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¿te quedarás, mi pesadilla
rondándome al oscurecer?


-o- Too late to die young -o-
15 febbraio 2013

Sulla psicologia delle masse


La capacità di gestione delle masse è stata in ogni tempo la principale preoccupazione per chi detiene il potere, che operi su piani visibili oppure più celati.
Governare significa infatti riuscire ad indurre all’obbedienza una grande quantità di persone, infinitamente maggiore nel numero rispetto a coloro che gli ordini li emettono, si tratta di comprendere ed applicare quei meccanismi che permettono a pochi di poter disporre e direzionare le vite dei molti.
Un compito sicuramente non semplice, che ha trovato nei secoli diversi metodi per essere portato a termine.
Benchè la violenza, la coercizione e l’intimidazione siano le modalità più sfruttate, occorre sempre tenere presente che la sproporzione tra il numero dei soggiogati rispetto a quello dei controllori ha fatto in modo che fosse richiesto anche dell’altro: in qualche modo, andava conquistata anche la volontà dei sudditi, essendo la loro predisposizione all’obbedienza necessaria per il compimento del progetto.
E tra tutti i regimi che l’umanità ha sperimentato, sicuramente quello democratico si è dimostrato il più adeguato allo scopo, dal momento che è quello che maggiormente coinvolge la massa lasciandola nella convinzione di essere essa stessa “artefice del proprio destino”.
Si tratta, in altre parole, di un piccolo capolavoro strategico.

Per tutti questi motivi lo studio di quella che la modernità ha chiamato “psicologia delle masse” è stata argomento di massimo interesse per coloro che detengono il potere, in ogni epoca, una scienza riservata a pochi e per molti secoli gelosamente custodita.
Fu solo nel XX secolo che comparvero i primi testi che si occuparono della materia in una maniera che oggi chiameremo “divulgativa”, una ricerca che ebbe il suo massimo interprete in Gustave Le Bon, autore di quel “Psicologia delle folle” che divenne il testo di riferimento di dittatori quali Mussolini, Hitler e Stalin.
Saper gestire e condizionare con successo le masse, inoltre, permette ai concorrenti dei depositari del potere di trovare lo strumento necessario per portare avanti il proprio progetto di sovversione, dal momento che i grandi ribaltamenti sociali necessitano a volte di un ampio numero di pedine sacrificabili.
La rivoluzione francese, così come quella russa, non avrebbero mai potuto avere luogo se non fosse stato per i milioni di individui convinti dagli scaltri burattinai a sacrificare le proprie vite in nome di un “ideale” più alto.

Negli estratti che seguono, il padre della psicologia moderna Sigmund Freud riprende il testo di Le Bon e lo analizza, portandone agli estremi i ragionamenti ed inserendoli all’interno della propria visione psicanalitica.
Nonostante siano passati circa cento anni dalla stesura di tale testo, e forse le “masse” del XX secolo oggi non esistono più, e benchè vi sia molto da commentare sulle teorie controverse, come minimo, dello stesso Freud, i passi riportati mantengono comunque ancora un certo interesse, e sicuramente offrono ampio materiale di riflessione.

da “Psicologia delle masse e analisi dell’io”, di Sigmund Freud.
(grassetti miei)

