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¿te quedarás, mi pesadilla
rondándome al oscurecer?


-o- Too late to die young -o-
4 marzo 2012

Il Sacrificio, ieri e oggi

Chac Mool
Il sacrificio, come l’etimologia del nome stesso indica (sacrum facere), rappresenta l’atto più sacro all’interno di ogni religione, l’elemento fondante attorno al quale ogni credo si sviluppa.
Nella religione vedica, tutti gli esseri viventi ebbero origine dal sacrificio di Purusha, l’Uomo Primordiale, smembrato dai Veda nell’atto di creazione del mondo.
Questo smembramento è simbolo del passaggio dall’unità al molteplice, l’atto necessario affinché il mondo materiale possa iniziare ad esistere: si tratta di un passaggio che si ritrova in tutte le cosmogonie religiose dell’antichità, patrimonio comune della conoscenza condivisa dall’umanità delle epoche passate.
Il rito sacrificale, quindi, condiviso dalle religioni del passato e del presente, ricrea e ripete ogni volta quel sacrificio primordiale, il momento di divisione e di sofferenza con cui la realtà ebbe inizio.
Scopo principale del rito è infatti ricreare nel mondo materiale le realtà celesti, e ripercorrere in terra le azioni dei mondi superiori, creando un legame tra le diverse dimensioni dell’essere in un momento in cui il tempo e le distanze cessano di esistere.
Questo elemento fondante non manca nemmeno nel Cristianesimo, la cui dottrina si fonda sul Sacrificio per eccellenza, quello del Cristo Figlio di Dio.
Il Cristo ripercorre col suo gesto il sacrificio originario, ricrea in sé la divisione primordiale che condusse dall’unità al molteplice, ed in una dimensione a-temporale chiude il ciclo della creazione stessa.
Da questo punto di vista, per la religione cristiana non vi potrà più essere alcun sacrificio dopo quello di Gesù, dal momento che nella sua figura si compie il ciclo della divisione originaria, ed in sé il Figlio di Dio ricompone lo strappo dell’inizio dei tempi.

Nelle epoche passate, e anche in quelle presenti, come si vedrà, questo rito oscillò spesso tra un richiamo simbolico ed un crudo realismo, laddove nel tempo diverse culture non esitarono ad “utilizzare” esseri viventi, animali ed anche uomini, per portare a termine il rituale.
Il sacrificio umano era comune nelle popolazioni semitiche dell’antichità, nelle culture precolombiane dell’America centrale, ed anche nelle popolazioni che abitavano il continente europeo prima dell’arrivo delle stirpi indoeuropee.
La commistione tra piano simbolico e piano contingente può infatti avere come esito un approccio confusionale nei confronti del rito stesso, una degenerazione che dal piano religioso porta a quello magico: questo è propriamente ciò che accadde in quelle culture che nel ricreare il sacrificio originario dell’ Uomo Primordiale ricorsero a dei sacrifici umani veri e propri.
L’aspetto simbolico lasciò il campo a quello “magico”, e l’atto in sé acquisì una valenza diversa, utilitaristica e “materiale”.
Tale processo rappresenta un aspetto comune in diverse tradizioni, laddove nel termine del loro ciclo terreno all’antica sapienza si sostituiscono il richiamo magico e la superstizione, che come il termine stesso indica rappresenta ciò che rimane di un’antica conoscenza nel momento in cui si smarrisce il suo significato più profondo.

Per comprendere il modo in cui il concetto di sacrificio ha assunto nel tempo una ulteriore valenza, è bene ricordare come il piano simbolico si contrappone a quello magico-utilitaristico.
Nel primo caso, come già accennato, il rito rappresenta quel momento in cui la dimensione temporale si annulla, e si ricrea in terra l’azione celeste, unendo in questo modo le due realtà e creando un legame tra i diversi mondi.
Nella visione magica, al contrario, il rito assume anche uno scopo “utilitaristico”, e per mezzo del suo compimento gli officianti si attendono un responso: l’atto magico è propriamente questo, infatti, ovvero l’attendere un fenomeno a seguito di una propria azione rituale, in contrapposizione con la teurgia, che invece mira solo a stabilire un ponte tra ciò che è tangibile e ciò che appartiene ad un piano superiore.

I sacrifici umani, di conseguenza, appartengono al piano magico-utilitaristico, e sono sempre stati effettuati nella convinzione di poter per mezzo di essi ottenere benefici materiali in questo mondo.
Il sacrificio di Ifigenia narrato nell’Iliade, l’uccisione di migliaia di prigionieri di guerra eseguiti dai sacerdoti Aztechi, i bambini immolati al Dio Moloch dalle antiche popolazioni semite, ogni sacrificio umano di cui la storia ci porta notizia venne compiuto in attesa di una contropartita contingente.
Secondo le scienze magiche, infatti, nell’atto del sacrificio entrano in gioco potenze psichiche dirompenti, e l’energia vitale della vittima può essere indirizzata affinché si possa compiere il proprio scopo, che si tratti di stimolare i venti che aiutino la partenza delle navi, di allontanare la fine del mondo, oppure di affrettarla.
Aleister Crowley,il principale mago ed occultista del novecento, descrisse nel dettaglio il modo in cui i sacrifici umani debbano essere compiuti, affinché le energie vitali liberate potessero essere ottimamente convogliate ed utilizzate, così come la teosofa Alice Bailey, madrina della New Age, non mancò di ricordare come queste forze psichiche liberate dalla morte di milioni di persone potessero aiutare e favorire il tanto agognato processo del “passaggio di era”.

I sacrifici, quindi, lungi dall’appartenere alle civiltà del passato, continuano ad essere officiati anche nei nostri tempi, in modi invero più subdoli ed assai meno visibili, rispetto ai tempi antichi.
La nuova religione luciferiana che nei nostri tempi si sta imponendo, in maniera sempre più evidente, necessita infatti di grandi quantità di queste “energie vitali”, affinché i suoi scopi possano essere raggiunti.
Il rito per eccellenza di questa nuova religione ebbe luogo l’11 Settembre del 2001, il giorno in cui migliaia di persone perdevano la vita all’interno delle due colonne del vecchio tempio che crollava, propiziando con il loro sacrificio l’edificazione del Nuovo Tempio spirituale che dovrebbe fare da suggello al Nuovo Ordine.

Ma riti sacrificali di stampo magico continuano a verificarsi ogni giorno, con continuità in ogni parte del mondo.
Sacrifici più o meno potenti, spesso portati avanti in maniera ignara da officianti inconsapevoli.
Sempre Crowley,  sottolineava nei suoi libri come la vittima sacrificale per eccellenza fosse un bambino, dal momento che la sua purezza poteva garantire un forte “rilascio” di energie psichiche: secondo questa visione, di conseguenza, le forze vitali più potenti vengono ottenute per mezzo dell’uccisione di infanti, e risultati ancora maggiori si potranno avere se il bambino non è ancora stato nemmeno “contaminato” dal mondo esterno, ed ancora vive all’interno del grembo della madre.
Ecco quindi che quello del feto risulta il sacrificio più potente, dal punto di vista magico.
Forse, la tragedia dei milioni di aborti compiuti al mondo ogni anno, potrebbe assumere una valenza ancora più oscura, e terribile.

113 comments to Il Sacrificio, ieri e oggi

  • Roberto

    Per me Crowley è stato interpretato male. Egli era un alchimista,  è riuscito ad attuare una profonda trasformazione interiore tramite la magia sessuale.

    
”Crowley non era un satanista, bensì un abile mago, esperto di magia sessuale, che giocava a fare il malvagio per impressionare i lettori. Lui stesso nella sua opera più importante, Magick, definisce il satanismo come una “ignorante confusione di dispersioni” e afferma che i satanisti praticano solo “una forma pervertita di magia”. 
    Egli continua ad essere additato come un satanista, quando con il satanismo volgare come viene inteso oggi non ha mai avuto nulla da spartire. Egli intendeva il culto di Shaitan come il culto stellare-draconiano di Set. Niente a che vedere con il Satana delle sette sataniche. Sia sufficiente leggere la sua opera più famosa, Magick – testo fondamentale per chiunque voglia accostarsi seriamente alla Magia – per comprendere fino a che punto egli intendesse l’Ars Regia come una via iniziatica verso superiori stati di coscienza. Il fatto che si facesse chiamare provocatoriamente “la Grande Bestia 666” unito all’utilizzo sperimentale, a volte estremo, che egli ha fatto della »magia sexualis«, hanno creato intorno a lui un’aura di “satanismo” che, se invece si studiano attentamente i fatti, non ha alcuna giustificazione reale. I suoi comportamenti e le sue affermazioni miravano sicuramente a scioccare le coscienze dell’epoca, ma dietro quest’apparenza “sulfurea” si nascondeva in realtà un conoscitore approfondito della filosofia yoga e delle tecniche yogiche, e un pioniere nella ricerca degli stati alterati di coscienza e nell’utilizzo “magico” dell’energia sessuale.”
    Anche l’insegnamento di Gesù e stato reinterpretato e son nate le Crociate….

  • Roberto

    ho citato Salvatore Brizzi perchè racchiude bene anche il mio pensiero… dopo aver letto MAGIK.
    Ciao!!! 

  • Crowley era un satanista, praticava la magia nera e il sacrificio umano.
    Se si leggono bene le sue opere, si comprende bene che erano tutte azioni “leggittime” in quanto necessarie per raggiungere uno scopo.

    Quello che non ho mai capito nei suoi “difensori” è il perchè non prendano atto di tutto questo, e lo vogliano descrivere come un semplice “esoterista”.

    In altre parole, danno di Crowley un giudizio “morale” (“non era un satanista, non uccideva, non faceva cose malvagie”) mentre leggendo la sua opera si evince chiaramente che a questo tipo di morale lui si riteneva del tutto superiore (non esiste azione buona o cattiva secondo Crowley, ma azioni utili per il proprio scopo).

    Insomma, Roberto, vedo una enorme confusione.

    A presto

  • Federica

    Santaruina, cosa ne pensi da questo punto di vista della piaga degli Abusi Rituali Satanici in cui migliaia di bambini di pochi anni vengono ogni anno fatti oggetto di abusi terrificanti in ambito rituale e spesso sacrificati al Nemico? So che c’è moltissima gente, dentro e fuori la rete, che si affanna per negare che gli Abusi Rituali Satanici esistano, liquidando tutto come suggestione collettiva e complottismo…

  • Roberto

    Mangiare dall’albero della conoscenza del bene e del male è quando veniamo educati dai genitori o da qualcun altro su cosa è giusto fare e cosa no, prima di allora eravamo “nudi” e puri solo con la foglia di fico.
    Con il giudizio perdiamo la purezza che avevamo da bambini e per difenderci l’unica arma è cercare la considerazione e l’affetto negli altri…
    Da qui parte una spirale di dolore infinita dove siamo tuttora.
    Crowley insegnava ad uscirne solo credendo in se stessi e non nel mondo li fuori, ma doveva usare degli strumenti che esistevano in quegli anni, doveva creare questo alone di magia nera attorno a lui perchè il suo lavoro poteva essere rivolto a pochi…”iniziati” a pochi che si erano resi conto di essere degli schiavi… con il passare degli anni è stato infangato per nascondere questo suo sapere e per allontanare le persone dalla verità….questa è la vera magia nera….

