Ho letto in un tuo post che l’alchimia è una via lecita ma non esiste più. in realtà l’alchimia è la disciplina esoterica (o occulta??) più praticata. e siamo sicuri che si tratti di una via lecita?

    Grazie per i contenuti di questo blog.

    Buona serata. Etty.   

  • Ciao Etty

    con alchimia ci si riferiva a quella prettamente medioevale.
    Qualsiasi cosa si faccia chiamare alchimia oggi, risulta qualcosa di diverso.

    Sul fatto che fosse lecita o meno, era sempre questione dello spirito con cui ci si avvicinava ad essa.
    Se praticata con piena coscienza, come mezzo di perfezionamento spirituale, non presentava aspetti “magici”.

    A presto

  • Etty

    Caro Carlo, cosa si intende per alchimia medioevale? c’è qualche testo che ne tratta? giusto per avere un’idea .

    Pure Gurdjeff era un alchimista così come Crowley. ma bisogna capire bene cosa si intende e dove si vuole arrivare. Quando si parla di spiritualità  occorre essere precisi e non bisogna mai dimenticare che pure satana è un essere spirituale. Quindi dire che l’alchimia è una via di perfezionamento spirituale può trarre in inganno (anzi è quasi certo che tragga in inganno) . 

    Mi rendo conto di approfittare di questo blog per cercare di fare un pò di chiarezza su alcune questioni che mi confondono profondamente e ti ringrazio della tua attenzione.    

    Buona serata. Etty. 

  • L’alchimia medioevale è l’alchimia classica, l’unica alchimia.
    Dopo il medioevo non ci sono più stati alchimisti, perchè l’etat d’esprit, appunto, era mutato, e la modernità non contempla la ricerca alchemica.

    Si può studiare l’alchimia, tentare di comprenderla, ma non essere alchimisti.

    Crowley e Gurdjeff, così come Jung, studiarono i testi alchemici, ma non furono alchimisti.

    A presto

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