La massa è impulsiva, mutevole e irritabile.
E’ governata quasi per intero dall’inconscio.
A seconda delle circostanze gli impulsi cui la massa obbedisce possono essere generosi o crudeli, eroici o pusillanimi; sono però imperiosi al punto da non lasciar sussistere l’interesse personale, neanche quello dell’autoconservazione.
Nulla in essa è premeditato.
Pur potendo desiderare le cose appassionatamente, non le desidera mai a lungo, è incapace di volontà duratura.
Non tollera alcun indugio fra il proprio desiderio e il compimento di ciò che desidera.
Si sente onnipotente, per l’individuo appartenente alla massa svanisce il concetto dell’impossibile.
La massa è straordinariamente influenzabile e credula, è acritica, per essa non esiste l’inverosimile.
Pensa per immagini, che si richiamano vicendevolmente per associazione come, nel singolo, si adeguano le une alle altre negli stati di libera fantasticheria: queste immagini non vengono valutate da alcuna istanza ragionevole circa il loro accordo con la realtà.
I sentimenti della massa sono sempre semplicissimi e molto esagerati.
La massa non conosce quindi né dubbi né incertezze.
Corre subito agli estremi, il sospetto sfiorato si trasforma subito in evidenza inoppugnabile, un’antipatia incipiente in odio feroce.
Pur essendo incline a tutti gli estremi, la massa può venir eccitata solo da stimoli eccessivi.
Chi desidera agire su essa, non ha bisogno di coerenza logica fra i propri argomenti; deve dipingere nei colori più violenti, esagerare e ripetere sempre la stessa cosa.
Poiché riguardo al vero e il falso la massa non conosce dubbi ed è però consapevole della sua grande forza, essa è a un tempo intollerante e pronta a credere all’autorità.
Rispetta la forza e soggiace solo moderatamente all’influsso della bontà, che ai suoi occhi costituisce solo una sorta di debolezza.
Ciò che essa richiede ai propri eroi è la forza o addirittura la brutalità.
Vuole essere dominata ed oppressa e temere il proprio padrone.
[…]
Per giudicare correttamente la moralità della masse, occorre tener conto del fatto che, nello stare insieme degli individui riuniti in una massa, tutte le inibizioni individuali scompaiono e tutti gli istinti crudeli, brutali, distruttivi, che nel singolo sonnecchiano quali relitti di tempi primordiali, si ridestano ed aspirano al libero soddisfacimento pulsionale.
Per influsso della suggestione le masse sono però anche capaci di realizzazioni più alte, quali l’abnegazione, il disinteresse, la dedizione ad un ideale.
Mentre l’utile personale costituisce nell’individuo isolato quasi l’unico incentivo, nelle masse predomina assai di rado.
Si può parlare della moralizzazione del singolo tramite la massa.
Mentre la capacità intellettuale della massa è sempre assai inferiore a quella del singolo, il suo comportamento etico può sia superare di molto il livello di quello del singolo, sia esserne di gran lunga inferiore.
[…]
La massa soggiace inoltre alla potenza veramente magica di parole che nell’anima delle moltitudini possono provocare o placare le più formidabili tempeste.
“La ragione e gli argomenti logici non riuscirebbero a lottare contro certe parole e certe formule. Vengono pronunciate con riverenza davanti alle masse e, subito, i volti assumono una espressione di deferenza e le teste si inchinano. Molti le considerano forze della natura, potenze sovrannaturali”.
Basta in proposito rammentare i tabù dei nomi presso i primitivi, le forze magiche che per essi si riallacciano ai nomi delle parole.
Le masse infine non hanno mai conosciuto la sete della verità.
Hanno bisogno di illusioni e a queste non possono rinunciare.
L’irreale ha costantemente in esse la precedenza sul reale, soggiacciono all’influsso di ciò che non è vero quasi altrettanto che a quello di ciò che è vero.
Hanno l’evidente tendenza a non fare alcuna distinzione tra i due.

_______________________

si veda anche:
La scienza della persuasione

39 comments to Sulla psicologia delle masse

  • Doulos

    Freud fu ebreo.
    Credo che questo sia un aspetto non secondario nell’intuire certe dinamiche.
    Parere spassionato e personale, claro.

  • Anonimo

    se poi la “selezione” (come nei fatti è) avviene unicamente per via massonica…m

  • Anonimo

    Stai chiudendo il cerchio con l’articolo su Fabri Fibra?
    Diffusione di idee e stati di animo in maniera subconscia attraverso simbologie sovvertite, videomusicali, film, videogiochi(si vede che non ne sei un appassionato, vai a vedere per esempio, il simbolo che accompagna Assassin’s Creed che oramai fra tutti i capitoli avra’ venduto 40 milioni di copie in occidente, e di cosa tratta anche).

    Come ieri lo facevano attraverso le assemblee oceaniche i vari dittatori, oggi lo fanno questi, piu’ capillarmente e subdolamente, agendo sui medesimi grimaldelli.

    Ora, se e’ cosi’ vorrei veramente leggere da te una ulteriore trattazione sulle eggregore, capitolo affascinante e semisconosciuto.

    Non si arriva forse a pensare o meglio ad essere condotti a pensare dell’inevitabilita’ di una certa forma pensiero e quindi a desiderarla e lavorare alla sua realizzazione prima passivamente poi attivamente?

    Leggo sempre con il molto interesse e “profitto” i tuoi articoli.

    Ciao ^_^.

     

    • Luigi

      “Non si arriva forse a pensare o meglio ad essere condotti a pensare dell’inevitabilita’ di una certa forma pensiero e quindi a desiderarla e lavorare alla sua realizzazione prima passivamente poi attivamente?”