    Questa è la mia sensazione dopo aver letto Magick.
    Magari io mi sbaglio perchè non ho conosciuto Crowley di persona, ma nemmeno chi lo infama lo ha conosciuto di persona….

    • daouda

      Stante alla tua visione empirica anche drogarsi non possiamo sapere se può esser sbagliato e dannoso fin quando non lo si fà.
      La verità è intellettuale, non fisica. Se dovessimo sperimentare ogni via per giungere all’obiettivo , la probabilità di seguire quella giusta ed effettiva sarebbe infima.
       
       

  • zazzo

    Ottima lettura sul tema del sacrificio e trovo correttissima la distinzione che fai tra significato metafisico-simbolico dello stesso e uso a scopi utilitaristici proprio della magia. 
    Riguardo a Crowley mi sembra evidente il fatto che, per il suo uso egoico e personale delle pratiche magiche, non possa non essere considerato un occultista della peggior specie. Visto che si è parlato di Brizzi vorrei mettere in evidenza come sia uno dei maggiori disinformatori e pasticcioni oggi in circolazione. Non a caso si rifà a maestri super-pasticcioni ovvero Gurdjieff, Crowley e un certo occultismo nazi di derivazione germanica (Vril). 
    Brizzi è davvero un disastro totale, incapace tra l’altro di controbattere in modo civile alle critiche come molti, me compreso, hanno avuto modo di sperimentare. Non è un caso che abbia bandito i commenti dal suo blog e gruppi su FB…. Il mio consiglio quindi è proprio di stare alla larga da questo losco figuro… :-)

  • Guido Izzo

    “ho citato Salvatore Brizzi perchè racchiude bene anche il mio pensiero… dopo aver letto MAGIK”
    andiamo bene…ma citare il Vangelo e lasciare perdere Brizzi no? troppo banale?? 

  • Ciao Federica

    So che c’è moltissima gente, dentro e fuori la rete, che si affanna per negare che gli Abusi Rituali Satanici esistano, liquidando tutto come suggestione collettiva e complottismo…

    Questi rituali esistono, e sporadicamente vengono a galla, anche se immediatamente insabbiati, vedi il caso doutroux in Belgio, dove si andò molto vicino dallo scoperchiare il vaso di pandora.
    All’interno della dotrina satanica, questa sorta di abusi rientrano dentro una logica ben precisa, e coerente, nella sua mostruosità.

    Ne avevo parlato anni fa qui: Culto di Lucifero e pedofilia

    A presto

    ______________________

     

    Brizzi non lo conosco, quindi non mi esprimo :-)

    A presto

  • Francesco

    Tutto corretto.
    Che oggi si tenda a difendere Crowley non è assolutamente sorprendente. In effetti, la sua opera e la sua vita sono il contrario della “religio” (cioè il legare-con, in questo senso con la realtà trascendente e metafisica). La religio è infatti, oggi, il nemico mortale della post modernità. Diviene quindi automatico andare a ripescare nella cloaca indifferenziata della deriva psichica più oscura, anche se ultimamente infiocchettata e colorata con toni pastello.
    Definire un lucido occultista come Crowley (ed altri insieme e dopo di lui), assolutamente consapevole e determinato, come una sorta di personaggio geniale e incompreso è fuorviante e dannoso.
    Va un po’ troppo di moda l’apologetica inversa, tanto che enunciare verità autentiche diventa impossibile se non pericoloso. Ormai siamo al punto che anche l’uomo di strada, o la casalinga di provincia, cominceranno ad applaudire alle peggiori nefandezze senza minimamente accorgersene.
    Già è successo. Già succede. In pochissimi ormai si ricordano che le parole dette a Crowley da una entità da esso stesso invocata (“fa tutto ciò che vuoi nel nome dell’amore”), racchiudeva il leit motiv per la retorica degli ultimi 50 anni e per un’efficacissimo stordimento psichico di massa.
    Ma tant’è.
    “in the name of love”…

    Cordialmente ringrazio per i sempre interessantissimi articoli.

    Francesco
     

  • Hart

    @Roberto
    Sì… Buonanotte!!!

  • C. A.

    bell’articolo, non avevo mai pensato che gli aborti potevano essere un grande rito satanico

    visto che si parla di Brizzi, Salvatore: egli dice anche cose come queste:
      “L’adorazione del diavolo in quanto portatore di luce (=lucis -ferum) che avveniva all’interno di             antiche confraternite, ha origine da questa esatta considerazione. Adorare Lucifero significava adorare il portatore della coscienza. Ciò naturalmente non giustifica le deviazioni sataniche operate al fine di soddisfare desideri personali!” cioè lucifero lo puoi adorare, basta che non lo fai per soddisfare qualche capriccio (io capisco questo)

      “Il termine ‘diavolo’ deve essere una volta per tutte spogliato di ogni fuorviante significato clerical-moralistico. La nera figura con la coda e con le corna (simbolo di dualità e quindi di falsità) simboleggia unicamente un principio vivente capace di manifestare la dualità dell’esistenza, un processo indispensabile al fenomeno della coscienza” eccetera, cose così
    però non siamo in grado di capire i suoi insegnamenti perchè noi non siamo abbastanza evoluti 

  • miriam

    Mi stupisce ogni volta come ci sia sempre chi vuole per forza difendere il diavolo e i suoi seguaci, quando già il semplice buon senso aiuterebbe a stabilire la differenza tra bene e male. Boh, misteri di questa strana epoca dove tutto si mescola…
    Articolo molto bello, Carlo. Sarei anche propensa ad essere d’accordo sulla questione dell’aborto come la proponi (sei uno fra pochi). In questo mondo così materiale è difficile tenere conto del fatto che siamo immersi anche e soprattutto in una realtà spirituale, invisibile ma presente, che è la vera realtà. E’ difficile da cogliere, da vedere eccetera, ma innegabilmente c’è.
    Sul sacrificio di Cristo ci sarebbe da dire tante cose, e mi è piaciuto il modo in cui l’hai posto.
    Mi fermo qui, perché è uno di quegli argomenti, commenti compresi, che istiga tutte le mie passioni e non avendo il dono della sintesi preferisco non debordare.

    Un saluto,

    Miriam

  • quando un post stuzzica tante contrapposizioni, allora ha toccato le corde giuste.
    da un pò di tempo ho accettato che, quando studi, non esiste bene o male ma solo utilità.
    il bene e il male li materializziamo noi con i nostri giudizi, e soprattutto con le nostre scelte.
    dire che uno è buono o cattivo è un giudizio e una scelta, ricordo una risposta tipo: “perchè mi dici buono? nessuno è buono se non il Padre che è nei cieli.”
    Cito Brizzi perchè è l’unico vivo di cui si parla: mi ha aperto la mente, ma mi ha anche lasciato perplesso… e allora cerco di usare la Tribula, che prima di lui non avevo capito fosse nient’altro che un setaccio.
    Santaruina, non mi hai mai lasciato perplesso. La sintesi deve essere un omaggio dei tuoi padri…

    • daouda

      Non puoi materializzare il bene ed il male. L’inferiore non crea il superiore.
      Quando il Signore disse : “perchè mi dici buono? nessuno è buono se non il Padre che è nei cieli.” oltre a cercare di cogliervi un po’ di umorismo dato che Egli è il Padre, c’è anche il problema che il male è una mancanza di bene.
      A rigore quindi  , se si intende il Bene in senso platonico, la dualità è da intendersi verticale , anti-cosmica,nil che non vuol significare affatto che si debba inscenare un qualsivoglia dualismo che sarebbe contraddittorio. La carne ha di certo la sua bellezza e la sua importanza relativa.
      Semplicemente quel che è bene è utile, quel che è male è nocivo.
       

      • non puoi materializzare il bene e il male non mi sembra lo stesso che inferiore che genera superiore, ma è solo perchè devo fare ancora strada, probabilmente.

        del resto sono creatura, non Creatore. grazie per l’esegesi. 

  • Roberto

    Lucifero significa portatore di Luce, Lucifero è il mezzo per conoscere i misteri del mondo, del regno della Luce. Non c’entrano niente gli esseri luciferini o gli dei luciferici.
    Tutto è simbolico in esoterismo, anche i Vangeli possono essere letti su più livelli così come Magick.
    Gli dei luciferici o gli dei solari sono tutti passaggi nello sviluppo dell’individuo, sono livelli di intelligenza.
    I luciferici sono coloro che stanno cercando di vincere le loro passioni o tentazioni, ecco perchè si parla di tentazione luciferica. Poi altri uomini incapaci di conoscere e capire il significato profondo di questa conoscenza hanno creato corporazioni, istituzioni, o gruppi segreti conosciute come società facendo le peggiori nefandezze convinti di servire i loro falsi dei creati da loro stessi, ma la luna, il sole, il lucifero non sono entità, non sono dei non sono altro che stati dell’individuo e della sua trasformazione in qualcosa di Divino, ecco perchè questo equivoco.  *
    Brizzi come individuo non mi interessa, anche perchè ripete la conoscenza antica e ci lucra pure su ma questi sono fatti suoi.
    * http://thematrixrw.wordpress.com/category/rocco-bruno/

  • Battiato cantava “Cercare l’Uno al di sopra del bene e del male…” e questa affermazione condensa a mio parere il nocciolo della ricerca metafisica e Tradizionale. I concetti di bene e male sono relativi ed interdipendenti: l’esistenza di Satana e del Male come realtà “autonome” è un paradosso insostenibile, innanzitutto dal punto di vista teologico. Se Dio è Onnipotente infatti, non si può giustificare un principio antagonista ed avverso, che di per se stesso vanifica la sua onnipotenza. Dunque o Dio ha creato e sostiene il Male, o Dio non è onnipotente, o il Male, inteso come principio autonomo, è privo di esistenza.  Questo è il paradosso insito in tutti i monoteismi, sul quale viene calato il consueto “mistero della fede”.  
    La realtà, come sostenuto da tutte le tradizioni non-duali, è che esiste un unico principio Cosciente che proietta il grande spettacolo di quest’esistenza. Non c’è nulla che sia sua manifestazione e tutto ciò che interpretiamo come negativo è solo qualcosa di funzionale al gioco base su questo piano di esistenza: il perdersi e il ritrovarsi, l’ignoranza e il risveglio, il sogno della dualità e la “reminiscenza” dell’Unità. Siamo qui per cercare il Supremo con i “suoi occhi”. Solo risvegliandoci all’Uno “al di sopra del bene e del male” possiamo comprendere il significato profondo dell’Amore e della Compassione. :-)
    Dunque i vari soggetti che combattono Satana o lo adorano con festini e rituali di varia natura, dormono profondamente nel sonno della dualità e della separazione. Paiono antagonisti ma in sostanza non sono poi così diversi. E’ proprio per questo che, in nome della lotta a Satana, i monoteismi (e non solo il cattolicesimo) hanno compiuto e sono pronti a compiere le cose più aberranti. Ma anche questi disastri sono funzionali al gioco impersonale della Coscienza. 

