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¿te quedarás, mi pesadilla
rondándome al oscurecer?


-o- Too late to die young -o-
15 Marzo 2008

Orson Welles sulla Cattedrale di Chartres

Tutte le nostre canzoni verranno messe a tacere.
Ma cosa importa, continuiamo a cantare.


Questo magnifico capolavoro d’arte è li da secoli.

È forse la maggiore opera dell’uomo in tutto il mondo occidentale.
Eppure, non è firmata.
Tutto ciò che resta, cosi sembrano pensarla gli artisti d’oggi, è l’uomo, povero e, totalmente indifeso…
Le nostre opere nella pietra, sulla tela o nella stampa di rado vengono risparmiate per qualche decennio o per qualche millennio o due, ma alla fine ogni cosa viene annullata dalla guerra o si cancella nell’ineluttabile cenere universale.
Trionfi o inganni, tesori e falsi: è la realtà della vita.
Dobbiamo morire.
Ma siate allegri: dal passato vivente giungono le grida degli artisti morti.
Tutte le nostre canzoni verranno messe a tacere.
Ma cosa importa, continuiamo a cantare.
Forse il nome di un uomo non è poi cosi importante.

Orson Welles

15 Febbraio 2008

Eggregore VI

The Phantom of the Opera
Nightwish


Probabilmente la chiave sta nella musica.
3 Febbraio 2008

Empty Walls

Serj Tankian, musicista di origine armena e leader dei Sistem of the Down, si distingue per l’impegno con cui tratta argomenti spesso ignorati dal mondo del music businness contemporaneo.
Penso che Empty Walls sia una delle migliori canzoni del 2007, ed il video che la accompagna lo è altrettanto.
Una idea semplice, un messaggio che arriva diretto, capace di far riflettere anche coloro che a questa attività sembrano aver rinunciato.


Empty Walls
Serj Tankian

Your empty walls,
Your empty walls,
Pretentious adventures,
Dismissive apprehension,
Don’t waste your time,
On coffins today,
When we decline,
From the confines of our mind,
Don’t waste your time,
On coffins today…
Don’t you see their bodies burning?
Desolate and full of yearning,
Dying of anticipation,
Choking from intoxication,
I want you to be left behind those empty walls,
Told you to see from behind those empty walls…
Those empty walls,
When we decline,
From the confines of our mind,
Don’t waste your time,
On coffins today…

I loved you yesterday,
(From behind those empty walls…)
Before you killed my family,
(From behind those empty walls, the walls…)

Those walls!
Those walls!


Mura Vuote

Le vostre mura vuote
desiderose di attenzioni
lontane dalle apprensioni
non sprecate il vostro tempo oggi sulle bare
quando non approviamo dai confini delle nostre menti
Non sprecate il vostro tempo
oggi sulle bare
Non vedete i loro corpi bruciare?
Desolati e pieni di  desiderio
morenti di aspettative
soffocanti di intossicazione
Vorrei che voi
foste lasciati dietro queste mura vuote
vi dissi di guardare
da dietro  queste vuote pareti
Da dietro queste mura
da dietro queste pareti
 queste pareti

Vi amai ieri,
Prima che uccideste la mia famiglia

da dietro  queste mura…

31 Gennaio 2008

Libero Arbitrio

Sembra che la teoria del ‘libero arbitrio’ già cento volte confutata, debba il suo perdurare proprio a quest’attrattiva: sempre di nuovo spunta qualcuno che si sente abbastanza forte per confutarla
W.F. Nietzsche , Al di là del Bene e del Male, Aforisma 18



Libero Arbitrio
: In filosofia e in teologia, la facoltà dell’uomo di decidere indipendentemente da limitazioni imposte alla sua volontà da una qualsiasi causa esteriore, dalla necessità naturale o dalla predeterminazione divina. Un’azione assolutamente libera sarebbe un’azione che non è sottoposta ad alcuna determinazione causale. Nella tradizione filosofica occidentale, alla dottrina che sostiene l’assolutezza del libero arbitrio si oppone il determinismo, per il quale l’azione dell’uomo non scaturisce da un libero atto della volontà, ma piuttosto dall’influenza di passioni e desideri, da condizioni fisiche o circostanze esterne che sfuggono al controllo dell’individuo.

Anni fa l’eternamente irrisolta questione del libero arbitrio occupava la maggior parte dei miei pensieri.
Essere liberi comporta infatti una grande responsabilità; forse una responsabilità troppo grande per degli esseri mortali.
Significa poter scegliere, e dover in qualche modo rispondere delle proprie azioni.
Non certo un piccolo obbligo, per delle creature per natura portate a commettere sbagli in ripetizione.
Ma la stessa consapevolezza dell’essere, indubbiamente, creati, nella mia mente tendeva ad escludere in maniera inconfutabile l’esistenza del libero arbitrio; ed in effetti, nessuna creatura sceglie il modo in cui venire al mondo, il suo aspetto, la sua intelligenza, la sua capacità di fare buon uso dei doni che ha ricevuto.
Ed anche quando ci si sente dire “sta a te scegliere”, a quale “te” ci si sta rivolgendo?
Colui che fa le scelte, da dove proviene?
E se mi ritrovo con un’anima , una mente, un ‘io’ che fa sempre le scelte sbagliate, ancora una volta, dove sta la colpa, in questo?
Erano domande che non smettevo di pormi.

Alla fine giunsi alla conclusione che il libero arbitrio semplicemente non poteva esistere, e intuii anche come gli uomini avessero ricevuto in dono l’incapacità di potersene rendere conto.
Fui anche quel minimo saggio per decidere di non dare troppa fiducia alle mie capacità di discernimento, in quel caso.
Così accantonai quei pensieri, e andai oltre.
In fondo, si possono scrivere innumerevoli tomi sull’argomento, e menti ben più fini della mia l’hanno fatto e continuano a farlo.
Ma potrebbe essere anche il caso che la questione si ponga in maniera sbagliata.
Forse non è la ragione, e il suo procedimento analitico, lo strumento esatto per giungere a capo del problema.
Forse il libero arbitrio semplicemente esiste, senza una giustificazione, e forse abbiamo davvero in noi la capacità di scegliere tra il bene e il male.
E forse c’è anche un motivo, per tutto questo.

Fino a che punto, siamo ‘liberi’?

(ulteriori spunti nei commenti)

8 Gennaio 2008

Colorando la nebbia


Quando ha inizio l’inverno vorrei sempre andare in letargo.
Ma intorno tutto si ostina a girare, ed è strano che le persone continuino a trovare cose importanti da portare a termine, quando fuori c’è l’inverno.
Ho sempre pensato che in certi giorni la cosa più normale da fare, la più umana, sia stare a letto, che la nebbia vista dalla finestra di casa appare pure bella.
Ma il mondo, si sa, è folle, ed anche in queste giornate occorre uscirsene fuori, persi nelle proprie occupazioni, tanto importanti, più importanti di un caffè caldo bevuto mentre si guarda la nebbia dalla finestra di casa.Tornando dal lavoro stasera pensavo all’inverno padano, all’impossibilità di non farsi contagiare dal suo grigio.
Il cielo è sempre grigio, le strade sono grigie, i campi grigi.
E’ naturale che diventino un po’ grigie anche le persone.
Guidavo e cercavo dei colori, intorno a me.
Poi dall’autoradio è partita la canzone giusta, ed anche la nebbia sa trovare un po’ di senso.