      Questo spiegherebbe anche perché, citando Dostoevskij, “a tutto si abitua quel vigliacco ch’è l’uomo”… 

  • Hiei

    Tutto ciò si applica anche se non soprattutto alle “masse di fedeli”, naturalmente.
     
    Di tutte le confessioni, s’intende. Democrazia inclusa…

    • Anonimo

      No, ti sbagli, ovviamente, per molte ragioni.

      Ma non voglio sprecare elettricita’, ne perdere un minuto in piu’ per replicare a un troll dichiarato.

       

      • Hiei

        “No, ti sbagli, ovviamente, per molte ragioni.”
         
        Certo, certo: al mondo sono tutti stronzi, si sa. Gli altri.
         
        “Ma non voglio sprecare elettricita’, ne perdere un minuto in piu’ per replicare a un troll dichiarato.”
         
        Che è sempre un’ottima scusa quando in realtà non si sa cosa katz replicare! :’D
        Vai, vai…e non peccare più…

        • Anonimo

          Ma guarda considerando la sempre piu`grande carenza di liberta` espressiva religiosa, considerando che parlare di Gesu` nei luoghi pubblici e` “politicamente scorretto” e considerando quanto la cosa irriti i piu`, credo che la fede non abbia in se il paradigma di cui sopra…anzi…oggi chi crede e` un fallito, non e` cool, non e` neanche piu` democratico a momenti :D quindi mi sentirei di escludere i credenti da questa considerazione, ovvimanente con le dovute eccezioni ed fanatismi del caso. Ma mi sa che hai fatto un buco nell`acqua questa volta Hiei, Capita ;D 

          Pace

          Brokencircle 

        • Hiei

          Sicuro.
          Non c’è più religione.
          Tuto mondo odia.
          Come no.
           
          Da quando i sionisti hanno dimostrato quanto funziona bene il chiagni e fotti non si vive più. :’D

        • Luigi

          Foxman è in ascolto, attenti! :)

        • Anonimo

          non era questo che intendevo, intendo che si puo` benissimo inserire i credenti se proprio lo si vuole nell grande insieme dei “plagiati di mente” la religione la fede e` anche una forma mentis, solo che tornando all`elite e a chi del controllo ne fa una ragione di vita, la religione non mi sembra esattamente uno strumento vincento…almeno finao ad oggi…e mi riferisco alle religioni che conosco, dippiu` non so :)

          brokencircle 

        • Anonimo

          @Brokencirlce

          Illustri una delle ragioni.
          Ma la mia non-risposta di prima al troll, era in linea con la determinazione ad ignorare qualsivoglia provocazione e intendimento del soggetto completamente.
          A quale fine?
          A me piace questo blog,molto: e lo seguo oramai da anni, stimo molto il suo autore e spesso i suoi articoli vanno dritti al cuore del problema, senza tanti fronzoli.
          Quindi ritenevo questo blog un luogo di arricchimento personale molto proficuo, sia per il tema proposto da Santaruina, sia per le discussioni nella sezione dedicata, se ti vai a leggere alcune delle discussioni piu’ vecchie negli anni, con interventi di personalita’ veramente intelligenti ne tornerai arricchito.
          Ritenevo dicevo, la qualita’ delle discussioni a causa di questo soggetto sta scadendo miseramente in diatribe fanciullesche e ben poco illuminati, ed ogni discussione finisce per essere deragliata dalle asserzioni sconclusionate del troll.
          Il fine per me e’ ritrovare nella sezione delle discussioni quel clima di apprendimento e confronto sereno che c’era prima.

          Ciao. 

        • Hiei

          “Il fine per me e’ ritrovare nella sezione delle discussioni quel clima di apprendimento e confronto sereno che c’era prima.”
           
          Ovvero che si dica solo quel che piace a te.
          Che poi piagnucola di essere un povero discriminato. Oh, yeah.

        • Avevo già detto come quale fosse il mio pensiero a proposito, ma ci torno brevemente.
          In questo blog i commenti sono aperti a tutti, e sarà sempre così.
          Unica regola è il rispetto reciproco: sono un po’ pignolo in questo.
          Per il resto, qualsiasi idea può essere espressa.