    • mirco

      Avere la pretesa di interpretare Dio e la creazione usando il pensiero logico-filosofico oltre che essere pretenzioso è assurdo. E’ come se un pesce in un acquario tentasse di capire un quadro di Botticelli senza neanche vederlo. Per questo il mistero della fede è il mistero della fede.

  • @NonDuale : permettimi di togliermi virtualmente il cappello davanti al tuo commento.

  • Francesco

    Noto con poca sorpresa che si tenta di essere, almeno a parole, onnicomprensivi e onniscienti. Tentare di essere “oltre”, “aldilà”, eludendo l’esistente, relativizzando il sensibile. Oltre la “qualità”, anzi, oltre ogni tipo di qualificazione. Ciclicità, indifferenziazione, relativizzazione.
    Non è buon segno.

  • @Francesco:
    ho parlato di “Uno al di sopra del bene e del male” e non di qualche dimensione trascendente o alidilà. Bene e male, come d’altronde la dualità sono solo concetti attraverso i quali interpretiamo questa manifestazione. E’ proprio quando ne riconosciamo l’illusorietà che ci apriamo a ciò che è, all’Essere, al Reale che non nega affatto questa esistenza. E preciso, risvegliarsi all’Uno nel molteplice non è affatto livellare le differenze, compiendo quella “indifferenziazione di cui parli”. E’ invece  riconoscere ogni differenza come meravigliosa espressione di un’unico Principio, saper ricondurre la molteplicità all’Unità senza negarla, circoscriverla o svilirla. Unità infatti non implica affatto “uniformità“, anzi la seconda è proprio negazione della prima. Solo in questa luce possiamo abbracciare il significato profondo di espressioni piuttosto ermetiche come “Fuso, ma non confuso” di Meister Ekhart o il termine sanscrito “Bhedābheda” (distinzione senza differenza) utilizzato nelle Upanishad. Possiamo anche aprirci al profondo significato esoterico dei Mandala, degli Yantra, dei Rosoni, ecc. Esse sono strutture complesse e unitarie ad un tempo, incui l’intricata molteplicità delle forme si riconduce sempre e comunque ad un’unica Sorgente Inquantificabile, a-dimensionale. Buon “Innumerabile” a tutti! :-)

    • daouda

      Tu scrivi , “il male come principio autonomo è privo di esistenza”.
      Ora, innanzitutto, qualsivoglia principio è anteriore all’esistenza per definizione. La cessazione della sofferenza come problema in sé e non come sua sparizione è poi un non senso logico se ci si prefigge di superare la dualità in cui tale sofferenza si manifesta.
      Ancora tale supposto paradosso è insito in ogni tradizione sapienzale e non ha niente a che fare con il monoteismo in sé.
      Il mistero della fede è cosa poi unicamente cristiana, e se avessi la voglia di cercare troveresti , e con facilità, che quando da noialtri si dice Mistero esso ha una valenza ben precisa , ed in tal senso, unicamente nel sacriicio eucaristico , in senso iniziatico.Perché accosti cose che non hanno base logica per presupporne comparazione?
      Ancora. La non dualità nega IL PRINCIPIO. La non dualità è in-principiale come l’infinito , il tutto, non ha inizio né fine.
      Inoltre la non dualità non permette la sussistenza separativa della a coscienza , che è una facoltà individuale, diversa dalla consapevolezza a cui alludevi, stato di beatitudine che però ancora rappresenta la chiusura nel veicolo dell’Essere giacché tutte le vie gnostiche si spingono nel Sovra-Essere/ Nulla, e quindi comunque si avrebbe una determinazione limitativa seppure non duale quantunque permanga una qualche relazione in nuce tra quel che è e quel che sovra-è ossia null’è.
      Inoltre , ad essere precisi , accostare il termine tradizione a non dualità è erroneo essendo la non dualità incomunicabile per definizione e quindi non trasmissibile.
      La tradizione , che ha una parte esterna ed una interna ( e quindi la critica al monoteismo non si capisce che senso abbia ) , è perenne e nient’altro che quel che è.
      Poi si scopre che essere al di là del bene e del male, ossia della dualità , non è inteso in senso trascendente.
      Vien da chiedersi , leggendoti, perché non si è illuminati già da sé stessi…ed anche come mai il mondo sia pieno di atrocità , che ovviamente sono fittizie secondo la tua retorica, il che implica che venire a torturarti  te dovrebbe esserti del tutto indifferente. Dio è, noi esistiamo. Nello smettere di esistere , tu muori, crepi. Non è possibile diventare Dio , è per definizione contraddittorio. Dio è ogni molteplice. La dottrina della continuità-contiguità e dell’unicità dell’esistenza. Non puoi tornare ad essere Dio, perché non lo sei mai stato, oltre ad essere impossibile tornare a quel che è, che ne presupporrebbe all’interno della mutabilità.
      Teli temini sono solo allusivi. Sforzati di morite, questo devi fare. Chi uccide le negazioni, crea libertà. Chi uccide il proprio ego , è scritto , si ritrova. E’ un gioco a vincere.
       
       

      • daouda

        E’ un gioco a vincere perché nulla si distrugge ovviamente. Si è quel che si è slo quando lo si è. Il resto è vanità.

        • @Dauouda: 
          metti parecchia “carne al fuoco” e mi rendo conto che, come sempre, prima di intavolare una discussione sia necessario chiarirsi sui termini. A termini come Dio, Principio, esistenza, ecc. si associano in genere significati abb. eterogenei e mi rendo conto che alcune critiche che muovi sono frutto del fatto che io utilizzo questi termini con un significato e tu un altro. “Non è possibile diventare Dio , è per definizione contraddittorio.” affermi. Il punto è che noi, non come corpo-mente mortale, ma come Coscienza-Spirito che testimonia questo spettacolo LO SIAMO GIA’. :-) Questa realizzazione è il cuore di ogni percorso iniziatico sia occidentale che orientale ed sintetizzata nella magnifica affermazione di Meister Ekhart: «L’occhio, nel quale io vedo Dio, è lo stesso occhio, da cui Dio mi vede; il mio occhio e l’occhio di Dio, sono un solo occhio e una sola conoscenza». 

        • daouda

          Lo Spirito è sopra cosciente. Il termine coscienza è associabile solo all’entità individuale del mentale.
          Te lo scrivo perché bisogna saper leggere. Spesso è solo un’imprecisione lessicale, ma alcuni usano tali imprecisioni per seminare confusione.
          Il punto vero poi è che nello Spirito non c’è nessun noi e tu sei ancora una volta contraddittorio e d’altronde fintanto che sei tu non puoi non esserlo poiché solo Dio non è contraddizione.
          A poco ti serve sapere se non lo realizzi. E’ già qualcosa , anzi è indispensabile, ma tu non diventerai mai Dio, sia perché la tua natura è creaturale, sia perché Dio non si diventa poiché come già ho scritto renderesti mutevole Dio.
          Sei quel che sei solo quando lo sei, non già, ma solo quando tal quando è effettivo.
          Maestro Eckhart scrive quel che scrive perché lo era, non lo credeva né lo pensava.
          Prudenza e precisione! Ti critichiamo perché non è da tutti sapere quel che sai. 
          Come cantano i pooh, si può fare di più.
           
           
           

        • Il termine Coscienza ancora una volta può trarre in inganno. L’ho usato con il significato che gli attribuiscono tradizioni come quella del Vedanta ma sono consapevole che il buddismo o la gnosi (alla quale mi sembra tu ti riferisca) attribuiscono un significato diverso. 
          Qual’e’ la piattaforma consapevole sui cui gli stati veglia, sogno e sonno profondo appaiono? La piattaforma su cui coscienza e non-coscienza si alternano? Questa e’ la domanda chiave. Realizzare di Essere questa Realta’ Immanifesta, sempre presente e incondizionata, che e’ puro Spirito, senza poterla ridurre ad alcun oggetto di esperienza, ad alcuna definizione concettuale, e’ l’essenza del Risveglio. Ed e’ la realizzazione di essere il Supremo. TAT TVAM ASI: Tu sei Quello. 

        • daouda

          E quindi?
           
          p.s. trae in inganno perché è scorretto.
           

        • Anonimo

          e quindi solo annientandosi si può tornare a Dio?
          Questo vuoi dire Daouda?

        • Hiei

          Come tutti gli apologeti del totalitarismo.
          Hai capito perfettamente.

        • daouda

          Come può un esistente divenire Figlio se fosse nulla di per sé?

        • daouda

          Il problema dell’operatività e relazionalità delle persone divine è altro tema rispetto al morire a sé stessi.

          Tecnicamente la morte a sé stessi non è annichilimento, ma passaggio, ossia un processo realizzante.

        • daouda

          Io non è che l’inglese lo comprenda bene, soprattutto la seconda parte.
          Di errori comunque ce ne sono a partire dall’inizio visto che sappiamo che Dio non può scegliere alcunché come non ha senso che possa dimenticare o proporre una soluzione a qualosa che, evidentemente, deve essere stato uno sbaglio…mi immagino però a cosa porteranno queste affermazioni lette da te.

          Comunque sia grazie, non avrei mai risposto a questa domanda se non ti ci fossi interessato.

          Saluti

        • Hiei

          L’onnipotente non può scegliere.
          Avrà comprato l’onnipotenza a saldo senza garanzia? :’D

          Dopo questa ennesima perla, nasce una nuova domanda: se il creatore è perfetto e infallibile e ha davvero creato tutto lui, da dove salterebbero fuori codesti “sbagli”?

          (francamente, già verrebbe da chiedersi quanto serio sia il concetto che i piani divini dell’onnipotente e infallibile possano venir messi a repentaglio da un serpente parlante, ma stiamo seri sul serio, via… :’D ).

        • daouda

          Dovresti sapere che il volere presuppone mancanza e successione, cose che non possono appartenere all’Essere quantunque, in Cristo pantokratore , nell’unione della natura umana ( in senso ampio, molto ampio ) e quella divina, ciò possa ritenersi valido e vero giacché d’altronde l’infinita Deità non può escludersi niente, ma per spiegare questo necessitiamo appunto della comprensione delle divine operazioni e relazioni affinché sia contigua e continua la gradualità dei separati rispetto a Dio, a cui possono giungere ma che non possono mai inficiare.
          Quindi la domanda era : l’uomo deve annichilirsi? No deve volgersi a Dio, e ciò implica il combattimento contro i demoni , uno prettamente corporeo ( l’acedia ) , uno prettamente spirituale ( l’orgoglio ) e gli altri 8 precipuamente psichici.
          Sul piano esterno c’è poi il mondo e su quello interno le proprie 3 concupiscenze.
          Volgendosi a Dio però , se vuole camminare verso la santità,davvero deve rinnegare sé stesso come dice il Vangelo, che semplicemente vuol dire rinnegare il proprio limite per superarlo con ardente desiderio , agendo in pensieri parola e pratiche , coadiuvato dalla Grazia indispensabile.
          E’ qui che l’uomo si tras-forma con, in(ossia immergendosi in Esso), attraverso(per) Dio.
          Non c’è nessuna nientificazione…

          Hiei, senza satana nessun merito. In realtà non fai che dichiarare molti umani poco umani od inumani, non tanto tra i potenti ma tra quelli che subiscono visto che la tua mentalità ti porta a disconoscere che un handicappato che accetta la sua condizione e l’umiliazione è superiore ad un normodotato indifferente ( tralasciando il come si comportino rispetto a questo mondo di cui ormai pochi realmente comprendono la gravità ). Tanto si muore Hiei…
          Per quanto riguarda il serpente che avrebbe attentato alla Potenza divina, in realtà si ribadisce sempre che è suo servo, ti converrebbe leggere Giobbe.
          PEr quanto riguarda il male Hiei, non chiedere a me la risposta, oltretutto se spiegassi quel che IO ho capito nella mia parzialità, mi accuseresti di essere una merda ( ma già sono un menomato mentale chiaramente ) ed useresti ciò per accusare un Dio di cui non ti interessa nulla.
          Il tempo passa, il vizio è il medesimo, e visto che anche io mantengo certi difetti, evito di continuare.
          Ho scritto tanto apposta :-P

        • Hiei

          “Dovresti sapere che il volere presuppone mancanza e successione, cose che non possono appartenere all’Essere quantunque”

          Qualunquemente e suppostamente.
          Appena un minimo di logica mette in crisi i tuoi discorsi paroloni a casaccio per impressionare i gonzi e discorsi oscuri e contorti aumentano esponenzialmente.

          Che agli ingenui magari passi pure per saggio e colto che sta dicendo davvero qualcosa…io un po’ di grammatica ce l’avrei messa dentro però.

          Ma divertiamoci un po’: dopo l’onnipotente che non può, l’Essere quantunquemente che suppostamente non può volere, dato che “mancanza e successine” non gli appartengono.

          Ergo “sia fatta la volontà” è una presa per i fondelli?

          “Quindi la domanda era : l’uomo deve annichilirsi? No deve volgersi a Dio, e ciò implica il combattimento contro i demoni , uno prettamente corporeo ( l’acedia ) , uno prettamente spirituale ( l’orgoglio ) e gli altri 8 precipuamente psichici.”

          Riassunto: se vuoi andare in paradiso devi fare come dico (d)io.

          CVD.

          “Hiei, senza satana nessun merito.”

          Quindi è un bravo ragazzo utile alla società? :’D

          “In realtà non fai che dichiarare molti umani poco umani od inumani”

          Ti sei guardato in giro ultimamente?

          “la tua mentalità ti porta a disconoscere che un handicappato che accetta la sua condizione e l’umiliazione è superiore ad un normodotato indifferente”

          Io ironizzavo sui piani cosiddetti divini mandati dall’aria da un serpente parlante, a meno che il tuo dio non sia normodotato questa te la sei inventata arbitrariamente per cercare di attaccarmi personalmente usando il politicamente corretto di stampo fascista che usano proprio quelli che chiami satanisti per silenziare il dissenso.

          Quando si dice la forza delle proprie opinioni.

          CVD.

          “Tanto si muore Hiei…”

          Cristiani, sempre degli allegroni. :’D

          (continua)

        • Hiei

          “Per quanto riguarda il serpente che avrebbe attentato alla Potenza divina, in realtà si ribadisce sempre che è suo servo, ti converrebbe leggere Giobbe.”

          Quindi miliardi di persone torturate in mille modi sono opera del servo del tuo dio, che persegue in effetti i suoi piani…

          Mi sa che è meglio essere atei, vah, perchè il tuo dio è LEGGERMENTE psicopatico a quanto mi dici…

          “PEr quanto riguarda il male Hiei, non chiedere a me la risposta”

          E chi t’ha chiesto niente? :’D

          “oltretutto se spiegassi quel che IO ho capito nella mia parzialità, mi accuseresti di essere una merda ( ma già sono un menomato mentale chiaramente )”

          Perchè appunto, quando si ha la forza delle proprie opinioni non c’è bisogno di mettere le parole vigliaccamente in bocca agli altri per cercare di passare per moralmente superiori.

          CVD.

          “ed useresti ciò per accusare un Dio di cui non ti interessa nulla.”

          Come non mi interessa granchè degli unicorni rosa a pois invisibili. Come? Dici che non esistono? Beh, dimostramelo.

          Se ci riesci poi riparliamo un attimino di questo tuo dio… :’D

          “Il tempo passa, il vizio è il medesimo, e visto che anche io mantengo certi difetti, evito di continuare.”

          Perchè sei stato breve, no? :’D
          Eh, è sempre un piacere…

        • daouda

          Sarò breve ( abbastanza ) adesso, ricordando che sono intervenuto a risposta chiesta.Mi pare di aver già spiegato che il male non sussiste, ergo, rivedi la tua giornata.
          Se fosse per te, molti esseri umani non sono homini, qui il nazista sei tu bello mio. Non sei il solo che crede di cogliere, ed anch’io credo…o sei nazista?
          Cosa significa poi essere moralmene superiori Hiei? Il fatto che ho scritto Hiei, magari alla fine?
          Scrivilo. Ti interessa la spiegazione del perché il male non è male e la sofferenza non solo ha un senso, ma è anche auspicabile?
          Vuoi capire o speri, speri, speri di poter aver POTERE per fermare uno come me?
          Il problema è che tu odi gli homini, e questo è tanto più grave visto che conscio della situazione tanto più amore meriterebbero da parte tua.
          Ora posterò una poesia di Rumi. A te la scelta , libero esame :

          Vidi la sofferenza che beveva una coppa
          di dolore e gridai:
          “E’ dolce, non è vero?”
          “Mi hai preso in castagna”
          rispose la sofferenza,
          “e mi hai rovinato la piazza.
          Come farò a vendere dolore
          se si viene a sapere
          che è una benedizione?

          Scritto ciò, che non sono un brav’uomo, vai allegramente a quel paese và

          p.s. non mi accollare alla lunghezza Rumi cortesemente.

        • Hiei

          “Mi pare di aver già spiegato che il male non sussiste, ergo, rivedi la tua giornata.”

          Devo essermela persa, dove?
          L’onnipotente non può e non ha volontà che “sia fatta”, inoltre il male non esiste. Chiaro per tutti fin qui? :’D

          “Se fosse per te, molti esseri umani non sono homini, qui il nazista sei tu bello mio.”

          Homini?
          No, il termine è “misantropo”, vedi chi è qui l’ignorante.

          Nazista è seguace di una filosofia che fra le altre cose pretende di imporre a tutti gli altri il proprio modo di vederele cose, come te per dire.
          Io odio (comunquie non odio gli esseri umani, non ne sono all’altezza…li detesto abbastanza, quello sì) chi mi pare, ma non per questo vado a rompere i coglioni agli altri.

          “Cosa significa poi essere moralmene superiori Hiei? Il fatto che ho scritto Hiei, magari alla fine?”

          Il fatto che attacchi personalmente cercando di farmi passare per nazista o che me la prendo con gli handicappati per passare per “buono”, non avendo argomnenti seri che come sopra non mostrino la tua pochezza intellettuale.

          Ma non divaghiamo, che se io evidenzio la tua ignoranza e malafede “attacco personalmente” mentre tu puoi darmi del nazista, ignorante o abusatore di normodotati a piacere se ben ricordo le regole del blog. :’D

          “Ti interessa la spiegazione del perché il male non è male e la sofferenza non solo ha un senso, ma è anche auspicabile?”

          Veramente no.
          Vedi, a me sta bene che ognuno abbia le proprie idee, purchè poi sia coerente ad esse…nel tuo caso, per esempio, che tu mi accolga a braccia aperte e ringraziando se vengo a benedirti di mazzate. :’D

          Ci stai, te e Rumi?

        • Hiei

          P.S.: Che poi fossi nazista o roba del genere, se il male non esiste e la sofferenza una benedizione i nazisti secondo te mi sa che sono angeli in terra, no? :’D

          E la guerra e pace
          la schiavitù è libertà
          l’ignoranza è forza

          CVD

        • daouda

          Tu semplicemente non vuoi accettare che io usi la stessa moneta che tu usi con me, ossia essendo io un beota che si lascia plagiare pronto ad opprimere, a tuo dire,di rimando non puoi comprendere che io affermi lo stesso di te.

          Ripeto, il problema del male non è risolvibile se si rimane confinati in una visione materialistica o spiritualistica ( perché appunto non sei ateo in un certo senso ) , quindi comunque sia all’interno del divenire.
          L’apocatastasi è già una parte della risposta e si parte ovviamente dall’Essere e dal suo non poter produrre imperfezioni.
          Il libero arbitrio è anch’esso parte della faccenda. La comprensione dell’insussistenza del male assoluto in sé ( non può esistere un essere che compia il male per sé stesso , principio che Mises ha tradotto nella sua prasseologia per dire) dovrebbe portare più che a focalizzarsi sulla devastazione risultante , il panorama attuale, sull’armonicizzazione delle libertà individuali invece, così come la comprensione che il tempo e lo spazio non sono altro che la descrizione di qualcosa che è prima che esista dacché procedono dal simultaneo ( ad esempio quando si è uccisa una persona , in realtà l'”avvenimento” è già accaduto – non parlo di peccato di pensiero criminale – parlo proprio di fattualità…il film minority report ad esempio distrugge la reale comprensione di questo tanto per…lo ho scritto proprio per evitare che tu ora non trasponga la psico-polizia su di me come un pensiero che tu creda io abbia ignorato, ma tanto lo farai uguale, perché non ti è mai interessata l’indagine ma solo la conferma dei tuoi schemi ).
          In fondo parliamo anche più banalmente di semplice fisica e di quel che è implicito nei principi…se vuoi inizio a professare la fede pastafariana ma i discorsi rimarrebbero gli stessi.

          la mia e-mail è daouda86@libero.it ; io ho risposto ad una domanda.
          Di continuare il patatrak , da ora, non mi sembra più opportuno, che ho già abusato troppo.

        • Hiei

          Ancora tu? Ma non dovevamo vederci più? :’D
          Mi sembrava avessimo concluso, i rispettivi punti di vista sono stati espressi in modo più che esauriente.

          Vabbè, tagliamo corto, saltiamo a piè pari il primo paragrafo che non vuoi rinunciare alla scorrettezza di mettere cose mai dette in bocca agli altri e ricamarci sopra, inutile ripetersi.

          “L’apocatastasi è già una parte della risposta e si parte ovviamente dall’Essere e dal suo non poter produrre imperfezioni.”