          Ora, benchè non sia il caso di parlare di singoli (fa molto allenatore di calcio questa frase), vorrei aggiungere una considerazione a proposito di Hiei.
          Benchè anche a me a volte faccia “arrabbiare” (lo metto tra parentesi perchè in verità io sono impossibilitato ad arrabbiarmi), potrà dire la sua qui fin quando vuole, una volta che rispetta quella regola a cui tutti siamo tenuti.
          Inoltre, direi che i suoi interventi aggiungendo a volte un punto di vista diverso da quello generalmente condiviso da chi legge questo blog possono essere utili per approfondire maggiormente le proprie considerazioni.
          Sulle “provocazioni” o “stoccate”, direi che quello dipende da chi si sente “punto”: si può sempre decidere di non contro-ribattere, se si pensa che questo possa deviare la discussione.

          Inoltre, la possibilità che wordpress dà di presentare i commenti ad albero permette di rispondere a dei particolari punti creando delle sotto-discussioni.
          Questo, se da una parte rende la lettura dei commenti più difficoltosa, dall’altra permette che il filone principale non venga “deviato”.

          In altre parole, c’è uno strumento, quello dei commenti, a disposizone e sta a noi usarlo al meglio.

  • Anonimo

    la penso come l’anonimo sopra.. m

  • Stai chiudendo il cerchio con l’articolo su Fabri Fibra?
    Diffusione di idee e stati di animo in maniera subconscia attraverso simbologie sovvertite, videomusicali, film, videogiochi(si vede che non ne sei un appassionato,

    Sì, e a dire il vero, tutto questo blog nella sua interezza tratta di un unico argomento, ovvero dei modi in cui un nuovo etat d’esprit si stia diffondendo.
    per quanto riguarda i videogiochi, ne so davvero poco.
    Ed in effetti sono un altro grande veicolo per i giovani, e non solo.

    __________________

    Foxman è in ascolto, attenti!

     

    :-D

  • Luigi

    Non conosco Hiei ma mi sembra allievo della Sacra Scuola di Deng Xiaoping…

    non è il Sommo però, l’Originale, di questo sono abb. sicuro :) 

  • Betamax

    A leggere le parti in grassetto c’è seriamente di che preoccuparsi per le sorti della nostra squadra; dalla nostra parte invece abbiamo il fatto di giocare sempre in casa e che questi trattati, proprio perchè così verosimili, vengono resi strampalati dal fatto che, per come la vedo io, il più delle volte chi li ha scritti non li abbia mai vissuti…qualcosa scappa sempre…vaglielo a far capire al resto della squadra…abbiamo perso pure oggi..

  • Mirco

    Anche io la penso come l’Anonimo di prima, trovo la onnipresenza di Hiei non casuale e non ingenua. Su internet pullulano individui così che si insinuano nei forum e nei blog molto seguiti, si impongono con un atteggiamento prepotente, e piano piano prendono sempre più spazio, fino a diventare dei veri e propri protagonisti. Il loro scopo è raccogliere adepti, persone che li seguono soggiogate dal loro fare irriverente e prepotente.
    Quando si sono fatti la loro schiera di adepti, iniziano a spandere infamie contro gli altri frequentatori e saltuariamente ma mai in prima persona anche contro il “proprietario” del forum o del blog.
    Occhio a sottovalutarli.
     

  • tristantzara

    Se hai 5-10 min. di tempo http://www.rivistastudio.com/editoriali/politica-societa/piccoli-destini-droni/
    Pietro Minto è troppo bravo, 25 anni, guarda come e di cosa scrive, da seguire scrivigli via mail se ti piace, blog http://www.gootemberg.wordpress.com 

  • Anonimo

    io credo se posso permettermi che si stia un tantino sparando alla cieca, apro e chiudo  una parentesi lampo…abbiamo constatato che il problema delle masse , uno dei problemi principali se non quello principale sia il conformismo, Hiei con la sua voce fuori dal coro e i suoi toni talvolta non concilianti ci ricorda che non prevarranno mai sul singolo, lui, proprio lui che tanto nega, e` la prova vivente della meraviglia dell`animo umano, dice cio` che pensa anche rischiando di “persona” e` una voce fuori dal coro che ci ricorda che siamo tutti unici e splendidi, Hiei sei un martire, sei la marcia in piu` per ogni credente, benedetto sia il tuo spirito ed il tuo caratteraccio :D e se di troll si tratta e` di gran lunga il piu` divertente.