          Ovvero: partiamo dalla mia fantsia malata che non trova riscotri nella realtà – invece di adeguarmi alla realtà devo inventarmi mille seghe mentali condite di paroloni e discorsi contorti per farla in qualche modo quadrare.
          O almeno per venderla. Fottendo ripetutamente la logica, visto che alla minima applicazione della suddetta, il castello di carte viene giù miseramente.

          “la comprensione che il tempo e lo spazio non sono altro che la descrizione di qualcosa che è prima che esista dacché procedono dal simultaneo”

          E stuprare un po’ anche la grammatica che è sempre un piacere.

          “In fondo parliamo anche più banalmente di semplice fisica e di quel che è implicito nei principi…se vuoi inizio a professare la fede pastafariana ma i discorsi rimarrebbero gli stessi.”

          Ma molto più saporiti! :’D

          “io ho risposto ad una domanda.”

          Falso: risalendo al mio primo post, io ho fatto un’affermazione, TU hai risposto a questa con una domanda. Sempre a rigirare la frittata, eh? :’D

          “Di continuare il patatrak , da ora, non mi sembra più opportuno, che ho già abusato troppo.”

          E chiudiamo con una spolverata di banale ipocrisia, che non manca mai: se fosse come dici scrivevi SOLO questa frase, messa giù così la traduzione corretta è “voglio l’ultima parola a tutti i costi”.

          Beh, il FSM non mi ricordo se aveva l’umiltà nei suoi precetti, credo si limitasse al parmigiano, quindi c’è speranza per te, figliolo… :’D

          Eh, è sempre un piacere.

        • daouda

          Hiei, quello che doveva sparire eri tu ( e mi sono fermato a legge, perché ce lo sai che avrei continuato dunque ritienite soddisfatto no? tanto avevi riso abbondantemente già prima che io leggessi all’immaggine che t’eri fatto e ttutte le cappelle fatte solo pe famme scrive, che sò n cojone a scrive infatti ), come ugualmente ti sei voluto frapporre invece che convenire , criticamente o meno.
          Boh.
          Scusami , che te devo dì, bravo?

        • Hiei

          Tapioca sbirigonda come per antani, scappellamento sempre a destra, mi raccomando!

  • Maksimiljan Kodžak

    Condivido il pensiero di Carlo sul “rituale” degli aborti. Credo che lo vogliano portare anche al perfezionameno metodologico ed istituzionale con il cd “aborto post-nascita”.
    Dal articolo di http://ilupidieinstein.blogspot.com/2012/03/amano-la-morte.html:

    “Il semplice essere umani non è in sé un motivo per attribuire a qualcuno il diritto alla vita, infatti, molti esseri umani non sono considerati soggetti di diritto alla vita:. Embrioni avanzati sui quali è consentita la ricerca sulle cellule staminali embrionali, feti dei quali è consentito l’aborto, criminali per i quali la pena capitale è legale ”


    “Educare questi bambini potrebbe essere un peso insopportabile per la famiglia e per la società nel suo complesso … Per questi motivi, il fatto che un feto ha il potenziale per diventare una persona che avrà una vita (almeno)  accettabile non è una ragione per vietare l’aborto. “

    PS: Ciao Guido Izzo… ci si ritrova anche altrove… :)

  • .

    Ciao Francesco, grazie a te.. :-)

    _______________________

    Per quanto riguarda la figura di Lucifero, e della sua “rivalutazione”, si tratta di storia assai vecchia, in effetti.
    Segnalo a tal proposito due vecchi articoli:

    Il Portatore di Luce
    Il patto con il Serpente

  • Un’altra considerazione a proposito della dualità, e della “falsa contrapposizione” tra gli opposti.

    Ci siamo più volte soffermati sul fatto che ad un livello superiore, il più alto, nessuna contrapposizione può esistere, e bene e male, bianco e nero, sono termini che perdono la loro valenza, dal momento che nel punto più elevato della realtà non vi è alcuna contrapposizione, e gli estremi coincidono.

    Ma questo è, appunto, un piano del reale che concerne Dio, e i santi, mentre noi nel mondo terreno dobbiamo affrontare una realtà che di quella superiore è un pallido specchio.
    E nel nostro piano, quello in cui ci muoviamo nella nostra esistenza terrena, le contrapposizioni esistono.
    Bene e male in terra esistono, così come esistono azioni malvagie ed azioni meritevoli.
    Nel mondo terreno esiste il giorno e la notte, la luce e le ombre, e come disse San Giovanni noi abbiamo la possibilità di osservarle, e dobbiamo fare la nostra scelta.

    A presto

     

    • @Santaruina: il “livello superiore” di cui parli non è un diverso piano di esistenza, te lo posso garantire. E’ invece uno stato diverso di coscienza che non filtra più questa manifestazione attraverso concetti astratti come quelli di Bene e di Male. E’ lo stato “zero”, naturale, della coscienza dove non ci si sente più come entità separate che acquisiscono meriti e demeriti, ma come Coscienza Impersonale in cui tutto lo spettacolo dell’esistenza appare e scompare. Pensiamo che sia qualcosa di “mistico” e straordinario ma in realtà è quanto di più naturale ed ordinario esista. E’ lo stato di separazione, di dualità, di identificazione con un corpo ad essere innaturale. Per questo produce sofferenza. 

      Riguardo alla dualità: niente in sostanza è duale in questa manifestazione, neanche in termini concreti: giorno e notte sono solo gradazioni di luce così come caldo e freddo sono solo gradazioni di temperatura, vibrazione delle molecole. Non è neanche possibile trovare un mattone fondamentale della materia separato dalla coscienza come dimostrano i fisici quantistici. Dunque non possiamo neanche dimostrare la dualità fondamentale tra “me” e l’altro…. ERGO: la Dualità è un sogno amici miei, da tutti i punti di vista. :-)

  • m

    San Massimiliano Kolbe
    1113 – Poveretti…
    Rycerz Niepokalanej, I 1926, p. 2-7

    “Dio esiste sempre: nel passato, nel presente e nel futuro. Nel tempo Egli ha chiamato dal nulla all’esistenza gli esseri spirituali, dotati di ragione e di libera volontà. Come tali, essi dovettero scegliersi coscientemente il proprio avvenire, dare una prova di fedeltà. Una parte di essi, pur essendo semplici creature, vale a dire un nulla da sé stesse, attribuiscono a se medesimi ciò che sono e vogliono, con le loro sole forze, farsi simili a Dio. Peccano di orgoglio. Nel medesimo istante ricevono il castigo meritato, la riprovazione. Coloro che rimangono fedeli, invece, riconoscendo umilmente la verità, ossia di dover attribuire a Dio tutto ciò che sono e che possono, e di essere in grado di conoscerlo sempre di più solamente per mezzo di lui, fonte dell’esistenza, di amarlo, di possederlo sempre di più e quindi di divinizzarsi (se è lecito esprimersi così) sempre di più, Iddio li ha resi felici con sé, in paradiso. Iddio, poi, ha creato altresì un essere di carne: pure a lui ha dato un’anima dotata di ragione e di libera volontà. Pure a lui ha offerto un periodo di prova. Lo spirito superbo, con la permissione di Dio e per l’invidia che prova per la felicità di quest’essere, lo suggestiona dicendogli che con le sue proprie forze «potrebbe diventare come Dio» [cf. Gen 3, 5]. L’uomo si lascia ingannare, la smania della superbia genera la disobbedienza. La mente umana, tuttavia, non possiede affatto la chiarezza di conoscenza propria di uno spirito puro, perciò anche la colpa è minore. E cosi Dio non gli infligge una punizione eterna, ma lo condanna alle sofferenze e alla morte. Chi, pertanto, è in grado di offrire alla giustizia divina una soddisfazione adeguata? La grandezza di un’offesa si misura con la dignità di colui che è stato offeso, vale a dire Dio infinito. Nessuna creatura finita, dunque, e neppure tutte le creature insieme sono in grado di offrire una soddisfazione infinita. Dio, e solamente Dio infinito, può soddisfare in modo infinito. E avviene una cosa inconcepibile. Dio si abbassa fino alla creatura, si fa uomo per redimerlo e per insegnargli l’umiltà, il silenzio, l’obbedienza, la verità. Perché gli uomini possano riconoscerlo, sceglie un uomo, Abramo, e circonda la sua discendenza con una speciale protezione; affinché non perda la fede nel vero Dio, suscita in essa i profeti, che preannunciano il tempo della Sua venuta, la località e i particolari della Sua vita, morte e resurrezione. È venuto in una povera stalla, ha preso dimora in una povera casetta, per trent’anni è rimasto sottomesso in umiltà, ha insegnato un modo di vivere, ha accolto benevolmente i peccatori che facevano penitenza, ha rimproverato i farisei ipocriti e infine è stato appeso all’albero della croce, realizzando in tal modo le profezie. L’uomo è stato redento. …”
    http://www.radiomarconi.com/marconi/kolbe/kolbe2.html

    L’azione più grande Dio la compie sulle anime umili 
    Don D. Ruotolo
    http://profezie3m.altervista.org/archivio/DonRuotolo_umilta.htm

  • jackblack77

    @Santa
    Bello.

    Interessante l’analisi del sacrificio umano nell’antichità, sarebbe proficuo saperne di più.

    Interessante anche la riflessione sull’aborto, effettivamente mi ha sempre colpito del XX secolo la scelta consapevole di uccidere un essere umano e però essere esentati dall’accusa di omicidio premeditato; probabilmente è stato un altro tassello aggiunto da “qualcuno” di nostra conoscenza :). Ma ormai in questo periodo possiamo aspettarci di tutto, non è più il tempo della meraviglia.
    (A proposito di bambini, ormai è difficile che io provi stupore per qualcosa, soprattutto dopo che ho scoperto esistere il racconto di bizarro “The baby jesus butt plug”. Non trovo uno smiley di schifo/disgusto/vomito, altrimenti ne metterei una fila di dieci.)
     
    @Roberto, Vocedi1, Nonduale

    mostrate una buona preparazione su certi temi (soprattutto Nonduale), ma qui e là emergono inesattezze macroscopiche (molte già evidenziate da Daouda e da Santa). Bisogna studiare bene tutti i testi, e ricordare che la mera speculazione filosofica serve esclusivamente per la diagnosi e la conoscenza, ma non c’entra molto con la cura (che è semplicissima nella sua difficoltà). Comunque di queste cose si è già discusso con profitto innumerevoli volte, inutile sprecare fiato; soprattutto su lucifero e affini, ormai le barzellette new age non fanno più ridere nessuno.

    @Nonduale

    stasera vengono i “seguaci di paperino” a prendere la persona a te più cara per sacrificarla; se ho ben capito, tu non alzerai un dito perché tanto “bene e male non esistono”, giusto? :)
    p.s.: tutte le persone che nel corso della storia hanno sperimentato una vita di spiritualità profonda (santi, yogi, guru ecc…), hanno sempre predicato pace e amore e nonviolenza. Mai hanno accennato a sacrifici umani. Un motivo ci sarà.

  • Anonimo

    Lo scandalo ci deve essere ma guai a “chi”….

    E ci sono un sacco di “chi” che stanno sbucando da ogni dove e ci sono anche un sacco di apologeti dei “chi”.
    La cosa peggiore e’ illudersi che l’opera che essi portano avanti e’ legittima in quello che porta nel nostro mondo quando e’ ,invece, sebbene necessariamente compresa nell’estensione delle possibilita’, contraria all’ordine divino, inversa al retto svolgimento dell’azione spirituale, opposta allo sviluppo corretto dell’essere. 

    Ora se ci si ricordasse di aprire ogni tanto i Vangeli si potrebbe leggere anche che i “chi” si possono riconoscere dai frutti(marci) e nell post di Carlo alcuni di questi frutti sono ben descritti nel loro marciume.

    Buona vita.

     

  • @JackBlack77: vedere bene e male come filtri illusori attraverso i quali frammentiamo una Realtà unitaria non implica diventare dei serial killer o giustificare il loro operato. Negli esseri umani in cui il risveglio all’Uno è avvenuto non può che emergere compassione e amore nei confronti di ogni cosa, per il semplice fatto che non esiste più un “altro” da combattere, uccidere, torturare, ecc. Questi giochi li fa chi è imprigionato nel sogno della Dualità e appunto vede il Male dappertutto. 
    Solo in quest’ottica si può comprendere il sacrificio dei tanti che si sono fatti uccidere senza opporre resistenza e senza odiare gli aguzzini. Quanti esempi nella storia dell’umanità! In primis le vicende di un certo nazareno vissuto in Palestina 2000 anni fa e crocifisso dalla solita casta sacerdotale ignorante. :-)

    • daouda

      Ogni realtà , paragonata all’Infinito, a Dio, è parimenti falsa. Di conseguenza non scrivere “una realtà unitaria” come se l’unica soluzione visuale fosse quella identificata nell’unione mistica poiché altrimenti non sei di salvezza ma di condanna per i tuoi fratelli poiché gli neghi la vita.
      Inoltre gli stati molteplici dell’essere sono indefiniti.
      Non puoi buttare tutto insieme in un generico risveglio all’Uno , che è risveglio del “proprio” intelletto/pneuma e non certo della propria anima/psiche e del proprio corpo/soma a Dio.
      La beatitudine totale infatti implica il superamento di ogni possibilità di compassione , che si può avere appunto , solo e soltanto in compagnia di esseri che non sono quel che è.
       

      • Non esiste un risveglio della persona ma DALLA persona. Non c’e’ dunque un corpo-mente che si risveglia ma l’Uno -Spirito che prende coscienza di se’ attraverso l’intelletto puro, o buddhi, di un essere umano. Secondo me comunque confondi le “esperienze” mistiche di “dissolvimento” o di nirvikalpa samadhi con quella che e’ l’ordinarieta’ del risveglio, qualcosa che può essere vissuto in ogni istante della quotidianità. Si può dunque vivere questa manifestazione, sperimentarla e goderla, in uno stato di coscienza non separato. E quasi tutti, te lo posso garantire, vivono spessissimo stati del genere, ad esempio durante l’orgasmo sessuale. Ma non essendone consapevoli ritornano molto facile allo stato di coscienza egioca, ovvero identificata con un corpo-mente… :-)

        • daouda

          Innanzi tutto parlare di persona con un cristiano è perlomeno tema serio.Inoltre sarebbe più corretto che tu scrivessi dall’individuo e non dalla persona, indipendentemente dalla questione trinitaria.
          Io poi non credo affatto di poter aver lasciato intendere che fosse l’individuo a risvegliarsi ma semmai il contrario.
          L’unione sessuale ne può essere, alle volte, un sapore, ma la Liberazione è oltre ogni tipo di sperimentazione e limite. Non che tutto sia mondo per i mondi, quindi l’esistente lo si vive sublimato, ma l’obiettivo non credo debba essere la manifestazione…
          E’ proprio per questo che, in nome della lotta a Satana, i monoteismi (e non solo il cattolicesimo) hanno compiuto e sono pronti a compiere le cose più aberranti.

          Spiega allora a cosa ti riferisci quando tiri fuori i monoteismi e le aberrazioni e soprattutto, spiegaci come sia possibile liberarsi senza combattere. O basta avere due tre nozioni in mente ed il desiderio di liberarsi, frammisti alla volontà di credere che sia così?

          Alla fine ppi il male non sai spiegare cosa è, per il semplice fatto che tu riduci la Realtà ad un piano, mentre la Realtà è infinita ed omnicomprensiva.
          Tutto molto bello quel che scrivi. Anche il movimento è illusione comunque…

        • daouda

          Non che tutto NON sia mondo per i mondi

    • jackblack77

      @Nonduale
       
      Hai inanellato una serie di inesattezze veramente notevole :) . Non solo qui, ma anche nel tuo blog (sui cui ti scriverò qualcosa, ma probabilmente non stasera).
       
      Eppure dalle tue parole si desume uno studio non indifferente. D’altra parte, studiare i testi sacri (di qualsiasi tradizione o religione) dando loro il significato che più ci aggrada, equivale a leggere Topolino. Senza offesa per Topolino.
       
      Attenzione al percorso che stai facendo, dubito che possa portarti ad una realizzazione spirituale tradizionale.
       
      p.s.: hai mai letto qualcosa di Guénon? Oppure “Le confessioni” di Sant’Agostino? O addirittura qualche Vangelo? Sembra assurdo, ma lì le cose sono abbastanza chiare, è difficile fare confusione a meno che uno non sia proprio in malafede…

      • Bene se vuoi commentare sul mio blog sei il benvenuto. :-)
        Riguardo agli avvertimenti sul percorso, posso tranquillamente affermare che per me la ricerca è finita esattamente come si guarisce da un raffreddore, perchè la ricerca-percorso spirituale è molto simile a un malanno passeggero. Ad un certo punto si realizza di essere stati per anni (nel mio caso quasi una ventina) in ricerca spasmodica di una casa mai abbandonata. Tutto ciò che rimane è vita e gratitudine e spero che questo un po’ traspaia negli scritti che posto sul mio blog. 
        Posso testimoniare che quando si “torna a casa” tutti i “saggi” iniziano a parlarti e scritture ermetiche diventano esplicite. Renè Guènon, che conosco molto bene, fa parte di questi. Esattamente come Shankara, Gaudapada, Padmasambhava, il Buddha, Lao-Tze, vangeli apocrifi come quello di Tomaso, Ermete, Plotino, Meister Ekhart, ecc. fino ad arrivare a contemporanei come Nisargadatta Maharaj la cui lettura e rilettura consiglio a chiunque abbia ancora una “fiamma metafisica” che arde. :-)  
        Si smascherano invece i “simulatori” come Sant’Agostino, antesignano di una mesta schiera di inquisitori, torturatori e sterminatori di eretici (in quel caso i manichei, perseguitati senza pietà), che ha insanguinato per secoli l’Europa…Come può essere considerato “saggio” chiunque parli di amore e poi abbia le mani imbrattate di sangue, come quasi tutti i padri della chiesa?

  • Giona

    Bhè purtroppo l’aborto selettivo ha una tradizione antica soprattutto dal punto di vista utilitaristico dell’esistenza degli individui (penso al Monte Taigeto di Sparta).
    Ma secondo voi è possibile compiere un rito sacrificale di natura magica (quindi non un generico atto di crudeltà o ignoranza ma un azione governata da precise condizioni) , senza che l’officiante non sia “qualificato” o quantomeno cosciente della natura del suo gesto?
     

  • Anonimo

    Davvero non ci sono precedenti all’attacco proditorio che l’Amministrazione statunitense guidata da Barack Obama sta conducendo da settimane contro il fondamento stesso della nazione americana, vale a dire il principio costituzionale della libertà religiosa
    http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-500-leader-in-campo-contro-obamaper-difendere-la-libert-religiosa-4699.htm m

  • Giona

    Ma secondo voi è possibile compiere un rito sacrificale di natura magica (quindi non un generico atto di crudeltà o ignoranza ma un azione governata da precise condizioni) , senza che l’officiante non sia “qualificato” o quantomeno cosciente della natura del suo gesto?

    Questa è una domanda molto centrata inerente all’articolo.

    Secondo il mio personale parere, nella situazione attuale in cui ci troviamo vi è una sovrastruttura “magica” che permane molti aspetti del nostro vivere quotidiano, creata ad arte da degli “apprendisti stregoni” senza che la maggioranza dell’umanità ne sia consapevole.

    Per fare qualche esempio concreto, penso ad alcuni aspetti della musica contemporanea popolare, di cui spesso qua ci siamo occupati, e di certi concerti o “awaards” in cui si inscenano dei veri e propri riti esoterici senza che il pubblico e spesso nemmeno i cantanti ne siano del tutto consapevoli.

    In un contesto simile, con una sovrastruttura magica diffusa ed “invisibile”, si può immaginare anche una serie di riti compiuti senza che i diretti esecutori siano del tutto consapevoli sella valenza dei loro gesti.

    Sempre secondo la mia personale interpretazione.

    A presto

    • daouda

      Gli atti magici infatti non abbisognano di alcuna qualificazione.
       
       

      • Giona

        Si, mi riferivo al caso specifico posto da Santa. Mi chiedevo la differenza tra un medico che compie un aborto (quindi senza la volontà di ottenere un responso/favore; né in uno stato psichico diverso da quello tipico attuale) e un dichiarato rituale sacrificale in cui l’officiante è invece ben consapevole delle forze coinvolte e di come manipolarle.
        Se per il medico è solo esercitare un mestiere (in questo caso al pari di un boia) per l’altro vi è un risultato che coinvolge un piano di realtà totalmente ignoto al primo.

        • daouda

          Sono sicuramente due sitauzioni diverse. Ma è pur vero come Santa fà intendere che certi accadimenti siano voluti proprio per quel che determinano non solo “karmicamente” ma anche occultamente.
          Ma non credo che però sia una cosa di facile spiegazione; bisognerebbe sapere effettivamente come funziona l’arte magica che, in sé, è praticabile da chiunque, con tutti i pericoli del caso per coloro che non ne sanno le modalità.

        • Infatti, come dice daouda non è necessaria una qualificazione per compiere un atto magico.

          Ovviamente si tratta sempre di un campo scivoloso, e noi possiamo fare solo delle deduzioni.