    Brokencircle 

  • Anonimo

    …ma de che?…come se fosse “ANTANI”. m

    • Anonimo

      eheheh, oh ma proprio non vi riesce di vivere con spirito la vita sul web? :D Fatevi una risata, Capisco che la vita vera sia difficile da vivere con leggerezza ma qui siamo tutti bites nel nulla, e poi mica vi ha offeso la famiglia o l`onore…dice cose che nemmeno io condivido nel caso specifico, ma le dice con “semigarbo” :D e` un bravo ragazzaccio, ci ricorda che siamo tutti diversi grazie a Dio e per quanto mi riguarda il suo fare non fa che rafforzare le mie convinzioni quindi gli sono grato, se la guardi da lontano la cosa ha i suoi lati positivi :)

    • Su questo concordo.

      Specialmente nel web, una delle prime regole è quella di non prendersi troppo sul serio :-)

  • Anonimo

    mo` pero` basta OT, personalmente passo e chiudo.

    A gia`…brokencircle…come sopra.

  • Maria AA

    Santaruina,
    sei IMPOSSIBILITATO  ad arrabbiarti?
    Beato te!
    Eh eh,
    ti invidio tantissimo.

  • freemind

    Io sono in sintonia con l’anonimo che fa della diversità un bene comune,penso che sia giusto che tutti esprimano il proprio pensiero,ci sono blog sulla rete in cui gli utenti fanno muro e permettono a mala pena alle persone di parlare,questo è rimasto uno dei siti che preferisco,anche se ancora non ho ricevuto una risposta esauriente su un certo argomento che più volte ho citato qui,argomento che riguarda la verità e che sembra spaventare l’opinione pubblica;non capisco perchè nella nostra società,non si affrontino i problemi per quanto mostruosi possano sembrare,questo comportamento lo rivedo anche nei comportamenti delle persone,nei confronti del diverso,degli handicap,della diversità di razza e sociale.
    Ho visto persone fuggire in un luogo pubblico,(fra l’altro luogo molto famoso e frequentato) alla difficoltà di una persona mutilata,di nazionalità straniera di tirarsi su dalla sedia a rotelle(era scivolata giù),fuggire letteralmente!Una stanza con circa 50 persone,svuotata come se ci fosse stata una scossa di terremoto!
    Quindi non mi meraviglio se altri si spaventano su un blog,se nella realtà sociale si presenta una simile situazione,figuriamoci sul web.
    Eppure sento la necessità di postare all’infinito,non per violentarvi l’animo,ma per scuotervi un po’,poichè il signore che scriveva non scrive più,e ha lasciato intendere precedentemente che il motivo può essere solo uno,il suo sacrificio per gli altri che lui più volte aveva menzionato in passato anche piuttosto ironicamente.
    Perchè allora se questa persona si è sacrificata per noi,allo stesso modo di tanti altri,noi nemmeno vogliamo prendere in considerazione le sue parole?
    Non è questo un lavaggio mentale,quello di coprire o sotterrare una delle tante verità che potrebbero almeno essere prese in considerazione?
    Santa,da te mi aspetterei giudizi più ampi sul tema,te lo dico sinceramente e  anche dagli altri,sappiamo veramente cosa vuol dire cattolico?L’unico in questo blog che ha detto quello che pensava è stato Hiei,con questo mio commento non voglio essere un adepto di nessuno,voglio solo spronare le coscienze,perchè forse un ateo davvero ci dimostra di essere più credente di tutti noi.
    http://settarosarossa.wordpress.com/2012/06/05/quanti-petali-ha-una-rosa/
    La verità e l’amore siano davvero il motore per una nuova epoca insieme,atei e cattolici,cattivi e buoni,perchè il cattivo che noi vediamo è solo una persona che soffre.
     

  • Maria

    Presi la decisione di fare a meno dell’ira diversi anni fa.
    All’inizio dovevo trattenermi, poi col tempo non ce ne fu più bisogno.
    Adesso al massimo mi intristisco :-)

    ____________________________________

    Ciao Freemind

    come ti avevo detto qualche tempo, la prima volta che avevi segnalato quel blog, personalmente non riesco a farmene un’idea, per il semplice fatto che non riesco a comprenderlo.
    Era così all’epoca, ed così adesso.
    Il linguaggio usato è criptico, a dir poco, e nulla viene detto con chiarezza.
    Si tratta di una scelta dell’autore, che avrà i suoi motivi, ma in questo modo non si riesce a comprendere cosa veramente voglia comunicare.

    A presto

  • verità, amore e giustizia,
    queste sono le tre grazie a cui attenersi (e aggrapparsi) sempre.
    a piccole dosi vanno prese invece le distribuzioni di massa 
    (penso alle sfuriate di Grillo:-) 
    ed ora spengo il pc e mi faccio un bel bagno!

    ciao Santa!;-) 

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