  • @jackblack77
    mi lusinga che tu abbia notato la mia esistenza, anche se uno dei miei obiettivi intermedi è di riflettere in alto le cose piacevoli. vorrei solo dire che non penso di avere buona preparazione, non come la tua, o quella di quasi tutti gli autori di commenti di questo splendido blog, dai quali imparo sempre. il mio percorso è come quello di una pianta selvatica che, pur senza alcun giardiniere, ha imparato a scaldarsi al sole e nutrirsi dalla terra. se non vado troppo a fondo per bere e non vado troppo in alto per scaldarmi è solo perchè da quando sono nato non ho potuto fare a meno di credere al Vangelo, il cui copyright è di Gesù Cristo. con cotanto Tom Tom mi inoltro in ogni foresta, certo che il Tom Tom mi riporterà sempre a casa. a casa dormo, sogno e imparo anche lì.
    altrove semino, non insegno perchè non sono all’altezza di farlo, ma lascio briciole di pollicino per chi avesse la curiosità di sapere come ci sono finito nel deserto.
    Certamente continuerò a leggervi e imparare ancora.
    …comunque siete una compagnia interessantissima, nel mondo della dualità che siamo a frequentare per Grazia Divina.

    • jackblack77

      Vocedi1
      “non penso di avere buona preparazione, non come la tua”
       
      Spero tu mi stia pigliando per il sedere, altrimenti sei fuori strada  :)
       
      L’unico consiglio che potrei dare dal basso della mia esperienza, è quello che ho già dato a Nonduale: quando si studia un determinato testo (di qualsiasi tipo), è importante mantenere sempre uno spirito critico, senza farsi coinvolgere da entusiasmi facili. E questo non viene dalla “preparazione”, ma dal buon senso.
      Poi è anche importante cercare di cogliere dei nessi, riconoscere i singoli tasselli (cosa non facile) che assieme potrebbero creare un puzzle compiuto. Fare attenzione alle frasi d’effetto criptiche, che spesso nascondono povertà estrema di idee e significato zero. Anche qui, tutto derivante da un po’ di buon senso.

      Altra cosa importante: dopo aver letto certe sparate di un certo autore, se leggo altre sue opere, posso anche partire prevenuto, ché poi tanto male non fa: infatti, se è coerente con il suo pensiero, faccio bene a screditarlo subito, se è incoerente probabilmente è il primo a non credere in quello che scrive, quindi faccio bene a screditarlo subito. (La maggior parte degli autori di testi sacri ed esoterici è morta da un pezzo, quindi che io li ritenga dei geni o dei cretini a loro non ne viene nulla :))
       
      Parafrasando Carlo, “viviamo in un tempo particolare”, e non possiamo dar credito a chiunque spacci sottobanco la Verità Assoluta; anche a costo di lasciarcela sfuggire (tanto non potrà sfuggirci a lungo…), è comunque il male minore, piuttosto di rimanere invischiati in certe sabbie mobili…
      Ultima cosa: la ricerca, lo studio, la meditazione, la filosofia: tutto perfetto, ma ricordiamoci che è sempre un discorso di diagnosi/conoscenza. Può solo darci una spinta morale/psichica verso la cura, ma la cura in sé è tutt’altro ed è una cosa comprensibile anche dai bambini. (poi metterla in pratica è una cosa difficile anche ai santi, ma questo è un altro discorso…).
      Comunque bello il paragone con la pianta, ed ottimo il Vangelo.

      Buon percorso.
       

      • @jackblack77

        stavolta mi tolgo il cappello davanti alla tua reazione alla mia non tanto celata ironia:
        la gentilezza che hai usato è per me medaglia di buona fede.
        io non do consigli per scelta, così come mi sforzo (se i santi trovano difficoltà, figurati uno che grida nel deserto..) di non giudicare.

        Non ho mai suggerito alcun autore perchè davvero non voglio causare l’inevitabile scandalo, ma leggo (“studio” solo la Bibbia, ma è il mio percorso) anche chi mi ha ispirato pensieri terribili, perchè da bambino mi rimbomba soave

        “Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v’insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i profeti.”

        non leggo per trovare una soluzione a qualcosa, o per argomentare meglio, è che dall’adolescenza mi chiedo: io avrei riconosciuto Gesù o avrei gridato barabba?

        satana si nasconde nell’ultimo posto dove lo andrei a cercare, mi sono detto

        e ho constatato che chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto, che la Sapienza vale più dell’oro di ofir, che mi vergognerei del mio Dio se temessi qualcosa all’infuori di Lui.

        oggi non cerco più, contemplo il Verbo in tutte le sue forme, perchè nulla è stato fatto senza di Lui.

        tempo fa fuori da una Chiesa a Milano campeggiava un cartello che diceva:

        “è meglio accendere una candela che maledire le tenebre” 

        …e mi diletto ad inventare enigmi.

        E’ un sincero piacere dialogare con una persona dai tuoi modi gentili, grazie dei consigli.     

                     

  • daouda

    Ho scritto troppo, e come al solito ho “perso” tempo.
    Ci avevo sperato…
    Cordiali saluti a tutti, scusate il “tono” e perdonateci la confusione ed il nozionismo fine a sé stesso.
    Grazie della pazienza

  • Francesco

    Una riflessione sulla non lucidità di certuni crimini, a cui ha dato il “la” l’intervento di Carlo.
    Mi riferisco a ciò che disse Cristo stesso al patibolo: la preghiera di intercessione al Padre, affinchè perdonasse coloro che “non sanno quello che fanno” (riferito agli inconsapevoli carnefici).
    Si riferiva al popolo aizzato dai sacerdoti e dagli scribi? Si riferiva alla giustizia romana (forzata a una condanna ingiusta sulla base di un ricatto politico)?
    E si sta parlando del sacrificio dell’Innocente per eccellenza.
    Sperando di non essere off topic.

    Cordialmente.

    Francesco 

  • Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo.
    Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.

    ma anche questo è vanità.

  • Doulos

    Bellissimo post Carlo, ci sarebbe da costruire sul riferimento che fai alle tradizioni semitiche – a proposito, il Moloch era il rito di sacrificio cruento fenicio ad un Ba’al, fra i più famosi il Ba’al Hammon, ma non solo, poi esso si è sovapposto al titolo della deità stessa per sineddoche. Per dare l’idea della logica dell’inverso, veniva sacrificato il primo figlio maschio, per garantire la prosperità terrena al padre ed alla sua casa, che ricorda (al contrario) proprio il sacrificio del Figlio ad opera del Padre per garantire agli uomini la vita eterna, e la salvezza dell’anima. Isomma rito anticristico per eccellenza.
     
    Vedo che ci siamo decisi a trovare una soluzione ultima al conflitto tra monismo e dualismo, era ora, credo che Parmenide attendesse da un po’ – qualcuno mi dica chi partorisce la dimostrazione ultima, fin qui apprezzo i doppi carpiati con avvitamento. E supercazzola. ;)
     
    Trovo estremamente didattica la posizione di NonDuale (splendido nick, la definizione per negazione dell’ente), che molto bene riveste la logica neobabilonese della generazione che viene. Ognuno in fondo scommette la vita, niente di meno, sulla propria visione dell’essere: chi da le carte verrà sempre a vedere quello che abbiamo in mano, vale per tutti, non vorrei scordarlo. Io credo che quel giorno segnerà l’incontro con l’Alterità per eccellenza, e solo dopo ci sarà spazio perché Cristo sia tutto in tutti. Come spesso succede con le questioni spirituali il nostro essere bloccati dentro alla logica temporale ci chiude la visuale.
     
    Gesù dice di sé stesso di essere venuto a portare la spada, in effetti dice la machaira, cioè il coltello rituale di pietra ebraico (sì proprio quello dei sacrifici, ma toh!): si pone come termine di separazione pertanto – c’é un bel saggio di Marie Balmarie in merito.
    Insomma non si siede dalla parte dei monisti, o non subito per lo meno.

  • forteconiforti

    —-Quello che non ho mai capito nei suoi “difensori” è il perchè non prendano atto di tutto questo, e lo vogliano descrivere come un semplice “esoterista”.–
    Ma è semplice, sono o persone che non credono in Dio e quindi in Satana per cui non ammettono il fine satanico, oppure sono dei disinformatori satanici essi stessi. Per loro cose come queste sono frutto di malattia, della società, poverino ha avuto dei genitori, etc. etc. no è l’influsso di Satana:
    Fare un figlio solo per stuprarlo
     
    complimenti per il blog

  • forteconiforti

    Comunque Santaruina, cambi il nome con uno magari più adatto al Cristianesimo che già c’ha tutti questi satanisti delle varie chat che le faranno delle fatture… almeno da quello che leggo mi sembra proprio che non manchino…

  • miriam

    Tornando al tema del sacrificio, Santa, secondo te anche gli altri grandi “riti collettivi” come le guerre, soprattutto quelle del secolo XX°, possono avere in un modo o in un altro lo stesso fine?

    Miriam

  • Doulos:

    hai colto bene l’estrema differenza tra questi due tipi di Sacrificio, anzi, l’opposizione tra i due.
    L’utilizzo cosciente di quel tipo di sacrificio in diverse società arcaiche è un qualcosa che mi ha sempre inquietato, se devo essere sincero.

    __________________________

     

    Ciao Miriam

    secondo il mio parere è proprio così, gli eccidi del XX secolo furono a loro modo degli enormi riti sacrificali, dove il sangue delle vittime doveva alimentare il processo dell’agognato, da alcuni, passaggio di era.
    Occorre anche tnere conto del fatto che guerre nella sotria dell’umanità vi sono sempre state, ma il numero dei morti dei conflitti del XX secolo è superiore a quello dei morti di tutte le altre guerre che hanno avuto luogo nel resto della storia dell’umanità..

    A presto

  • Luigi

    Ciao a tutti.

    Una “bella” (dal punto di vista logico – induttivo)  e allo stesso tempo terribile (per tutto il resto) intuizione.

    Sacrificare ciò che di più puro può esservi come “regalo” alle proprie divinità (sic).

    Penso che il Signore dia la Croce solo a chi può portarla.

    Rendersi conto della realtà circostante e, nonostante essa, continuare ad essere sereni, vivi, a godere della vita, non è cosa da tutti secondo me.

    Possiamo farcela, forse, rendendoci umili, pazienti e affidandoci al vero Dio.

    Deus non deserit si non deseratur.

    Un saluto a tutti :) 

  • Semplicissimus

    Dai vostri commenti sembra che nessuno di voi abbia mai affrontato alcuni concetti filosofici, continuate a cristallizzare l’idea di soggettività per cercare cause o fini.. continuate a guardare un quadro con gli schemi dei vostri giorni.. Sono belli o brutti i colori? buoni o cattivi? 

     

  • Semplicissimus

    Quindi non sei TU che scrivi “e quindi?”

    E benché nulla sia impossibile, non tutto è permesso.. Questo vale anche per il sacrificio..

    La logica dell’articolo è umana, troppo umana. 

    • Luigi

      Sei d’accordo sul fatto che uccidere bambini sia “male”?

      O è troppo “umano”? :)

      Dico sul serio, non ho capito cosa intendi.

    • daouda

      Da che mondo è mondo quando qualcosa esiste ha un fine perché inizio e termine. Per non averlo non deve esistere. 
      Vuoi giocare…gioco:
      è ovvio che non SONO io a scrivere, ma non perché il divenire viaggia e chissà cosa lo crei, ma per il semplice fatto che io non sono.
      Inoltre Nulla ( il puro niente ) è impossibile per necessità , come tutto è permesso definizione altrimenti non accadrebbe.
      La logica in sé è per definizione umana se si intende per umana la totalità degli stati intermedi ossia psichici ossia mentali della realtà.
       

  • Ciao Semplicissimus

    nemmeno io ho compreso bene il tuo appunto.

    A presto

  • Doulos

    Il giorno seguente Giovanni vide Gesù che veniva da lui, e disse: Ecco l’agnello di Dio, che toglie il peccato dal mondo. (Gv. 1:29)

    Chissà quante volte lo abbiamo sentito citare, magari ad una delle omelie (o sermoni, per noi protestanti) che anche fra poco si rispolvereranno in occasione delle celebrazioni pasquali. Eppure mi chiedo in quanti si riesca ad accettare che la logica della parola profetica del Battista è completamente incomprensibile, e perfino distorta, se non radicata sulla realtà sacrificale ebraica del primo testamento. In pratica, tolte dal loro fondamento di Levitico, ed anche ammantate del migliore assunto cristianista, le dense parole con le quali il precursore riassume il senso della vita del cugino vanno perse, o tradite – con la migliore buona fede.

    Non voglio addentrarmi – ma non perché non valga la pena sia chiaro – nelle differenze tra sacrificio di ringraziamento, offerta volontaria, olocausto o sacrificio per la colpa ed il peccato, Azazel ed espiazione comunitaria: l’era del padagogo al quale afferiscono le leggi rituali in questione è passata, ricorda San Paolo. Però non posso fare a meno di notare che l’atto di scegliere il migliore capo del proprio gregge – da nomade pastore, si noti – portarlo fino all’entrata della tenda dell’incontro con il Divino (passando pertanto in pubblico davanti a tutto l’accampamento al cui centro essa si erigeva), qui imporre le mie mani sul capo alla bestia viva, nello stesso atto di comunione e transfert che la tradizione cristiana replica da venti secoli, ed a quel punto sgozzarla io stesso, rende drammaticamente vivi concetti forse ai nostri tempi un po’ astratti, per non dire vuoti, come salvezza, redenzione, espiazione, santità… Trovo che nella ritualità veterotestamentaria il Divino aveva veramente tentato la terapia psichica ad un’intera società, almeno in preparazione del tempo nel quale il nuovo sarebbe stato manifestato: ecco l’agnello di Dio.

    ps: a supporto parziale di quanto dici sullo scopo principale del rito, certamente vero in ambito cristiano, ricordo che nella tradizione ebraica del primo testamento (Esodo), e nella sua rilettura del secondo (Lettera agli Ebrei) il luogo deputato al sacrificio, il tabernacolo, è la replica di una realtà spirituale mostrata a Mosè dal Divino, secondo un determinato modello simbolico: e infatti ogni particolare costruttivo, rituale, numerico è intriso di significato che lo trascende. Insomma qualcosa che scende dall’alto, molto differente dalla logica di costruzione, dal basso, del tempio di Salomone, non a caso preso a esempio da varie correnti neognosticistiche tarde – Salomone che finì la vita, nel suo slancio esperenziale ben precedente a Crowley, a sacrificare a tutto il pantheon fenicio, Moloch compreso, giusto per restare in tema.

  • Anonimo

    I tentacoli del Maligno
    http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-i-tentacoli-del-maligno-4626.htm
    (con la precisazione che l’antiCristo non è, non è possibile, l'”incarnazione” in senso letterale del demonio, ma un uomo, di grande intelligenza, posseduto completamente… satana NON è Dio… la battaglia è sulla conquista delle anime… il clima generale e generalizzato serve alla corruzione delle singole anime ed all’oscuramento, per le stesse, della luce possibile salvezza che è la Chiesa. Non credo si possa fare un “incantesimo collettivo” con i riti satanici, probabilmente, per i disgraziati che vi partecipano, è possibile vendere la propria anima ed acquisire dei vantaggi, dei successi nella vita terrena…. vantaggi e successi effimeri e brevi perché satana è odio puro…e la salvezza o la dannazione sono eterne m)

  • daouda

    Credo che sia bene rettificare il nostro giudizio sulla magia.
    Quel di cui si deve essere consapevoli è che la magia è una scienza sperimentale. Le nuove tecnologie sono TECNICAMENTE creazioni ottenute da processi magici la cui neutralità è una farsa e che fungono abilmente da canali per forze naturali non più mantenute ai rispettivi posti se non per condizionare direttamente l’emotività umana.
    Ma dire che tutto ciò sia un atto magico è chiaramente sbagliato.
    I simboli che vediamo in televesioni, le parodie et altro vengono più ad assumere la problematica del lavaggio del cervello per la generazione futura ed inoltre sono utili per IMPEDIRE la ricerca del senso positivo dei simboli che abilmente usurpano e volgarizzano.
    Ciò quanto, il favorire le più atroci nefandezze può al massimo essere considerato come un effetto di arti magiche ( da intendersi anche come infestazioni diaboliche ) dal senso più ampio a quello più specifico.
    La questione degli etàt d’esprit è qui, nel blog, lungamente tratta.

  • Nico

    Sono d’accordo in tutto. E lo penso da un po’ di tempo. Anche per quel che riguarda gli apprendisti stregoni che Fulcanelli bollerebbe come soffiatori. Su Crowley, a lui si ispirò Maugham per il romanzo “Il mago”.
     Nico Caminante de Napoles

  • Gazurmah

    Il sacrificio umano non ha nulla a che vedere con Lucifero,Lucifero è portatore di Luce,di Conoscenza per l’Umanità,così come Prometheus o Sidhharta,non vuole il sacrificio dell’Umanità..chi compie sacrifici umani lo fà semmai in nome di Moloch,o Quetzacoalt,o altre divinità che vogliono schiavizzare l’umanità,che vogliono gli umani in ginocchi,e non Fieri e Liberi,Rischiarati dalla Luce della Conoscenza..a proposito di sacrifici umani,inquietante è il simbolo del cristianesimo,un Umano inchiodato a una croce,sacrificato alla divinità..

  • Anonimo

    ma pussa via!
    p.s.
    è inutile, fattene una ragione: non prevalebunt

  • Così tante modalità per firmarsi e l’anonimo non usa nemmeno una… dai…
    Sul mio blog di solito cancello tutti gli anonimi… ma qui si ha un po’ di pietà? XD

  • Anonimo

    Io nel mio orto invece bagno i pomodori.

    Manfred 

  • Anonimo

    @ janquarius

    già, Santa è talmente signorile da non cacciare chi, come te, entra in casa d’altri e critica il padrone di casa

    Firmato: Anonimo 

  • Anonimo

    Un blog lo puoi paragonare più ad un bar che a una casa, senza avventori non ha ragione di essere.
    Questo nulla togliendo alla signorilità del proprietario.

    Manfred

     

  • Anonimo

    Beh prova ad entrare in un bar e dire al proprietario “ma come cazzo lo gestisce questo posto”?

  • Anonimo

    Infatti i blogs stanno sostituendo i bar sport e i circoli della pesca, dato che l’istruzione è aumentata.

    Manfred 

  • Ciao Santaruina,

    spero di non fare una domanda insensata, ma questo discorso come si può contestualizzare nei confronti dell’uccisione degli animali col fine di cibarsi della loro carne?
    entra nell’ambito del sacrificio, da un certo punto di vista. no?

    non sono riuscito a trovare dati certi sulla questione e quindi di rimando sul consumo stesso della carne.
    ad esempio so che, secondo la dottrina islamica, il consumo di carne è non solo permesso ma anche consigliato/imposto.
    al tempo stesso ho vagamente compreso per quel che riguarda l’induismo non sarebbe altrettanto.

    con amicizia,
    jaakob 

  • Ciao Jaakob

    nelle culture antiche l’uccisione degli animali destinati al cibo era a tutti gli effetti un rito sacro.
    Per alcune tradizioni lo è tutt’ora, ed anche nell’Islam e nell’ebraismo sono rimasti dei retaggi di quell’arcaico modo di concepire tale momento.

    La differenza dell’uccisione dell’animale destinato a diventare cibo rispetto ai riti sacrificali descritti nell’articolo sta nel fatto che nel primo caso lo “scambio di energie” che stava per avere luogo era evidente ed immediato.
    L’animale veniva ucciso affinchè gli esseri umani potessero continuare a vivere, nutrendosi di lui, assorbendo le sue energie in maniera diretta.

    A presto

    • Grazie Santaruina,

      quindi, se ho capito bene, si potrebbe dire che in effetti un “problema” (in ottica tradizionale) esiste sul consumo di carne, normalmente inteso oggigiorno. Il senso originario è quello dell’uccisione dell’animale col fine del consumo diretto della carne, come nutrimento.
      Oggi invece la nostra società è composta in modo tale per cui si demanda l’uccisione e non sussiste il collegamento diretto tra uccisione/sacrificio e consumo. Insomma la mano che si leva sull’animale non è la stessa che si adopera con forchetta e coltello.
      non si potrebbe allora dire che c’è anche in questo elemento una forma di degenerazione?
      al di là di qualsiasi etica odierna, intendo (che essendo odierna non ha nulla a che vedere con i dati tradizionali…)

      Mi chiedo oltretutto: tutte le “energie” che vengono liberate nell’uccisione di migliaia di animali, per l’industria della carne… come diavolo sono veicolate? (sempre che non mi sia già risposto con la domanda stessa…) 

  • non si potrebbe allora dire che c’è anche in questo elemento una forma di degenerazione?

    In ogni aspetto della modernità vi è una degenerazione, e l’alimentazione non fa eccezione..

    A presto :-)

  • orange

    i riti Aztechi…sotto il sole che guarda..una volta chiesi su internet ad una non tanto nota agenzia segreta usa un certo titolo di un certo..programma..comparve solo per quella volta un sacerdote azteco o maya,che faceva una timorosa invocazione al nuovo sole nascente..il sacerdote chiedeva protezione e prometteva ubbidienza..curioso no?..il moderno fuso col passato..perchè allora mi chiesi..dov’è il nesso..il nesso è che nulla è cambiato e l’elite dominante asserve delle entità superiori..questa è la certezza..il sole e il colore rappresentano il nuovo ciclo e il portatore di luce,chiamiamolo lucifero o in altri modi..potrebbe essere un entità aliena o delle entità aliene che monopolizzano il nostro pianeta..coltivando per il futuro..un parco-buoi bene ordinato dove a pochi eletti sarà permesso di evolvere verso l’alto..

  • orange

    per curiosità..vedere NASA,sacerdoti maya,nuovo sole e colore..orange..

  • […] umani” indispensabili per liberare “energie positive” a vantaggio dei sacrificatori (clicca per leggere). Anche oggi, sebbene in chiave soft, riveduta e corretta, Angela Merkel, iniziata presso una loggia […]

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